24 January 2017

canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Canonical e Amazon Web Services (AWS) stanno per fornire il miglior supporto cloud in circolazione permettendo agli utenti di AWS di acquistare il pacchetto Ubuntu Advantage (UA) Virtual Guest, che ha lo scopo di dare il supporto professionale necessario per avere successo nel cloud. L’annuncio è stato fatto il 28 novembre 2016, nell’ambito della conferenza AWS re:Invent 2016 di Amazon dedicata agli esperti cloud di tutto il mondo.

Noi crediamo che coloro di voi che hanno intenzione di acquistare il pacchetto di supporto professionale Ubuntu Advantage Virtual Guest di Canonical sul marketplace AWS debbano conoscere tutti i suoi benefici. A tal proposito, avrete accesso al Livepatch Service di Canonical per aggiornamenti del kernel senza riavvio per le vostre immagini di Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) usando il kernel Linux 4.4 con supporto a lungo termine.

Inoltre, coloro che faranno tale acquisto avranno accesso diretto allo strumento di gestione di sistema Landscape (la versione Saas), se hanno intenzione di utilizzare il sistema operativo Ubuntu Linux, accesso al Knowledge Hyb di Canonical e a tutti gli ultimi aggiornamenti di sicurezza; così come al supporto web -e telefonico- 24/7 di esperti nel campo, insieme ad un’opzione per usufruire di un supporto ingegneristico di Canonical dedicato.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565.shtml


il 24 January 2017 11.49

ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Leann Ogasawara di Canonical ci ha dato notizie riguardo l’imminente secondo punto di rilascio del sistema operativo basato su Linux Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus).

Dopo aver pubblicato la tabella di marcia del rilascio per il sistema operativo Ubuntu 17.04 (Zesty Zapus), che si trova al momento sotto un massiccio sviluppo, pare che Canonical abbia anche in mente di aggiornare l’attuale rotta di Xenial indicando come data di rilascio per Ubuntu 16.04.2 LTS (Xenial Xerus) giovedì 19 gennaio 2017.

Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) è un rilascio con supporto a lungo termine, il che significa che riceverà correzioni di sicurezza e aggiornamenti software per cinque anni, fino ad aprile 2021. Durante questo tempo, il SO di solito ottiene un totale di cinque punti di rilascio. Attualmente, Ubuntu 16.04 LTS e 16.04.1 LTS sono supportati dal ramo del kernel LTS Linux 4.4.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572.shtml


il 24 January 2017 11.18

17 January 2017

Ciao! 🙂
Se sei arrivato fino a qui, vuol dire che sei spinto dalla curiosità di cosa sia il Google Hash Code 2017 e come puoi fare per partecipare in questo evento ma… andiamo con ordine!

Cos’è il Google Hash Code 2017?

Hash Code 2017 è una competizione a squadre organizzato da Google e riguarderà principalmente la programmazione.
Quello che farai sarà scegliere un team (o crearne uno), scegliere assieme al team, un linguaggio di programmazione e risolvere assieme ai compagni di squadra un problema di vita reale che sarà scritto e rilasciato da Google stessa il giorno della competizione.

Per ogni round della competizione, Google presenterà un problema e il tuo team dovrà risolvere il problema generando una soluzione. La soluzione poi, sarà inviata sulla relativa piattaforma e potrai inviarne tante soluzioni quante ne vorrai.
Il tabellone dei punteggi si aggiornerà in tempo reale e saprai subito (non appena invii) quanti punti avrete rispetto ad un altro team.

Le migliori squadre vinceranno spettacolari premi messi in palio da Google oltre a considerare che la finale sarà a Parigi, con la maggior parte delle spese rimborsate (previa richiesta)!

Sei pronto per la sfida? 🙂

E tu, cosa fai caro Mirko?

Se questa domanda te la sei posta o meno beh, io ti rispondo lo stesso!

Non sono pagato per pubblicizzare questo evento ma io suppongo che se sei un programmatore o addirittura basta essere anche colui che ci mette la mente, sei utile e perché non mettersi in gioco quando in palio ci sono belle cose?
Tra l’altro, non ti nascondo che sarà una bellissima esperienza oltre che ad una giornata passata in compagnia con persone che se non sono tuoi amici, beh, saranno sicuramente nuove amicizie… ti pare poco? 😛

Tornando in tema, il mio ruolo sarà da organizzatore principalmente perché dovete lavorare in un ambiente tranquillo, senza distrazioni, insieme e in un ambiente dove avete un ambiente comodo, riscaldato e con una connessione ad internet all’elettricità per i vostri computer.
Ovviamente, il mio ruolo sarà di trovare il posto perfetto alle vostre esigenze, mostrare le tracce che usciranno, cercare di spiegarle nel miglior modo e assistere voi squadre che sarete presenti.

Come faccio ad iscrivermi?

Per iscrivervi dovete fare questi due passaggi:

  1. Prima di tutto dovrete iscrivervi su QUESTA PAGINA per partecipare all’evento Hash Code.
  2. Formate un Team dalle 2 alle 4 persone attraverso il vostro Judge System che sarà creato entro 24h.
    Se vi manca un team o avete problemi durante la registrazione, usate il form dei commenti disponibile in fondo alla pagina, vi risponderò tempestivamente.
  3. [OBBLIGATORIO] Quando avete formato il team, dovete registrarvi su QUESTA PAGINA accedendo con il vostro profilo (che avete usato per registrarvi) e selezionare l’HUB L’Aquila Developers.

Una volta fatto ciò, siete pronti, vi manderò ulteriori istruzioni dettagliate come posizione e orari da rispettare il giorno della competizione così come un indirizzo mail per eventuali dubbi prima dell’evento.

Le iscrizioni saranno valide fino al 20 febbraio alle ore 18.00 ed è completamente GRATUITA!!!

P.s. se arriviamo ad almeno 20 iscrizioni entro il 5 febbraio su L’Aquila Developers, come premio partecipazione ci saranno gadget originali marchiati Google per tutti coloro che saranno presenti.
Iscrivetevi e invitate tutti i vostri amici, colleghi e compagni di classe che sono interessati a partecipare!!
Tutti sono utili e nessuno è escluso, programmatori, persone bravi con la logica, persone di chimica, economia, etc etc 🙂

Premiazioni

Il gioco vale la candela perché se siete un team vincitore, il round finale (quindi lo step successivo) come detto lo farete a Parigi (potete fare richiesta di rimborso fino a 500€) e i primi 3 vinceranno premi che possono essere da dispositivi come telefoni ad altre cose.

Informazioni particolari

Prima di iscrivervi però, vi chiedo cortesemente di rispettare questi requisiti:

  1. Devi aver compiuto almeno 18 anni entro il 23 febbraio.
  2. Devi (dopo l’iscrizione) far parte di un team di almeno 2 persone fino ad un massimo di 4 persone.
    In caso non trovi nessuno, fammelo presente e ti aiuterò a trovare il team o altre persone per formarne uno.
  3. DOVRAI GIOCARE SPORTIVAMENTE dopotutto siamo qui anche per divertirci tutti assieme 🙂
  4. La soluzione finale verrà giudicata da una giuria di ingegneri Google! Non sarà possibile avere preferenze o meno.
  5. Sei libero di portare bevande e panini mantenendo un ambiente pulito.

L'articolo Google Hash Code 2017 – Abruzzo sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 17 January 2017 20.39
Categoria: 

http://www.ubuntu-it.org/sites/default/files/logo_2_2016.png

Il 2016 si è rivelato un anno denso di attività per il gruppo documentazione. Sempre in prima linea, abbiamo accolto numerose persone interessate all'open source, a Ubuntu e alla sua diffusione, con l'intento di creare una documentazione unica, aggiornata e ricca di argomenti utili per tutti gli utenti di Ubuntu.
Il gruppo ha visto l'entrata di nuovi elementi nello staff e durante l'anno non sono mancate idee e spunti di riflessione per andare a correggere gli aspetti organizzativi della documentazione, con l'intento di migliorarne sempre più la fruibilità.

L'anno 2016 è finito, cogliamo quindi l'occasione per riassumere l'immenso lavoro svolto in 365 giorni.

 

I numeri

  • Nel 2016 sono entrate a far parte del gruppo documentazione due persone: Giulio Leuci e iononsbalgiomai. L'ingresso di nuovi membri è sempre un buon indicatore di attività nella nostra comunità.

  • Due sono anche le versioni di Ubuntu rilasciate: Ubuntu 16.04 LTS e Ubuntu 16.10. Il gruppo documentazione ha aggiornato le guide più importanti prima che fossero pubblicate queste nuove versioni di Ubuntu, come indicato nelle pagine GruppoDocumentazione/Xenial e GruppoDocumentazione/Yakkety.

  • Un po' di pubblicità non fa mai male, noi del gruppo documentazione l'abbiamo capito. Non tanto per farsi belli sul web, ma piuttosto per farsi aiutare! Nel 2016 abbiamo pubblicato sul nostro blog 11 articoli che ci hanno aiutato a mantenere viva l'attenzione sulla documentazione, segnalando le novità più importanti a tutti voi e invogliando anche i più restii a provare.

  • Il 2016 è stato anche l'anno con il maggior numero di guide revisionate di sempre *¹!! Più di 120 guide sono state aggiornate o scritte da zero, segno di una comunità in crescita. Come diciamo sempre, il solo gruppo doc non può rinnovare la documentazione da solo. È qui che entrano in gioco tutte le persone che dedicano il proprio tempo ad aggiornare la documentazione, che la leggono, che scrivono nuove guide e si confrontano con noi ogni giorno per migliorare i contenuti. È quindi tutti coloro che hanno partecipato che dovete innanzitutto ringraziare, per l'impegno e la dedizione dimostrati.

  • Il forum di Ubuntu-it è il luogo di raccolta per tutti coloro che partecipano alla stesura della documentazione. Nel 2016 sono stati discussi più di 220 thread nella sola sezione forum del gruppo documentazione, sinonimo di partecipazione ampia e aperta a tutti.

  • Spesso i membri del gruppo documentazione si consultano tramite posta elettronica, per discutere degli aspetti "organizzativi". Nell'anno 2016 nella mailing list del gruppo documentazione sono passate più di 380 e-mail. I numeri parlano da sè.

 

Cos'è stato fatto, cosa si dovrà fare

Vedendo questi numeri, è facile capire come il lavoro svolto vada ben al di là delle 120 guide revisionate. Spesso applichiamo modifiche giornalmente alla documentazione che non vengono elencate nel lavoro svolto. Dalla più semplice correzione di un collegamento alla riscrittura di una guida, dalla modifica grafica delle pagine agli aspetti amministrativi, le attività sono davvero tantissime! Ma passiamo ora ai contenuti.
Grazie alle doti organizzative di Xavier, un membro del gruppo doc, è stata aggiornata la maggior parte del portale Ambiente grafico. Xavier ha saputo ampliare la partecipazione degli utenti e i risultati sono stati stupefacenti. La sezione Notebook ha visto un incremento di attività, grazie alla facilità di compilazione delle guide in esso contenute. Diverse guide riguardanti l'installazione di Ubuntu sono state aggiornate e migliorate. Stessa sorte è toccata anche a pagine riguardanti la navigazione internet, l'installazione di programmi, le schede video AMD e tante altre pagine e sezioni del wiki. Quasi tutti i portali della documentazione wiki hanno subito delle modifiche più o meno sostanziali. Non possiamo elencarle tutte, ma possiamo darvi un assaggio delle più importanti revisioni nella pagina Lavoro svolto.

 

<<Cosa manca? Cosa avete in serbo per il futuro?>> In poche parole: tutto quello che la comunità potrà offrire :)
Noi siamo molto soddisfatti e orgogliosi dei risultati raggiunti. Non solo per la mole di lavoro svolto, che rimane davvero notevole, ma anche per la capacità che abbiamo appreso di collaborare con persone sempre nuove, spinti dal genuino interesse di fornire una documentazione quanto più possibile rinnovata e comprensibile, utile e interessante. Se anche tu credi che questi obiettivi siano importanti, puoi farti avanti oggi stesso ;)

 

Per concludere, desideriamo ringraziare infinitamente tutti coloro che hanno partecipato, portato le proprie idee e sopportato le nostre interminabili precisazioni come solo un monaco tibetano saprebbe fare. Quindi grazie a tutti voi daigo, seagull-, jacopo-cicatiello, cescomail, phonicmouse, stef.contadino, OscarTazza, ravenglass, ilgallinetta, wilecoyote, cialu, gem1978, erbasox, ivantu, corradoventu, al buon luca.gambardella e a tutti gli altri che per una ragione o l'altra ci siamo dimenticati di scrivere. E perché no, grazie anche a noi!

 

: da quando teniamo traccia del lavoro svolto.

 


A cura del Gruppo Doc
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il 17 January 2017 13.16

15 January 2017


È notizia di un qualche giorno fa che Dell, il colosso americano dei PC, ha reso disponibile alla vendita in tutto il mondo un nuovo portatile con Ubuntu preinstallato, il Precision 3520. Si tratta del primo di una serie di portatili (e un desktop) che Dell metterà in vendita nel corso della prima metà del 2017.

Gli amanti di Linux saranno sicuramente contenti di questa decisione. Dopo qualche anno di rodaggio con il super notebook XPS 13 Developer Edition, e qualche modello in vendita solo negli USA, la famiglia pinguina di prodotti Dell si allarga con ulteriori macchine, che hanno anche un prezzo più accessibile. Da precisare che questi nuovi computer sono disponibili anche per il mercato italiano, cosa che è una notizia nella notizia.
La seconda bella notizia è che la versione con Ubuntu 16.04 costa 105 € in meno rispetto alla versione con il sistema operativo proprietario. La libertà adesso costa meno! ;-)

Personalmente, come scritto nella mia "Guida all'acquisto di PC e notebook con Linux preinstallato", consiglio di acquistare computer con Linux dai piccoli produttori, che hanno delle configurazioni più modulari ed economiche rispetto ai Big del settore. Resta comunque da dire che questi nuovi PC Dell sono senza dubbio dei gran bei pezzi di tecnologia.

Quando "solo io" volevo un PC con Ubuntu

Ricordo che nel 2015 un lettore di questo blog mi segnalò che Dell vendeva il suo Precision M3800 (ora fuori produzione) preinstallato con Ubuntu solo negli USA. Il Precision M38000 era una bella macchina, che aveva anche il suo bel prezzo, ma non si poteva in nessuna maniera acquistare in Italia.

Volendo verificare la segnalazione, contattai io stesso Dell Italia via chat (vedi sotto il resoconto di quella conversazione). Ebbene, da quanto riportato dal (poco informato) reparto marketing, al tempo risultavo l'unica persona in Italia che voleva un PC con Ubuntu.

Bello sapere che è bastato solo un anno per fargli cambiare idea! :-P


il 15 January 2017 09.51

14 January 2017

Balsamiq is one of the best tools for quick wireframes creation. It allows you to efficiently and quickly create mockups that give you an idea of how design elements fit in the page.

Some years ago there was a package available for the most popular Linux distributions, but since Adobe dropped support for Linux and Balsamiq is built on top of Adobe Air, nowadays they don’t support Linux neither.

As you can see from the downloads page of Balsamiq, though, it luckily works well with wine.

Install Balsamiq with WINE

First things first: install wine.

sudo apt-get install wine

Now, let’s proceed with an easy step-by-step guide.

  1. Download the Balsamiq Bundle that includes Adobe Air (if the link does not work, head on to Balsamic Downloads and download the version With Adobe Air bundled)
  2. Open a terminal, unzip the bundle and move it to /opt (change the Downloads directory name according to your setup)
    cd Downloads
    unzip Balsamiq*
    sudo mv Balsamiq* /opt
  3. To make life easier, rename the .exe to simply balsamiq.exe
    cd /opt/Balsamiq_Mockups_3/
    mv Balsamiq\\ Mockups\\ 3.exe balsamiq.exe
  4. Now you can run Balsamiq Mockups by running it with wine
    wine /opt/Balsamiq_Mockups_3/balsamiq.exe

Add Balsamiq as an application

The last optional step can save you a lot of time in launching Balsamiq, because it saves you the hassle of writing the command in point 4 above every time you want to launch it (and remembering the Balsamiq executable location). This simply consists in creating a new desktop entry for Balsamiq, which will add it to the applications list of your operating system.

Create the file ~/.local/share/applications/Balsamiq.desktop with the following content:

[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Name=Balsamiq Mockups
Icon=/opt/Balsamiq_Mockups_3/icons/mockups_ico_48.png
Exec=wine /opt/Balsamiq_Mockups_3/balsamiq.exe
Type=Application
Categories=Graphics;
MimeType=application/x-xdg-protocol-tg;x-scheme-handler/tg;

If you are on Ubuntu with Unity, you can add the following lines too:

StartupNotify=false
StartupWMClass=balsamiq.exe
X-UnityGenerated=true

Now, just save and have a look at your Dash or Activity Panel to see if it works.

Install Balsamiq Mockups with Play on Linux

Eric suggests the use of Play on Linux for an easier installation process and reports that for him Balsamiq Mockups 3 works like a charm in that environment. Worth a try!

The post Install Balsamiq Mockups in Debian/Ubuntu appeared first on deshack.

il 14 January 2017 09.16

12 January 2017

openra1
Scritto da Christopher Hart
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Nel corso degli anni ’80 e nei primi anni ’90 sono stati sviluppati molti videogiochi diventati, a pieno titolo, delle icone culturali. Sono poi diventati parametri di confronto per i successivi giochi dello stesso genere: Super Mario Bros per i giochi di piattaforma. Doom per gli sparatutto in prima persona. Ultima per i giochi di ruolo. Myst per le avventure.

Nel 1993, una software house di nome “Westwood Studios” rilasciò uno dei giochi più ambiziosi fino a quel momento. Un gioco ambientato in tempi moderni, ma su una Terra alternativa, che racconta la storia di una guerra immaginaria dai punti di vista di entrambi i contendenti. Usarono tutti i trucchi che poterono per raccontare una trama avvincente per entrambi gli eserciti, il tutto contornato da teatrali filmati ad introdurre ogni missione.

Sto parlando di Command & Conquer. Dopo aver avuto un rapido successo, l’anno seguente la Westwood creò un expansion pack: “The Covert Operations” nel 1996. Nello stesso anno rilasciarono il primo spin-off del gioco dal nome “Red Alert” (che in principio era stato concepito per essere un’altra espansione del gioco originale). Questo gioco riprese quello che già funzionava bene nel precedente e lo migliorò ulteriormente. Migliorarono la grafica, l’audio e qualsiasi altra cosa.

L’anno successivo rilasciarono non una, ma due espansioni: “Counterstrike” e “The Aftermath”, aggiungendo ulteriori migliorie ad un gioco già superbo.

Quindi, nel 1998, la Westwood Studios tornò su uno dei suoi giochi che ebbe successo in passato, e lo rifecero. Venne rilasciato Dune 2000, e nonostante usasse lo stesso motore di Red Alert, non riscosse grandi consensi: IGN e Gamespot gli assegnarono un punteggio di 5 su 10.

Tutti questi giochi sono tra i miei preferiti di tutti i tempi e ne ho acquistata ogni edizione che sono riuscito a trovare. Ma, negli ultimi anni (da quando sono passato a Linux), non ho più potuto gustarmeli troppo dovendoli utilizzare in un ambiente emulato (Dosbox o Virtualbox). Tuttavia sono rimasto sorpreso quando, facendo delle ricerche su Google, ho trovato OpenRA. Quando ho letto che Command & Conquer e Red Alert, comprese le espansioni, erano diventati freeware, stavo cercando un modo per farli girare su Linux.

Sono rimasto sorpreso non solo quando ho trovato questo programma, ma anche quando ho visto che è open source, e aggiornato per l’utilizzo dell’accelerazione hardware delle schede video moderne, mediante l’utilizzo di OpenGL e l’audio posizionale multi piattaforma sviluppato su OpenAL. La gente che sta dietro a questo software non solo ha ricreato il motore su cui giravano questi giochi, ma vi permette anche di scaricare da un server (nel caso non abbiate il CD o le immagini ISO liberamente disponibili) tutto il necessario richiesto per giocare.

