24 April 2015


(Quizzone: trova l'intruso nella foto qui sopra! ;-)

Anche quest'anno ubuntu-it, la comunità italiana di Ubuntu, avrà una propria rappresentanza alla "Fiera del Radioamatore" di Pordenone, che si terrà tra un paio di giorni, sabato 25 e domenica 26 aprile.

La più "importante Fiera fiera italiana dell’elettronica, radiantistica e informatica low-cost", con 200 espositori e oltre 30.000 visitatori da tutto il nord Italia, ma anche dalle vicine Slovenia a Croazia. Migliaia di appassionati di informatica ed elettronica sono terreno molto fertile per diffondere Linux e il Software Libero, tanto che la Fiera da anni ospita un apposito stand organizzato dal valoroso LUG PN denominato "Linux Arena", al Padiglione 5.

Con gli anni la Linux Arena è diventata il punto d'incontro dei LUG del Nord-est. Ancor prima di partecipare con la comunità italiana di Ubuntu, ero lì con gli amici di AVi LUG, e da sempre ho modo di incontrare rappresentanti del LUG di Trieste e del VeLUG (giusto per citarne un paio) e ovviamente gli amici del LUG di Pordenone (tra cui gli ubunteri +Sergio Zanchetta+Paolo Garbin).

Watch me, Touch me, Take me...

Quest'anno le iniziative sono numerose, e prevedono tre livelli di esperienza.

Si comincia dal "Watch Me", in un rappresentante di una distribuzione ha 10 minuti per presentare la propria preferita dall'alto del palco centrale del Padiglione 5.

Il successivo livello è "Touch me", nella Distro Arena, una zona interamente dedicate al confronto - scontro tra le varie distribuzioni Linux. In un'apposita zona "open" dello stand, i visitatori potranno vedere all'opera tutte le più famose e diffuse distribuzioni Linux, e ricevere spiegazioni sulle loro caratteristiche e funzionamento.



Infine, "Take me" permette di conoscere a fondo le varie distribuzioni con dei talk di 30 minuti dei referenti, in una saletta dedicata nello stand.

Il sottoscritto, insieme a +Mattia Rizzolo, è il referente di Ubuntu, quindi mi troverete (quasi) sempre in zona, o nella saletta dei talk.

Ubuntu Phone 

Uno spazio sarà dato anche a Ubuntu Phone, il nuovo sistema per dispositivi portatili, che avrà un proprio spazio alla Distro Arena, con alcuni telefonini a disposizione di chi vuole provarli.

+Giulio Collura terrà poi ben due talk sull'argomento.

Nel primo "Ubuntu Phone: the community smartphone" presenterà le caratteristiche e le novità di Ubuntu Phone, nel secondo "Come collaborare alle Core Apps e non solo", farà un piccolo approfondimento su come si possa partecipare allo sviluppo di Ubuntu Phone.

Soluzione del quizzone (=la Sorpresa)

Come i più attenti hanno indovinato: abbiamo un

Meizu MX4 con Ubuntu Phone 
in anteprima assoluta in Italia!

gentilmente prestato da +Canonical, a disposizione di chi lo voglia provare alla Distro Arena. Il Meizu mi è arrivato da un paio di giorni, e devo dire che è più grande del bq Aquaris E4.5 e anche... beh... dovete venire a vedere! ;-)

il 24 April 2015 19.48

22 April 2015


È ormai terminata da qualche ora la distribuzione su tutti gli Ubuntu Phone, OTA 3, l'aggiornamento che porta con la se r21 (release 21) di Ubuntu Phone 14.10. Si tratta di uno degli aggiornamenti più interessanti visti finora.

Aggiornamenti frequenti

Sì, perché da quando sono tornato a casa da Londra con il mio bq Aquaris E4.5, gli aggiornamenti sono stati parecchi. Dal 6 febbraio a oggi sono già 5 gli aggiornamenti rilasciati, grazie all'intenso lavoro di sviluppo del team di Ubuntu Phone.

Se da una parte molti degli aggiornamenti sono correzioni di piccoli bug presenti qua e là, dall'altra si sta lavorando per aumentare le funzionalità presenti e l'esperienza utente.

Una OTA allunga la vita (alla batteria)

La novità più interessante di questo rilascio è sicuramente l'ottimizzazione del consumo della batteria. Con la precedente versione di Ubuntu Phone, il consumo era poco ottimizzato, specie in fase di stand-by (telefono acceso ma inutilizzato), in cui la batteria calava pur non utilizzando il telefonino. Et voilà!

Consumo batteria in stand-by con OTA3

Ho fatto una prima prova, lasciando il telefono praticamente inattivo dalle 13.30 di ieri a stamattina alle 08.30, in questo lasso di tempo (19 ore) la batteria è calata solo del 3% (con la precedente versione calava di 1-2% all'ora!). Si tratta di un miglioramento notevole, reso possibile anche grazie all'intenso lavoro di QA, che svolge specifici test sull'ottimizzazione dei consumi di Ubuntu Phone. Nei prossimi giorni, con un uso regolare potrò dire se il miglioramento riguarda anche l'uso generale del telefono.

Uno dei prototipi per il test dei consumi Ubuntu Phone (fonte)

Scatta e condividi

Ci sono poi un paio di novità che riguardano le foto, particolarmente utili al sottoscritto. La prima è la possibilità di fare qualche piccola modifica alle foto direttamente dal "rullino" (photo roll), prima di condividerle: ruotare l'immagine, ritagliarla, e la possibilità di annullare le azioni.

Qualche piccola modifica e poi la foto è pronta per la condivisione 
sul proprio social preferito!

La seconda novità è che (finalmente) si possono condividere le foto anche su Google+ e Twitter (era già disponibile la condivisione con Telegram e Facebook).


Sempre riguardo le foto, quelle ricevute su Telegram sono ora visibili anche sullo scope "Foto" (Photos).

Telegram cresce

A proposito di Telegram, il client per messaggistica istantanea di Ubuntu Phone ha ricevuto numerosi aggiornamenti, tra cui:

  • si può inviare qualsiasi tipo di documenti (file), non più solo video e foto
  • le statistiche delle attività su Telegram sono visibili sul lock screen di Ubuntu Phone (con un paio di tap sopra si passa tra le varie statistiche)
  • il preview delle immagini si può ingrandire
  • aggiunta la possibilità di inoltrare i messaggi
  • alcune piccole correzioni e miglioramenti all'interfaccia

Manca ancora il supporto per le emoticon grafiche e gli (indispensabili!) sticker - che su Ubuntu Phone appaiono come "unsupported message type", ma sono sicuro arriveranno a breve! :-)

22 Aprile 2015: come rilevato nei commenti, le emoticon grafiche sono già supportate, basta attivare la tastiera "Emoji".


Altri piccoli interventi

OTA3 comprende altri piccoli interventi di miglioramento come:

  • l'aggiunta di "Modalità silenziosa" tra gli indicatori
  • il supporto per i dispositivi bluetooth che richiedono un PIN
  • la possibilità di cancellare le notifiche con uno swipe
  • miglioramenti vari alle app Fotocamera, Galleria, Musica, la sicntronizzazione dei Contatti e altro 

Un rilascio ricco di novità, ma non finisce qui. Lo sviluppo continua, l'ormai prossimo rilascio di Meizu MX4 consiglia anzi di... accelerare il passo! :-)
il 22 April 2015 14.44

15 April 2015

WordPress is the content management system preferred by most designers. A responsive design is a design which will help you in displaying your site on the different kinds of device that is used for browsing the web. So, if you are looking at a website on a phone or a tablet or a laptop the design should be able to do it perfectly.

Of course if you are creating a new site it is a lot easier to make it a responsive one than modifying an existing one.
So, if you are creating a new site ensure that it is a responsive one from the start. If you are planning to create one from scratch then here are some tips to help you out.

  • Write down or better still make a flowchart of all the things you want on the website.
  • Always design a site keeping in mind the restrictions of a mobile phone. Once you get around that getting around the restrictions of other devices should be easy.
  • Use software that allows you to build prototypes of sites.
  • Programs like Photoshop can help you in designing a mock layout of your site. You can export this to Prototype software like Reflow.
  • As much as possible use themes which are already available.
  • There are some plug-ins available which can add more to your design.
  • Take care of the navigation. This is really important for responsive design.
  • Be careful when using images. On the one hand it makes a site look great but they also take a long time to load. Try and use a combination of CSS and image to get the look you want.
  • Test the site thoroughly before you launch it on the net.

The advantage of using WordPress is that you can get a lot of themes for free so that you don’t have to waste time developing new ones. All you have to do is find the theme that suits you.
Here are some things to keep in mind when looking for responsive design:

  • The look of the theme is important. You should not have to modify it much; just a few tweaks should be enough. If it needs a lot of modification then start looking at other themes.
  • If the theme is such that it takes a lot of time to load then, don’t go for it. Therefore avoid themes that need a lot of files or files of large sizes.
  • You should be able to customize it to your satisfaction without too much trouble. This is especially true if you are looking at free ones.

Take care of your security aspects too while designing sites. A good idea is to get a password manager to keep track of all the passwords and the associated problems that comes with having many passwords.

If you already have a site that works on a laptop or PC and just want to make it responsive

  • Understand the different screen sizes and pixel sizes.
  • Images can be a problem. Modify the coding to solve this problem.
  • Some goes for text sizes and other elements like sidebar, content, footer, etc.
  • Navigation should not be a problem.

The post How to Create Responsive WordPress Web Design? appeared first on deshack.

il 15 April 2015 19.18

01 April 2015

Categoria: 

Marzo è stato un altro mese ricco di novità e aggiornamenti per la documentazione Wiki.
Tanto lavoro, tante revisioni ma soprattutto grande partecipazione da parte della comunità italiana.

Ecco dunque un riassunto delle attività svolte nel mese di Marzo. Come al solito, non possiamo segnalare ogni singola correzione, quindi ci limitiamo alle modifiche più sostanziali.

 

Nuove guide Wiki

Le pagine Wiki create:

 

Guide aggiornate

Ecco invece le guide revisionate:

  • Grub: caratteristiche e configurazione del boot loader predefinito di Ubuntu.

  • Grub/Ripristino: informazioni utili al ripristino del bootloader Grub.

  • Testdisk: utilizzo di questo programma per il recupero di file cancellati accidentalmente.

  • Qemu: installazione e configurazione di questo emulatore di CPU, capace di emulare le archittetture x86, PPC, Arm e SPARC.

  • Ati: panoramica dei driver disponibili per le schede video Ati/AMD e informazioni sull'installazione del driver proprietario fglrx Catalyst.

  • Ati/Catalyst da terminale: installazione del driver proprietario dai repository di Ubuntu tramite riga di comando.

  • Ati/Catalyst sito AMD: installazione del driver proprietario scaricato dal sito AMD.

  • Composite manager: panoramica di alcuni Compositing window manager disponibili per Ubuntu e derivate.

  • CompositeManager/Compiz: effetti aggiuntivi per Compiz.

  • Asus F5R: resoconto dell'installazione di Ubuntu 12.04.

Piccole modifiche sono state apportate alle pagine Programmi, Moovida e a tante altre. Da aggiungere anche l'eliminazione e lo spostamento di alcune pagine incomplete; un po' di pulizia non fa mai male!
Dunque che dire: un ottimo lavoro, continuate a contribuire e grazie di cuore a tutti!

 

A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

il 01 April 2015 08.55

30 March 2015

Perchè usare LibreOffice

Dario Cavedon (iced)

A grande richiesta, per i miei amici insegnanti (e non):

  1. Perché LibreOffice è in assoluto la più completa office suite disponibile gratuitamente e liberamente. LibreOffice è in grado di fare tutto quello che fanno i più diffusi pacchetti per ufficio, in qualche caso anche meglio.
  2. Perché LibreOffice evita agli studenti di dotarsi di costose licenze, permettendo loro di utilizzare gratuitamente un software di livello professionale, dando in più la possibilità di provare qualcosa di diverso, aumentando così l'apertura mentale e la flessibilità
  3. Perché il Codice dell’Amministrazione Digitale, che riguarda tutte le pubbliche amministrazioni incluse quindi le scuole pubbliche, obbliga confrontare software libero e proprietario prima dell’acquisizione di qualsiasi licenza. L’acquisto di software proprietario è ammesso solo nel caso in cui sia impossibile fare con il software libero quello che è possibile fare con il software proprietario. Nel caso di LibreOffice questo vuol dire "MAI".
  4. Perché LibreOffice è gestito da una fondazione europea indipendente, la Document Foundation, che si occupa  attivamente di garantire la libertà di accesso ai propri documenti ora e in futuro mediante l'uso di "formati aperti"
  5. Perché  i principi fondamentali dello statuto della Document Foundation sono: controllo da parte della comunità, gestione meritocratica e indipendente dalle aziende e dagli  sponsor.
Ancora qualche dubbio? Provatelo! LibreOffice può essere liberamente scaricato da qui.

The Document Foundation vive anche grazie alle vostre donazioni. Se credete nella validità dei principi di questo progetto, potete contribuire anche con poco. Oppure potete aderire a LibreItalia, l'associazione italiana che promuove la diffusione di LibreOffice nel nostro Paese.

PS: oggi è il Document Freedom Day, altri buoni motivi si possono leggere sul sito ufficiale dell'evento.

(Grazie a Giovanni e Daniela per i contributi!)
il 30 March 2015 21.13

24 March 2015

Ubuntu phone, la mia prima web app

Dario Cavedon (iced)


Come spiegavo nel mio precedente post, creare una web app per Ubuntu Phone è un gioco da bambini. La dimostrazione è... che c'è riuscito anche il sottoscritto. :-)

Ieri pomeriggio - complice un forte raffreddore che mi obbligava in casa - ho provato a fare la web app di subito.it, il popolare portale di annunci. La maggior parte del tempo (10 minuti) l'ho impiegata per creare l'icona dell'applicazione, che deve essere obbligatoriamente 256x256 px, utilizzando GIMP e un'immagine presa dal sito stesso.

Ho quindi compilato il modulo online del "webapp generator" e in pochi secondi il pacchetto click era pronto sul mio computer!

Ho poi collegato il mio Aquaris E4.5 Ubuntu Edition al PC, e digitato questi comandi da terminale (copiati dal post di Carla):

$ adb push click-package-name /tmp
$ adb shell
$ cd /tmp
$ sudo -u phablet pkcon install-local --allow-untrusted click-package-name

La web app era pronta per le prove sull'Ubuntu Phone! Facile, no?


Purtroppo la user experience è insoddisfacente: solo la ricerca funziona "dentro" la web app, ma inserendo un annuncio oppure effettuando il login, il link porta a un sito diverso da quello in uso nella web app, aprendo un'altra istanza del browser. La "colpa" di questo comportamento è di subito.it, che indirizza su www2.subito.it una parte dei suoi servizi (forse per bilanciare il carico, boh!).

Sono comunque molto contento dell'esperimento, e credo proverò a ripeterlo con qualche altro servizio, stay tuned!

PS: sarà scontato, ma meglio scriverlo il sottoscritto non ha niente a che fare con subito.it!
il 24 March 2015 08.33

21 March 2015


Una cosa che mi stupisce di Ubuntu Phone è la piattaforma di sviluppo: aperta a tutti, con un sacco di gente in gamba che ci lavora e... permette di sviluppare app e scope a una velocità mostruosa.

Qualche esempio?

+Carla Sella vi ha già dimostrato come si possa sviluppare uno scope in pochi minuti, con qualche basilare conoscenza di programmazione. Il buon +Aurelio Cilia in pochi giorni ha creato gli scope per i maggiori quotidiani italiani, tra cui La Repubblica, ilSole24ore e Il Corriere. Spero li vedremo integrati presto nell'aggregated scope "News" ("Notizie").

Non basta?

+David Callé ha presentato l'ultima meraviglia: un'applicazione disponibile sul portale ufficiale di sviluppo di Ubuntu Phone che permette di svilupare una web app con pochi e semplici clic. Le web app sono più-o-meno app perché sfruttano l'interfaccia web responsive delle maggiori applicazioni web. In questo modo, il browser web È l'interfaccia grafica dell'app, ma solo le persone più attente - e magari neanche loro - riescono a notarlo.

