25 April 2017

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È disponibile la newsletter N° 15/2017 della comunità di ubuntu-it. In questo numero:

  • Ubuntu 17.10 si chiamerà Artful Aardvark
  • La comunità UBports lavora per mantenere vivi Ubuntu Touch e Unity 8
  • Rock On: Deepin Music è ora disponibile come applicazione Snap su Ubuntu

Puoi leggere la newsletter in questa pagina, oppure scaricarla in formato pdf da questa pagina.
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il 25 April 2017 21.00

20 April 2017

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http://wiki.ubuntu-it.org/NewsletterItaliana/Materiale?action=AttachFile&do=get&target=newsletter.png

È disponibile la newsletter N° 14/2017 della comunità di ubuntu-it. In questo numero:

  • Ubuntu 17.04 è finalmente disponibile per il download
  • Canonical smette di sviluppare Unity8. Ubuntu 18.04 avrà GNOME Desktop
  • Stipulata convenzione con l'Hotel Verdi per l'evento DUCC-IT 2017
  • Statistiche del gruppo sviluppo

Per visualizzare la newsletter online, consulta questa pagina.
È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.

il 20 April 2017 20.42

19 April 2017

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Riportiamo una notizia dal sito ufficiale di DUCC-IT.

E’ stato pubblicato il programma della Debian Ubuntu Community Conference 2017, che quest’anno si terrà sabato 6 e domenica 7 a Vicenza, presso Villa Lattes.

Il programma è particolarmente ricco di spunti, che rappresentano il meglio delle Comunità Debian e Ubuntu, ma anche delle comunità Mozilla Italia, LibreItalia, Wikimedia e OpenStreetMap, accumunate dal tema di quest’anno "Open communities for a better world" (comunità aperte per un mondo migliore). I talk saranno ben sedici tenuti da quattordici relatori provenienti da tutta Italia.

I talk affronteranno tre temi principali: utilizzo degli strumenti liberi, esperienze di software libero sul campo e come contribuire a progetti liberi. Tutti i talk saranno comunque accessibili al pubblico generico, che potrà interagire con i relatori, grazie a uno spazio apposito destinato all’approfondimento.

Per chi arriva da fuori Vicenza, sono disponibili le informazioni su come arrivare ed è stata stipulata una convenzione con l’Hotel Verdi, ma sono disponibili numerose sistemazioni accessibili a tutte le tasche. Vi aspettiamo!

L’accesso all’evento è libero e gratuito.

(l'immagine della Basilica Palladiana di Vicenza è tratta da Wikipedia)

il 19 April 2017 11.13

13 April 2017

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È arrivato. Canonical ha ufficialmente rilasciato Ubuntu 17.04 e il sistema è disponibile per il download assieme a tutte le derivate, tra queste il debutto della nuova Ubuntu Budgie. Questo non è un normale rilascio di Ubuntu, si tratta potenzialmente dell'ultima versione della distribuzione con Unity 7 come unico desktop di default. Non è una certezza, ovviamente, ma sappiamo che Ubuntu ha intenzione di passare a GNOME per il rilascio di Ubuntu 18.04 LTS, previsto per il prossimo anno, ed è possibile che gli sviluppatori favoriscano la transazione in parte già dalla 17.10.

 

Ubuntu 17.04 vede anche il termine dell'alfabeto per i nomi in codice, non sappiamo ancora se si ripartirà dalla lettera 'a' per portare avanti questa tradizione oppure se, anche sotto questo punto di vista, Ubuntu 17.04 segnerà la fine di un'epoca. Insomma, si tratta di un rilascio agrodolce per tutti gli appassionati di Ubuntu.

 

Sul lato tecnico, Ubuntu 17.04 non avrà più necessità di partizioni di swap della dimensione di almeno due volte quella della RAM. Non ha più molto senso su sistemi moderni dotati di molta memoria ed è per questo che verrà utilizzato un file di swap con una politica di dimensionamento completamente diversa. Ubuntu 17.04 include il kernel Linux 4.10, che è una grande notizia per tutti coloro che utilizzano CPU AMD Ryzen o sistemi Intel Kaby Lake. I giocatori invece apprezzeranno molto anche l'utilizzo di MESA 17.0.2 e del server X.Org 1.19.2 incluso per impostazione predefinita.

 

Sono inoltre state aggiornate quasi tutte le applicazioni di sistema ed è stata inclusa la versione 5.3 di LibreOffice, l'unica eccezione è il file manager Nautilus fermo alla 3.20 e Ubuntu Software alla 3.22, il resto è tutto adeguato al core recentissimo di GNOME 3.24.

 

I motivi per installare e provare Ubuntu 17.04 ci sono tutti, perciò che cosa state aspettando?

 

Fonte : omgubuntu.co.uk

il 13 April 2017 16.39

Ubuntu 18.04 avrà GNOME Desktop di default

Ubuntu-it Gruppo Promozione

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Ubuntu 18.04 LTS, la prossima release con supporto a lungo termine del sistema operativo Ubuntu verrà rilasciata con l'ambiente desktop di GNOME al posto di Unity 7. Ubuntu 17.04 contiene già molti elementi dello stack di GNOME 3.24 e soltanto il file manager Nautilus rimane ancorato al branch 3.20 a causa delle incompatibilità con il desktop di Unity 7 della nuova versione.

 

Unity 8 e la visione di Ubuntu sulla convergenza dei sistemi operativi, non sono più il futuro del computing che Canonical e il fondatore di Ubuntu, Mark Shuttleworth, avevano immaginato e preventivato. "Ho sbagliato su entrambi i fronti", ha rivelato lo stesso Mark. "Nella comunità i nostri sforzi sono stati visti come frammentazione e non come innovazione."

 

 

 

Da'ora in avanti, Canonical concentrerà i propri sforzi sulle tecnologie cloud (OpenStack, LXD, kubernetes, Juju, MAAS, BootStack) e su IoT (Internet of Things), in modo da rendere Ubuntu Linux il sistema operativo più utilizzato sulle infrastrutture cloud sia private che pubbliche. La tecnologia Snappy proseguirà ad essere sviluppata, per via dell'elevata sicurezza che porta, del fatto di essere cross-distro e grazie al suo largo utilizzo nei dispositivi dell'IoT.

 

Fonte : news.softpedia.com

il 13 April 2017 13.30

07 April 2017

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Annunciamo un nuovo Membro della Comunità: Giulio Leuci! :D

Giulio è un membro del Gruppo Documentazione, dove ha portato la maggior parte dei suoi contributi, ma è anche un contributore di lunga data al forum.

Ricordiamo che la membership, cioè il diventare un membro ufficiale della Comunità italiana di Ubuntu, è un riconoscimento per il prezioso e costante impegno svolto per la Comunità.

Complimenti e auguri di buon lavoro Giulio!

il 07 April 2017 18.33

06 April 2017

In today’s fast-paced world, data is multiplying at such an astonishing rate that analysts expect it to be 50 times as much by the end of this decade, which is only 3 short years away.

This accelerated growth of data is a result of a confluence of variegated sources. Sources for this data include data from advances in human knowledge, advances in communication technology, and advances in human interactions.

For instance, scientific information from CERN is creating 40 terabytes of data per second; the rapid production of affordable mobile devices is improving human communications across the globe; and the preponderance of influential social media networks is making it possible for billions of conversations across the world 24 hours a day.

In addition, astonishing technological advances are fueling the rate at which data is created and disseminated. The cloud, for example, is generating far more data than on-premise infrastructure ever could. This is because data creation is being fueled by the unique properties of the cloud such as economics of scale, extensibility, agility, and affordability.

Consequently, due to its accelerated and voluminous expansion through multiple sources and increasingly sophisticated technologies data is now being referred to as Big Data.

How Big Data Can Benefit Small Businesses

Since much of this data is unstructured, it’s easy to understand why a small business might be reluctant to get involved in the capture and use of relevant portions of this big data. However, this is not looking at things in the right way. A small business only needs to tap into a small amount of big data to begin to prosper in an unprecedented way and there are many affordable tools that it can use to collect and evaluate data.

High quality data can help a company make the right decision, and as a result, move in the right direction. Accessing relevant data can help a small business substantially increase its revenues.

As a small business owner, you may want to know the behavior of customers as they move through your sales funnel. Or you may want to know the what persuades customers to buy your products. Or you may want to know how customers found your website in the first place.

Software Tools to Collect and Analyze Big Data

Here are four examples of software that you could use to find out the answers to your questions:

  1. Use IBMs Watson Analytics to help you to identify sales patterns.
  2. Use Google Analytics to tell you where your visitors come from; it will tell you what they do on your website; and it will tell you what devices they use to read your content.
  3. Use Canopy Labs to find out how much each customer is worth to your business.
  4. Use Salesforce to track leads, conversion rates, and sales.

Using these and other software resources to capture and analyze data will allow you to make better use of your time, money, and efforts. It’s much easier to be successful if you build your business based on big data.

How a Small Business Benefited From Big Data

So how does all this work in the real world?

In 2013, a car marketplace in Phoenix called Carvana used Big Data to improve its business and customer experience. in an Inc article, What 3 Small Businesses Learned From Big Data, author Kevin Kelleher describes how the company mined customer data to reduce its financial risks:

Although many car dealerships simply look up a buyer’s credit score, Carvana scans hundreds of variables across several databases – including full credit reports from multiple companies and searches of the LexisNexis legal and news databases – to predict the likelihood of defaults, better tailor interest rates for individual customers, and weed out suspect buyers.

Small Business Marketing and Big Data

Small businesses that focus on marketing prosper because they realize that big data is the currency of good marketing. The best marketers rely on the quality of their data to fine-tune their intuitions on how and when to launch their initiatives. In essence, then, data drives the efficacy of key decisions. Good data leads to decisive wins. Conversely, insufficient data or misleading data can derail the best conceived business plans. What you don’t know could be costing you money…and what you do know can start making you money.

The post How Can Small Businesses Benefit From Big Data? appeared first on deshack.

il 06 April 2017 19.19
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Mark Shuttleworth ha annunciato un cambio di programma per Ubuntu: dato l'enorme interesse su Ubuntu nel settore server, cloud ed Internet of Things, Canonical ha deciso di abbandonare Ubuntu Phone e Unity8, per concentrarsi su i progetti Ubuntu più popolari.

 

 

L'abbandono di Unity8 significa che, a partire da Ubuntu 18.04 LTS, il Desktop Environment di default sarà GNOME, come prima dell'avvento di Unity nel 2011. Mark Shuttleworth, però, ha voluto sottolineare come Ubuntu Desktop è una parte fondamentale di Ubuntu, e che non verrà abbandonato.

Fonte: insights.ubuntu.com

il 06 April 2017 07.29

05 April 2017

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L'ultima release stabile dell'ambiente desktop opensource GNOME porta una serie di nuove funzionalità e miglioramenti tale da costituire un deciso passo avanti rispetto alla versione precedente. Si tratta del 33o rilascio del popolare ambiente desktop e di fatto siamo di fronte a una versione costata ben 6 mesi di sviluppo e un lavoro che ha portato a 28459 modifiche apportate. GNOME 3.24 è un rilascio maturo e stabile, ma anche completo di tante nuove funzionalità.

 

Non è questo l'ambito per elencare tutte le nuove caratteristiche di GNOME, ma alcune funzionalità sono estremamente degne di nota. Tra queste, GNOME Night Light è una novità assoluta e si tratta di una applicazione che regola la temperatura dello schermo in base all'orario della giornata. Attenuando la luce blu attraverso transazioni verso tonalità più calde, GNOME Night Light contribuisce a ridurre l'affaticamento degli occhi, a promuovere cicli di sonno naturale e costituisce un vero toccasana per la salute degli utenti. GNOME Night Light regola il colore dello schermo utilizzando i tempi di alba e tramonto per la propria posizione(rilevata automaticamente), ma è anche possibile creare pianificazioni personalizzate.

 

GNOME Shell 3.24 presenta tutta una serie di utili piccoli miglioramenti, un look ancor più raffinato e una reattività generale incrementata. Informazioni meteo e notifiche più comprensibili nell'area a discesa con data e calendario, media control box risistemato e la lista WiFi è ora ad aggiornamento automatico. Tanti piccoli accorgimenti che rendono l'esperienza d'uso di GNOME ancor più semplice e immediata.

 

GNOME Nautilus 3.24 è l'elemento più famoso del desktop di GNOME. L'attenzione per il file manager si è concentrata essenzialmente sul correggere i bug, risolvere i crash e sul migliorarne prestazioni e reattività. Nuove scorciatoie e una velocità aumentata rendono il file manager Nautilus uno strumento ancor più semplice e produttivo. Inoltre, icone e MIME ridisegnate conferiscono al desktop un aspetto più luminoso e moderno.

 

Oltre a ciò, GNOME Foto, in versione stabile e funzionale, GNOME Ricette, una applicazione desktop per i patiti di cucina, GNOME Giochi, una biblioteca per i videogames che può fungere anche da front-end per il sistema di emulazione libretro core, e una versione rinnovata di POLARI, il client GNOME IRC, permettono a GNOME 3.24 di essere un ambiente desktop completo e con tante applicazioni utili di serie.

 

Ogni nuova release di GNOME è accompagnata anche da ulteriori miglioramenti nell'esperienza d'uso se utilizzato con Wayland, il server grafico di nuova generazione utilizzato da distribuzioni alternative a Ubuntu, e anche la versione 3.24 non fa eccezione. Bug sistemati, rendering grafico e drag&drop migliorati, velocità incrementata e supporto completamente funzionale delle tavolette Wacom. Ricordiamo che, per gli utenti Ubuntu, GNOME 3.24 sarà disponibile da Ubuntu 17.04.

 

Fonte: omgubuntu.co.uk

il 05 April 2017 08.19

01 April 2017

Effettuare questo controllo è molto importante durante la visita dei siti commerciali, dove l'importanza della connessione HTTPS rende più sicura (da ambe due le parti, utente e servizio commerciale) sia la connessione che il passaggio dei vostri dati informatici.
il 01 April 2017 18.03
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Ubuntu 17.04

 

Il 13 Aprile verrà rilasciato Ubuntu 17.04, nome in codice Zesty Zapus. Come per ogni nuovo rilascio di Ubuntu, è necessario aggiornare le pagine di servizio del nostro wiki.

Nella pagina GruppoDocumentazione/Zesty puoi prendere in consegna una pagina per apportare le modifiche necessarie, seguendo una procedura ben rodata:

  1. inserisci nella tabella il tuo nome utente, accanto alla pagina che intendi aggiornare;
  2. copia il contenuto della pagina che hai scelto di aggiornare in una nuova pagina di prova, lasciando integra la struttura. Quello che conta è aggiornare nomi e collegamenti, tenendo in considerazione l'arrivo della 17.04 e togliere eventuali riferimenti alla versione 12.04 che è arrivata a fine supporto;
  3. inserisci nella tabella il collegamento alla tua pagina di prova ed eventuali note per segnalare cosa manca o cosa dovrà essere ancora controllato.

Il giorno del rilascio sarà sufficiente fare copia/incolla dei contenuti dalle pagine di prova nelle pagine ufficiali della documentazione wiki.
Attenzione, parte dei link per la 17.04 potrebbe ancora non essere disponibile. In questi casi sarà sufficiente scriverli nella stessa forma come per le versioni precedenti, per poi verificarli il giorno del rilascio ufficiale.

Dato che c'è una scadenza da rispettare è bene prenotare una pagina solo se in quel momento si ha veramente il tempo per lavorarci. Si evita così di bloccare a lungo una pagina mentre qualcun altro può occuparsene ;)
Per qualsiasi dubbio, fai riferimento alla pagina FAQ e a questa discussione. Ti aspettiamo!

 


A cura del Gruppo Doc
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il 01 April 2017 14.07

31 March 2017

Giovedì 30 marzo abbiamo iniziato una serie di serate dedicate all'approfondimento, installazione, configurazione e creazione di nuovo codice del software gestionale aziendale ODOO.
il 31 March 2017 20.30

30 March 2017

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A ogni ciclo di rilascio di una nuova versione di Ubuntu, artisti di talento di tutto il mondo creano immagini da utilizzare come sfondo per la scrivania e rilasciano le loro opere sotto licenze libere che ne incoraggiano la condivisione e l'adattamento. Per Ubuntu 17.04, sono state inserite ben 96 immagini nella raccolta di Flickr per la Ubuntu 17.04 Free Culture Showcase. Tutte le richieste che sono state ammesse possono essere scaricate e utilizzate su qualsiasi sistema Ubuntu, ma anche su altre distribuzioni Linux.