Il gameplay

Sebbene io (e probabilmente anche voi) ami il classico ambiente RTS (Real Time Strategy), il design dei giochi multiplayer si è evoluto significativamente dai lontani anni ‘90. Le mod di OpenRA includono nuove funzionalità e migliorie all’ambiente di gioco, che lo portano nell’era moderna:

  • Possibilità di scegliere schemi di controllo con il tasto destro o con il classico tasto sinistro del mouse.
  • Migliorie nell’interfaccia della barra laterale per gestire la produzione
  • Supporto per il replay del gioco (in modalità singola o multiplayer) con una modalità osservatore sviluppata per lo streaming online.
  • La “fog of war” che oscura il campo di battaglia al di fuori delle zone da voi controllate.
  • Edifici civili che si possono catturare e utilizzare a fini strategici.
  • Le unità che guadagnano esperienza durante i combattimenti, e che progrediscono con l’aumentare dei gradi.

Questi sono dunque videogiochi classici con l’aggiunta di caratteristiche moderne.

Trama/Storia

Nonostante il gioco sia molto proiettato sul multiplayer, c’è una grande componente single player con molte delle missioni originali ricreate in questo motore.

Ognuna delle 3 mod ha però storie diverse:

Dune 2000

  • Tre grandi case lottano per il controllo della preziosa spezia (il melange).
  • Chi controlla la spezia controlla l’universo!
  • Stabilite una base sul pianeta deserto Arrakis, dove la maggiore minaccia è costituita dall’ambiente circostante.

openra2

Command & Conquer – Tiberian Dawn

Un’alleanza di nazioni combatte per proteggere l’Europa e il Nord Africa da una misteriosa organizzazione terroristica e dal prezioso, ma tossico minerale alieno il Tiberium, che si sta diffondendo lentamente sulla Terra.

openra3

Command & Conquer – Red Alert

In un mondo dove il Terzo Reich non è mai esistito, l’Unione Sovietica cerca di conquistare l’Europa. Gli Alleati contro questo Impero del Male: il mondo libero si ritrova a fronteggiare una Guerra Fredda diventata calda.

Come installare il motore e i giochi

Potete ottenere sia l’ultima versione stabile del motore di gioco, oppure la versione di test, andando sul sito www.openra.net/downloads. Potete scegliere la versione stabile, ma meno ricca di caratteristiche, o la versione di test più ricca di feature, ma più suscettibile a bug e instabilità varie. Una volta scaricato il piccolo file (circa 20 MB), potete farci doppio click (aprendo quindi l’installatore di default per i file .deb), oppure aprendo il terminale e dando i seguenti comandi:

sudo dpkg -i ~/Downloads/openra-(parte_restante_del_nome).deb

Assumendo che quella sia la directory dove avete scaricato il file.

A questo punto dobbiamo ottenere i dati del gioco.

Installazione automatica (raccomandata)

La prima volta che lancerete una mod, OpenRA vi chiederà di installare il gioco originale. Questo processo avviene automaticamente dall’interno del gioco: il client può scaricare da internet un set minimo di file, oppure copiare l’intero contenuto del gioco (comprese le musiche e i filmati) da un CD di installazione originale.

Installazione manuale

Se preferite installare manualmente i file del gioco, allora potete copiare i file .MIX nelle seguenti directory:

  • Windows: %USERPROFILE%\My Documents\OpenRA\Content\$MOD oppure %ProgramFiles%\OpenRA\Support (installazione portabile)
  • Mac OSX: ~/Library/Application Support/OpenRA/Content/$MOD
  • Linux: ~/.openra/Content/$MOD (Nota: Linux è case sensitive, perciò dovete cambiare .MIX in .mix)

dove $MOD è l’ID del mod:

  • ra per Red Alert
  • cnc per Tiberian Dawn
  • d2k per Dune 2000

Al primo avvio il gioco vi chiederà se volete scaricare automaticamente una versione ridotta (dato che sia i video che la colonna sonora sono opzionali ai fini del gioco). Per una sana esperienza multimediale, dovrete invece copiare tutti i file *.MIX dal CD originale del gioco.

Installare i filmati

I filmati sono quelli che occupano più spazio sul CD originale (circa 500MB ognuno), per questo non sono inclusi nel download dei componenti del gioco. Comunque si possono facilmente aggiungere se avete il CD originale.

Tiberian Dawn

L’installazione dei file relativi ai filmati è qui piuttosto semplice. Per l’installazione avete bisogno sia del disco GDI che del disco Nod (le due fazioni nel gioco), dato che ognuno contiene un differente gruppo di filmati.

  • Inserite il disco GDI.
  • Copiate dal CD il file MOVIES.MIX e mettetelo nella directory dei contenuti di cnc, quindi rinominatelo in movies-gdi.mix.
  • Inserite il disco Nod.
  • Copiate dal CD il file MOVIES.MIX mettetelo nella directory dei contenuti di cnc, quindi rinominatelo in movies-nod.mix.

Red Alert

I passi qui sono un po’ più intricati, dato che i file .MIX a cui siamo interessati sono contenuti all’interno di altri file .MIX, ossia dobbiamo prima estrarli. Anche qui avete bisogno sia del disco relativo ai Soviet che quello degli Alleati.

  • Inserite il disco degli Alleati.
  • Copiate dal CD il file MAIN.MIX nella directory dei contenuti di ra.
  • Aprite un terminale e andate nella directory dove avete installato OpenRA.
  • Eseguite il seguente comando: ./OpenRA.Utility.exe ra –extract movies1.mix
  • Spostate movies1.mix dalla directory di installazione di OpenRA nella directory dei contenuti di ra.
  • Inserite il disco dei Soviet.
  • Copiate dal CD il file MAIN.MIX nella directory dei contenuti di ra (potete sovrascrivere quello esistente).
  • Aprite un terminale e andate nella directory dove avete installato OpenRA.
  • Eseguite il seguente comando: ./OpenRA.Utility.exe ra –extract movies2.mix
  • Spostate movies2.mix dalla directory di installazione di OpenRA nella directory dei contenuti ra.

Dune 2000

Questo invece è di nuovo semplice. Infatti qui l’opzione di copia dal CD presente durante l’installazione dell’ambiente, copia automaticamente i filmati, a differenza delle altre due mod.

Se avete la necessità di installarli a mano, è comunque semplice visto che l’operazione comporta semplicemente la copia dei file dal CD all’hard disk. Questo funzionerà correttamente solo copiando i componenti della versione inglese del gioco, dato che i file hanno nomi diversi nelle altre lingue.

  • Inserite il disco di Dune 2000.
  • Spostate il contenuto della directory nel CD relativa ai filmati dentro alla sottodirectory Movies (nota: upper-case!) della directory dei contenuti di d2k.
  • Opzionale: se avete una versione non inglese del gioco, dovrete rinominare i file dei filmati per farli corrispondere alla controparte inglese, ossia, per esempio, da a_br01_g.vqa (‘g’ per tedesco) a a_br01_e.vqa (‘e’ per inglese).

Conclusioni

Sebbene questo sia un fantastico software che migliora man mano che si va avanti nel tempo, fremo nell’attesa del momento in cui implementeranno la prossima caratteristica del gioco: il supporto per Command & Conquer 2 – Tiberian Sun!

Sarò felice di votare questo gioco con 4 meritate stelle su 5.

Requisiti di sistema:

  • GPU che supporta Shader Model 2.0 (Radeon 9500+ / GeForce FX5200+ / GMA X3100+)

  • 1GB di spazio libero sull’hard disk

  • 512MB di RAM (solo il gioco occupa circa 100MB)

  • Scheda audio

  • Mouse con tre tasti

  • Scheda di rete (auspicabile)

  • Schermo che supporti almeno una risoluzione di 1024×768

Quindi… in pratica qualsiasi PC fabbricato negli ultimi dieci anni.

Christopher è un semplice tecnico amante di giochi e film. Ho iniziato da poco a gestire un sito web (willbeone-techtips.co.za) dove proverò a scrivere un paio di volte alla settimana.

il 12 January 2017 11.31

10 January 2017

116_41.jpg

Scritto da Alan Ward
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

 

Le recenti notizie non sono troppo buone per i possessori della linea di smartphone Nexus di Google. Come Andrew Cunningham scrive su Ars Technica, “Il Nexus 5 e il Nexus 7 del 2013, non riceveranno l’aggiornamento ad Android 7.0 Nougat.” (http://arstechnica.com/gadgets/2016/08/android-nougat-drops-support-for-nexus-5-and-2013-nexus-7/). Parliamo di dispositivi che, in alcuni casi, sono usciti sul mercato meno di tre anni fa.

Sfortunatamente il fatto di non supportare sul lungo periodo i device elettronici è diventata la norma. Apple fornisce un supporto migliore rispetto agli altri, ma anche per gli iPhone arriva un momento in cui il sistema operativo non può più essere aggiornato. Va anche peggio per i moltissimi modelli di dispositivi Android, specialmente se si vanno a considerare quelli a basso costo. In alcuni casi non viene proprio rilasciato alcun aggiornamento. Questo mi è capitato personalmente un paio di volte.

Utilizzare l’ultimissima versione di un sistema operativo può non essere una priorità per tanti utenti. Comunque, rimanere (relativamente) al sicuro da hackeraggi e malware significa aggiornare le applicazioni, e gli sviluppatori di app generalmente tendono ad avere risorse limitate. Sarebbe irragionevole pretendere che le loro applicazioni funzionino su dieci o venti vecchie versioni di ogni sistema operativo; limitando il supporto alle versioni più recenti del sistema operativo, un’app funziona, nella migliore delle ipotesi, solo su due o tre versioni precedenti. Quindi aggiornare un sistema operativo è, di fatto, una parte essenziale di una moderna strategia degli utenti per evitare disavventure nel mondo digitale.

La prospettiva di dover smettere di utilizzare un device intelligente nell’arco di due o tre anni, non mi fa sentire per nulla intelligente. Infatti, non ha nessun senso economico per l’utente. La batteria avrà bisogno di ricariche più frequenti, ma un dispositivo vecchio di tre anni dovrebbe essere più che sufficiente per rispondere a una telefonata o per guardare il video di un gattino su YouTube.

Guardando le cose dal lato positivo, la linea di dispositivi Google Nexus era famosa per i bootloader sbloccati. Il bootloader è la parte di software che sul computer corrisponde al BIOS. Nello specifico permette al device di entrare in una modalità speciale, da cui si può installare un’altra versione del sistema operativo: un procedimento noto come “flashare” il dispositivo. Si può fare questo senza l’approvazione del sistema precedente o l’assistenza dell’applicazione di aggiornamento nativa.

Avere un bootloader aperto è un gran affare. Sul dispositivo si può installare una versione alternativa del sistema operativo, se disponibile. Così si può installare Ubuntu Touch, se il device è nella lista di quelli supportati (https://wiki.ubuntu.com/Touch/Devices). E come tutti sappiamo Ubuntu possiede un buon record nel fornire il supporto ad ogni versione, e per portare avanti il supporto su hardware specifico da una versione all’altra.

Comunque avevo comprato un tablet Nexus 7, la versione del 2013, principalmente per provare Ubuntu Touch. Per me ha funzionato senza problemi usando sia Android 5 e 6 che sotto Ubuntu. Guardando al futuro potrò continuare a godere di questo dispositivo e potrò continuare ad utilizzare un browser aggiornato oltre il famoso limite dei tre anni, ma solo sotto Ubuntu. Tutto ciò per me non solo è perfetto, ma anche di più, visto che mi farà risparmiare il costo di dover sostituire un dispositivo perfettamente funzionante.

Quando, alla fine, sarò costretto a rimpiazzare uno dei miei smart device, insisterò per trovarne uno con il bootloader sbloccato. Venire ingabbiati nei piani di fatturato di un’azienda è una cosa a cui non sono più disposto a sottostare.

 

Alan insegna informatica alla Escola Andorrana de Batxillerat (scuola superiore). Ha tenuto corsi su GNU/Linux alla University of Andorra e sull’amministrazione di sistemi GNU/Linux alla Open University of Catalunya (UOC).

il 10 January 2017 11.38

05 January 2017

jolla-sailfish-os-android

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Il futuro di una delle poche piattaforme alternative rimaste per SO mobile, Sailfish OS di Jolla, sembra prendere una forma più chiara. La compagnia finlandese che sviluppa e mantiene il codice, con l’intento di concederlo in licenza ad altri, ha annunciato che Sailfish ha raggiunto la certificazione domestica in Russia per usi governativi e aziendali.

Negli ultimi anni il governo Russo si è mosso per incoraggiare lo sviluppo di alternative al duopolio di piattaforme per smartphone dominate dagli USA, Android e iOS di Apple – segnalando Sailfish come una possibilità, insieme a Tizen. Comunque Sailfish sembra aver vinto come alternativa preferita ad Android per la Russia a questo punto.

Il governo ha detto che vuole ridurre radicalmente la sua dipendenza da SO mobile stranieri – fino al 50% nel 2025 contro il 95% del mercato raccolto da Android e iOS nel 2015.

Fonte: https://techcrunch.com/2016/11/29/jollas-sailfish-os-now-certified-as-russias-first-android-alternative/


il 05 January 2017 15.43

SkypeLinux113.png

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

I sistemi operativi desktop basati su Linux possono talvolta risultare incredibili per produttività e sicurezza, ma possono peccare anche da una prospettiva di caratteristiche aggiuntive e applicazioni. Windows 10 e macOS Sierra, per esempio, sono pieni zeppi di alcuni favolosi programmi che non sono semplicemente disponibili per Linux, come Microsoft Office e Adobe Photoshop, sebbene le alternative (LibreOffice e Gimp per esempio) possano qualche volta essere accettabili.

Detto tutto ciò, Microsoft ha portato un’incredibile caratteristica sui sistemi operativi desktop basati su Linux mediante l’ultima versione Alpha del suo client Skype. Qual è la caratteristica eccitante di cui sto parlando? Bene, il nuovo rilascio di Skype per Linux 1.13 permette agli utenti di inviare messaggi di testo SMS dal sistema operativo!

Fonte: http://betanews.com/2016/11/27/microsoft-linux-sms-skype/


il 05 January 2017 15.22

Red_hat_logo.png
Inviato da Arnfried Walbrecht

Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Red Hat, il fornitore leader mondiale di soluzioni open source, ha annunciato che Produban, il braccio destro per i servizi IT della banca spagnola leader Grupo Santander, ha scelto Red Hat come suo partner tecnologico per creare una moderna infrastruttura cloud con Red Hat OpenShift Container Platform su Red Hat OpenStack Platform, segnando quello che si crede sia uno dei primi deploy in produzione al mondo di Kubernetes e dei container su OpenStack.

La presenza globale di Produban include 10 centri dati su quattro paesi che supportano tutti i business di Grupo Santander, incluso Banco Santander, S.A., una delle più grandi banche d’Europa e tra le più grandi banche al mondo per valore di mercato. E’ specializzato in Infrastrutture e Operazioni IT, vantandosi di fornire servizi IT affidabili e moderni che possano tenere la banca in prima linea nell’innovazione.

Fonte: http://military-technologies.net/2016/11/27/produban-chooses-red-hat-as-technology-partner-to-deliver-modern-cloud-services-with-kubernetes-and-containers-on-openstack/


il 05 January 2017 11.36

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Inviato da Arnfried Walbrecht

Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

E’ passato molto tempo da quando abbiamo scritto l’ultima volta di ALT Linux, ma sembra che il team di sviluppo fosse un po’ occupato ad aggiornare la distribuzione GNU/Linux sviluppata in maniera indipendente con le ultimissime tecnologie Open Source (vedi sotto per i dettagli). ALT Linux 8.1 Workstation si presenta con entrambi gli ambienti desktop MATE 1.12.1 e KDE Plasma 5.

Dando uno sguardo più da vicino all’interno del sistema operativo di ALT Linux 8.1 Workstation, possiamo vedere che è composto di un kernel Linux 4.4 con supporto a lungo termine, la versione 4.4.34 è inclusa nelle immagini ISO, così come tutti i software recentemente rilasciati, inclusa la suite da ufficio LibreOffice 5.2 e il browser web Mozilla Firefox 45.5.0 ESR.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/alt-linux-8-1-workstation-released-with-linux-kernel-4-4-34-mate-kde-desktops-510491.shtml


il 05 January 2017 11.30
canonical-releases-snapd-2-18-snappy-daemon-for-ubuntu-core-16-and-ubuntu-16-10-510488-2

Inviato da Arnfried Walbrecht

Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Snapd 2.18 è qui tre settimane dopo il punto di rilascio di snapd 2.17.1, con un gran numero di miglioramenti e molte correzioni per i problemi più noiosi segnalati dagli utenti da allora, valorizzando l’esperienza di Snappy su Ubuntu. Per di più, il team di Snappy ha anche annunciato oggi un nuovo core snap candidato.

Le nuove caratteristiche evidenti di snapd 2.18 includono il comando “snap info ” per vedere i dettagli di un determinato pacchetto di Snap, il supporto per il comando “snap find –section=”, la possibilità di vedere Snaps in primo piano usando il comando “snap find” senza altri argomenti e il supporto per i delta download sulle connessioni lente.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/canonical-releases-snapd-2-18-snappy-daemon-for-ubuntu-core-16-and-ubuntu-16-10-510488.shtml


il 05 January 2017 11.10

zerohosting-com-big

Inviato da Arnfried Walbrecht

Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

I piani di ZeroOne Hosting per Linux e Windows VPS Hosting sono adesso disponibili con il supporto di un nuovo Cloud Control Panel. Il nuovo pannello di controllo offre a tutti i clienti la convenienza di distribuire le proprie risorse su server VPS multipli in qualsiasi modo essi necessitino di essere configurati. I clienti devono solo comprare le loro risorse, a partire da 2GB di RAM e 1 core di vCPU e scalabili fino a 128GB di RAM e 24 core di vCPU, e poi distribuirle sui vari server VPS come desiderano.

Fonte: http://www.digitaljournal.com/pr/3155214


il 05 January 2017 11.04

04 January 2017


Oggi mi sono scontrato con un sito inglese, che riporta una presunta slide (vedi sopra) fornita da un presunta talpa su una presunta presentazione di un presunto smartphone Samsung S8, di prossima presunta uscita. La slide rivela uno smartphone dotato di sistema operativo multitasking, con la possibilità di essere collegato a monitor, tastiera e mouse esterni.

Partendo dal presupposto che questa specie di "notizia" è da prendere con delle molle grandi così, fa piacere notare che la strada della convergenza proposta per primo da Ubuntu Phone sembra essere all'attenzione di altre aziende. Chissà se per arrivarci si fonderanno i sistemi Android (che gira su smartphone e tablet) e Chrome OS (notebook). Un pettegolezzo questo che circola da anni e che è stato smentito più volte.

Sono comunque convinto che sul tema convergenza ci saranno molte belle novità nel 2017. Speriamo che alcune di queste arrivino anche da Ubuntu.
il 04 January 2017 15.37

02 January 2017

Documentazione Wiki: Dicembre 2016

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Documentazione Wiki: dicembre 2016

Foto originale: Kronach leuchtet 2014 by Brian Fox

 

Ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante il mese di dicembre.

  • AMD: panoramica dei driver disponibili per le schede video e le APU ATI e AMD.

  • AMD/Radeon: caratteristiche del driver open source Radeon e risoluzione dei problemi.

  • Xfce/Compiz: installazione di Compiz in Xubuntu.

  • InternetRete/Flash: installazione del plugin Adobe Flash Player in Ubuntu e derivate.

  • Toshiba Satellite L350-145: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS e 14.04 LTS.

  • Asus P2520LA-XO0526D: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS.

  • HP 620: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.10, 16.04 LTS e 14.04 LTS.

  • MacBook Pro 8.2: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS.

Per maggiori informazioni, consulta la pagina Lavoro Svolto.

