04 July 2015


Introduzione


A pochi mesi dal lancio sul mercato di BQ Aquaris E4.5, il primo Ubuntu Phone al mondo, arriva l’inatteso BQ Aquaris E5 HD Ubuntu Edition, il secondo ubuntufonino di BQ. Aquaris E5 non era previsto nei piani iniziali di Ubuntu Phone, ma è stato fortemente voluto da BQ, a dimostrazione di quanto la giovane e dinamica azienda spagnola creda nel progetto Ubuntu Phone. Da ricordare che BQ sta anche collaborando con Canonical nella progettazione e realizzazione del primo smartphone “convergente”, il dispositivo che riunirà la mobilità di un telefonino con la comodità di un PC desktop, e che vedrà la luce entro la fine di quest’anno.


La confezione


Aquaris E5 HD Ubuntu Edition arriva in una confezione di cartone riciclato, con la parte superiore di colore blu scuro. Le scritte sulla scatola sono in arancione ubuntu, a sottolinearne la diversità dal modello venduto con Android, e donano una certa elaganza.
All’interno troviamo il telefono, completo di alimentatore e cavo usb, tenuti in vani separati. Completano la dotazione la garanzia internazionale, un pieghevole di presentazione del sistema Ubuntu Phone e un po’ di pubblicità sugli accessori originali BQ. Mancano purtroppo le cuffiette.

Nel complesso, una confezione solida ed essenziale, ma allo stesso tempo elegante e carina.


Design ed ergonomia


Aquaris E5 è costruito in un’unica scocca, dalla forma regolare, che non permette di accedere alla batteria, quindi per sostituirla ci si deve rivolgere a un centro di assistenza. Questa scelta permette un design abbastanza sottile e allo stesso tempo solido. Sul bordo, sulla parte destra in alto si trovano pulsante di accensione e la regolazione del volume, in alto il vano per l’espansione della memoria con scheda microSD (massimo 32 GB), sul lato sinistro i vani per le due sim, e infine sul bordo inferiore altoparlante e microfono.
Il bordo inferiore del display è forse un po’ troppo spesso, ma questo è dovuto alla “derivazione androidiana” del telefono, che riservava quello spazio ai pulsanti, mentre Ubuntu Phone non ne prevede.
Sul retro del telefono, sulla parte superiore ci sono fotocamera da 13 MP con doppio led-flash. Sempre in alto, si nota il curioso puntino, che avevo scambiato per sporco ma che in realtà è un filtro anti rumore. Sulla parte bassa la scritta “Aquaris E5 Ubuntu Edition”

In mano, il telefono si impugna perfettamente, grazie alla plastica piacevolmente porosa. Le dimensioni permettono di usare il telefono anche con una sola mano, ma questo dipende anche dalle... dimensioni della mano! ;-)

Nel complesso il telefono è solido e funzionale, ben assemblato, dal design semplice senza essere banale.

Caratteristiche tecniche


Aquaris E5 presenta caratteristiche simili ad altri dispositivi sul mercato:
  • display da 5'' IPS (1280 x 720 pixel, 294 ppi)
  • SoC MediaTek MT6582 con CPU ARM Cortex A7 quad-core a 1,3 Ghz
  • GPU Mali 450 MP2
  • fotocamera da 13 MP e 5 MP
  • 1 GB RAM
  • dual sim
  • memoria da 16 GB eMMC espandibile via microSD (massimo 32 GB)
  • batteria da 2500 mAh
  • peso 134 gr.

Il processore permette delle buone prestazioni al sistema, anche se qualche volta si sente la mancanza di un po’ più di memoria. Di positivo la presenza della doppia sim, e la possibilità di espandere la memoria con schede microSD. Manca purtroppo il supporto alla rete mobile di nuova generazione LTE (4G).

Tutto sommato comunque si tratta di un buon compromesso prezzo-prestazioni.

Lo schermo


L’Aquaris E5 HD monta un LCD IPS HD (1280 x 720 pixel) da 5 pollici, molto luminoso. Il bianco è buono e neutro, il nero abbastanza buono, i colori sono molto equilibrati. La leggibilità è buona anche sotto il sole.

Le dimensioni sono giuste per digitare sulla tastiera sullo schermo senza sbagliare lettera, specie per chi ha le dita grosse (come il sottoscritto).

Ubuntu Phone



Il tratto distintivo di questo telefono è sicuramente il sistema Ubuntu Phone. Ubuntu Phone è il nuovo sistema per smartphone realizzato da Canonical - con un grosso contributo della Comunità internazionale - che vuole portare una nuova esperienza utente.
Su Ubuntu Phone i pulsanti sono del tutto assenti, il controllo del sistema avviene solo tramite “gestures” sui quattro lati dello schermo:

  • lo swipe dall’alto permette di accedere alle impostazioni e alle notifiche
  • lo swipe dal bordo sinistro rivela il “launcher” una pratica barra dove sono presenti le principali app
  • lo swipe breve dal bordo destro permette di passare alternativamente tra le ultime 2 app aperte; lo swipe lungo rivela tutte le app aperte 
  • lo swipe dal bordo inferiore invece varia a seconda del pannello, ma in genere permette di accedere alle opzioni dell’app o scope visualizzato.

Tutti questi movimenti possono spaventare i novizi, ma un pratico tutorial presentato alla prima accensione dell’Aquaris E5 permette di imparare come muoversi tra all’interno del sistema.


Altro tratto distintivo di Ubuntu Phone sono i pannelli, detti “Scopes”, che raggruppano informazioni provenienti da fonti diverse, presenti sia nella memoria del telefonino (come i propri foto e video) oppure reperite su Internet (foto dal profilo Instagram, Flickr, video da Youtube e Vimeo). Ma gli scope reperiscono informazioni utili al momento come le previsioni del tempo, le notizie più importanti del giorno, le ultime chiamate, gli ultimi messaggi.

Di Ubuntu Phone ho parlato ampliamente nei post passati, quindi rimando a quelli un approfondimento (vedi la pagina dedicata sul mio blog).

Tra le “app indispensabili” da segnalare la mancanza Whatsapp (c’è Telegram che svolge egregiamente il suo lavoro): chi la ritiene indispensabile dovrà aspettarne l’arrivo.

Ubuntu Phone gira bene su Aquaris E5, fluido e reattivo. La novità delle gestures e dell’assenza di pulsanti richiede un po’ di pratica, ma le gestures sono così pratiche che, una volta abituati, vi ritroverete a farle anche su un sistema Android.

Il sistema ha ancora qualche difetto qua e là, ad esempio le app sono lente ad avviarsi, lo sviluppo procede rapidamente, al ritmo di un aggiornamento al mese, e speriamo in una veloce ottimizzazione del dispositivo.

La fotocamera

Foto fatta con Aquaris E5 HD Ubuntu Edition

Aquaris E5 HD è dotato di una doppia fotocamera frontale da 5 MP ed esterna da 13 MP con doppio flash led. La fotocamera posteriore offre delle buone foto contrastate e con colori fedeli e vivaci. La fotocamera anteriore permette di scattare dei buoni “selfie” (serve ad altro? :-) ).

Originale e pratica la possibilità di passare dalla fotocamera alla galleria delle immagini con uno swipe da destra.

Il telefono


La parte “telefonica” di questo telefono è nella media: buona qualità dell’audio sia normale, che in vivavoce, che in cuffia. Anche la musica si sente bene, senza distorsioni.
La gestione dei messaggi e della rubrica è facile e ha alcune animazioni che introducono le possibilità di interazione.

Navigazione


Il browser nativo è sviluppato da Canonical, partendo da Chrome. Questo browser è anche la “base” su cui girano le “web app”, e ha una ottima fedeltà agli standard più recenti, ottenendo punteggi molto alti nei test HTML5.
Anche per questa app ci sono alcune gesture particolari (ad esempio uno swipe dal basso apre tutte le schede attive, e permette di crearne una nuova), che richiedono un po’ di pratica.
La velocità del browser è buona, come anche le rese delle pagine web.

Batteria


La batteria di 2500 mAh – assieme alla gestione della stessa da parte del sistema - garantisce una autonomia notevole, inusitata per uno smartphone: un uso medio permette un’autonomia di 2-3 giorni.

Conclusioni


Aquaris E5 HD Ubuntu Edition rappresenta il compromesso nel panorama degli Ubuntu Phone disponibili sul mercato, collocandosi tra il fratellino Aquaris E4.5 e il “mostro” Meizu MX4. Pur costando poco di più (199 € contro 169 €), E5 rispetto a E4.5 offre un display più grande, una fotocamera migliore e una batteria di maggiore durata. E5 costa anche 100 € meno di MX4, però quest’ultimo ha più memoria, display ancora più grande, migliore fotocamera e batteria ancora più potente.

Ubuntu Phone è un sistema in rapida evoluzione, le buone cose viste finora sono solo un accenno di quello che sarà il sistema quando le funzioni e le innovazioni raggiungeranno la maturità.

Come scritto altrove, Ubuntu Phone è un telefono riservato a pionieri e innovatori. Se quindi rientrate in queste categorie, ma dovete fare i conti con il bilancio personale, comprate Aquaris E5 HD.

Ringrazio BQ per avere reso disponibile l’Aquaris E5 HD Ubuntu Edition oggetto di questa prova.
il 04 July 2015 15.51

Ed eccoci qui, con il secondo appuntamento della serie “Linux Test”!
Oggi andremo ad analizzare un AIO della serie Gaming di MSI, esattamente il modello AIO MSI AG240 Gaming.

Breve introduzione dell’azienda

Micro-Star International (MSI) è un produttore taiwanese di computer e componenti per computer. MSI si è specializzata nella progettazione e produzione di schede madri, schede video, PC Barebone, portatili, prodotti di reti, server, multimedia, elettronica di consumo e dispositivi di archiviazione. Produce chipset di schede grafiche sia per ATI che per nVidia. MSI produce anche schede madri adatte all’overclock. I prodotti MSI sono venduti al dettaglio, parti OEM, o ad altre imprese.
Inoltre, questa azienda punta molto sul R&D riuscendo a garantire prodotti di ultima generazione con miglioramenti sia a livello hardware che estetico rispetto alla concorrenza.
E’ anche da ricordare che è stata tra le prime aziende ad aver esplorato e creduto alle vere potenzialità che può offrire un All-in-One.

Introduzione del sistema

Questo AIO verrà testato principalmente con sistema operativo Ubuntu Debian, fino a seguire anche altri come Fedora.
Ecco le caratteristiche dell’All-in-One:

Processor: Intel Core i7-4700HQ @ 3.40GHZ (8 Cores)
Motherboard: MSI MS-AE671 v100
Chipset: Intel Xeon E3-1200 v3/4th
Memory: 8192MB
Disk: 128GB PLEXTOR PX-128M5 + 1TB HGST HTS721010A9
Graphics: MSI NVIDIA GeForce GTX 860M 2048MB (1019/2505MHz)
Audio: Intel Xeon E3-1200 v3/4th
Monitor: AIO PC with resolution 1920-1080
Network: Qualcomm Atheros Killer E220x Gigabit + Realtek RTL8723BE PCIe Wireless
OS: Ubuntu 15.04 with kernel 4.1.0-040100-lowlatency
Display driver: NVIDIA 349.59
Desktop: Unity 7.3.2
Display Server: X Server 1.17.1
OpenGL: 4.4.0
Compiler: GCC 4.9.2
Schermo touch 10 punti
Altre info: http://it.msi.com/product/aio/AG240-2PE.html#hero-specification

Per informazioni approfondite (level expert): http://openbenchmarking.org/system/1506265-BE-MSIAG240726/MSI%20AG240

Prima configurazione

Aggiornamento del sistema

Una volta scaricato il sistema operativo aggiorniamo come di consueto l’intero sistema operativo e sue componenti in modo da avere anche la piena compatibilità ove possibile.
Per fare ciò basta digitare i seguenti comandi:

sudo apt-get update && sudo apt-get -y dist-upgrade

Aggiornamento del kernel all’ultima versione

Per migliorare la compatibilità e per avere aggiornamenti su bug trovati e sistemati, consiglierei anche l’aggiornamento del kernel (di cui in fase di test la nostra era la 4.1.0-040100-lowlatency).
Per fare ciò possiamo usare un semplice plugin dove seguendo tutti i passi potremmo avere la nuova versione del kernel:
N.B: Ogni riga corrisponde ad un comando quindi per i neofiti, dopo ogni riga incollata sul terminale, premere INVIO.

sudo apt-get install lynx
wget https://dl.dropboxusercontent.com/u/964512/lffl_kernel/new/updatekernel.sh
chmod +x updatekernel.sh
sh updatekernel.sh

Una volta scaricato e installato il nuovo kernel, dovreste riavviare il sistema in modo da essere sicuri che il tutto fili liscio ma soprattutto che venga usato il nuovo kernel.

Aggiornamento driver (proprietario) scheda video NVIDIA

In questa sezione vi risparmio la fatica del copia e incolla sul terminale :)
Avete problemi con il driver open Nouveau? Volete avere qualche feature di casa NVIDIA? No problem possiamo installare i suoi driver proprietari all’ultima versione senza troppe preoccupazioni.

Per prima cosa, entriamo sulla Dashboard (per chi non lo sa, basta premere la prima icona in alto del launcher di sinistra; oppure, premere il tasto Windows sulla tastiera) e cerchiamo Driver Aggiuntivi.
Questo software permette di trovare automaticamente tutti i driver proprietari disponibili secondo l’hardware che trova sul nostro pc.

Nella prima sezione è dedicata al driver NVIDIA dove cliccheremo la prima voce. Per essere sicuri basta che guardiamo alla fine del nome se si trova la scritta Testato (che poi è indicativa la cosa).
P.s. già che ci siete ci consiglio di fare lo stesso se trovate altri driver proprietari, cliccate sempre sulla prima voce e sarete sicuri che userete sempre l’ultima versione.

Una volta fatto tutto, riavviamo di nuovo per essere certi sia che i moduli vengono caricati e sia per vedere se il sistema risulti stabile con i driver messi.

P.s. per i più smanettoni posso dire che si può anche effettuare overclock. La particolarità rispetto ai limiti imposti dai driver su Windows è l’avere sempre i limiti ma un po’ più alti così da aver più potenza.
Se volete approfondire c’è questo comando: sudo nvidia-xconfig –cool-bits=valore ma non mi assumo nessuna responsabilità dell’uso che ne viene fatto.

Non senti le ventole? Mettiamole in funzione!

Può capitare che le ventole non vengano riconosciute dal sistema e se così fosse, eseguite questi comandi per farli funzionare.. In caso funzionino già, andate avanti!
Come prima, i comandi sono questi:

sudo apt-get -y install lm-sensors fancontrol
sudo sensors-detect 
sudo /etc/init.d/kmod start

NB: quando date il secondo comando, per sicurezza scrivete sempre “yes” (senza apici) e quando arrivate verso la fine che vi chiede se volete inserire i moduli trovati (che dovrebbe essere solo coretemp attualmente), scrivete yes..
Inoltre, siate pignoli e controllate con il comando 

cat /etc/modules
 per vedere se c’è scritto da qualche parte i moduli trovati.

Post installazione/riavvii/imprecazioni

Altri comandi che consiglio di installare come pulseaudio-equalizer per avere l’equalizzatore sempre a portata di mano, ubuntu-restricted-extras per avere tante altre belle cose come codec (proprietari anche) e così via:

sudo add-apt-repository ppa:nilarimogard/webupd8
sudo apt-get update && sudo apt-get install pulseaudio-equalizer
sudo apt-get -y install gparted vlc synaptic ubuntu-restricted-extras

Rock ‘n’ Roll con il Benchmark!

CPU Blowfish

CPU Blowfish MSI AG240

CPU CryptoHash

CPU CryptoHash MSI AG240

CPU Fibonacci

CPU Fibonacci MSI AG240

CPU N-Queens

CPU N-Queens MSI AG240

FPU FFT

FPU FFT MSI AG240

FPU Raytracing

FPU Raytracing MSI AG240

[PTS] AIO Stress

Test: Random Write

AIO Stress MSI AG240

[PTS] Flexible IO Tester (RR)

Type: Random Read – IO Engine: POSIX AIO – Buffered: Yes – Direct: No – Block Size: 1MB – Disk Target: Default Test Directory – Result: IOPS

FIOT RR MSI AG240 IOPS

[PTS] Flexible IO Tester (RR)

Type: Random Read – IO Engine: POSIX AIO – Buffered: Yes – Direct: No – Block Size: 1MB – Disk Target: Default Test Directory – Result: MBs

FIOT RR MSI AG240 MBS

[PTS] Flexible IO Tester (SR)

Type: Sequential Read – IO Engine: POSIX AIO – Buffered: Yes – Direct: No – Block Size: 1MB – Disk Target: Default Test Directory – Result: IOPS

FIOT SR MSI AG240 IOPS

[PTS] Flexible IO Tester (SR)

Type: Sequential Read – IO Engine: POSIX AIO – Buffered: Yes – Direct: No – Block Size: 1MB – Disk Target: Default Test Directory – Result: MBs

FIOT SR MSI AG240 MBS

[PTS] Flexible IO Tester (RW)

Type: Random Write – IO Engine: POSIX AIO – Buffered: Yes – Direct: No – Block Size: 1MB – Disk Target: Default Test Directory – Result: IOPS

FIOT RW MSI AG240 IOPS

[PTS] Flexible IO Tester (RW)

Type: Random Write – IO Engine: POSIX AIO – Buffered: Yes – Direct: No – Block Size: 1MB – Disk Target: Default Test Directory – Result: MBs

FIORWMSIAG240MBS

[PTS] Flexible IO Tester (SW)

Type: Sequential Write – IO Engine: POSIX AIO – Buffered: Yes – Direct: No – Block Size: 1MB – Disk Target: Default Test Directory – Result: IOPS

FIOT SW MSI AG240 IOPS

[PTS] Flexible IO Tester (SW)

Type: Sequential Write – IO Engine: POSIX AIO – Buffered: Yes – Direct: No – Block Size: 1MB – Disk Target: Default Test Directory – Result: MBs

FIOT SW MSI AG240 MBS

[PTS] RAMSpeed SMP

Type: Average – Benchmark: Floating Point

RAMSpeed MSI AG240

[PTS] Unigine Valley

Resolution: 1920 x 1080 – Mode: Full Screen

Unigine Valley MSI AG240

[PTS] Loopback TCP Network Performance

Time To Transfer 10GB Via Loopback

Loopback TCP Network Perfomance MSI AG240

[PTS] 7-Zip Compression

Compress Speed Test

7Zip Compression MSI AG240

[PTS] FLAC Audio Encoding

WAV to FLAC

FLAC Audio Encoding MSI AG240

[PTS] Apache Benchmark

Static Web Page Serving

Apache Benchmark MSI AG240

Conclusioni

Non c’è molto da dire, questo AIO ha superato ogni mia aspettativa.. Perfetto per chi vuole giocare usando anche SteamOS se necessario.
Prodotto completamente compatibile con UbuntuDebianSteamOS Fedora.