Ready in five

L'applicazione web (vedi foto sopra, per accedervi si deve disporre di un account Ubuntu) sviluppata da David insieme a +Michael Hall è di una semplicità sconvolgente: basta compilare un piccolo modulo, specificando il nome della app, l'indirizzo del sito web, l'icona e un paio di opzioni, premere "Submit" e in pochi minuti si genera un pacchetto .click, pronto per essere caricato sullo store di Ubuntu. Figo, eh?

Certo: sviluppare una app "nativa" richiede uno sforzo molto maggiore, magari anche mesi per lo sviluppo. Ma questa soluzione permetterà di infoltire ancor di più e in poco tempo, l'Ubuntu Store, che in pochi mesi ha quasi raggiunto le 1.000 app.

Grazie a +Stefano Verzegnassi per la segnalazione.
il 21 March 2015 11.46

18 March 2015

This simple tutorial guides you in the setup of Varnish Cache in order to make it work properly with systemd, on Debian Jessie for example.

The Varnish documentation is pretty clear and easy to understand, even if you did not study the entire Debian Administrator Handbook. So you should easily come to the chapter of the official tutorial about putting Varnish on port 80. And this is really easy too. Neverthless, you’re on Debian Jessie, which uses systemd as init system. Cool, but hey, after following the official tutorial, Varnish still doesn’t listen on port 80!

Let’s dive in…

By default (if you installed it with APT) Varnish listens on port 6081, which is good for development purposes, but totally unuseful in production. It acts as a caching reverse proxy for any web server, so it should act as the front door for, let’s say, Apache or nginx. In a production environment you’ll most likely want Varnish to listen on port 80 and put the web server behind the scenes, listening on port 8080.

As said before, the official tutorial explains how to achieve this, let me make a brief summary. First of all, make Apache (let’s take it as an example) listen on port 8080. In order to do this, edit /etc/apache2/ports.conf and replace the line Listen 80 with Listen 8080. The result will be something like this:

Listen 8080

<IfModule ssl_module>
    Listen 443
</IfModule>

<IfModule mod_gnutils.c>
    Listen 443
</IfModule>

Now, you have to update your VirtualHost accordingly. Edit /etc/apache2/sites-available/000-default.conf (or any other VirtualHost config file you use), replace the line <VirtualHost :80> with <VirtualHost :8080> (this may be slightly different in your configuration).

Now it’s time to configure Varnish. Edit the file /etc/default/varnish and search for the configuration with VCL, which looks something like this:

DAEMON_OPTS="-a :6081 \
             -T localhost:6082 \
             -f /etc/varnish/default.vcl \
             -S /etc/varnish/secret \
             -s malloc,256m"

The value associated with the -a flag is what we actually have to change, in fact it is the port Varnish is listening on. The first line of the snippet above should become:

DAEMON_OPTS="-a :80 \

According to the official tutorial, we’re done. Since we changed the default file, we should reload systemd, then restart Varnish:

# systemctl daemon-reload
# systemctl restart varnish.service

Now, check that the new configuration has been correctly applied. Just point your browser to the right URL, for example http://www.example.com. At this stage you should receive a connection error.

Make Varnish listen port 80 with systemd

Want to know the problem? Just have a look at the active processes related to varnish:

$ ps aux | grep varnish

You should see two processes run by the user root with the command /usr/sbin/varnishd -a :6081 -T localhost:6082 -f /etc/varnish/default.vcl -S /etc/varnish/secred -s malloc,256m. Note something familiar? That’s the DAEMON_OPTS we changed before in /etc/default/varnish. So, what happened? Obviously, Varnish didn’t take our new configuration. But why? We followed the official tutorial…

The real problem

The official tutorial is a little bit outdated. Or, better, doesn’t take into account the testing version of Debian, which uses systemd instead of init.d as init system. And this makes a huge difference, explained in a bug report. Basically, /etc/default/varnish is only read by the /etc/init.d/varnish script, not by the systemd init script (/lib/systemd/system/varnish.service).

Now that we know this little detail not reported in the documentation, it’s easy for us to solve the problem.

The easy solution

All we have to do is override the systemd init script of varnish and change something.

# cp /lib/systemd/system/varnish.service /etc/systemd/system/
# nano /etc/systemd/system/varnish.service

We come up with something like this:

[Unit]
Description=Varnish HTTP accelerator

[Service]
Type=forking
LimitNOFILE=131072
LimitMEMLOCK=82000
ExecStartPre=/usr/sbin/varnishd -C -f /etc/varnish/default.vcl
ExecStart=/usr/sbin/varnishd -a :6081 -T localhost:6082 -f /etc/varnish/default.vcl -S /etc/varnish/secret -s malloc,256m
ExecReload=/usr/share/varnish/reload-vcl

[Install]
WantedBy=multi-user.target

Which is similar to what we saw before. We already now that we have to change the port passed as a value to the -a flag:

ExecStart=/usr/sbin/varnishd -a :80 -T localhost:6082 -f /etc/varnish/default.vcl -S /etc/varnish/secret -s malloc,256m

Why don’t just let this script read the /etc/default/varnish file? Because we don’t know, for now, what systemd or other init systems are going to do with default files. They could ignore them in the future, for example. Therefore, the safest solution for us is writing the full command in the script itself.

Problems: reloading Varnish

After discovering what explained above, we could consider the varnish default file completely unuseful. That’s not right. In any moment we could want to reload the Varnish configuration, this way:

# systemctl reload varnish.service

And here come other problems. That command runs the /usr/share/varnish/reload-vcl script, which reads the /etc/default/varnish file. This implies that we have to update both /etc/systemd/system/varnish.service and /etc/default/varnish in order to make Varnish work properly.

Conclusion

I hope this would be helpful for other people that otherwise could waste a lot of time trying to figure out why Varnish doesn’t listen on port 80.

I’ll go on with a series of tutorial related to Varnish, so please consider buying me a coffee to support those free contributions. In particular, we’ll see how to properly configure Varnish 4 to make it work with WordPress. Stay tuned!

The post How to: Varnish listen port 80 with systemd appeared first on deshack.

il 18 March 2015 17.02

16 March 2015


Da quando sono tornato dall'Ubuntu Phone Insider Event di Londra ho cercato di fare qualche post sull'argomento, e come me anche gli altri insider della Comunità ubuntu-it +Carla Sella e +Riccardo Padovani sui loro rispettivi blog, entrambi in inglese (qui Riccardo e qui Carla).

Oggi mi ha contattato +Andrea Amoroso, che non ho il piacere di conoscere personalmente, per segnalarmi il suo nuovo blog monotematico italiano ubuntuphone.it. Gli ho dato un'occhiata veloce, mi sembra che Andrea stia cercando di raggruppare più materiale possibile su Ubuntu Phone. Sicuramente un gran bello sforzo!

Gli auguro in bocca al lupo per il suo lavoro: se va come spero, avrà molto da fare nei prossimi mesi. :-)
il 16 March 2015 20.07

15 March 2015

Full Circle Magazine n.85

Abbiamo pubblicato il numero 85 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • News
  • Comanda e conquista: Esempi su GitHub
  • How-to: Programmare in Python – parte 54
  • How-to: LibreOffice parte 37 – Miglioramenti ai form di Base
  • How-to: Grub2 & Multibooting – Parte 1
  • How-to: Blender – parte 11b
  • How-to: Inkscape – Parte 25
  • How-to: Arduino
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Kubuntu 14.04
  • La mia storia: Il mio inizio con Ubuntu
  • Recensione: Ubuntu 14.04
  • Cos’è: Alt-coins
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: The impossible game
  • Giochi Ubuntu: Strike suite zero
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 15 March 2015 08.25

13 March 2015

Full Circle Magazine n.85

Abbiamo pubblicato il numero 85 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • News
  • Comanda e conquista: Esempi su GitHub
  • How-to: Programmare in Python – parte 54
  • How-to: LibreOffice parte 37 – Miglioramenti ai form di Base
  • How-to: Grub2 & Multibooting – Parte 1
  • How-to: Blender – parte 11b
  • How-to: Inkscape – Parte 25
  • How-to: Arduino
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Kubuntu 14.04
  • La mia storia: Il mio inizio con Ubuntu
  • Recensione: Ubuntu 14.04
  • Cos’è: Alt-coins
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: The impossible game
  • Giochi Ubuntu: Strike suite zero
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 13 March 2015 10.05

04 March 2015

Le guide di Febbraio

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Anche nel mese di Febbraio molti utenti hanno partecipato alla revisione della Documentazione Wiki.
Al di là delle numerose piccole correzioni che sono state apportate al Wiki, alcune pagine hanno richiesto un'attenzione maggiore da parte del Gruppo Doc. Bando alle ciance, ecco le modifiche più importanti del mese.

 

Guide aggiornate

Ecco le guide revisionate:

  • Adobe Reader: guida all'installazione di questo lettore PDF.

  • Ripristino Grub: alcuni metodi utili per ripristinare il boot loader di Ubuntu.

  • Boot Repair: installazione di questo utilissimo strumento per ripristinare l'accesso ad Ubuntu.

  • XBMC e Kodi: installazione e configurazione di questi media center.

Come sempre, grazie a tutti coloro che si sono dedicati alle guide :)
Non tutte le pagine create dagli utenti sono state revisionate in tempo dal Gruppo Doc, ma verranno certamente controllate nei prossimi giorni.

 

A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

il 04 March 2015 14.35

14 February 2015

I primi giorni con Ubuntu Phone

Dario Cavedon (iced)


A una settimana dall' Ubuntu Phone Insider Event di Londra, è giunto il momento di dare un primo feedback sull'uso quotidiano sull'Aquaris E4.5 motorizzato Ubuntu.

Minimal design

Prendendolo in mano, la prima cosa che salta all'occhio è il design squadrato, semplice e pulito. Aquaris Ubuntu Phone è (giustamente) privo dei tre "pulsanti Android" sul bordo inferiore dello schermo, un HDPI da 540x960 px. A rompere la pulizia perfetta della parte frontale l'altoparlante e una fotocamera da 5 Mpx.

Sul bordo solo due pulsanti, sul lato destro del telefono: accensione/spegnimento e volume. Sul bordo inferiore il microfono, su quello sinistro i due alloggiamenti per le schede micro sim (è un dual-sim), sul bordo superiore lo slot per una scheda microSD.

Sul retro, la camera da 8 megapixel con flash led. Non si può accedere alla batteria, che quindi si potrà sostituire solo a un centro di assistenza.

Dal punto di vista delle prestazioni, nella versione androidiana, Aquaris E4.5 è leggermente superiore al suo precursore Nexus4, pur avendo 1 GB di RAM (contro 2 GB) e 8 GB di memoria.

L'Aquaris degli insider è bianco, mentre quello destinato alla vendita è nero. Forse anche questa è una strategia di marketing.

Ubuntu in da house

All'accensione appare la (ormai abbastanza nota) schermata iniziale, uno swipe laterale e si accede alla schermata di login dove si digita il codice di accesso di 4 cifre (si può anche scegliere di accedere con una password, o disabilitare il tutto).

La prima schermata a cui si accede è il nuovo scope Oggi (Today, a lato), che permette di avere una visione immediata delle informazioni più importanti del giorno: il meteo, la prossima vacanza (=festività!), gli eventi in calendario. In più, l'elenco delle ultime chiamate e messaggi, le notizie del giorno, le tendenze su Twitter.

Come sapete, gli scope raccolgono informazioni da varie fonti e le riportano in una interfaccia modulare di comprensione immediata. Le fonti infatti possono essere selezionate, accedendo al menu di configurazione dello scope, basta un tap sulla rotellina in alto a destra.

Lo scope "Oggi" è una delle novità rilasciate in occasione del lancio di Ubuntu Phone e (per adesso) disponibile solo su Aquaris E4.5.

I più precisini, noteranno che la prossima festività in calendario è "Venerdì Santo", che è effettivamente giorno di ferie in mezza Europa, ma non in Italia. Credo che dovrò aprirgli un bug!


Con uno swipe verso sinistra si passa al secondo scope, l'altro nuovo di questo primo Ubuntu Phone. Si tratta di NearBy (a lato), un altro aggregated scope che riporta le informazioni della zona, in base alla propria posizione sul globo terracqueo. Su questo abbiamo: il meteo (ancora), i luoghi storici da visitare, i migliori locali e ristoranti segnalati su Yelp, le migliori foto dei dintorni trovate su Flickr, gli articoli di Wikipedia del luogo e i prossimi concerti su SongKick.

Devo dire che la scelta di Yelp è abbastanza infelice, almeno per la mia zona: pochissimi i locali segnalati! Già spostandosi a Vicenza c'è qualche locale in più, in una grande città sicuramente ancora meglio.
Per rimediare alle deficienze di Yelp, ho già cominciato a censire la mia pizzeria preferita. Un po' alla volta censirò altri locali della zona. Se al sottoscritto si aggiungeranno qualche migliaio di ubunteri ubuntuphonizzati in giro per l'Italia, in poco tempo anche questo aspetto sarà a posto.

Per ora, vedo un utilizzo limitato di questo scope nella quotidianità, però quando si è in giro per lavoro o in ferie sicuramente aiuta, specie per trovare locali in cui mangiare. Certo che ci saranno sicuramente sviluppi, per integrare


Le care "vecchie" App

Un altro swipe verso sinistra e siamo allo scope delle App, che tanto piace agli aficionado di modernariato. Eh sì, perché l'approccio delle app è (quasi) superato, ma ancora se ne sente il forte bisogno. Ecco quindi le nostre app, marzialmente in fila per tre in ordine alfabetico, a regalarci tutta la sicurezza di cui abbiamo bisogno (bambinoni!).

Rispetto alle app che avevo provato sul Nexus 4, c'è qualche novità: un paio di giochini (già monopolizzati dalle mie bambine), le mappe Here, le web-app dei giornali spagnoli Cinco Dias e El Pais e soprattutto l'app ufficiale di Telegram, uscita nello stesso giorno della presentazione di Aquaris, lo scorso 6 febbraio.

A proposito di Ubuntu Store: al momento in cui scrivo ci sono 732 app, che sono una bazzecola rispetto alla concorrenza, ma Ubuntu Phone non può e non deve inseguire la concorrenza su questo campo. La strada giusta da fare è proseguire sul doppio binario della libertà e apertura da una parte, e contenuti centrali e trasversali, rompendo i gli stretti vincoli delle singole app.

Telegram

Come scrivevo, è finalmente disponibile l'app ufficiale di Telegram (a lato), il servizio di messaggistica istantanea più diffuso dopo Whatsapp.

La app funziona bene, si integra perfettamente con il sistema account di Ubuntu Phone, comprese le notifiche. Manca forse qualcosa dal punto di vista della condivisione: non posso condividere le foto su Twitter! (gravissimo! :-).

La scelta di usare Telegram conferma la volontà di trovare alternative alle più note e diffuse app, creando un eco sistema indipendente.

Giudizio sintetico

Aquaris E4.5 è un buon smartphone, semplice e robusto. Le performance sono lontane da quello che può essere un sostituto di PC+smartphone, ma possiamo considerarlo un primo gradino sulla scala che ci porterà (speriamo) alla convergenza totale entro i prossimi due anni. L'esperienza utente è gradevole, fluida e lineare: abbiamo davanti Ubuntu Phone 1.0, mica una beta. Una persona dotata di intelligenza media (come il sottoscritto), impara a usare Ubuntu Phone in 15-20 minuti, anche grazie al mini tutorial disponibile al primo avvio dello smartphone.

"We have a phone"

Anche se non è chiaro quanti ne siano stati venduti, le prime "flash sale" hanno registrato il tutto esaurito in pochissimo tempo, ma  niente paura: ne seguiranno altre. La decisione di puntare sull'Europa come primo mercato si è rivelata vincente.