 


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il 02 January 2017 13.20

28 December 2016

Con le informazioni contenute in questo articolo, riuscirete a rendere sicure le vostre comunicazioni di rete verso i server DNS, soprattutto se utilizzate dei router di ISP (Vodafone, Telecom, ecc.) che abitualmente impediscono la configurazione e l'utilizzo dei DNS liberi.
il 28 December 2016 17.00

Al momento in cui scrivo il sito web ufficiale di CyanogenMod è definitivamente offline. È quindi giunto al termine il viaggio della più famosa ROM (= versione alternativa) per smartphone Android? Sì. E anche no. Vediamo perché.

CyanogenMod e Cyanogen OS


CyanogenMod nacque a settembre 2008 per opera di Steve Kondik, come versione alternativa ad Android, però libera, aperta e sviluppata dalla comunità. Nel giro di pochi anni, CyanogenMod ebbe un notevole e costante sviluppo, fino ad arrivare ad essere utilizzata da 50 milioni di persone in tutto il Mondo, con più di 150 dispositivi supportati. I vantaggi dell'utilizzo di CyanogenMod rispetto ad Android erano molteplici: totale assenza di spyware e bloatware, supporto ai temi, CPU overclock, e molte altre migliorie, alcune delle quali arrivate su Android solo successivamente.

Sull'onda del successo, nel 2013 Steve Kondik fondò Cyanogen Inc. azienda destinata a commercializzare una versione "professionale" chiamata Cyanogen OS, che doveva inglobare il meglio di CyanogenMod più alcuni moduli aggiuntivi. Cyanogen OS partì bene, andando a sostituire CyanogenMod sui dispositivi One Plus One.
Nell'Aprile 2015, CyanogenOS siglò una collaborazione con Microsoft, per portare app (Skype, Cortana, ...) e servizi Microsoft sulla piattaforma Android/CyanogenOS, rilasciati poi su Cyanogen OS 13.0 a febbraio 2016.

Le cose però vanno peggio del previsto, e a luglio 2016 Cyanogen Inc. licenzia 30 persone, e chiude la sede di Seattle. Lo stesso Steve Kondik lascia l'azienda a novembre. Tra le cause del fallimento, sicuramente i dissidi con One Plus, e chissà cos'altro.

LineageOS


Per niente scoraggiato dell'uscita da Cyanogen Inc., Steve Kondik prima propone e poi realizza un fork del codice di CyanogenMod. Il fork era inevitabile, dato che nome e marchio originali di CyanogenMod sono rimasti a Cyanogen Inc.

Così, mentre Cyanogen Inc. provvede con solerzia a spegnere server e servizi di CyanogenMod avviandosi a un futuro pieno di incognite, l'erede LineageOS (trad. "stirpe" o "casata") comincia ad attivare la propria struttura indipendente. Il primo post sul blog si intitola "Yes, this is us" (trad. "Sì, siamo noi"), e vuole rassicurare gli utilizzatori di CyanogenMod.

Tutto come prima quindi? Troppo presto per dirlo. Partire dalle fondamenta di CyanogenMod garantisce una base solida, e la comunità di sviluppatori abbraccerà LineageOS senza remore. Anzi: aver tolto di mezzo il doppio binario commerciale - volontario potrebbe portare nuova linfa al progetto alternativo ad Android.

Questo caso è però esemplare nel dimostrare quanto un progetto open source possa essere debole, specie quando scende nell'agguerrito terreno degli affari, scontrandosi con interessi commerciali enormi e un colosso inavvicinabile come Google. Resta poi l'incognita del modello di business: pur essendoci numerose aziende che vivono sull'open source, è impossibile stabilire un modello valido per tutte. Del resto la storia insegna che avere un valido prodotto è solo uno dei requisiti necessari per riuscire ad avere successo.

Allo stesso tempo un progetto open source è indistruttibile: quando il codice è aperto, nessun progetto è mai veramente finito.
il 28 December 2016 16.39

23 December 2016

Ci sono molti modi per riuscire a fare questo, oggi ve ne spiegherò uno dei più semplici, ma a patto che voi siate utilizzatori di un PC con sistema operativo Linux e possiate amministrare la vostra macchina.
il 23 December 2016 19.01

Xchat2 client addio. Benvenuto HexChat

Paolo Garbin (paolettopn)

Questo client IRC è disponibile per varie piattaforme (linux, Windows, MAC), HexChat ha aggiunto diverse migliorie al programma semplificando l'interfaccia iniziale per i principianti.
il 23 December 2016 17.23

20 December 2016

In the past few years, Internet of Things or IoT, in short, has become the fuzzword of the industry. It was believed that IoT will be beneficial to consumers and businesses alike as big data can be connected and there is the possibility of creating higher levels of automation. However, there were also speculations that it would help cybercriminals in hacking and cyber-attacks. There are shortcomings in the development process of IoT devices which make them vulnerable to hacks. This is really a matter of concern for all emerging industries that deal with the IoT.

Here are facts that prove the concerns are not without reason.

Are Businesses Ready?

While it is said that the users of IoT would rise exponentially by 2020, IT professionals are still not sure if companies would be ready to handle IoT. This is no small number, but 85% of the technical world was surveyed, and this emerged as a top concern. The reason is that they are not sure if IoT devices can be recognized immediately once they connect to the network. There is a high chance of the network getting infected once the connection is up.

How Secure is the IoT?

Another primary concern is security. The speed of coding is what matters a lot now. Developers or businesses do not care about security much, as it is not good to be late in developing IoT devices. Hence it is the speed of coding that comes to mind for the developer, rather than security. While it may occur to many researchers that scrutiny can be done while the app approaches completion, it has to be understood that fixing the security problem can be done too late. Usually, software development involves testing in the later phases, and this means there is a change of something wrong when one is in a hurry in completing the development process. But, if business owners can go for white box testing methods, which is testing at an earlier stage, or bring in automated testing systems, they can steer clear from this concern.

Why do Hackers Love IoT?

Considering the vulnerabilities that are found with IoT baby monitors, for example, hackers would love to do reprehensible things like change the settings of your cameras or monitor your live feeds. We’ve seen enough such cases in the last few months to know that this is a real risk. The situation is similar when cars are connected to the Internet. Hackers can do things ranging from taking the entertainment system under control to shutting down the entire car. Wearables and devices that deal with patients can end up being controlled by hackers as well, and with the latter, consequences can even be fatal.

But it is not going to be a problem always, as major companies that deal with the IoT have taken actions to respond to these challenges. Unfortunately, there is no quick fix as many small businesses are developing IoT and only the giants have yet started responding to fix the security vulnerabilities.

The Importance of Being Protected

Anything that has been connected with the Internet has to be protected. While protection is essential, getting it from the right place is a crucial step. For instance, you can look for an Internet security system that integrates software, hardware, and cloud for all in one smart home security. It is not just a computer, laptop, or your mobile phone that gets protected, but also baby monitors, wearables, gaming consoles, and smart TVs would get the protection required. Such a gadget works as a home-wide antivirus software, so that none of your smart devices can function as breach points for possible hackers.

Another solution is to avoid using cheap devices. Getting devices with new 64 bit x86 CPUs seems to be an efficient solution, but this does not come cheap. It really is time for more security and standardization from chipmakers. Lack of calibration can lead to more problems, and that’s the last thing needed. With lesser platforms to allocate fewer resources for security, there is a demand for the development of higher core chips, which are part of the solution for the problem at hand.

Conclusion

It is essential that countinuous testing is done at the earlier stage of the System Development Life Cycle (SDLC) so that the changes can be done at the initial levels. Data encryption should be done with data authentication and verification at the earlier as well as later stages of the development cycle, to develop safe and secure IoT devices.

The post Security Concerns on the Rise for IoT Devices appeared first on deshack.

il 20 December 2016 14.18

15 December 2016

Documentazione Wiki: Novembre 2016

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Documentazione wiki, novembre 2016

Foto originale: Frozen by fernando garcila redondo

 

Ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante il mese di Novembre.

  • File Manager: introduzione ai gestori di file disponibili per Ubuntu e derivate.

  • Window Maker: installazione di questo window manager leggero.

  • PekWM: installazione e configurazione di una sessione di PekWM in Ubuntu e derivate.

  • JWM: installazione e configurazione di una sessione di JWM in Ubuntu e derivate.

  • LaTeX: installazione dei pacchetti, configurazione e utilizzo di LaTeX.

  • Software Raid: strumenti e metodologia per la creazione di un Array RAID di tipo Software.

  • Linguist: editor per tradurre file con estensione .ts, utilizzati per la traduzione di applicazioni in cui è disponibile il supporto Qt.

  • Poedit: editor per tradurre file con estensione .po, utilizzati per la traduzione di applicazioni per le quali sia disponibile il supporto Gettext.

  • Acer Aspire 5750G-2414G50Mnkk: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS e 14.04 LTS.

  • Acer Aspire ES1-111M-C1LE: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS e 16.10.

 

Desideriamo ringraziare gli utenti gem1978, erbasox, wilecoyote, ivantu e cialu per l'incredibile lavoro svolto.
Per maggioro informazioni, consulta la pagina Lavoro Svolto.

 


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il 15 December 2016 10.45

09 December 2016

Grazie al team di ASUS, oggi testeremo assieme il nuovissimo dispositivo: l’ASUS DSL-AC56U, un modem dalle mille potenzialità con il giusto rapporto qualità/prezzo.

Il dispositivo, oggetto di questa recensione, è sia un router che modem ADSL/ADSL2/vDSL2 e dispone di connettività 802.11ac 2×2 Wi-Fi con una velocità di trasferimento dati dual-band combinate fino a 1167 Mbps.

Caldamente consigliato per uso domestico oltre che per piccole aziende grazie al modulo ASUS AiRadar che migliora la stabilità del modulo Wi-Fi oltre che ad un decisivo incremento della copertura. Ovviamente scontato dire che questo modem non vale solo per questo ma per anche tante altre caratteristiche 🙂

Design e caratteristiche

All’interno della confezione dell’ASUS DSL-AC56U troviamo il classico cavo di rete RJ-45 che ci permette di connettere un computer (ad esempio) al router attraverso la porta Ethernet, un CD di supporto quindi, manuale e software di gestione, un filtro splitter, una guida rapida, un cavo telefonico RJ-11.
Certo, trovate anche il modem DSL-AC56U che sfoggia la sua piena eleganza e modernità, cose di cui ASUS da tempo ci vizia! 🙂

Esaminando invece il modem troviamo diversi LED che indicano rispettivamente il 5GHz, il 2.4GHz, la USB, LAN1-4, Internet, DSL (modalità modem), WAN (modalità router) e infine l’alimentazione.

Nella parte laterale a destra sono presenti dei tastini che ci permettono di attivare/disattivare la connessione Wi-Fi e abilitare o meno il sistema d’accesso WPS, sistema che permette di accoppiare in maniera veloce.

Per quanto riguarda la parte posteriore del modem, troviamo le 4 porte LAN (che supportano una trasmissione fino a 1Gigabit), 2 porte USBaccavallate” che ci permettono di poter collegare una stampante, uno scanner, hard disk esterni o una chiavetta SIM che fornisce connettività 4G o 3G.
Troviamo inoltre, una porta WAN (se utilizziamo la modalità router), la porta RJ-11 utilizzato per ricevere la connettività internet attraverso il cavo telefonico, un tasto di reset, porta per alimentare e infine, un tasto per accendere o spegnere il dispositivo.

Supporto ADSL e Fibra

Ci tenevo ad aprire un piccolo capitolo a riguardo perché spesso vi chiedete se avete la compatibilità o meno.

Sì, avete la piena compatibilità oltre che la massima prestazione disponibile grazie alla CPU di Mediatek MT751X che si destreggia molto bene tra le connessioni DSL e le più veloci VSDL2. Cosa vuol dire in pochi termini? Vuol dire che questo modem router potete usarlo per le classiche ADSL 20MB fino alle reti in fibra che toccano 200MB/s.

Costa poco e quindi mantiene pochi dispositivi..

ERRATO! Quando parlavo di ottimo rapporto qualità/prezzo è perché questo modem router è in grado di offrire un multitasking eccellente fino a 300 mila sessioni in contemporanea senza perdere un solo colpo!
Fantastico vero? Niente più imprecazioni per ping elevati o banda non disponibile per i vostri streaming o sessioni di gioco.

Modulo Wi-Fi: performance e copertura

Considerando che nel mondo odierno siamo sempre più “invasi” dai dispositivi con questo modulo e da gente che ormai non fa altro che chiedere la password a casa nostraEEEHMMMM
Per fortuna non abbiamo problemi, siamo in grado di aprire anche una rete per gli ospiti e non dobbiamo neanche preoccuparci di eventuali giudizi dei nostri amici a riguardo perché ASUS ha pensato anche a ciò.
Tecnologia 2×2 Wi-Fi con velocità di trasferimento dati fino a 1167 Mbps grazie alla modalità dual-band combinate.
Per la banda 5GHz con 802.11 AC, tocchiamo 867Mbps mentre per la banda 2.4GHz con 802.11, arriviamo fino a 300MBps.

Ci tengo ancora una volta a ricordarvi del sistema proprietario ASUS AiRadar, un sistema che è in grado di spremere al massimo le performance, aumentare la stabilità e coprire un’area fino al 150% in più rispetto ai modem router tradizionali.

Interfaccia Web

Mi dispiace ragazzi, qui vi dovete fidare sulla parola e non posso spiegarvi tutto.. Impiegherei almeno altre 4/5 pagine ma potete avere un piccolo riassunto dettagliato su QUESTA PAGINA.

L’interfaccia web è bellissima oltre che piena di mille funzionalità ma ben categorizzate.. Non perdetevi! 🙂

Provo a riassumere a grandi linee..
Possiamo impostare e controllare tutte le applicazioni di rete attraverso l’interfaccia e con un solo clic. Ovviamente il tutto è tradotto nella nostra lingua italiana e non avrete molti problemi nella configurazione.
Infinite sono le cose che potete impostare a partire dalle impostazioni della vostra connessione ADSL o VSDL per quanto riguarda il SNR (Signal to Noise Radio), il DLA (Dynamic Line Adjustment), l’Rx AGC GAIN Adjustment e così via.. Vi avevo avvertito! 🙂

Tra le tante altre cose troviamo anche l’ottimizzazione della banda per diverse cose grazie alla presenza del QOS ossia, Quality of Service. In questa sezione riusciamo a controllare ed analizzare il traffico dati sulla nostra rete in tempo reale per quanto riguarda lato Wireless ed Ethernet. Naturalmente potremmo anche regolare diversi parametri come la priorità.

Molto sensato è la presenza del sistema di backup attraverso le funzionalità di AiCloud che ci permette di fare salvataggi in tempo reale dei dati su USB, su rete e così via.
Funzionalità interessante è il Server Center che ci permette di sfruttare l’hard disk esterno collegato via USB per realizzare un Media Center DLNA e quindi avremo la possibilità di guardare filmati presenti da ogni dispositivo (senza rallentamenti, ricordatevelo!)

Concludiamo il piccolo capitolo che sarà molto apprezzato da chi scarica da internet e non vuole avere sempre il PC acceso oltre che al non voler acquistare un NAS.
Di cosa parliamo? Parliamo del Download Master, funzionalità avanzata che ci permette di scaricare attraverso vari protocolli quali HTTP, FTP, NBZ, TORRENT o ed2k. Basta premere un “+” e via al divertimento! 🙂

Conclusioni

Cosa dire, sulla luce dei test effettuati e sull’ottima interfaccia web per la gestione, l’ASUS DSL-AC56U è davvero un prodotto fantastico oltre che ottimo parlando di rapporto qualità/prezzo.

La cosa che mi lascia perplesso, un po’ come vedo in TUTTI i modelli (non mi riferisco ad ASUS) è la mancanza delle porte USB 3.0 e aggiungerlo in produzione non dovrebbe costare chissà cosa.. Chissà, magari un giorno ce lo spiegheranno.
Dopotutto la differenza in termini di trasferimento dati tra la versione 2.0 e la 3.0 è davvero abissale.

Per il resto voglio dare tutte le mie lodi per l’eccellente stabilità della connessione riuscendomi a dare sempre la massima performance grazie alla configurazione dinamica che applica. Credo di non essere mai stato così contento.

Forse, una cosa che andrei a riguardare è il sistema di raffreddamento ma noto solo leggero surriscaldamento, niente di particolare ma non vorrei che a lungo andare facesse brutti scherzi con la presenza di polvere.

Ragazzi, io ve lo consiglio! 🙂

Per acquistare il modem router ASUS DSL-AC56U, fai clic qui!

L'articolo ASUS DSL-AC56U – Modem Router – Recensione sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 09 December 2016 19.56
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Installare Snap con Ubuntu Software

 

 

È disponibile da pochi giorni un aggiornamento di Ubuntu Software - lo strumento per installare i programmi in Ubuntu 16.04 LTS e 16.10 - che consente nuovamente l'installazione dei pacchetti snap. Questa notizia ti sorprende? Ecco un riassunto veloce dell'accaduto.

 

Ad aprile 2016 è stato rilasciato Ubuntu 16.04 LTS, il quale ha introdotto per la prima volta nel settore "desktop" i pacchetti snap. Questi nuovi pacchetti erano installabili sia tramite Ubuntu Software che tramite terminale. A causa della loro giovane età, molte funzionalità e correzioni sono state aggiunte solo successivamente: ad esempio è ora necessario usare il comando sudo per effettuare il login nell'Ubuntu Snappy Store con un account Ubuntu One (noto anche come Ubuntu Single Sign On) prima di installare i pacchetti snap. Ed è proprio qui che sono sorti i problemi.

 

Infatti Ubuntu Software non viene avviato con i permessi di amministrazione, quindi per un certo periodo di tempo non è stato più possibile effettuare il login nell'Ubuntu Snappy Store se non tramite terminale. In altre parole, niente più snap da Ubuntu Software. Fortunatamente ora le cose sono cambiate e da pochi giorni è disponibile un aggiornamento che risolve il problema. Per aggiornare Ubuntu Software è sufficiente avviare Aggiornamenti software e installare tutti gli aggiornamenti proposti, quindi riavviare il PC.

Fatto questo, potrai installare tutti gli snap che desideri!

 

Fonte: launchpad.net
Fonte: launchpad.net

il 09 December 2016 12.26

03 December 2016

Categoria: 

Canonical ha recentemente annunciato che intraprenderà azioni legali contro un hosting europeo di cloud, server virtuali e dedicati per la violazione del trademark di Ubuntu.

Ubuntu è software libero, e chiunque può scaricarlo, usarlo, modificarlo e ridistribuirlo. Quando si ridistribuisce una versione modificata però non si può usare il nome "Ubuntu", a meno che le modifiche non siano approvate da Canonical. Questo permette agli utenti di avere la garanzia che quando scaricano Ubuntu stanno scaricando un sistema veloce, sicuro ed affidabile.

Ci sono però alcuni hosting che forniscono ai loro clienti immagini di Ubuntu modificate e non certificate da Canonical: queste immagini hanno spesso problemi di sicurezza, mancano funzionalità e sono meno performanti. Di conseguenza, Canonical ha annunciato che, dopo mesi di tentativi di discussione inutili fra le parti, avvierà una causa legale per violazione del trademark contro una di queste compagnie.

Fonte: insights.ubuntu.com

il 03 December 2016 15.11

02 December 2016

Categoria: 

La documentazione wiki di Ubuntu-it rappresenta il "luogo di raccolta" di tutte le guide riguardanti l'installazione di Ubuntu, l'abilitazione dei dispositivi hardware più disparati, l'amministrazione del sistema, la gestione della sicurezza, la risoluzione dei problemi e tantissime altre informazioni. L'esistenza di una documentazione wiki separata dai manuali ufficiali del sistema operativo è di vitale importanza per una comunità in continua crescita come la nostra. Essa nasce infatti dalla necessità di raccogliere tutte le procedure più importanti e assenti nei manuali ufficiali in un unico posto, liberamente accessibile per chiunque!