Award meritato!

mirkopizii_badge_linux

L'articolo MSI AG240 Gaming [Linux Test] ITA sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 04 July 2015 11.57

02 July 2015

Full Circle Magazine n.87

Abbiamo pubblicato il numero 87 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • News
  • Comanda e conquista: Node.js, Grunt e SASS
  • How-to: Programmare in Python – parte 56
  • How-to: LibreOffice parte 39 – Documenti master
  • How-to: Grub2 & Multibooting – Parte 3
  • How-to: Inkscape – Parte 27
  • How-to: Arduino
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Linux Lab: Ubuntu su vecchi computer
  • Linux Lab: Usare BitTorrent Sync
  • La mia storia: Le mie avventure con gli SSD
  • La mia opinione: Linux Takeover?
  • Recensione libro: Puppet Reporting & Monitoring
  • Cos’è: Installare un Dualminer USB
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Donne Ubuntu
  • Giochi Ubuntu: Symphony
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 02 July 2015 05.40

01 July 2015

Full Circle Magazine n.87

Abbiamo pubblicato il numero 87 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • News
  • Comanda e conquista: Node.js, Grunt e SASS
  • How-to: Programmare in Python – parte 56
  • How-to: LibreOffice parte 39 – Documenti master
  • How-to: Grub2 & Multibooting – Parte 3
  • How-to: Inkscape – Parte 27
  • How-to: Arduino
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Linux Lab: Ubuntu su vecchi computer
  • Linux Lab: Usare BitTorrent Sync
  • La mia storia: Le mie avventure con gli SSD
  • La mia opinione: Linux Takeover?
  • Recensione libro: Puppet Reporting & Monitoring
  • Cos’è: Installare un Dualminer USB
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Donne Ubuntu
  • Giochi Ubuntu: Symphony
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 01 July 2015 15.09

27 June 2015


Più di qualche lettore di questo blog mi ha scritto nelle settimane scorse chiedendomi:

Perché comprare un Ubuntu Phone?
Vale la pena di comprare un Ubuntu Phone?
Perché scegliere Ubuntu Phone invece che Android?

... e così via. In questo post voglio quindi riassumere le risposte che ho dato loro e i motivi per cui acquisterei un Ubuntu Phone (se già non me l'avessero regalato! :-P).

Ubuntu Phone è alla versione 1


Prima di tutto, sgombriamo il tavolo dalle perplessità e diciamolo chiaramente: Ubuntu Phone ha ancora qualche problema di stabilità del software, specie sul sistema di base. Problemi con il GPS, bluetooth a altri che non sto qui a elencare.

Il motivo è che Ubuntu Phone è a 3-4 mesi dalla nascita ufficiale, e alcune parti sono oggetto di forti sviluppi e miglioramenti. La buona notizia è che gli aggiornamenti sono frequenti, esce una versione nuova ogni mese, e ognuna porta notevoli efficientamenti e parecchie correzioni di errore. Il progetto è condotto da un team congiunto Canonical - comunità, piccolo, se paragonato ad Android o iOS, ma molto prolifico e motivato.

Ubuntu Phonè NON è un telefono per tutti. Tra un anno le cose saranno notevolmente migliori, ma se siete incerti o dubbiosi, lasciate perdere e ne riparliamo nel 2016. Per gli altri, continuate a leggere.

Ubuntu Phone è libero


Ubuntu Phone è soprattutto un progetto libero, basato su software libero (su github si trovano i kernel di Aquaris E4.5 e di Aquaris E5). In più Ubuntu Phone è un progetto europeo, e la scelta di iniziare la vendita sul mercato Europeo è tutt'altro che casuale: Canonical ha sede a Londra, bq è spagnola, e buona parte del team di sviluppo vive e lavora in Europa.

Il primo motivo per cui acquistare Ubuntu Phone quindi è uscire dal duopolio americano Apple-Google, passando a un progetto libero ed Europeo. Ubuntu è fuori dalle logiche di controllo del Governo USA (ricordate le rivelazioni di Snowdem su Prism?), quindi intrinsecamente più rispettoso della privacy di chi lo usa.

Ubuntu Phone è aperto


Ubuntu Phone è un sistema aperto e libero, completamente "hackerabile". Se domani Canonical decidesse di mollare il supporto per Ubuntu Phone, lo sviluppo potrebbe comunque proseguire, perché è possibile accedere ai sorgenti di tutto il progetto.

Questa disponibilità di codice sorgente lo rende molto più appetibile anche per chi è interessato al porting di Ubuntu Phone su altri dispositivi, esiste già una guida per farlo. Anche in questo caso è ancora presto per fare previsioni - e io sono un pessimo profeta - ma sono sicuro che con le vacanze estive qualcosa di nuovo salterà fuori.

Ubuntu Phone è convergente


Canonical è partita prima sullo sviluppo della "convergenza": usare uno smartphone sia come dispositivo mobile che come sostituto del desktop PC, con l'ulteriore vantaggio di avere una piattaforma aperta e libera.
Mark Shuttleworth ha annunciato che il primo dispositivo convergente uscirà entro fine anno, in collaborazione con bq, il primo progettato specificatamente per Ubuntu Phone. Si tratta di una accelerazione su questo fronte, vista anche l'annunciata concorrenza.

A chi è destinato Ubuntu Phone?


La situazione su Ubuntu Phone adesso è quella che c'era su Linux qualche anno fa: buone potenzialità, e molte di queste inespresse. Per Linux, negli anni la situazione si è decisamente allineata ai più diffusi sistemi sul mercato.
Sono convinto che per Ubuntu Phone, tenendo il ritmo di sviluppo attuale, i tempi saranno decisamente brevi, diciamo un 8-10 mesi.

In più Ubuntu Phone implementa funzioni uniche, che mancano su Android, come gli "Scope" che migliorano e rendono più veloce e interattiva l'esperienza utente, e che saranno oggetto di ulteriori miglioramenti nei prossimi mesi.

Ubuntu Phone è quindi destinato a chi crede nel Software Libero, a chi crede nel diritto alla privacy.
Ubuntu Phone è per i pionieri, per gli innovatori, per chi vuole provare nuove strade.

Che non è da tutti.
il 27 June 2015 09.32

Rilasciata Ubuntu 15.10 Alpha 1

Ubuntu-it Newsletter

Categoria: 
KDE Plasma 5.3 su KubuntuÈ disponibile per il download la prima versione di sviluppo (alpha) di Ubuntu 15.10 "Wily Werewolf", la cui versione finale è attesa per Ottobre 2015. Il "lupetto mannaro" sta muovendo i primi passi e già sono diverse le novità introdotte in questa nuova release. Ubuntu 15.10 ALpha 1 è stato rilasciato per Kubuntu, Lubuntu, Ubuntu MATE, UbuntuKylin e le immagini di Ubuntu cloud.
 
Ubuntu MATE 15.10 Alpha 1 propone diverse novità inclusi gli aggiornamenti grafici, una nuova versione dello strumento MATE Tweak tool e propone nello strumento TLP utile la gestione energetica.
 
Lubuntu 15.10 Alpha 1, in generale, è impostato per essere un altro rilascio minore mentre si continua a lavorare sul desktop di nuova generazione LxQt.
 
Kubuntu 15.10 Alpha 1 utilizza Plasma desktop 5.3 (vedi immagine), l'ultima release disponibile, con le applicazioni KDE 15.04.1.
 
Ricordiamo che le versioni di sviluppo sono destinate ai soli programmatori e che ne è fortemente sconsigliato l'utilizzo alle persone poco esperte.
Maggiori informazione nella mail del gruppo di sviluppo (in inglese).
il 27 June 2015 07.37

25 June 2015

It is a well known fact that social media platforms like Twitter help in marketing a business or product. As a blogger your success depends on the number of visitors to your site. But to make that happen is not enough to have a Twitter account and make the occasional tweets. You have to do more and here are some tips that can help you along.

Get influencial followers

Just like the real world, influence counts for a lot in the virtual world. For instance, if your niche is tech and security, then find the Twitter users in this niche. You can use tools for this also to find out the quality of their tweets and its response. Another way to find users in your niche would be to look for hashtags with relevant names.

What you should be looking for are people who are really active on Twitter, have a lot of followers and have a habit of retweeting content. You can become their follower and in time they will return the favor.

Be active

Do not wait for followers to come to you. This is not the forum to be passive. Find followers and retweet their content. You should make your presence felt. The only way to be heard is first to listen and then engage. Sticking with tech and and everything Internet, imagine someone trying to educate people on things such as Internet security, who would take advice from a random account they have never heard of?

Build your following and then prove your worth.

Information that you share should be unique but also useful

It should never appear that you are tweeting for the sake of tweeting. People are not fools, they will just ignore that and go to people who are sharing relevant and unique content. The content that you are posting need to be your own. You can and should retweet any content that is relevant to your niche. Sharing tweets is also a way of showing people that you are personally invested in helping them.

You can use tools that are available online which will set up auto tweets throughout the day. This way the tweets are spaced out properly without you having to remember that a tweet is due.

Never send spam to followers

This is the worst thing that you could do to yourself. So, never send auto-direct messages which are considered spam by Twitter users. If you do so you do it at the risk of making your brand suffer. But you can use direct messaging if you want to engage in a conversation.

Be consistent with your profile

If you have a presence in other social media too, then ensure that your profile is consistent across all of them. So don’t have one thing in Twitter and another type on Facebook and so on. Ensure that the pictures are relevant to your brand.

Analyze your replies

Any tweet from you will result in replies. See how many you are getting and which tweet gets more replies. This way you can make out which keywords are more popular and you can send more tweets with these words. Same way we analyze the replies that you send for other’s tweets.

Twitter is a useful tool if you know how to use it, so spend time in learning about it and you will reap the benefits.

The post Top Twitter Marketing Tips for bloggers appeared first on deshack.

il 25 June 2015 16.16

24 June 2015



Da domani 25 giugno sarà ufficialmente in vendita Meizu MX4 Ubuntu Edition, il terzo dispositivo - dopo Aquaris E4.5 e Aquaris E5 - con Ubuntu Phone in vendita sul mercato europeo. MX4 sarà disponibile con memoria da 16 GB nei colori grigio e (orrore! :-P) dorato, al prezzo di 299 €.

La vendita avverrà con un sistema di vendite ad inviti che sono in grado di svelare in anteprima: andando sullo store ufficiale di Meizu, sarà a disposizione un origami wall, su cui saranno nascoste una serie di animazioni, video tutorial e informazioni su MX4 e Ubuntu Phone. Per scoprirle, basterà fare clic su uno degli hotspot (delle specie di piccole croci) che si troveranno girovagando per l'origami wall.


Dietro ognuna di queste potrebbe esserci l'invito, ma solo pochi fortunati riusciranno a scoprirlo! In questo caso apparirà l'immagine qui sotto.


Nel caso siate fortunati, inserite l'indirizzo email del vostro account Meizu, e il gioco è fatto. Da quel momento, l'acquisto deve essere fatto entro 2 ore, sennò l'invito torna a disposizione di qualche altro fortunato.

Buona caccia! :-P
il 24 June 2015 19.51

23 June 2015



Accogliendo la mia richiesta, bq mi ha inviato in prestito il nuovo Aquaris E5 HD Ubuntu Edition, di cui è cominciata ufficialmente la commercializzazione in Europa.

Lo smartphone è arrivato la settimana scorsa, e ne ho fatto un piccolo video di "unboxing": è la prima volta che ne faccio uno, siate clementi! Nei prossimi giorni pubblicherò una recensione e - se ce la faccio - anche una video recensione.

Stay tuned!

il 23 June 2015 17.23

11 June 2015

Sucuri found an Object Injection Vulnerability in WooCommerce which can be used by an attacker to download any file on the vulnerable server.

The vulnerability is only present in websites using WooCommerce previous to version 2.3.11, which contains the patch, and when the “PayPal Identity Token” option is set. Depending on the environment the website is running in, through this Object Injection Vulnerability an attacker could do various things, including downloading critical files like wp-config.php, which in turn results to full site compromise.

Details of the Vulnerability

Let’s have a look at the technical details of the WooCommerce vulnerability, starting from the classification.

Vulnerability Details
Security Risk: Dangerous
Exploitation Level: Easy/Remote
DREAD Score: 8/10
Vulnerability: Object Injection
Patched Version: 2.3.11

The problem sits in the get_paypal_order() method of the WC_Gateway_Paypal_Response class, which calls the maybe_unserialize() WordPress function passing it the $custom function parameter, without sanitizing it. If this parameter contains user input, it can be used in Object Injection attacks.

WooCommerce

The get_paypal_order() method

The get_paypal_order() method is used with variables that take value from the ‘cm’ request parameter (direct user input!), so anyone that can access the page where this code is executed (the plugin’s order-received page with some specific parameters set) can use this vector to potentially modify the application’s execution flow.

WooCommerce

The check_reponse() method

Are you at risk?

The vulnerability is present most likely starting from version 2.0.20 up to 2.3.10. If you are in that range, it’s better for you to update the plugin to version 2.3.11 and stay safe.

The second thing you can do (if you, for some reasons, cannot update the plugin immediately) is having a look at WooCommerce > Settings > Checkout, scroll down to the Gateway Display Order option, and click the “Settings” button near the “PayPal” gateway. If the PayPal Identity Token setting is set, you are vulnerable.

Update as soon as possible!

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il 11 June 2015 10.54

10 June 2015

SweetCAPTCHA is a free service that offers good-looking images instead of the classic captchas made of cryptic digits and characters. It is available for a number of platforms including WordPress, Drupal, and Joomla!

Malicious scripts by SweetCaptcha

Sucuri, a well-known company that works on online security, reports that many websites using SweetCaptcha are affected by malicious popups and ads.
Occasionally, some visitors see popups that promote tech support for security errors.

SweetCaptcha fake tech support popup

Example of fake tech support popup

Having a look at the sources of the websites using this service, it’s common to see this JavaScript:

hxxp://www . sweetcaptcha . com/api/v2/apps/csrf/(digit_id)?ver=3.1.0

which loads the malicious code.

SweetCaptcha API script

This code tries to load a script from //clktag .com/adServe/banners?tid=SWTMPOP&tagid=2 that has to do with advertising. Obviously, people would never imagine that a captcha service loads something related to ads. Neverthless, if you read section 5 of SweetCaptcha Terms of User, you’ll find this:

5.2 You acknowledge that within the sweetCAPTCHA service and/or sweetCAPTCHA API, There might be included 3rd party content which will be displayed for the purpose of user interaction. This content might include but will not be limited to ads, banners, links, search engine input fields and etc.

This gives an explaination of this problem.

Adware history of SweetCaptcha

It’s not the first time that SweetCaptcha injects this kind of malicious code into websites using their service. Back in September of 2014 a user reported an unwanted search bar in WordPress forums. SweetCaptcha replied with this explanation:

SweetCaptcha is a FREE project, we had some pilots for a very short time with monetization solutions back in the past, but they were just pilots, meaning ended long time ago.

sweetCaptcha was always Free from ads and will stay so.

In Sucuri blog post about this malware you’ll find links to a number of support threads on the WordPress plugin’s forum starting from June 8, 2015 reporting a new wave of ads coming from that service. So, it’s not really free from ads.

Conclusion

Let me suggest you just a few steps to take in order to stay free from malware ads:

  1. Don’t use SweetCaptcha any more.
  2. Read terms of service for anything you use.
  3. Think twice before adding third-party scripts in your website. You lose control over your web pages’ content.

I’ll not tell you to temporarily stop using this service. You should stop forever. There are various ways to maintain a free service, but malware is one that should never be accepted. Services that want to live by injecting malware on their users’ websites should die.

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il 10 June 2015 15.47

09 June 2015


Tantissime le novità su Ubuntu Phone presentate ieri da +Cristian Parrino di Canonical durante l'anteprima dedicata agli "Ubuntu Phone insiders". In questo primo post parlerò dei due prossimi arrivi, lasciando al prossimo post una panoramica delle altre novità attese entro l'anno.

Meizu MX4 arriva in Europa

Dopo il lancio in Cina dedicato agli sviluppatori, andato esaurito in un paio di giorni (il telefono è ormai indisponibile dallo store), MX4 sarà in vendita in tutta Europa entro la fine di giugno direttamente da Meizu, al prezzo di 299,99 €.

Come per il primo smartphone Ubuntu, anche questa vendita sarà all'inizio limitata: si baserà su un sistema di inviti, "nascosti" nel sito Meizu. In questo modo si spera di riuscire ad accogliere tutte le richieste (all'inizio la disponibilità sarà limitata) e - soprattutto - sicuri che gli acquirenti sappiano cosa comprano. Ricordo infatti che Ubuntu Phone è un buon sistema in rapida crescita, ma ha bisogno ancora di alcuni miglioramenti per essere competitivo al 100% con gli altri player del mercato mobile.

Le caratteristiche tecniche di MX4 Ubuntu Edition sono:
  • display da 5.3'' IPS  (1920 x 1152 pixel, 418 ppi)
  • CPU MediaTek MT6595 (octa-core)
  • fotocamera da 20.7 MP e da 2MP
  • 2 GB RAM
  • memoria da 16GB eMMC
  • batteria 3100 mAh
L'unica pecca di questa meraviglia è il fatto che NON è espandibile tramite memory card. La memoria di 16 GB comunque gli concede una buona autonomia per dati e app.

Bloccato

MX4 è già in commercio da qualche mese, con una versione di Android personalizzata da Meizu e denominata "Flyme". In questa configurazione, il boot-loader è bloccato. 
Questo significa che su un MX4 con Flyme non è possibile installarci Ubuntu Phone... almeno per il momento, ma so che qualcuno sta lavorando anche su questo fronte... ;-)

Aquaris E5, l'inatteso ubuntufonino bq

Cristian Parrino con bq Aquaris E5 durante l'anteprima del 1 giugno
Dopo Aquaris E4.5, lanciato a febbraio, bq raddoppia il suo impegno su Ubuntu Phone con il "fratello maggiore" Aquaris E5 Ubuntu Edition, disponibile dalla prossima settimana al prezzo di 199,90 €. Aggiornamento: Aquaris E5 Ubuntu Edition è in vendita dal 22 giugno.

Il prezzo maggiore rispetto E4.5 (che è venduto a 169,99€) è dovuto alle caratteristiche tecniche superiori, che lo avvicinano a MX4:
  • display da 5'' IPS (1280 x 720 pixel, 294 ppi)
  • CPU MediaTek MT6582 (quad-core)
  • fotocamera da 13 MP e 5 MP
  • 1 GB RAM
  • memoria da 16 GB eMMC storage
  • batteria da 2500 mAh
Purtroppo niente supporto 4G LTE. Il prezzo è però concorrenziale e si tratta indubbiamente di un buon compromesso prezzo/prestazioni.

Infine una buona notizia: niente flash sale  per Aquaris E5: il telefono sarà disponibile per la vendita normale nello store online, accanto al fratellino E4.5.

Il retroscena

Questo inatteso smartphone è frutto del successo del primo ubuntufonino: dopo un mese dal lancio di Aquaris E4.5 i dati di vendita hanno convinto bq e Canonical a fare uno sforzo ulteriore e mettere in commercio anche E5.
Onore a bq: una giovane azienda spagnola, fondata da giovani spagnoli,  molto attenta ai valori dell'open source e dell'istruzione. Il loro sogno è costruire uno smartphone "100% Made in Spain" e gli auguro di realizzarlo al più presto.
il 09 June 2015 10.35

07 June 2015

Durante il videoritrovo dedicato agli insider di lunedì 1 giugno, nel quale sono stati rivelati i due nuovi smartphone con Ubuntu Phone, +Cristian Parrino di Canonical ha svelato anche altre interessanti notizie su come si svilupperà il progetto. Ho finalmente un po' di tempo per scrivere di alcune di queste.