Rick Spencer dixit: "abbiamo un telefono, siamo sul mercato e da qui possiamo solo migliorare".
Questa prima versione ufficiale di Ubuntu Phone è perfettamente utilizzabile da chiunque, ha un approccio innovativo ai contenuti, è praticamente esente da bug, e soprattutto completamente estraneo al duopolio statunitense Apple-Google, con tutti i danni che ha provocato ai consumatori, come ha rivelato Ed Snowden.
il 14 February 2015 13.26

12 February 2015

Full Circle Magazine n.84

Abbiamo pubblicato il numero 84 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • News
  • Comanda e conquista: Introduzione a GIT
  • How-to: Programmare in Python – parte 53
  • How-to: Stabilire una connessione OpenVPN
  • How-to: Mettere Ubuntu su un Mac
  • How-to: Blender – parte 11a
  • How-to: Inkscape – Parte 24
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: PinguyOS
  • Recensione: Arduino starter kit
  • Cos’è: Moneta virtuale – parte 3
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: Portal 2 beta
  • Giochi Ubuntu: Toki Tori 2+
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 12 February 2015 14.15

11 February 2015

Full Circle Magazine n.84

Abbiamo pubblicato il numero 84 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • News
  • Comanda e conquista: Introduzione a GIT
  • How-to: Programmare in Python – parte 53
  • How-to: Stabilire una connessione OpenVPN
  • How-to: Mettere Ubuntu su un Mac
  • How-to: Blender – parte 11a
  • How-to: Inkscape – Parte 24
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: PinguyOS
  • Recensione: Arduino starter kit
  • Cos’è: Moneta virtuale – parte 3
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: Portal 2 beta
  • Giochi Ubuntu: Toki Tori 2+
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

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Buona lettura! :)


il 11 February 2015 14.45

10 February 2015


Mentre notizia del rilascio ufficiale del primo Ubuntu Phone sta facendo il giro del mondo, mi piace tornare all'evento di presentazione di venerdì 6 febbraio a Londra, riservato agli "Ubuntu Insiders".
Credo sia la prima volta in vita mia che capito in un evento così esclusivo, sono quasi imbarazzato nel parlarne, perché penso alle decine di altre persone che avrebbero dovuto essere invitate. Sarebbe però anche ingiusto non parlarne, perché questo evento è la dimostrazione tangibile dell'attenzione di Canonical per la Comunità. Condivido quindi qualche breve pensiero, partiamo dalla...

A Aquaris E4.5 è il primo modello al mondo di Ubuntu Phone. Sarà venduto solo in Europa da bq (vedi sotto), iniziando da domani 10  febbraio, con delle "vendite rapide" annunciate sul sito web di Ubuntu e sui principali social network di Ubuntu e bq. Chi vuole accaparrarsi i primi i secondi esemplari ;-) dovrà stare molto attento e veloce. Vi posso anticipare che Aquaris E4.5 è un bel giocattolino, ben costruito e offerto a un prezzo onesto, ne parlerò in maniera più approfondita nel prossimo post.

bq è la giovane azienda spagnola che produce Aquaris E4.5. Si tratta di un'azienda fondata nel 2009 come "Mundo Reader", inizialmente importava e-reader cinesi, poi ha cominciato a progettare e produrre anche smartphone, tablet, stampanti 3D e robot (!) per insegnare l'elettronica ai bambini. Durante la presentazione di Ubuntu Phone, Rodrigo del Prado di bq mi ha impressionato di quanto gli obiettivi aziendali (libertà e apertura, importanza primaria nell'educazione dei bambini) coincidano con quelli della Comunità Ubuntu e di Canonical.

C +Carla Sella (qui a lato), è una delle persone più in gamba nella Comunità di Ubuntu. Sudafricana di nascita, ma stirpe Italiana, stalker di Mark (per ammissione della stessa! ;-), è attiva nel Gruppo QA: una tester determinata e precisa. In Canonical la conoscono tutti, all'evento la fermavano per salutarla e parlarci. Se il vostro Ubuntu Phone è così dannatamente perfetto lo dovete anche a lei. Se masticate un po' di inglese, Carla ha scritto un bel report sull'evento. Il sottoscritto passerà alla storia come "Dario who!?!? Ah! That italian man with Carla!".

+David Planella è il Community Team Manager di Ubuntu. Spagnolo, segue anche la traduzione di Ubuntu e GNOME in catalano. Non gli sarò mai abbastanza grato per avermi contattato per l'evento di Londra, ed è sempre lui che mi ha consegnato il mio primo Ubuntu Phone.

España (Spagna) era il Paese più rappresentato all'evento. Oltre a David Planella (vedi sopra), c'era Rodrigo del Prado (di bq, vedi sopra) e un nutrito gruppo della Comunità spagnola, tra cui mi piace ricordare Marco (vedi sotto) e +Rosa Guillén, con cui ho parlato un po' prima e dopo l'evento.

Fish and chips, uno degli obblighi morali quando si va a Londra, da mangiare al pub, rigorosamente accompagnato da birra locale. Niente a che vedere con la frittura mista a cui siamo abituati in Italia. Fortunatamente, ho potuto cibarmi di tale prelibatezza solo il venerdì sera, dopo aver girovagato per parecchi pub, tutti pieni per la tradizionale bevuta del venerdì sera alla fine della settimana lavorativa. A proposito: alcuni insiders hanno abusato abbondantemente di tale usanza, rientrando in hotel al sabato mattina.

giffgaff è una compagnia inglese di telefonia mobile (virtuale), derivata da O2. Sarà una delle prime a fare un'offerta Aquaris E4.5 Ubuntu + piano tariffario, insieme a 3 Sweden, amena.com (Spagna), e Portugal Telecom. giffgaff ha anche sponsorizzato le SIM comprese nel pacco regalato agli Ubuntu Insider (grazie!). Quale sarà la compagnia telefonica italiana che (prendendo il coraggio a due mani) lo farà?

Hotel Le Meridien, a due passi da Piccadilly Circus, è l'hotel che ci ha ospitati, mentre l'evento si è svolto allo Ham Yard. Due hotel al di sopra delle mie aspettative, e molto al di sopra delle mie tasche. Bisogna ammettere che Canonical non ha badato a spese.

I Insider eravano noi, 30 (circa) persone della Comunità internazionale all'evento. Tra quelli che conosco oppure ho conosciuto: Carla, Riccardo (vedi sotto), +Vincent JOBARD (Francia), +Sujeevan Vijayakumaran (Germania), +Marcos Costales e +Rosa Guillén (Spagna, forse il gruppo più numeroso). Non ho avuto la fortuna di parlare come avrei voluto +Joey-Elijah Sneddon (UK, editore di OMG Ubuntu) e +Jono Bacon (USA, ex Ubuntu Community Manager). Il gruppo comunque era molto meno eterogeneo di quello che potrebbe sembrare: pur venendo da Paesi diversi e con culture e tradizioni diverse mi sono accorto che siamo molto uniti in quello che Ubuntu rappresenta come filosofia.

Jane Silber (a lato) è il CEO di Canonical, una bella signora, gentile e disponibile: ha avuto una parola con tutti e per tutti, arrivando addirittura a fare una foto col sottoscritto! :-) Durante la presentazione ha avuto parole molto belle per noi insider, dicendo (più o meno): "Parlando con voi prima, molti si sono detti grati e stupiti dell'invito, ma se voi siete qui oggi è perché ve lo meritate, e siamo noi ad esservi grati per quanto avete fatto in tutti questi anni per arrivare a questo traguardo". 

K Kick off  Una cosa che dovete tenere bene a mente quando si parla di questo Ubuntu Phone è che questo è il calcio di inizio: abbiamo cominciato adesso il viaggio verso la convergenza, e il cammino è ancora lungo prima di avere per le mani un super-smartphone-PC che funziona-da-smartphone-ma-anche-da-PC. A scanso si equivoci: niente super-smartphone qui. Piuttosto: un passo nella direzione giusta.

L Londra è la città che ha ospitato l'evento. Ero stato a Londra 15 anni fa e da allora è cambiata, in meglio. In a hurry: stanno ristrutturando la Battersea Power Station per farne appartamenti, sistemato la zona attorno alla Torre di Londra, patrimonio dell'UNESCO, aggiunto un'altra pesante cancellata di sicurezza all'ingresso di Downing Street. Ancora: Piccadilly Circus è ancora un enorme TV i cui i canali trasmettono solo pubblicità, è emerso un enorme negozio pieno di cioccolatini colorati (4 piani!), molte delle strade sono ancora invase 24 ore per 7 giorni da odori e profumi delle cucine di mezzo mondo, alcune delle quali anche commestibili. Se il clima fosse meno ostile a noi mediterranei, sarebbe anche un bel posto dove lavorarci. Viverci magari no.

+Marcos Costales è un ubuntero di Gijon, nelle Asturie, in Spagna. Contact di ubuntu-es, sviluppatore, traduttore, membro di Ubuntu LoCo Council e decine di altre cose in Ubuntu. Una bella persona tranquilla e umile, ci ha stracciato nella partita a bowling. Mi diceva con una punta di orgoglio che Ubuntu Phone è il primo smartphone disponibile in lingua asturiana.

N note sono quelle che si sentivano nella metro di Londra. Musicisti giovani o ambulanti possono infatti esibirsi a turno in appositi spazi creati alle fermate della metro, basta prenotare il posto. Per uno strano caso ho sentito in fermate diverse due volte "Space Oddity" di David Bowie.

O Origami la scatola che conteneva Ubuntu Phone era un grande origami nero, una edizione speciale per gli insider. Oltre all'Aquaris E4.5 bianco, una lettera di +Mark Shuttleworth, cuffie e schedina SIM giffgaff.

P +Cristian Parrino italiano, VP Mobile e Online Services di Canonical. Da una vita a Londra, ha accolto gli insider all'entrata dell'evento e ha poi tenuto la presentazione di Ubuntu Phone. Aprendo la presentazione ha detto "Abbiamo aspettato questo giorno per più due anni, non il giorno in cui lo presentiamo alla stampa, ma il giorno in cui l'avremo condiviso con gli insider, in cui l'avremo dato a queste persone, ancora prima dei dipendenti Canonical, prima ancora della Stampa". Una cosa che ci ha fatto particolarmente piacere.

Quello che non si sa ancora è la data di rilascio del telefonino di Meizu, nonostante le voci si inseguono da mesi. L'evento di lancio di Aquaris E4.5 non ha dipanato la nebbia.

+Riccardo Padovani (a lato) è uno dei giovani più promettenti di  +Ubuntu-it, anzi, una delle certezze della  Comunità.
Studia all'università, coordina i lavori del Gruppo Web e sviluppa su Ubuntu Phone. Conosciuto da tutti i Canonical, è stato grazie a lui che siamo riusciti ad "agganciare"  +Alan Pope e visitare gli uffici di +Canonical (vedi sotto).

S Scopes sono la novità forse più importante di Ubuntu Phone, non vi annoio ancora su cosa sono, andate a leggervi questo post e anche quest'altro. La buona notizia è che su Ubuntu Phone ci sono un paio di aggregated scope nuovi: "Today" (Oggi) e "Nearby", vi parlerò anche di questi nel prossimo post. Leggendo i primi articoli (superficiali) molta parte della stampa deve ancora capire di cosa si tratta. Pensare che bastava leggere i miei post! :-)

T Telegram per chi vuole restare in costante contatto, chattando con amici e amiche, su Ubuntu Phone è presente l'app ufficiale di Telegram, la migliore alternativa esistente al popolare Whatsapp, grazie anche all'opera di +Giulio Collura. L'app funziona benissimo, è priva di pubblicità, totalmente gratuita e in parte open source. Dovete provarla!

Uffici di Canonical (qui a fianco l'entrata), che abbiamo visitato la mattina prima dell'evento, con Alan a farci da cicerone. Si trovano nel Bluefin Building vicino al centro a Londra, un palazzone nuovo e moderno con terrazza e ristorante all'ultimo piano. Ci lavorano circa 80 persone (Canonical ha più di 600 dipendenti in tutto il mondo). A parte l'arancione presente ovunque sono dei normalissimi uffici open space, ma per noi ubunteri si trattava quasi di un pellegrinaggio, un po' infantile vero?

+Vincent JOBARD della Comunità francese, fa parte dell'organizzazione di Ubuntu Party, evento parigino che richiama 3.000 persone. Mi spiagava Vincent che il Comune di Parigi è un convinto sostenitore del Software Libero, e finanzia attivamente l'evento, anche grazie al fatto che ubuntu-fr è un'associazione formalmente riconosciuta (credo l'unica a livello mondiale), che conta circa 70 persone.

W "We have a phone!" sono le parole che ho sentito da Rick Spencer, CTO di Canonical, mentre parlava con Carla. Come dire: abbiamo finalmente un prodotto sul mercato!

Zero smartphone venduti, trenta regalati. Si parte da qui, domani forse capiremo se quel numero può diventare in qualche modo significativo.
il 10 February 2015 20.15

03 February 2015

Categoria: 

Gennaio è stato un mese incredibilmente vivace per la Documentazione Wiki, il progetto gestito dalla comunità italiana di Ubuntu.
In tantissimi hanno partecipato creando pagine e segnalando errori, altri stanno lavorando su progetti ancora in fase di sviluppo. Siamo davvero contenti di tanta partecipazione e porgiamo a tutti coloro che continuano ad aiutarci i nostri più vivi ringraziamenti!

Quale modo migliore per ringraziarli, se non mostrando a tutti le novità già introdotte? :)

 

Nuove guide Wiki

Ecco dunque le pagine create con tanto amore nel mese di Gennaio:

 

Guide aggiornate

Ecco invece le guide revisionate:

  • Programmi: panoramica dei programmi preinstallati in Ubuntu e di numerosi altri disponibili per l'installazione.

  • Virtualbox/Installazione: installazione di VirtualBox e componenti aggiuntivi.

  • Virtualbox/MacchineVirtuali: procedura guidata alla creazione di una Virtual Machine.

  • Schede grafiche Nvidia: istruzioni e risoluzione di problemi per i driver proprietari Nvidia.

  • e molte altre ancora! Correzioni grandi e piccole sono state apportate a numerose altre pagine Wiki.

 

Come sempre, se vorrete partecipare voi stessi e dare una mano al Gruppo Doc e a tutti gli altri utenti che con grande forza di volontà e passione si dedicano alla documentazione, l'avrete ormai capito, siete sempre i benvenuti!

 

A cura del Gruppo Doc

il 03 February 2015 09.53

01 February 2015


Un paio di settimane fa, Canonical ha annunciato i vincitori del contest "Ubuntu Scope Showdown", un concorso per sviluppare in 6 settimane uno "scope" (vedi mio post precedente) per Ubuntu Phone. L'occasione mi offre la sponda per farvi un paio di esempi pratici del funzionamento degli "scope".

L'anatra perspicacie

Nessuna sorpresa per il sottoscritto quando ha letto il nome di +Riccardo Padovani tra i vincitori. Riccardo è attivo da tempo nello sviluppo (e divulgazione) di Ubuntu Phone. Grazie al suo "Discerning Duck" (qui sopra), Riccardo si è portato a casa un bel premio e la soddisfazione di vedere il suo nome tra i vincitori.

Discerning Duck è uno scope basato sul motore di ricerca DuckDuckGo, astro nascente nel settore, che merita un post a parte (chissà se ne avrò mai il tempo!). Lo scope di Riccardo permette di fare ricerche molto velocemente e facilmente, integrando le "instant answers", in un'interfaccia semplice, pulita e veloce.

Le ricerche si fanno con un tap sulla lente in alto, una prima schermata fornisce i risultati generali, con un tap si passano a vedere le informazioni di dettaglio.

In prospettiva poi, gli sviluppi sono anche più interessanti, perché come dice Riccardo: "DDG metterà a disposizione anche le Spice, che sono probabilmente le più interessanti, quindi potrai cercare un bug su Launchpad, il meteo, un convertitore e così via...". E magari anche un assistente personale.

Cinema


Il vincitore del primo premio del contest è un altro italiano, +Daniele Laudani, con il suo scope "Cinema". Lo scope permette di accedere in con pochissimi tap alle ultime uscite di film e serie TV, vederne le trame, i trailer, le trame e moltissime altre informazioni.

Il funzionamento dello scope è semplice: sulla prima schermata appaiono le icone delle ultime uscite al cinema (o delle ultime serie TV), un po' più sotto i film (o serie) che usciranno nelle prossime settimane. Con un tap è possibile limitare la ricerca a un genere specifico (avventura, azione, commedia, drammatico...).

Con un tap si accede alle informazioni specifiche del film, con un altro tap sulla locandina si passa a vederne il trailer su Youtube.

Non ricordate chi è il regista di Godzilla del 1998? Neanche io! Basta cercare "Godzilla" (un tap sulla lente in alto a destra) e si scopre che il regista è il Roland Emmerich (hey, non è tra i miei preferiti!).