 

Grazie alla partecipazione di tutta la comunità Ubuntu e ai voti dei suoi membri, 12 immagini sono state scelte come vincitrici dello Ubuntu 17.04 Free Culture Showcase e verranno incluse nella distribuzione finale di Ubuntu 17.04.

In particolare, le immagini vincitrici che saranno incluse ufficialmente in Ubuntu 17.04 sono risultate essere:

 

Un grande complimento ai vincitori e un grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa produzione e selezione di wallpaper. È possibile trovare gli sfondi vincitori (insieme a decine di altri sfondi mozzafiato) presso la raccolta Flickr della Ubuntu 17.04 Free Culture Showcase oppure nella lista dei wallpaper per il desktop dopo aver aggiornato o installato Ubuntu 17.04 il 13 aprile prossimo.

Fonte: nhaines.com

il 30 March 2017 08.33

24 March 2017

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Il team di Ubuntu è lieto di annunciare la versione Beta finale di Ubuntu 17.04, disponibile nelle alternative Desktop, Server e Cloud.

 

Ubuntu 17.04, nome in codice "Zesty Zapus", continua l'orgogliosa tradizione di Ubuntu integrando le migliori e più recenti tecnologie Open Source in una moderna distribuzione Linux di alta qualità e facile da usare. Il team di sviluppo ha svolto un lavoro enorme per questo ciclo di rilascio, introducendo numerose nuove funzionalità e correggendo un numero elevato di bug.

 

Questa versione Beta include le immagini classiche come Ubuntu Desktop, Server e Cloud, ma anche le derivate Kubuntu, Lubuntu, UbuntuGNOME, UbuntuKylin, Ubuntu MATE, Ubuntu Studio e Xubuntu. Il team di Ubuntu è anche molto soddisfatto di poter accogliere, per questa release, Ubuntu Budgie nella famiglia delle derivate ufficiali di Ubuntu.

 

Le immagini Beta sono ragionevolmente prive di bug critici o di installazione e, pur non essendo immagini definitive e stabili, rappresentano ciò che più si avvicina alla versione finale di Ubuntu 17.04 che verrà rilasciata ufficialmente il 13 Aprile 2017.

Fonte: ubuntu-announce

il 24 March 2017 09.28
Categoria: 

La Debian/Ubuntu Community Conference Italia 2017 (in breve DUCC-IT 2017) è la quinta edizione dell'evento annuale che riunisce le comunità italiane di Debian e Ubuntu ma anche, e soprattutto, tutte le realtà italiane attive nel Software Libero, allo scopo di scambiare conoscenze, discutere della situazione attuale e conoscere altri sviluppatori e membri della comunità. DUCC-IT 2017, ovvero Debian/Ubuntu Community Conference - Italia 2017, si terrà a Vicenza nelle giornate di Sabato 6 e Domenica 7 Maggio 2017.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti: membri delle comunità, utenti, appassionati e anche semplici curiosi che vogliono capire di più di come funzionano le comunità libere di Debian e Ubuntu.

La Call for Paper , ovvero l'invito a divenire relatori per la DUCC-IT 2017, è aperta sin d'ora e gli aspiranti oratori possono già iscrivere il loro talk nell'apposita pagina sul wiki. Il formato dell'evento sarà grossomodo analogo a quello degli altri anni: mattinate destinate alle discussioni interne delle comunità (ma comunque aperte al pubblico), sabato pomeriggio dedicato ai talk tecnici e divulgativi orientati al grande pubblico.

La chiusura della Call for Paper è prevista per Venerdì 7 Aprile e il programma definitivo sarà pubblicato Lunedì 10 Aprile.

Fonte: mail.gna.org

il 24 March 2017 08.29

16 March 2017

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A circa un mese di distanza dal rilascio della nuova versione stabile del proprio sistema operativo, Canonical ha svelato l'artwork ufficiale della mascotte per Ubuntu 17.04 (Zesty Zapus). In linea con le precedenti mascotte di Ubuntu, la nuova veste grafica di Zesty Zapus assomiglia a un topolino di carta ripiegata, una figura molto simile a quelle utilizzate per gli origami.

 

 

Creata dal team di progettazione di Canonical, la nuova grafica ufficiale apparirà sui prodotti e sulla documentazione, ma anche su tutto il merchandising collegato, come t-shirt ufficiali, badge e banner per gli eventi. Il logo, che è stato rivelato in un commit per Ubiquity installer package in Ubuntu 17.04, farà la sua apparizione anche nello slideshow di benvenuto che viene presentato a ogni nuova installazione di Ubuntu.

Fonte: omgubuntu.co.uk

il 16 March 2017 08.58

15 March 2017

Categoria: 

Canonical ha annunciato la versione Ubuntu 12.04 LTS (Precise Pangolin) quasi 5 anni fa, il 26 aprile 2012. Come per tutti i rilasci LTS, Canonical ha fornito patch di sicurezza e correzioni di bug per un periodo di 5 anni. Il periodo di supporto LTS (Long Term Support) di Ubuntu 12.04 si concluderà Venerdì 28 Aprile 2017.

 

In seguito all'arrivo della scadenza di Ubuntu 12.04 LTS, Canonical sta offrendo Ubuntu 12.04 ESM (Extended Security Maintenance), che fornisce importanti aggiornamenti di sicurezza per il kernel e per i pacchetti essenziali in Ubuntu 12.04. Questi aggiornamenti vengono forniti in un archivio privato e sicuro disponibile esclusivamente per i clienti Ubuntu Advantage.

 

Tutti gli utenti di Ubuntu 12.04 LTS sono incoraggiati ad aggiornare a Ubuntu 14.04 LTS o a Ubuntu 16.04 LTS. Per coloro che non possono aggiornare immediatamente, Ubuntu 12.04 ESM (Extended Security Maintenance) può contribuire a garantire la sicurezza e l'integrità dei sistemi con Ubuntu 12.04 in uso.

 

Gli utenti interessati a Ubuntu 12.04 ESM (Extended Security Maintenance) possono acquistarlo dal negozio online Ubuntu Advantage. Le credenziali per l'archivio privato saranno disponibili entro la data del termine del ciclo di vita di Ubuntu 12.04 LTS, cioè il 28 Aprile 2017.

Fonte: insights.ubuntu.com

il 15 March 2017 09.48

13 March 2017

Categoria: 

GruppoDocumentazione/Blog/news_wiki04.png
Foto originale: Haukland Beach view by Michele Agostini

Ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante i mesi di gennaio e febbraio.

Aggiornamenti e novità

  • Scopri Ubuntu: rielaborata la guida introduttiva a Ubuntu per utenti non esperti.

  • Componenti di Unity: elenco delle componenti dell'ambiente Unity come lens, scope, indicatori, ecc.

  • Terminale: aggiornamento della pagina dedicata all'utilizzo della shell a riga di comando di Ubuntu.

  • Hardware obsoleto: nuova guida che elenca informazioni per installare e utilizzare Ubuntu (o altri sistemi GNU-Linux) su vecchi computer o PC poco potenti, pensata appositamente per venire incontro ad una delle richieste più frequenti dei nuovi utenti.

  • Installazione di Unity: revisione della guida all'installazione di Unity, in versione completa o minimale.

  • Permessi dei file: guida all'utilizzo e alla modifica dei permessi dei file in Ubuntu.

  • Amdgpu: funzionalità del driver open source per schede grafiche AMD di ultima generazione.

  • Avvio Supporto di Installazione: avviare l'installazione di Ubuntu da CD/DVD o chiavetta USB.

  • Installare programmi senza connessione: revisione della guida per installare pacchetti in situazioni di emergenza, senza disporre di una connessione a Internet.

  • Conky: revisione della guida dedicata a questo programma molto amato dagli utenti, che permette di visualizzare direttamente sulla propria Scrivania molte informazioni sul sistema in tempo reale.

  • Webapp: guida alle applicazioni in grado di accedere a diversi servizi web come Amazon, Launchpad, Facebook e YouTube. Fra le webapp disponibili ricordiamo anche quella in grado di accedere alla documentazione wiki di Ubuntu-it (creata orgogliosamente "in casa" da un membro del nostro staff!), la cui guida all'installazione è disponibile in questa pagina.

  • Wine: aggiornamento della pagina del noto software che permette l'utilizzo su Ubuntu di molti programmi per Windows.

  • Rhythmbox: guida all'utilizzo del lettore musicale dell'ambiente GNOME.

  • Chromecast: guida all'utilizzo del media center.

  • Gambas: aggiornamento della guida alla versione "3" di Gambas.

  • Python: aggiornata la pagina alla versione "3" del celebre linguaggio di programmazione.

  • Wvdial: strumento a linea di comando per la gestione delle connessioni tramite modem analogico, telefono cellulare o Internet key.

  • Server/Dlna: guida ai server multimediali disponibili per Ubuntu, come Bubbleupnp, Minidlna, Mediatomb, Plex e Serviio.

  • Osmo: semplice e pratico personal organizer per organizzare le proprie attività.

  • Ndiswrapper: aggiornamento della guida dedicata a questo strumento, che permette di utilizzare su Ubuntu periferiche wireless prive di driver Linux tramite quelli per Windows.

  • MongoDB: nuova guida all'installazione e all'utilizzo di MongoDB Community Edition, database non relazionale open source.

Per maggiori informazioni, consulta le pagine sul lavoro svolto di gennaio e febbraio.

 

A cura del Gruppo Doc
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il 13 March 2017 23.10

09 March 2017


Nel 2013 Alejandro López, un giovane imprenditore spagnolo appassionato di open source, era alla ricerca di un notebook che funzionasse bene con Debian, la sua distribuzione preferita, e che non gli costasse un occhio della testa. Insoddisfatto dell’offerta, decise di costruirsene uno lui. Si potrebbe riassumere in queste tre righe la storia di Slimbook, che dal 2015 produce “ultrabook” con Linux preinstallato, assemblando in Spagna componentistica proveniente dai migliori costruttori cinesi.
Slimbook Katana è forse il migliore dell’offerta, e io ho la fortuna di averne uno tra le mani. Vediamolo assieme.

Fuori dalla scatola


Slimbook Katana arriva in una scatola bianca di cartone, molto semplice, con una foto del portatile sul fronte. Dentro c’è il notebook, il cavo di alimentazione, il connettore esterno per la rete e un paio di fogli di istruzioni in inglese su “come iniziare”. Il portatile è contenuto in un ulteriore involucro di plastica. Tutto odora di “nuovo”, una sensazione che mi mancava da molto tempo!

Tocchiamo con mano



I portatili della categoria “ultrabook” sono pensati per il cliente figherrimo – o che si sente tale – e che vuole un laptop estremamente leggero, senza rinunciare alle prestazioni.

Slimbook Katana è molto figherrimo.

La linea riprende il cuneo del MacBook Air, e aggiunge qualche piccola caratteristica distintiva. Per esempio, le due nervature sul retro dello schermo, che gli donano personalità e aumentano la rigidità del telaio. Sempre sul retro dello schermo è presente il logo del costruttore, che si illumina all’accensione (sì, come l’altro).

Slimbook Katana è offerto in due colorazioni: oro e (fortunatamente anche) nero. Il color oro è troppo raffinato essere apprezzato dal sottoscritto, che altresì adora la versione color nero satinato opaco. A dispetto della leggerezza (1,36 kg), e della apparente delicatezza, la rigidità del telaio permette di aprirlo con una mano, anche agendo su un angolo del display, senza pregiudicare l’integrità dello schermo (provate a farlo con un notebook in vendita nei supermercati), e senza compromettere l’immagine. Una rientranza del telaio, in corrispondenza del touchpad aiuta nell’operazione.

Le cerniere dello schermo sono rigide, e tengono saldamente il display in posizione senza oscillazioni, anche se l’angolo massimo di apertura è un po’ limitato.

Il fondo del Katana è un unico pezzo in alluminio completamente chiuso, con quattro piedini di gomma per l’appoggio e dieci viti torx che lo saldano allo chassis. Una delle viti è coperta da un adesivo argentato, credo per la garanzia. Resisto alla tentazione di aprire quelle viti, per dare un’occhiata dentro.

Nel complesso, il notebook risulta leggero e solido. Ho qualche dubbio sulla tenuta del colore nero, che col passare del tempo potrebbe presentare qualche imperfezione sulle zone sottoposte a maggiore usura.

Tutte le porte che servono






Guardandolo di lato (destro) la prima cosa che si nota è la mancanza della porta RJ45 per la rete. Al suo posto, una porta strana a cui si connette l’adattatore esterno, da montare all’occorrenza. Poco male, visto che ormai l’uso del wi-fi è universale. Sullo stesso lato sono presenti l’uscita mini HDMI per monitor esterno, un piccolo led blu che segnala la connessione all’alimentazione elettrica, una porta USB 3.0, e l’ingresso per l’alimentatore.


Sull’altro lato (sinistro) sono presenti una porta USB 3.0, un lettore di schede SD e MMC, l’uscita per le casse esterne e il microfono. Niente altro, fronte e retro sono privi di qualsiasi apertura.

Una linea che risulta un compromesso sobrio tra pulizia delle linee e praticità. Chi ha bisogno di ulteriori connessioni, può acquistare a parte una dock station.

Schermo e casse


Il display è un full HD 1920x1080 antiriflesso, che si vede bene da qualsiasi angolo di visualizzazione. Una nota di merito la scelta dello schermo antiriflesso: pur pagando qualche punto alla bellezza del “lucido”, la praticità e piacevolezza è impagabile, specie in ambienti molto luminosi.

Le casse sono nascoste all’interno dello chassis. Per una questione estetica, avrei preferito che fossero posizionate ben in evidenza sui lati del display, ma la qualità dell’audio è comunque buona, senza particolari distorsioni quando il volume è alto.

Tastiera e touchpad


La tastiera di Slimbook Katana ha una buona escursione, ed è retroilluminata con tre livelli di luminosità. Per cambiare livello di luminosità dei tasti basta premere Fn+F5. Manca il led che avvisa dell’accensione del CAPS LOCK (al suo posto un tool presente sulla barra superiore di Ubuntu). Da notare che è disponibile la tastiera italiana.

Un paio di piccoli difetti: il tasto “Enter” è orizzontale - io sono abituato ad averlo più grande, e verticale - e il tasto “Delete” è pericolosamente vicino al tasto di accensione/spegnimento. Bisogna comunque dire che a entrambi i tasti ci si abitua molto velocemente. Da notare anche la mancanza del tasto “Canc”.

Curiosità: il tasto “Super” riporta salomonicamente il pinguino simbolo di Linux e la finestrella simbolo del-sistema-operativo-proprietario. Gli Slimbook sono offerti infatti sia con Linux che (pagando un sovrapprezzo) con Windows. Altra curiosità: la posizione dei tasti “Control” e “fn” è invertita rispetto al solito, come sui Lenovo.

Il sottoscritto preferisce utilizzare il mouse, ma il touchpad è sensibile e preciso, anche se un po' piccolo, specie quando lo si usa con due dita per fare scrolling delle pagine. L’area touch incorpora i pulsanti destro e sinistro, che però non si usano mai: basta un colpetto sul touch con un dito, per un “clic normale” e un colpetto con due dita per “clic con tasto destro”. Et voilà!