Il primo smartphone convergente


La notizia sicuramente più rilevante è che il primo smartphone che realizzerà la tanto agognata convergenza (un unico dispositivo in grado inglobare la mobilità del telefonino con la funzionalità del desktop), sarà un nuovo modello sviluppato da bq, l'azienda che già produce Aquaris E4.5, il primo ubuntufonino al mondo, e Aquaris E5.

Nei post scorsi ho già avuto modo di parlare di bq, la giovane azienda spagnola nata da giovani imprenditori, attiva nel campo dei telefonini (appunto), ma anche stampanti 3D e lettori ebook. bq ha da sempre un'attenzione particolare all'open source. Ricordo che all'evento insider di Londra, Rodrigo Del Pedro, uno dei fondatori, era commosso per la gioia di lanciare il primo Ubuntu Phone, collaborando con Ubuntu e Canonical.

Questa collaborazione rimarca ancora una volta l'impegno di bq in un progetto europeo che sfida i colossi americani.

La cosa più interessante su questo dispositivo è che - a differenza dei modelli fin qui commercializzati - lo smartphone convergente sarà un modello inedito. Fin qui infatti per Ubuntu Phone sono stati utilizzati telefonini già in commercio, che montano Android come sistema. Per Ubuntu si tratta di un passo molto importante, sia per quanto riguarda la sfida di realizzare un telefono davvero in grado di sostituire un computer, sia per svincolarsi dall'immagine di essere un "Android di seconda scelta".

Questo primo dispositivo convergente vedrà la luce a Ottobre 2015... Forse! La data è ancora incerta, c'è ancora parecchio lavoro da fare.

Prossimi aggiornamenti su Ubuntu Phone (tantissimi!)


Nei  prossimi mesi saranno rilasciati ulteriori aggiornamenti, più o meno alla fine di ogni mese. L'aggiornamento di maggio, denonimato OTA4 è un po' in ritardo, a causa di alcune regressioni rilevate in fase di test, e arriverà la prossima settimana.

Tra le novità più interessanti di OTA4:
  • gli indicatori saranno tutti monocromatici (adesso quello delle notifiche diventa verde quando appunto ci sono nuove notifiche)
  • la rubrica permetteranno l'importazione dei contatti dalla SIM, migliorerà la prima sincronizzazione/importazione dei contatti, con un nuovo pannello per le impostazioni
  • la chat supporterà i le conversazioni di gruppo
  • gli Scope supporteranno lo "scope tagging": inserendo parole chiave (tag) in uno Scope, questo sarà automaticamente importato nell'aggregated scope che considera quel tag.
In pratica: se aggiungo lo scope "ilCorriere.it" (che ha il tag "news"), questo scope sarà incluso automaticamente nell'aggregated scope "Notizie".
Lo scope tagging sarà incluso negli aggregated scope Nearby, Oggi e appunto Notizie, che avranno anche un nuovo layout.

Ma l'app con più novità è sicuramente il browser:
  • nuove impostazioni del browser, con le impostazioni della privacy
  • migliorata l'interazione e la visualizzazione dei siti "più famosi"
  • migliorato lo scrolling delle pagine
  • suggerimenti degli indirizzi direttamente sulla barra di ricerca
  • nuove "gesture": uno swipe dal bordo inferiore apre le schede, e sempre uno  swipe dal bordo inferiore ridimensiona la vista a tutto schermo
  • miglioramento per segnalare i siti non sicuri
  • miglioramenti nelle prestazioni e nella generazione dell'anteprima delle schede
  • navigazione anonima
... e molto altro. Avrò modo di parlarne meglio la prossima settimana, appena vedrò questi miglioramenti sul mio Aquaris E4.5.

E poi... ancora meglio!


Anche gli aggiornamenti successivi di Ubuntu Phone, che arriveranno nei prossimi mesi, sono davvero numerosi, un piccolo estratto dei più importanti:
  • sugli Scope:
    • riproduzione audio e video ininterrotta, anche quando si passa da uno scope all'altro, controllandola dall'indicatore audio
    • possibilità di crearsi i propri "aggegated scope", che permettono di accedere ai vari servizi con il proprio account
    • possibilità di interagire direttamente dagli scope, postando commenti, "like" e  condividendo notizie sui social media
    • possibilità di riordinare le categorie 
    • Calendar (agenda) e Dekko (posta elettronica) - ma anche le altre app - saranno ridisegnate in ottica di convergenza
    • Miglioramenti alla tastiera, con la possibilità di aggiungere tastiere personalizzate
    • Supporto all'uso dello smartphone come hotspot WiFi 

    Infine: Whatsapp!


    Sì, anche Whatsapp, il servizio di chat di cui in Italia nessuno può fare a meno è atteso sugli ubuntufonini. Canonical sta trattando con Whatsapp per capire come integrarlo su Ubuntu Phone. Al momento non è dato sapere di più.

    Per sapere come andrà... stay tuned! :-)
    il 07 June 2015 14.31

    02 June 2015

    Categoria: 

    Dopo aver pubblicato l'infallibile procedura per partecipare alla documentazione wiki (che vi consigliamo vivamente di leggere), eccoci nuovamente per mostrarvi le ultime novità introdotte.

     

    Le guide di Maggio

    Anche questo mese le guide pubblicate e revisionate sono numerose e davvero interessanti:

     

    Ambiente grafico

    • Xfce/AvanzamentoVersione: installazione del nuovissimo XFCE 4.12 in Ubuntu 14.10 e versioni precedenti.

    • Enlightenment17: installazione e configurazione di questo window manager leggero e ricco di funzionalità.

    • Screenlets: installazione e configurazione di queste piccole applicazioni disponibili sul desktop di Ubuntu.

     

    Ufficio

     

    Internet e rete

    • Chromium: installazione e configurazione di questo browser web open source.

    • Opera: installazione e personalizzazione di varie versioni di Opera.

    • GoogleEarth: procedure per la corretta installazione di Google Earth.

    • UbuntuOne: creazione e configurazione di un account Ubuntu One, utile per accedere a numerosi servizi disponibili per Ubuntu e derivate.

     

    Installazione

     

    Virtualizzazione

     

    Giochi

    • 0 A.D.: installazione del famoso gioco di guerra antica open source e gratuito.

    A tutto questo, come al solito, vanno aggiunte tutte quelle piccole correzioni che in lungo e in largo hanno interessato tutto il wiki.
    Grazie come sempre per l'aiuto e la partecipazione!

     

    A cura del Gruppo Doc
    Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

    il 02 June 2015 07.10

    30 May 2015


    Un paio di mesi fa avevo provato a sviluppare una web app per Ubuntu Phone, grazie al sistema che permette di costruirne una con pochi clic.
    L'esperienza però era insoddisfacente: l'utilizzo di URL diversi all'interno del sito, faceva funzionare l'app solo per alcune funzioni, mentre per altre Ubuntu Phone faceva partire il browser.

    Ubuntu SDK

    Ho quindi deciso di fare qualcosa di meglio, scaricando Ubuntu SDK, il pacchetto che permette di sviluppare velocemente app, scope e (appunto) web app.
    Il programma si installa da Software Center, e scarica l'iradddddidddio (ho perso il conto di quanti megabyte!). L'installazione su Ubuntu 15.04 dura parecchio, ma tutto fila liscio.

    BlaBlaCar

    Dato che qualcun altro aveva già fatto - e bene - la web app che avevo sviluppato sul mio Aquaris E4.5, ho deciso di provare con BlaBlaCar, una app molto diffusa che permette di condividere passaggi in auto in (quasi) tutto il mondo. Esiste la versione ufficiale per Android e Apple, mentre mancava su Ubuntu Phone.

    Grazie alla facilità con cui si usa UbuntuSDK, ci sono voluti solo pochi minuti per modificare il codice generato e adattarlo alle varie versioni internazionali del sito. Però devo ammettere che sono riuscito a pubblicarla solo dopo che il buon +Riccardo Padovani c'ha dato un'occhio all'ultimo DUCC-IT (grazie!).

    L'app BlaBlaCar Unofficial Web App è adesso disponibile su Ubuntu Store, sotto licenza GPL.

    PS: il sottoscritto non ha nulla a che fare con BlaBlaCar.
    il 30 May 2015 17.15

    29 May 2015

    Categoria: 

    news_partecipare.png

    Numerose e coinvolgenti sono le attività della comunità italiana di Ubuntu. Traduzione, supporto utenti, sviluppo, gestione portali.... e ovviamente la documentazione wiki!

    • Sai fare una cosa che può tornare utile ad altri?
    • Trovi alcune informazioni del wiki poco chiare?
    • Hai visto che manca una parte fondamentale per completare un procedimento?
    • Vuoi pubblicare un resoconto?
    • Quella procedura scritta nel wiki è cambiata e tu puoi correggerla?

    ..allora non aspettare e scrivilo tu stesso!

     

    Da dove cominciare?

    Se sfogliando la documentazione wiki ti sei accorto di inesattezze, errori o mancanze, puoi correggere e integrare le guide o crearne di nuove.
    Puoi pubblicare il resoconto dell'installazione di Ubuntu nel tuo portatile.
    Scrivere come sei riuscito a installare stampante e scanner.
    Dalla pagina CategoryDaRevisionare (elenco di pagine in stato di abbandono) è possibile scegliere una guida da verificare ed eventualmente correggere.

    Una volta che si è scelto cosa fare, iniziano le danze! ;)

    Giusto una questione: quando decidi di aggiornare/creare pagine, è importante informare prima il gruppo doc sul Forum. Sia per evitare di creare doppioni o guide troppo generiche, sia per mettere al corrente che ci si sta occupando di una guida ed evitare che più persone si intralcino.

     

    Utilizzare il wiki

    Sfatiamo alcuni miti, scrivere nel wiki è più facile a farsi che a dirsi! Se hai scelto cosa fare possiamo iniziare: diamo il via al tempo!

    1. Iscriversi al wiki: segui la pagina IscriversiAlWiki. Se hai già un account Launchpad esegui subito il login al wiki, premendo Accedi in alto a destra.
    ( 2 MINUTI E 15 SECONDI )

    2. Imparare i fondamentali: scrivere in grassetto e in corsivo, inserire i capitoli, collegamenti, ecc.. Sfoglia la semplice guida da 10 passi + 1.
    ( 5 MINUTI E 30 SECONDI )

    3. Creare la propria pagina personale: nella pagina personale puoi scrivere di te, i tuoi obbiettivi o i tuoi hobby. Potrai sempre usarla come pagina di riferimento da cui creare tutte le tue pagine di prova!
    ( 3-8 MINUTI )

    4. Pagine di prova e nuovi documenti: quali sono le differenze tra i due? Quando usare l'una e quando l'altro? Basta leggere la guida CreazioneNuovePagine.
    ( 1 MINUTO )

    5a. Prepararsi a correggere le guide: se hai trovato una guida imprecisa, errata o che vada riscritta e tu sai come fare, allora procedi in questo modo:
    1. Vai alla pagina incriminata e cerca il menù a tendina Altre azioni, posto nella barra superiore chiara del wiki.
    2. Seleziona la voce Mostra il testo grezzo.
    3. Copia tutto quanto.
    4. Crea una pagina di prova, quindi incolla tutto al suo interno.
    ( 2 MINUTI e 15 SECONDI )

    5b. Prepararsi a creare nuove guide: se hai deciso di scrivere una nuova guida e hai già ottenuto l'ok da parte del gruppo doc, procedi come segue:
    1. Copia una pagina già esistente da utilizzare come modello oppure copia la pagina DocumentazioneModello, come indicato in precedenza.
    2. Crea un nuovo documento, quindi incolla tutto al suo interno.
    ( 2 MINUTI e 15 SECONDI )

     

    Stop al tempo!

     

    Scrivi con calma

    Ora che hai visto come procedere non ti rimane che completare in santa pace le tue correzioni o le tue guide. Puoi scrivere, cancellare e modificare tutto quello che ti pare nella tua pagina di prova o nel tuo nuovo documento, facile no?

    Una volta completato il lavoro, informa il gruppo doc scrivendoci sul Forum. Ci occuperemo della revisione e pubblicazione del tuo lavoro ;)

    Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti voi per correggere le guide. Non abbiate timore e provate, scrivete, correggete e cancellate. Il tempo sarà l'unica cosa che non vi mancherà, perché potrete sempre interrompere e riprendere la scrittura quando ne avrete voglia.

    Che ve ne pare, avete 14 minuti per aiutarci? :)

     

    A cura del Gruppo Doc

    il 29 May 2015 19.34

    27 May 2015


    Oggi pomeriggio ho ricevuto da Amrisha l'aggiornamento mensile su Ubuntu Phone, la consueta anteprima per gli Ubuntu Insiders (il fortunato gruppetto che ha l'onore di sapere in anteprima mondiale le ultime novità). La sorpresa del giorno è che finalmente siamo al debutto di Meizu MX4 anche sul mercato europeo, dopo la versione riservata alla Cina.

    Ma la mail di Amrisha riserva anche un'altra piacevole sorpresa: i ragazzi di bq raddoppiano il loro impegno, e presenteranno un ulteriore smartphone con Ubuntu Phone!

    Questa è una vera sorpresa: da qualche mese si sapeva che Meizu MX4 sarebbe stato il secondo ubuntufonino, e che ci sarà un ancora ignoto smartphone dedicato al mercato americano, ma la decisione di un secondo telefono bq deve essere molto recente - sicuramente una dimostrazione di quanto l'azienda spagnola creda nel progetto.

    Ma la novità ancora più interessante - specie per il sottoscritto - è che i particolari del debutto dei due nuovi smartphone saranno rivelati in un hangout che si terrà il 1 giugno a cui sono stati invitati tutti gli insiders.

    Non vedo l'ora di sentire quali novità ci riserva l'evento, e non vedo l'ora di raccontarvele, stay tuned! :-)
    il 27 May 2015 19.34

    24 May 2015

    MSI Adora24G 2NC

    Ed eccoci qui, per la prima volta con una nuova serie di “Linux Test”.
    Vi domanderete.. Ma cos’è esattamente tutto ciò?
    In realtà, questa serie è cominciato un po’ per aiutare le persone che mostrano difficoltà e un po’ per vedere come linux riesce a spingere l’hardware in termini di performance.
    Quindi, per cominciare, andremo proprio ad analizzare un All-In-One MSI Adora24G 2NC della serie Slim.
    Di seguito un video di anteprima del prodotto:

    Breve introduzione dell’azienda

    Micro-Star International (MSI) è un produttore taiwanese di computer e componenti per computer. MSI si è specializzata nella progettazione e produzione di schede madri, schede video, PC Barebone, portatili, prodotti di reti, server, multimedia, elettronica di consumo e dispositivi di archiviazione. Produce chipset di schede grafiche sia per ATI che per nVidia. MSI produce anche schede madri adatte all’overclock. I prodotti MSI sono venduti al dettaglio, parti OEM, o ad altre imprese.
    Inoltre, questa azienda punta molto sul R&D riuscendo a garantire prodotti di ultima generazione con miglioramenti sia a livello hardware che estetico rispetto alla concorrenza.
    E’ anche da ricordare che è stata tra le prime aziende ad aver esplorato e creduto alle vere potenzialità che può offrire un All-in-One.

    Introduzione del sistema

    Cominciamo subito col dire che testiamo questo modello con il sistema Ubuntu 15.04 utilizzando il Kernel 4.0.4 low-latency. Diamo per scontato la retro-compatibilità con DebianArch e soprattutto Fedora 22.

    Il prodotto in esame è così strutturato:

    Processor: Intel Core i5-4210M @ 3.20GHz (4 Cores)
    Motherboard: MSI MS-AE631 v100
    Chipset: Intel Xeon E3-1200 v3/4th
    Memory: 8192MB DDR3L
    Disk: 1TB Western Digital WD10JPVX-22J + SSD 128GB Plextor PX-128M6
    Graphics: MSI NVIDIA GeForce GT 740M 2048MB (980/900MHz)
    Network: Realtek RTL8188EE Wireless
    Desktop: Unity 7.3.2
    Display Server: X Server 1.17.1
    Display Driver: NVIDIA 346.59
    OpenGL: 4.4.0
    Compiler: GCC 4.9.2
    FileSystem: ext4
    Audio: Intel Corporation 8 Series/C220 Series Chipset High Definition Audio Controller (rev 05)
    Screen Resolution 1920×1080
    Schermo touch 10 punti.
    Altre info: http://it.msi.com/product/aio/Adora24G-2NC.html#hero-specification

    Prima configurazione

    Aggiornamento del sistema

    Una volta installato il sistema operativo, dovremmo eseguire vari comandi che ci permettono di stare sia al passo con gli ultimi aggiornamenti e sia per aumentare la compatibilità per alcune componenti.
    Come prima cosa, consiglierei di aggiornare i vari moduli del sistema con questo comando:

    sudo apt-get update && sudo apt-get -y dist-upgrade

    Aggiornamento del kernel all’ultima versione

    Consiglierei di aggiornare anche il kernel alla nuova versione (ndr. attualmente la 4.0.4 low latency) tramite questo tool che funziona discretamente bene:

    sudo apt-get install lynx
    wget https://dl.dropboxusercontent.com/u/964512/lffl_kernel/new/updatekernel.sh
    chmod +x updatekernel.sh
    sh updatekernel.sh

    N.B. Mi raccomando, ogni riga è un comando da incollare e premere il tasto INVIO.
    Del resto, installeremo la nuova versione semplicemente scegliendo l’opzione relativa all’aggiornamento del kernel. Inoltre vi consiglio caldamente di effettuare un riavvio del vostro sistema.

    Aggiornamento driver (proprietario) scheda video NVIDIA

    Questa è la parte parte semplicissima.. Per prima cosa dovete cercare sulla vostra dashboard (primo bottone in alto a sinistra o premere il tasto “windows” vicino il tasto ALT) questa parola: Driver Aggiuntivi.
    Una volta che è stato trovato, apriamo il programma e aspettiamo quei pochi secondi che permette di rilevare l’hardware e vedere i driver disponibili.

    Installando il sistema, troverete al 250%, la selezione sui driver Nouveau che sono quelli opensource e funzionano abbastanza bene ma se dovreste riscontrare qualche problema, basta che mettete la spunta sulla prima voce che vedete nella sezione della scheda video (per non sbagliarvi, assicuratevi che in fondo al nome della versione del driver selezionato ci sia scritto “testato”).

    Infine, una volta selezionato, basta che cliccate sul bottone “Applica le modifiche…”. Niente di più facile vero?
    Anche qui, vi consiglio freddamente (e non caldamente!) di riavviare il sistema per far caricare i nuovi moduli inseriti da NVIDIA.

    P.s. per i più smanettoni posso dire che si può anche effettuare overclock. La particolarità rispetto ai limiti imposti dai driver su Windows è l’avere sempre i limiti ma un po’ più alti così da aver più potenza.
    Se volete approfondire c’è questo comando: sudo nvidia-xconfig –cool-bits=valore ma non mi assumo nessuna responsabilità dell’uso che ne viene fatto.