La documentazione wiki ha un gruppo di lavoro che si occupa della sua manutenzione, supervisiona le attività degli utenti e si confronta con loro per migliorare la piattaforma. Tuttavia il Gruppo Doc non possiede (ancora) il dono dell'onniscienza, per questo è essenziale la partecipazione di tutta la comunità, senza la quale un wiki non potrebbe sperare di sopravvivere. Dunque cosa aspetti a darci una mano?

Si comincia!

http://www.ubuntu-it.org/news/2016/01/25/domande-e-risposte-sulla-documentazione-wiki

Ottenere le informazioni essenziali per partecipare è facile come...leggere le FAQ ;)"Cos'è un wiki? Come si scrive la documentazione?" Leggi questo articolo per trovare le risposte alle domande più frequenti, abilitare il tuo account e iniziare a scrivere.

Sezione Notebook

Un buon punto di partenza consiste nel compilare il resoconto dell'installazione nel tuo notebook o netbook di Ubuntu o di una sua derivata ufficiale. Con questa procedura imparerai a creare nuove pagine e a modificare il testo di una guida, semplicemente consultando questo articolo. Se non hai un notebook, naviga la documentazione e dedicati a quello che preferisci. Se trovi degli errori, correggili!

http://www.ubuntu-it.org/news/2014/11/11/aggiornamento-sezione-notebook

Guide da revisionare

CategoryDaRevisionare

La documentazione wiki va mantenuta aggiornata per essere al passo con i tempi. Ma come sapere quali guide hanno bisogno di una rinfrescata? Ebbene, esiste un elenco di guide obsolete e si trova nella pagina Category Da Revisionare ;) Potrai scegliere la pagina che più ti aggrada e dedicarti al suo aggiornamento, tramite una pagina di prova ovviamente!

Creare nuove guide

La documentazione non va solo aggiornata ma anche rinnovata! Potrai proporci nuove guide utilizzando la sezione del forum dedicata alla documentazione. Troverai a risponderti moltissime persone, membri del gruppo doc, del gruppo forum e altri utenti che dedicano il proprio tempo libero alla documentazione.

http://forum.ubuntu-it.org/viewforum.php?f=46

Dove trovo le novità della documentazione?

http://www.ubuntu-it.org/news/documentazione

Con cadenza variabile (ovvero, quando ce ne ricordiamo) il Gruppo Doc pubblica sul suo blog le ultimissime news riguardanti la documentazione wiki. Troverai i resoconti delle attività svolte, aggiornamenti e nuove guide, consigli, progetti e tanto altro.

Ti aspettiamo!

 


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il 02 December 2016 13.17

30 November 2016

Asus Zenfone 3 MAX

Ciao ragazzi!
Ringraziando il team Asus oggi parleremo dello smartphone ASUS ZENFONE 3 MAX. Un telefono che non ha prestazioni elevate ma grazie all’interfaccia ZenUI abbiamo ottima fluidità ed elevata autonomia grazie anche all’elevata capacità. Dopotutto quest’ultimo è il cavallo di battaglia 🙂

Confezione e contenuto

All’interno della confezione troviamo un caricatore da 2mAh, delle cuffie in-ear con gommini e ovviamente con un cavo micro USB.
Insieme a ciò, c’è un particolare adattatore ossia l’OTG che ci permette di collegare le chiavette USB al nostro telefono (vengono riconosciute tutte) e sentite bene…. Con l’adattatore possiamo donare energia (e quindi ricaricare) ad altri dispositivi.
Molto comodo in caso di emergenza perché qualsiasi cosa abbia entrata USB come una ventolina, viene alimentata.

Materiali costruttivi e feeling al tocco

Zenfone 3 Max, un design che può sembrare già visto se siete pratici di telefoni asiatici.

Rispetto alla conosciutissima famiglia Zenfone 2 dello scorso anno, è rivestito di materiali di qualità di gran lunga superiori. Ad esempio, tutto il corpo è rivestito in metallo ed è molto arrotondato nei lati ma, potete stare tranquilli in quanto la presa è abbastanza buona.

Il suo peso si aggira sui 148 grammi, forse un po’ troppo rispetto alla sua grandezza, un 5,2″ ma sta a voi decidere perché tutto dipende dall’abitudine. Certo, considerate che il peso va anche in relazione alla capienza della batteria e che sinceramente non dovreste avere problemi di peso in quanto il tutto è abbastanza compatto tanto che l’utilizzo con una sola mano è possibile.

Su questo dispositivo abbiamo la presenza di tasti fisici che si trovano sul lato destro del telefono. Non rilevo scomodità.

Caratteristiche Hardware

Nell’introduzione parlavo di processore non di elevate prestazioni: parliamo di un Mediatek MT6737M, un processore quad-core da 1,25GHz con GPU Mali T720MP2.
Il telefono è equipaggiato inoltre di 3GB di RAM e di 32GB di memoria interna che possono essere estesi se al posto della seconda SIM inseriamo una microSD.

Esatto, seconda SIM quindi abbiamo il supporto per due SIM e, parlando di connettività dati, per la 4G fino a 150Mbps.
Per il resto abbiamo Wi-Fi b/g/n, Bluetooth, 4.0 e radio FM. Ciò che manca in realtà è l’NFC e il supporto per la banda Wi-Fi da 5GHz.

Novità della famiglia Zenfone è il lettore di impronte digitali sul retro. Purtroppo non è eccellente nella precisione e velocità tanto da poter richiedere di effettuare un secondo tentativo di lettura.

Parlando di multimedia, lo speaker è posizionato sul retro nella parte inferiore.
A mio parere ho riscontrato 2 difetti: quella zona è piatta quindi se lasciamo il telefono, sentiremo di meno. L’altro difetto è che a massimo volume si sente basso. Non mi ha proprio convinto.

Comparto fotografico

Il dispositivo è equipaggiato inoltre di due fotocamere.
La principale è una 13 megapixel ƒ/2.0 con un singolo flash LED.
La messa a fuoco è buona se non perfetta così come la velocità di scatto e salvataggio della foto. Il risultato è davvero buono se siamo in un ambiente molto illuminato e l’HDR funziona discretamente. Quest’ultima opzione va attivata manualmente e la resa del colore è piacevole e non esagerata.

Con poca luce invece cominciamo i problemi in quanto si vede leggermente l’effetto disturbo ma tutto sommato il risultato non sarà pessimo come i telefoni di fascia bassa. Bisogna avere una mano ferma!
Per quanto riguarda la modalità attivabile con poca luce, abbiamo un’ottima resa di illuminazione ma la risoluzione sarà quella che sarà.
Molte sono comunque le opzioni attivabili così come la super risoluzione che permette di fare scatti di altissima risoluzione. Non aspettatevi una qualità come una Canon eh!

Per la fotocamera frontale invece è una 5 megapixel che non è neanche lei male. Diciamo che vi permette di fare selfie senza vari fronzoli. Ovviamente dimenticavo che la fotocamera principale vi permette di girare video in Full HD.

Caratteristiche del display

Il display del dispositivo è, come dicevamo, un 5,2 pollici IPS con una risoluzione HD (1280 x 720 pixel).
Forse, la cosa che non mi convince sono le cornici laterali che essendo spesse portano ad avere una larghezza superiore allo standard. Sembra avere più pollici come un 5,5″.
Comunque sia, le immagini hanno colori buoni così come lo è anche la luminosità. Tra l’altro, la luminosità automatica funziona abbastanza bene.
Parlando di gesture, il display a schermo spento le riconosce ma secondo il mio punto di vista, vengono ignorate a causa della presenza del lettore di impronte sul retro.. O forse no se il lettore fallisce.

Software

Come dicevamo, il software è il punto di forza di questo telefono! Grazie all’ottimizzazione del team tecnico di ASUS, ogni cosa gira fluida senza troppi problemi. La personalizzazione è un altro dei punti di forza.
Proprio per la personalizzazione non mi metto ad elencare tutto ciò che è disponibile così come le funzionalità di Android 6.0 Marshmallow ma mi limiterò sul generale.

Come detto, una marea di impostazioni tanto da far sentire spaesato l’utente inesperto.. Forse è un po’ esagerato?
Cosa possiamo personalizzare? Beh, ovviamente abbiamo il cambio delle gesture, modificare le icone, la dimensione della griglia, rimuovere il menu delle app (drawer), cambiare il tema e così via.. Sembra poco detto così ma fidatevi 🙂

Lato software, nella prima accensione troviamo molta roba preinstallata come le app per i social così come la gestione del telefono.
Altre cose sono MiniMovie per la realizzazione di un collage delle foto, Game Genie per fare streaming su Twitch e YouTube, galleria delle foto, QuickMemo, archivio dei file e il browser Google Chrome (che sostituisce quello di default che c’era).

Autonomia

La batteria presente ha una capacità di 4130mAh che, assieme al processore che richiede poca energia, riesce a garantire un’ottima autonomia. Purtroppo non di pari livello così com’era il suo precedente (che aveva una capacità di 5000mAh e CPU Snapdragon 410) ma non ci si può lamentare a fronte di una durata di 2 giorni con utilizzo medio e quasi una giornata e mezza con utilizzo intenso e una giornata con utilizzo molto intenso.
Per la ricarica abbiamo l’adattatore con elevata capacità che ci permette di essere di nuovo disponibili in circa due ore.
Mi dispiace che comunque confrontato allo Zenfone MAX, ha una autonomia inferiore del 40%.

Comparto Telefonico

Non c’è nulla da dire a riguardo o forse sì, a mio parere la gestione è stata peggiore rispetto allo Zenfone 3 base perché qui non ci sono possibilità di gestire una suoneria diversa per le SIM.
La cosa che ho apprezzato è la presenza di default di poter registrare la chiamata. Tuttavia, la qualità della chiamata però non è una delle migliori.

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Il prezzo del telefono si aggira sui 199€. Ottimo rapporto qualità prezzo.

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L'articolo Asus Zenfone 3 MAX – Recensione sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 30 November 2016 18.04
Categoria: 

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È ufficiale la scaletta di rilascio della futura versione di Ubuntu, nome in codice Zesty Zapus.
Ecco le date più importanti da tenere a mente.

 

  • 29 Dicembre: Alpha 1 → alcune derivate ufficiali rilasceranno la prima versione alpha.

  • 26 Gennaio: Alpha 2 → anche in questo caso disponibile solo per alcune derivate.

  • 16 Febbraio: Feature Freeze

  • 23 Febbraio: Beta 1 → alcune derivate ufficiali rilasceranno la prima versione beta.

  • 23 Marzo: Final Beta → Ubuntu rilascia la sua versione beta.

  • 6 Aprile: Release Candidate

  • 13 Aprile: Rilascio Finale → Zesty Zapus è pronto!

 

Per informazioni più dettagliate, puoi consultare la pagina wiki Rilasci/ZestyZapus

Durante tutto il periodo di sviluppo la comunità italiana organizzerà diverse iniziative: pubblicazione di notizie sul sito e nella newsletter settimanale, discussione delle novità sul forum, preparazione della documentazione wiki... Se vuoi partecipare, non esitare a farti avanti!

il 30 November 2016 08.47

23 November 2016

Documentazione Wiki: ottobre 2016

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Documentazione wiki: ottobre 2016

Foto originale: TCP118v1 by Tiziano Consonni

 

Seppure in ritardo, ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante il mese di ottobre.

Aggiornamenti e novità

  • Garmux: aggiornamento dei navigatori Garmin Nuvi sfruttando le mappe open source di Open Street Maps.

  • Raspberry Pi: installazione delle versioni di Ubuntu disponibili per questa piattaforma hardware.

  • Fvwm: installazione e configurazione di questo window manager estremamente leggero.

  • Modalità di Ripristino: utilizzo della modalità di ripristino presente nel menu di Grub per ripristinare il funzionamento di un'installazione di Ubuntu danneggiata.

  • Google Earth: installazione di Google Earth in Ubuntu e risoluzione di problemi comuni.

  • Netboot da Internet: configurazione del computer per effettuare un'installazione Netboot di Ubuntu con avvio da file salvato su disco rigido.

  • LibreOffice: installazione, aggiornamento e personalizzazione di questa nota suite per ufficio.

  • Percentuale Calcolatrice: utilizzo della funzione percentuale % in Ubuntu per smartphone e tablet.

Yakkety Yak!

Come per le versioni precedenti, sono state aggiornate anche le pagine più importanti prima del rilascio di Ubuntu 16.10. Puoi trovare tutte le modifiche effettuate nella pagina GruppoDocumentazione/Yakkety.
Per maggioro informazioni, consulta la pagina Lavoro Svolto.

 


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il 23 November 2016 13.40

22 November 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 040/2016

 

È disponibile la newsletter N° 040/2016 della comunità di ubuntu-it. In questo numero:

  • L'evoluzione di Unity 8 tra Ubuntu 17.04 e Ubuntu 18.04
  • Si avvicina il rilascio di OTA-14 per Ubuntu phone e tablet
  • Nuova nomina MOTU
  • Rilasciati i nuovi driver open source Radeon e Amdgpu per GNU/Linux
  • Firefox 50 approda su Ubuntu
  • Rilasciato GNOME 3.22: il futuro è adesso

Per visualizzare la newsletter online, consulta questa pagina.
È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.

il 22 November 2016 21.03

17 November 2016

Small startup companies only stay small for a short while. Over time, they will develop into a big business that needs to operate just like any other in the field. When this size change occurs, it is important to perform a few important tasks. There are several key tasks to accomplish once the business grows to ensure it can continue to develop appropriately.

Implement the Right Software Tools

Many small businesses only have basic software integrated into their systems. They can keep track of invoices, reach out to customers, and manage data. A big business will have to do things on a much more larger scale, requiring the right software tools to handle the job. Customer Relationship Management should be handled appropriately, allowing companies to generate leads quickly and reach out to long-time customers regularly.

Another key component of this is in terms of facility management. There are more employees, customers, and business aspects to manage and keeping a functioning facility is essential. Maintenance management software for facilities management is best for large businesses with options like IFS Enterprise Asset Management, NetFacilities, and Maintenancec Connection as possible choices. There options allow business owners to monitor productivity levels, improve equipment efficiency, manage documents, track finances, and much more.

Even if you are growing and haven’t hit the “big business” zone, facilities management is still important and there are solutions for smaller business as well.

Beef Up Security

The larger the business, the larger the target is for criminals. This refers to two things, both people attempting to steal goods and people attempting to steal information. As a business grows, it is important to beef up security with it to prevent information or goods from being taken.

Cyber security is one of the most important aspects, as there is a slew of information available on the software systems that could allow identify thieves to hack the system and steal information. The right practices need to be put in place so the data cannot be compromised. It is wise to have a risk management assessment performed on the system to determine which areas need more security, and which are well protected. Understanding what to do in case of a breach is also important. Most states have breach laws that require businesses to notify all parties who have their information stolen.

Hire New Talent

New talent should not be hired after the business has expanded. Instead, it is important for business owners to begin working on finding new employees for their company before it ever grows. Employers should train new people beforehand so they are ready to begin immediately once the business grows and their knowledge and experience is needed.

Adapt New Technology Overtime

A big business cannot simply upgrade their technology and software once and never do so again. New technology should be integrated into the business regularly. It is important to adapt new technology overtime so that the business stays with the times and can compete with others utilizing the same technological advances. It is the only way to ensure the company is brought into the future and not left behind.

A small startup will eventually grow into a big business. When this happens, the business owner is going to want to be sure they have already begun working on a few important tasks. Not only should security be beefed up to protect data, but new employees are needed, technologically advances should be made, and the right software should be utilized.

Completing these tasks will help a smaller company grow into the best big business it can be.

The post Key Tasks to Accomplish Once Your Small Startup Becomes a Big Business appeared first on deshack.

il 17 November 2016 08.51

15 November 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 039.2016

 

È disponibile la newsletter N° 039/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Ubuntu Online Summit: 15-16 November 2016
  • In arrivo il primo UbuCon europeo
  • Ubuntu Budgie è ora una derivata ufficiale Ubuntu
  • Disponibile la versione finale 13.0.0 delle librerie grafiche Mesa 3D per le distribuzioni GNU/Linux
  • LibreOffice 5.2.3 fresh disponibile per il download
  • SoundNode. Una desktop app opensource di SoundCloud per Ubuntu
  • Succede su Chiedi
  • Statistiche del gruppo sviluppo

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il 15 November 2016 21.42

11 November 2016

Meeting Ubu-it 2016

Jeremie Tamburini

Il meeting 2016 di ubuntu-it verrà ricordato per le emozioni forti e la mancanza di mezzi termini. La comunità sta cercando di ricostruirsi ma in tempi di crisi fa presto a piovere sul bagnato.
Il tempo di arrivare al Ramada e realizzare che la lista partecipanti per i motivi più vari si è assottigliata, perdendo fra gli altri Diego Prioretti e Dario Cavedon (un abbraccio a distanza ai due!) che avrebbero dovuto sostenere parte dei talk… tanto quanto basterebbe per gridare “OK panico!”.

Invece ne verrà comunque fuori una giornatina da ricordare.

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PIETRO, MATTIA E IL FORMAT
Pietro Albini e Mattia Rizzolo sono stati i due personaggi che hanno preso la situazione in mano. Non era facile. È vero che nonostante la giovane età hanno già maturato qualche anno di esperienza in ubuntu-it, però non è il massimo del comfort domare una carrozza allo sbando. I due lo hanno fatto, hanno dettato i tempi del meeting e guidato il susseguirsi degli eventi con il loro stile. Complimenti!

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Ero scettico sul format adottato: talk la mattina e jam al pomeriggio. In realtà si è rivelata una buona cosa. In questo modo persone di un gruppo che non hanno mai la possibilità di trovarsi faccia a faccia, possono interloquire per diverse ore sulle varie problematiche. Durante i talk questo non sarebbe potuto succedere.

LE COSE CHE SCALDANO IL CUORE
Le persone esterne a ubuntu-it che si aggiungono ai nostri meeting, spesso vivono nelle vicinanze. Durante una pausa nel corridoio, parlando con due ragazzi giovanissimi, salta fuori che sono arrivati addirittura da Roma :) …e di certo NON siamo i Pink Floyd!
Uno dei motivi principali della loro visita era di conoscere direttamente le persone, prima di partecipare a uno dei nostri progetti. Nel mondo iper-connesso di oggi questa cosa del partire dal conoscersi di persona ha del sorprendente.

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Nella jam pomeridiana poi, con la coda dell’occhio ho notato che erano al tavolo con Marco Trevisan. Ho ripensato a una cosa bella di quest’ambiente. Marco è stato assunto ormai da diversi anni per lavorare su Unity. I suoi talk sono una presenza frequente nei meeting e ci illustrano le ultime evoluzioni delle tecnologie presenti su Ubuntu. E così è stato anche quest’anno.

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La cosa bella sta proprio qui, in eventi di questo tipo è possibile scambiare due parole faccia a faccia con personaggi in prima linea nei progetti open. Un po’ come se un appassionato qualsiasi di motori si ritrovasse a scambiare quattro chiacchiere con gli ingegneri della formula 1 come se nulla fosse. Ah.. e nel caso avesse una buona conoscenza in materia, le sue idee potrebbero essere prese in considerazione per eventuali evoluzioni sul progetto!

GRUPPO DOC & GRUPPI
Questa volta toccava anche a me chiacchierare. Ho ripercorso le tappe principali del gruppo doc che sta vivendo un periodo positivo, grazie all’entrata da fine 2014 a oggi di nuovi componenti estremamente validi. Dopo periodi di desolazione, per me e Matteo Lazzari è quasi una ricompensa divina per aver tenuto duro.