Prestazioni


Lo Slimbook Katana in prova monta una CPU Intel Core i5 6200U con 2 core / 4 threads, 8 GB di RAM DDR3L (4 GB nella versione "base", che possono arrivare a 16 GB), e 120 GB di hard disk SSD Kingston. La CPU è della serie Sky Lake, penultima generazione della fortunata serie di processori Intel. Nell’uso quotidiano, in coppia con il disco SSD è di una velocità notevole! Qualche grafico professionista o gamer intossicato potrebbe avere esigenze più estreme, e a loro consiglio di spendere qualche euro in più e orientarsi sulla versione di Slimbook Katana con CPU i7-6500U. Le caratteristiche tecniche complete del notebook sono:
  • CPU Intel Core i5-6200U 
  • Scheda grafica Intel HD Graphics 520    
  • RAM 4GB DDR3L (espandibile a 16GB) 
  • Disco SSD mSata 120GB Kingston        
  • Display LED antiriflesso 13.3" FullHD 1920x1080              
  • Tastiera retroilluminata
  • Rete Convertitore esterno RJ45 (LAN)            
  • Wireless Intel Dual Band 7265 N
  • Bluetooth 4.0  
  • Webcam 0,3 Mpixel        
  • Uscita video Mini HDMI        
  • Lettore schede SD and MMC    
  • USB 2 x USB 3.0        
  • OS Ubuntu 16.04    
  • Colore Nero opaco
  • Materiale Allluminio      
  • Dimensioni 33 x 22 x 1,8 cm            
  • Peso 1,36 kg ~ inclusa la batteria
  • Batteria al litio a 4 celle 6800mAh 50Wh              
  • Caricabatterie AC100-240V/50-60Hz; DC19V/ 2.1A        
  • Garanzia Europea di 2 anni

Rumore e calore


Il sistema di raffreddamento di Slimbook Katana prevede l’uscita dell’aria calda dalla fessura tra chassis e display, quasi completamente nascosta alla vista. Il sistema è silenzioso, anche perché la ventola di raffreddamento parte raramente, e solo in caso di utilizzo intenso (come grafica e montaggio video). La temperatura massima raggiunta dalla CPU durante le mie prove è di 40° C, un leggero calore sulle ginocchia nel caso lo si usi in cotal maniera. Per il resto il notebook rimane a una temperatura più che accettabile.

Batteria


La batteria al litio a 4 celle di Slimbook Katana è inglobata nello chassis e non si può sostituire, se non smontando il fondo del notebook. La durata dichiarata dal produttore per un uso normale è dalle 6 alle 8 ore, spegnendo il bluetooth e abbassando la luminosità dello schermo. La mia prova sul campo conferma più o meno questi tempi.

Il software


Il sistema è già installato e configurato “out of the box”, basta accenderlo ed è già pronto all’uso.  La mia macchina ha Ubuntu 16.04, ma Slimbook Katana può essere configurato con molte altre distribuzioni Linux, e anche con Windows 10 (pagando un sovrapprezzo).

La versione di Ubuntu 16.04 preinstallata ha qualche personalizzazione che ne facilita l’uso, come l’utility “Slimbook Essentials”. Slimbook Essentials permette di installare software aggiuntivo, configurare l'hardware, aggiornare il sistema e molto altro. Un chicca per i principianti, però è disponibile solo in spagnolo.

Ho speso un po’ di tempo a personalizzare l’installazione, a cominciare dall’utente, che alla prima accensione è “slimbook”, e la lingua predefinita, che è lo spagnolo.

Ubuntu su Slimbook Katana funziona a meraviglia: il sistema si avvia e si spegne in pochi secondi, i programmi che servono sono già tutti installati, e anche il reparto multimediale è già configurato.

I miei voti


Software e supporto 8,5
Nessun problema con Ubuntu 16.04, peccato solo che l’utility “Slimbook Essentials”, sia solo in spagnolo e questo gli costa un punto dal computo totale (ho contattato il supporto commerciale, che mi ha detto che stanno lavorando per tradurla almeno in inglese).  Per il supporto, Slimbook Katana gode della garanzia europea di 2 anni, ma in caso di guasto, il notebook va spedito in Spagna per la riparazione e la spedizione è a carico del cliente (la spedizione di ritorno è invece a carico di Slimbook).

Possibilità di aggiornamento 10
Sì può aggiornare tutto: RAM, hard disk e anche la scheda wi-fi. Da notare però che facendolo “in casa” prima dei due anni si invalida la garanzia della casa madre.

Usabilità 9,5
Si estrae dalla scatola, si accende ed è pronto! Ovviamente poi ognuno se lo configura come vuole, ma si potrebbe usare così come arriva senza nessun problema. Mezzo punto in meno perché la lingua configurata è lo spagnolo, sarebbe forse stato meglio inglese.

Design: 9,5 
Un punto in meno per la mancanza di originalità (lo stile è quello del Mac) e l’apertura limitata dello schermo, e mezzo in più per le nervature sul retro, che lo rendono a suo modo originale. Nel complesso è davvero una bella macchina.

Performance 9,0
Le prestazioni sono notevoli, e davvero non saprei cosa rimproverargli. Gli tolgo mezzo punto a questa configurazione perché c’è una versione più potente con CPU Intel Core i7, e un altro mezzo perché i processori Intel sono avanzati di una generazione.

Connessioni esterne 9,0
La mancanza di una porta standard RJ45 gli costa mezzo punto, perché amo poco gli adattatori esterni, specie se sono fuori casa. A questo si aggiunga che anche la porta mini HDMI ha bisogno di un adattatore (altro mezzo punto in meno). Per il resto ha tutto quel che serve. Chi vuole di più può acquistare la dock station.

Qualità/Prezzo Rating 10
Guardandosi intorno vedo poche alternative a questo prezzo, e nessuna di queste è già configurata con Linux. Da notare che al prezzo di 729,00 € bisogna aggiungere 65 € per la spedizione in Europa, ma comunque rimane competitivo.


In sintesi
Slimbook Katana è davvero una macchina stupenda, venduta a un prezzo giusto da un’azienda giovane e votata all’open source. Ho dovuto pensarci parecchio per trovare difetti da mettere nei “contro”! In questo momento, è la scelta migliore per tutti gli utenti Linux (e non solo) che abbiano a disposizione quei 7-800 € necessari per portarselo a casa.

Pro
  • Leggero, compatto e veloce
  • Possibilità di espandere RAM e hard disk
  • Rapporto qualità/prezzo
Contro
  • Apertura del display un po’ limitata.
  • Manca la porta rete RJ45 (disponibile con adattatore esterno)
Voto finale: 9,0

NOTA: Le opinioni espresse in questa recensione sono solo mie (e ci mancherebbe!). Slimbook NON ha pagato il sottoscritto in nessun modo per questa recensione, e i link al loro sito sono esenti da qualsiasi sponsorizzazione e remunerazione nei miei confronti.
il 09 March 2017 11.33

06 March 2017

Già da un pò di tempo mi sto dedicando a testare la versione 10 'community' del gestionale open source Odoo, assieme al 'gruppo di lavoro Odoo', formato da diversi amici e soci appartenenti all'associazione culturale informatica PN LUG.
il 06 March 2017 18.41

02 March 2017

Ubuntu 17.04 sarà basato su GNOME 3.24

Ubuntu-it Gruppo Promozione

Categoria: 

Grazie al rilascio previsto per Marzo di GNOME 3.24, dopo molto tempo, la nuova versione di Ubuntu verrà fornita con l'ultima release stabile di GNOME. Ovviamente Ubuntu 17.04 utilizzerà il desktop Unity, ma questo sarà improntato sopra a tutto lo stack GNOME più recente. Per contro, Ubuntu GNOME 17.04 già dalla prossima beta sarà caratterizzato da GNOME 3.24 Beta 1 e utilizzerà di default tutte le prerogative della shell desktop di GNOME.

 

Grazie alla recente introduzione della cadenza del rilascio stabile sul lungo periodo impostata dal team GTK+, Ubuntu è in grado di effettuare rilasci con l'ultima versione stabile di GNOME. Va fatto notare che non tutte le applicazioni di GNOME 3.24 saranno rese disponibili nel prossimo rilascio di Ubuntu. Molte applicazioni saranno in versione 3.24, come GNOME Calendar, Totem o Disks. Altre saranno basate su versioni precedenti perché non vi sono aggiornamenti recenti disponibili, vedi a esempio GNOME Weather. Infine, alcune app, come il gestore di file Nautilus, saranno in versioni speciali modificate dagli sviluppatori Ubuntu.

 

GNOME Software (aka Ubuntu Software) in Ubuntu 17.04 sarà in versione 3.22 e includerà il supporto ai riferimenti e ai repository Flatpak, oltre che agli URL di Snap. GNOME 3.24 include anche alcune funzionalità molto interessanti per gli utenti che utilizzano la shell GNOME, su tutte la nuova gestione automatica della luminosità integrata in GNOME. Questa funzione regola automaticamente la temperatura del colore e la luminosità dello schermo a seconda del momento della giornata, per contribuire a ridurre l'affaticamento degli occhi e a favorire i cicli di sonno naturale.

Fonte: omgubuntu.co.uk

il 02 March 2017 10.19

25 February 2017

Olio di Palma Santo Subito

Dario Cavedon (iced)


Ieri mi imbatto nel titolo di questa notizia "L'olio di palma non fa male, l'università di Napoli lo assolve". Incuriosito, vado a leggere anche l'articolo, attività ormai in disuso nei tempi della condivisione compulsiva di titoli-che-supportano-la-propria-teoria.

Beh, in effetti l'articolo dice niente di nuovo:
"L'olio di palma, secondo i relatori, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare alcune sostanze potenzialmente nocive."
Questo è praticamente quanto scriveva EFSA, l'Autorità Europea per la sicurezza alimentare nel suo rapporto sulla pericolosità del consumo di olio di palma. Rapporto dal quale - credo - si sia innescato tutto il processo che ha portato numerose aziende italiane dal togliere l'olio di palma dai suoi prodotti.

Dell'incredibile caos che questa vicenda ha suscitato, dei vantaggi e svantaggi sul consumo dell'olio di palma si è già scritto abbondantemente, quindi - se siete tra le persone che leggono anche gli articoli oltre ai titoli - vi invito ad approfondire qui o qui.

Mi consola invece pensare a due risvolti positivi. Il primo è una maggiore attenzione dei cittadini nei confronti di quanto acquistano, anche se resterà una buona fetta di persone che tenderà a classificare un prodotto solo come buono o cattivo, sano o nocivo.
La seconda è una maggiore varietà nella scelta dei prodotti acquistati al supermercato, dove prima l'olio di palma aveva il monopolio esclusivo. Questa è una vittoria.

(L'immagine è di Wikipedia: oneVillage Initiative - Jukwa Village & Palm Oil Production, Ghana, CC BY-SA 2.0)
il 25 February 2017 11.40

22 February 2017

Guest post from the Remmina Community.


When we started working on Remmina back in 2014, we were trying to solve our little issues. Indeed, we use Remmina on the day-by-day work, and sometimes we were facing some bugs here and there. So our common thinking was: why can’t we just solve these annoying little problems? We started contributing to Remmina: that’s how all started!

Well, more than two years after, Remmina still has a bunch of little annoying problems, but now it’s at his best, and it’s used by thousands of users all over the world.

One of them is our new friend Massimo, a volunteer working for the “North Kinangop Catholic Hospital” in Kenya. We met him today. He's just come home – he lives in Padua (Italy) – and we took a coffee together.

The hospital he volunteers is located about 130 kilometers north of Nairobi, on the plateau of Nyandarua at the foot of the Aberdare ranges. It’s not only a hospital but an entire autonomous community with its houses, nursing school, mechanical workshop and many other laboratories. It was created more than 50 years ago by the Catholic Diocese of Nyahururu, with the support of Italian Diocese of Padua. Now it has more than 350 beds and 4 operating rooms.

In the hospital, they use a custom program, entering data from RaspberryPis connected to the main Windows server via Remmina. When Massimo contacted us, they were using an old version of Remmina 1.0, running on Raspbian distribution. Remmina 1.0 has a lot of bugs, and it’s out of maintenance, so Massimo sent us an email requesting help.

With our remote support, he easily upgraded their RaspeberryPIs to Xubuntu 16.04 and Remmina 1.2, in only few hours of work. “When you are over there, and you’re away from everything, you have to carry all you need from Italy. When I was in trouble with Remmina, I sent a message to maintainers, and I didn’t expect any particular help, but within few hours it all was up and running!” Massimo said.

Thanks Massimo for your kind words! We are proud to help others!
il 22 February 2017 11.40

17 February 2017

Open Design Conference 2017 a Pordenone

Paolo Garbin (paolettopn)

L’Associazione Pordenone Linux User Group, in collaborazione con il Polo Tecnologico ‘Andrea Galvani’ di Pordenone, è lieta di presentare la seconda edizione dell’Open Design Conference, un evento esclusivo e unico in Italia.Leggi ancora...
il 17 February 2017 17.46

15 February 2017

Apprendo dalla stampa internazionale che l'amministrazione comunale Monaco di Baviera intende tornare al Software Proprietario. Un'inversione di marcia rispetto a quanto fatto negli ultimi 10 anni, dedicati a passare 15.000 computer alla propria distribuzione Linux, denonimata LiMux e a LibreOffice.

Si è detto molto sulle motivazioni di questo cambiamento di rotta, ma al di là dei proclami ne esiste solo una decisiva, quella politica, basti pensare che l'attuale Sindaco di Monaco Dieter Reiter si è proclamato "fan di Microsoft" già durante la sua campagna elettorale. A questo si aggiunga il recente spostamento della sede di Microsoft proprio a Monaco e si capisce quanto peso possa mettere il monopolista dalla propria parte della bilancia.

Come supporto alla decisione, l'Amministrazione si appoggia a un corposo studio di Accenture (decennale partner di Microsoft, guarda caso!), che però punta il dito contro la disorganizzazione del Reparto IT della municipalità tedesca.

Quasi superfluo elencare i danni economici di questa decisione: una spesa maggiore del 36% in sei anni rispetto all'attuale soluzione (90 milioni di euro invece di 66), a cui si aggiungono 15 milioni di euro per l'acquisto di nuovi PC.

Ma la cosa peggiore è il tradimento dello spirito per cui era stata decisa la migrazione: l'indipendenza da un singolo fornitore. Scegliendo la soluzione proprietaria si mette il proprio destino nelle mani di un solo fornitore, e i propri dati chiusi a chiave nella cassaforte di un fornitore unico.

Se Monaco abbandonerà il software open source, sarà sicuramente un fallimento per Linux e il Software Libero. Credo che sia tempo di pensare come rafforzare l'azione di lobbying a favore del software open source, che sta diventando sempre più importante.
il 15 February 2017 17.10

14 February 2017

snappy
Scritto da Alan Ward

L’Internet delle cose (Internet Of Things, abbreviato in IoT) è ormai da tutte le parti. La vostra automobile potrebbe essere connessa ad Internet, il vostro sistema di sorveglianza per i neonati sicuramente lo sarà, e da un giorno all’altro saranno connesse anche le vostre lampadine (probabilmente LED). Da quanto si può evincere dalle notizie, nella sezione dedicata alla tecnologia, le impostazioni di fabbrica di questi dispositivi sembrano carenti. Avere a bordo un kernel Linux e una base di sistema GNU potrebbe non essere sufficiente per un dispositivo perennemente connesso a Internet, se il tutto è configurato in maniera scadente. Già per questa ragione (chi vuole rischiare a causa di sistemi facilmente compromissibili?), alcuni utenti scelgono di costruirsi da soli i loro dispositivi, configurandoli come meglio credono, partendo da una normale distribuzione Ubuntu. Al giorno d’oggi questo è piuttosto semplice, vista la moltitudine di piattaforme rivolte agli hobbisti come per esempio il Raspberry Pi.

Rispolverare un portatile piuttosto vecchio o un netbook può, tuttavia, rivelarsi un’alternativa divertente ed economicamente vantaggiosa.

Il vecchio netbook Asus eeePC, equipaggiato con un processore Intel Celeron M da 900 MHz, è al giorno d’oggi un venerabile pezzo d’antiquariato. Infatti non è un segreto che le ultime distribuzioni di Ubuntu difficilmente riusciranno a entrare in 1 GByte di RAM e in 4 GByte di hard disk, nonostante esista qualche modo per aggirare queste limitazioni, come ho descritto in passato su queste pagine. Comunque le specifiche di questo eeePC sono simili a quelle di molti moderni dispositivi nati come piattaforme IoT, ad esempio il Raspberry Pi 3. Le differenze maggiori sono sostanzialmente due:

  • L’eeePC ha a bordo un processore Intel per PC. Per questa ragione è meno efficiente in termini di consumi rispetto ai processori ARM, i quali sono progettati specificatamente per funzionare a batteria. Avremo bisogno di alimentare il netbook con un alimentatore e la batteria di cui è dotato, a seconda delle sue condizioni, farà da tampone in caso di (brevi) interruzione sulla linea elettrica.
  • L’eeePC è dotato di periferiche come la porta VGA, un modem, un lettore di schede SD, che una moderna scheda IoT potrebbe non avere. Queste cose possono tornare utili, insieme al monitor di cui è dotato ogni PC portatile. È presente una scheda WiFi integrata e qualsiasi altra periferica può venire facilmente connessa mediante la porta USB.