    Aggiornamento modulo WiFi

    Se siete riusciti ad arrivare fin qui senza aver rotto qualcosa, è il momento di armarsi di più pazienza perché dobbiamo installare un nuovo componente che permetta di far riconoscere, o meglio, supportare il modulo wireless. Se invece notate che viene riconosciuto potete sorvolare alla prossima sezione.

    Purtroppo nel prodotto arrivato, il componente veniva rilevato ma non ne voleva sapere di andare.. No, nemmeno su Wind0ws con i suoi driver. Che dirvi, vi lascio comunque dei comandi che nelle 90% delle volte riesce a far funzionare tutto ma vi anticipo che non son riuscito a vedere se in questo computer riesce a farlo funzionare (se necessario).. Come al solito ricordo, una riga, un comando e INVIO!

    sudo apt-get -y install gcc build-essential git
    git clone https://github.com/lwfinger/rtlwifi_new.git
    cd rtlwifi_new/
    make
    sudo make install

    Ora incrociate le dita e… Riavviate…

    Non senti le ventole? Mettiamole in funzione!

    Può capitare che siete nella probabilità negativa e il vostro sistema è demoralizzato quanto un cielo pieno di nuvole scure e le ventole non hanno nessuna intenzione di voler partire a dovere..
    Come prima, i comandi sono questi:

    sudo apt-get -y install lm-sensors fancontrol
    sudo sensors-detect 
    sudo /etc/init.d/kmod start

    NB: quando date il secondo comando, per sicurezza scrivete sempre “yes” (senza apici) e quando arrivate verso la fine che vi chiede se volete inserire i moduli trovati (che dovrebbe essere solo coretemp attualmente), scrivete yes..
    Inoltre, siate pignoli e controllate con il comando 

    cat /etc/modules
     per vedere se c’è scritto da qualche parte i moduli trovati.

    Post installazione/riavvii/imprecazioni

    Altri comandi che consiglio di installare come pulseaudio-equalizer per avere l’equalizzatore sottomano, ubuntu-restricted-extras per avere tante altre belle cose e così via:

    sudo add-apt-repository ppa:nilarimogard/webupd8
    sudo apt-get update && sudo apt-get install pulseaudio-equalizer
    sudo apt-get -y install gparted vlc synaptic ubuntu-restricted-extras

    Rock ‘n’ Roll con il Benchmark!

    CPU Blowfish

    MSI Adora24G 2NC - CPU Blowfish

    CPU CryptoHash

    MSI Adora 24G 2NC - CPU CryptoHash

    CPU Fibonacci

    MSI Adora24G 2NC - CPU Fibonacci

    CPU N-Queens

    MSI Adora24G 2NC - CPU BN-Queens

    FPU FFT

    MSI Adora24G 2NC - FPU FFT

    FPU Raytracing

    MSI Adora 24G 2NC - FPU Raytracing

    [PTS] AIO Stress

    Test: Random Write

    MSI Adora24G 2NC - AIO Stress

    [PTS] Flexible IO Tester (RR)

    Type: Random Read – IO Engine: POSIX AIO – Buffered: Yes – Direct: No – Block Size: 4KB – Disk Target: Default Test Directory – Result: IOPS

    MSI Adora24G 2NC - FIOTRR

    [PTS] Flexible IO Tester (SR)

    Type: Sequential Read – IO Engine: POSIX AIO – Buffered: Yes – Direct: No – Block Size: 4KB – Disk Target: Default Test Directory – Result: IOPS

    MSI Adora24G 2NC - FIOTSR

    [PTS] Flexible IO Tester (RW)

    Type: Random Write – IO Engine: POSIX AIO – Buffered: Yes – Direct: No – Block Size: 4KB – Disk Target: Default Test Directory – Result: IOPS

    MSI Adora24G 2NC - FIOTRW

    [PTS] Flexible IO Tester (SW)

    Type: Sequential Write – IO Engine: POSIX AIO – Buffered: Yes – Direct: No – Block Size: 4KB – Disk Target: Default Test Directory – Result: IOPS

    MSI Adora24G 2NC - FIOTSW

    NB: Per calcolare da IOPS a MB/s, usare la seguente formula: (IOPS*4)/1024

    RAMSpeed SMP

    Type: Average – Benchmark: Floating Point

    MSI Adora24G 2NC - RSSMP

    Unigine Heaven

    Resolution: 1920 x 1080 – Mode: Full Screen

    MSI Adora24G 2NC - UH

    Loopback TCP Network Performance

    Time To Transfer 10GB Via Loopback

    MSI Adora24G 2NC - LTCPNP

    7-Zip Compression

    Compress Speed Test

    MSI Adora24G 2NC - 7ZipC

    FLAC Audio Encoding

    WAV to FLAC

    MSI Adora24G 2NC - FLACAE

    Apache Benchmark

    Static Web Page Serving

    MSI Adora24G 2NC - AB

    Conclusioni

    Ed eccoci qui, le tanto desiderate conclusioni.. Che dire, io stesso non avevo pareri positivi per quanto riguarda gli All-in-One ma devo dire che mi son ricreduto sia per l’aspetto estetico e sia per quanto riguarda le perfomance che può dare.
    Ho avuto modo di testare intensamente questo computer per più di una settimana sotto ogni aspetto riuscendo ad avere un sistema performante senza notare segni di cedimento.

    Quindi, notando la piena compatibilità con l’hardware (non posso comunque dare garanzie per quanto riguarda la scheda di rete wireless), direi che questo AIO è perfetto per l’uso domestico o d’ufficio e non è per niente ingombrante dando quel tocco di classe di velocità grazie alla SSD di cui si può inserire.

    Direi che il test lo ha superato veramente bene.. PRODOTTO COMPATIBILE CON UBUNTU/DEBIAN!

    mirkopizii_badge_linux

    L'articolo MSI Adora24G 2NC [Linux Test] ITA sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

    il 24 May 2015 17.21

    18 May 2015

    Categoria: 

    Dallo scorso 5 Maggio, alla chiusura della Call for Paper, ci siamo messi al lavoro per preparare il programma di DUCC-IT 2015, la Debian Ubuntu Community DUCC-ITConference italiana. Quest'anno sono arrivate davvero tantissime proposte di talk, e visti i limiti di tempo siamo stati costretti a lasciarne fuori qualcuno. Contiamo di recuperarli nelle prossime edizioni!

    Il programma definitivo lo trovate qui. Come nelle scorse edizioni, anche stavolta affrontaremo temi che riguardano i sistemi operativi Debian e Ubuntu, ma spazieremo anche tra diversi aspetti legati al mondo open source. Si parlerà quindi di LibreOffice e LibreItalia, del progetto CloudMeUp, di Firefox OS,BootTorrent con numerosi rappresentanti delle migliori comunità del Software Libero italiano.

    Ricordiamo che l'evento è libero e gratuito, ma - per esigenze organizzative - ci si deve iscrivere, meglio se fatto in anticipo.

     

    I preparativi di DUCC-IT 2015 continuano anche sul fronte logistico. Al più presto pubblicheremo il ristorante scelto per la cena di sabato e le istruzioni per raggiungere il luogo della conferenza.

     

     

    il 18 May 2015 19.50

    17 May 2015


    Solo ieri scrivevo che Meizu annunciava un evento per domani, augurandomi si trattasse del rilascio ufficiale di MX4 Ubuntu Edition, e già oggi mi tocca rettificare. Non so cosa annunceranno domani, ma MX4 Ubuntu Edition fa già bella mostra di se sul sito ufficiale di Meizu China.

    Caratteristiche

    Meizu MX4 è il secondo telefono al mondo ad avere di serie Ubuntu, dopo bq Aquaris E4.5, che ha debuttato nei mesi scorsi.
    MX4 è uno smartphone più grande e più potente di Aquaris:

    • con un processore ARM octa-core (!) MediaTek MT6595
    • 2 GB di RAM
    • 16 GB di memoria
    • schermo da 5,36 pollici con risoluzione da 1920x1152 pixel

    In più una notevole fotocamera da 20,7 MP che permette di scattare foto 5248x3936 pixel e di registrare video in 4K con risoluzione 3840x2160 pixel.
    Il tutto racchiuso in un design molto curato e uno spessore di pochi millimetri.

    Si tratta indubbiamente di uno smartphone molto potente, tanto che potrebbe essere il primo dispositivo a realizzare la "convergenza", di cui Mark Shuttleworth parla da un paio di anni, e che dovrebbe realizzarsi entro il 2015: un unico dispositivo tascabile in grado di sostituire smartphone e (aggiungendo monitor e tastiera) PC desktop.

    Già in vendita, ma...


    In Cina, Meizu MX4 si può già acquistare adesso, dal sito ufficiale di Meizu, a 1799 yuan (circa 250 €), in linea con la corrispondente versione Android "Flyme", nella sola configurazione con RAM da 16 GB.
    Secondo il sito le consegne dovrebbero iniziare entro 2 settimane ma soprattutto
    "Questo prodotto è una versione developer preview, Meizu raccomanda agli utenti ordinari di acquistare con cautela" (tradotto con Google Translator)
    Un avviso dovuto forse all'esperienza di Aquaris E4.5, che ha prima entusiasmato e poi sollevato qualche critica dagli utenti, per alcune funzioni non ancora "perfettamente in linea con le attese". :-)

    Non ci resta che attendere il debutto in Europa, che sicuramente dovrebbe avvenire nelle prossime settimane!
    il 17 May 2015 08.47

    Free culture & happy hour

    Dario Cavedon (iced)


    Settimana scorsa ero a Roncade, per una serata su Copyright e licenze libere Creative Commons.

    A sentire la mia interpretazione sulla storia delle licenze d'autore, il pubblico di "elite", quello dedicato agli eventi culturali più esclusivi: una ventina di persone dai 35-40 anni in su, a parte un ragazzo di circa 10-12 anni, portato dalla madre, e la cordiale Sindaco di Roncade Pieranna Zottarelli.


    La serata è iniziata alle 21 circa, ed è stata molto intensa: partiti dal Copyright, siamo passati ai fondamenti della Cultura Libera, per approdare poi a "Wiki Loves Monuments", Coderdojo e privacy dei dati su "cloud storage" (sì, abbiamo divagato).

    Erano le 23 passate quando ho ringraziato e lasciato Roncade per dirigermi verso casa. Uscendo dal paese mi sono imbattuto in un locale zeppo di giovani. Mentre ero fermo allo stop, li guardavo invidiando loro la spensieratezza della gioventù, quando tutto sembra a portata di mano, nella incosciente ignoranza di come funzioni Internet, e il mondo tutto.

    Poi sono partito.

    (foto: "Happy Hour in Paris, by beyrouth")

    il 17 May 2015 05.37

    05 May 2015

    Categoria: 

    DUCC-ITDallo scorso weekend sono aperte le iscrizioni al DUCC-IT 2015 di Milano, la conferenza annuale delle comunità italiane di Debian e Ubuntu.

    L'iscrizione permette all'organizzazione di gestire l'evento al meglio, modulando l'offerta sulla base dell'effettiva partecipazione alla manifestazione. Inoltre, per ragioni di sicurezza, chi ospita il DUCC-IT ha bisogno dell'elenco dei partecipanti.

    Per chi volesse evitare di iscriversi usando Eventbrite, sarà possibile iscriversi direttamente all'ingresso la mattina dell'evento. Tuttavia, per evitare noiose code all'ingresso, raccomandiamo caldamente l'iscrizione anticipata.

    Segnaliamo che, per ragioni legali, è necessario registrare in anticipo i nomi dei minorenni che partecipano: se siete (o accompagnate) minorenni, vi chiediamo scrivere una mail indicando nome e cognome dei minorenni, indirizzandola agli organizzatori dell'evento: Mattia Rizzolo e Dario Cavedon. I dati saranno conservati nel rispetto della privacy, al solo scopo di conoscere i presenti nei locali che ospitano l'evento, e non verranno condivisi con soggetti terzi per altri scopi, nel rispetto del  D.Lgs 196/2003.

    Iscrivetevi al più presto, i posti sono limitati!

    il 05 May 2015 12.24

    Tips For Updating Your Website

    Mattia Migliorini

    Many people underestimate the importance of updating their website. Keeping a fresh new look, implementing new user interfaces, keeping fresh content, and a few other tips can get your website ready for the next years to come.

    Here are six things you can do right now to ensure that you are getting the most from your website.

    1. Content and Story Interaction

    Engaging new content is paramount to the continued success of any website. Web trend for the future will likely lead to story based content. Many of the best websites in the next year will be focusing around stories which engage the viewer and promote more extensive user interaction. To increase user interaction more website designs will turn to animation in order to push story telling. The Next Web remarks on the importance of user interaction and story telling:

    Interaction paired with animation used in website design – when tastefully done – can bring the wow factor to your site.

    2. Longer Scrolling: Updating Navigation

    One of the most popular up-coming trends in the field of web design will certainly be longer or extended scrolling navigation. As smartphones become more and more ubiquitous surfing the web has shifted from the home computer to handheld devices. A Huffington Post article comments on longer scrolling:

    As web users have shifted predominantly from using desktop computers to smartphones and tablets, or at least adding the latter to their arsenal, it’s become easier simply to scroll, instead of clicking small links to navigate from page to page.

    Trying to navigate a website by clicking through small links can be difficult and frustrating on a handheld device, more companies are designing their site navigation around a long continuous scrolling format. The scrolling format will make it much easier for users to reach your information adding value to your current website.

    3. Responsive Design

    Responsive design is not just an upcoming trend, but now an absolute necessity. Users are proving impatient with web designs that are difficult and slow to navigate. J Juette from the department of web design degree from Platt College remarks, web design needs to “compliment the revolutionary changes in interactive design that have catapulted the primarily print media area of graphic design into new arenas that combine audio, video, text, graphics, animation and commerce for the web world.”
    This makes response times a challenge. Web designs should take advantage of new technologies like liquid layouts, CSS grid systems, and faster query systems. When updating your website it is important to remember that every device has its own inherent capabilities and your web design needs to account for that reality.

    4. Header Background Images

    New trends in web design are sometimes driven by the desire to break with traditions or past trends. Large header backgrounds were all the rage. What better way to grab a users attention then with a beautiful or engaging header background image, right? Well, the winds of change are shifting and many upcoming web designs will lose the large background images, choosing instead a more sleek look.
    Eliminating large images from your website will also increase the loading speed. Many users want information and fast access. Getting bogged down while waiting for an image to load may drive users elsewhere.

    5. Photography

    Photography can be a great addition to enhance the look and feel of a website. But only if that photography is professional. Stock images will always play a role for some types of advertising, but most users should avoid them at all costs. If you can take beautiful and professional pictures yourself then you should create your own unique images. This will allow you the freedom to get the image you actually want and help add a personal touch, one not shared with the rest of the web world. If you are unable to take your own professional image, it can be worth the money to hire a professional. Human are visual and the right photo can really up your user engagement.

    6. Typography

    The next generation of web designs will be using large expressive type. Not only is large type easier to read on small digital devices, expressive typology is better showcased. Blog posts written for Web Designer Depot remarks on the importance of eye-catching typography:

    Large type tends to quickly grab the viewer’s attention, screaming at them “Focus on me!”. This makes it great for any elements on your site that you really want to highlight and want your visitors to immediately see, such as calls to action and your main titles.

    The post Tips For Updating Your Website appeared first on deshack.

    il 05 May 2015 11.50

    03 May 2015

    Categoria: 

     

    Ubuntu 15.04 è stato finalmente rilasciato dopo 6 mesi di intenso sviluppo. Anche stavolta il gruppo Doc si è fatto trovare preparato, aggiornando le pagine di servizio del wiki, inserendo i nuovi collegamenti e verificando le guide.

    Come da buona tradizione, molte delle pagine relative all'installazione e al download di Ubuntu sono state aggiornate all'ultima release stabile, sono state pubblicate le note di avanzamento a Vivid, aggiornati i requisiti di sistema (includendo anche Ubuntu MATE divenuto derivata ufficiale), aggiornate le pagine relative ai driver open source Nouveau e Radeon pre-installati in Ubuntu...
    Insomma, molto lavoro svolto e nei tempi previsti!

     

    Guide di Aprile

    Il gruppo Doc è stato impegnato con l'aggiornamento delle guide per la 15.04, ma le novità non si fermano qui!
    L'attività dei collaboratori ci ha permesso di pubblicare anche le seguenti guide:

    Per un elenco più completo, fare riferimento alla pagina LavoroSvolto. Grazie come sempre per l'aiuto e lo spirito di iniziativa con cui ci aiutate a mantenere la documentazione aggiornata.
    Buon Ubuntu a tutti!

     

    A cura del Gruppo Doc
    Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

    il 03 May 2015 13.03

    28 April 2015

    Full Circle Magazine n.86

    Abbiamo pubblicato il numero 86 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

    Dal sommario

    • Editoriale
    • News
    • Comanda e conquista: Server Git e gestione Branch
    • How-to: Programmare in Python – parte 55
    • How-to: LibreOffice parte 38 – Contenuti e indici
    • How-to: Grub2 & Multibooting – Parte 2
    • How-to: Blender – parte 11c
    • How-to: Inkscape – Parte 26
    • How-to: Arduino
    • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
    • Linux Lab: Recuperare i dati persi
    • La mia storia: Il mio inizio con Ubuntu
    • Recensione: Toshiba MQ01ABD100H SSHD
    • Cos’è: Compilare un portafogli Alt-coin
    • Lettere
    • Domande e Risposte
    • Sicurezza
    • Progettazione OpenSource
    • Giochi Ubuntu: Migrare Steam
    • Il mio desktop
    • Come contribuire
    • Gruppo italiano

    Link

    Buona lettura! :)

    il 28 April 2015 12.11

    Full Circle Magazine n.86

    Abbiamo pubblicato il numero 86 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

    Dal sommario

    • Editoriale
    • News
    • Comanda e conquista: Server Git e gestione Branch
    • How-to: Programmare in Python – parte 55
    • How-to: LibreOffice parte 38 – Contenuti e indici
    • How-to: Grub2 & Multibooting – Parte 2
    • How-to: Blender – parte 11c
    • How-to: Inkscape – Parte 26
    • How-to: Arduino
    • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
    • Linux Lab: Recuperare i dati persi
    • La mia storia: Il mio inizio con Ubuntu
    • Recensione: Toshiba MQ01ABD100H SSHD
    • Cos’è: Compilare un portafogli Alt-coin
    • Lettere
    • Domande e Risposte
    • Sicurezza
    • Progettazione OpenSource
    • Giochi Ubuntu: Migrare Steam
    • Il mio desktop
    • Come contribuire
    • Gruppo italiano

    Link

    Buona lettura! :)


    il 28 April 2015 06.26

    15 April 2015

    WordPress is the content management system preferred by most designers. A responsive design is a design which will help you in displaying your site on the different kinds of device that is used for browsing the web. So, if you are looking at a website on a phone or a tablet or a laptop the design should be able to do it perfectly.

    Of course if you are creating a new site it is a lot easier to make it a responsive one than modifying an existing one.
    So, if you are creating a new site ensure that it is a responsive one from the start. If you are planning to create one from scratch then here are some tips to help you out.