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Alessandro, Andreas, Giulio e Iononsbalgiomai del Gruppo Doc

Essendo questo un periodo in cui diversi gruppi stanno attraversando delle difficoltà, il talk voleva essere anche un modo per evidenziare alcuni dei punti chiave del successo magari di spunto per altri:
– semplificare quanto più possibile burocrazie e regole. Da noi è stato tutto ridotto all’osso, sia per gli utenti che scrivono guide, sia per chi entra a far parte dello staff.
– Se il gruppo mira a raccogliere quanti più partecipanti, valutare l’utilizzo delle piattaforme per il coordinamento (forum, mailing list, chat..). Per il gruppo doc la presenza sul forum è importante anche per ampliare il contatto col pubblico. Se il gruppo operasse solo su mailing list finirebbe per isolarsi.
– Trovare attività “entry level”, ossia abbordabili e/o accattivanti per nuovi contributori. Per noi possono esserlo state le guide sui portatili o sugli ambienti desktop, ecc..
– Farsi pubblicità. Sfruttare gli articoli sul Planet che verranno a loro volta amplificati dai canali social (Facebook/Twitter/Google+). Questo permette al pubblico di essere al corrente dell’esistenza del gruppo e delle proprie attività.

DESKTOP REMOTI & LINGUAGGI
Un talk piacevole si è rivelato quello di Giovanni Panozzo su Remmina, software per il desktop remoto. Lo sviluppatore originario del progetto ad un certo punto si è dato alla macchia lasciando il software a se stesso. Ma grazie alla “magia” del software libero questo fatto ha un’importanza relativa. Giovanni e Antenore Gatta hanno rilevato lo sviluppo di Remmina ridandogli linfa vitale.
La cosa bella è venire a conoscenza dei retroscena. Fra GTK che cambiano un giorno si e l’altro pure, il tortuoso mondo della pacchettizzazione e dei maintainer, grafici commissionati che lavorano quasi bene e altro.. ne è venuta fuori un narrazione molto avvincente :)
È stato poi piacevole disquisire alla sera con Giovanni, da buon sysadmin porta con se un bagaglio enorme di esperienze e quindi di aneddoti interessanti.

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Saltando di palo in frasca, negli ultimi tempi c’è un linguaggio che giorno dopo giorno sta incontrando sempre più favori fra i programmatori: Rust, linguaggio compilato creato da Mozilla. Ce ne ha parlato il nostro Pietro Albini in un breve talk.
La meta è ambiziosa, in quanto mira a essere un’alternativa ai granitici C e C++, “addolcendone” in parte la sintassi, ma soprattutto introducendo un rigido controllo sulla sicurezza durante la compilazione. Cioè, il compilatore si accorge se il programmatore ha creato dei costrutti che potenzialmente possano generare situazioni indesiderabili.
È probabilmente lo scoglio più ostico da superare per chi ha già esperienza con altri linguaggi. Costrutti che verrebbero compilati in C, C++, ecc.. con Rust restituiscono errore alla compilazione. In altre parole, Rust obbliga a programmare bene.

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Aneddoto: rientrato a casa il giorno dopo mi metto a leggere OK panico!, uno dei mie blog preferiti. Neanche a farlo apposta a proposito di GTK e Rust, scorgo questo articolo di Alberto Ruiz, sviluppatore Gnome che incomincia a fare un pensierino a Rust nell’ecosistema Gnome-Gtk :)

IL BELLO DEL MEETING
Incontri di persona gli avatar del forum! :D
Ad un certo punto ti ritrovi un pinguino con la maglia del Palermo e non puoi che gridare “jackynet92!! Sei proprio tu?!!”. OK non proprio :P
Il bello rimane sempre l’incontrarsi di persona. Incontrare Alessandro Viprati (..in gamba anche dal vivo). Devid Filoni, altro pezzo da 90. Poi scopri gente che non avresti mai potuto conoscere perché in ubuntu-it frequenti canali totalmente differenti, e così ti spunta fuori un Alessandro Cecchin :)
E dopo un’astinenza di due anni avevo veramente voglia di ri-incontrare le vecchie conoscenze e parlare e straparlare di Linux.

E le lasagne del Ramada? Le vogliamo ricordare?
Un saluto a tutt….

– Pubblico: Oooooh!! aspetta!! Come “un saluto”?
– Jeremie: Che c’è? Stavo facendo i saluti finali.. ho scritto anche tantino..
– P: E il ristorante?! Non ci racconti niente della cena?
– J: Dai, ma devo sempre fare queste cose? Poi mi prendono per fissato.
– P: Dai “Gèremi”, raccontaci! Alla sera dovevate andare al Broccaindosso, dove letteralmente ti schiantano dalle portate.. dicci com’è andata!
– J: Intanto si pronuncia “Geremì”, come se ci fosse un accento sulla ì..
– P: Ma come?! Non si dice “Gèremi”?
– J: Si scrive J-e-r-e-m-i-e con la “ie” in fondo invece che con la “y”. Potrebbe anche venire il dubbio che non sia un granché anglosassone, no? Inoltre nella versione italiana si dice “Geremìa” e non “Gèremia”.
– P: Ma quanto rompi, ma che razza di nome hai?!!
– J: De’… ora è colpa mia se c’ho quel nome!!
– P: Ohioi, vabbene.. “Geremì” ci parli del Broccaindosso?
– J: OK

Cosa è il Broccaindosso? Un’aberrazione, un luogo che esiste solo nella fantasia, un luogo che si materializza in determinati momenti della vita di un uomo e svanisce altrettanto velocemente ma lasciandoti molto dentro.

Antipasto:
mortazza con pagnottine soffici, prosciutto crudo, insalata con melograna. “E fin qui..” direte voi. Continuo: sfornatino di patate con panna, tortino zucca e formaggio, salsicce e fagioli (si, salsicce e fagioli → antipasto), melanzane alla parmigiana, fiori di zucca fritti e frittata.

Dolce:
vassoio crem caramel, scodella di cioccolata (tipo musse), vassoio tiramisù, tortino di cioccolata con scodella di crema, tortino basso con.. non so bene cosa, scodella con crema di castagne, zuppa inglese, bigne alla crema con scodella di cioccolato fondente.
Fossi lo chef per alleggerire ci inserirei anche un meringato alla panna.

Per la cronaca, mi ero portato l’alkaselzer ma non l’ho usato.

È tutto ;)

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il 11 November 2016 03.54

09 November 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 038.2016

 

È disponibile la newsletter N° 038/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Quel tocco in più per la sessione Unity 8 di Ubuntu 16.10
  • Rilasciato Ubuntu Core 16
  • Mythbuntu termina qui: grazie per tutto!
  • ubuntu-it Meeting a Bologna: la Comunità riparte da qui
  • Presentato il nuovo status tracker di Xubuntu
  • Un nuovo editor di testi per Ubuntu Phone
  • Bug riportati
  • Statistiche del gruppo sviluppo

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il 09 November 2016 10.16

The lifecycle of a computer or mobile device often keeps in line with Moore’s Law, which states that computing power will double every two years. For your average consumer, it means simply faster and newer features but for the tech-literate, it becomes a game changer because it introduces new technologies and capabilities for developing software and hardware applications.

Because computing technology is cycled so quickly, we are often faced with the dilemma to either hold out until a major upgrade or buy into the next iteration (seen all too frequently with the introduction of smartphones which make minor leaps and bounds compared to the previous model). All this constant shift in the marketplace and desire to acquire newer devices leaves a lot of waste in otherwise capable devices.

It’s very possible that you have at least one or two older smartphones or computers stashed somewhere in your house because you don’t know what to do with them; we hold onto them because they’re still a fantastic tool, but they’re no longer our primary device.

So what you do to preserve the longevity of a computer or mobile device so it’s not just lazily tossed in the trash or kept in one of the junk drawers we all seem to have in the kitchen?

I’ll tell you what…

Sell it

Computers and devices quickly lose their value as new models come out. By the second or third generation, you practically must beg someone to take it off your hands. iPads, iPhones, Android phones, and computer workstations do have value if you’re willing to part with them at the right time. Sometimes a company makes an announcement on the new releases that go sour with the userbase so they agree to stick with older models. Other times the older models are up-to-par with what a person needs so they’re willing to pay. You could, for example, do a look for “sell iPad”, punch in your model, get your quote, and then factor that into the price of the new model you’re seeking.

Donate

There are many impoverished individuals that are smart, but lack the computing devices needed to explore their interests. Consider donating your old devices to local charities or services which place those items in the hands of young individuals whom hold an interest in the industry; with these tools available we will certainly see an expanse on new-comers to the market especially women in tech along with people of color which create a dynamic community that will grow and generate the next wave of innovations for the industry at large.

Dedicated Media Player

one such use for older smartphones I’ve personally put in motion is to purchase a cheap SD card (to expand the memory) and use the now deactivated phone as a media player for the car or when attached to my bicycle during rides. Smartphones are also perfect when paired with WiFi so you could use them as a dedicated remote control for the many streaming apps. Too, you could keep the older apps and hand it off to the younger individuals in the household for game time (without the fear they’ll accidentally purchase in-game items since it’s now disconnected).

Testing Environment

Developers do have access to tools which allow them to test their creations on multiple devices within an environment, but the user experience is equally important in terms of touch and feel. An old device can be a great testing environment for new applications while also giving the correct feel of how it will be used rather than running it through an emulation program at the computer; it will aid in the development.

There are many ways to re-use old devices even if they begin to feel outdated. These devices are still as valuable of a tool as when you first got them – with the exception that they no longer have the flashy features of the newer models; they can still be given new life through dedicated apps, services, or used to move onto the next release without having to be chucked into the landfill so do consider this the next time you’re factoring in an upgrade and figuring out how to add longevity to older systems.

The post Adding Longevity and New Life to Aging Devices appeared first on deshack.

il 09 November 2016 09.29

07 November 2016

Categoria: 

Si è svolto sabato 5 Novembre scorso a Bologna, "ubuntu-it Meeting 2016", l'appuntamento della Comunità Italiana di Ubuntu, presso l'hotel Ramada Encore.

Dopo una pausa di più di un anno, la Comunità Italiana di Ubuntu è tornata a riunirsi nello stesso "luogo fisico", per fare il punto della situazione della Comunità, imparare nuove cose su Ubuntu e sul suo sviluppo, e scambiarsi opinioni su come migliorare Ubuntu e il supporto agli utenti.

 

Il Meeting di quest'anno ha visto la partecipazione di molte facce nuove, segno di un progressivo e naturale rinnovamento, in corso ormai da qualche anno.

 

Alla mattina si sono svolti i "classici" talk, che hanno visto salire sul palco Marco Trevisan, che ha parlato dello sviluppo di Unity8 e Mir, Jeremie Tamburini, che ha parlato dell'evoluzione dell'attivissimo Gruppo Documentazione (che gestisce il wiki della Comunità). E' stata poi la volta di Mattia Rizzolo, che ha parlato di cosa ha fatto e cosa farà il Consiglio della Comunità, che sta lavorando per trovare un nuovo assetto della comunità di Ubuntu.

Giovanni Panozzo durante il suo talk su Remmina

 

Quest'anno la Comunità ha ospitato uno sviluppatore upstream: Giovanni Panozzo, uno dei due sviluppatori principali di Remmina, il software di connessione remota più diffuso su Linux. Giovanni ha parlato di come, insieme allo sviluppatore principale Antenore Gatta, ha "riportato in vita" Remmina (che era stato abbandonato dai precedenti sviluppatori), di quali sono i loro rapporti con le maggiori distribuzioni GNU/Linux e di come si può facilmente contribuire allo sviluppo.

 

Infine Pietro Albini ha parlato delle principali caratteristiche di Rust, il nuovissimo linguaggio di programmazione sviluppato da Mozilla in collaborazione con la comunità open source.

 

Nel pomeriggio, i partecipanti si sono divisi su più tavoli, organizzando diversi jam (sessioni di lavoro informali): sviluppo del nuovo sito web, creazione della documentazione e di come sviluppare su Ubuntu.

 

La giornata si è conclusa in un ristorante di Bologna, dove i partecipanti hanno discusso (e pasteggiato) a lungo, prima di darsi appuntamento al 2017! Una bella giornata di apprendimento e divertimento, sempre nello spirito della collaborazione, della condivisione delle idee e delle conoscenze.

Vogliamo infine ricordare che parte delle spese del Meeting sono state coperte dai fondi versati dalla comunità internazionale di Ubuntu. Da qualche anno infatti è possibile fare delle donazioni dalla pagina di download del sito internazionale di Ubuntu. Questi fondi (gestiti da Canonical) possono essere utilizzati dai vari Loco Team e dagli Ubuntu Members per organizzare gli eventi più disparati. Grazie quindi a tutti quelli che hanno donato!

il 07 November 2016 19.58

02 November 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 2016/037

 

È disponibile la newsletter N° 037/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • La Carleton University crea un Cloud per la Ricerca con Ubuntu OpenStack
  • Le immagini Daily Build di Ubuntu 17.04 Zesty Zapus sono disponibili per il download
  • Il meeting di Ubuntu-it a Bologna sabato 5 novembre 2016
  • Full Circle Magazine Issue #114 in inglese
  • LibreOffice 5.1.6 disponibile per il download
  • Succede su Chiedi

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il 02 November 2016 14.36

31 October 2016

In macchina avete una radio che non legge le pennette USB e/o non ha un attacco AUX e volete cambiarlo ma non volete spenderci tanto? Grazie ai ragazzi di Aukey, oggi vi presento una soluzione economica.
Qual è la soluzione? Parliamo di Aukey BT-C5 Trasmettitore FM e Caricatore per Auto. 🙂

Breve introduzione: Aukey

AUKEY combina le più recenti tecnologie con oltre un decennio di esperienza di hardware per progettare e costruire, elettronica di consumo affidabili solidi e accessori mobili. I nostri caricatori e le powerbank incorporano AUKEY AiPower Adaptive, tecnologia di ricarica rapida con Qualcomm Quick Charge 3.0 per supportare tutti i dispositivi dotati di USB. Siamo impegnati a creare prodotti solidi supportati da un servizio cordiale e sensibile per deliziare i nostri clienti fedeli in tutto il mondo.

Come si presenta la confezione

Il pacco arriva senza danneggiamenti (nel mio caso attraverso Amazon). Seppur il costo economico, si può notare subito al tatto la solidità e l’accuratezza che Aukey vuole dimostrare ai suoi clienti.
Eliminando la pellicola e aprendo la scatola, notiamo subito il nostro trasmettitore e nello scompartimento sottostante il certificato di garanzia e il manuale d’istruzione multilingua.

Come si presenta il dispositivo

Il dispositivo si presenta di ottima fattura per quello che costa!
Collegandolo alla presa accendisigari della vostra auto, possiamo notare l’accensione immediata del display che mostra una frequenza casual di colore rosso.

Banalmente basta giocare con i due tasti per variare la frequenza FM di trasmissione.
Una volta scelta una frequenza libera, basterà sintonizzare la vostra radio sulla stessa frequenza e collegare il vostro MP3, MP4, Telefono o qualsiasi altra cosa trasmetta audio in uscita via jack audio da 3,5mm.

Oltre a ciò abbiamo la possibilità di poter collegare un cavo USB al connettore.
Possiamo collegarci qualsiasi cosa, anche alimentare un telefono moderno considerando che la porta USB eroga ben 2.1A e quindi è in grado di soddisfare i requisiti di tutti i dispositivi connessi.

Scheda tecnica

Banda: FM Radio
Qualità del Suono: Hi-Fi stereo
Gamma: 88.1~107.9MHz
Intervallo: 0.1MHz
Stabilità: 0ppm (-10℃ ~+ 55℃)
Clutter & Armonia: ≤-60dB
Gamma effettiva: Circa 5m
Voltaggio d’operazione: 12V~24V
Voltaggio d’Uscita d’USB: DC 5V 2.1A
Separazione di Stereo: 40dB
Risposta di Frequenza: 20Hz~16KHz
Distorsione d’Audio: ≤0.1% (F=75KHz, f=1KHz)
SNR: ≥45dB (1KHz 100%)

Conclusioni

Cosa dire, anche stavolta possiamo notare le grandi potenzialità e cura di Aukey.. Il rapporto qualità/prezzo è anche ottimo considerando che la musica in uscita è molto buona e pulita (non al 100% ma abbastanza).

Se siete interessati ad acquistare questo prodotto, lo trovate su Amazon al modico prezzo di 14,99€.

AUKEY Trasmettitore FM auto stereo con spina 3.5mm, Adattatore di caricatore dell’auto per il iPhone, Samsung, HTC, MP3, MP4

L'articolo Aukey BT-C5 Trasmettitore FM e Caricatore per Auto – Test [ITA] sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 31 October 2016 19.51

25 October 2016

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Newsletter Italiana 036.2016

 

È disponibile la newsletter N° 036/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Nextcloud Box: Il primo dispositivo al consumo per Snap
  • Il nuovo servizio Livepatch di Canonical disponibile per Ubuntu 16.04 LTS
  • La newsletter italiana di Ubuntu in formato PDF
  • Rilasciato KDE Plasma 5.8 LTS
  • Notizie dalla Documentazione Wiki
  • Aggiornamenti e statistiche

È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.

il 25 October 2016 12.20

18 October 2016

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Newsletter italiana 035.2016

 

È disponibile la newsletter N° 035/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Rilasciato Ubuntu 16.10 Yakkey Yak!
  • Annunciato Ubuntu 17.04 Zesty Zapus!
  • Ubuntu Core 16 beta disponibile al download
  • Disponibili nuove patch per il kernel Linux
  • Roma passa al software libero
  • Aggiornamenti e statistiche

Grazie al contributo di un membro della comunità, da oggi è anche possibile leggere e scaricare la tua newsletter preferita in formato PDF!!

il 18 October 2016 16.36

13 October 2016

Novità di prodotto e tecnologie all’avanguardia dedicate ai gamer che potranno sperimentare l’intera gamma di soluzioni ASUS presso lo stand dedicato (Pad. 3 – Stand A4), la Milan Games Week Arena, l’area Blizzard, quella dedicata alla realtà virtuale e presso Red Bull Faction 2016

Sta per aprire le porte la sesta edizione di Milan Games Week, l’evento più atteso dell’anno da videogiocatori ed appassionati di videogame, in programma a Milano dal 14 al 16 ottobre presso FieraMilanoCity.  ASUS, che quest’anno celebra i 10 anni del proprio marchio ROG (Republic of Gamers), è in pole position per presentare la più ampia gamma di proposte dedicate al mondo del gaming.

Come di consueto, ASUS sarà presente con un proprio stand (Pad. 3 – Stand A4), dove i partecipanti alla Milan Games Week potranno scoprire l’articolata gamma di proposte per i gamer spaziando dai desktop ai notebook dalle avanzatissime prestazioni, alla componentistica dagli overclock più estremi, agli accessori dall’evoluta ergonomia, a cui si aggiungono le novità più interessanti in ambito mobile gaming, ovvero i tablet e gli smartphone di terza generazione recentemente introdotti sul mercato. Grazie alle diverse declinazioni di prodotti offerti, che permettono di costruire postazioni di gioco complete, i visitatori saranno pienamente coinvolti nelle azioni di gioco dei titoli più recenti ed avvincenti, dagli FPS di ultima generazione ai giochi d’azione.
Dedicati ai gamer più esigenti, tra le novità dell’area notebook spiccano i modelli ROG G752, ROG Strix GL502 e ROG Strix GL702, potenti laptop da 15,6 a 17.3 pollici animati dai più recenti processori Intel Core™ i7 (‘Skylake’) di sesta generazione con performante grafica dedicata NVIDIA® GeForce® GTX™, con supporto allo storage di ultima generazione e RAM DDR4 upgradabili. Caratterizzati da un design particolarmente aggressivo e da nuove combinazioni di colori, adottano tutti un efficiente ed innovativo sistema di dissipazione con camera a scambio di vapore, che migliora il raffreddamento e aumenta la stabilità, mentre la tastiera gaming anti-ghosting retroilluminata garantisce la massima precisione.

Questi modelli saranno capitanati da un’anteprima d’eccezione, il potentissimo ROG GX800 con il suo processore Intel® Core™ i7 6820HK, 64GB di RAM DDR4 a 2800MHz e due GPU NVIDIA® GeForce® GTX™ 1080 configurate in SLI che pilotano l’ampio schermo da 18.4″ (16:9) LED backlit UHD (3840×2160).