Non c’è bisogno di dirlo, ma dato che l’eeePC è alimentato da un trasformatore di corrente alternata e da una batteria come tutti i portatili, la scheda USB di cui è dotato è capace di fornire una tensione molto superiore a quella fornita dalla maggior parte delle schede IoT per hobbisti. Un disco fisso esterno può essere direttamente collegato all’USB, diversamente dal Raspberry Pi per esempio, dove invece bisogna utilizzare un alimentatore supplementare.

Quindi, se si fa a meno dell’ambiente grafico e delle sue pretese in termini di hardware, l’eeePC può ancora essere una piattaforma sufficiente per le necessità di un dispositivo IoT, dato che la maggior parte di queste schede avrà comunque bisogno di un’alimentazione a muro.

Nel mio caso ho approfittato della recente uscita della versione 16 di Ubuntu Snappy. Questa distribuzione è basata su Ubuntu 16.04, anziché sulla 15.04 come le precedenti release. Guardando al futuro può essere un vantaggio, dato che la 16.04 è LTS (Long Term Support). Comunque sia, molte cose sono cambiate in fase di installazione. E risulta ancora difficile trovare istruzioni precise su come impostare le cose, probabilmente perché è una versione beta, ed è poco che è stata rilasciata (al momento in cui viene scritto l’articolo).

SCARICARE UBUNTU SNAPPY E METTERLA SU UNA PENDRIVE

Ho scaricato la versione 32-bit (i386) dell’immagine disco di Ubuntu Snappy (conosciuta anche col nome di Ubuntu Core) da: http://cdimage.ubuntu.com/ubuntu-snappy/16.04/current/Una volta scaricata si può decomprimere l’immagine, come utente senza privilegi di root, usando il comando:

unxz ubuntu-core-16-i386.img.xz

Se l’utility di compressione unxz non è presente sul vostro sistema, potete installarla con il comando:

sudo apt install xz-utils

Questa immagine decompressa, con l’estensione IMG, è una copia byte per byte del contenuto del disco rigido di un dispositivo su cui gira Snappy. Ha la dimensione esatta di 4’000’000’000 byte, ossia 4 GBytes. Quando si usa la notazione tradizionale in base 2, allora parliamo di 3725 GigaByte ossia 3725 x 2^30 Byte. Questa è la dimensione esatta dell’hard disk dell’eeePC, quindi non dovremmo avere problemi nel metterci sopra questa immagine disco.

Una volta decompressa l’immagine, il nostro problema sarà come trasferirla dal nostro computer all’eeePC. Abbiamo bisogno di far partire questa macchina da un device esterno, come una penna USB o una scheda SD. Per questo lavoro potremmo usare una distribuzione leggera di Ubuntu, come Xubuntu a 32 bit. Una volta fatto partire l’eeePC da un Live CD, possiamo trasferire l’immagine di Snappy copiando il contenuto di questa immagine montando un volume via rete.

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Abbiamo tuttavia metodi più semplici per effettuare il trasferimento, come per esempio utilizzare l’immagine di Snappy stessa. Per fare questo, ho usato una penna USB di una dimensione appropriata, 4 Gbyte. Anche l’utilizzo di una scheda SD della stessa capacità può essere una possibilità, dato che l’eeePC può fare il boot anche da questo dispositivo. Probabilmente la scheda SD verrà riconosciuta dal kernel come /dev/mmcblk0 o qualcosa del genere.

Partendo dal computer su cui ho scaricato Ubuntu Snappy, ho copiato l’immagine sulla chiavetta, nel mio caso identificata come /dev/sdc. Bisogna fare molta attenzione ad individuare con quale nome viene identificata l’unità. Consultare l’output del comando:

dmesg | grep sd

può essere d’aiuto per essere sicuri di andare a scrivere sulla penna USB e non, per esempio, su uno dei dischi fissi del PC. Quindi mi sono assicurato che la chiavetta non fosse montata prima di utilizzare il comando dd per copiare l’immagine byte per byte, in blocchi da 1 MByte.

sudo umount /dev/sdc*
sudo dd if=ubuntu-core-16-i386.img of=/dev/sdc bs=1M

L’utilizzo di una differente dimensione dei blocchi potrebbe dare errore, dato che l’immagine potrebbe non essere esattamente un multiplo del numero di byte all’interno di un blocco. Comunque 1 MByte è un valore sicuro e la comparsa di eventuali errori può venire ignorata.

La chiavetta contiene ora un’immagine avviabile di Ubuntu Snappy. Possiamo toglierla dal computer principale e utilizzarla per far partire l’eeePC.

CONFIGURARE IL NUOVO SISTEMA SULLA PENNA USB

Dobbiamo premere il tasto escape (Esc) durante il boot dell’eeePC in modo da scegliere, nella lista che apparirà, il dispositivo da cui effettuare il boot. Questo sarà il dispositivo con il prefisso USB, se utilizziamo una penna USB. A questo punto dovreste vedere il bootloader GRUB che presenterà una lista con un’unica voce: “Ubuntu Core 16”. Dopo un po’ di tempo, e dopo varie pagine piene di messaggi del kernel e del sistema, dovreste finire su una schermata vuota con il messaggio “Press enter to configure”.

La configurazione iniziale del sistema è un processo piuttosto semplice, anche se dovremo usare un’interfaccia testuale che potrebbe sembrare strana alle persone abituate alle applicazioni grafiche. Utilizzate le frecce sulla tastiera per passare da un campo all’altro e configurate almeno un’interfaccia di rete per connettersi a Internet.

In molti casi utilizzeremo il netbook per collegarci sia con l’interfaccia Ethernet che via wireless. Ho utilizzato le finestre di configurazione per connettere la porta Ethernet (eth0) alla mia rete di casa cablata e usando il DHCP. Questa è l’opzione più semplice per completare la configurazione, dato che la configurazione del WiFi per collegarsi a un access point non sembra possibile effettuarla a questo punto del processo di configurazione. Ubuntu Snappy riconosce la scheda wireless, ma non fornisce un’interfaccia di configurazione per scegliere il SSID a cui collegarsi e nemmeno un campo in cui inserire la password della rete WiFi. Questo ci fa presumere come Snappy sia un work in progress, e che il problema verrà corretto nelle versioni future.

Avrete anche bisogno di un account sullo store di Ubuntu Snappy per poter proseguire. Questo possiamo crearlo sulla pagina principale di Ubuntu One all’indirizzo https://login.ubuntu.com/, questo passaggio potrebbe essere reso più chiaro da Canonical. Sto pensando nello specifico ai nuovi utenti che non hanno ancora avuto occasione di utilizzare i servizi di Ubuntu. Mentre fate questa registrazione, ricordate di creare sul vostro computer una coppia di chiavi RSA pubblica e privata, e caricate poi la chiave pubblica (quella con l’estensione .pub) sul server di Ubuntu. Se ne avete bisogno trovate delle buone istruzioni circa la creazione di questa coppia di chiavi in qualsiasi buon tutorial relativo all’utilizzo di SSH senza password, come per esempio quello scritto da Mathias Kettner che potete trovare all’indirizzo http://www.linuxproblem.org/art_9.html (potete leggere solo la prima parte, relativa appunto alla creazione di questa coppia di chiavi).

24_1

Aprite in un editor di testi il file id_rsa.pub che si trova nella directory ~/.ssh, copiatene il contenuto e poi incollate il testo nell’apposito campo sulla pagina web di Ubuntu One. Fate attenzione a non copiare il testo dal file senza l’estensione .pub: questa è la vostra chiave privata, e non dovrete mai condividerla con nessuno.

24_2

Una volta configurato il dispositivo Snappy, non potremo fare login diretto con un utente locale. Dovremo collegarci via rete mediante SSH. Il mio utente è alanward su un certo server di posta, e questo è l’account con cui mi sono registrato sul servizio di Ubuntu. Perciò il mio utente sulla mia nuova istanza di Snappy sarà anch’esso alanward. Facciamo login usando il comando:

ssh @<Snappy’s local IP address>

Potremmo aver bisogno di guardare sul router per capire quale indirizzo IP sia stato assegnato dal DHCP alla nuova macchina. Oppure qualche ping ben mirato potrebbe essere d’aiuto.

Non è necessario inserire nessuna password per fare login, dato che la nostra chiave pubblica è sufficiente per identificarci. Infatti, sul device, il nostro nuovo utente non ha una password, proprio come non ce l’ha l’utente root su molti sistemi Ubuntu.

Su Snappy possiamo diventare root con lo stesso metodo usato su Ubuntu, ossia usando il comando sudo:

sudo bash
root@localhost:~#

Potrebbe essere utile abilitare l’accesso di root direttamente via SSH. Possiamo utilizzare la directory .ssh creata dallo script di installazione, ovvero copiando questa directory nella home directory dell’utente root

cp -r .ssh /root/

Possiamo uscire dalla sessione SSH utilizzando due volte il comando exit. Possiamo poi fare login come root dal nostro computer principale utilizzando sempre le stesse credenziali SSH usate in precedenza:

ssh root@192.168.0.104
Welcome to Ubuntu 16.04.1 LTS (GNU/Linux 4.4.0-36-generic i686) …

25

A questo punto abbiamo un sistema pienamente funzionante sebbene risieda ancora sulla chiavetta USB. Possiamo copiarlo sul disco fisso dell’eeePC, se vogliamo. Le prestazioni della chiavetta USB sono sufficienti per i compiti semplici. Usare il disco fisso ci eviterà però di avere una chiavetta che spunta dal dispositivo, oltre a liberare una porta USB da destinare eventualmente ad altri utilizzi. Anche la velocità è leggermente migliore, nonostante il disco fisso dell’eeePC non sia velocissimo con i suoi 32 MByte/s di banda.

Copiate il contenuto della chiavetta USB sull’hard disk utilizzando il comando dd. Il disco dell’eeePC dovrebbe essere /dev/sda. Se la penna USB è stata riconosciuta come /dev/sdb, potremmo lanciare questi comandi:

sudo bash
dd if=/dev/sdb of=/dev/sda bs=1M

Stiamo ripetendo la procedura utilizzata per copiare l’immagine originale sulla chiavetta USB. Ma adesso la chiavetta contiene un sistema interamente configurato e questo è quello che stiamo installando sul disco fisso dell’eeePC. Una volta terminata la copia, possiamo spegnere il dispositivo:

shutdown -h now

Quando il computer sarà completamente spento, ricordatevi di rimuovere la chiavetta USB prima di riaccenderlo. Se tutto è andato per il verso giusto, l’eeePC dovrebbe partire dal disco fisso usando GRUB, esattamente allo stesso modo del boot da chiavetta. Dovrebbe essere accessibile via SSH come prima, senza la necessità di ulteriori configurazioni.

Questa procedura dovrebbe funzionare anche con una chiavetta USB di dimensioni maggiori. Tuttavia in questo caso dd darà un messaggio di errore dato che andrà oltre il limite dei 4GByte. Ma se il filesystem sulla chiavetta USB non è stato ridimensionato, questo non dovrebbe risultare un problema.

AMMINISTRAZIONE DEL NUOVO DISPOSITIVO IOT

Finiamo con una breve nota sull’amministrazione del sistema. Ubuntu Snappy è molto diversa da una normale distribuzione Ubuntu, come per esempio Ubuntu Server o una delle varie versioni desktop. L’immagine da 4 GByte che abbiamo installato contiene due partizioni distinte. Una è in sola lettura e contiene il kernel e l’immagine del sistema. L’altra è scrivibile e contiene i dati dell’utente e le modifiche fatte al sistema nel corso del tempo. Il fatto di avere buona parte del sistema operativo in un file system in sola lettura fa sorgere qualche complicanza, nonostante si riveli utile per la sicurezza del dispositivo.

La prima grande differenza che si nota provenendo da una distribuzione Ubuntu classica consiste nel fatto che il modo di installare i programmi con apt non funziona più. Gli amministratori dovranno usare il comando snap per interrogare lo store di Ubuntu e amministrare i pacchetti software. C’è un po’ di documentazione su Internet, e il comando stesso fornisce una discreta quantità di spiegazioni. Qualche esempio di utilizzo di snap dovrebbe essere autoesplicativo:

sudo bash
snap help
snap list
snap install hello-world
hello-world
Hello World!

L’altra caratteristica che potrebbe sorprendere gli amministratori consiste nel procedimento da usare per cambiare le variabili di sistema. Per esempio l’impostazione del proxy prima di utilizzare il comando apt:

sudo bash
export http_proxy=”http://my_web_proxy:3128
apt update …

Il comando snap, invece, non sembra considerare le variabili d’ambiente della shell. Per questa ragione abbiamo bisogno di modificare la configurazione del servizio snapd stesso. Sfortunatamente (o meno, a seconda del vostro punto di vista), questo è un servizio gestito tramite systemd e che ha bisogno di essere configurato con dei comandi opportuni. Così:

sudo bash
systemctl edit snapd.service

Questo lancerà l’editor vi con cui potremo inserire i dettagli del server proxy all’interno del file di configurazione di systemd relativo al servizio snapd. Per esempio:

[Service]
Environment=”HTTP_PROXY=http://my_web_proxy:3128
Environment=”HTTPS_PROXY=http://my_web_proxy:3128″

Notate l’uso delle lettere maiuscole per i nomi delle variabili d’ambiente. Una volta usciti da vi, dovremo far ripartire il servizio snapd, e procedere con l’installazione dei nostri snap:

systemctl stop snapd
systemctl start snapd
snap install hello-world …

 

QUALCHE PENSIERO FINALE

Gli utenti con esperienza e gli amministratori delle distribuzioni di Ubuntu classiche potrebbero avere la sensazione che, in Ubuntu Snappy, ci siano delle limitazioni nel fare le cose. In qualche maniera questo è sicuramente vero. Dall’altro lato, questo è un punto di forza poiché si ha il vantaggio di avere un sistema alla fine dei conti più sicuro. Parlando di dispositivi che molto spesso vengono messi in piedi da persone non specializzate, ma che dovranno rimanere collegati ad Internet per tutto il tempo del loro ciclo di vita, potrebbe essere una scelta vincente avere di default un livello di sicurezza alto.

In ogni caso Snappy porta qualche beneficio. Uno di questi sta nel fatto che le applicazioni vengono eseguite in una sandbox, così come la semplicità con cui si possono installare, come visto negli esempi qui sopra. Fare dei cloni del sistema operativo partendo dalla chiavetta USB e spostarli sul disco fisso, o dal disco fisso su una seconda chiavetta non è solo possibile, ma è anche estremamente semplice.

Convertire una vecchia macchina come l’eeePC in un dispositivo Snappy porta con sé diversi benefici. Come il fatto di riutilizzare un oggetto che altrimenti finirebbe nella spazzatura. Dal punto di vista di noi utenti, invece, abituarsi all’uso di Ubuntu Snappy su una piattaforma del genere, ci renderà le cose più semplici quando avremo la necessità di mettere le mani sui dispositivi mobili con Ubuntu Touch: questo sistema è, in sostanza, costruito sulle fondamenta di Snappy, con l’aggiunta di un’interfaccia grafica e di altre applicazioni. Per questa ragione imparare Snappy può essere considerato un investimento in termini di tempo per le persone interessate a maneggiare Ubuntu Touch, per esempio progettando e realizzando dei pacchetti software per questa piattaforma.    

Biografia dell’autore: Alan insegna informatica alla Escola Andorrana de Batxillerat (scuola superiore). Ha tenuto corsi su GNU/Linux alla University of Andorra e sull’amministrazione di sistemi GNU/Linux alla Open University of Catalunya (UOC).

il 14 February 2017 15.20

13 February 2017

firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Mozilla ha rilasciato la versione 50.1.0 del web browser Firefox un paio di giorni fa e sembra che abbiano risolto un totale di 13 vulnerabilità di sicurezza, che erano state usate da un attaccante per fracassare l’applicazione o eseguire programmi con il vostro login se gli utenti stavano per aprire un sito web malevolo.

Canonical sollecita con urgenza gli utenti a aggiornare i pacchetti di Mozilla firefox il più presto possibile. Firefox 50.1.0 è ora disponibile nei repository software che contengono le versioni stabili.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952.shtml


il 13 February 2017 10.15

kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Lo sviluppatore di lungo corso della comunità KDE Harald Sitter stava lavorando ultimamente sul creare uno Framework  KDE Snap condivisibile che avrebbe reso reso lo snapping di applicazioni KDE per Ubuntu e altre distribuzioni GNU/Linux molto più facile e divertente.