Ho avuto modo di interagire un paio di volte con Daniele, anche se non lo conosco personalmente, per segnalargli un paio di piccoli bug minori, e mi ha sempre risposto in pochissimo tempo, davvero un ragazzo in gamba.

Il meglio deve ancora venire

Come dimostrano le opere di Riccardo e Daniele, gli scope sfruttano al meglio la possibilità di raccogliere e organizzare dati da fonti diverse, tagliando fuori le app, concepite per essere verticali, chiuse e autoreferenziali.

Dall'altra parte, i programmatori hanno a disposizione per sviluppare su Ubuntu Phone: strumenti di sviluppo gratuiti, possibilità di scegliere quale linguaggio utilizzare e un aiuto costante e disinteressato della Comunità. Nessun'altra piattaforma di sviluppo offre queste possibilità.

Ubuntu Phone con scope ha aperto una nuova strada nello sviluppo di software per dispositivi mobili (e desktop), sono sempre più convinto che molti altri sistemi seguiranno questa strada, o che - incapaci di percorrerla - tenteranno di bloccarla. Senza riuscirci.
il 01 February 2015 17.49

24 January 2015


Da quando sono un Ubuntu Insider, ho il privilegio di leggere in anteprima alcune informazioni sul prossimo rilascio di Ubuntu Phone, disponibile da Febbraio in Europa sugli smartphone BQ Aquaris e4.5. Le informazioni sono rilasciate col contagocce, ma sono molto intriganti.

Le ultime info in arrivo da Canonical presentano gli "Aggregated Scope", una sorta di aggregatore di dati, che supera il concetto di app, e supera anche il modo di usare il telefonino, di cui avevo accennato nel precedente post su Ubuntu Phone.

Cosa ci sarà


Alcuni di questi scope saranno predefiniti sullo smartphone BQ, ma sono ancora inaccessibili a noi comuni mortali, in particolare il "Today scope" (qui sopra un'anteprima). Si tratta del primo scope che appare all'accensione del telefonino, e riporterà tutte le nostre più importanti del giorno in un unico pannello personalizzabile.

Nel Today Scope ci saranno: le informazioni locali (eventi e servizi vicini a dove ci si trova in quel momento), le informazioni sul tempo e le notizie più importanti. Sicuramente uno strumento molto utile, facile e veloce da consultare.

Un altro interessante scope è Video, che aggrega i video più interessanti di Youtube, TED e Vimeo. Questo scope è già disponibile. Personalmente lo uso poco, perché preferisco vedere i video su schermi più grandi, e la batteria del Nexus 4 dura sempre meno! :-P

Music Scope visto da vicino

Music Scope sul display
da 13,5'' del Nexus 4 ;-)

"Music" (Musica) è uno scope che invece conosco bene, uno di quelli che uso con maggiore frequenza. Gli scope sono molto simili gli uni agli altri, prendo quindi Musica come esempio per descriverne il funzionamento.

Un pannello semplice e ordinato (vedi qui a fianco) permette di avere sempre sottomano la propria musica preferita sul telefonino (La mia musica) oppure di vedere l'anteprima e le segnalazioni più interessanti da altre fonti su Internet, come il negozio online 7digital, o i siti web di condivisione SoundCloud e Grooveshark.

In più, grazie a Songkik, si possono conoscere i concerti in programmazione nelle vicinanze.

Se si cerca qualcosa in particolare, basta un tap sulla lente e si possono trovare brani, video e informazioni sui propri cantanti preferiti.

La selezione delle fonti è personalizzabile, basta un tap sulla rotellina e si accede alle fonti, che si possono attivare o disabilitare. Diventerebbe davvero interessante se fosse possibile aggiungere altre fonti, ma forse sto precorrendo troppo i tempi.

Facendo clic sulla stellina in alto a destra, lo scope si installa tra i pannelli predefiniti, è diventa immediatamente disponibile all'accensione, di fianco allo scope principale, quello delle app.

La cosa piacevolmente sorprendente è la facilità con cui si accede alla musica con un paio di tap. Pensare si tratti solo di widget è estremamente riduttivo, e comunque fuorviante: gli scope permettono di accedere direttamente a informazioni fornite da fonti diverse e metterle insieme in maniera congruente e omogenea.

Si può tranquillamente dire che la fantasia (degli sviluppatori) è il solo limite per gli scope, ed è probabile che nei prossimi mesi vedremo ulteriori miglioramenti.

Nel prossimo post parlerò di un paio di interessanti scope sviluppati da ragazzi italiani, giusto per farvi capire quanto sono in gamba i nostri anche in questo settore.
il 24 January 2015 17.36

13 January 2015

Le guide da non perdere - Parte 2

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Unity e altri ambienti grafici

Il Wiki di Ubuntu-it è un progetto magnifico, tenuto in vita da tutti VOI utenti di Ubuntu, che ogni giorno aggiornate e create nuove guide.

Questo è il secondo di una serie di post che mettono in evidenza alcune delle guide di riferimento da tenere a portata di mano nei segnalibri del proprio browser.. che non si sa mai ;)

Potete trovare il post precedente a questa pagina.
Buona lettura!

 

L'ambiente grafico di Ubuntu

Lasciamo perdere per un attimo le cose complicate e concentriamoci sulle questioni più immediate: come si utilizza Ubuntu?

La prima cosa con cui ci si scontra utilizzando Ubuntu è l'ambiente desktop!
Se vi state chiedendo cosa siano il Launcher o la Dash, come si utilizza il menù avanzato HUD, come si cercano o si avviano i programmi e i file utilizzati di recente...non dovete fare altro che leggere questa pagina Wiki.

Sapevate che basta scrivere weather:nome_della_tua_città nella Dash per sapere se uscire con l'ombrello? ;)

 

Requisiti per eseguire Unity

Unity è un ambiente fantastico dove tutto è a portata di click: applicazioni, file, musica e video, cronologia o ricerce online, e tutto dalla Dash di Ubuntu!
Tuttavia su alcuni pc un po' datati questo ambiente grafico potrebbe risultare troppo pesante. Per sapere se il vostro pc può gestire Unity in maniera adeguata, leggete la guida seguente.

 

Altri ambienti desktop

Che fare se non possiamo utilizzare Unity?
Tranquilli, i sistemi operativi Gnu/Linux vantano una miriade di ambienti desktop tra cui scegliere, alcuni molto più leggeri e performanti di altri. Potete trovare tutte le informazioni di cui avete bisogno in questa pagina Wiki.

 

 

A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

il 13 January 2015 15.31

12 January 2015

Full Circle Magazine n.83

Abbiamo pubblicato il numero 83 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Linux su HDD esterno
  • How-to: Backup efficaci su Ubuntu
  • How-to: LibreOffice – Parte 36: Viste in Base
  • How-to: Multisystem
  • How-to: G’MIC InPaint
  • How-to: Inkscape – Parte 23
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Gestire un’officina per PC con PCRT
  • Recensione: HomeBank
  • Cos’è: Moneta virtuale – parte 2
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: Serena
  • Giochi Ubuntu: To the moon
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 12 January 2015 21.52

Full Circle Magazine n.82

Abbiamo pubblicato il numero 82 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Sed e Sondaggio lettori
  • How-to: Programmare in Python – Parte 52
  • How-to: LibreOffice – Parte 35: La Galleria
  • How-to: Connettere un dispositivo iOS
  • How-to: Blender – Parte 10b
  • How-to: Inkscape – Parte 22
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Tool SMART: prevenire la rottura dei dischi
  • Recensione: ESET NOD32 antivirus 4 per Linux
  • Cos’è: Moneta virtuale – parte 1
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Giochi Ubuntu: BIT.TRIP PRESENTS… Runner 2
  • Giochi Ubuntu: Serious Sam 3 BFE
  • Giochi Ubuntu: Proteus
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 12 January 2015 21.49

Full Circle Magazine n.83

Abbiamo pubblicato il numero 83 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Linux su HDD esterno
  • How-to: Backup efficaci su Ubuntu
  • How-to: LibreOffice – Parte 36: Viste in Base
  • How-to: Multisystem
  • How-to: G’MIC InPaint
  • How-to: Inkscape – Parte 23
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Gestire un’officina per PC con PCRT
  • Recensione: HomeBank
  • Cos’è: Moneta virtuale – parte 2
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: Serena
  • Giochi Ubuntu: To the moon
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

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Buona lettura! :)


il 12 January 2015 20.59

09 January 2015

This is a guest post by Lisa Smith of Magento Extensions and introduces an infographic with some stats of the Magento ecommerce software marketshare along with 16 reasons why to choose it.

 

Facilitating unmatched web commerce success for enterprising businessmen, Magento has now captured a little more than a quarter of the ecommerce CMS market space. That’s mostly owing to the inimitable range of core and extendible features packed into the platform. Import and export your site data quicky, build upon the inherent SEO capabilities to ensure search engine visibility of your web store, integrate payment gateways and trust the quick checkout – all of which combine to deliver a convenient, secure, and comfortable online shopping experience to your users. Detailed customer account management capabilities, advanced search options, customer support centric feature, and customized extensions to add any desired capability to the web store – all these features make Magento the most comprehensive and advanced ecommerce software in the modern times.

Magento infographic

The post Why choose Magento ecommerce software appeared first on deshack.

il 09 January 2015 09.53

29 December 2014

Categoria: 

Una nuova guida dedicata all'installazione e alla configurazione di Git è disponibile nel Wiki di Ubuntu-it.

 

Ringraziamo calorosamente il contributo di jepessen per la stesura della pagina, che in modo molto semplice e tramite degli esempi pratici, spiega come muovere i primi passi per la creazione di un repository, come effettuare i commit, la gestione dei branch, e altro.
La guida è disponibile al link qua sotto ;)

 

 

Aggiornamenti alle pagine Java, Flash Player e altro

Moltissime guide Wiki sono state revisionate e aggiornate, a partire dalle pagine Java e Flash, che hanno subito le modifiche più importanti.
Un nuovo resoconto dell'installazione di Ubuntu è stato pubblicato per il portatile Asus X53S e altre modifiche più veloci sono state apportate a numerose pagine, tra le quali AmbientiDesktop/Kde e DispositiviSenzaFili/Broadcom.

Non smarrire la retta via

Molte pagine revisionate e aggiornate, tanti utenti che partecipano e poco tempo per ringraziarli tutti!
Mantenere le guide Wiki aggiornate è importante per tutta la comunità. Dunque contribuite quando ne avete tempo e voglia, quando trovate procedure datate o errori anche banali nel testo, quando imparate qualcosa di nuovo e volete condividere con tutti la soluzione a un preciso problema.

 

Come sempre il Gruppo Doc risponderà a tutti :)

 

A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!
Post precedenti: Le guide da non perdere: parte 1 - Mate desktop: la guida aggiornata

il 29 December 2014 16.41

27 December 2014

Auguri a tutti e buone Feste

Paolo Garbin (paolettopn)

Ciao a tutti,
qui arrivo in ritardo per gli auguri, il Natale è appena passato ma desidero comunque fare a tutti voi che seguite questo blog i miei migliori auguri di buone Feste e buon anno nuovo.

Beh, sono diversi giorni che sono a casa e finalmente sono ritornato a dedicarmi a questo blog che mi sta accompagnando durante il corso della mia vita, da più di 10 anni.

Questo post è dedicato a tutti Voi che passate da qui ogni tanto a dare uno sguardo, ai miei amici, al gruppo della rivista FCM, all’intera comunità Linux e Ubuntu e all’Associazione PN LUG.

Non sto a dilungarmi e spero che tutti voi riusciate a passare allegramente e felicemente le Feste con le vostre famiglie e i vostri cari.
Da me e dalla mia dolce Patrizia giungano i  nostri migliori augurio a tutti voi, buon Natale e un augurio per un felice e prosperoso Anno Nuovo.

il 27 December 2014 21.43

21 December 2014

Lo scenario:

  • Alice PC (TelecomItalia ADSL2+ 8M)
  • Bob PC (Fastweb UltraFibra 100M)

Alice vuole connettersi verso Bob. Alice riesce a vedere le l’Hello World dell’Apache di Bob, ma non a scaricare file. Alice riesce anche ad iniziare una connessione ssh, ma resta bloccata su SSH2_MSG_KEXINIT:

alice@pc $ ssh bob.pc -vvv
OpenSSH_6.6.1, OpenSSL 1.0.1f 6 Jan 2014
debug1: Reading configuration data /home/alice/.ssh/config
debug1: /home/alice/.ssh/config line 1: Applying options for bob.pc
debug3: ciphers ok: [arcfour]
debug1: Reading configuration data /etc/ssh/ssh_config
debug1: /etc/ssh/ssh_config line 19: Applying options for *
debug2: ssh_connect: needpriv 0
debug1: Connecting to bob.pc [aaa.bbb.ccc.ddd] port 22.
debug1: Connection established.
debug3: Incorrect RSA1 identifier
debug3: Could not load "/home/alice/.ssh/id_rsa" as a RSA1 public key
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_rsa type 1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_rsa-cert type -1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_dsa type -1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_dsa-cert type -1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_ecdsa type -1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_ecdsa-cert type -1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_ed25519 type -1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_ed25519-cert type -1
debug1: Enabling compatibility mode for protocol 2.0
debug1: Local version string SSH-2.0-OpenSSH_6.6.1p1 Ubuntu-8
debug1: Remote protocol version 2.0, remote software version OpenSSH_6.6.1p1 Ubuntu-8
debug1: match: OpenSSH_6.6.1p1 Ubuntu-8 pat OpenSSH_6.6.1* compat 0x04000000
debug2: fd 3 setting O_NONBLOCK
debug3: put_host_port: [bob.pc]:22
debug3: load_hostkeys: loading entries for host "[bob.pc]:22" from file "/home/alice/.ssh/known_hosts"
debug3: load_hostkeys: found key type ECDSA in file /home/alice/.ssh/known_hosts:98
debug3: load_hostkeys: loaded 1 keys
debug3: order_hostkeyalgs: prefer hostkeyalgs: ecdsa-sha2-nistp256-cert-v01@openssh.com,ecdsa-sha2-nistp384-cert-v01@openssh.com,ecdsa-sha2-nistp521-cert-v01@openssh.com,ecdsa-sha2-nistp256,ecdsa-sha2-nistp384,ecdsa-sha2-nistp521
debug1: SSH2_MSG_KEXINIT sent

La connessione qui è partita, ma sembra che durante l’invio di pacchetti IP più grandi il tutto si blocca.

Alice ha un modem TelecomItalia Alice Gate Wifi, non configurabile, e usa connessione PPPoE 8/35. Dando un’occhiata all’RFC 2516 (A Method for Transmitting PPP Over Ethernet) si legge:

The Maximum-Receive-Unit (MRU) option MUST NOT be negotiated to a
larger size than 1492.  Since Ethernet has a maximum payload size of
1500 octets, the PPPoE header is 6 octets and the PPP Protocol ID is
2 octets, the PPP MTU MUST NOT be greater than 1492

mtu2

Visto che Fastweb UltraFibra (sembra) usi di default un MTU superiore (1500) è necessario che Bob riconfiguri l’interfaccia di rete affinché Alice possa connettersi impostando un Maximum Transmission Unit inferiore:

bob@pc $ sudo ifconfig eth0 mtu 1492

Con questa impostazione Alice può finalmente comunicare con il PC di Bob:

alice@pc $ ssh bob.pc
alice@bob.pc $

 

il 21 December 2014 16.51

17 December 2014

Il gruppo FCM è lieto di comunicare che è stato pubblicato lo

Speciale Blender Volume 1.

Il PDF è scaricabile dal link riportato qui sotto:

Speciale Blender Vol.1 in PDF

Abbiamo prodotto anche la versione epub di questo numero, scaricabile da questo link.

Buona lettura a tutti :)


il 17 December 2014 12.02

Full Circle Magazine n.82

Abbiamo pubblicato il numero 82 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Sed e Sondaggio lettori
  • How-to: Programmare in Python – Parte 52
  • How-to: LibreOffice – Parte 35: La Galleria
  • How-to: Connettere un dispositivo iOS
  • How-to: Blender – Parte 10b
  • How-to: Inkscape – Parte 22
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Tool SMART: prevenire la rottura dei dischi
  • Recensione: ESET NOD32 antivirus 4 per Linux
  • Cos’è: Moneta virtuale – parte 1
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Giochi Ubuntu: BIT.TRIP PRESENTS… Runner 2
  • Giochi Ubuntu: Serious Sam 3 BFE
  • Giochi Ubuntu: Proteus
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 17 December 2014 09.59

16 December 2014

Ecco le slide della mia presentazione su Node.js in Debian e Ubuntu all’ubuntu-it meeting tenutosi nel novembre 2014.

darth_wat_grande

Link alla presentazione

Sono un po’ scarne, ma trovate qualche informazione in più fra le note.