Passando alle postazioni desktop, si è attratti dal nuovo potente desktop gaming ROG GT51, vincitore dei premi iF Design Award e CES® Innovation Award 2016. Progettato per stupire, ROG GT51CA adotta un processore Intel® Core™ i7 di sesta generazione overcloccabile fino a 4,6 GHz e un comparto grafico che prevede fino a due schede video NVIDIA® GeForce® GTX 1080 collegate in SLI per disporre di tutta la potenza necessaria a vivere un’esperienza di gioco in risoluzione 4K UHD a più di 60 frame al secondo, che consente di giocare con tutti i titoli più recenti senza alcun limite. Caratterizzato da linee aerodinamiche e massima attenzione ai dettagli, ROG GT51CA presenta quattro zone illuminate con effetti LED dinamici da 8 milioni di colori e la modalità di illuminazione OC preselezionata che si attiva quando il sistema è “overcloccato”.

L’area desktop è inoltre arricchita dalla presenza dell’affascinante proposta ASUS G11CD, il desktop ad alte prestazioni e ampiamente configurabile. Anche in questo caso processori Intel® Core™ di sesta generazione e le più recenti soluzioni grafiche NVIDIA® GeForce® GTX™ per regalare prestazioni mozzafiato, il tutto racchiuso in uno chassis compatto e dalle linee aggressive.

Sempre per le soluzioni desktop con dimensioni ridotte, completano l’offerta i desktop ASUS ROG G20, a cui si affiancano i super-compatti ASUS GR6 e ASUS GR8, i mini desktop che in uno chassis con un volume di pochi litri racchiudono tecnologia e prestazioni eccellenti.

Accanto alle soluzioni desktop troneggiano i monitor come il nuovissimo ROG Swift PG348Q, che vanta uno schermo curvo Ultra-Wide Quad HD (UWQHD) da 34 pollici dotato di pannello IPS con risoluzione 3440 x 1440 pixel, in grado di restituire immagini estremamente dettagliate e più spazio sullo schermo rispetto ai monitor WQHD. Le sessioni di gioco risultano particolarmente coinvolgenti grazie anche al formato 21:9, ad un refresh rate di 100Hz e alla tecnologia NVIDIA G-SYNC™ che elimina ogni latenza e le oscillazioni del frame rate. Grazie al display curvo e privo di cornice, è una soluzione ideale nelle configurazioni con molteplici display affiancati. Inoltre, Swift PG348Q adotta le funzionalità di ottimizzazione del gioco offerte da ASUS GamePlus, come la tecnologia ASUS GameVisual che ottimizza gli aspetti grafici e l’esclusivo hotkey Turbo che permette all’utente di cambiare al volo la frequenza di refresh senza dover usare il pannello di controllo del driver grafico.

Sempre in abbinata ai desktop, il monitor ASUS ROG Swift PG27AQ nato per soddisfare i requisiti dei gamer più esigenti grazie a un pannello IPS da 27 pollici wide-screen con risoluzione 4K che assicura ampi angoli di visualizzazione e immagini impeccabili ed ultra dettagliate. Una straordinaria frequenza massima di refresh di ben 165 Hz consente di offrire un ambiente di gioco eccezionalmente fluido con frame rate ultra-elevati anche grazie alla tecnologia NVIDIA G-SYNC. L’ampia selezione di monitor gaming include anche i modelli MG248Q, ROG Swift PG278Q e PG279Q.

A sottolineare l’offerta unica ed incredibilmente ampia di ASUS, non mancheranno di stupire gli amanti del casual gaming su piattaforma mobile i nuovissimi smartphone della famiglia ASUS ZenFone 3, ovvero i modelli ZenFone 3 (5.2), ZenFone 3 Deluxe (5.7”), ZenFone 3 Ultra (6.8”), ZenFone 3 Max (5.2”), Zenfone 3 Laser (5.5”), in aggiunta agli altrettanto nuovi tablet della serie ASUS ZenPad 3 (Z500 e Z581) da 10 e 8 pollici, perfetti per l’intrattenimento mobile.

Lungo il perimetro dello stand 2 ampie vetrine raccoglieranno la migliore componentistica di casa ASUS, includendo le schede madri ASUS ROG Maximus VIII Formula, l’ASUS RAMPAGE V EDITION 10 fino alle recenti ASUS X99 DELUXE II e STRIX X99 GAMING.  Vasta anche la selezione di VGA, con le ASUS STRIX GTX1070 e GTX1080, che si affiancano alle ultime nate STRIX RX 480 e STRIX-GTX1060. Completano la gamma delle novità relative ai componenti le nuove schede audio STRIX RAID PRO, Strix SOARXonar Phoebus ROG, che assicurano un audio surround di qualità superiore, indispensabile per un’esperienza di gioco ancora più coinvolgente. Focus specifico anche sul networking, con una selezione di proposte che spaziano tra Router, Access Point, Media Bridge e ripetitori.

Ogni postazione sarà equipaggiata dalle componenti e periferiche necessarie per assicurare massime prestazioni, qualità di intrattenimento e per personalizzare in maniera totale e tematica il look della propria sessione di gioco grazie agli accattivanti kit della serie STRIX (composti da mouse, mouse pad, tastiera e cuffie gaming) oppure ai kit mainstream della serie Cerberus, cui si aggiungono i mouse ROG Gladius e Sica e il nuovissimo ROG Spatha, caratterizzati tutti da materiali premium e ottimi sensori, da abbinare al mouse pad ROG Sheath e alla tastiera ROG Claymore RGB, oltre alle cuffie Strix 7.1 e ROG Centurion, della qualità più elevata, entrambe con suono surround e progettate per gli appassionati del gaming.

Come nelle precedenti edizioni, i visitatori di Milan Games Week oltre a poter sperimentare tutta la vasta gamma dell’offerta ASUS potranno anche confrontarsi con il campione mondiale Alessandro “Stermy” Avallone che, ancora una volta, sarà presente nello stand ASUS per incontrare e sfidare chi si vorrà cimentare con lui in una battaglia all’ultima kill.

Altra importante novità della edizione 2016, la collaborazione con Blizzard, con cui è stata sviluppata un’area dedicata a Overwatch, uno dei titoli più gettonati del momento, lo sparatutto competitivo nel quale due team composti dai sei giocatori ciascuno si affronteranno in spettacolari competizioni, sfidandosi in modalità di gioco cooperativo per completare obiettivi i diversi e impersonando i 22 eroi disponibili, tutti selezionabili dai giocatori per meglio adattarsi alle condizioni del campo di battaglia.

ASUS sarà anche Partner Tecnologico dell’evento con il brand ROG – Republic of Gamers (rog.asus.com) ed unico fornitore di tecnologie PC della Milan Games Week Arena,l’area dedicata ai tornei dei videogiochi, che ospiterà le Milan Games Week Leagues, ovvero le fasi finali di grandi ed esclusive competizioni. Quest’area Powered by ASUS sarà corredata dalle soluzioni più avanzate del brand che permetteranno ai finalisti di sfidarsi con tre tra i titoli multiplayer competitivi di maggior richiamo – League of Legends, il videogioco online più giocato al mondo, Counter Strike: Global Offensive, lo sparatutto competitivo più giocato nel panorama internazionale ed ovviamente Overwatch, tra titoli più apprezzati del momento.

PC, monitor e accessori ASUS saranno protagonisti anche nell’area dedicata alla Realtà Virtuale, creata in partnership con GameTime e sviluppata grazie al supporto della migliore tecnologia ASUS, che certamente sarà tra i contenuti di maggior interesse in questa edizione della Milan Games Week.

La partecipazione di ASUS si arricchisce anche con la sponsorship tecnica del Red Bull Faction 2016, il primo torneo 3 contro 3 in cui ci si scontra usando le fazioni della storia di League of Legends. Il torneo, partito lo scorso Agosto, avrà la sua finale in un evento live, previsto il 14 ottobre nell’ambito del Fuori Milan Games Week, che permetterà ai team finalisti di sfidarsi tra loro sfruttando il meglio della tecnologia ASUS.

Per maggiori informazioni sulle soluzioni proposte da ASUS consultare i siti www.rog.asus.com, www.asus4gamers.it e www.asus.it.

L'articolo Sempre più ricca la presenza di ASUS alla Milan Games Week 2016 sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 13 October 2016 10.44

12 October 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 034.2016

 

È disponibile la newsletter N° 034/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • La sessione Desktop Unity 8 preinstallata in Ubuntu 16.10
  • Wiki di Ubuntu-it: novità di luglio, agosto e settembre!
  • MATE 1.16 in Yakkety Yak!
  • Bug riportati
  • Statistiche del gruppo sviluppo

Leggi la newsletter

il 12 October 2016 10.17

11 October 2016

Ebbene si, nello stesso giorno del compleanno di Patrizia abbiamo desiderato far combaciare anche l'anniversario del nostro matrimonio.
il 11 October 2016 18.42

08 October 2016

Periferiche USB e risveglio dalla sospensione

Gianvito Cavasoli (Janvitus)

Quante volte è capitato che tornando a casa trovi il computer acceso anche se lo avevi messo in sospensione? A me svariate volte, e di solito era il mouse senza fili che “risvegliava” a caso il sistema, vallo a capire perché, ma a volte ci si mette pure qualcuno che involontariamente da un colpo al tavolo e fa spostare il mouse che va a “risvegliare”, o anche un tocco involontario sulla tastiera, ce ne sarebbero di casi…

In rete si trovano vari trucchetti e guide per disabilitare il “risveglio” da parte delle periferiche USB, tutte più o meno valide, ma la maggior parte sono poco immediate e definitive. Invece, c’è un metodo immediato e facile, ed è quello di configurare udev affinché disabiliti le periferiche interessate quando si mette il computer in sospensione.

Prima di tutto bisogna recuperare i numeri di identificazione hardware della periferica, basta un lsusb dato nel terminale, esempio:

lsusb

Bus 005 Device 001: ID 1d6b:0001 Linux Foundation 1.1 root hub
Bus 002 Device 001: ID 1d6b:0002 Linux Foundation 2.0 root hub
Bus 004 Device 003: ID 24ae:2002
Bus 004 Device 002: ID 24ae:2000
Bus 004 Device 001: ID 1d6b:0001 Linux Foundation 1.1 root hub
Bus 001 Device 002: ID 2001:3c20 D-Link Corp.
Bus 001 Device 001: ID 1d6b:0002 Linux Foundation 2.0 root hub
Bus 003 Device 002: ID 051d:0002 American Power Conversion Uninterruptible Power Supply
Bus 003 Device 001: ID 1d6b:0001 Linux Foundation 1.1 root hub
Bus 009 Device 001: ID 1d6b:0003 Linux Foundation 3.0 root hub
Bus 008 Device 002: ID 0a12:0001 Cambridge Silicon Radio, Ltd Bluetooth Dongle (HCI mode)
Bus 008 Device 001: ID 1d6b:0002 Linux Foundation 2.0 root hub
Bus 007 Device 001: ID 1d6b:0003 Linux Foundation 3.0 root hub
Bus 006 Device 002: ID 07ca:1867 AVerMedia Technologies, Inc.
Bus 006 Device 001: ID 1d6b:0002 Linux Foundation 2.0 root hub

Il mio mouse e tastiera senza fili sono questi due: 24ae:2002, 24ae:2000. In caso il nome della periferica non venisse visualizzato in lsusb, basta consultare il solito /proc, esempio:

cat /proc/bus/input/devices

I: Bus=0003 Vendor=24ae Product=2002 Version=0101
N: Name=”RAPOO RAPOO 5G Wireless Device”
P: Phys=usb-0000:00:13.0-3/input1
S: Sysfs=/devices/pci0000:00/0000:00:13.0/usb4/4-3/4-3:1.1/0003:24AE:2002.0005/input/input8
U: Uniq=
H: Handlers=kbd mouse1 event5
B: PROP=0
B: EV=1f
B: KEY=3f0003007f 0 0 483ffff17aff32d bf54444600000000 1f0001 130f938b17c000 677bfad941dfed 9ed68000004400 10000002
B: REL=1c3
B: ABS=100000000
B: MSC=10

Una volta avuto l’identificativo hardware, possiamo andare a modificare udev semplicemente creando un file di testo e inserendoci queste stringhe:

ACTION==”add”, SUBSYSTEM==”usb”, ATTRS{idVendor}==”24ae”, ATTRS{idProduct}==”2000″ RUN+=”/bin/sh -c ‘echo disabled > /sys$env{DEVPATH}/../power/wakeup'”
ACTION==”remove”, SUBSYSTEM==”usb”, ATTRS{idVendor}==”24ae”, ATTRS{idProduct}==”2000″ RUN+=”/bin/sh -c ‘echo enabled > /sys$env{DEVPATH}/../power/wakeup'”
ACTION==”add”, SUBSYSTEM==”usb”, ATTRS{idVendor}==”24ae”, ATTRS{idProduct}==”2002″ RUN+=”/bin/sh -c ‘echo disabled > /sys$env{DEVPATH}/../power/wakeup'”
ACTION==”remove”, SUBSYSTEM==”usb”, ATTRS{idVendor}==”24ae”, ATTRS{idProduct}==”2002″ RUN+=”/bin/sh -c ‘echo enabled > /sys$env{DEVPATH}/../power/wakeup'”

Ovviamente va cambiato l’identificato del produttore (ATTRS{idVendor}) e del prodotto (ATTRS{idProduct}) in base alle periferiche. Il file di testo poi va salvato nella cartella /etc/udev/rules.d con un nome qualsiasi, tipo 90-disabled-usb-mouse-keyboard-wakeup.rules, potete metterci il nome che volete ma è importante che rimanga il 90 davanti e ovviamente .rules come estensione.

Ora potete riavviare il sistema o ricaricare udev per aver le modifiche applicate:

sudo udevadm control –reload

Da ora scosse al tavolo che fanno spostare il mouse o pigiare per sbaglio un tasto della tastiera non faranno più risvegliare il computer.

Il trucchetto funziona su qualsiasi distribuzione GNU/Linux che abbia udev, cioè praticamente tutte.


il 08 October 2016 12.07

03 October 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 033.2016

 

È disponibile la newsletter N° 033/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Ubuntu 16.10 Beta 2 disponibile al download
  • Low Graphics Mode in Unity 7
  • Sabato 5 Novembre: Ubuntu-it Meeting Autunno 2016
  • Ubuntu Online Summit for Ubuntu 17.04 to Take Place November 15-16, 2016
  • Full Circle Magazine Issue #113 in inglese

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il 03 October 2016 22.56

01 October 2016

Categoria: 

Foto originale: Dans ma bulle by Christophe Weibel

 

Mesi estivi, sole cocente, vacanze e bibite ghiacciate, ma nessuna notizia dal gruppo documentazione di Ubuntu-it?
Non temete, nonostante tutto i lavori di manutenzione del wiki non sono mai stati interrotti.

Ecco per voi i principali risultati di cotanto sudore e sacrifici (si fa per ridere).

Nuove guide e aggiornamenti vari

Sono state scritte o riviste alcune delle guide principali, le più utili per coloro che muovono i primi passi con Ubuntu:

  • Installare Ubuntu: aggiornata una delle guide più importanti del wiki, ora con immagini tratte all'ultima versione LTS.

  • Ubuntu Software: realizzata una guida per il nuovo gestore di pacchetti predefinito di Ubuntu 16.04 LTS.

  • Sudo: aggiornamento della guida relativa comando sudo (superuser do).

 

Queste sono le novità relative al portale AmbienteGrafico:

  • Requisiti Unity 3D: aggiornamento della guida per i requisiti di sistema richiesti dall'ambiente grafico predefinito di Ubuntu.

  • Plymouth: aggiornata la guida relativa alla schermata di avvio e di arresto di Ubuntu.

  • LXQt: in attesa di vederlo nella derivata Lubuntu in uno dei prossimi rilasci, ecco la nuova guida all'installazione e alla configurazione dell'ambiente grafico nato dalla fusione dei progetti LXDE e Razor-qt.

  • Openbox: finalmente aggiornata la guida al leggerissimo window manager.

  • IceWM: aggiornamento della pagina dedicata a questo window manager, con l'ultima versione di Ubuntu.

  • Enlightenment: aggiornamento della pagina dedicata all'ambiente grafico E17.

 

Ecco le ultime guide aggiornate riguardanti hardware specifico:

 

Per quanto riguarda invece la sezione dedicata alla navigazione Internet:

  • Flash: aggiornata la guida all'installazione e alla configurazione del plugin.

 

Sono state inoltre scritte o aggiornate pagine relative ad altri vari argomenti:

  • Pacchetti Snap: nuova guida per gestire il nuovo formato di pacchetti supportato in Ubuntu 16.04.

  • Pacchetti AppImage: come utilizzare su Ubuntu questo tipo di pacchetti portabili e compatibili con tutte le distribuzioni GNU-Linux.

  • Installare programmi da sorgenti: aggiornata la guida alla compilazione dei pacchetti.

  • Script: aggiornata la guida pratica per la creazione e l'utilizzo di script.

  • Nfs: aggiornamento della guida relativa al filesystem distribuito NFS (Network File System).

  • Plex: nuova guida all'utilizzo di questo strumento, grazie al quale è possibile condividere file multimediali da computer a TV tramite Google Chromecast.

  • Plop Boot Manager: aggiornata la guida del tool che permette di avviare USB live anche su computer molto vecchi.

  • Ocr: aggiornata la guida per utilizzare su Ubuntu la tecnologia Optical Character Recognition.

  • Giochi da tavoliere: nuova guida su come divertirsi con questo tipo di giochi utilizzando Ubuntu.

  • Bug Offset: come risolvere un bug durante il partizionamento manuale, segnalato da alcuni utenti del forum.

  • Tabella partizioni: aggiornamento della guida alla creazione della tabella della partizioni con gli standard MBR e GPT, nei computer con BIOS o UEFI.

 

Per maggiori informazioni, potete consultare la pagina Lavoro svolto.

Come sempre, cogliamo anche l'occasione per ringraziare tutti gli utenti del wiki e del forum che hanno partecipato. Come faremmo senza di voi? ;)

Le novità non so finite

Ebbene sì, perchè il nostro staff si allarga :) : diamo il benvenuto e auguriamo buon lavoro a iononsbalgiomai!

 


A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

il 01 October 2016 09.55

29 September 2016

Categoria: 

La Comunità Italiana di Ubuntu si dà appuntamento a Bologna sabato 5 Novembre 2016 per il meeting autunnale. Ubuntu-it, la Comunità Italiana di Ubuntu si ritroverà a Bologna sabato 5 novembre 2016, presso l'Hotel "Ramada Encore" per "Ubuntu-it Meeting", il suo appuntamento d'autunno, per fare il punto delle proprie attività e programmare le prossime. ubuntu-it meeting

"Ubuntu-it Meeting" è l'evento semestrale che chiama a raccolta tutti i volontari che partecipano alle attività di Ubuntu-it, e anche le persone che simpatizzano per la distribuzione Linux più usata al Mondo. Durante l'evento i membri della Comunità e alcuni ospiti presentano argomenti di interesse comune su Ubuntu, Linux e il Software Libero in generale.

Da quest'anno, il pomeriggio sarà dedicato a una serie di jam, sessioni di lavoro su un particolare argomento o attività.

 

Il programma dell'evento è in fase di definizione: è appena stata lanciata la "Call for Paper" - in cui si definiranno i talk - e che si concluderà il 15 ottobre.

 

Tutte le persone interessate a partecipare, sono invitate a segnalare la loro presenza e leggere le modalità di partecipazione alle attività del Meeting sulla pagina dedicata del wiki.

il 29 September 2016 19.05

26 September 2016

Disclaimer: This is a guest post by Junaid Ali Qureshi.
Junaid Ali Qureshi
Junaid Ali Qureshi is a digital marketing specialist who has helped several businesses gain traffic, outperform competition and generate profitable leads. His current ventures include Elephantation, eLabelz, Smart Leads.ae, Progos Tech and eCig.


Many webmasters these days opt for mobile-first and responsive websites, but there is also a more proficient and professional option – creating a native mobile app.