    • Write down or better still make a flowchart of all the things you want on the website.
    • Always design a site keeping in mind the restrictions of a mobile phone. Once you get around that getting around the restrictions of other devices should be easy.
    • Use software that allows you to build prototypes of sites.
    • Programs like Photoshop can help you in designing a mock layout of your site. You can export this to Prototype software like Reflow.
    • As much as possible use themes which are already available.
    • There are some plug-ins available which can add more to your design.
    • Take care of the navigation. This is really important for responsive design.
    • Be careful when using images. On the one hand it makes a site look great but they also take a long time to load. Try and use a combination of CSS and image to get the look you want.
    • Test the site thoroughly before you launch it on the net.

    The advantage of using WordPress is that you can get a lot of themes for free so that you don’t have to waste time developing new ones. All you have to do is find the theme that suits you.
    Here are some things to keep in mind when looking for responsive design:

    • The look of the theme is important. You should not have to modify it much; just a few tweaks should be enough. If it needs a lot of modification then start looking at other themes.
    • If the theme is such that it takes a lot of time to load then, don’t go for it. Therefore avoid themes that need a lot of files or files of large sizes.
    • You should be able to customize it to your satisfaction without too much trouble. This is especially true if you are looking at free ones.

    Take care of your security aspects too while designing sites. A good idea is to get a password manager to keep track of all the passwords and the associated problems that comes with having many passwords.

    If you already have a site that works on a laptop or PC and just want to make it responsive

    • Understand the different screen sizes and pixel sizes.
    • Images can be a problem. Modify the coding to solve this problem.
    • Some goes for text sizes and other elements like sidebar, content, footer, etc.
    • Navigation should not be a problem.

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    il 15 April 2015 19.18

    01 April 2015

    Categoria: 

    Marzo è stato un altro mese ricco di novità e aggiornamenti per la documentazione Wiki.
    Tanto lavoro, tante revisioni ma soprattutto grande partecipazione da parte della comunità italiana.

    Ecco dunque un riassunto delle attività svolte nel mese di Marzo. Come al solito, non possiamo segnalare ogni singola correzione, quindi ci limitiamo alle modifiche più sostanziali.

     

    Nuove guide Wiki

    Le pagine Wiki create:

     

    Guide aggiornate

    Ecco invece le guide revisionate:

    • Grub: caratteristiche e configurazione del boot loader predefinito di Ubuntu.

    • Grub/Ripristino: informazioni utili al ripristino del bootloader Grub.

    • Testdisk: utilizzo di questo programma per il recupero di file cancellati accidentalmente.

    • Qemu: installazione e configurazione di questo emulatore di CPU, capace di emulare le archittetture x86, PPC, Arm e SPARC.

    • Ati: panoramica dei driver disponibili per le schede video Ati/AMD e informazioni sull'installazione del driver proprietario fglrx Catalyst.

    • Ati/Catalyst da terminale: installazione del driver proprietario dai repository di Ubuntu tramite riga di comando.

    • Ati/Catalyst sito AMD: installazione del driver proprietario scaricato dal sito AMD.

    • Composite manager: panoramica di alcuni Compositing window manager disponibili per Ubuntu e derivate.

    • CompositeManager/Compiz: effetti aggiuntivi per Compiz.

    • Asus F5R: resoconto dell'installazione di Ubuntu 12.04.

    Piccole modifiche sono state apportate alle pagine Programmi, Moovida e a tante altre. Da aggiungere anche l'eliminazione e lo spostamento di alcune pagine incomplete; un po' di pulizia non fa mai male!
    Dunque che dire: un ottimo lavoro, continuate a contribuire e grazie di cuore a tutti!

     

    A cura del Gruppo Doc
    Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

    il 01 April 2015 08.55

    28 March 2015

    Arriva per la prima volta in Abruzzo l’evento dal titolo “Password: Open Source 2015″ in cui vede la partecipazione di tutti coloro che sono interessati al mondo Linux e soprattutto all’Open Source.

    L’evento avrà come location l’Università degli Studi dell’Aquila (Via Vetorio 1, Coppito, L’Aquila Ovest) il giorno Venerdì 17 Aprile 2015 dalle ore 9.00 alle ore 17.15.

    Numerosi sono i relatori come:

    • Mirko Pizii della comunità Ubuntu
    • Marco Trevisan dell’azienda Canonical
    • Ivano Malavolta ricercatore post-doc presso il Gran Sasso Science Institute
    • Daniele Scasciafratte della comunità di Mozilla Italia
    • Gabriele Ponzo della comunità LibreItalia
    • Felice Spinetti dell’associazione TeLUG

    Per ultimo ma non la meno importante, un sentito ringraziamento alle aziende che ci supportano nell’evento con simpatici gadget: MSI, Asus, Ubuntu, Mozilla, OCZ Storage Solutions, LibreItalia.

    Volete partecipare? Iscrivetevi all’evento seguendo questo link di EventBrite considerando che i posti sono limitati!

    Volete chiarire qualche curiosità in pubblico o in privato? Approfitta ad esserci perché sarà anche un modo per parlare direttamente con le persone delle community!!

    VI ASPETTIAMO!

    Programma della giornata

    = = = Mattina = = =

    [09.00 – 09.45] Speeding up mobile web apps – (Ivano Malavolta)
    [09.45 – 10.30] Da zero a python in 40 minuti – (Mirko Pizii)

    —- Break (15 min) —-

    [10.45 – 11.30] WordPress as a Framework – (Daniele Scasciafratte)
    [11.30 – 12.15] Seren – Libera le tue conferenze – (Felice Spinetti)
    [12.15 – 13.00] Firefox OS Development for Newbie – (Daniele Scasciafratte)

    = = = Pomeriggio = = =

    [15.00 – 15.45] Ubuntu phone, smart from the source (code) – (Marco Trevisan)
    [15.45 – 16.30] LibreOffice, The Document Foundation e LibreItalia – (Gabriele Ponzo)
    [16.30 – 17.15] Q&A – (Community)

    Luogo: Università degli Studi dell’Aquila (Via Vetoio 1, Coppito, L’Aquila Ovest)
    Giorno:
    Venerdì 17 Aprile 2015
    Orario:
    9.00 – 13.00 e 15.00 – 17.15
    Aula: A1.7 Edificio Alan Turing (Blocco Zero)

    Eventbrite - Password: Open Source 2015

    Link Google Maps: https://goo.gl/maps/03sIH

    Locandina: LINK

    Hashtag ufficiale: #AQPOS15

    Parlano di noi:

    • L’AquilaOggi.it (Informatica: arriva in Abruzzo “Password: Open Source 2015″): LINK
    • Il Centro (L’Aquila, università: venerdì 17 aprile l’evento “Sorgente aperta”): LINK
    • Il Centro (Polo di Coppito Open source per gli studenti): LINK
    • AbruzzoNews.it (Informatica: arriva in Abruzzo “Password: Open Source 2015″): LINK
    • CityRumors.it (L’Aquila, Password Open Source 2015: venerdì appuntamento all’Università): LINK
    • NEWSTOWN.it (Tecnologia: prima volta in Abruzzo per l’evento “Password: Open Source 2015″): LINK
    • ControCampus.it (Password: Open Source 2015 all’Università dell’Aquila): LINK
    • LibreItalia.it (A Password: Open Source 2015 anche LibreItalia): LINK
    • Pionero.it (Password: Open Source 2015): LINK
    • Libero 24×7 (L’Aquila, Password Open Source 2015: venerdì appuntamento all’Università): LINK
    • Tiscali: tecnologia (Password: Open Source 2015): LINK
    • DISIM – Univaq (Evento “Password: Open Source 2015″, Venerdì 17 Aprile 2015): LINK
    • Marco’s Box ([Evento]: Password: Open Source 2015, L’Aquila – 17 Aprile 2015): LINK
    • IlBloggatore.it ([Evento]: Password: Open Source 2015, L’Aquila – 17 Aprile 2015): LINK
    • SocialMediaManager.it (Password: Open Source 2015): LINK
    • GeosNews.com (Informatica: arriva in Abruzzo “Password: Open Source 2015″)LINK
    • L’Economico.net (Informatica: arriva in Abruzzo “Password: Open Source 2015″): LINK
    • OCZ Storage Solutions (Facebook): LINK
    • Ubuntu-it Newsletter (Wiki): LINK
    • Ubuntu LoCo: LINK
    • Firefox OS Italia (Facebook): LINK
    • Ubuntu-it Facebook: LINK
    • Ubuntu-it Twitter: LINK
    • Ubuntu-it Google+: LINK

    Link Flickr: https://www.flickr.com/photos/mirkopizii/sets/72157652046368072/

    Password - Open Source 2015 Locandina Password: Open Source 2015 Gadget Asus P:OS2015 LinuxDay Gadget P:OS2015 Gadget OCZ P:OS2015 Mozilla Gadget Ubuntu Gadget

    L'articolo Password: Open Source 2015 sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

    il 28 March 2015 00.02

    27 March 2015

    Dopo un lungo periodo dedicato a WhatsApp ho deciso di soffermarmi molto su un’altra applicazione che si è fatta subito notare, parliamo per l’appunto di Telegram.
    In questo articolo prevedo una analisi a grandi linee di ciò che è Telegram e come si comporta attualmente sia sul lato client che sul lato server.

    Partiamo subito con una piccola introduzione per chi non sa cos’è effettivamente questa applicazione (anche se dubito profondamente che nessuno la conosca).
    Telegram è un’applicazione un po’ alla WhatsApp.. A grandi linee non è né di più né di meno di quest’ultimo.
    Senza dilungarci molto diciamo brevemente che è stata fondata da fratelli di origine russa che a loro volta sono anche fondatori di un social network di stessa origine ma che non è collegata in nessun modo a Telegram.

    Inizialmente, come tutte le applicazioni in generale, Telegram non era in grado di sostituire prontamente WhatsApp (ndr, viene citato in quanto l’unico di valido confronto) per diversi motivi, dalla UX Experience e problemi secondari.
    Andiamo ad analizzare alcuni aspetti per vedere lo stato attuale di Telegram.

    Tecnologie usate

    Per tecnologie usate in questo momento mi piacerebbe parlare più di protocolli usati.
    Nell’ambito lavorativo in cui mi trovo, tra developer si dice che è “inutile reinventare la ruota“, perché “il tempo è denaro” (va bene la smetto con le citazioni) e anche perché ciò che vai a ricreare, deve essere soggetto poi a testing ignorando anni e anni di sviluppo e di correzioni sui sistemi di sicurezza passati.

    Quindi, potevamo usare XMPP per la comunicazione e sistemi di crittografia RSA/OTR.

    E invece? Invece Telegram ha voluto fare di testa propria e inventare un nuovo protocollo di sicurezza denominato Mtproto dove non starò a spiegare il suo funzionamento perché tutto spiegato nei loro paper raggiungibili nel loro sito ufficiale.

    Cosa potremmo dire ancora? Beh sicuramente all’inizio aveva qualche bug ma man mano che il tempo passa, migliora a vista d’occhio (senza dimenticare che usa una crittografia end-to-end).

    Ma perché devo usare ‘sto programma?

    Ecco questa è una bella domanda. Magari perché Telegram è Telegram!

    Scherzi a parte, innanzitutto è GRATIS e no, NON CI SONO PUBBLICITA’ NASCOSTE.
    Esatto, avete capito bene ma poi la cosa più importante è il fatto che sia Open Source o meglio, diciamo la maggior parte delle cose lo sono (più di WhatsApp) e vedremo se arriveremo alla totalità.

    Un’altra cosa su cui mi soffermerei è la presenza di API, e per i non informatici, non parliamo di animali ma parliamo di una Interfaccia di Programmazione di un’applicazione.
    Posso dire di esserne rimasto stupito, sono davvero ben documentato e seguendo gli standard stabiliti sono anche ben sviluppate che hanno permesso, oltre alla realizzazione dei client, anche di capire come funziona un sistema di messaggistica quindi, interazione client-server (senza dimenticare la cifratura ovviamente).

    Se siete stati attenti, parlando di realizzazione ho messo client al plurale e non al singolare. Vi state chiedendo dov’è l’errore o qual è il motivo?
    Ecco qual è il bello dell’Open Source: rendere open le API ha permesso di sviluppare il client su altre piattaforme in modo molto veloce. Un esempio? Beh per i più nerd abbiamo il client tramite riga di comando (per sistemi applettari e linuxiani).
    Ma questo approda anche sullo sviluppo di piattaforme che WhatsApp non ha, o meglio che ha ma è dipendente ancora al telefono (e ancora non mi spiego motivo di questa policy).
    A cosa mi sto riferendo? Beh, provate ad andare su desktop.telegram.org oppure web.telegram.org e voglio ribadire che sono indipendenti dal telefono.
    Ovviamente scontato dire che abbiamo un supporto multipiattaforma ossia la presenza su Firefox OS, Android, iOS, GNU/Linux, OS X, Windows Phone, SailfishOS Blackberry (in sviluppo).

    Vabbè quindi?

    E quindi niente, purtroppo Telegram non è abbastanza diffuso considerando che WhatsApp è stata la prima a conquistare e classificarsi come leader del mercato ma è anche vero che sta perdendo colpi con l’acquisto da parte di Facebook.

    Cosa dirvi, sinceramente ho paura della mia privacy con Facebook anche se ormai tutti sanno tutto.. Ma perché non proviamo a rimediare il possibile a partire da adesso?
    Telegram permette una sicurezza maggiore con il suo sistema complesso di crittografia e quindi potremmo essere sicuri di inviare messaggi usando hotspot pubblici (anche se è ovvio che è meglio evitare se possibile) e quindi aver quel panico che potremmo essere soggetti ad un attacco Man in the Middle ossia, detto volgarmente, colui che sta spiando il traffico di tutti e che può manipolare il tutto.

    Fate come me, iniziate a lasciare sempre più l’icona verde e passiamo a quella blu!
    Su ogni piattaforma ufficiale che utilizziamo, abbiamo la cronologia delle chat aggiornate in tempo reale totalmente indipendenti dai dispositivi usati e soprattutto abbiamo la possibilità di usare le Chat Segrete (già state a pensare ai pornazzi va là) che utilizzano una chiave di cifratura realizzata sul momento e condivisa tra i due dispositivi mittente-destinatario.
    Scontato dire che sono davvero segrete, esempio, mettete il caso che io e te apriamo una chat privata scrivendo da telefono e poi andiamo sull’applicazione desktop o applicazione web, non la vedremo perché appunto non potremmo decifrarla anche se usiamo lo stesso account e quindi abbiamo anche la certezza che le chiavi private/pubbliche non vengono condivise con il server di Telegram.

    Cosa state aspettando? Forza, la grafica è uguale, il trasferimento è indolore.

    All the best,
    Mirko.

    L'articolo Telegram: stato attuale sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

    il 27 March 2015 19.56

    18 March 2015

    This simple tutorial guides you in the setup of Varnish Cache in order to make it work properly with systemd, on Debian Jessie for example.

    The Varnish documentation is pretty clear and easy to understand, even if you did not study the entire Debian Administrator Handbook. So you should easily come to the chapter of the official tutorial about putting Varnish on port 80. And this is really easy too. Neverthless, you’re on Debian Jessie, which uses systemd as init system. Cool, but hey, after following the official tutorial, Varnish still doesn’t listen on port 80!

    Let’s dive in…

    By default (if you installed it with APT) Varnish listens on port 6081, which is good for development purposes, but totally unuseful in production. It acts as a caching reverse proxy for any web server, so it should act as the front door for, let’s say, Apache or nginx. In a production environment you’ll most likely want Varnish to listen on port 80 and put the web server behind the scenes, listening on port 8080.

    As said before, the official tutorial explains how to achieve this, let me make a brief summary. First of all, make Apache (let’s take it as an example) listen on port 8080. In order to do this, edit /etc/apache2/ports.conf and replace the line Listen 80 with Listen 8080. The result will be something like this:

    Listen 8080
    
    <IfModule ssl_module>
        Listen 443
    </IfModule>
    
    <IfModule mod_gnutils.c>
        Listen 443
    </IfModule>

    Now, you have to update your VirtualHost accordingly. Edit /etc/apache2/sites-available/000-default.conf (or any other VirtualHost config file you use), replace the line <VirtualHost :80> with <VirtualHost :8080> (this may be slightly different in your configuration).

    Now it’s time to configure Varnish. Edit the file /etc/default/varnish and search for the configuration with VCL, which looks something like this:

    DAEMON_OPTS="-a :6081 \
                 -T localhost:6082 \
                 -f /etc/varnish/default.vcl \
                 -S /etc/varnish/secret \
                 -s malloc,256m"

    The value associated with the -a flag is what we actually have to change, in fact it is the port Varnish is listening on. The first line of the snippet above should become:

    DAEMON_OPTS="-a :80 \

    According to the official tutorial, we’re done. Since we changed the default file, we should reload systemd, then restart Varnish:

    # systemctl daemon-reload
    # systemctl restart varnish.service

    Now, check that the new configuration has been correctly applied. Just point your browser to the right URL, for example http://www.example.com. At this stage you should receive a connection error.

    Make Varnish listen port 80 with systemd

    Want to know the problem? Just have a look at the active processes related to varnish:

    $ ps aux | grep varnish

    You should see two processes run by the user root with the command /usr/sbin/varnishd -a :6081 -T localhost:6082 -f /etc/varnish/default.vcl -S /etc/varnish/secred -s malloc,256m. Note something familiar? That’s the DAEMON_OPTS we changed before in /etc/default/varnish. So, what happened? Obviously, Varnish didn’t take our new configuration. But why? We followed the official tutorial…

    The real problem

    The official tutorial is a little bit outdated. Or, better, doesn’t take into account the testing version of Debian, which uses systemd instead of init.d as init system. And this makes a huge difference, explained in a bug report. Basically, /etc/default/varnish is only read by the /etc/init.d/varnish script, not by the systemd init script (/lib/systemd/system/varnish.service).

    Now that we know this little detail not reported in the documentation, it’s easy for us to solve the problem.

    The easy solution

    All we have to do is override the systemd init script of varnish and change something.

    # cp /lib/systemd/system/varnish.service /etc/systemd/system/
    # nano /etc/systemd/system/varnish.service

    We come up with something like this:

    [Unit]
    Description=Varnish HTTP accelerator
    
    [Service]
    Type=forking
    LimitNOFILE=131072
    LimitMEMLOCK=82000
    ExecStartPre=/usr/sbin/varnishd -C -f /etc/varnish/default.vcl
    ExecStart=/usr/sbin/varnishd -a :6081 -T localhost:6082 -f /etc/varnish/default.vcl -S /etc/varnish/secret -s malloc,256m
    ExecReload=/usr/share/varnish/reload-vcl
    
    [Install]
    WantedBy=multi-user.target

    Which is similar to what we saw before. We already now that we have to change the port passed as a value to the -a flag:

    ExecStart=/usr/sbin/varnishd -a :80 -T localhost:6082 -f /etc/varnish/default.vcl -S /etc/varnish/secret -s malloc,256m

    Why don’t just let this script read the /etc/default/varnish file? Because we don’t know, for now, what systemd or other init systems are going to do with default files. They could ignore them in the future, for example. Therefore, the safest solution for us is writing the full command in the script itself.