In un recente post sul blog, lo sviluppatore spiega ha gestito per mettere insieme le app KDE come Snaps mentre provava a renderle più piccole possibili. La dimensione dei pacchetti binari scaricabili Snap e Flatpak così come i contenuti di full circle magazine.

Per poter essere adottati dall masse, essi hanno bisogno di esser più piccoli e grazie

al duro lavoro di harold Sitter, c’è ora una versione SNAP del framework 5 KDE collezione di librerie da aggiungere per Qt5, che gli sviluppatori KDE stanno usando per sviluppare applicazioni per l’ambiente desktop Plasma 5.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745.shtml


il 13 February 2017 09.36

12 February 2017

I love Free Software Day 2017

Paolo Garbin (paolettopn)

I soci e i sostenitori della FSF non vogliono sottostimare la potenza di un vostro semplice "GRAZIE" per riuscire a motivare ancor di più tutti i vari contributori della Free Software Foundation nel realizzare i loro lavori importanti per la società.
il 12 February 2017 11.08

11 February 2017

LibreItalia – Call4Volounteer

Paolo Garbin (paolettopn)

Se volete contribuire alla diffusione del software libero, dei valori della condivisione e della collaborazione, della divulgazione dell’openness mettendo a disposizione gratuitamente il vostro tempo e le vostre competenze, contattateci..
il 11 February 2017 11.59

10 February 2017

refreacta

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Refracta è una distribuzione Linux in qualche modo oscura che offre eccezionali funzionalità e stabilità. L’oscurità non è sempre una cosa negativa quando stiamo parlando di distribuzioni Linux: potete trovare alcune alternative interessanti al vostro corrente sistema operativo.

Refracta è una grande sorpresa in un piccolo pacchetto: molte distribuzioni sono difficili da distinguere a causa della mancata varietà. Altre offrono ai nuovi utilizzatori qualcosa di unico che li rende contenti e produttivi. Refracta è una delle poche distribuzioni Linux piena di servizi che rende un facile e più conveniente sostituzione per le opzioni tascabili di Linux così come Puppy Linux.

Fonte: http://www.technewsworld.com/story/84129.html


il 10 February 2017 09.19

09 February 2017

gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Una nuova versione di manutenzione del gestore di pacchetti Software di GNOME è stata rilasciata il primo di Dicembre 2016, versionata 3.22.3, per l’ambiente desktop GNOME 3.22.

Come potete sapere, GNOME 3.22 ha avuto il suo secondo e ultimo punto di rilascio schedulato per lo scorso mese, che porta l’aggiornamento di mantenimento di  GNOME Software 3.22.2, ma sembra che alcuni bug abbiano bisogno di essere corretti per il gestore dei pacchetti grafico usato di default nelle popolari distribuzioni GNU/Linux.

E oggi, possiamo vedere atterrare l’aggiornamento software nei repository stabili dei vari sistemi operativi basati su Linux, inclusa la recentemente rilasciata Fedora 25: parlando di Fedora, sembra che GNOME Software 3.22.3 renda possibile aggiornare Fedora Linux di due versioni in una volta sola.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663.shtml


il 09 February 2017 13.42

semicode-os

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

SemiCode OS è una distribuzione Linux sviluppata specificatamente per programmatori e sviluppatori web. È basata su Ubuntu 14.04, usa il familiare ambiente desktop GNOME e arriva precaricata con una buona selezione di strumenti di sviluppo. È disponibile per il download e i test la versione early beta: SemiCode OS v0.1.

Se diamo un’occhiata all’ampia lista delle varie distribuzioni Linux, troviamo soluzioni specializzate per hacker, utenti avanzati, artisti e giocatori. Ma c’è una scarsità di distribuzioni che pretendono di esser nate per le specifiche necessità dei programmatori; probabilmente perché la maggior parte dei sistemi basati su Linux sono talmente personalizzabili che uno sviluppatore è in grado di installare quello di cui ha bisogno in un batter d’occhio.

Source: https://fossbytes.com/semicode-os-linux-distro-programmers/


il 09 February 2017 10.01

centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Fabian Arrotin, uno sviluppatore di CentOS, ha annunciato il rilascio e la disponibilità generale delle immagini di CentOS 7 (1611) per le architetture hardware ARM (armhfp).

La grande notizia arriva a soli due giorni dopo il rilascio delle immagini di installazione di CentOS 7 (1611) per le piattaforme a 64 bit, immagini realizzate sulla base del codice sorgente della distribuzione Red Hat Linux 7.3 di Red Had Inc. Il porting di CentOS Linux 7 (1611) su architettura ARM è un nuovo ben arrivato nella sempre più ricca lista delle distribuzioni GNU/Linux per i calcolatori implementati su una sola scheda elettronica (single-board computers) e per i dispositivi embedded.

CentOS Linux 7 (1611) supporta i popolari Raspberry Pi 3, Raspberry Pi 2, Banana Pi, CubieTruck, and Cubieboard SBC; l’ambiente userland di armhfp include delle tecnologie emozionanti, fra le quali possiamo menzionare il kernel 4.4 LTS, immagini uboot aggiornate alla versione 2016.09, la sostituzione del pacchetto rootfs-resize, ormai non più mantenuto, con cloud-utils-growpart, ed il supporto SELinux per i device Raspberry Pi 2 e 3.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982.shtml


il 09 February 2017 08.55

07 February 2017

Paolettopn è in HTTPS

Paolo Garbin (paolettopn)

Tramite alcuni semplici passaggi, da qualche tempo è possibile implementare gratuitamente sul proprio sito / bog / e-commerce il protocollo di sicurezza HTTPS.
il 07 February 2017 14.46

06 February 2017

Categoria: 

Buone nuove per tutti i collezionisti appassionati dell'open source: è finalmente possibile scaricare tutti i numeri della Newsletter italiana di Ubuntu in formato PDF:

In aggiunta, ogni nuovo numero dell'anno 2017 sarà disponibile in questa pagina.

il 06 February 2017 11.21

04 February 2017

Ciao Antonio

Paolo Garbin (paolettopn)

il buon amico informatico Antonio Cantaro ci ha lasciato....
il 04 February 2017 13.45

E' mancato il Prof. Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela. Ne ha dato notizia il fratello Fabio, con un breve post sulla pagina Facebook del professore.

Il professore Antonio Cantaro insegnava all'Istituro Majorana di Gela, dove aveva fondato un popolare Forum su Linux e Ubuntu. Era inoltre autore di numerose guide per principianti, di una versione italianizzata di Ubuntu e Linux Mint, animatore del locale Linux Day e di moltissime altre iniziative a favore del Software Libero. Costante era il suo impegno per facilitare e rendere accessibile a tutti il software Open Source.

In rete esistono numerose testimonianze della sua opera, tra cui vi segnalo questa illuminante intervista RAI Radio1 al Prof., e il resoconto di una visita all'istituto Majorana.

Non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo, ma seguivo le sue iniziative, per molti versi uniche nel panorama italiano. Nel piangere la sua mancanza, non posso che gioire e ringraziare il professore per l'immenso patrimonio di conoscenza prodotto in questi anni, nella speranza che i suoi allievi ne valorizzino al meglio l'eredità morale.

(la foto di questo post è di Roberto del LUG PN)
il 04 February 2017 11.37

30 January 2017


L'offerta di PC con Linux preinstallato continua a crescere. Solo pochi giorni fa, Vi avevo dato notizia dei nuovi portatili Dell motorizzati Ubuntu, disponibili anche in Italia. Il 26 gennaio scorso, KDE ha annunciato la disponibilità di KDE Slimbook, portatile nato grazie alla collaborazione tra l'azienda spagnola Slimbook e sviluppatori KDE, motorizzato da KDE Neon.

Di Slimbook avevo già scritto nella mia "Guida 2016 all'acquisto PC e notebook con Linux preinstallato", dal momento che offriva alcuni notebook con varie distribuzioni Linux preinstallate, ma questa novità merita un approfondimento.

KDE Slimbook

 

Il KDE Slimbook è un portatile da 13,3'' interamente in alluminio, dalle caratteristiche tecniche interessanti:
  • CPU Intel i5-6200U o Intel i7-6500U di ultima generazione
  • Scheda grafica Intel Graphics HD 520
  • RAM da 4 GB a 16 DDR3 - 1600 Mhz
  • Hard disk da 120GB a 500GB SSD
  • Monitor 13.3" Full HD 1920x1080px LED
  • Tastiera retro illuminata
  • Bluetooth 4.0 
  • Wireless Intel Dual Band: 3160 (oppure 7265 N / 7265 AC)
  • 2 porte USB 3.0
  • Dimensioni  33 x 22 x 1,8 cm
  • Peso 1,36 kg
  • Batteria 6800mAH high litio
L'aspetto è (volutamente) simile in tutto e per tutto a un MacBook Air, con però caratteristiche hardware migliori, prezzo inferiore e... logo KDE inserito al posto della mela.  Le caratteristiche tecniche sono uguali a quelle dello Slimbook Katana, che però è offerto nei colori oro (orrore!) oppure nero.


In fase di configurazione si possono scegliere differenti RAM, Hard Disk, Wi-Fi e tastiera (manca purtroppo quella italiana!), e bisogna evitare di farsi prendere la mano sennò il prezzo schizza verso l'alto.

Impressioni 

La cosa più interessante è la collaborazione Slimbook - KDE, mi sembra sia la prima volta che KDE collabori direttamente con un produttore. Per realizzare questo notebook, Slimbook ha contattato KDE, che ha accolto con entusiasmo la proposta di collaborazione. Alcuni sviluppatori KDE hanno lavorato per migliorare alcuni aspetti di KDE e realizzare un prodotto bello e affidabile. Si tratta sicuramente un bel segnale sia per KDE che per gli utenti, che grazie a questa collaborazione vedono ampliarsi le loro possibilità di avere un PC con Linux.

La seconda annotazione riguarda il binomio Linux - aziende spagnole: BQ è stato il primo produttore mondiale di Ubuntu Phone. Adesso Slimbook è il primo a fare un accordo con KDE. Mi domando a questo punto se sarà spagnolo anche il primo a fare un accordo con GNOME.. :-)

La terza annotazione riguarda la scelta di utilizzare  KDE Neon, una specie di distribuzione, rilasciata con una specie di rolling release, di cui esiste anche una versione LTS basata su Ubuntu. KDE Neon si propone il duplice scopo di dare agli sviluppatori un ambiente congruente e agli utilizzatori una piena esperienza KDE. La scelta di Slimbook è indubbiamente coraggiosa, ma inevitabile quando si vogliono creare alternative ai sistemi più diffusi.

L'impressione generale è quella di avere di fronte un notebook potente, a un prezzo adeguato, ma soprattutto ficherrimo. Tanto che potrebbe indurre i vicini a voltarsi incuriositi. Se non altro per interrogarsi per quale dannato motivo quel particolare MacBook non abbia la mela-lampadina accesa sul retro!?!!?

Per quanto riguarda la solidità e affidabilità di questo notebook, non saprei proprio dire, mi manca purtroppo il materiale tra le mani. Sarei contento se tra i miei lettori ci fosse un acquirente Slimbook (scrivetemi!), ma sarei ancora più contento se mi leggessero i Cari Amici di Slimbook: nel caso, mandatemene uno in prova! :-P
il 30 January 2017 11.38

25 January 2017

minitube.png

Scritto da Brian Bogdan
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

 

Ho iniziato ad usare Linux dall’uscita di Jaunty. Stavo provando ad usare Ubuntu, ma ero legato a Windows. Ma quando ho ricevuto un bel widescreen all-in-one, mi sono deciso. Non mi sono più guardato indietro, e mi sto divertendo molto con Xenial (16.04 LTS).

Ho pochi programmi che utilizzo sul mio PC, molti dei quali sono equivalenti o addirittura migliori delle controparti disponibili per Window/Mac. Le ragioni per cui consiglio Linux sono molte ed è difficile sceglierne una. La mia preferita è la capacità di ottenere applicazioni in modo libero, testarle, utilizzarle o cercarne di più adatte alle proprie esigenze.

Ora di vi parlo di  Minitube. Utilizzi Youtube? Quest’app è per te. Uso quest’app ogni giorno ed è l’app di intrattenimento a cui non vorrei mai rinunciare.

L’interfaccia è super semplice con soli 3 bottoni per fare Ricerche, Sfogliare e Sottoscrizioni. la schermata Ricerche è semplice e minimalista, con autocompletamento che ti aiuta nelle digitazioni. 

La schermata sfoglia  ti permette di visualizzare ciò che è di  tendenza su Youtube, separata in categorie cliccabili. Al momento non uso la funzione sfoglia in quanto, sapendo cosa sto cercando, non utilizzo tale funzione – ma uso i pulsanti Cerca e Sottoscrizioni.

Così cercate quello che volete vedere e quando cliccate sul risultato della ricerca si apre la schermata principale di sottoscrizione. Se volete salvare la ricerca (ed altri video dello stesso creatore), semplicemente cliccate sul tasto Video nel menu in alto e “iscriviti a …”. Su tutti i video disponibili dall’autore, e sulla pagina di sottoscrizione, comparirà una miniatura e verrà notificato ogni nuovo video pubblicato dal creatore.

Tutti i video saranno sulla sinistra con una miniatura, titolo, dettagli, ecc.

La riproduzione dei video può essere automatica o manuale. Io uso la riproduzione manuale in quanto non voglio vedere tutti i video dal più recente al più vecchio.  Per questo ho scelto manuale. Ho inoltre impostato  720P, in quanto si adatta meglio al mio monitor 23 pollici e scheda video GeForce 9300M. I video vengono riprodotti in modalità full-screen (logicamente se il video è registrato ad una risoluzione bassa , non si vedrà bene, ma nel mio uso quotidiano mi è capitato raramente). 

Questa applicazione non gira esclusivamente su Linux in quanto c’è anche una versione per Windows, il download è libero, ma non, “free as in Beer” (libero senza restrizioni): devi accettare il regolamento e puoi fare una donazione se ti va. Io ho pagato $10. E la utilizzo tutti i giorni.

Raccomando con tutto il cuore, questa semplice, ma efficace applicazione.

Scaricala su http://flavio.tordini.org/minitube


il 25 January 2017 11.16

24 January 2017

canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Canonical e Amazon Web Services (AWS) stanno per fornire il miglior supporto cloud in circolazione permettendo agli utenti di AWS di acquistare il pacchetto Ubuntu Advantage (UA) Virtual Guest, che ha lo scopo di dare il supporto professionale necessario per avere successo nel cloud. L’annuncio è stato fatto il 28 novembre 2016, nell’ambito della conferenza AWS re:Invent 2016 di Amazon dedicata agli esperti cloud di tutto il mondo.

Noi crediamo che coloro di voi che hanno intenzione di acquistare il pacchetto di supporto professionale Ubuntu Advantage Virtual Guest di Canonical sul marketplace AWS debbano conoscere tutti i suoi benefici. A tal proposito, avrete accesso al Livepatch Service di Canonical per aggiornamenti del kernel senza riavvio per le vostre immagini di Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) usando il kernel Linux 4.4 con supporto a lungo termine.

Inoltre, coloro che faranno tale acquisto avranno accesso diretto allo strumento di gestione di sistema Landscape (la versione Saas), se hanno intenzione di utilizzare il sistema operativo Ubuntu Linux, accesso al Knowledge Hyb di Canonical e a tutti gli ultimi aggiornamenti di sicurezza; così come al supporto web -e telefonico- 24/7 di esperti nel campo, insieme ad un’opzione per usufruire di un supporto ingegneristico di Canonical dedicato.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565.shtml


il 24 January 2017 11.49

ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Leann Ogasawara di Canonical ci ha dato notizie riguardo l’imminente secondo punto di rilascio del sistema operativo basato su Linux Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus).

Dopo aver pubblicato la tabella di marcia del rilascio per il sistema operativo Ubuntu 17.04 (Zesty Zapus), che si trova al momento sotto un massiccio sviluppo, pare che Canonical abbia anche in mente di aggiornare l’attuale rotta di Xenial indicando come data di rilascio per Ubuntu 16.04.2 LTS (Xenial Xerus) giovedì 19 gennaio 2017.

Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) è un rilascio con supporto a lungo termine, il che significa che riceverà correzioni di sicurezza e aggiornamenti software per cinque anni, fino ad aprile 2021. Durante questo tempo, il SO di solito ottiene un totale di cinque punti di rilascio. Attualmente, Ubuntu 16.04 LTS e 16.04.1 LTS sono supportati dal ramo del kernel LTS Linux 4.4.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572.shtml


il 24 January 2017 11.18

17 January 2017

Ciao! 🙂
Se sei arrivato fino a qui, vuol dire che sei spinto dalla curiosità di cosa sia il Google Hash Code 2017 e come puoi fare per partecipare in questo evento ma… andiamo con ordine!