Building a mobile app from a WordPress website is a complicated process, which cannot be accomplished automatically, rather requires plugin that serves this purpose.

The most reasonable and cost effective solution used by a renowned branding agency, Dubai based is WordApp. WordApp is a free plugin for WordPress. It doesn’t require any programming whiz-kid. This easy-to-follow and simple building process operates entirely on the WordPress website. You can easily convert your WordPress into a mobile app and can easily publish your app on all three platforms: HTML5 & Windows, iOS, and Android.

Following are some of the features of WordApp:

  • Real-Time updates
  • Full video training
  • Push notifications
  • Beacon integration
  • Works with most WP plugins
  • Native Features – such as: QR code, social share, etc.

WordApp is easy to use and it takes a little than one hour to have an app up and running. With the help of WordApp, you can create your own mobile application for iOS and Android platform. Follow these simple steps to get the job done:

1. Install the plugin

WordApp can be installed just as any other WordPress plugin. Go to the Plugins > Add New section of your WordPress dashboard, and then search for WordApp plugin. Install and activate it.

Install WordApp plugin

Image source: www.youtube.com

A new menu item named as WordApp will appear in your dashboard.

Configure WordApp plugin

Image source: www.youtube.com

2. Customize your app

Customize your app by clicking on the App Builder tab under the WordApp menu. App Builder lets you upload logos and icons, choose a theme (customize colors, images, and structure), modify menus, and so on. WordApp’s interface is simple, intuitive and user-friendly, so you won’t have any problems with figuring it out.

Create WordApp app

Image source: www.youtube.com

3. Publish it

Once you are done with customizing your app, hit the blue Publish App button. WordApp plugin requires the following fields to be filled out before publishing the mobile app:

Publish WordApp app

Image source: www.youtube.com

Shortly after you press Publish Android App!, the WordApp support team will contact you and you will receive detailed instructions and a download link on how to publish your app on Google Play and App Store.

Now you can easily create a mobile app from your WordPress website. Although there are tons of ways to build an app, and they may seem intimidating at first glance, but the above method make it incredibly simple. Just make sure you have a good mobile website to start with. Feel free to leave your feedback below.

The post How to Make a Mobile App From a WordPress Site appeared first on deshack.

il 26 September 2016 07.30

23 September 2016

Photo theft has been rampant for as long as the existence of the Internet. Image search engines (Yahoo! Images, Google Images, etc.), social media platforms (Facebook, Instagram, etc.), and photo sharing sites (Flickr) have made the process of stealing images even easier.

While sometimes it can be flattering to see your visual creations appear in other projects, a blatant disregard for your source and rights can leave you frustrated. While you can’t completely put an end to image theft, you can take a number of measures to discourage adversaries from stealing your images blatantly and at least ensure that images carry attribution revealing you as the original owner.

1. Reverse Image Search Can Do Wonders

Photographers, artists, and entrepreneurs can find people using their image by using the option of reverse image search. SocialCatfish.com and other similar websites offer this option, and it’s nothing like the standard Google image search to which many of us are accustomed. Technologies such as facial recognition and image metadata enable these companies to scan millions of profiles from different places and do a comprehensive image roundup. This way, they present you with results that allow you to verify if someone is using your images without paying or attributing you. You can then seek remuneration or pursue the case legally.

2. Use Watermark on Your Images

While your image creations might not look as appealing with a watermark as they would without one, it’s a great way to discourage adversaries from stealing your work and showcasing it as their own. That said, adding a watermark in a tasteful manner will enable you to keep most of the aesthetic appeal of your photo(s). Watermark Chrome extensions, mobile apps,  and plugins for different content management systems will allow you to create a watermark for your images before you publish them on different online platforms. And if there’s Photoshop or a program of same nature on your PC, watermarking the images is going to be a quick process. Overall, watermarks are quite effective because they’re next to impossible to remove. Of course, watermark images, when shared, will benefit you in the form of free exposure.

3. Shrink-Wrap Images

This technique won’t stop the adversary from copying and saving your image. However, the image they save won’t be the one they wanted access to. Shrink wrapping may even make them think they’ve downloaded some sort of a virus, so there’s a chance that they will delete your image instead of posting it online. A transparent image is usually shrink-wrapped over the top of the original image, like a clear glass panel protecting your image from the outside. There are several online tools and YouTube tutorials that explain how to shrink wrap images. The goal is to make the adversary realize that the image they’re using isn’t the one they intended to use, even though the original image is lying hidden within the transparent image outside.

4. Create Image Galleries & Request Registration

Consider creating a gallery consisting of your images and require people to register their profile to view your photos. You can integrate a self-service system and ask people to register with valid names and email addresses. The process is automated, and though you’d have ot sacrifice some control, there won’t be a need to send individual links for images. This doesn’t protect your photos much, considering adversaries can use fake names and email addresses for registration. It does, however, increase their workload, which may result in making the adversary skip the thought of using your photos.

With these tips, you can significantly discourage others from using your images in an unethical manner.

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il 23 September 2016 08.18

21 September 2016

Ciao a tutti ragazzi, oggi siamo qui con una recensione di un prodotto della categoria Router. Grazie ad Asus infatti, abbiamo tra le mani un Router Gigabit Tri-Band Wireless RT-AC5300.

Breve descrizione dell’azienda

ASUS è tra i primi tre vendor a livello mondiale di PC portatili consumer e leader nella produzione delle schede madri più vendute e premiate al mondo. Dal 1989, ASUS ha infatti venduto oltre 500 milioni di schede. Sinonimo di qualità in tutto il mondo, ASUS offre soluzioni in grado di soddisfare le più diverse esigenze, dal segmento office a quello dei personal device e della digital home, con un portafoglio prodotti estremamente ampio, che include anche tablet, smartphone, schede grafiche, drive ottici, PC desktop, server, soluzioni wireless e di networking. Nel corso del 2014 ASUS ha ottenuto 4326 riconoscimenti da parte della stampa di tutto il mondo, affermandosi sulla scena globale per la creazione di nuove categorie di prodotto che hanno rivoluzionato il mercato IT, come l’Eee PC™ e le serie Transformer. Nel 2014 ASUS ha infatti guadagnato il primo posto per numero di dispositivi 2-in-1 spediti e, con 11,5 milioni di prodotti venduti, il terzo nelle vendite di tablet. Nell’ultimo biennio diverse ricerche indipendenti hanno qualificato ASUS come n.°1 per affidabilità nella classifica dei produttori di PC portatili, a testimonianza dell’impegno verso l’eccellenza tecnologica e la qualità costruttiva dei propri prodotti e nei confronti dell’ambiente con una speciale attenzione verso tutti gli standard e le iniziative ecofriendly . Con oltre 16.000 dipendenti, un reparto di R&D all’avanguardia che vanta 5.200 ingegneri, ASUS ha chiuso il 2014 con un fatturato di circa 14,5 miliardi di USD.

Cos’è l’ASUS RT-AC5300?

L’Asus RT-AC5300 è il cavallo da battaglia dei vari router prodotti e costa all’incirca sui 450 euro. Avete ragione, il prezzo è altino ma posso assicurarvi che Asus ha adottato uno standard qualitativo elevato tanto da farvi pensare di aver speso molto bene una parte dei vostri risparmi.

Il prezzo oltre che giustificare la qualità costruttiva, porta con se le ultime tecnologie Wi-Fi come ad esempio il protocollo NitroQAM per una connessione incredibilmente veloce grazie anche alla nuova tecnologia MU-MIMO e due bande da 5GHZ che garantiscono una performance assoluta. Non ci dimentichiamo che dispone di ben OTTO antenne che ci permettono anche di giocare tra la rete 2.4GHZ e 5GHZ.
Parlando sempre di prestazioni, abbiamo un’opzione che ci permette di aggregare i link sfruttando le porte Ethernet e di raggiungere un trasferimento fino a 2Gbps.

Design e Caratteristiche

Le prime impressioni di questo router RT-AC5300, in realtà, vengono per il suo box che lo presenta con tutta la potenza che ti aspetteresti dato il suo prezzo. Rimuovendo ogni livello di protezione ed esponendo le varie parti del router, si può notare come Asus sia stata precisa nella progettazione e realizzazione di ogni singolo componente. Stesso discorso vale per la posizione delle otto antenne che sono perfettamente allineate.
Assemblando il tutto si può notare di avere un mostro di router tra le mani!!
Parlando di misure, senza le antenne misura 245mm245mm65mm. Con le antenne invece si arriva a superare i 30cm per lato e i 17cm di altezza.
Combinando le misure, il tutto pesa oltre 1.7kg che lo rende di fatto un router davvero muscoloso rispetto alla concorrenza.

Come ci si aspetterebbe, il peso si riflette in una qualità costruttiva davvero solida. La cosa la si può notare anche ribaltando il router e farlo sostenere dalle antenne: non fa una piega. La situazione divertente che a mio parere Asus ha voluto creare, essendo comunque un router destinato all’ambito Gaming, posizionato come nella foto precedente, assomiglia ad un’astronave mentre ribaltandolo assomiglia ad un ragno meccanico che può metaforicamente significare l’aggressività e la potenza interna.

Una particolarità che mi ha lasciato po’ deluso è la presenza di solamente 4 porte Ethernet Gigabit su questo dispositivo. Per un dispositivo grande e costoso, mi sarei aspettato qualche porta in più così come è stato fatto per l’Asus Dual-Band RT-AC88U in cui ce ne sono ben otto.
Stesso sentimento si ha notando la presenza di una sola porta USB 3.0 e di un’altra USB 2.0. Mi sarei aspettato di meglio.

Una cosa che ho apprezzato molto è il miglioramento della posizione delle due USB rispetto al modello RT-AC3200.
Una porta USB 3.0 è situata nella parte posteriore che permette una installazione pulita e ordinata se viene collegato un hard disk permanentemente per condividere i tuoi dati. L’altra porta invece si trova sul lato sinistro del dispositivo dove troviamo dei bottoni per la WPS, per accendere o spegnere lo status dei LED e per lo stato della Wi-Fi.

Nella parte frontale invece troviamo dei LED che indicano l’operatività dei vari servizi.. A mio avviso sono un po’ piccoli.
Una notevole mancanza, considerando il prezzo, è l’assenza dei LED per le porte Ethernet. Non che debba assomigliare ad una astronave ma sarebbe risultata comoda per alcuni.

Parlando di hardware Wi-Fi, riusciamo ad avere tre bande separate: una da 2.4GHz per l’hardware non troppo recente e due da 5GHz per i nuovi dispositivi. La presenza di queste ultime due ci permettono di avere molti dispositivi connessi in simultanea ed è stato fatto per suddividere in maniera ottimale il carico.

Cos’altro dire… Questo router supporta anche l’ultima tecnologia MU-MIMO per la migliore gestione di banda simultanea per tutti i dispositivi connessi!! Mai più rallentamenti per mancanza di banda finalmente 🙂
In aggiunta abbiamo il NitroQAM, una modulazione 1024-QAM (Quadrature amplitude modulation). Essenzialmente è una estensione della tecnologia 256-QAM che è lo standard in 802.11ac WiFi e che mira ad aumentare il flusso dati sfruttando la stessa frequenza.
Piuttosto tutto ciò può suonare come un chissà quale incremento… Purtroppo l’incremento è solo del 25% ma tuttavia le grandi prestazioni raggiunte saranno sicuramente più alte rispetto alla concorrenza.

Concludo che tutto ciò viene alimentato da un doppio chip Broadcomm BCM43465 che gestiscono 4 antenne ciascuno sfruttando la tecnologia 1024-QAM e che permette di avere prestazioni incredibili.. Hai più di 4 dispositivi e non puoi collegarli a cavo? Pazienza, soffrirai il meno possibile almeno grazie alle tre bande disponibili.

Software e funzionalità

Il lato software mi lascia un po’ perplesso.. Non mi piace il linguaggio che hanno usato e soprattutto spero non sia causa principale del tempo di boot abbastanza esagerato considerando il costo.
Comunque sia, la grafica non stona e le funzionalità sono davvero tante.. Ma andiamo a vedere assieme!

Mappa di rete
Il primo menù a cui si accede aprendo il router è la mappa di rete. In questa sezione ci vengono mostrati tutti i client connessi ad internet attraverso il router. Oltre a ciò, abbiamo informazioni relativi allo status della connessione e di tutto il resto come WiFi attive, il loro nome, la loro password e quali dispositivi sono connessi alle due porte USB.
Una piccola feature simpatica è il poter disconnettere un client direttamente dal pannello.

Rete ospiti
Anche il router RT-AC5300 supporta la creazione di una rete per gli ospiti presenti nella vostra casa o ufficio (a seconda di dove posizionerete il dispositivo). La rete per gli ospiti potrà essere posizionata su una delle due frequenze disponibili (2GHz o 5GHz) e potrete fare tante altre cose come dare o no l’accesso alla rete interna (quindi potranno vedere tutto ciò che è connesso), abilitare il filtro tramite Mac-Address e magari impostare un timeout di disponibilità (dopodiché la rete si disabiliterà in automatico).
Parlando di quantità, potrete creare fino a nove reti differenti (3 per frequenza) garantendo stabilità e prestazioni incredibili grazie alle tecnologie messe a disposizione.

AiProtection
ASUS non ha pensato solo alle prestazioni ma soprattutto alla sicurezza, importantissimo per i videogiocatori che vogliono disattivare l’antivirus sul proprio computer per aumentare le prestazioni ma vogliono essere ugualmente protetti. Stesso discorso vale anche per tutti coloro che vogliono avere una rete interna sicura.
In questa sezione, il dispositivo si preoccupa di effettuare una scansione interna per cercare eventuali problemi di sicurezza oppure eventuali impostazioni che possono mettere a rischio tutti i dispositivi connessi.
Grazie al database di Trend Micro, l’AiProtection riesce a limitare l’accesso ai siti web particolarmente pericolosi. Inoltre, è anche in grado di rilevare exploit comuni che possano presentarsi nel firmware o nella configurazione del router riuscendo a prevenire intrusi non graditi.
Per ultimo, ma non il meno importante, riesce a rilevare e bloccare automaticamente tutte le periferiche infette e quindi impedisce che le informazioni personali vengano comunicati esternamente e che il virus possa propagarsi nella rete locale.

QoS Adattivo
Avete dei dispositivi che devono avere la priorità rispetto agli altri connessi alla rete? Ecco la sezione che stavate cercando!
Stupendo il design dove in tempo reale potete vedere tutte le informazioni del flusso dati in entrata e in uscita, anche per ogni dispositivo.
In questa sezione potete abilitare o disattivare il QoS Adattivo. In caso di attivazione potete scegliere vari profili che regolano la priorità e tra questi troviamo: Gaming, Video e Audio Streaming, VoIP e Instant Messaging, Web Surfing, Trasferimento di file e Altro.
Davvero molto semplice, alla portata anche dei principianti. Per chi invece ha più esperienza può cimentarsi con le impostazioni personalizzate.
Le altre modalità di QoS, sono manuale o un semplice limitatore di banda per dispositivo.

Game Boost
Siete videogiocatori? Allora questa sezione è per voi… Vi vedo già con una espressione super felice! 🙂
Andando con ordine troviamo il WTFast GPN che permette di incrementare le prestazioni internet dei giochi. WTFast permette di ridurre la latenza nei giochi grazie ad un algoritmo che sceglie il minor percorso e il più veloce per arrivare al server di gioco. Purtroppo per usare questa modalità bisogna essere registrati ed è gratuito per solo un dispositivo. Ovviamente questa modalità è compatibile con tutte le piattaforme.
LAN Boost.
In questa sottocategoria troviamo il One Click Game First Mode e attivandola, il dispositivo imposta un profilo QoS su adattivo e cerca di ottimizzare nel miglior modo possibile per garantire la minore latenza e maggiori prestazioni sui giochi. Ovviamente potremmo modificare la lista di applicazioni che dovranno avere più o meno priorità attraverso un clicca-e-trascina.
Protezione della rete in tempo reale.
In questa sezione non viene fatto altro che indirizzare sulla pagina dove possiamo modificare le impostazioni dell’AiProtection.

Analisi del traffico
In questa sezione troverete un riepilogo molto dettagliato di quanto e quando state usando la rete sia in generale e sia riferito per ogni dispositivo attivo nella rete (con tanto di tipo di operazione che sta effettuando).
Forse può sembrare una banalità certo, però è una parte importante perché potete capire chi è il dispositivo o qual è la cosa che intasa la rete in caso di degradazioni di prestazioni della rete.
Per analizzare il traffico potete spaziare tra le varie impostazioni come visualizzazione settimanale, mensile, analisi dei dati in wireless o cablata e così via.
Interessante anche la presenza di analisi di dati di altri giorni, magari può tornare utile a qualcuno.

Applicazioni USB
In questa sezione troviamo una lista di funzionalità aggiuntive che bene o male sono presenti in quasi tutti router moderni.
Una particolarità su cui volevo soffermarmi è che questo router abbraccia in parte anche ciò che viene offerto dai NAS ossia il download master che vi permette di farvi scaricare su un hard disk file da Magnet, FTP, HTTP, Torrent, eMule, etc. mentre avete il PC spento.
Per aggiungere i link dei file da scaricare, possiamo farlo o passando da interfaccia web oppure attraverso un programma messo a disposizione da ASUS.
E’ possibile attivare o disattivare l’AiDisk che permette di condividere il disco USB (quello usato ad esempio per scaricare i file) su internet. Altre cose presenti sono l’attivazione di vari tipi di protocolli come FTP, iTunes, dischi condivisi, condivisione di rete tramite 3G/4G e soprattutto troviamo l’opzione Apple Time Machine.
Curiosa la presenza e la possibilità di poter utilizzare il tethering USB di uno smartphone Android.

AiCloud
In questa sezione potremmo attivare le funzionalità dell’AiCloud come ad esempio Cloud DiskSmart AccessSmart Sync.
Nel caso di Cloud Disk, abilitiamo l’accesso e la condivisione ad un disco USB quindi, il disco USB verrà rilevato da parte di tutti i dispositivi connessi nella stessa rete interna.
Nel caso di Smart Access, si va a creare una sorta di VPN interna dove i vari dispositivi si vedono tra loro e sarà possibile effettuare un accesso remoto verso ogni client connesso. Con questa caratteristica potremmo riattivare un PC in sospensione alla “Wake-On-LAN”.
Nel caso di Smart Sync, abbiamo la sincronizzazione automatica del dispositivo collegavo via USB in cloud sul servizio ASUS Webstorage o con altri servizi compatibili con AiCloud 2.0.

Altre funzionalità per utenti avanzati
Scavando più a fondo sono disponibili delle sezioni che permettono agli utenti più esperti di poter modificare la rete secondo la propria esigenza come ad esempio modificare impostazioni relativi a reti wireless, VPN, reti cablate, IPv6, gestione del firewall e del sistema.

App Smartphone
Una novità che stanno cominciando ad inserire tutti i maggiori brand è l’app per il vostro telefono, che sia Android o iOS.
L’applicazione cattura molto l’attenzione grazie ad una grafica dark ma molto colorata e non offre nulla di particolare, diciamo che ci agevola solamente l’accesso al nostro router.
Difatti, tutto ciò che appare sul telefono, appare anche sull’interfaccia web del nostro router come utilizzo di rete in tempo reale, numero client connessi, reti wifi attive, limitare la banda, gestione delle varie impostazioni, attivazione della modalità eco e tanto altro ancora.

Prestazioni

Quindi, questo router con tutte queste antenne veramente offre prestazioni eccellenti? Per fortuna sì ma con qualche avvertimento.

Cominciando con la prima banda da 5GHz, questo router offre una velocità davvero elevata, cosa che non mi è mai capitato fino ad ora. Il primo test effettuato è un trasferimento da router a PC ad una distanza di un solo metro e la velocità di trasferimento rilevata è stata di 82.7MB al secondo.
Già, pensate che l’unico ad avvicinarsi è il Netgear Nighthawk X4 ma tutti gli altri router non superano i 70MB al secondo.