    Problems: reloading Varnish

    After discovering what explained above, we could consider the varnish default file completely unuseful. That’s not right. In any moment we could want to reload the Varnish configuration, this way:

    # systemctl reload varnish.service

    And here come other problems. That command runs the /usr/share/varnish/reload-vcl script, which reads the /etc/default/varnish file. This implies that we have to update both /etc/systemd/system/varnish.service and /etc/default/varnish in order to make Varnish work properly.

    Conclusion

    I hope this would be helpful for other people that otherwise could waste a lot of time trying to figure out why Varnish doesn’t listen on port 80.

    I’ll go on with a series of tutorial related to Varnish, so please consider buying me a coffee to support those free contributions. In particular, we’ll see how to properly configure Varnish 4 to make it work with WordPress. Stay tuned!

    The post How to: Varnish listen port 80 with systemd appeared first on deshack.

    il 18 March 2015 17.02

    15 March 2015

    Full Circle Magazine n.85

    Abbiamo pubblicato il numero 85 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

    Dal sommario

    • Editoriale
    • News
    • Comanda e conquista: Esempi su GitHub
    • How-to: Programmare in Python – parte 54
    • How-to: LibreOffice parte 37 – Miglioramenti ai form di Base
    • How-to: Grub2 & Multibooting – Parte 1
    • How-to: Blender – parte 11b
    • How-to: Inkscape – Parte 25
    • How-to: Arduino
    • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
    • Chiedi al nuovo arrivato
    • Linux Lab: Kubuntu 14.04
    • La mia storia: Il mio inizio con Ubuntu
    • Recensione: Ubuntu 14.04
    • Cos’è: Alt-coins
    • Lettere
    • Domande e Risposte
    • Sicurezza
    • Progettazione OpenSource
    • Giochi Ubuntu: The impossible game
    • Giochi Ubuntu: Strike suite zero
    • Il mio desktop
    • Come contribuire
    • Gruppo italiano

    Link

    Buona lettura! :)

    il 15 March 2015 08.25

    13 March 2015

    Full Circle Magazine n.85

    Abbiamo pubblicato il numero 85 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

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    il 13 March 2015 10.05

    04 March 2015

    Le guide di Febbraio

    Ubuntu-it Gruppo Doc

    Categoria: 

    Anche nel mese di Febbraio molti utenti hanno partecipato alla revisione della Documentazione Wiki.
    Al di là delle numerose piccole correzioni che sono state apportate al Wiki, alcune pagine hanno richiesto un'attenzione maggiore da parte del Gruppo Doc. Bando alle ciance, ecco le modifiche più importanti del mese.

     

    Guide aggiornate

    Ecco le guide revisionate:

    • Adobe Reader: guida all'installazione di questo lettore PDF.

    • Ripristino Grub: alcuni metodi utili per ripristinare il boot loader di Ubuntu.

    • Boot Repair: installazione di questo utilissimo strumento per ripristinare l'accesso ad Ubuntu.

    • XBMC e Kodi: installazione e configurazione di questi media center.

    Come sempre, grazie a tutti coloro che si sono dedicati alle guide :)
    Non tutte le pagine create dagli utenti sono state revisionate in tempo dal Gruppo Doc, ma verranno certamente controllate nei prossimi giorni.

     

    A cura del Gruppo Doc
    Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

    il 04 March 2015 14.35

    12 February 2015

    Full Circle Magazine n.84

    Abbiamo pubblicato il numero 84 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

    Dal sommario

    • Editoriale
    • News
    • Comanda e conquista: Introduzione a GIT
    • How-to: Programmare in Python – parte 53
    • How-to: Stabilire una connessione OpenVPN
    • How-to: Mettere Ubuntu su un Mac
    • How-to: Blender – parte 11a
    • How-to: Inkscape – Parte 24
    • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
    • Chiedi al nuovo arrivato
    • Linux Lab: PinguyOS
    • Recensione: Arduino starter kit
    • Cos’è: Moneta virtuale – parte 3
    • Lettere
    • Domande e Risposte
    • Sicurezza
    • Progettazione OpenSource
    • Giochi Ubuntu: Portal 2 beta
    • Giochi Ubuntu: Toki Tori 2+
    • Il mio desktop
    • Come contribuire
    • Gruppo italiano

    Link

    Buona lettura! :)

    il 12 February 2015 14.15

    11 February 2015

    Full Circle Magazine n.84

    Abbiamo pubblicato il numero 84 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

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    Buona lettura! :)


    il 11 February 2015 14.45

    03 February 2015

    Categoria: 

    Gennaio è stato un mese incredibilmente vivace per la Documentazione Wiki, il progetto gestito dalla comunità italiana di Ubuntu.
    In tantissimi hanno partecipato creando pagine e segnalando errori, altri stanno lavorando su progetti ancora in fase di sviluppo. Siamo davvero contenti di tanta partecipazione e porgiamo a tutti coloro che continuano ad aiutarci i nostri più vivi ringraziamenti!

    Quale modo migliore per ringraziarli, se non mostrando a tutti le novità già introdotte? :)

     

    Nuove guide Wiki

    Ecco dunque le pagine create con tanto amore nel mese di Gennaio:

     

    Guide aggiornate

    Ecco invece le guide revisionate:

    • Programmi: panoramica dei programmi preinstallati in Ubuntu e di numerosi altri disponibili per l'installazione.

    • Virtualbox/Installazione: installazione di VirtualBox e componenti aggiuntivi.

    • Virtualbox/MacchineVirtuali: procedura guidata alla creazione di una Virtual Machine.

    • Schede grafiche Nvidia: istruzioni e risoluzione di problemi per i driver proprietari Nvidia.

    • e molte altre ancora! Correzioni grandi e piccole sono state apportate a numerose altre pagine Wiki.

     

    Come sempre, se vorrete partecipare voi stessi e dare una mano al Gruppo Doc e a tutti gli altri utenti che con grande forza di volontà e passione si dedicano alla documentazione, l'avrete ormai capito, siete sempre i benvenuti!

     

    A cura del Gruppo Doc

    il 03 February 2015 09.53

    13 January 2015

    Le guide da non perdere - Parte 2

    Ubuntu-it Gruppo Doc

    Categoria: 

    Unity e altri ambienti grafici

    Il Wiki di Ubuntu-it è un progetto magnifico, tenuto in vita da tutti VOI utenti di Ubuntu, che ogni giorno aggiornate e create nuove guide.

    Questo è il secondo di una serie di post che mettono in evidenza alcune delle guide di riferimento da tenere a portata di mano nei segnalibri del proprio browser.. che non si sa mai ;)

    Potete trovare il post precedente a questa pagina.
    Buona lettura!

     

    L'ambiente grafico di Ubuntu

    Lasciamo perdere per un attimo le cose complicate e concentriamoci sulle questioni più immediate: come si utilizza Ubuntu?

    La prima cosa con cui ci si scontra utilizzando Ubuntu è l'ambiente desktop!
    Se vi state chiedendo cosa siano il Launcher o la Dash, come si utilizza il menù avanzato HUD, come si cercano o si avviano i programmi e i file utilizzati di recente...non dovete fare altro che leggere questa pagina Wiki.

    Sapevate che basta scrivere weather:nome_della_tua_città nella Dash per sapere se uscire con l'ombrello? ;)

     

    Requisiti per eseguire Unity

    Unity è un ambiente fantastico dove tutto è a portata di click: applicazioni, file, musica e video, cronologia o ricerce online, e tutto dalla Dash di Ubuntu!
    Tuttavia su alcuni pc un po' datati questo ambiente grafico potrebbe risultare troppo pesante. Per sapere se il vostro pc può gestire Unity in maniera adeguata, leggete la guida seguente.

     

    Altri ambienti desktop

    Che fare se non possiamo utilizzare Unity?
    Tranquilli, i sistemi operativi Gnu/Linux vantano una miriade di ambienti desktop tra cui scegliere, alcuni molto più leggeri e performanti di altri. Potete trovare tutte le informazioni di cui avete bisogno in questa pagina Wiki.

     

     

    A cura del Gruppo Doc
    Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

    il 13 January 2015 15.31

    12 January 2015

    Full Circle Magazine n.83

    Abbiamo pubblicato il numero 83 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

    Dal sommario

    • Editoriale
    • Ubuntu News
    • Comanda e conquista: Linux su HDD esterno
    • How-to: Backup efficaci su Ubuntu
    • How-to: LibreOffice – Parte 36: Viste in Base
    • How-to: Multisystem
    • How-to: G’MIC InPaint
    • How-to: Inkscape – Parte 23
    • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
    • Chiedi al nuovo arrivato
    • Linux Lab: Gestire un’officina per PC con PCRT
    • Recensione: HomeBank
    • Cos’è: Moneta virtuale – parte 2
    • Lettere
    • Domande e Risposte
    • Sicurezza
    • Progettazione OpenSource
    • Giochi Ubuntu: Serena
    • Giochi Ubuntu: To the moon
    • Il mio desktop
    • Come contribuire
    • Gruppo italiano

    Link

    Buona lettura! :)

    il 12 January 2015 21.52

    Full Circle Magazine n.82

    Abbiamo pubblicato il numero 82 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

    Dal sommario

    • Editoriale
    • Ubuntu News
    • Comanda e conquista: Sed e Sondaggio lettori
    • How-to: Programmare in Python – Parte 52
    • How-to: LibreOffice – Parte 35: La Galleria
    • How-to: Connettere un dispositivo iOS
    • How-to: Blender – Parte 10b
    • How-to: Inkscape – Parte 22
    • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
    • Chiedi al nuovo arrivato
    • Linux Lab: Tool SMART: prevenire la rottura dei dischi
    • Recensione: ESET NOD32 antivirus 4 per Linux
    • Cos’è: Moneta virtuale – parte 1
    • Lettere
    • Domande e Risposte
    • Sicurezza
    • Giochi Ubuntu: BIT.TRIP PRESENTS… Runner 2
    • Giochi Ubuntu: Serious Sam 3 BFE
    • Giochi Ubuntu: Proteus
    • Il mio desktop
    • Come contribuire
    • Gruppo italiano

    Link

    Buona lettura! :)

    il 12 January 2015 21.49

    Full Circle Magazine n.83

    Abbiamo pubblicato il numero 83 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

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    il 12 January 2015 20.59

    09 January 2015

    This is a guest post by Lisa Smith of Magento Extensions and introduces an infographic with some stats of the Magento ecommerce software marketshare along with 16 reasons why to choose it.

     

    Facilitating unmatched web commerce success for enterprising businessmen, Magento has now captured a little more than a quarter of the ecommerce CMS market space. That’s mostly owing to the inimitable range of core and extendible features packed into the platform. Import and export your site data quicky, build upon the inherent SEO capabilities to ensure search engine visibility of your web store, integrate payment gateways and trust the quick checkout – all of which combine to deliver a convenient, secure, and comfortable online shopping experience to your users. Detailed customer account management capabilities, advanced search options, customer support centric feature, and customized extensions to add any desired capability to the web store – all these features make Magento the most comprehensive and advanced ecommerce software in the modern times.

    Magento infographic

    The post Why choose Magento ecommerce software appeared first on deshack.

    il 09 January 2015 09.53

    29 December 2014

    Categoria: 

    Una nuova guida dedicata all'installazione e alla configurazione di Git è disponibile nel Wiki di Ubuntu-it.

     

    Ringraziamo calorosamente il contributo di jepessen per la stesura della pagina, che in modo molto semplice e tramite degli esempi pratici, spiega come muovere i primi passi per la creazione di un repository, come effettuare i commit, la gestione dei branch, e altro.
    La guida è disponibile al link qua sotto ;)

     

     

    Aggiornamenti alle pagine Java, Flash Player e altro

    Moltissime guide Wiki sono state revisionate e aggiornate, a partire dalle pagine Java e Flash, che hanno subito le modifiche più importanti.
    Un nuovo resoconto dell'installazione di Ubuntu è stato pubblicato per il portatile Asus X53S e altre modifiche più veloci sono state apportate a numerose pagine, tra le quali AmbientiDesktop/Kde e DispositiviSenzaFili/Broadcom.

    Non smarrire la retta via

    Molte pagine revisionate e aggiornate, tanti utenti che partecipano e poco tempo per ringraziarli tutti!
    Mantenere le guide Wiki aggiornate è importante per tutta la comunità. Dunque contribuite quando ne avete tempo e voglia, quando trovate procedure datate o errori anche banali nel testo, quando imparate qualcosa di nuovo e volete condividere con tutti la soluzione a un preciso problema.

     

    Come sempre il Gruppo Doc risponderà a tutti :)

     

    A cura del Gruppo Doc
    Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!
    Post precedenti: Le guide da non perdere: parte 1 - Mate desktop: la guida aggiornata

    il 29 December 2014 16.41

    27 December 2014

    Auguri a tutti e buone Feste

    Paolo Garbin (paolettopn)

    Ciao a tutti,
    qui arrivo in ritardo per gli auguri, il Natale è appena passato ma desidero comunque fare a tutti voi che seguite questo blog i miei migliori auguri di buone Feste e buon anno nuovo.

    Beh, sono diversi giorni che sono a casa e finalmente sono ritornato a dedicarmi a questo blog che mi sta accompagnando durante il corso della mia vita, da più di 10 anni.

    Questo post è dedicato a tutti Voi che passate da qui ogni tanto a dare uno sguardo, ai miei amici, al gruppo della rivista FCM, all’intera comunità Linux e Ubuntu e all’Associazione PN LUG.

    Non sto a dilungarmi e spero che tutti voi riusciate a passare allegramente e felicemente le Feste con le vostre famiglie e i vostri cari.
    Da me e dalla mia dolce Patrizia giungano i  nostri migliori augurio a tutti voi, buon Natale e un augurio per un felice e prosperoso Anno Nuovo.

    il 27 December 2014 21.43

    21 December 2014

    Lo scenario:

    • Alice PC (TelecomItalia ADSL2+ 8M)
    • Bob PC (Fastweb UltraFibra 100M)

    Alice vuole connettersi verso Bob. Alice riesce a vedere le l’Hello World dell’Apache di Bob, ma non a scaricare file. Alice riesce anche ad iniziare una connessione ssh, ma resta bloccata su SSH2_MSG_KEXINIT:

    alice@pc $ ssh bob.pc -vvv
    OpenSSH_6.6.1, OpenSSL 1.0.1f 6 Jan 2014
    debug1: Reading configuration data /home/alice/.ssh/config
    debug1: /home/alice/.ssh/config line 1: Applying options for bob.pc
    debug3: ciphers ok: [arcfour]
    debug1: Reading configuration data /etc/ssh/ssh_config
    debug1: /etc/ssh/ssh_config line 19: Applying options for *
    debug2: ssh_connect: needpriv 0
    debug1: Connecting to bob.pc [aaa.bbb.ccc.ddd] port 22.
    debug1: Connection established.
    debug3: Incorrect RSA1 identifier
    debug3: Could not load "/home/alice/.ssh/id_rsa" as a RSA1 public key
    debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_rsa type 1
    debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_rsa-cert type -1
    debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_dsa type -1
    debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_dsa-cert type -1
    debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_ecdsa type -1
    debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_ecdsa-cert type -1
    debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_ed25519 type -1
    debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_ed25519-cert type -1
    debug1: Enabling compatibility mode for protocol 2.0
    debug1: Local version string SSH-2.0-OpenSSH_6.6.1p1 Ubuntu-8
    debug1: Remote protocol version 2.0, remote software version OpenSSH_6.6.1p1 Ubuntu-8
    debug1: match: OpenSSH_6.6.1p1 Ubuntu-8 pat OpenSSH_6.6.1* compat 0x04000000
    debug2: fd 3 setting O_NONBLOCK
    debug3: put_host_port: [bob.pc]:22
    debug3: load_hostkeys: loading entries for host "[bob.pc]:22" from file "/home/alice/.ssh/known_hosts"
    debug3: load_hostkeys: found key type ECDSA in file /home/alice/.ssh/known_hosts:98
    debug3: load_hostkeys: loaded 1 keys
    debug3: order_hostkeyalgs: prefer hostkeyalgs: ecdsa-sha2-nistp256-cert-v01@openssh.com,ecdsa-sha2-nistp384-cert-v01@openssh.com,ecdsa-sha2-nistp521-cert-v01@openssh.com,ecdsa-sha2-nistp256,ecdsa-sha2-nistp384,ecdsa-sha2-nistp521
    debug1: SSH2_MSG_KEXINIT sent

    La connessione qui è partita, ma sembra che durante l’invio di pacchetti IP più grandi il tutto si blocca.

    Alice ha un modem TelecomItalia Alice Gate Wifi, non configurabile, e usa connessione PPPoE 8/35. Dando un’occhiata all’RFC 2516 (A Method for Transmitting PPP Over Ethernet) si legge:

    The Maximum-Receive-Unit (MRU) option MUST NOT be negotiated to a
    larger size than 1492.  Since Ethernet has a maximum payload size of
    1500 octets, the PPPoE header is 6 octets and the PPP Protocol ID is
    2 octets, the PPP MTU MUST NOT be greater than 1492

    mtu2

    Visto che Fastweb UltraFibra (sembra) usi di default un MTU superiore (1500) è necessario che Bob riconfiguri l’interfaccia di rete affinché Alice possa connettersi impostando un Maximum Transmission Unit inferiore:

    bob@pc $ sudo ifconfig eth0 mtu 1492

    Con questa impostazione Alice può finalmente comunicare con il PC di Bob:

    alice@pc $ ssh bob.pc
    alice@bob.pc $

     

    il 21 December 2014 16.51

    17 December 2014

    Il gruppo FCM è lieto di comunicare che è stato pubblicato lo

    Speciale Blender Volume 1.

    Il PDF è scaricabile dal link riportato qui sotto:

    Speciale Blender Vol.1 in PDF

    Abbiamo prodotto anche la versione epub di questo numero, scaricabile da questo link.

    Buona lettura a tutti :)


    il 17 December 2014 12.02

    Full Circle Magazine n.82

    Abbiamo pubblicato il numero 82 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

    Dal sommario

    • Editoriale
    • Ubuntu News
    • Comanda e conquista: Sed e Sondaggio lettori
    • How-to: Programmare in Python – Parte 52
    • How-to: LibreOffice – Parte 35: La Galleria
    • How-to: Connettere un dispositivo iOS
    • How-to: Blender – Parte 10b
    • How-to: Inkscape – Parte 22
    • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
    • Chiedi al nuovo arrivato
    • Linux Lab: Tool SMART: prevenire la rottura dei dischi
    • Recensione: ESET NOD32 antivirus 4 per Linux
    • Cos’è: Moneta virtuale – parte 1
    • Lettere
    • Domande e Risposte
    • Sicurezza
    • Giochi Ubuntu: BIT.TRIP PRESENTS… Runner 2
    • Giochi Ubuntu: Serious Sam 3 BFE
    • Giochi Ubuntu: Proteus
    • Il mio desktop
    • Come contribuire
    • Gruppo italiano

    Link

    Buona lettura! :)


    il 17 December 2014 09.59

    16 December 2014

    Ecco le slide della mia presentazione su Node.js in Debian e Ubuntu all’ubuntu-it meeting tenutosi nel novembre 2014.

    darth_wat_grande

    Link alla presentazione

    Sono un po’ scarne, ma trovate qualche informazione in più fra le note.