Link di approfondimento:

il 16 December 2014 16.00

14 December 2014

Le guide da non perdere - Parte 1

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Il Wiki di Ubuntu-it è un progetto magnifico, tenuto in vita da tutti VOI utenti di Ubuntu, che ogni giorno aggiornate e pubblicate nuove guide.
Questo è solo il primo di una serie di post che metteranno in evidenza alcune delle guide di riferimento da tenere a portata di mano nei segnalibri del proprio browser.. che non si sa mai ;)

Buona lettura!

 

L'installazione di Ubuntu

Sia che siate utenti esperti o alle prime armi, la guida all'installazione di Ubuntu va sempre tenuta d'occhio. Senza perderci in troppe chiacchiere, ecco la prima guida che sicuramente prima o poi servirà a tutti:

Installazione standard | Wiki di Ubuntu-it

 

Dual boot con Windows 8 e tecnologia UEFI

"Buon vecchio Bios, dove sei finito?" Se volete installare Ubuntu in parallelo con Windows 8 e non volete cadere in facili errori, innanzitutto fate riferimento a questa guida, utilissima per capire cosa siano il partizionamento GPT, la modalità Legacy, il Secure Boot e quant'altro vi servirà:

Tecnologia UEFI | Wiki di Ubuntu-it

 

Ubuntu su Mac

"Windows di qua, Windows di là, ma io che ho un Mac?" Detto fatto, ecco qui la guida all'installazione di Ubuntu su sistemi Mac Intel:

Installazione su Mac Intel | Wiki di Ubuntu-it

 

 

A cura del Gruppo Doc

Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!
Post precedenti: Mate desktop: la guida aggiornata - Aggiornamento sezione Notebook

il 14 December 2014 12.37

27 November 2014

Ubuntu & Agile

Paolo Sammicheli (xdatap1)

La scorsa settimana si è tenuto l’Ubuntu-it Meeting, l’incontro semestrale della community Italiana di Ubuntu. In quell’occasione ho presentato un talk dal titolo “Ubuntu e Agile”.

Da circa 3 anni mi sto interessando di Lean e Agile. Ho anche preso due certificazioni con la Scrum Alliance : Certified Scrum Master e Certified Scrum Product Owner.

L’argomento Ubuntu e Agile mi ronza nella testa da un po’. Innanzitutto possiamo dire con sicurezza che il ciclo di sviluppo di Ubuntu segue decisamente un modello Agile: la cadenza semestrale, la continuous integration con le build giornaliere, il continuous delivery, ecc

Ho poi riflettuto sulla storia di Ubuntu che va dal 2004 al 2008 circa. Diciamo entro la 10.04, momento in cui viene cambiato il logo, la visual identity ed è stato annunciato Unity. Le distribuzioni Linux dal 2004 al 2008 si assomigliavano molto. Diciamocelo pure: erano tutte uguali. Si, ok, Debian e derivate hanno i pacchetti deb, Red Hat e derivate hanno i pacchetti rpm, ecc.

Ma qualsiasi distribuzione installavi tra il 2004 e il 2008 alla fine ti piazzava lì GNOME 2 (o KDE), Firefox, OpenOffice, Gimp, ecc.

Cambiavano gli sfondi, cambiavano i colori, ma alla fine quella era l’esperienza utente. Le differenze erano minime: il sistema dei pacchetti, l’installer… cos’altro? Qualche tool, come yast in Suse. Poi? A me non viene in mente molto altro.

Il gap da colmare per passare da una distro all’altro era minimo. Se una distro non ti piaceva ti salvavi la home da qualche parte, reinstallavi, ripristinavi la home e nel giro di poche ore eri di nuovo operativo. Se eri stato furbo ed avevi messo la root e la home su due partizioni diverse era ancora più semplice, non dovevi nemmeno salvarti la home. Parlando markettaro il livello di “retain” di una distribuzione era bassissimo. Se un utente si stufava cambiava facilmente. Qualcuno cambiava spesso solo per il gusto di cambiare.

E allora qual’è stato il motivo di successo di Ubuntu? Perché da un momento in poi questa distribuzione ha raccolto più della metà degli utenti Linux sul desktop? (per le statistiche, guardatevi le slide).

La cadenza semestrale? Il nome e la filosofia così accattivante? Il colore marrone? Cosa?

La mia ipotesi è che uno dei motivi fondamentali per cui Ubuntu ha avuto il successo che ha avuto è dovuto alla sua Agilità: la cadenza, l’organizzazione dei rilasci, i feedback utenti, l’automazione nelle build, Launchpad, ecc. Nelle slide (pag. 43-45) trovate un parallelo tra i 12 principi Agili e Ubuntu.

Adesso ho bisogno di voi: quali sono stati i motivi del successo di Ubuntu secondo voi? Perché una cosa è sicura: il software no.

Ci sentiamo nei commenti :)


il 27 November 2014 22.55

25 November 2014

Ubumeeting Bologna 2014

Jeremie Tamburini

Evvai col meeting!

Qualcosa di leggero e via.

Sarebbe stato uno dei migliori di tutti quelli che ho seguito. Begli argomenti, relatori piNpanty, saletta sold out e tante belle cose… se solo non avessi avuto la sciagura di avere il posto vicino al Colangelo.
Che ha il Colangelo che non va? ..direte voi. Ve lo dico io, bisbiglia. Oh, ma bisbiglia di brutto!
E non solo, essendo stato accanto al Padovani ha finito per coinvolgerlo e alla fine anche lui ha bisbigliato di brutto.
E quindi? E quindi non ho sentito niente di quello che hanno detto i relatori.
L’aria era elettrica, si vedeva che da quei talk sarebbe uscito qualcosa di epocale e, a giudicare dalle facce soddisfatte degli astanti, così è stato. E io invece l’unica cosa che ho sentito è stata:”cip cip cip cip cip cip cip cip cip cip..” con accento abruzzese. Mannaggia :(

Durante una pausa mi ero illuso di aver sistemato la faccenda, provocandogli un attacco di ridolina quando gli ho chiesto:”ehi! Hai mai visto su YouTube il video di Peter Griffin con l’attacco di tosse?”. Lui è entrato in apnea e ingenuamente ho pensato “vai è fatta, sistemato!”. Macchè, si è subito ricomposto e ridai col: cip cip cip cip cip cip cip cip cip cip…

…però alla fine l’ho perdonato 8)
Aveva con se un notebook di quelli veramente stilosi, con il quale ha generosamente condiviso una partita di rugby… dove alcune persone che l’unica cosa che avevano di italiano erano le divise dell’Alitalia, sono riuscite a tenere testa alla corazzata sudafricana.
Mi sono talmente emozionato che.. come dire.. ho incominciato anch’io a bisbigliare. Oh, ma bisbigliare di brutto! Ero davvero insopportabile.

L’Italia rischia di passare in vantaggio contro il Sudafrica. Visibile soddisfazione nell’angolo vicino alla finestra.

Purtroppo la visione di quel bel match ha avuto un risvolto un po’ negativo. Le esose richieste in termini di banda di quel filmato streaming Full HD, devono aver mandato in tilt il WiFi dell’Hotel Ramada. Risultato: lungo blackout delle connessioni.
Data la tipologia di persone presenti, in quella stanza c’era un rapporto di dispositivi wireless pro capite del tipo 5 a 1. La cosa ha generato un leggero, leggerissimo malumore. Forse è meglio non rivangare troppo e chiuderla qui….

Mi sono poi in un secondo momento informato sugli argomenti dei talk:

  • Pietro Albini ci ha ricordato che se riesci a rimediare in tempi rapidissimi i problemi derivanti da una falla di sicurezza del software Drupal, ci penseranno in un secondo momento i sysadmin a bloccare il sito per svariati giorni per constatare che effettivamente era già stato posto rimedio. Peccato per quella media di 30000 download andati persi, ma vabbe’.. la sicurezza è sicurezza.
  • Paolo Sammicheli ha fatto un interessante parallelo fra le metodologie agili e lo sviluppo di Ubuntu e altro. Spero ne tragga un articolo perché ci sono elementi di riflessione a gogo. Rilasci semestrali, la piattaforma Launchpad, test frequenti e automatizzati, codice di condotta, nessuna differenza fra prodotto “enterprice” e comunitario, ecc.. Sicuri che nel panorama linuxiano pre 2004 Ubuntu non abbia portato qualcosa di nuovo? …ah no giusto, è solo marketing :P
  • Dario Cavedon ci ha incoraggiati a tenere alta la bandiera dello spam ;D Un degli argomenti di spicco è l’utilizzo dei social media (Facebook, Twitter, Google+) e delle storie che un tempo popolavano il nostro Planet. Infondo basta poco per ripopolarlo ;)
  • Leo Iannacone ci ha fatto vivere forse i momenti più divertenti. Ha sapientemente sfruttato la scusa di esaltare alcune brillanti funzionalità di Node.js per, in realtà, finire ad ironizzare sulla logica del linguaggio di programmazione che ne sta alla base… il JavaScript. Signori, se dovesse saltare una puntata di Crozza, niente paura! Basta mostrare alcuni esempi di sintassi e logica JavaScript… risate assicurate :)
  • Enio Gemmo è stato per questo meeting l’ambasciatore di un’altra straordinaria realtà presente nel panorama dei software: LibreOffice. Il suo è stato un excursus a tutto tondo sulle evoluzioni del software e delle attività connesse (vedi ancheLibreItalia). Se in ambito desktop il “pinguino” riesce a fare qualche passo in avanti, lo si deve spesso ad un software cruciale come questo in ambito lavorativo!
  • LucaFalavigna & LeoIannacone presentano Deb-o-Matic, “IL” software in grado di introdurre l’automatizzazione nella creazione dei pacchetti .deb. Ne abbiamo apprezzato la genesi, le evoluzioni e gli attuali limiti. Lunga vita a questo utile software!
  • DarioCavedon & AndreaColangelo hanno concluso lo show con una discussione incentrata sulle opportunità di creare o meno un’associazione o comunque utilizzare uno strumento adeguato per gestire donazioni, alla stregua di quello che viene fatto in altre comunità. Il dibattito è ancora aperto.

Al prossimo meeting! ;)


il 25 November 2014 18.26

17 November 2014

Mate desktop - la guida aggiornata

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

La guida all'installazione di Mate è ora disponibile per tutte le versioni supportate di Ubuntu.

 

 

Mate è un fork del progetto Gnome 2 e fornisce un ambiente desktop intuitivo e leggero per gli utenti Linux.
È l'ambiente desktop predefinito di Ubuntu Mate, una derivata ancora non ufficiale di Ubuntu (probabilmente lo diventerà presto).

L'esperienza di Ubuntu 10.04

Quanti ricordano il vecchio stile di Ubuntu 10.04 e 10.10? Qualcuno ricorda la 10.10 come una delle versioni più efficienti di Ubuntu dei tempi passati. Se la nostalgia vi attanaglia e volete un desktop "classico" senza troppi fronzoli, allora Mate è quello che fa per voi.

Installazione di Mate su Ubuntu e derivate

"Devo re-installare il sistema o posso installare Mate sulla mia esistente versione di Ubuntu?"
"Posso installare Mate su Ubuntu 12.04?"

Non è necessario installare Ubuntu Mate per provare Mate, basta seguire la guida Wiki di Ubuntu-it e si, Mate può essere installato anche sulla 12.04 e su qualunque altra derivata ufficiale di Ubuntu.

 

Dunque non perdiamoci in ulteriori chiacchiere e buon Mate a tutti!

 

A cura del Gruppo Doc
- partecipa anche tu! -

il 17 November 2014 16.18

16 November 2014

Categoria: 

A meno di una settimana dall'ubuntu-it meeting di Bologna di sabato 22 novembre, in cui avremo ospite Enio Gemmo di LibreItalia, l'associazione italiana che promuove la diffusione di LibreOffice, abbiamo deciso di intervistare il Presindente, Sonia Montegiove.

 

Ciao Sonia, raccontaci chi sei e cosa fai, per i 4-5 lettori distratti che ancora non lo sapessero...

Sono una informatica per professione e passione: lavoro come analista programmatrice presso il Sistema Informativo della Provincia di Perugia, faccio parte del gruppo di coordinamento del progetto di migrazione a LibreOffice delle PA dell'Umbria LibreUmbria, scrivo per diverse testate che parlano di tecnologia come Tech Economy e Girl Geek Life. Sono tra i soci fondatori dell'associazione di volontariato LibreItalia che intende promuovere il software libero e LibreOffice oltre che l'openness in generale.

Tra le cose che ho fatto nel tempo libero negli ultimi mesi e di cui vado fiera c'è l'ebook “La Rete e il fattore C – competenze, consapevolezze, conoscenze”, che ho curato insieme a Emma Pietrafesa e Flavia Marzano su rischi e opportunità della Rete, e un altro ebook che uscirà nelle prossime settimane per Tech Economy “10 personaggi in cerca di LibreOffice”, una guida gratuita all'uso del programma adatta anche a principianti.

 

L'iniziativa "LibreUmbria@scuola" a cui hai contribuito ha vinto "eGov 2014", che premia l'innovazione nella Pubblica Amministrazione. Quale è stata la motivazione?

LibreUmbria@Scuola è stato premiato per il modo innovativo in cui la PA è entrata nella scuola portando cultura digitale e, in questo caso, software libero. Il progetto, infatti, è stato realizzato dal Centro di Competenza sull'Open Source regionale, in collaborazione con gli altri Enti facenti parte del progetto LibreUmbria ed ha visto l'organizzazione di seminari su ragazzi e tecnologia oltre a corsi in aula multimediale su LibreOffice rivolti a docenti e insegnanti del terzo circolo didattico di Perugia (scuola dell'infanzia e primaria). Abbiamo proposta una sorta di gemellaggio a costo quasi zero tra PA e scuola, con le prime che hanno messo a disposizione personale (quindi competenze) e buone pratiche a favore della scuola, troppo spesso in difficoltà proprio per mancanza di competenze informatiche.

 

Sonia, sei Presidente di LibreItalia, l'associazione italiana per sostenere la diffusione di LibreOffice, la suite libera per ufficio più diffusa al mondo. Come è nata l'idea dell'associazione?

L'idea di costituirci in associazione è nata, anche grazie al sostegno del nostro presidente onorario nonché tra i padri fondatori di The Document Foundation Italo Vignoli, subito dopo il successo di LibreUmbria che si è esteso a macchia d'olio ad altre PA ed aziende. La community italiana di LibreOffice è molto attiva ed ha su Google Plus un “posto” dove 2mila500 persone ogni giorno condividono problemi e soluzioni, si aiutano, si incoraggiano, si confrontano. E' una realtà così bella e viva che ci auguriamo possa trovare nell'associazione un appoggio in più per poter mettere in pratica azioni utili a sostenere la diffusione di LibreOffice e del software libero in generale oltre che dei formati aperti. Possiamo dire che l'idea di una associazione era sentita da molti, visto che nel giro di soli due mesi abbiamo avuto oltre 150 adesioni.

 

Quali sono gli interlocutori principali a cui si rivolge LibreItalia?

LibreItalia è stata definita “la casa degli utenti di LibreOffice” perché vuole riunire tutte le persone che usano il programma (o lo vogliono utilizzare) ma vorremmo che potesse diventare la casa di chi nell'importanza della conoscenza condivisa, della collaborazione e della condivisione ci crede tanto da impegnare un po' di tempo libero nel sostenerne la diffusione.

 

Quali sono i progetti in corso e quelli futuri di LibreItalia?