Cos’è il Google Hash Code 2017?

Hash Code 2017 è una competizione a squadre organizzato da Google e riguarderà principalmente la programmazione.
Quello che farai sarà scegliere un team (o crearne uno), scegliere assieme al team, un linguaggio di programmazione e risolvere assieme ai compagni di squadra un problema di vita reale che sarà scritto e rilasciato da Google stessa il giorno della competizione.

Per ogni round della competizione, Google presenterà un problema e il tuo team dovrà risolvere il problema generando una soluzione. La soluzione poi, sarà inviata sulla relativa piattaforma e potrai inviarne tante soluzioni quante ne vorrai.
Il tabellone dei punteggi si aggiornerà in tempo reale e saprai subito (non appena invii) quanti punti avrete rispetto ad un altro team.

Le migliori squadre vinceranno spettacolari premi messi in palio da Google oltre a considerare che la finale sarà a Parigi, con la maggior parte delle spese rimborsate (previa richiesta)!

Sei pronto per la sfida? 🙂

E tu, cosa fai caro Mirko?

Se questa domanda te la sei posta o meno beh, io ti rispondo lo stesso!

Non sono pagato per pubblicizzare questo evento ma io suppongo che se sei un programmatore o addirittura basta essere anche colui che ci mette la mente, sei utile e perché non mettersi in gioco quando in palio ci sono belle cose?
Tra l’altro, non ti nascondo che sarà una bellissima esperienza oltre che ad una giornata passata in compagnia con persone che se non sono tuoi amici, beh, saranno sicuramente nuove amicizie… ti pare poco? 😛

Tornando in tema, il mio ruolo sarà da organizzatore principalmente perché dovete lavorare in un ambiente tranquillo, senza distrazioni, insieme e in un ambiente dove avete un ambiente comodo, riscaldato e con una connessione ad internet all’elettricità per i vostri computer.
Ovviamente, il mio ruolo sarà di trovare il posto perfetto alle vostre esigenze, mostrare le tracce che usciranno, cercare di spiegarle nel miglior modo e assistere voi squadre che sarete presenti.

Come faccio ad iscrivermi?

Per iscrivervi dovete fare questi due passaggi:

  1. Prima di tutto dovrete iscrivervi su QUESTA PAGINA per partecipare all’evento Hash Code.
  2. Formate un Team dalle 2 alle 4 persone attraverso il vostro Judge System che sarà creato entro 24h.
    Se vi manca un team o avete problemi durante la registrazione, usate il form dei commenti disponibile in fondo alla pagina, vi risponderò tempestivamente.
  3. [OBBLIGATORIO] Quando avete formato il team, dovete registrarvi su QUESTA PAGINA accedendo con il vostro profilo (che avete usato per registrarvi) e selezionare l’HUB L’Aquila Developers.

Una volta fatto ciò, siete pronti, vi manderò ulteriori istruzioni dettagliate come posizione e orari da rispettare il giorno della competizione così come un indirizzo mail per eventuali dubbi prima dell’evento.

Le iscrizioni saranno valide fino al 20 febbraio alle ore 18.00 ed è completamente GRATUITA!!!

Iscrivetevi e invitate tutti i vostri amici, colleghi e compagni di classe che sono interessati a partecipare!!
Tutti sono utili e nessuno è escluso 🙂

Premiazioni

Il gioco vale la candela perché se siete un team vincitore, il round finale (quindi lo step successivo) come detto lo farete a Parigi (potete fare richiesta di rimborso fino a 500€) e i primi 3 vinceranno premi che possono essere da dispositivi come telefoni ad altre cose.

Informazioni particolari

Prima di iscrivervi però, vi chiedo cortesemente di rispettare questi requisiti:

  1. Devi aver compiuto almeno 18 anni entro il 23 febbraio.
  2. Devi (dopo l’iscrizione) far parte di un team di almeno 2 persone fino ad un massimo di 4 persone.
    In caso non trovi nessuno, fammelo presente e ti aiuterò a trovare il team o altre persone per formarne uno.
  3. DOVRAI GIOCARE SPORTIVAMENTE dopotutto siamo qui anche per divertirci tutti assieme 🙂
  4. La soluzione finale verrà giudicata da una giuria di ingegneri Google! Non sarà possibile avere preferenze o meno.
  5. Sei libero di portare bevande e panini mantenendo un ambiente pulito.

L'articolo Google Hash Code 2017 – L’Aquila sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 17 January 2017 20.39
Categoria: 

http://www.ubuntu-it.org/sites/default/files/logo_2_2016.png

Il 2016 si è rivelato un anno denso di attività per il gruppo documentazione. Sempre in prima linea, abbiamo accolto numerose persone interessate all'open source, a Ubuntu e alla sua diffusione, con l'intento di creare una documentazione unica, aggiornata e ricca di argomenti utili per tutti gli utenti di Ubuntu.
Il gruppo ha visto l'entrata di nuovi elementi nello staff e durante l'anno non sono mancate idee e spunti di riflessione per andare a correggere gli aspetti organizzativi della documentazione, con l'intento di migliorarne sempre più la fruibilità.

L'anno 2016 è finito, cogliamo quindi l'occasione per riassumere l'immenso lavoro svolto in 365 giorni.

 

I numeri

  • Nel 2016 sono entrate a far parte del gruppo documentazione due persone: Giulio Leuci e iononsbalgiomai. L'ingresso di nuovi membri è sempre un buon indicatore di attività nella nostra comunità.

  • Due sono anche le versioni di Ubuntu rilasciate: Ubuntu 16.04 LTS e Ubuntu 16.10. Il gruppo documentazione ha aggiornato le guide più importanti prima che fossero pubblicate queste nuove versioni di Ubuntu, come indicato nelle pagine GruppoDocumentazione/Xenial e GruppoDocumentazione/Yakkety.

  • Un po' di pubblicità non fa mai male, noi del gruppo documentazione l'abbiamo capito. Non tanto per farsi belli sul web, ma piuttosto per farsi aiutare! Nel 2016 abbiamo pubblicato sul nostro blog 11 articoli che ci hanno aiutato a mantenere viva l'attenzione sulla documentazione, segnalando le novità più importanti a tutti voi e invogliando anche i più restii a provare.

  • Il 2016 è stato anche l'anno con il maggior numero di guide revisionate di sempre *¹!! Più di 120 guide sono state aggiornate o scritte da zero, segno di una comunità in crescita. Come diciamo sempre, il solo gruppo doc non può rinnovare la documentazione da solo. È qui che entrano in gioco tutte le persone che dedicano il proprio tempo ad aggiornare la documentazione, che la leggono, che scrivono nuove guide e si confrontano con noi ogni giorno per migliorare i contenuti. È quindi tutti coloro che hanno partecipato che dovete innanzitutto ringraziare, per l'impegno e la dedizione dimostrati.

  • Il forum di Ubuntu-it è il luogo di raccolta per tutti coloro che partecipano alla stesura della documentazione. Nel 2016 sono stati discussi più di 220 thread nella sola sezione forum del gruppo documentazione, sinonimo di partecipazione ampia e aperta a tutti.

  • Spesso i membri del gruppo documentazione si consultano tramite posta elettronica, per discutere degli aspetti "organizzativi". Nell'anno 2016 nella mailing list del gruppo documentazione sono passate più di 380 e-mail. I numeri parlano da sè.

 

Cos'è stato fatto, cosa si dovrà fare

Vedendo questi numeri, è facile capire come il lavoro svolto vada ben al di là delle 120 guide revisionate. Spesso applichiamo modifiche giornalmente alla documentazione che non vengono elencate nel lavoro svolto. Dalla più semplice correzione di un collegamento alla riscrittura di una guida, dalla modifica grafica delle pagine agli aspetti amministrativi, le attività sono davvero tantissime! Ma passiamo ora ai contenuti.
Grazie alle doti organizzative di Xavier, un membro del gruppo doc, è stata aggiornata la maggior parte del portale Ambiente grafico. Xavier ha saputo ampliare la partecipazione degli utenti e i risultati sono stati stupefacenti. La sezione Notebook ha visto un incremento di attività, grazie alla facilità di compilazione delle guide in esso contenute. Diverse guide riguardanti l'installazione di Ubuntu sono state aggiornate e migliorate. Stessa sorte è toccata anche a pagine riguardanti la navigazione internet, l'installazione di programmi, le schede video AMD e tante altre pagine e sezioni del wiki. Quasi tutti i portali della documentazione wiki hanno subito delle modifiche più o meno sostanziali. Non possiamo elencarle tutte, ma possiamo darvi un assaggio delle più importanti revisioni nella pagina Lavoro svolto.

 

<<Cosa manca? Cosa avete in serbo per il futuro?>> In poche parole: tutto quello che la comunità potrà offrire :)
Noi siamo molto soddisfatti e orgogliosi dei risultati raggiunti. Non solo per la mole di lavoro svolto, che rimane davvero notevole, ma anche per la capacità che abbiamo appreso di collaborare con persone sempre nuove, spinti dal genuino interesse di fornire una documentazione quanto più possibile rinnovata e comprensibile, utile e interessante. Se anche tu credi che questi obiettivi siano importanti, puoi farti avanti oggi stesso ;)

 

Per concludere, desideriamo ringraziare infinitamente tutti coloro che hanno partecipato, portato le proprie idee e sopportato le nostre interminabili precisazioni come solo un monaco tibetano saprebbe fare. Quindi grazie a tutti voi daigo, seagull-, jacopo-cicatiello, cescomail, phonicmouse, stef.contadino, OscarTazza, ravenglass, ilgallinetta, wilecoyote, cialu, gem1978, erbasox, ivantu, corradoventu, al buon luca.gambardella e a tutti gli altri che per una ragione o l'altra ci siamo dimenticati di scrivere. E perché no, grazie anche a noi!

 

: da quando teniamo traccia del lavoro svolto.

 


A cura del Gruppo Doc
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il 17 January 2017 13.16

15 January 2017


È notizia di un qualche giorno fa che Dell, il colosso americano dei PC, ha reso disponibile alla vendita in tutto il mondo un nuovo portatile con Ubuntu preinstallato, il Precision 3520. Si tratta del primo di una serie di portatili (e un desktop) che Dell metterà in vendita nel corso della prima metà del 2017.

Gli amanti di Linux saranno sicuramente contenti di questa decisione. Dopo qualche anno di rodaggio con il super notebook XPS 13 Developer Edition, e qualche modello in vendita solo negli USA, la famiglia pinguina di prodotti Dell si allarga con ulteriori macchine, che hanno anche un prezzo più accessibile. Da precisare che questi nuovi computer sono disponibili anche per il mercato italiano, cosa che è una notizia nella notizia.
La seconda bella notizia è che la versione con Ubuntu 16.04 costa 105 € in meno rispetto alla versione con il sistema operativo proprietario. La libertà adesso costa meno! ;-)

Personalmente, come scritto nella mia "Guida all'acquisto di PC e notebook con Linux preinstallato", consiglio di acquistare computer con Linux dai piccoli produttori, che hanno delle configurazioni più modulari ed economiche rispetto ai Big del settore. Resta comunque da dire che questi nuovi PC Dell sono senza dubbio dei gran bei pezzi di tecnologia.

Quando "solo io" volevo un PC con Ubuntu

Ricordo che nel 2015 un lettore di questo blog mi segnalò che Dell vendeva il suo Precision M3800 (ora fuori produzione) preinstallato con Ubuntu solo negli USA. Il Precision M38000 era una bella macchina, che aveva anche il suo bel prezzo, ma non si poteva in nessuna maniera acquistare in Italia.

Volendo verificare la segnalazione, contattai io stesso Dell Italia via chat (vedi sotto il resoconto di quella conversazione). Ebbene, da quanto riportato dal (poco informato) reparto marketing, al tempo risultavo l'unica persona in Italia che voleva un PC con Ubuntu.

Bello sapere che è bastato solo un anno per fargli cambiare idea! :-P


il 15 January 2017 09.51

14 January 2017

Balsamiq is one of the best tools for quick wireframes creation. It allows you to efficiently and quickly create mockups that give you an idea of how design elements fit in the page.

Some years ago there was a package available for the most popular Linux distributions, but since Adobe dropped support for Linux and Balsamiq is built on top of Adobe Air, nowadays they don’t support Linux neither.

As you can see from the downloads page of Balsamiq, though, it luckily works well with wine.

Install Balsamiq with WINE

First things first: install wine.

sudo apt-get install wine

Now, let’s proceed with an easy step-by-step guide.

  1. Download the Balsamiq Bundle that includes Adobe Air (if the link does not work, head on to Balsamic Downloads and download the version With Adobe Air bundled)
  2. Open a terminal, unzip the bundle and move it to /opt (change the Downloads directory name according to your setup)
    cd Downloads
    unzip Balsamiq*
    sudo mv Balsamiq* /opt
  3. To make life easier, rename the .exe to simply balsamiq.exe
    cd /opt/Balsamiq_Mockups_3/
    mv Balsamiq\\ Mockups\\ 3.exe balsamiq.exe
  4. Now you can run Balsamiq Mockups by running it with wine
    wine /opt/Balsamiq_Mockups_3/balsamiq.exe

Add Balsamiq as an application

The last optional step can save you a lot of time in launching Balsamiq, because it saves you the hassle of writing the command in point 4 above every time you want to launch it (and remembering the Balsamiq executable location). This simply consists in creating a new desktop entry for Balsamiq, which will add it to the applications list of your operating system.

Create the file ~/.local/share/applications/Balsamiq.desktop with the following content:

[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Name=Balsamiq Mockups
Icon=/opt/Balsamiq_Mockups_3/icons/mockups_ico_48.png
Exec=wine /opt/Balsamiq_Mockups_3/balsamiq.exe
Type=Application
Categories=Graphics;
MimeType=application/x-xdg-protocol-tg;x-scheme-handler/tg;

If you are on Ubuntu with Unity, you can add the following lines too:

StartupNotify=false
StartupWMClass=balsamiq.exe
X-UnityGenerated=true

Now, just save and have a look at your Dash or Activity Panel to see if it works.

Install Balsamiq Mockups with Play on Linux

Eric suggests the use of Play on Linux for an easier installation process and reports that for him Balsamiq Mockups 3 works like a charm in that environment. Worth a try!

The post Install Balsamiq Mockups in Debian/Ubuntu appeared first on deshack.

il 14 January 2017 09.16

04 January 2017


Oggi mi sono scontrato con un sito inglese, che riporta una presunta slide (vedi sopra) fornita da un presunta talpa su una presunta presentazione di un presunto smartphone Samsung S8, di prossima presunta uscita. La slide rivela uno smartphone dotato di sistema operativo multitasking, con la possibilità di essere collegato a monitor, tastiera e mouse esterni.

Partendo dal presupposto che questa specie di "notizia" è da prendere con delle molle grandi così, fa piacere notare che la strada della convergenza proposta per primo da Ubuntu Phone sembra essere all'attenzione di altre aziende. Chissà se per arrivarci si fonderanno i sistemi Android (che gira su smartphone e tablet) e Chrome OS (notebook). Un pettegolezzo questo che circola da anni e che è stato smentito più volte.

Sono comunque convinto che sul tema convergenza ci saranno molte belle novità nel 2017. Speriamo che alcune di queste arrivino anche da Ubuntu.
il 04 January 2017 15.37

02 January 2017

Documentazione Wiki: Dicembre 2016

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Documentazione Wiki: dicembre 2016

Foto originale: Kronach leuchtet 2014 by Brian Fox

 

Ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante il mese di dicembre.

  • AMD: panoramica dei driver disponibili per le schede video e le APU ATI e AMD.

  • AMD/Radeon: caratteristiche del driver open source Radeon e risoluzione dei problemi.

  • Xfce/Compiz: installazione di Compiz in Xubuntu.

  • InternetRete/Flash: installazione del plugin Adobe Flash Player in Ubuntu e derivate.

  • Toshiba Satellite L350-145: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS e 14.04 LTS.

  • Asus P2520LA-XO0526D: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS.

  • HP 620: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.10, 16.04 LTS e 14.04 LTS.

  • MacBook Pro 8.2: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS.

Per maggiori informazioni, consulta la pagina Lavoro Svolto.