    Link di approfondimento:

    il 16 December 2014 16.00

    14 December 2014

    Le guide da non perdere - Parte 1

    Ubuntu-it Gruppo Doc

    Categoria: 

    Il Wiki di Ubuntu-it è un progetto magnifico, tenuto in vita da tutti VOI utenti di Ubuntu, che ogni giorno aggiornate e pubblicate nuove guide.
    Questo è solo il primo di una serie di post che metteranno in evidenza alcune delle guide di riferimento da tenere a portata di mano nei segnalibri del proprio browser.. che non si sa mai ;)

    Buona lettura!

     

    L'installazione di Ubuntu

    Sia che siate utenti esperti o alle prime armi, la guida all'installazione di Ubuntu va sempre tenuta d'occhio. Senza perderci in troppe chiacchiere, ecco la prima guida che sicuramente prima o poi servirà a tutti:

    Installazione standard | Wiki di Ubuntu-it

     

    Dual boot con Windows 8 e tecnologia UEFI

    "Buon vecchio Bios, dove sei finito?" Se volete installare Ubuntu in parallelo con Windows 8 e non volete cadere in facili errori, innanzitutto fate riferimento a questa guida, utilissima per capire cosa siano il partizionamento GPT, la modalità Legacy, il Secure Boot e quant'altro vi servirà:

    Tecnologia UEFI | Wiki di Ubuntu-it

     

    Ubuntu su Mac

    "Windows di qua, Windows di là, ma io che ho un Mac?" Detto fatto, ecco qui la guida all'installazione di Ubuntu su sistemi Mac Intel:

    Installazione su Mac Intel | Wiki di Ubuntu-it

     

     

    A cura del Gruppo Doc

    Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!
    Post precedenti: Mate desktop: la guida aggiornata - Aggiornamento sezione Notebook

    il 14 December 2014 12.37

    27 November 2014

    Ubuntu & Agile

    Paolo Sammicheli (xdatap1)

    La scorsa settimana si è tenuto l’Ubuntu-it Meeting, l’incontro semestrale della community Italiana di Ubuntu. In quell’occasione ho presentato un talk dal titolo “Ubuntu e Agile”.

    Da circa 3 anni mi sto interessando di Lean e Agile. Ho anche preso due certificazioni con la Scrum Alliance : Certified Scrum Master e Certified Scrum Product Owner.

    L’argomento Ubuntu e Agile mi ronza nella testa da un po’. Innanzitutto possiamo dire con sicurezza che il ciclo di sviluppo di Ubuntu segue decisamente un modello Agile: la cadenza semestrale, la continuous integration con le build giornaliere, il continuous delivery, ecc

    Ho poi riflettuto sulla storia di Ubuntu che va dal 2004 al 2008 circa. Diciamo entro la 10.04, momento in cui viene cambiato il logo, la visual identity ed è stato annunciato Unity. Le distribuzioni Linux dal 2004 al 2008 si assomigliavano molto. Diciamocelo pure: erano tutte uguali. Si, ok, Debian e derivate hanno i pacchetti deb, Red Hat e derivate hanno i pacchetti rpm, ecc.

    Ma qualsiasi distribuzione installavi tra il 2004 e il 2008 alla fine ti piazzava lì GNOME 2 (o KDE), Firefox, OpenOffice, Gimp, ecc.

    Cambiavano gli sfondi, cambiavano i colori, ma alla fine quella era l’esperienza utente. Le differenze erano minime: il sistema dei pacchetti, l’installer… cos’altro? Qualche tool, come yast in Suse. Poi? A me non viene in mente molto altro.

    Il gap da colmare per passare da una distro all’altro era minimo. Se una distro non ti piaceva ti salvavi la home da qualche parte, reinstallavi, ripristinavi la home e nel giro di poche ore eri di nuovo operativo. Se eri stato furbo ed avevi messo la root e la home su due partizioni diverse era ancora più semplice, non dovevi nemmeno salvarti la home. Parlando markettaro il livello di “retain” di una distribuzione era bassissimo. Se un utente si stufava cambiava facilmente. Qualcuno cambiava spesso solo per il gusto di cambiare.

    E allora qual’è stato il motivo di successo di Ubuntu? Perché da un momento in poi questa distribuzione ha raccolto più della metà degli utenti Linux sul desktop? (per le statistiche, guardatevi le slide).

    La cadenza semestrale? Il nome e la filosofia così accattivante? Il colore marrone? Cosa?

    La mia ipotesi è che uno dei motivi fondamentali per cui Ubuntu ha avuto il successo che ha avuto è dovuto alla sua Agilità: la cadenza, l’organizzazione dei rilasci, i feedback utenti, l’automazione nelle build, Launchpad, ecc. Nelle slide (pag. 43-45) trovate un parallelo tra i 12 principi Agili e Ubuntu.

    Adesso ho bisogno di voi: quali sono stati i motivi del successo di Ubuntu secondo voi? Perché una cosa è sicura: il software no.

    Ci sentiamo nei commenti :)


    il 27 November 2014 22.55

    25 November 2014

    Ubumeeting Bologna 2014

    Jeremie Tamburini

    Evvai col meeting!

    Qualcosa di leggero e via.

    Sarebbe stato uno dei migliori di tutti quelli che ho seguito. Begli argomenti, relatori piNpanty, saletta sold out e tante belle cose… se solo non avessi avuto la sciagura di avere il posto vicino al Colangelo.
    Che ha il Colangelo che non va? ..direte voi. Ve lo dico io, bisbiglia. Oh, ma bisbiglia di brutto!
    E non solo, essendo stato accanto al Padovani ha finito per coinvolgerlo e alla fine anche lui ha bisbigliato di brutto.
    E quindi? E quindi non ho sentito niente di quello che hanno detto i relatori.
    L’aria era elettrica, si vedeva che da quei talk sarebbe uscito qualcosa di epocale e, a giudicare dalle facce soddisfatte degli astanti, così è stato. E io invece l’unica cosa che ho sentito è stata:”cip cip cip cip cip cip cip cip cip cip..” con accento abruzzese. Mannaggia :(

    Durante una pausa mi ero illuso di aver sistemato la faccenda, provocandogli un attacco di ridolina quando gli ho chiesto:”ehi! Hai mai visto su YouTube il video di Peter Griffin con l’attacco di tosse?”. Lui è entrato in apnea e ingenuamente ho pensato “vai è fatta, sistemato!”. Macchè, si è subito ricomposto e ridai col: cip cip cip cip cip cip cip cip cip cip…

    …però alla fine l’ho perdonato 8)
    Aveva con se un notebook di quelli veramente stilosi, con il quale ha generosamente condiviso una partita di rugby… dove alcune persone che l’unica cosa che avevano di italiano erano le divise dell’Alitalia, sono riuscite a tenere testa alla corazzata sudafricana.
    Mi sono talmente emozionato che.. come dire.. ho incominciato anch’io a bisbigliare. Oh, ma bisbigliare di brutto! Ero davvero insopportabile.

    L’Italia rischia di passare in vantaggio contro il Sudafrica. Visibile soddisfazione nell’angolo vicino alla finestra.

    Purtroppo la visione di quel bel match ha avuto un risvolto un po’ negativo. Le esose richieste in termini di banda di quel filmato streaming Full HD, devono aver mandato in tilt il WiFi dell’Hotel Ramada. Risultato: lungo blackout delle connessioni.
    Data la tipologia di persone presenti, in quella stanza c’era un rapporto di dispositivi wireless pro capite del tipo 5 a 1. La cosa ha generato un leggero, leggerissimo malumore. Forse è meglio non rivangare troppo e chiuderla qui….

    Mi sono poi in un secondo momento informato sugli argomenti dei talk:

    • Pietro Albini ci ha ricordato che se riesci a rimediare in tempi rapidissimi i problemi derivanti da una falla di sicurezza del software Drupal, ci penseranno in un secondo momento i sysadmin a bloccare il sito per svariati giorni per constatare che effettivamente era già stato posto rimedio. Peccato per quella media di 30000 download andati persi, ma vabbe’.. la sicurezza è sicurezza.
    • Paolo Sammicheli ha fatto un interessante parallelo fra le metodologie agili e lo sviluppo di Ubuntu e altro. Spero ne tragga un articolo perché ci sono elementi di riflessione a gogo. Rilasci semestrali, la piattaforma Launchpad, test frequenti e automatizzati, codice di condotta, nessuna differenza fra prodotto “enterprice” e comunitario, ecc.. Sicuri che nel panorama linuxiano pre 2004 Ubuntu non abbia portato qualcosa di nuovo? …ah no giusto, è solo marketing :P
    • Dario Cavedon ci ha incoraggiati a tenere alta la bandiera dello spam ;D Un degli argomenti di spicco è l’utilizzo dei social media (Facebook, Twitter, Google+) e delle storie che un tempo popolavano il nostro Planet. Infondo basta poco per ripopolarlo ;)
    • Leo Iannacone ci ha fatto vivere forse i momenti più divertenti. Ha sapientemente sfruttato la scusa di esaltare alcune brillanti funzionalità di Node.js per, in realtà, finire ad ironizzare sulla logica del linguaggio di programmazione che ne sta alla base… il JavaScript. Signori, se dovesse saltare una puntata di Crozza, niente paura! Basta mostrare alcuni esempi di sintassi e logica JavaScript… risate assicurate :)
    • Enio Gemmo è stato per questo meeting l’ambasciatore di un’altra straordinaria realtà presente nel panorama dei software: LibreOffice. Il suo è stato un excursus a tutto tondo sulle evoluzioni del software e delle attività connesse (vedi ancheLibreItalia). Se in ambito desktop il “pinguino” riesce a fare qualche passo in avanti, lo si deve spesso ad un software cruciale come questo in ambito lavorativo!
    • LucaFalavigna & LeoIannacone presentano Deb-o-Matic, “IL” software in grado di introdurre l’automatizzazione nella creazione dei pacchetti .deb. Ne abbiamo apprezzato la genesi, le evoluzioni e gli attuali limiti. Lunga vita a questo utile software!
    • DarioCavedon & AndreaColangelo hanno concluso lo show con una discussione incentrata sulle opportunità di creare o meno un’associazione o comunque utilizzare uno strumento adeguato per gestire donazioni, alla stregua di quello che viene fatto in altre comunità. Il dibattito è ancora aperto.

    Al prossimo meeting! ;)


    il 25 November 2014 18.26

    17 November 2014

    Mate desktop - la guida aggiornata

    Ubuntu-it Gruppo Doc

    Categoria: 

    La guida all'installazione di Mate è ora disponibile per tutte le versioni supportate di Ubuntu.

     

     

    Mate è un fork del progetto Gnome 2 e fornisce un ambiente desktop intuitivo e leggero per gli utenti Linux.
    È l'ambiente desktop predefinito di Ubuntu Mate, una derivata ancora non ufficiale di Ubuntu (probabilmente lo diventerà presto).

    L'esperienza di Ubuntu 10.04

    Quanti ricordano il vecchio stile di Ubuntu 10.04 e 10.10? Qualcuno ricorda la 10.10 come una delle versioni più efficienti di Ubuntu dei tempi passati. Se la nostalgia vi attanaglia e volete un desktop "classico" senza troppi fronzoli, allora Mate è quello che fa per voi.

    Installazione di Mate su Ubuntu e derivate

    "Devo re-installare il sistema o posso installare Mate sulla mia esistente versione di Ubuntu?"
    "Posso installare Mate su Ubuntu 12.04?"

    Non è necessario installare Ubuntu Mate per provare Mate, basta seguire la guida Wiki di Ubuntu-it e si, Mate può essere installato anche sulla 12.04 e su qualunque altra derivata ufficiale di Ubuntu.

     

    Dunque non perdiamoci in ulteriori chiacchiere e buon Mate a tutti!

     

    A cura del Gruppo Doc
    - partecipa anche tu! -

    il 17 November 2014 16.18

    16 November 2014

    Categoria: 

    A meno di una settimana dall'ubuntu-it meeting di Bologna di sabato 22 novembre, in cui avremo ospite Enio Gemmo di LibreItalia, l'associazione italiana che promuove la diffusione di LibreOffice, abbiamo deciso di intervistare il Presindente, Sonia Montegiove.

     

    Ciao Sonia, raccontaci chi sei e cosa fai, per i 4-5 lettori distratti che ancora non lo sapessero...

    Sono una informatica per professione e passione: lavoro come analista programmatrice presso il Sistema Informativo della Provincia di Perugia, faccio parte del gruppo di coordinamento del progetto di migrazione a LibreOffice delle PA dell'Umbria LibreUmbria, scrivo per diverse testate che parlano di tecnologia come Tech Economy e Girl Geek Life. Sono tra i soci fondatori dell'associazione di volontariato LibreItalia che intende promuovere il software libero e LibreOffice oltre che l'openness in generale.

    Tra le cose che ho fatto nel tempo libero negli ultimi mesi e di cui vado fiera c'è l'ebook “La Rete e il fattore C – competenze, consapevolezze, conoscenze”, che ho curato insieme a Emma Pietrafesa e Flavia Marzano su rischi e opportunità della Rete, e un altro ebook che uscirà nelle prossime settimane per Tech Economy “10 personaggi in cerca di LibreOffice”, una guida gratuita all'uso del programma adatta anche a principianti.

     

    L'iniziativa "LibreUmbria@scuola" a cui hai contribuito ha vinto "eGov 2014", che premia l'innovazione nella Pubblica Amministrazione. Quale è stata la motivazione?

    LibreUmbria@Scuola è stato premiato per il modo innovativo in cui la PA è entrata nella scuola portando cultura digitale e, in questo caso, software libero. Il progetto, infatti, è stato realizzato dal Centro di Competenza sull'Open Source regionale, in collaborazione con gli altri Enti facenti parte del progetto LibreUmbria ed ha visto l'organizzazione di seminari su ragazzi e tecnologia oltre a corsi in aula multimediale su LibreOffice rivolti a docenti e insegnanti del terzo circolo didattico di Perugia (scuola dell'infanzia e primaria). Abbiamo proposta una sorta di gemellaggio a costo quasi zero tra PA e scuola, con le prime che hanno messo a disposizione personale (quindi competenze) e buone pratiche a favore della scuola, troppo spesso in difficoltà proprio per mancanza di competenze informatiche.

     

    Sonia, sei Presidente di LibreItalia, l'associazione italiana per sostenere la diffusione di LibreOffice, la suite libera per ufficio più diffusa al mondo. Come è nata l'idea dell'associazione?

    L'idea di costituirci in associazione è nata, anche grazie al sostegno del nostro presidente onorario nonché tra i padri fondatori di The Document Foundation Italo Vignoli, subito dopo il successo di LibreUmbria che si è esteso a macchia d'olio ad altre PA ed aziende. La community italiana di LibreOffice è molto attiva ed ha su Google Plus un “posto” dove 2mila500 persone ogni giorno condividono problemi e soluzioni, si aiutano, si incoraggiano, si confrontano. E' una realtà così bella e viva che ci auguriamo possa trovare nell'associazione un appoggio in più per poter mettere in pratica azioni utili a sostenere la diffusione di LibreOffice e del software libero in generale oltre che dei formati aperti. Possiamo dire che l'idea di una associazione era sentita da molti, visto che nel giro di soli due mesi abbiamo avuto oltre 150 adesioni.

     

    Quali sono gli interlocutori principali a cui si rivolge LibreItalia?

    LibreItalia è stata definita “la casa degli utenti di LibreOffice” perché vuole riunire tutte le persone che usano il programma (o lo vogliono utilizzare) ma vorremmo che potesse diventare la casa di chi nell'importanza della conoscenza condivisa, della collaborazione e della condivisione ci crede tanto da impegnare un po' di tempo libero nel sostenerne la diffusione.

     

    Quali sono i progetti in corso e quelli futuri di LibreItalia?

    Siamo partiti con un carico di idee e progetti che ci auguriamo possano coinvolgere attivamente tutti i soci. Vogliamo promuovere LibreOffice nelle scuole dove stiamo attivando alcune esperienze pilota utili a creare esperienze replicabili in diversi territori; desideriamo dare buone motivazioni alle PA per scegliere software libero e formati aperti (per questo abbiamo di recente contattato Agid e abbiamo fatto proposte concrete); vogliamo sostenere la diffusione della ECDL open source; ci piacerebbe attivare momenti di informazione e formazione sul software libero, sui formati aperti e sugli open data; desideriamo organizzare corsi di formazione gratuiti, anche in e-learning, per sviluppatori e utenti finali di LibreOffice. Abbiamo costituito dei gruppi di lavoro e il prossimo 29 novembre organizzeremo a Bologna la prima conferenza italiana di LibreOffice, finalizzata a conoscerci oltre anche di persona oltre che in Rete e ad iniziare questo bel viaggio insieme.

     

    In cosa consiste la proposta inviata da LibreItalia a "La buona scuola" dal titolo "Crescere a pane e software libero"?

    Con la partecipazione con un nostro position paper a La buona scuola abbiamo voluto “ricordare” che si può crescere, appunto, a pane e software libero fin da bambini, imparando proprio sui banchi di scuola l'importanza dei valori che sono alla base dell'open source. Valori che favoriscono un uso consapevole delle tecnologie e degli strumenti che i ragazzi hanno a disposizione.

     

    LibreOffice ha le stesse funzioni delle più note suite per ufficio proprietarie, cosa manca ancora per fare il "salto di notorietà"?

    Manca “cultura digitale”, una cosa di cui oggi fortunatamente si è cominciato a parlare e che rappresenta un ostacolo alla diffusione non solo del software libero ma di qualunque innovazione. La maggior parte delle persone non conosce il significato di open source, confuso troppo spesso con “gratis” e, pertanto, non di valore. Il nostro compito è quello di portare, anche attraverso l'uso dei social network che ad esempio con LibreUmbria hanno fatto la differenza, queste tematiche alla gente comune, quella che non è dentro le community e non sa di cosa stiamo parlando. Bisogna far capire che non si può rinunciare ad avere un approccio critico alla tecnologia e agli strumenti digitali che usiamo, perché, come abbiamo detto durante l'ultimo Linux Day, liberi digitali non si nasce ma lo si può diventare.  

     

    Grazie Sonia, è stato un piacere averti ospite, ci sentiamo presto! :-)

    il 16 November 2014 09.13

    11 November 2014

    Telegram is a cloud-based messaging app that focus on security and speed. Its primary competitor is WhatsApp, which cares more about money than users’ privacy. Telegram is free, open source, and cares about the user.

    You can find a Telegram app for every mobile platform: Android, iOS, Windows Phone, Ubuntu Touch too (unofficial). Thanks to its openness, we could use it on desktops too, thanks to third party apps like Webogram (Chrome extension), Sigram (Linux native client), and others. Recently the team released the official desktop apps: a web version along with native clients for Linux, Windows, and Mac OS X.

    SaperBramate tells us more about Telegram, a good read before installing it!

    Install Telegram for Linux

    You can download Telegram for Linux from the official website. It will detect the operating system you use and offer you a download button that suits your needs.

    Once downloaded, you can see that you don’t have a package (.deb, .rpm, or whatever), but a compressed archive (.tar.xz). If you extract the archive, you see two executables: Telegram, the application itself, and Updater, unsurprisingly the executable that lets you update the application. This means that you can’t have an application for Telegram, but only a precompiled binary.