Siamo partiti con un carico di idee e progetti che ci auguriamo possano coinvolgere attivamente tutti i soci. Vogliamo promuovere LibreOffice nelle scuole dove stiamo attivando alcune esperienze pilota utili a creare esperienze replicabili in diversi territori; desideriamo dare buone motivazioni alle PA per scegliere software libero e formati aperti (per questo abbiamo di recente contattato Agid e abbiamo fatto proposte concrete); vogliamo sostenere la diffusione della ECDL open source; ci piacerebbe attivare momenti di informazione e formazione sul software libero, sui formati aperti e sugli open data; desideriamo organizzare corsi di formazione gratuiti, anche in e-learning, per sviluppatori e utenti finali di LibreOffice. Abbiamo costituito dei gruppi di lavoro e il prossimo 29 novembre organizzeremo a Bologna la prima conferenza italiana di LibreOffice, finalizzata a conoscerci oltre anche di persona oltre che in Rete e ad iniziare questo bel viaggio insieme.

 

In cosa consiste la proposta inviata da LibreItalia a "La buona scuola" dal titolo "Crescere a pane e software libero"?

Con la partecipazione con un nostro position paper a La buona scuola abbiamo voluto “ricordare” che si può crescere, appunto, a pane e software libero fin da bambini, imparando proprio sui banchi di scuola l'importanza dei valori che sono alla base dell'open source. Valori che favoriscono un uso consapevole delle tecnologie e degli strumenti che i ragazzi hanno a disposizione.

 

LibreOffice ha le stesse funzioni delle più note suite per ufficio proprietarie, cosa manca ancora per fare il "salto di notorietà"?

Manca “cultura digitale”, una cosa di cui oggi fortunatamente si è cominciato a parlare e che rappresenta un ostacolo alla diffusione non solo del software libero ma di qualunque innovazione. La maggior parte delle persone non conosce il significato di open source, confuso troppo spesso con “gratis” e, pertanto, non di valore. Il nostro compito è quello di portare, anche attraverso l'uso dei social network che ad esempio con LibreUmbria hanno fatto la differenza, queste tematiche alla gente comune, quella che non è dentro le community e non sa di cosa stiamo parlando. Bisogna far capire che non si può rinunciare ad avere un approccio critico alla tecnologia e agli strumenti digitali che usiamo, perché, come abbiamo detto durante l'ultimo Linux Day, liberi digitali non si nasce ma lo si può diventare.  

 

Grazie Sonia, è stato un piacere averti ospite, ci sentiamo presto! :-)

il 16 November 2014 09.13

11 November 2014

Telegram is a cloud-based messaging app that focus on security and speed. Its primary competitor is WhatsApp, which cares more about money than users’ privacy. Telegram is free, open source, and cares about the user.

You can find a Telegram app for every mobile platform: Android, iOS, Windows Phone, Ubuntu Touch too (unofficial). Thanks to its openness, we could use it on desktops too, thanks to third party apps like Webogram (Chrome extension), Sigram (Linux native client), and others. Recently the team released the official desktop apps: a web version along with native clients for Linux, Windows, and Mac OS X.

SaperBramate tells us more about Telegram, a good read before installing it!

Install Telegram for Linux

You can download Telegram for Linux from the official website. It will detect the operating system you use and offer you a download button that suits your needs.

Once downloaded, you can see that you don’t have a package (.deb, .rpm, or whatever), but a compressed archive (.tar.xz). If you extract the archive, you see two executables: Telegram, the application itself, and Updater, unsurprisingly the executable that lets you update the application. This means that you can’t have an application for Telegram, but only a precompiled binary.

 

But wait…we’re on Linux!

 

How to use Telegram for Linux as an application

Being on Linux means that, if you know how to do it, you can do whatever you want. And this is a case in which things are easy, although they might seem scary.

We will make Telegram for Linux available to our user only, to make things easier (i.e. avoid problems with permissions). I also assume that you are using GNOME or Unity, as things will change with other desktop environments.

First of all, extract the archive you downloaded previously from the Telegram website and place it in your home directory. Than open a terminal window and create the only file needed for our desktop environment to recognize Telegram as an application:

nano .local/share/applications/telegram.desktop

This will open the nano editor to create a new file. The contents of the file are like the following:

[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Name=Telegram
Exec=/home/username/Telegram/Telegram
Icon=/home/username/Telegram/telegram128.png
Type=Application
Categories=Network;

Let me explain this a little bit. First of all, we’re adding a new Desktop Entry of Application type. We’re calling it Telegram (the Name property) and setting the path to the executable (Exec) and icon.

But man, I don’t have any telegram128.png in my Telegram folder!

I know, but you can download it here:

Telegram for Linux icon

Right-click to download

Now, download the icon, save it into your Telegram folder, replace username with your own username in your desktop file’s paths, save it with Ctrl+O, confirm the name with Enter, then exit with Ctrl+X.

You’re done! Easy enough, wasn’t it? Check it out yourself!

The post Install Telegram for Linux as an application appeared first on deshack.

il 11 November 2014 17.43
Categoria: 

GNOME è un progetto per lo sviluppo di un ambiente desktop ed applicazioni per esso che dal 1999 punta a fornire un'esperienza migliore per gli utenti.
Esso è usato come ambiente grafico predefinito dalla derivata ufficiale "Ubuntu GNOME", ed alcune delle sue applicazioni sono parte fondamentale di Ubuntu.

In questi giorni il Progetto GNOME si è trovato ad affrontare un' enorme problema con Groupon, celebre azienda che offre sconti su una moltitudine di attività, dai viaggi ai pasti.
Quest'ultima ha infatti lanciato pochi giorni fa un dispositivo chiamato "Groupon GNOME", un POS basato su un tablet e altre tecnologie proprietarie.

Il nome GNOME è un trademark di proprietà della GNOME Foundation, che prontamente ha richiesto alla nota azienda di scegliere un nome alternativo per il dispositivo. Groupon, dal canto suo, ha risposto inviando 28 richieste di nuovi trademark tutti riferiti al nome GNOME.
Il comportamento dell'azienda rappresenta una palese violazione del marchio registrato dalla GNOME Foundation, nonché un affronto ad una delle più importanti comunità nel panorama del Software Libero. Rilasciare un dispositivo basato completamente su software chiuso con il nome di un importante progetto open-source trae in inganno gli utenti ed è un'insulto per tutti coloro che contribuiscono o hanno contribuito al progetto.
Quest'atto è pericoloso non solo per il progetto GNOME, ma per tutta la comunità che sostiene i progetti di Software Libero e Open Source, che in virtù della propria natura ha spesso difficoltà nel rispondere a comportamenti aggressivi da parte di grandi aziende come Groupon.

La comunità italiana di Ubuntu sostiene il progetto GNOME in questa campagna di sensibilizzazione e invita tutti i sostenitori del Software Libero a donare anche una piccola somma per la copertura delle spese legali che GNOME dovrà sostenere per difendere i propri diritti.
Per maggiori informazioni visitate l'annuncio del progetto GNOME.

il 11 November 2014 17.20

Aggiornamento sezione Notebook

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Nemmeno il tempo per godersi l'aggiornamento del Wiki per Utopic che il Gruppo Documentazione aiutato da alcuni utenti si è messo subito all'opera per rinnovare il look e la disposizione dei contenuti della sezione Notebook!

 

La sezione Notebook è un utile elenco di guide in cui sono riportati i resoconti sull'installazione di Ubuntu (o di una sua derivata ufficiale) su un dato modello di notebook/netbook.

Un certo numero di guide sono già presenti, molte però sono riferite a portatili testati con versioni vecchie di Ubuntu.

 
 

In ogni guida sono elencate le specifiche tecniche, l'hardware riconosciuto e le procedure per superare eventuali problemi riscontrati.
Ogni utente, seguendo un modello di riferimento, può con facilità completare in breve tempo i contenuti riferiti al suo portatile.

Tutto questo fa della sezione Notebook un punto di riferimento sia per sapere se il proprio hardware sarà compatibile con Ubuntu, sia come guida all'acquisto di un nuovo portatile!

 

Quindi, se hai un portatile e utilizzi Ubuntu o una sua derivata, aiutaci a mantenere viva la sezione Notebook, pubblicando il tuo resoconto:

  • Controlla la sezione Notebook: verifica se la pagina relativa al tuo modello debba ancora essere creata oppure aggiornata.

  • Crea un account: per editare il Wiki occorre un account Launchpad, se ancora non ce l'hai crealo a questo indirizzo.

  • Scrivi la guida: prendendo la pagina NotebookModello come esempio, crea una pagina nuova (o di prova se la guida già esiste e va aggiornata).

  • Segnala nel forum: una volta fatto segnalalo nella sezione gruppo doc che revisionerà la pagina.

 

Create la vostra guida e tutti ve ne saranno grati  :)

il 11 November 2014 14.58

07 November 2014

Ho molte istanze in diversi cloud, anche approfittando di alcune offerte gratuite per sviluppatori: Amazon Web Services (AWS), Digital Ocean, HP Cloud, ma anche cloud regionali come Moresi.Com, Enter o le mie istanze virtuali sui miei sistemi in housing.

Insomma, un bel po’ di sistemi Linux distribuiti nel mondo, forse come molti informatici.  E su questo si incastra il problema di avere la mia identità e quella dei miei utenti/sviluppatori distribuita in questi sistemi. Mentre in una intranet avrei usato LDAP senza esitazioni, creare un LDAP esposto ad Internet potrebbe non essere una buona idea.

Allora come fare a risolvere questo problema e contemporaneamente avere un ottimo livello di sicurezza? La risposta potrebbe essere quella di usare il nuovo modulo NSS per SecurePass.

Fino ad adesso SecurePass è stato sempre usato come un “two factor authentication” nel cloud, soltanto sfruttando la parte di autenticazione nel sistema operativo. Ma la nuova versione beta è in grado di ospitare gli “extended attributes”, che sono informazioni arbitrarie che un amministratore o una applicazione puo’ usare per ogni utente di SecurePass.

Useremo SecurePass per autenticare l’utente e tenere le informazioni Unix atttraverso questa nuova funzionalità. In particolare, useremo:

  • il sottosistema PAM per autenticare gli utenti via RADIUS
  • il nuvo modulo NSS di SecurePass per ottenere informazioni di UID/GID/….

SecurePass e gli extended attributes

La prossima generazione del servizio SecurePass (attualmente in beta) è in grado di ospitare informazioni arbitrarie per ogni profilo utenti. Questa funzionalità è chiamata “Extended Attributes” (o xattrs) e -come potete immaginare- sono organizzate in modalità chiave/valore.

Dovete avere i SecurePass tools per modificare gli extended attributes di un utente. Le nuove release di Debian Jessie and Ubuntu Vivid Vervet, avranno un pacchetto per questo, quindi potrete fare:

# apt-get install securepass-tools

Per altre distribuzioni Linux (o Unix), potete usare il python package installer (PIP) per installare i tools. Installate come pre-requisito pycurl e poi:

# pip install securepass-tools

Anche se i SecurePass tools hanno la possibilità di avere un file di configurazione locale, per questo tutorial raccomandiamo di creare un file /etc/securepass.conf, in modo da essere usato anche dal modulo NSS. Il file di configurazione e’ simile a quanto sotto:

[default]
app_id = xxxxx
app_secret = xxxx

Dove app_id e app_secrets sono API keys valide per accedere a SecurePass beta.

Attraverso la riga di comando, saremo in grado di impostare UID, GID e tutti gli attributi Unix per ogni utente:

# sp-user-xattrs user@domain.net set posixuid 1000

Mentre  posixuid e’ l’attributo minimo per avere un login su Unix con il modulo NSS, i seguenti attributi sono validi:

  • posixuid → UID dell’utente
  • posixgid → GID dell’utente
  • posixhomedir → Home directory
  • posixshell → Shell preferita
  • posixgecos → Gecos (il default è lo username)

Installazione e configurazione del modulo NSS SecurePass

Similmente a quanto avviene per i tools, Debian Jessie e Ubuntu Vivid Vervet hanno un pacchetto nativo per SecurePass

# apt-get install libnss-securepass

Per le precedenti releases di Debian e Ubuntu, ma anche per CentOS e RHEL, è sempre possibile installare il modulo. I sorgenti sono disponibili su:

https://github.com/garlsecurity/nss_securepass

Poi:

./configure
make
make install (solo Debian/Ubuntu)

Per CentOS/RHEL/Fedora bisogna installare il modulo NSS nel posto giusto:

/usr/bin/install -c -o root -g root libnss_sp.so.2 /usr/lib64/libnss_sp.so.2
ln -sf libnss_sp.so.2 /usr/lib64/libnss_sp.so.2

Il file di configurazione /etc/securepass.conf va esteso per avere le informazioni di default per il modulo NSS. Bisogna creare una sezione [nss] come da basso:

[nss]
realm = mydomain.com
default_gid = 100
default_home = "/home"
default_shell = "/bin/bash"

Il realm va impostato come quello registrato su SecurePass, il modulo NSS farà append del dominio/realm corrispondente all’utente Unix. Io preferisco impostare il GID corrispondente al gruppo “users”, che di solito su Linux è il gruppo 100. Fate in modo che questo gruppo esista a livello di sistema operativo. Se non si impostano i default su home e shell, i default dei default sono “/home” e “/bin/false”

Dobbiamo ora configurare il Name Service Switch (NSS) per usare SecurePass. Cambiamo il file  /etc/nsswitch.conf aggiungendo “sp” alla riga passwd come segue:

$ grep sp /etc/nsswitch.conf
passwd:     files sp

Controllate che il sottosistema NSS stia funzionando con il modulo SecurePass facendo una query alla tabella passwd come segue:

$ getent passwd user
user:x:1000:100:My User:/home/user:/bin/bash
$ id user
uid=1000(user)  gid=100(users) groups=100(users)

A questo punto abbiamo configurato gli utenti a sistema operativo, ma gli stessi non potranno collegarsi perche’ manca una password corrispondente. Useremo SecurePass per autenticare gli utenti.

Configurare PAM per SecurePass

Se stai usando CentOS o RHEL, bisogna avere EPEL configurato. Per attivare EPEL, seguite le istruzioni su http://fedoraproject.org/wiki/EPEL

La configurazione seguente non è stata provata con SE-Linux abilitato (controllate che sia disabilitato o in modalita’ permissive).

Su CentOS/RHEL, installate il modulo PAM RADIUS con:

# yum -y install pam_radius

Su Debian/Ubuntu, installate il modulo PAM RADIUS con:

# apt-get install libpam-radius-auth

Nota: al momento della scrittura del presente articolo, EPEL 7 è ancora in beta e non contiene il modulo PAM RADIUS. E’ stata fatta una richiesta attraverso il Bugzilla di RedHat per includere questo pacchetto in EPEL 7

Accediamo all’interfaccia di amministrazione SecurePass e aggiungiamo un nuovo device RADIUS. Dobbiamo solo settare l’IP Pubblico del server, un fully qualified domanin name (FQDN) e la secret pass per l’autenticazione Radius. Se siete sotto NAT, questo corrisponde all’IP pubblico di uscita dei pacchetti. Dopo l’aggiunta avremo un piccolo riassunto con i dati del device appena aggiunto. Per questo esempio, useremo “secret”.

Configurate il modulo PAM RADIUS attraverso il file /etc/pam_radius.conf e aggiungete le seguenti righe:

radius1.secure-pass.net secret 3
radius2.secure-pass.net secret 3

Ovviamente “secret” è la stessa che abbiamo impostato attraverso l’interfaccia di amministrazione di SecurePass administration interface. A questo punto bisogna modificare il file di configurazione di PAM.

In CentOS, modificate il file /etc/pam.d/password-auth-ac; in Debian/Ubuntu modificate il file /etc/pam.d/common-auth ed assicuratevi che il modulo pam_radius_auth.so sia nella lista.

auth required pam_env.so
auth sufficient    pam_radius_auth.so try_first_pass
auth sufficient pam_unix.so nullok try_first_pass
auth requisite pam_succeed_if.so uid >= 500 quiet
auth required pam_deny.so

Conclusioni

E’ difficile avere a che fare con tante istanze Linux distribuite; ci sono problemi che spaziano dal mantenere il software sempre aggiornato, al logging centralizato fino alla gestione delle utenze. Nel cloud, infatti, non è sempre possibile usare i software che tradizionalmente venivano usati nelle intranet. Alcuni tools, come SecurePass, possono aiutare nella gestione quotidiana.

Per poter accedere alla Beta di SecurePass, bisogna attivare SecurePass su: http://www.secure-pass.net/open

E successivamente mandare una mail a support@secure-pass.net richiedendo l’accesso alla beta.

il 07 November 2014 16.31

05 November 2014

After a very long wait, I recently released Pinterest for WordPress 1.0, which was a great improvement over the previous 0.3 version in that its code had been completely rewritten, the three separate widgets merged into one, and shortcodes were introduced, allowing you to put Pinterest widgets in posts and pages.