 


A cura del Gruppo Doc
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il 02 January 2017 13.20

28 December 2016

Con le informazioni contenute in questo articolo, riuscirete a rendere sicure le vostre comunicazioni di rete verso i server DNS, soprattutto se utilizzate dei router di ISP (Vodafone, Telecom, ecc.) che abitualmente impediscono la configurazione e l'utilizzo dei DNS liberi.
il 28 December 2016 17.00

Al momento in cui scrivo il sito web ufficiale di CyanogenMod è definitivamente offline. È quindi giunto al termine il viaggio della più famosa ROM (= versione alternativa) per smartphone Android? Sì. E anche no. Vediamo perché.

CyanogenMod e Cyanogen OS


CyanogenMod nacque a settembre 2008 per opera di Steve Kondik, come versione alternativa ad Android, però libera, aperta e sviluppata dalla comunità. Nel giro di pochi anni, CyanogenMod ebbe un notevole e costante sviluppo, fino ad arrivare ad essere utilizzata da 50 milioni di persone in tutto il Mondo, con più di 150 dispositivi supportati. I vantaggi dell'utilizzo di CyanogenMod rispetto ad Android erano molteplici: totale assenza di spyware e bloatware, supporto ai temi, CPU overclock, e molte altre migliorie, alcune delle quali arrivate su Android solo successivamente.

Sull'onda del successo, nel 2013 Steve Kondik fondò Cyanogen Inc. azienda destinata a commercializzare una versione "professionale" chiamata Cyanogen OS, che doveva inglobare il meglio di CyanogenMod più alcuni moduli aggiuntivi. Cyanogen OS partì bene, andando a sostituire CyanogenMod sui dispositivi One Plus One.
Nell'Aprile 2015, CyanogenOS siglò una collaborazione con Microsoft, per portare app (Skype, Cortana, ...) e servizi Microsoft sulla piattaforma Android/CyanogenOS, rilasciati poi su Cyanogen OS 13.0 a febbraio 2016.

Le cose però vanno peggio del previsto, e a luglio 2016 Cyanogen Inc. licenzia 30 persone, e chiude la sede di Seattle. Lo stesso Steve Kondik lascia l'azienda a novembre. Tra le cause del fallimento, sicuramente i dissidi con One Plus, e chissà cos'altro.

LineageOS


Per niente scoraggiato dell'uscita da Cyanogen Inc., Steve Kondik prima propone e poi realizza un fork del codice di CyanogenMod. Il fork era inevitabile, dato che nome e marchio originali di CyanogenMod sono rimasti a Cyanogen Inc.

Così, mentre Cyanogen Inc. provvede con solerzia a spegnere server e servizi di CyanogenMod avviandosi a un futuro pieno di incognite, l'erede LineageOS (trad. "stirpe" o "casata") comincia ad attivare la propria struttura indipendente. Il primo post sul blog si intitola "Yes, this is us" (trad. "Sì, siamo noi"), e vuole rassicurare gli utilizzatori di CyanogenMod.

Tutto come prima quindi? Troppo presto per dirlo. Partire dalle fondamenta di CyanogenMod garantisce una base solida, e la comunità di sviluppatori abbraccerà LineageOS senza remore. Anzi: aver tolto di mezzo il doppio binario commerciale - volontario potrebbe portare nuova linfa al progetto alternativo ad Android.

Questo caso è però esemplare nel dimostrare quanto un progetto open source possa essere debole, specie quando scende nell'agguerrito terreno degli affari, scontrandosi con interessi commerciali enormi e un colosso inavvicinabile come Google. Resta poi l'incognita del modello di business: pur essendoci numerose aziende che vivono sull'open source, è impossibile stabilire un modello valido per tutte. Del resto la storia insegna che avere un valido prodotto è solo uno dei requisiti necessari per riuscire ad avere successo.

Allo stesso tempo un progetto open source è indistruttibile: quando il codice è aperto, nessun progetto è mai veramente finito.
il 28 December 2016 16.39

23 December 2016

Ci sono molti modi per riuscire a fare questo, oggi ve ne spiegherò uno dei più semplici, ma a patto che voi siate utilizzatori di un PC con sistema operativo Linux e possiate amministrare la vostra macchina.
il 23 December 2016 19.01

20 December 2016

In the past few years, Internet of Things or IoT, in short, has become the fuzzword of the industry. It was believed that IoT will be beneficial to consumers and businesses alike as big data can be connected and there is the possibility of creating higher levels of automation. However, there were also speculations that it would help cybercriminals in hacking and cyber-attacks. There are shortcomings in the development process of IoT devices which make them vulnerable to hacks. This is really a matter of concern for all emerging industries that deal with the IoT.

Here are facts that prove the concerns are not without reason.

Are Businesses Ready?

While it is said that the users of IoT would rise exponentially by 2020, IT professionals are still not sure if companies would be ready to handle IoT. This is no small number, but 85% of the technical world was surveyed, and this emerged as a top concern. The reason is that they are not sure if IoT devices can be recognized immediately once they connect to the network. There is a high chance of the network getting infected once the connection is up.

How Secure is the IoT?

Another primary concern is security. The speed of coding is what matters a lot now. Developers or businesses do not care about security much, as it is not good to be late in developing IoT devices. Hence it is the speed of coding that comes to mind for the developer, rather than security. While it may occur to many researchers that scrutiny can be done while the app approaches completion, it has to be understood that fixing the security problem can be done too late. Usually, software development involves testing in the later phases, and this means there is a change of something wrong when one is in a hurry in completing the development process. But, if business owners can go for white box testing methods, which is testing at an earlier stage, or bring in automated testing systems, they can steer clear from this concern.

Why do Hackers Love IoT?

Considering the vulnerabilities that are found with IoT baby monitors, for example, hackers would love to do reprehensible things like change the settings of your cameras or monitor your live feeds. We’ve seen enough such cases in the last few months to know that this is a real risk. The situation is similar when cars are connected to the Internet. Hackers can do things ranging from taking the entertainment system under control to shutting down the entire car. Wearables and devices that deal with patients can end up being controlled by hackers as well, and with the latter, consequences can even be fatal.

But it is not going to be a problem always, as major companies that deal with the IoT have taken actions to respond to these challenges. Unfortunately, there is no quick fix as many small businesses are developing IoT and only the giants have yet started responding to fix the security vulnerabilities.

The Importance of Being Protected

Anything that has been connected with the Internet has to be protected. While protection is essential, getting it from the right place is a crucial step. For instance, you can look for an Internet security system that integrates software, hardware, and cloud for all in one smart home security. It is not just a computer, laptop, or your mobile phone that gets protected, but also baby monitors, wearables, gaming consoles, and smart TVs would get the protection required. Such a gadget works as a home-wide antivirus software, so that none of your smart devices can function as breach points for possible hackers.

Another solution is to avoid using cheap devices. Getting devices with new 64 bit x86 CPUs seems to be an efficient solution, but this does not come cheap. It really is time for more security and standardization from chipmakers. Lack of calibration can lead to more problems, and that’s the last thing needed. With lesser platforms to allocate fewer resources for security, there is a demand for the development of higher core chips, which are part of the solution for the problem at hand.

Conclusion

It is essential that countinuous testing is done at the earlier stage of the System Development Life Cycle (SDLC) so that the changes can be done at the initial levels. Data encryption should be done with data authentication and verification at the earlier as well as later stages of the development cycle, to develop safe and secure IoT devices.

The post Security Concerns on the Rise for IoT Devices appeared first on deshack.

il 20 December 2016 14.18

15 December 2016

Documentazione Wiki: Novembre 2016

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Documentazione wiki, novembre 2016

Foto originale: Frozen by fernando garcila redondo

 

Ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante il mese di Novembre.

  • File Manager: introduzione ai gestori di file disponibili per Ubuntu e derivate.

  • Window Maker: installazione di questo window manager leggero.

  • PekWM: installazione e configurazione di una sessione di PekWM in Ubuntu e derivate.

  • JWM: installazione e configurazione di una sessione di JWM in Ubuntu e derivate.

  • LaTeX: installazione dei pacchetti, configurazione e utilizzo di LaTeX.

  • Software Raid: strumenti e metodologia per la creazione di un Array RAID di tipo Software.

  • Linguist: editor per tradurre file con estensione .ts, utilizzati per la traduzione di applicazioni in cui è disponibile il supporto Qt.

  • Poedit: editor per tradurre file con estensione .po, utilizzati per la traduzione di applicazioni per le quali sia disponibile il supporto Gettext.

  • Acer Aspire 5750G-2414G50Mnkk: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS e 14.04 LTS.

  • Acer Aspire ES1-111M-C1LE: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS e 16.10.

 

Desideriamo ringraziare gli utenti gem1978, erbasox, wilecoyote, ivantu e cialu per l'incredibile lavoro svolto.
Per maggioro informazioni, consulta la pagina Lavoro Svolto.

 


A cura del Gruppo Doc
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il 15 December 2016 10.45

09 December 2016

Grazie al team di ASUS, oggi testeremo assieme il nuovissimo dispositivo: l’ASUS DSL-AC56U, un modem dalle mille potenzialità con il giusto rapporto qualità/prezzo.

Il dispositivo, oggetto di questa recensione, è sia un router che modem ADSL/ADSL2/vDSL2 e dispone di connettività 802.11ac 2×2 Wi-Fi con una velocità di trasferimento dati dual-band combinate fino a 1167 Mbps.

Caldamente consigliato per uso domestico oltre che per piccole aziende grazie al modulo ASUS AiRadar che migliora la stabilità del modulo Wi-Fi oltre che ad un decisivo incremento della copertura. Ovviamente scontato dire che questo modem non vale solo per questo ma per anche tante altre caratteristiche 🙂

Design e caratteristiche

All’interno della confezione dell’ASUS DSL-AC56U troviamo il classico cavo di rete RJ-45 che ci permette di connettere un computer (ad esempio) al router attraverso la porta Ethernet, un CD di supporto quindi, manuale e software di gestione, un filtro splitter, una guida rapida, un cavo telefonico RJ-11.
Certo, trovate anche il modem DSL-AC56U che sfoggia la sua piena eleganza e modernità, cose di cui ASUS da tempo ci vizia! 🙂

Esaminando invece il modem troviamo diversi LED che indicano rispettivamente il 5GHz, il 2.4GHz, la USB, LAN1-4, Internet, DSL (modalità modem), WAN (modalità router) e infine l’alimentazione.

Nella parte laterale a destra sono presenti dei tastini che ci permettono di attivare/disattivare la connessione Wi-Fi e abilitare o meno il sistema d’accesso WPS, sistema che permette di accoppiare in maniera veloce.

Per quanto riguarda la parte posteriore del modem, troviamo le 4 porte LAN (che supportano una trasmissione fino a 1Gigabit), 2 porte USBaccavallate” che ci permettono di poter collegare una stampante, uno scanner, hard disk esterni o una chiavetta SIM che fornisce connettività 4G o 3G.
Troviamo inoltre, una porta WAN (se utilizziamo la modalità router), la porta RJ-11 utilizzato per ricevere la connettività internet attraverso il cavo telefonico, un tasto di reset, porta per alimentare e infine, un tasto per accendere o spegnere il dispositivo.

Supporto ADSL e Fibra

Ci tenevo ad aprire un piccolo capitolo a riguardo perché spesso vi chiedete se avete la compatibilità o meno.

Sì, avete la piena compatibilità oltre che la massima prestazione disponibile grazie alla CPU di Mediatek MT751X che si destreggia molto bene tra le connessioni DSL e le più veloci VSDL2. Cosa vuol dire in pochi termini? Vuol dire che questo modem router potete usarlo per le classiche ADSL 20MB fino alle reti in fibra che toccano 200MB/s.

Costa poco e quindi mantiene pochi dispositivi..

ERRATO! Quando parlavo di ottimo rapporto qualità/prezzo è perché questo modem router è in grado di offrire un multitasking eccellente fino a 300 mila sessioni in contemporanea senza perdere un solo colpo!
Fantastico vero? Niente più imprecazioni per ping elevati o banda non disponibile per i vostri streaming o sessioni di gioco.

Modulo Wi-Fi: performance e copertura

Considerando che nel mondo odierno siamo sempre più “invasi” dai dispositivi con questo modulo e da gente che ormai non fa altro che chiedere la password a casa nostraEEEHMMMM
Per fortuna non abbiamo problemi, siamo in grado di aprire anche una rete per gli ospiti e non dobbiamo neanche preoccuparci di eventuali giudizi dei nostri amici a riguardo perché ASUS ha pensato anche a ciò.
Tecnologia 2×2 Wi-Fi con velocità di trasferimento dati fino a 1167 Mbps grazie alla modalità dual-band combinate.
Per la banda 5GHz con 802.11 AC, tocchiamo 867Mbps mentre per la banda 2.4GHz con 802.11, arriviamo fino a 300MBps.

Ci tengo ancora una volta a ricordarvi del sistema proprietario ASUS AiRadar, un sistema che è in grado di spremere al massimo le performance, aumentare la stabilità e coprire un’area fino al 150% in più rispetto ai modem router tradizionali.

Interfaccia Web

Mi dispiace ragazzi, qui vi dovete fidare sulla parola e non posso spiegarvi tutto.. Impiegherei almeno altre 4/5 pagine ma potete avere un piccolo riassunto dettagliato su QUESTA PAGINA.

L’interfaccia web è bellissima oltre che piena di mille funzionalità ma ben categorizzate.. Non perdetevi! 🙂

Provo a riassumere a grandi linee..
Possiamo impostare e controllare tutte le applicazioni di rete attraverso l’interfaccia e con un solo clic. Ovviamente il tutto è tradotto nella nostra lingua italiana e non avrete molti problemi nella configurazione.
Infinite sono le cose che potete impostare a partire dalle impostazioni della vostra connessione ADSL o VSDL per quanto riguarda il SNR (Signal to Noise Radio), il DLA (Dynamic Line Adjustment), l’Rx AGC GAIN Adjustment e così via.. Vi avevo avvertito! 🙂

Tra le tante altre cose troviamo anche l’ottimizzazione della banda per diverse cose grazie alla presenza del QOS ossia, Quality of Service. In questa sezione riusciamo a controllare ed analizzare il traffico dati sulla nostra rete in tempo reale per quanto riguarda lato Wireless ed Ethernet. Naturalmente potremmo anche regolare diversi parametri come la priorità.

Molto sensato è la presenza del sistema di backup attraverso le funzionalità di AiCloud che ci permette di fare salvataggi in tempo reale dei dati su USB, su rete e così via.
Funzionalità interessante è il Server Center che ci permette di sfruttare l’hard disk esterno collegato via USB per realizzare un Media Center DLNA e quindi avremo la possibilità di guardare filmati presenti da ogni dispositivo (senza rallentamenti, ricordatevelo!)

Concludiamo il piccolo capitolo che sarà molto apprezzato da chi scarica da internet e non vuole avere sempre il PC acceso oltre che al non voler acquistare un NAS.
Di cosa parliamo? Parliamo del Download Master, funzionalità avanzata che ci permette di scaricare attraverso vari protocolli quali HTTP, FTP, NBZ, TORRENT o ed2k. Basta premere un “+” e via al divertimento! 🙂

Conclusioni

Cosa dire, sulla luce dei test effettuati e sull’ottima interfaccia web per la gestione, l’ASUS DSL-AC56U è davvero un prodotto fantastico oltre che ottimo parlando di rapporto qualità/prezzo.

La cosa che mi lascia perplesso, un po’ come vedo in TUTTI i modelli (non mi riferisco ad ASUS) è la mancanza delle porte USB 3.0 e aggiungerlo in produzione non dovrebbe costare chissà cosa.. Chissà, magari un giorno ce lo spiegheranno.
Dopotutto la differenza in termini di trasferimento dati tra la versione 2.0 e la 3.0 è davvero abissale.

Per il resto voglio dare tutte le mie lodi per l’eccellente stabilità della connessione riuscendomi a dare sempre la massima performance grazie alla configurazione dinamica che applica. Credo di non essere mai stato così contento.

Forse, una cosa che andrei a riguardare è il sistema di raffreddamento ma noto solo leggero surriscaldamento, niente di particolare ma non vorrei che a lungo andare facesse brutti scherzi con la presenza di polvere.

Ragazzi, io ve lo consiglio! 🙂

Per acquistare il modem router ASUS DSL-AC56U, fai clic qui!