     

    But wait…we’re on Linux!

     

    How to use Telegram for Linux as an application

    Being on Linux means that, if you know how to do it, you can do whatever you want. And this is a case in which things are easy, although they might seem scary.

    We will make Telegram for Linux available to our user only, to make things easier (i.e. avoid problems with permissions). I also assume that you are using GNOME or Unity, as things will change with other desktop environments.

    First of all, extract the archive you downloaded previously from the Telegram website and place it in your home directory. Than open a terminal window and create the only file needed for our desktop environment to recognize Telegram as an application:

    nano .local/share/applications/telegram.desktop
    

    This will open the nano editor to create a new file. The contents of the file are like the following:

    [Desktop Entry]
    Encoding=UTF-8
    Name=Telegram
    Exec=/home/username/Telegram/Telegram
    Icon=/home/username/Telegram/telegram128.png
    Type=Application
    Categories=Network;
    

    Let me explain this a little bit. First of all, we’re adding a new Desktop Entry of Application type. We’re calling it Telegram (the Name property) and setting the path to the executable (Exec) and icon.

    But man, I don’t have any telegram128.png in my Telegram folder!

    I know, but you can download it here:

    Telegram for Linux icon

    Right-click to download

    Now, download the icon, save it into your Telegram folder, replace username with your own username in your desktop file’s paths, save it with Ctrl+O, confirm the name with Enter, then exit with Ctrl+X.

    You’re done! Easy enough, wasn’t it? Check it out yourself!

    The post Install Telegram for Linux as an application appeared first on deshack.

    il 11 November 2014 17.43
    Categoria: 

    GNOME è un progetto per lo sviluppo di un ambiente desktop ed applicazioni per esso che dal 1999 punta a fornire un'esperienza migliore per gli utenti.
    Esso è usato come ambiente grafico predefinito dalla derivata ufficiale "Ubuntu GNOME", ed alcune delle sue applicazioni sono parte fondamentale di Ubuntu.

    In questi giorni il Progetto GNOME si è trovato ad affrontare un' enorme problema con Groupon, celebre azienda che offre sconti su una moltitudine di attività, dai viaggi ai pasti.
    Quest'ultima ha infatti lanciato pochi giorni fa un dispositivo chiamato "Groupon GNOME", un POS basato su un tablet e altre tecnologie proprietarie.

    Il nome GNOME è un trademark di proprietà della GNOME Foundation, che prontamente ha richiesto alla nota azienda di scegliere un nome alternativo per il dispositivo. Groupon, dal canto suo, ha risposto inviando 28 richieste di nuovi trademark tutti riferiti al nome GNOME.
    Il comportamento dell'azienda rappresenta una palese violazione del marchio registrato dalla GNOME Foundation, nonché un affronto ad una delle più importanti comunità nel panorama del Software Libero. Rilasciare un dispositivo basato completamente su software chiuso con il nome di un importante progetto open-source trae in inganno gli utenti ed è un'insulto per tutti coloro che contribuiscono o hanno contribuito al progetto.
    Quest'atto è pericoloso non solo per il progetto GNOME, ma per tutta la comunità che sostiene i progetti di Software Libero e Open Source, che in virtù della propria natura ha spesso difficoltà nel rispondere a comportamenti aggressivi da parte di grandi aziende come Groupon.

    La comunità italiana di Ubuntu sostiene il progetto GNOME in questa campagna di sensibilizzazione e invita tutti i sostenitori del Software Libero a donare anche una piccola somma per la copertura delle spese legali che GNOME dovrà sostenere per difendere i propri diritti.
    Per maggiori informazioni visitate l'annuncio del progetto GNOME.

    il 11 November 2014 17.20

    07 November 2014

    Ho molte istanze in diversi cloud, anche approfittando di alcune offerte gratuite per sviluppatori: Amazon Web Services (AWS), Digital Ocean, HP Cloud, ma anche cloud regionali come Moresi.Com, Enter o le mie istanze virtuali sui miei sistemi in housing.

    Insomma, un bel po’ di sistemi Linux distribuiti nel mondo, forse come molti informatici.  E su questo si incastra il problema di avere la mia identità e quella dei miei utenti/sviluppatori distribuita in questi sistemi. Mentre in una intranet avrei usato LDAP senza esitazioni, creare un LDAP esposto ad Internet potrebbe non essere una buona idea.

    Allora come fare a risolvere questo problema e contemporaneamente avere un ottimo livello di sicurezza? La risposta potrebbe essere quella di usare il nuovo modulo NSS per SecurePass.

    Fino ad adesso SecurePass è stato sempre usato come un “two factor authentication” nel cloud, soltanto sfruttando la parte di autenticazione nel sistema operativo. Ma la nuova versione beta è in grado di ospitare gli “extended attributes”, che sono informazioni arbitrarie che un amministratore o una applicazione puo’ usare per ogni utente di SecurePass.

    Useremo SecurePass per autenticare l’utente e tenere le informazioni Unix atttraverso questa nuova funzionalità. In particolare, useremo:

    • il sottosistema PAM per autenticare gli utenti via RADIUS
    • il nuvo modulo NSS di SecurePass per ottenere informazioni di UID/GID/….

    SecurePass e gli extended attributes

    La prossima generazione del servizio SecurePass (attualmente in beta) è in grado di ospitare informazioni arbitrarie per ogni profilo utenti. Questa funzionalità è chiamata “Extended Attributes” (o xattrs) e -come potete immaginare- sono organizzate in modalità chiave/valore.

    Dovete avere i SecurePass tools per modificare gli extended attributes di un utente. Le nuove release di Debian Jessie and Ubuntu Vivid Vervet, avranno un pacchetto per questo, quindi potrete fare:

    # apt-get install securepass-tools
    

    Per altre distribuzioni Linux (o Unix), potete usare il python package installer (PIP) per installare i tools. Installate come pre-requisito pycurl e poi:

    # pip install securepass-tools
    

    Anche se i SecurePass tools hanno la possibilità di avere un file di configurazione locale, per questo tutorial raccomandiamo di creare un file /etc/securepass.conf, in modo da essere usato anche dal modulo NSS. Il file di configurazione e’ simile a quanto sotto:

    [default]
    app_id = xxxxx
    app_secret = xxxx
    

    Dove app_id e app_secrets sono API keys valide per accedere a SecurePass beta.

    Attraverso la riga di comando, saremo in grado di impostare UID, GID e tutti gli attributi Unix per ogni utente:

    # sp-user-xattrs user@domain.net set posixuid 1000
    

    Mentre  posixuid e’ l’attributo minimo per avere un login su Unix con il modulo NSS, i seguenti attributi sono validi:

    • posixuid → UID dell’utente
    • posixgid → GID dell’utente
    • posixhomedir → Home directory
    • posixshell → Shell preferita
    • posixgecos → Gecos (il default è lo username)

    Installazione e configurazione del modulo NSS SecurePass

    Similmente a quanto avviene per i tools, Debian Jessie e Ubuntu Vivid Vervet hanno un pacchetto nativo per SecurePass

    # apt-get install libnss-securepass
    

    Per le precedenti releases di Debian e Ubuntu, ma anche per CentOS e RHEL, è sempre possibile installare il modulo. I sorgenti sono disponibili su:

    https://github.com/garlsecurity/nss_securepass

    Poi:

    ./configure
    make
    make install (solo Debian/Ubuntu)
    

    Per CentOS/RHEL/Fedora bisogna installare il modulo NSS nel posto giusto:

    /usr/bin/install -c -o root -g root libnss_sp.so.2 /usr/lib64/libnss_sp.so.2
    ln -sf libnss_sp.so.2 /usr/lib64/libnss_sp.so.2
    

    Il file di configurazione /etc/securepass.conf va esteso per avere le informazioni di default per il modulo NSS. Bisogna creare una sezione [nss] come da basso:

    [nss]
    realm = mydomain.com
    default_gid = 100
    default_home = "/home"
    default_shell = "/bin/bash"
    

    Il realm va impostato come quello registrato su SecurePass, il modulo NSS farà append del dominio/realm corrispondente all’utente Unix. Io preferisco impostare il GID corrispondente al gruppo “users”, che di solito su Linux è il gruppo 100. Fate in modo che questo gruppo esista a livello di sistema operativo. Se non si impostano i default su home e shell, i default dei default sono “/home” e “/bin/false”

    Dobbiamo ora configurare il Name Service Switch (NSS) per usare SecurePass. Cambiamo il file  /etc/nsswitch.conf aggiungendo “sp” alla riga passwd come segue:

    $ grep sp /etc/nsswitch.conf
    passwd:     files sp
    

    Controllate che il sottosistema NSS stia funzionando con il modulo SecurePass facendo una query alla tabella passwd come segue:

    $ getent passwd user
    user:x:1000:100:My User:/home/user:/bin/bash
    
    $ id user
    uid=1000(user)  gid=100(users) groups=100(users)
    

    A questo punto abbiamo configurato gli utenti a sistema operativo, ma gli stessi non potranno collegarsi perche’ manca una password corrispondente. Useremo SecurePass per autenticare gli utenti.

    Configurare PAM per SecurePass

    Se stai usando CentOS o RHEL, bisogna avere EPEL configurato. Per attivare EPEL, seguite le istruzioni su http://fedoraproject.org/wiki/EPEL

    La configurazione seguente non è stata provata con SE-Linux abilitato (controllate che sia disabilitato o in modalita’ permissive).

    Su CentOS/RHEL, installate il modulo PAM RADIUS con:

    # yum -y install pam_radius
    

    Su Debian/Ubuntu, installate il modulo PAM RADIUS con:

    # apt-get install libpam-radius-auth
    

    Nota: al momento della scrittura del presente articolo, EPEL 7 è ancora in beta e non contiene il modulo PAM RADIUS. E’ stata fatta una richiesta attraverso il Bugzilla di RedHat per includere questo pacchetto in EPEL 7

    Accediamo all’interfaccia di amministrazione SecurePass e aggiungiamo un nuovo device RADIUS. Dobbiamo solo settare l’IP Pubblico del server, un fully qualified domanin name (FQDN) e la secret pass per l’autenticazione Radius. Se siete sotto NAT, questo corrisponde all’IP pubblico di uscita dei pacchetti. Dopo l’aggiunta avremo un piccolo riassunto con i dati del device appena aggiunto. Per questo esempio, useremo “secret”.

    Configurate il modulo PAM RADIUS attraverso il file /etc/pam_radius.conf e aggiungete le seguenti righe:

    radius1.secure-pass.net secret 3
    radius2.secure-pass.net secret 3
    

    Ovviamente “secret” è la stessa che abbiamo impostato attraverso l’interfaccia di amministrazione di SecurePass administration interface. A questo punto bisogna modificare il file di configurazione di PAM.

    In CentOS, modificate il file /etc/pam.d/password-auth-ac; in Debian/Ubuntu modificate il file /etc/pam.d/common-auth ed assicuratevi che il modulo pam_radius_auth.so sia nella lista.

    auth required pam_env.so
    auth sufficient    pam_radius_auth.so try_first_pass
    auth sufficient pam_unix.so nullok try_first_pass
    auth requisite pam_succeed_if.so uid >= 500 quiet
    auth required pam_deny.so
    

    Conclusioni

    E’ difficile avere a che fare con tante istanze Linux distribuite; ci sono problemi che spaziano dal mantenere il software sempre aggiornato, al logging centralizato fino alla gestione delle utenze. Nel cloud, infatti, non è sempre possibile usare i software che tradizionalmente venivano usati nelle intranet. Alcuni tools, come SecurePass, possono aiutare nella gestione quotidiana.

    Per poter accedere alla Beta di SecurePass, bisogna attivare SecurePass su: http://www.secure-pass.net/open

    E successivamente mandare una mail a support@secure-pass.net richiedendo l’accesso alla beta.

    il 07 November 2014 16.31

    05 November 2014

    After a very long wait, I recently released Pinterest for WordPress 1.0, which was a great improvement over the previous 0.3 version in that its code had been completely rewritten, the three separate widgets merged into one, and shortcodes were introduced, allowing you to put Pinterest widgets in posts and pages.

    New update: 1.0.1

    Today comes a new update voted to internationalization: Pinterest for WordPress 1.0.1 introduces Lithuanian translation! Thanks to shookees for the contribution.

    Along with the new language, this little patch moves the Pinterest script at the end of the wp_footer action instead of wp_head to improve performances. Although it is loaded asynchronously, loading the script in the <head> may cause performance issues in heavy websites and basically we don’t need to load Pinterest badges early.

     

    Download Pinit 1.0.1

    How to contribute

    Pinit, Pinterest for WordPress, is maintained by me and supported by the WordPress Italy+ community on Google+. If you want to give your own contribution to the project, head over to the GitHub repository, have a look at the open issues and join the discussion or directly try to close them after forking the repository. Then, submit a pull request and wait for the review.

    You can follow the same steps to submit new translations. See WordPress Codex to learn how to translate a plugin.

    We need also some graphics to enhance Pinit’s page in the WordPress Plugins Directory and inside WordPress Admin, so feel free to contact me if you please.

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    il 05 November 2014 12.10

    24 October 2014

    ubuntu-it al Linux Day 2014

    Ubuntu-it Newsletter

    Categoria: 

    Logo del Linux Day 2014 La Comunità Italiana di Ubuntu sarà presente al Linux Day 2014,

     

    Al Linux Day di Roma, organizzato da Roma2LUG, Flavia Weishizzi e Luca Ferretti, terranno il talk "this=that… ovvero MIR, un display server per domarli tutti", parlando di MIR, il discusso progetto Ubuntu che  sostituirà X.org.

    Al Linux Day di Milano, organizzato dalla "Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri (SIAM)",  ci sarà uno spazio dedicato a Ubuntu e alla Comunità, presidiato da Monia Spinelli, che terrà il talk "Ubuntu e ubuntu-it: Passione, lavoro, divertimento e curriculum" (alle ore 10.00).

    Al Linux Day di Pordenone, organizzato da PN LUG, ci sarà uno spazio dedicato a Ubuntu, alla Comunità e a Ubuntu Touch, con Paolo Garbin e Sergio Zanchetta.

    Al Linux Day di Schio, organizzato da AVi LUG, ci sarà uno spazio dedicato a Ubuntu, alla Comunità e a Ubuntu Touch, dimostrazioni pratiche con i Nexus 4 "motorizzati da Ubuntu Touch", con Carla Sella e Dario Cavedon.

     

    Le nostre valorose persone saranno a disposizione per qualsiasi domanda su Ubuntu, di cui è appena uscita la release 14.10 Utopic Unicorn, sulla Comunità e su come contribuire a rendere la nostra amata distribuzione Linux sempre più bella.

    Vi aspettiamo!

    il 24 October 2014 12.50

    22 October 2014

    Debian hangs during boot

    Mattia Migliorini

    This morning I came to work a hour earlier than usual. I started my work PC and waited for it to boot into Debian Jessie. And waited… waited… waited…

    This sounds strange, doesn’t it? It generally boots rather quickly. In fact Debian hangs during boot with this message:

    A start job is running for Create Volatile Files and Directories

    Followed by a timer and no limit. You can leave it there, but it does not finish and just hangs there. So, let’s try understand the problem.

     

    The problem

    The problem here is quite obvious: in the previous session you updated systemd to version 215-5+b1. If you have a look at your system’s /tmp directory (you can’t do it now, but we’ll do it later for sake of knowledge), you find out that it’s bloated. Here’s the bug report.

    Edit

    As OdyX points out in the comments, the real problem has to do only with the /tmp directory and is caused by a bug in system-config-printer, and systemd is responsible only to expose the problem.

     

    The solution

    Thankfully, the solution is pretty straightforward. Reboot your computer with Ctrl+Alt+Del and wait for Grub to load, then press e to edit Debian’s entry. After the line with /boot/vmlinuz... add the following:

    --add rw init=/bin/bash

    And press F10 to boot. Debian will load as a shell with root permissions, so you can do whatever you want (but be careful, because you can cause big issues too!

    Now it’s time to check your /tmp directory:

    ls -l /tmp
    

    You should wait some minutes until it finishes, and the output may scare you. It’s bloated, as I told you before. What can you do now? Just remove and recreate it.

    rm -rf /tmp
    mkdir /tmp
    chmod 1777 /tmp
    

    Now restart your PC and check it out: Debian will boot correctly!

     

    Conclusion

    Is systemd ready to go towards a Debian stable release? I don’t think so. The team has to work hard to accomplish this step. So, good luck guys, and please test it a little more next time!

    See edit above.

     

    Source: Debian User Forums

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    il 22 October 2014 08.05

    17 October 2014

    Il Linux Day a Pordenone

    Paolo Garbin (paolettopn)

    linuxday_logoQuesta manifestazione è nata nel 2001 per iniziativa diDavide Cerri e Antonio Gallo dell’ Italian Linux Society (ILS), con lo scopo di valorizzare la rete dei LUG italiani organizzando una manifestazione di portata nazionale ma allo stesso tempo delocalizzata sul territorio. La prima edizione del Linux Day si è tenuta il 1º dicembre 2001 in circa quaranta città sparse su tutto il territorio nazionale.

    Questa è la quattordicesima edizione della principale manifestazione di promozione di GNU/Linux e del Software Libero in Italia.

    Decine di appuntamenti nelle principali città italiane per conoscere, capire, condividere ed approfondire la cultura che ha cambiato e continua a cambiare il nostro mondo. Decine di appuntamenti legati insieme da un filo conduttore comune: “la Libertà Digitale”.

    Ma basta un solo giorno, seppure intenso, per raccontare tutta l’innovazione offerta da Linux, dal Software Libero e dal modello Open Source?

    Assolutamente no! Per questo ed altri motivi il Pordenone Linux User Group ha deciso di creare, con un importante sforzo organizzativo assieme al Polo Tecnologico ‘Andrea Galvani’ di Pordenone e con il patrocinio del Comune di Pordenone, questa nuova iniziativa per offrire un percorso articolato in più eventi.

    Quando, Dove, Contatti

    Per poter seguire da vicino le conferenze e tutto il programma del nostro evento, vi consigliamo di effettuare la VOSTRA REGISTRAZIONE tramite il modulo presente su questo sito.

     INGRESSO LIBERO

    Conferenze

    1. Virtualizzazione con Proxmox VE (Stefano Morandi & Roberto Colonello)
    2. Sicurezza delle reti e dei sistemi (Andrea Zwirner)
    3. Linux embedded (Andrea Scian)
    4. OpenWRT e applicazioni (Sergio Zanchetta & Marco Gaiarin )
    5. Utilizzo e amministrazione di Asterisk (Giuseppe Fabiano)

    6. I FabLab in FVG: dall’idea al progetto (Carlo Fonda)
    7. Associazione Terraé (Enrico Mattiuzzi, Loris Piva)
    8. IDempiere, il gestionale Open Source per tutti (Marco Longo)
    9. Le comunità digitali… (Giovanni Longo)

     Locandina

    Locandina_LD_2014

    Collabora con noi e aiutaci a diffondere questo nostro evento, stampando e distribuendo liberamente in proprio il volantino del Linux Day 2014 in formato A5.

    il 17 October 2014 05.42