New update: 1.0.1

Today comes a new update voted to internationalization: Pinterest for WordPress 1.0.1 introduces Lithuanian translation! Thanks to shookees for the contribution.

Along with the new language, this little patch moves the Pinterest script at the end of the wp_footer action instead of wp_head to improve performances. Although it is loaded asynchronously, loading the script in the <head> may cause performance issues in heavy websites and basically we don’t need to load Pinterest badges early.

 

Download Pinit 1.0.1

How to contribute

Pinit, Pinterest for WordPress, is maintained by me and supported by the WordPress Italy+ community on Google+. If you want to give your own contribution to the project, head over to the GitHub repository, have a look at the open issues and join the discussion or directly try to close them after forking the repository. Then, submit a pull request and wait for the review.

You can follow the same steps to submit new translations. See WordPress Codex to learn how to translate a plugin.

We need also some graphics to enhance Pinit’s page in the WordPress Plugins Directory and inside WordPress Admin, so feel free to contact me if you please.

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il 05 November 2014 12.10

24 October 2014

ubuntu-it al Linux Day 2014

Ubuntu-it Newsletter

Categoria: 

Logo del Linux Day 2014 La Comunità Italiana di Ubuntu sarà presente al Linux Day 2014,

 

Al Linux Day di Roma, organizzato da Roma2LUG, Flavia Weishizzi e Luca Ferretti, terranno il talk "this=that… ovvero MIR, un display server per domarli tutti", parlando di MIR, il discusso progetto Ubuntu che  sostituirà X.org.

Al Linux Day di Milano, organizzato dalla "Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri (SIAM)",  ci sarà uno spazio dedicato a Ubuntu e alla Comunità, presidiato da Monia Spinelli, che terrà il talk "Ubuntu e ubuntu-it: Passione, lavoro, divertimento e curriculum" (alle ore 10.00).

Al Linux Day di Pordenone, organizzato da PN LUG, ci sarà uno spazio dedicato a Ubuntu, alla Comunità e a Ubuntu Touch, con Paolo Garbin e Sergio Zanchetta.

Al Linux Day di Schio, organizzato da AVi LUG, ci sarà uno spazio dedicato a Ubuntu, alla Comunità e a Ubuntu Touch, dimostrazioni pratiche con i Nexus 4 "motorizzati da Ubuntu Touch", con Carla Sella e Dario Cavedon.

 

Le nostre valorose persone saranno a disposizione per qualsiasi domanda su Ubuntu, di cui è appena uscita la release 14.10 Utopic Unicorn, sulla Comunità e su come contribuire a rendere la nostra amata distribuzione Linux sempre più bella.

Vi aspettiamo!

il 24 October 2014 12.50

23 October 2014

Categoria: 

Dopo settimane di riscrittura e revisione delle innumerevoli pagine del Wiki, abbiamo oggi portato a termine l'aggiornamento alla Documentazione della comunità italiana di Ubuntu.
È con enorme soddisfazione che il Gruppo Documentazione festeggia il rilascio di Ubuntu 14.10 Utopic Unicorn e per farlo desideriamo ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno contribuito!
Grazie a tutti voi che avete aggiornato guide o fatto segnalazioni sul Forum.

 

 

Certo, non è stato possibile revisionare tutto (il Wiki è davvero grande!) ma molto lavoro è stato fatto.

Ecco alcune guide revisionate o create per l'occasione:

Per una panoramica più completa delle revisioni fare riferimento alla pagina GruppoDocumentazione/LavoroSvolto.

Non possiamo ringraziare personalmente ognuno di voi, sicuramente ci dimenticheremmo qualcuno. Grazie di cuore a tutti e ricordatevi che il Gruppo Documentazione ha sempre bisogno di una mano.

Come sempre, se vorrete aggiornare una guida, scriverne una nuova o correggere eventuali errori sarete i benvenuti!

 

il 23 October 2014 21.13

22 October 2014

Debian hangs during boot

Mattia Migliorini

This morning I came to work a hour earlier than usual. I started my work PC and waited for it to boot into Debian Jessie. And waited… waited… waited…

This sounds strange, doesn’t it? It generally boots rather quickly. In fact Debian hangs during boot with this message:

A start job is running for Create Volatile Files and Directories

Followed by a timer and no limit. You can leave it there, but it does not finish and just hangs there. So, let’s try understand the problem.

 

The problem

The problem here is quite obvious: in the previous session you updated systemd to version 215-5+b1. If you have a look at your system’s /tmp directory (you can’t do it now, but we’ll do it later for sake of knowledge), you find out that it’s bloated. Here’s the bug report.

Edit

As OdyX points out in the comments, the real problem has to do only with the /tmp directory and is caused by a bug in system-config-printer, and systemd is responsible only to expose the problem.

 

The solution

Thankfully, the solution is pretty straightforward. Reboot your computer with Ctrl+Alt+Del and wait for Grub to load, then press e to edit Debian’s entry. After the line with /boot/vmlinuz... add the following:

--add rw init=/bin/bash

And press F10 to boot. Debian will load as a shell with root permissions, so you can do whatever you want (but be careful, because you can cause big issues too!

Now it’s time to check your /tmp directory:

ls -l /tmp

You should wait some minutes until it finishes, and the output may scare you. It’s bloated, as I told you before. What can you do now? Just remove and recreate it.

rm -rf /tmp
mkdir /tmp
chmod 1777 /tmp

Now restart your PC and check it out: Debian will boot correctly!

 

Conclusion

Is systemd ready to go towards a Debian stable release? I don’t think so. The team has to work hard to accomplish this step. So, good luck guys, and please test it a little more next time!

See edit above.

 

Source: Debian User Forums

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il 22 October 2014 08.05

20 October 2014

Pinit, Pinterest for WordPress, is a handy plugin that lets you add Pinterest badges to your website quickly and with no effort.

Today I released the first complete version of this plugin, which was around since 30/10/2013. Although it had only a few widgets and was not so powerful, it has been appreciated by more than 800 people in one year of life. But now it’s time to change! With this new 1.0 release you can leverage the simplicity, lightness and power of Pinit.

 

Download Pinit

Features

Pinit 1.0, or Pinterest for WordPress, includes only one widget to let you add three different Pinterest badges to your website’s sidebar:

  • Pin Widget
  • Profile Widget
  • Board Widget

Interested in adding badges to your posts and pages too? New in this version are three shortcodes:

  • Pin Shortcode [pit-pin]
  • Profile Shortcode [pit-profile]
  • Board Shortcode [pit-board]

 

Pinit Shortcodes Usage

Here is a little reference for the shortcodes.

 

Pin Shortcode

The Pin Shortcode [pit-pin] lets you add the badge of a single pin to your posts and pages and accepts only one argument:

  • url: the URL to the pin (e.g. http://www.pinterest.com/pin/99360735500167749/)

Example:

[pit-pin url="http://www.pinterest.com/pin/99360735500167749/"]

 

Profile Shortcode

With the Profile Shortcode [pit-profile] you can add a Pinterest profile’s badge to your WordPress. It accepts up to four arguments:

  • url: the URL to the profile (e.g. http://www.pinterest.com/pinterest/)
  • imgWidth: width of the badge’s images. Must be an integer. Defaults to 92.
  • boxHeight: height of the badge. Must be an integer. Defaults to 175.
  • boxWidth: width of the badge. Defaults to auto.

Example:

[pit-profile url="http://www.pinterest.com/pinterest/" imgWidth="100" boxHeight="300" boxWidth="200"]

 

Board Shortcode

The Board Shortcode [pit-board] lets you add a Board badge to your pages and posts. It accepts the same arguments of the Profile Shortcode:

  • url: the URL to the profile (e.g. http://www.pinterest.com/pinterest/pin-pets/)
  • imgWidth: width of the badge’s images. Must be an integer. Defaults to 92.
  • boxHeight: height of the badge. Must be an integer. Defaults to 175.
  • boxWidth: width of the badge. Defaults to auto.

Example:

[pit-board url="http://www.pinterest.com/pinterest/pin-pets/" imgWidth="100" boxHeight="300" boxWidth="200"]

 

Languages

Pinterest for WordPress is currently available in 3 different languages:

You can submit new translations with a pull request to the GitHub repository or by email to deshack AT ubuntu DOT com.

 

Conclusion

Feel free to submit issues to the GitHub repository or the official support forum. If you like this plugin, you can contribute back to it simply by leaving a review.

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il 20 October 2014 13.19

17 October 2014

Il Linux Day a Pordenone

Paolo Garbin (paolettopn)

linuxday_logoQuesta manifestazione è nata nel 2001 per iniziativa diDavide Cerri e Antonio Gallo dell’ Italian Linux Society (ILS), con lo scopo di valorizzare la rete dei LUG italiani organizzando una manifestazione di portata nazionale ma allo stesso tempo delocalizzata sul territorio. La prima edizione del Linux Day si è tenuta il 1º dicembre 2001 in circa quaranta città sparse su tutto il territorio nazionale.

Questa è la quattordicesima edizione della principale manifestazione di promozione di GNU/Linux e del Software Libero in Italia.

Decine di appuntamenti nelle principali città italiane per conoscere, capire, condividere ed approfondire la cultura che ha cambiato e continua a cambiare il nostro mondo. Decine di appuntamenti legati insieme da un filo conduttore comune: “la Libertà Digitale”.

Ma basta un solo giorno, seppure intenso, per raccontare tutta l’innovazione offerta da Linux, dal Software Libero e dal modello Open Source?

Assolutamente no! Per questo ed altri motivi il Pordenone Linux User Group ha deciso di creare, con un importante sforzo organizzativo assieme al Polo Tecnologico ‘Andrea Galvani’ di Pordenone e con il patrocinio del Comune di Pordenone, questa nuova iniziativa per offrire un percorso articolato in più eventi.

Quando, Dove, Contatti

Per poter seguire da vicino le conferenze e tutto il programma del nostro evento, vi consigliamo di effettuare la VOSTRA REGISTRAZIONE tramite il modulo presente su questo sito.

 INGRESSO LIBERO

Conferenze

1. Virtualizzazione con Proxmox VE (Stefano Morandi & Roberto Colonello)
2. Sicurezza delle reti e dei sistemi (Andrea Zwirner)
3. Linux embedded (Andrea Scian)
4. OpenWRT e applicazioni (Sergio Zanchetta & Marco Gaiarin )
5. Utilizzo e amministrazione di Asterisk (Giuseppe Fabiano)

6. I FabLab in FVG: dall’idea al progetto (Carlo Fonda)
7. Associazione Terraé (Enrico Mattiuzzi, Loris Piva)
8. IDempiere, il gestionale Open Source per tutti (Marco Longo)
9. Le comunità digitali… (Giovanni Longo)

 Locandina

Locandina_LD_2014

Collabora con noi e aiutaci a diffondere questo nostro evento, stampando e distribuendo liberamente in proprio il volantino del Linux Day 2014 in formato A5.

il 17 October 2014 05.42

04 October 2014

When you want to install Ubuntu in dual boot with Windows 8, you need to take into account that you can encounter some problems. Today I’ll tell you an anecdote and explain how you can fix the following problem: grub doesn’t start on a Ubuntu 14.04 dual boot with Windows 8.1.

The story

A week ago I installed Ubuntu 14.04, codenamed Trusty Tahr, alongside Windows 8.1 on a friend of mine’s computer. I did not install the available updates upon installation, to make it faster. Everything worked well: UEFI did not cause any trouble, both Ubuntu and Windows started as expected. I then installed the Italian locale packages and postponed the updates.

Today I finally found the time to update the installed packages. Once installed, I restarted the computer in order to apply and test the update. And here comes the surprise: grub didn’t start, the pc booted Windows directly.

Solve the problem: grub doesn’t start

We have a problem, but fortunately Windows is not compromised. So, let’s go and fix the problem.

What you need

If grub doesn’t start, we can’t access Ubuntu directly. Here’s what you need:

  • a live Linux distribution either on a CD/DVD or on an USB stick;
  • a little bit of patience.

Nothing else? Exactly, that’s it.

First try: Boot Repair

The first thing you can do is using Boot Repair to reinstall grub with all the options you need. You can find instructions about how to install and use Boot Repair in the Ubuntu Community Help Wiki.

How to solve the problem

Most probably the first attempt with Boot Repair didn’t solve the problem. But we are Linux users, so we can find a solution by searching in the Web and with a little bit of luck.

Boot into your live Linux distro (from now on we’re going to call it just “Live”) and open GParted or any other partition manager it has. Look for your Ubuntu system partition and write down somewhere its file name (that in the form /dev/sdxn, in my case /dev/sda7) and its filesystem. We’ll call it /dev/sda7, but keep in mind to change it when you type down the commands.

Chroot into your system

First things first: chroot into your system to execute the actions needed to fix the issue. Open the terminal, login as root and mount Ubuntu. Replace /dev/sda7 with your partition, and ext4 with the filesystem of your partition.

sudo su
cd /
mount -t ext4 /dev/sda7 /mnt
mount -t proc proc /mnt/proc
mount -t sysfs sys /mnt/sys
mount -o bind /dev /mnt/dev

If your /boot directory is on a different partition from your /, you’ll also need to mount that partition with the following command (remember to replace ext4 and /dev/sda2:

mount -t ext4 /dev/sda2 /mnt/boot

Now it’s time to move into the mounted system, which is your Ubuntu installation:

chroot /mnt /bin/bash

If it returns the error chroot: cannot run command '/bin/bash': Exec format error, this usually indicates that you booted with one architecture (e.g. 32bit) and are trying to chroot into another (e.g. x86_64), so you need to use a Live that has the same architecture.

At this point it is useful to add a remainder to the prompt:

source /etc/profile
export PS1="(chroot) $PS1"

And make sure /etc/mtab is up to date:

grep -v rootfs /proc/mounts > /etc/mtab

Change UEFI boot order

Here the point is to change the order in which UEFI boots the system. First of all, have a look at the current order:

efibootmgr -v

This will output something like this:

BootCurrent: 0005
Timeout: 0 seconds
BootOrder: 2002,0004,0000,0001,2003,2001
Boot0000* ubuntu   HD(2,e1800,82000,0a543b96-7861-11e2-8d38-d60b12dec0bc)File(\EFI\ubuntu\shimx64.efi)
Boot0001* Ubuntu   HD(2,e1800,82000,0a543b96-7861-11e2-8d38-d60b12dec0bc)File(\EFI\ubuntu\grubx64.efi)RC
Boot0002* EFI Network 0 for IPv6 (7C-05-07-9C-F6-18)    ACPI(a0341d0,0)PCI(1c,2)PCI(0,0)MAC(7c05079cf618,0)030d3c000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000004000000000000000000000000000000000RC
Boot0003* EFI Network 0 for IPv4 (7C-05-07-9C-F6-18)    ACPI(a0341d0,0)PCI(1c,2)PCI(0,0)MAC(7c05079cf618,0)IPv4(0.0.0.0:00.0.0.0:0,0, 0RC
Boot0004* Windows Boot Manager   HD(2,e1800,82000,0a543b96-7861-11e2-8d38-d60b12dec0bc)File(\EFI\Microsoft\Boot\bootmgfw.efi)WINDOWS.........x...B.C.D.O.B.J.E.C.T.=.{.9.d.e.a.8.6.2.c.-.5.c.d.d.-.4.e.7.0.-.a.c.c.1.-.f.3.2.b.3.4.4.d.4.7.9.5.}....................
Boot0005* EFI DVD/CDROM (TSSTcorp CDDVDW SN-208DN)   ACPI(a0341d0,0)PCI(1f,2)03120a00020000000000CD-ROM(1,11a6,1680)RC
Boot2001* EFI USB Device   RC
Boot2002* EFI DVD/CDROM   RC
Boot2003* EFI Network   RC

Here you can identify the names of the devices and operating systems that are recognized by UEFI. In the example above, we want to prioritize shim, which is the first signed bootloader for Ubuntu, the component responsible for loading grub.

How can we achieve this? By simply typing the following command into our terminal:

efibootmgr -o 0000

Be sure to replace 0000 with the number in BootXXXX on the same line of the file directive \EFI\ubuntu\shimx64.efi.