L'articolo ASUS DSL-AC56U – Modem Router – Recensione sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 09 December 2016 19.56

03 December 2016

Categoria: 

Canonical ha recentemente annunciato che intraprenderà azioni legali contro un hosting europeo di cloud, server virtuali e dedicati per la violazione del trademark di Ubuntu.

Ubuntu è software libero, e chiunque può scaricarlo, usarlo, modificarlo e ridistribuirlo. Quando si ridistribuisce una versione modificata però non si può usare il nome "Ubuntu", a meno che le modifiche non siano approvate da Canonical. Questo permette agli utenti di avere la garanzia che quando scaricano Ubuntu stanno scaricando un sistema veloce, sicuro ed affidabile.

Ci sono però alcuni hosting che forniscono ai loro clienti immagini di Ubuntu modificate e non certificate da Canonical: queste immagini hanno spesso problemi di sicurezza, mancano funzionalità e sono meno performanti. Di conseguenza, Canonical ha annunciato che, dopo mesi di tentativi di discussione inutili fra le parti, avvierà una causa legale per violazione del trademark contro una di queste compagnie.

Fonte: insights.ubuntu.com

il 03 December 2016 15.11

02 December 2016

Categoria: 

La documentazione wiki di Ubuntu-it rappresenta il "luogo di raccolta" di tutte le guide riguardanti l'installazione di Ubuntu, l'abilitazione dei dispositivi hardware più disparati, l'amministrazione del sistema, la gestione della sicurezza, la risoluzione dei problemi e tantissime altre informazioni. L'esistenza di una documentazione wiki separata dai manuali ufficiali del sistema operativo è di vitale importanza per una comunità in continua crescita come la nostra. Essa nasce infatti dalla necessità di raccogliere tutte le procedure più importanti e assenti nei manuali ufficiali in un unico posto, liberamente accessibile per chiunque!

La documentazione wiki ha un gruppo di lavoro che si occupa della sua manutenzione, supervisiona le attività degli utenti e si confronta con loro per migliorare la piattaforma. Tuttavia il Gruppo Doc non possiede (ancora) il dono dell'onniscienza, per questo è essenziale la partecipazione di tutta la comunità, senza la quale un wiki non potrebbe sperare di sopravvivere. Dunque cosa aspetti a darci una mano?

Si comincia!

http://www.ubuntu-it.org/news/2016/01/25/domande-e-risposte-sulla-documentazione-wiki

Ottenere le informazioni essenziali per partecipare è facile come...leggere le FAQ ;)"Cos'è un wiki? Come si scrive la documentazione?" Leggi questo articolo per trovare le risposte alle domande più frequenti, abilitare il tuo account e iniziare a scrivere.

Sezione Notebook

Un buon punto di partenza consiste nel compilare il resoconto dell'installazione nel tuo notebook o netbook di Ubuntu o di una sua derivata ufficiale. Con questa procedura imparerai a creare nuove pagine e a modificare il testo di una guida, semplicemente consultando questo articolo. Se non hai un notebook, naviga la documentazione e dedicati a quello che preferisci. Se trovi degli errori, correggili!

http://www.ubuntu-it.org/news/2014/11/11/aggiornamento-sezione-notebook

Guide da revisionare

CategoryDaRevisionare

La documentazione wiki va mantenuta aggiornata per essere al passo con i tempi. Ma come sapere quali guide hanno bisogno di una rinfrescata? Ebbene, esiste un elenco di guide obsolete e si trova nella pagina Category Da Revisionare ;) Potrai scegliere la pagina che più ti aggrada e dedicarti al suo aggiornamento, tramite una pagina di prova ovviamente!

Creare nuove guide

La documentazione non va solo aggiornata ma anche rinnovata! Potrai proporci nuove guide utilizzando la sezione del forum dedicata alla documentazione. Troverai a risponderti moltissime persone, membri del gruppo doc, del gruppo forum e altri utenti che dedicano il proprio tempo libero alla documentazione.

http://forum.ubuntu-it.org/viewforum.php?f=46

Dove trovo le novità della documentazione?

http://www.ubuntu-it.org/news/documentazione

Con cadenza variabile (ovvero, quando ce ne ricordiamo) il Gruppo Doc pubblica sul suo blog le ultimissime news riguardanti la documentazione wiki. Troverai i resoconti delle attività svolte, aggiornamenti e nuove guide, consigli, progetti e tanto altro.

Ti aspettiamo!

 


A cura del Gruppo Doc

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il 02 December 2016 13.17

30 November 2016

Asus Zenfone 3 MAX

Ciao ragazzi!
Ringraziando il team Asus oggi parleremo dello smartphone ASUS ZENFONE 3 MAX. Un telefono che non ha prestazioni elevate ma grazie all’interfaccia ZenUI abbiamo ottima fluidità ed elevata autonomia grazie anche all’elevata capacità. Dopotutto quest’ultimo è il cavallo di battaglia 🙂

Confezione e contenuto

All’interno della confezione troviamo un caricatore da 2mAh, delle cuffie in-ear con gommini e ovviamente con un cavo micro USB.
Insieme a ciò, c’è un particolare adattatore ossia l’OTG che ci permette di collegare le chiavette USB al nostro telefono (vengono riconosciute tutte) e sentite bene…. Con l’adattatore possiamo donare energia (e quindi ricaricare) ad altri dispositivi.
Molto comodo in caso di emergenza perché qualsiasi cosa abbia entrata USB come una ventolina, viene alimentata.

Materiali costruttivi e feeling al tocco

Zenfone 3 Max, un design che può sembrare già visto se siete pratici di telefoni asiatici.

Rispetto alla conosciutissima famiglia Zenfone 2 dello scorso anno, è rivestito di materiali di qualità di gran lunga superiori. Ad esempio, tutto il corpo è rivestito in metallo ed è molto arrotondato nei lati ma, potete stare tranquilli in quanto la presa è abbastanza buona.

Il suo peso si aggira sui 148 grammi, forse un po’ troppo rispetto alla sua grandezza, un 5,2″ ma sta a voi decidere perché tutto dipende dall’abitudine. Certo, considerate che il peso va anche in relazione alla capienza della batteria e che sinceramente non dovreste avere problemi di peso in quanto il tutto è abbastanza compatto tanto che l’utilizzo con una sola mano è possibile.

Su questo dispositivo abbiamo la presenza di tasti fisici che si trovano sul lato destro del telefono. Non rilevo scomodità.

Caratteristiche Hardware

Nell’introduzione parlavo di processore non di elevate prestazioni: parliamo di un Mediatek MT6737M, un processore quad-core da 1,25GHz con GPU Mali T720MP2.
Il telefono è equipaggiato inoltre di 3GB di RAM e di 32GB di memoria interna che possono essere estesi se al posto della seconda SIM inseriamo una microSD.

Esatto, seconda SIM quindi abbiamo il supporto per due SIM e, parlando di connettività dati, per la 4G fino a 150Mbps.
Per il resto abbiamo Wi-Fi b/g/n, Bluetooth, 4.0 e radio FM. Ciò che manca in realtà è l’NFC e il supporto per la banda Wi-Fi da 5GHz.

Novità della famiglia Zenfone è il lettore di impronte digitali sul retro. Purtroppo non è eccellente nella precisione e velocità tanto da poter richiedere di effettuare un secondo tentativo di lettura.

Parlando di multimedia, lo speaker è posizionato sul retro nella parte inferiore.
A mio parere ho riscontrato 2 difetti: quella zona è piatta quindi se lasciamo il telefono, sentiremo di meno. L’altro difetto è che a massimo volume si sente basso. Non mi ha proprio convinto.

Comparto fotografico

Il dispositivo è equipaggiato inoltre di due fotocamere.
La principale è una 13 megapixel ƒ/2.0 con un singolo flash LED.
La messa a fuoco è buona se non perfetta così come la velocità di scatto e salvataggio della foto. Il risultato è davvero buono se siamo in un ambiente molto illuminato e l’HDR funziona discretamente. Quest’ultima opzione va attivata manualmente e la resa del colore è piacevole e non esagerata.

Con poca luce invece cominciamo i problemi in quanto si vede leggermente l’effetto disturbo ma tutto sommato il risultato non sarà pessimo come i telefoni di fascia bassa. Bisogna avere una mano ferma!
Per quanto riguarda la modalità attivabile con poca luce, abbiamo un’ottima resa di illuminazione ma la risoluzione sarà quella che sarà.
Molte sono comunque le opzioni attivabili così come la super risoluzione che permette di fare scatti di altissima risoluzione. Non aspettatevi una qualità come una Canon eh!

Per la fotocamera frontale invece è una 5 megapixel che non è neanche lei male. Diciamo che vi permette di fare selfie senza vari fronzoli. Ovviamente dimenticavo che la fotocamera principale vi permette di girare video in Full HD.

Caratteristiche del display

Il display del dispositivo è, come dicevamo, un 5,2 pollici IPS con una risoluzione HD (1280 x 720 pixel).
Forse, la cosa che non mi convince sono le cornici laterali che essendo spesse portano ad avere una larghezza superiore allo standard. Sembra avere più pollici come un 5,5″.
Comunque sia, le immagini hanno colori buoni così come lo è anche la luminosità. Tra l’altro, la luminosità automatica funziona abbastanza bene.
Parlando di gesture, il display a schermo spento le riconosce ma secondo il mio punto di vista, vengono ignorate a causa della presenza del lettore di impronte sul retro.. O forse no se il lettore fallisce.

Software

Come dicevamo, il software è il punto di forza di questo telefono! Grazie all’ottimizzazione del team tecnico di ASUS, ogni cosa gira fluida senza troppi problemi. La personalizzazione è un altro dei punti di forza.
Proprio per la personalizzazione non mi metto ad elencare tutto ciò che è disponibile così come le funzionalità di Android 6.0 Marshmallow ma mi limiterò sul generale.

Come detto, una marea di impostazioni tanto da far sentire spaesato l’utente inesperto.. Forse è un po’ esagerato?
Cosa possiamo personalizzare? Beh, ovviamente abbiamo il cambio delle gesture, modificare le icone, la dimensione della griglia, rimuovere il menu delle app (drawer), cambiare il tema e così via.. Sembra poco detto così ma fidatevi 🙂

Lato software, nella prima accensione troviamo molta roba preinstallata come le app per i social così come la gestione del telefono.
Altre cose sono MiniMovie per la realizzazione di un collage delle foto, Game Genie per fare streaming su Twitch e YouTube, galleria delle foto, QuickMemo, archivio dei file e il browser Google Chrome (che sostituisce quello di default che c’era).

Autonomia

La batteria presente ha una capacità di 4130mAh che, assieme al processore che richiede poca energia, riesce a garantire un’ottima autonomia. Purtroppo non di pari livello così com’era il suo precedente (che aveva una capacità di 5000mAh e CPU Snapdragon 410) ma non ci si può lamentare a fronte di una durata di 2 giorni con utilizzo medio e quasi una giornata e mezza con utilizzo intenso e una giornata con utilizzo molto intenso.
Per la ricarica abbiamo l’adattatore con elevata capacità che ci permette di essere di nuovo disponibili in circa due ore.
Mi dispiace che comunque confrontato allo Zenfone MAX, ha una autonomia inferiore del 40%.

Comparto Telefonico

Non c’è nulla da dire a riguardo o forse sì, a mio parere la gestione è stata peggiore rispetto allo Zenfone 3 base perché qui non ci sono possibilità di gestire una suoneria diversa per le SIM.
La cosa che ho apprezzato è la presenza di default di poter registrare la chiamata. Tuttavia, la qualità della chiamata però non è una delle migliori.

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Il prezzo del telefono si aggira sui 199€. Ottimo rapporto qualità prezzo.

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L'articolo Asus Zenfone 3 MAX – Recensione sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 30 November 2016 18.04

23 November 2016

Documentazione Wiki: ottobre 2016

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Documentazione wiki: ottobre 2016

Foto originale: TCP118v1 by Tiziano Consonni

 

Seppure in ritardo, ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante il mese di ottobre.

Aggiornamenti e novità

  • Garmux: aggiornamento dei navigatori Garmin Nuvi sfruttando le mappe open source di Open Street Maps.

  • Raspberry Pi: installazione delle versioni di Ubuntu disponibili per questa piattaforma hardware.

  • Fvwm: installazione e configurazione di questo window manager estremamente leggero.

  • Modalità di Ripristino: utilizzo della modalità di ripristino presente nel menu di Grub per ripristinare il funzionamento di un'installazione di Ubuntu danneggiata.

  • Google Earth: installazione di Google Earth in Ubuntu e risoluzione di problemi comuni.

  • Netboot da Internet: configurazione del computer per effettuare un'installazione Netboot di Ubuntu con avvio da file salvato su disco rigido.

  • LibreOffice: installazione, aggiornamento e personalizzazione di questa nota suite per ufficio.

  • Percentuale Calcolatrice: utilizzo della funzione percentuale % in Ubuntu per smartphone e tablet.

Yakkety Yak!

Come per le versioni precedenti, sono state aggiornate anche le pagine più importanti prima del rilascio di Ubuntu 16.10. Puoi trovare tutte le modifiche effettuate nella pagina GruppoDocumentazione/Yakkety.
Per maggioro informazioni, consulta la pagina Lavoro Svolto.

 


A cura del Gruppo Doc
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il 23 November 2016 13.40

22 November 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 040/2016

 

È disponibile la newsletter N° 040/2016 della comunità di ubuntu-it. In questo numero:

  • L'evoluzione di Unity 8 tra Ubuntu 17.04 e Ubuntu 18.04
  • Si avvicina il rilascio di OTA-14 per Ubuntu phone e tablet
  • Nuova nomina MOTU
  • Rilasciati i nuovi driver open source Radeon e Amdgpu per GNU/Linux
  • Firefox 50 approda su Ubuntu
  • Rilasciato GNOME 3.22: il futuro è adesso

Per visualizzare la newsletter online, consulta questa pagina.
È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.

il 22 November 2016 21.03

17 November 2016

Small startup companies only stay small for a short while. Over time, they will develop into a big business that needs to operate just like any other in the field. When this size change occurs, it is important to perform a few important tasks. There are several key tasks to accomplish once the business grows to ensure it can continue to develop appropriately.

Implement the Right Software Tools

Many small businesses only have basic software integrated into their systems. They can keep track of invoices, reach out to customers, and manage data. A big business will have to do things on a much more larger scale, requiring the right software tools to handle the job. Customer Relationship Management should be handled appropriately, allowing companies to generate leads quickly and reach out to long-time customers regularly.

Another key component of this is in terms of facility management. There are more employees, customers, and business aspects to manage and keeping a functioning facility is essential. Maintenance management software for facilities management is best for large businesses with options like IFS Enterprise Asset Management, NetFacilities, and Maintenancec Connection as possible choices. There options allow business owners to monitor productivity levels, improve equipment efficiency, manage documents, track finances, and much more.

Even if you are growing and haven’t hit the “big business” zone, facilities management is still important and there are solutions for smaller business as well.

Beef Up Security

The larger the business, the larger the target is for criminals. This refers to two things, both people attempting to steal goods and people attempting to steal information. As a business grows, it is important to beef up security with it to prevent information or goods from being taken.

Cyber security is one of the most important aspects, as there is a slew of information available on the software systems that could allow identify thieves to hack the system and steal information. The right practices need to be put in place so the data cannot be compromised. It is wise to have a risk management assessment performed on the system to determine which areas need more security, and which are well protected. Understanding what to do in case of a breach is also important. Most states have breach laws that require businesses to notify all parties who have their information stolen.

Hire New Talent

New talent should not be hired after the business has expanded. Instead, it is important for business owners to begin working on finding new employees for their company before it ever grows. Employers should train new people beforehand so they are ready to begin immediately once the business grows and their knowledge and experience is needed.

Adapt New Technology Overtime

A big business cannot simply upgrade their technology and software once and never do so again. New technology should be integrated into the business regularly. It is important to adapt new technology overtime so that the business stays with the times and can compete with others utilizing the same technological advances. It is the only way to ensure the company is brought into the future and not left behind.

A small startup will eventually grow into a big business. When this happens, the business owner is going to want to be sure they have already begun working on a few important tasks. Not only should security be beefed up to protect data, but new employees are needed, technologically advances should be made, and the right software should be utilized.

Completing these tasks will help a smaller company grow into the best big business it can be.

The post Key Tasks to Accomplish Once Your Small Startup Becomes a Big Business appeared first on deshack.

il 17 November 2016 08.51