Conclusion

We did it! Exit your terminal, reboot the computer. If all went well, you will now be able to see grub at the startup.

If something went wrong, please report it in a comment below.

 

Sources:

Photo courtesy of ryneslat

The post Ubuntu dual boot: grub doesn’t start appeared first on deshack.

il 04 October 2014 17.47

24 September 2014

Full Circle Magazine n.81

Abbiamo pubblicato il numero 81 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Ruby On Rayls
  • How-to: Programmare in Python – Parte 51
  • How-to: LibreOffice – Parte 34: Barra laterale sperimentale
  • How-to: Migliorare la sicurezza di Ubuntu con Lynis
  • How-to: Blender – Parte 10a
  • How-to: Inkscape – Parte 21
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Raid a casa – Parte 2
  • Linux Lab: Fare backup con Back in Time
  • La mia storia
  • Recensione: LXLE Linux
  • Recensione libro: Super Scratch Programming
  • Resoconto Software: Sulle tue dita
  • Lettere
  • Sicurezza
  • Giochi Ubuntu: Limbo
  • Giochi Ubuntu: Joe Danger 2 The Movie
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 24 September 2014 15.02

Full Circle Magazine n.81

Abbiamo pubblicato il numero 81 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Ruby On Rayls
  • How-to: Programmare in Python – Parte 51
  • How-to: LibreOffice – Parte 34: Barra laterale sperimentale
  • How-to: Migliorare la sicurezza di Ubuntu con Lynis
  • How-to: Blender – Parte 10a
  • How-to: Inkscape – Parte 21
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Raid a casa – Parte 2
  • Linux Lab: Fare backup con Back in Time
  • La mia storia
  • Recensione: LXLE Linux
  • Recensione libro: Super Scratch Programming
  • Resoconto Software: Sulle tue dita
  • Lettere
  • Sicurezza
  • Giochi Ubuntu: Limbo
  • Giochi Ubuntu: Joe Danger 2 The Movie
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 24 September 2014 11.51

17 September 2014

Windows applications sometimes fail to load. But why? It’ll not tell you, it will instead show a generic and pointless “Application Error” message. Inside this message you will read something like this:

The application was unable to start correctly (0xc0000142). Click OK to close the application.

The only thing you can do here is close the application and search on the Internet for that cryptic error code. And maybe it’s the reason why you are reading this post.
It’s not that easy to find a solution to this problem, but I found it thanks to Up and Ready and want to share it with you.

The problem

Windows tells you that the application was unable to start. You can try a hundred times, but the error does not solve itself magically, because it’s not casual. The problem is that the ddl that launches the application is unsigned or digitally no longer valid. And it’s not up to you, maybe you just downloaded the program from the official site.

The solution

To solve the Application Error you need an advanced Windows Sysinternals Tool called Autoruns for Windows. You can download it from the official website.

Windows Application Error Autoruns AppInit

Click on the image to view it full size.

Extract the archive you downloaded, launch autoruns.exe and go to the AppInit tab, which will list all the dll that are unsigned or digitally no longer valid on you computer. Right click each of them, one at a time, go to Properties and rename them. After renaming each of them, try launching the application again to find the problematic dll.

If the previous method didn’t solve the application error, right click on the following entry:

HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Windows\AppInit_Dlls

and click on Jump to entry…

Windows Application Error System Registry Editor

A new window opens: it’s the System Registry Editor. Double click LoadAppInit_DLLs and change the value from 1 to 0. Click OK to confirm and exit. Now launch the compromised program and it’ll start.

Note: some applications may change that value back to 1 after they get launched!

The post Windows: How to Solve Application Error 0xc0000142 and 0xc0000005 appeared first on deshack.

il 17 September 2014 13.07

12 September 2014

ubuntu-it a “Todi Appy Days”

Ubuntu-it Ufficio Stampa

Categoria: 

Logo Todi Appy Days Todi, 25 Settembre 2014

 

La Comunità Italiana di Ubuntu parteciperà il 27 e 28 Settembre 2014 a “Todi Appy Days”, il primo evento in Italia completamente dedicato al mondo delle App.

A Todi, dal 25 al 28 Settembre si terrà “Todi Appy Days”, il primo evento in Italia completamente dedicato al mondo delle App, a cui parteciperà anche la Comunità Italiana di Ubuntu, con un proprio stand e talk. Ubuntu-it presenterà una serie di interventi su “Ubuntu Touch”, il nuovo sistema per dispositivi mobili (tablet e smartphone) che sarà rilasciato ufficialmente entro l’anno, grazie ad accordi commerciali con fornitori leader del settore.

 

Fabio Lalli, CEO di IQUII e direttore tecnico di Appy Days dice: “Sarà il primo evento italiano, dedicato alle applicazioni mobile, al weareable tech e all'internet of things, durante il quale si potranno vedere e provare le tecnologie applicate alla vita di tutti i giorni e come queste cambiano le nostre abitudini.”

 

I molti appuntamenti in calendario spazieranno, dall’area tecnico culturale all’intrattenimento, con tanti appuntamenti speciali. E se seminari, workshop, lab, incontri tecnici e corsi di formazione accenderanno l’interesse dei professionisti, ad APPassionare i curiosi ci penseranno tornei di games per mobile, challenge e contest fotografici, dove le uniche fotocamere consentite saranno quelle dei dispositivi mobili e il fotoritocco sarà possibile solo con le App. Senza dimenticare iniziative ad hoc per le scuole e uno spazio riservato ai più piccoli. Chi vuole invece esplorare le ultime frontiere delle nuove tecnologie non vorrà perdere la speciale area dedicata alla Realtà Aumentata.

 

La Comunità Italiana di Ubuntu avrà un proprio spazio espositivo all’interno della manifestazione nello spazio "Tech", e parteciperà alcuni incontri sul tema “Ubuntu Touch”. Sabato 27, dalle ore 16, presso la “Sala Affrescata”, Dario Cavedon del Gruppo Promozione ubuntu-it, presenterà “Ubuntu su dispositivi tablet e smartphone, la prossima Rivoluzione”, illustrando il design, le principali caratteristiche e la filosofia di “Ubuntu Touch”. A seguire, Carla Sella, del Gruppo Test ubuntu-it, parlerà de “La Quality Assurance su Ubuntu Touch” e come tutti possono contribuirvi. Domenica 28, dalle ore 12, presso la “Sala delle Ceramiche”, Giulio Collura del Gruppo Sviluppo ubuntu-it, terrà il talk “Ubuntu Touch: Sviluppo App e Convergenza”, su come si sviluppa una app su Ubuntu Touch e quali sono gli strumenti a disposizione.

 

Sia sabato 27 che domenica 28 settembre, ubuntu-it avrà un proprio stand, dove si potranno ricevere tutte le informazioni sul progetto “Ubuntu Touch”, su come iniziare a sviluppare una app, e si potranno provare in anteprima assoluta italiana alcuni Nexus 4 con Ubuntu Touch.

 

Gli interessati potranno seguire lo svolgimento dell'evento anche da casa tramite i più diffusi social network, tramite l'hashtag #TodiAppyDays.

 

Ulteriori informazioni e il programma completo di “Todi Appy Days” sono disponibili sul sito dell’evento.

il 12 September 2014 14.33

09 September 2014

FSF_logoLa Free Software Foundation (FSF) e il progetto Debian il giorno 8 settembre hanno annunciato la loro cooperazione per espandere e scambiare tra loro dei dati tramite un progetto h-node, un database per aiutare gli utilizzatori ad imparare e condividere le informazioni riguardanti i computer che utilizzano e funzionano con un sistema operativo che utilizza solo software libero.

debian_logoDiversamente dagli altri database che contengono liste di hardware compatibili con GNU/Linux, le liste degli hardware compatibili presenti su h-node riguardano l’hardware che non richiede nessun software o firmware proprietario. Vengono incluse le informazioni sull’hardware utilizzato nei test, in modo che gli utenti possano scegliere quale utilizzare. Il database contiene singoli componenti, come wifi e schede video, nonché la lista completa dei computer notebook.
(trad. cit. Debian project site)

Il progetto h-node mira alla costruzione di un database di hardware allo scopo di identificare quali dispositivi funzionino con un sistema operativo completamente libero. Il sito h-node.org è strutturato come una wiki in cui tutti gli utenti possono inserire nuovi contenuti o modificare i contenuti già presenti. Il progetto h-node è sviluppato in collaborazione e come attività della FSF.
(cit. h-node.org project site)

A questo punto non vi resta che controllare se l’hardware che intendete acquistare prossimamente sia realmente utilizzabile con solo software e firmware libero!

il 09 September 2014 11.03

07 September 2014

Benvenuta WordPress ver. 4.0,  “Benny Goodman”!

wordpress-40Già dal 4 settembre scorso, era stata resa disponibile al pubblico la versione 4.0 beta di WordPress, denominata “Benny,” nome preso dal musicista jazz Benny Goodman.
Da qualche giorno, è possibile effettuare l’aggiornamento di versione, utilizzando la versione stabile, definitiva.

Per tutte le informazioni riguardanti questa nuova versione e per i rilasci dei vari ‘bug-fix’, potete trovare le informazioni nel WordPress Blog, e vedere il Changelog per la versione 4.0.

Nella Versione 4.0, la versione del database (db_version in wp_options) è stata cambiata a 29630, e la revisione dei Trac cambia a 29710.

Buon aggiornamento!

il 07 September 2014 13.28

05 September 2014

Categoria: 

La Comunità Italiana di Ubuntu su prepara al prossimo meeting che avrà luogo a Bologna il 22 novembre 2014.

Questo evento, che si svolge due volte l'anno, è un incontro per tutti i sostenitori di ubuntu-it, ovvero tutte quelle persone che dedicano parte del loro tempo libero a promuovere Ubuntu, offrire supporto agli utenti italiani e migliorare tutto ciò che ruota attorno al famoso sistema operativo libero.
Lo scopo del meeting è quello di fare il punto della situazione e discutere di tutte le attività che la Comunità sta portando avanti, nonché di aspetti che riguardano Ubuntu stesso. Non solo: è un'occasione importantissima per potersi conoscere di persona e stringere ottime amicizie. Chiunque voglia aiutare a diffondere Ubuntu, o anche solo conoscere chi c'è dietro ubuntu-it, è il benvenuto!

Quest'anno il meeting autunnale di ubuntu-it si svolgerà a Bologna, presso l'Hotel Ramada Encore, sabato 22 novembre. Nella pagina dedicata all'evento si possono trovare tutte le informazioni su come raggiungere il posto con vari mezzi di trasporto.

Chi volesse partecipare al meeting deve ricordarsi di registrarsi all'evento e prenotare i pasti entro e non oltre il 5 novembre. Per chi, inoltre, volesse pernottare presso l'hotel stesso, deve prenotare le stanze entro il 17 settembre 2014. Oltre tale data non possiamo assicurare di trovare camere libere. Tutte le informazioni su come prenotare sono nel Wiki.

È aperta la Call for Paper, nella quale è possibile proporre un talk per il meeting ed arricchirlo di utili discussioni.

Naturalmente tutti gli utenti potranno seguire l'evento tramite i nostri social network.

il 05 September 2014 18.47

04 September 2014

Ciao amici,

è nata da poco una nuova associazione italiana che segue l’evoluzione della nota distribuzione libera. Si tratta di LibreItalia, ed è formata tra l’altro da molti miei amici informatici. che provengono dai membri italiani di The Document Foundation; sono loro che hanno dato vita all’Associazione LibreItalia.

LibreItaliaQuesta nuova associazione ha l’obiettivo di aggregare tutti gli utenti italiani di LibreOffice per accelerare la diffusione e la promozione della suite, intesa come strumento libero di produttività individuale e automazione d’ufficio in grado di ridurre il digital divide e abbattere le barriere all’accesso degli strumenti di information technology alle fasce più deboli della popolazione.

Trovate tutte le altre informazioni sul loro sito.

il 04 September 2014 13.33

22 July 2014

Those of you who follow this blog since some time know for sure that the preferred language is English (a little number of posts in the early stages are an exception). Things are changing though.

It’s not that difficult to understand: if you go on it.deshack.net you can see this website in Italian. I’ve been thinking about giving a big change to this little place in the web for a while, as I want it to become more than a simple blog. I am working on a new theme for business websites, but I’ll let you know when it’s time. In the mean time, don’t be amazed if you see some small changes here.

Note

The main language will remain the English. You will find all the Italian content on it.deshack.net, as said before. Old posts will be translated only if someone asks.

Now it’s time for me to ask something to you: do you think this is an interesting change? Let me know with a comment!

The post Going multilingual: welcome Italian! appeared first on deshack.

il 22 July 2014 17.21

15 July 2014

Il gruppo web cerca collaboratori!

Ubuntu-it Gruppo Web

Categoria: 
Hai voglia di migliorare il sito web di ubuntu-it? Di sistemare quel piccolo dettaglio che ti ha sempre dato fastidio? Perfetto!
Il gruppo web sta cercando nuovi collaboratori per il sito web!

La posizione non è impegnativa a livello di tempo, basta avere tanta voglia di fare e soprattutto di imparare.
Sono richieste competenze basilari di html/css per la modifica dei contenuti, e se si vuole contribuire alla parte tecnica è preferibile conoscere la struttura di drupal e un po' di php.

Il gruppo normalmente si occupa di tenere aggiornato il sito, ma attualmente stiamo effettuando un restyling dello stesso secondo le nuove linee guida internazionali, quindi ogni contributo è ben accetto!
Se la qualità dei contributi sarà alta e costante si avrà l'occasione anche di entrare a far parte del core team, e quindi essere membri effettivi del gruppo.

In caso si voglia iniziare, è consigliabile leggere questa pagina wiki e iscriversi alla mailing list del gruppo web, inviando un'email con una piccola presentazione e qualche dimostrazione delle vostre capacità.
In caso di qualunque domanda potete venirci a trovare su irc, nel canale #ubuntu-it-web su freenode (contattate pietroalbini o rpadovani).

Ti aspettiamo!
il 15 July 2014 15.48

03 July 2014

Speciale Programmare in Python - volume 8
Il gruppo FCM è lieto di comunicare che è stato pubblicato lo

Speciale Programmare in Python Volume 8.

Il PDF è scaricabile dal link riportato qui sotto:

Speciale Python in PDF

Buona lettura a tutti :)


il 03 July 2014 09.06

Speciale Programmare in Python - volume 7
Il gruppo FCM è lieto di comunicare che è stato pubblicato lo

Speciale Programmare in Python Volume 7.

Il PDF è scaricabile dal link riportato qui sotto:

Speciale Python in PDF

Buona lettura a tutti :)


il 03 July 2014 09.05

Full Circle Magazine n.80

Abbiamo pubblicato il numero 80 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Ruby On Rayls
  • How-to: Programmare in Python – Parte 50
  • How-to: LibreOffice – Parte 33: Connettere Base a MySQL
  • How-to: Usare Logical Volume Manager
  • How-to: Da JPG a PDF con ImageMagick
  • How-to: Inkscape – Parte 20
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Raid a casa – Parte 1
  • La mia storia
  • Recensione: Microscopio USB
  • Resoconto software: La vecchia guardia
  • Lettere
  • Domande & Risposte
  • Giochi Ubuntu: Bastion
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 03 July 2014 08.56

29 May 2014

Categoria: 

La Comunità Italiana di Ubuntu ha bisogno di te!

Sei bravo con i social network? Hai tempo libero da dedicarci? Ami cercare notizie sul mondo del software libero? Allora cerchiamo proprio te!

Le pagine ubuntu-it su Facebook e su Google+ hanno bisogno di content creator, persone che si occupino di pubblicare post con le ultime notizie su Ubuntu e sul software libero in generale.

Moltissime persone si aspettano che ubuntu-it sia "sempre sul pezzo", ma solo con notizie di qualità! Più che al numero di condivisioni o di "like", puntiamo alla qualità! (su questo aspetto abbiamo redatto una serie di linee guida che ci piacerebbe discutere con chi assumerà l'incarico).

Se vuoi aiutarci, crea un account su Launchpad, firma il codice di condotta e scrivi una mail a <socialmedia@liste.ubuntu-it.org>, indicando su quale social network vorresti aiutare la comunità ubuntu-it (anche entrambi!) e riportando eventuali esperienze precedenti.

Ti aspettiamo :-)

 

il 29 May 2014 19.29