Effettuo di nuovo il test ma a 5 metri di distanza e in mezzo ci sono due muri che dividono il router dal PC. In questo caso il router ASUS RT-AC5300 tocca i 45MB al secondo rispetto alla concorrenza che si aggira intorno i 30-35MB al secondo.
L’unica alternativa che si avvicina in questo caso è l’ASRock G10 che tocca i 39MB al secondo.

A 10 metri e andando in un piano inferiore, l’Ac5300 continua ad andare sui 33MB al secondo dove un grande router come il Linksys WRT1900ACS tocca i 25.6MB al secondo. Molti invece non raggiungono neanche i 20MB al secondo.

Anche sulla banda 2.4GHz, il router ASUS RT-AC5300 dimostra una velocità eccezionale anche se non riesce a raggiungere sempre il primo posto. L’onore va a Linksys WRT1900ACS dove raggiunge le velocità di 19.2MB/sec, 11.4MB/s e 14.7MB/s confrontate con l’AC5300 che sono rispettivamente 17MB/sec, 9.8MB/sec e 7MB/sec. Comunque sia raggiunge un buon secondo posto.

Per quanto riguarda la velocità di trasferimento per la USB purtroppo ASUS fallisce di nuovo e viene spazzata via dalla competizione..
Usando la USB 3.0, il router riesce solamente a raggiungere 36MB/sec in lettura e 34MB/sec in scrittura.
Ovviamente anche qui un secondo posto in quanto il primo lo occupa il Linksys EA7500 Max Stream con 60MB/sec in lettura e 39MB/sec in scrittura.

Verdetto finale

E’ chiaro che tutti ne parlano bene di questo router nonostante il costo eccessivo ed è anche chiaro che ASUS lo stia spingendo molto affermando che il router RT-AC5300 è il migliore oltre che il più veloce rispetto alla concorrenza.
Ecco, dai miei test posso dire che il router è davvero ottimo nel lato software anche se non capisco come mai impiega davvero tanto nell’avvio: mi sarei aspettato di meglio. Un’altra cosa che non è mi è chiara è proprio di dove sia questa dominazione rispetto agli altri in quanto ci sono molte aree in cui mi sarei aspettato di più in base a quanto stia scaricando ASUS economicamente.

Ad esempio, ci sono soltanto quattro porte Ethernet sul router e costa il doppio rispetto al suo fratellino RT-AC88U che costa di meno, porta con se ugualmente la tecnologia NitroQAM e ha il doppio di porte Ethernet quindi otto.

Piuttosto per alcuni questo router è praticamente perfetto mentre per altri ci sono valide alternative che spesso offrono anche più prestazioni rispetto a quello che cercano e che questo router non riesce ad offrire…. O magari, per quel che costa e per quello che devono realizzare gli conviene più acquistare due router e collegarli tra loro invece che acquistare questa navicella di router 🙂

Per l’uso comune a casa vi dico subito che questo router per voi è eccessivo almeno che siate dei gamers che giocano a livello professionale.
NOTA: Spesso non mi è stato dato ascolto quando davo dei consigli e quando acquistavano questo router mi chiedevano come mai non si connettesse ad internet screditando l’azienda ASUS.
Carissimi, se non sapete la differenza tra Router e Modem, voglio dirvi che non è la stessa cosa e che acquistando solo questo router non riuscirete a navigare perché NON INCLUDE FUNZIONALITÀ DA MODEM.. Certo, per quel che costa mi sarei aspettato ci fosse..
Cosa vuol dire quello che ho evidenziato? Vuol dire che se volete navigare, dovete collegare il router in cascata al modem sfruttando la porta RJ45.

Cosa dire, il router Asus RT-AC5300 è senz’altro il più veloce router che potete acquistare in questo momento ma… Non è doppiamente migliore rispetto alla concorrenza. L’unica cosa doppia è il prezzo ed è una vera e propria delusione.

Per il resto, il design è davvero qualcosa di spettacolare ma, complimentoni lo stesso ASUS! 🙂

Potete acquistare questo router seguendo questo LINK:

Asus RT-AC5300 Tri-band 4×4 Gigabit Wireless Gaming Router con AiProtection Powered by Trend Micro, WTFast Game Accelerator, Asus Router App, Dual-WAN 3G/4G Support

L'articolo ASUS RT-AC5300 Wireless-AC5300 Tri-Band Gigabit Router – Recensione sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 21 September 2016 17.04

10 September 2016


Ieri su Twitter, intercettavo questo tweet di Flavia Marzano, neo Assessore "Roma Semplice" del Comune di Roma, nonché Professoressa alla Sapienza di Roma, fondatrice degli Stati Generali dell'Innovazione, da sempre sostenitrice del Software Libero:
Per capire la causa del malumore della Prof. Marzano, basta leggere l'articolo linkato, che parla una riunione della Commissione Bilancio del Comune di Roma, a cui Repubblica.it dedica due righe per parlare di... nozze gay!

Anche un articolo apparso su Corriere.it parla della stessa riunione, ma manca la parte di competenza della neo Assessore, che trovo solo qui, e che trascrivo testualmente
Marzano: "Sì all'uso del software libero"
[..] Rientra invece nell'ottica della spending review la proposta di delibera sull'open source per l'utilizzo del software libero. Al posto dei programmi Windows (oltre 14 mila licenze pagate fino al 2018 per una spesa di 10 milioni di euro) Marzano ha in mente di utilizzare Libre Office: "Di queste licenze, ed esagero - le parole dell'assessora alla Semplificazione - per 5 mila è essenziale avere Office, ma per almeno 10 mila no".
Le notizie buone ci sono, ma difficilmente si trovano sui giornali. Comunque, dopo Libre Umbria e Libre Difesa (150.000 PC passati a Libre Office) speriamo di vedere presto Libre Roma! :-)

(foto "Suddenly there were penguins" di Beth Wilson su Flickr)
il 10 September 2016 08.33

07 September 2016


Con una lunga email sulla mailing list di sviluppo, il Vice Presidente di Apache OpenOffice Dennis Hamilton ha aperto nei giorni scorsi una (intensa!) discussione sul futuro della più famosa suite per l'ufficio libera. La questione è se lo sviluppo del progetto sia ancora sostenibile. La cronica mancanza di sviluppatori, impossibilitati anche a chiudere i problemi più seri (come questo, risolto poi con fatica), mette in serio pericolo il destino del software, tanto è vero che da ormai quasi un anno non si vedono nuovi rilasci.

Una lunga storia, tra alti e bassi


La storia di OpenOffice è costellata da mille vicissitudini. La suite nacque nel lontano 1985, con il nome di StarOffice, come alternativa alla più famosa suite per l'ufficio. Fu acquisita poi nel 1999 da Sun Microsystems, che l'anno dopo decise di rendere disponibili i codici sorgenti.

Mentre StarOffice rimase ancora per qualche tempo come progetto proprietario, senza nessun reale sbocco, Sun diede vita a OpenOffice.org (detto anche OOo), che fu a lungo la migliore piattaforma libera per l'ufficio, con decine di milioni di download e installazioni.
La bella storia subisce un brusco scossone nel 2010, quando Oracle acquisisce Sun Microsystems, e con essa anche OpenOffice. Alcuni membri del progetto OOo creano un fork indipendente, a cui viene dato il nome di LibreOffice. Oracle - evidentemente poco interessata allo sviluppo di OpenOffice - la cede nel 2011 alla Apache Foundation.

Da allora, lo sviluppo delle due suite libere è proseguita in maniera indipendente e parallela, ma mentre LibreOffice acquisiva popolarità e attirava sviluppatori, arricchendosi di nuove funzionalità, e venendo adottata da numerose distribuzioni Linux (Ubuntu, per esempio), OpenOffice vivacchiava di ricordi del glorioso passato, rilasciando pochissime nuove versioni.

La fine della storia (?)


Come scrive lo stesso Dennis Hamilton, in questo momento ci sono "una mezza dozzina di sviluppatori che tengono insieme il progetto, e nessuna prospettiva di ulteriori aiuti". Del resto i sintomi di un abbandono c'erano già nell'aria da tempo: nell'ultimo anno, nello stesso tempo nel quale OpenOffice usciva con un nuovo rilascio, LibreOffice rilasciava quattordici aggiornamenti (!). Il più grande rammarico per questo bellissimo progetto è il non avere saputo attirare nuovi contributori, dopo la scissione di LibreOffice.

Ma la situazione è ancora tutta in divenire. La mail di Hamilton ha generato un'accesa discussione sulla mailing list di sviluppo, e sono emerse proposte di fusione con LibreOffice, mentre altri volontari si sono fatti avanti offrendo il loro supporto (dubbio: cosa aspettavano?).

Non ho idea se questo momento per OpenOffice sarà un nuovo punto di partenza, oppure - dopo questa fiammata di interesse - lo sviluppo tornerà a languire. Sono però immensamente grato a chi ha permesso di rompere il monopolio del Grande Monopolista, a chi ha gettato le basi per un altro meraviglioso progetto qual è LibreOffice, a chi ha lavorato nell'ombra per sviluppare, tradurre, documentare e diffondere OpenOffice. A tutti loro, tutti noi sostenitori del Software Libero dobbiamo rendere un gigantesco GRAZIE, perché quello che noi adesso usiamo tutti i giorni e diamo per scontato, pochi anni fa non lo era affatto.
il 07 September 2016 21.15

04 September 2016

Per gestire semplicemente e al meglio il server da remoto ho installato il pacchetto webmin, che permette la gestione remota facilitata in modalità grafica dell'intero sistema, connettendo poi in sicurezza il server remoto attraverso i più disparati sistemi di connessione remota (VNC, ecc..).
il 04 September 2016 14.47

03 September 2016

The development of Melany WordPress Theme just restarted. It was since November 2014 that I couldn’t work on it, but now it’s time to keep it going. With half a thousand active installs, I cannot let it die.

So, here you are Melany 1.1.2, a very small patch that addresses all the compatibility issues with newer versions of WordPress and adds support for the Title Tag (credit to wraxen).

What’s next?

Although this is a small patch, it represents the start for a new future of the theme. With the help of all of the contributors, I’m going to shape a stronger and more powerful theme. There are a number of bugs that need to be addressed, new WordPress features to support, and improvements to be made. You can see and track open issues on GitHub. If you want to push a specific issue, you can even post a bounty on it. Your support would be greatly appreciated.

As always, new announcements will be published here, so keep an eye on this blog to follow future developments!

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il 03 September 2016 14.31

28 August 2016

Come tradurre un tema (o plugin) WordPress

Paolo Garbin (paolettopn)

Durante le mie piccole pause di lavoro, ieri ho deciso di prendere per mano la traduzione in lingua italiana del tema i-excel, utilizzato in questo blog.
il 28 August 2016 13.20

27 August 2016

WordPress Meetup a Padova

Paolo Garbin (paolettopn)

La neonata community di Padova si incontra la seconda volta, per un aperitivo informale: giovedì 25 agosto alle 19 presso il bar EL PILAR in Piazza dei Signori 8.
il 27 August 2016 23.46

28 July 2016

Passate più tempo fuori che a casa e siete disperati perché usate molto il vostro telefono e non vi basta mai la batteria?
Oppure giocate molto con applicazioni mobile come Pokémon Go, Ingress e così via?
Bene la soluzione per voi è la Powerbank (italianamente chiamata come batteria portatile).

Grazie ai ragazzi di Aukey, ho avuto modo di provare la super batteria da 20.000mAh assieme al telefono Huawei Nexus 6P.
Ma scopriamolo insieme!!

Breve introduzione: Aukey

AUKEY combina le più recenti tecnologie con oltre un decennio di esperienza di hardware per progettare e costruire, elettronica di consumo affidabili solidi e accessori mobili. I nostri caricatori e le powerbank incorporano AUKEY AiPower Adaptive, tecnologia di ricarica rapida con Qualcomm Quick Charge 3.0 per supportare tutti i dispositivi dotati di USB. Siamo impegnati a creare prodotti solidi supportati da un servizio cordiale e sensibile per deliziare i nostri clienti fedeli in tutto il mondo.

Introduzione confezione

La confezione della powerbank, una volta aperta, si presenta in maniera molto ma molto minimale. Ovviamente minimale non equivale a qualità ridotta perché l’ottimo feeling si ha già dalla solidità del cartoncino della confezione.

Al suo interno troviamo la batteria da 20.000mAh, manuale d’uso in varie lingue, cartoncino (da conservare) per la garanzia in caso di problemi (garanzia valida per 24 mesi) e un cavo di 20cm che in accoppiata ad un trasformatore AC-USB, permette di ricaricare la powerbank.

Ovviamente è bene ricordare che la vera capacità di tutte le batterie (di qualità) di tutte le marche, scostano in realtà di 2000/3000mAh in meno ma questo non vuol dire che ci sono false dichiarazioni.

Caratteristiche tecniche

La powerbank viene presentata con queste caratteristiche:

  • Batteria esterna da 20000mAh che permette di avere molte ma molte cariche. Ad esempio un iPhone 6/6s può essere ricaricato per 7-8 volte, un Galaxy S5, per oltre 6 e così via.
  • Input disponibili per la PB-N36 sono due: la versione micro e quella lightning. Per quest’ultima, c’è la possibilità di portare un solo cavo e ricaricare sia la powerbank quando è attaccata alla presa oppure un dispositivo iOS durante il viaggio.
  • Ricarica rapida. Tutte e due le porte di input sono di 5V e 2A e rispetto alle altre batterie abbiamo una ricarica davvero rapida che spesso supportano solamente 5V e 1A.
  • Ricarica intelligente. Grazie alla tecnologia AIPower di AUKEY, la powerbank è in grado di rilevare in maniera automatica la potenzia necessaria da erogare per il dispositivo in modo da evitare possibili danneggiamenti e quindi anche una ricarica rapida e ottimizzata.
  • Massima protezione. AUKEY garantisce massima sicurezza per la ricarica. Difatti il dispositivo dispone di un circuito che protegge dal sovraccaricamento, dall’eccessiva corrente erogata e dal cortocircuito.
  • Indicatore LED. Con questo indicatore possiamo vedere la quantità della capacità residua.
    Luce rossa < 20%, Luce Verde 20%-60%, Luce Bianca 60%-100%

Conclusioni

Dopo numerosi test effettuati posso dire che la qualità c’è e si vede anche sui materiali usati. Il peso è anche molto irrisorio, circa 400 grammi.

L’unica cosa di cui sono un po’ perplesso è la colorazione del LED che manda in confusione chi lo utilizza, specialmente durante le prime volte. Ad esempio è bene notare che durante la carica il LED lampeggia e quando sarà fisso vuol dire che la carica è completa.
Ovviamente l’input di carica supporta 5V 2A in modo da garantire una maggiore velocità di ricarica della batteria esterna.

La cosa che ho apprezzato molto, tecnicamente parlando, è la presenza dei circuiti interni di protezione per qualsiasi inconvenienza e soprattutto quella che permette di regolare (in maniera davvero automatica) la vera capacità da erogare per il dispositivo: non ha mai sbagliato!
NOTA: per sfruttare davvero la ricarica rapida è richiesto l’utilizzo di cavi CERTIFICATI e non cavetti comprati chissà dove.

Un’altra cosa stupenda, a mio avviso, è la possibilità di usarlo come torcia LED che illumina davvero tanto. Basta tenere premuto il pulsante di accensione e via, tutto s’illumina 🙂
Per spegnerlo basterà tenere premuto di nuovo il bottone.

Per coloro che invece si preoccupano su come si spegne il dispositivo e non trovano alcun riferimento, state tranquilli!
Una volta che la carica viene terminata o staccate il cavo USB dalla powerbank, il dispositivo lo capirà da sola e con un timeout di circa 3/5 secondi, si spegnerà da sola.

Per tutti coloro che invece urlano “eh ma non è vero perché vengono dichiarate X cariche ma ne faccio di meno” vorrei gentilmente smentire le vostre affermazioni:
Le cariche disponibili che vengono effettuate su un determinato telefono sono molto varie perché in primis dovete fare un conto di quanto sia la capienza del vostro telefono in mAh. In secondis invece è dovuta al fatto che la carica dev’essere fatto con il telefono in totale inattività o ancora meglio se spento.
Perché questo? Perché se usate il telefono sono richiesti X mAh per caricare il telefono + X mAh per ovviare a ciò che il telefono sta usando.
Ovviamente con l’uso è richiesta una maggiore potenza di ricarica e se nel caso la vostra batteria è di 3000 mAh e la state usando, per caricare il telefono, consumerete circa 3500/4000mAh (o più) della powerbank… poi ovviamente dovete considerare anche i mAh persi per via del calore.

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L'articolo Aukey Powerbank 20.000mAh – Test [ITA] sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 28 July 2016 13.52

21 July 2016


Aggiornato il 21 Luglio 2016.

Capita sempre più spesso che arrivino alla Officina GNU/Linux di AVi LUG persone in difficoltà nell'installazione di una distribuzione Linux su PC e notebook, specie se in modalità dual boot. Il motivo di tanta pena è che i computer recenti utilizzano un nuovo sistema di boot denonimato UEFI Secure Boot che, accoppiato con il Sistema Operativo Unico, rende a volte molto difficile l'installazione di una qualsiasi distribuzione Linux.

Chi intende utilizzare Linux farebbe quindi bene a valutare la possibilità di acquistare un PC con Linux preinstallato. Fino a una decina di anni fa era un'impresa ai limiti del possibile, adesso la scelta è più ampia.

Una scelta di Libertà


La stragrande maggioranza dei PC e notebook venduti nel Mondo, Italia compresa, hanno il sistema operativo già installato. Commercialmente, è probabilmente la migliore scelta per chi vuole vendere il maggior numero di pezzi possibili a un prezzo competitivo. Questa scelta però danneggia la libertà di scelta del cittadino, che si trova a scegliere una serie infinita di alternative tutte uguali, come avere lo stesso motore su tutte le automobili dalla Panda alla Ferrari. In più il sistema operativo preinstallato mette a rischio rischio la propria sicurezza e la propria privacy (permettete di rimandare la dimostrazione di questa affermazione in altro post).

La migliore alternativa a questa coercizione commerciale è scegliere PC con Linux preinstallato, oppure con installato FreeDOS, questi ultimi denominati anche "senza sistema operativo", su cui poi installare Linux. Queste due possibilità sono ancora poco diffuse - specie in Italia - ma effettivamente disponibili e a portata di mano di chiunque.

Vi propongo quindi una piccola guida non esaustiva, che vuole dare un minimo di orientamento a chi vuole provare la vera libertà digitale.

Acquistare dai produttori - i big


Dei cinque maggiori produttori di PC al mondo, in Italia solo Dell offre sul suo store online una limitata offerta di notebook con Ubuntu Linux, tra cui il "famoso" XPS 13 Developer Edition, una delle scelte preferite degli smanettoni.
Dell ha sempre mantenuto un atteggiamento ambiguo nei confronti di Linux, sembra che da qualche anno stia "tastando il terreno", facendo dei piccoli e incerti passi avanti, da qui la poca scelta di PC con Linux.
Per contro, XPS 13 è un gran bel portatile, con un prezzo alto, fuori dalla portata del portafoglio di molte persone, ma adeguato alle caratteristiche della macchina.

Acquistare dai produttori - gli outsider



Le prospettive si ampliano in maniera significativa se ci si rivolge ai piccoli produttori impegnati da anni nella commercializzazione di prodotti con Linux. Queste aziende sono spesso guidate da giovani che credono davvero nella bontà dell'open source, forse anche più che dall'effettiva redditività del progetto. Proprio per aumentare la redditività, offrono PC e notebook con caratteristiche medio-alte (e prezzi medio-alti), con cui possono contare su un margine maggiore.

Il primo outsider è System76, azienda americana che commercializza PC e notebook con Ubuntu preinstallato da 10 anni o più. Hanno una bella selezione di PC, notebook e server con Ubuntu, con un efficace strumento di configurazione online. Da qualche tempo spediscono anche in Europa, quindi una scelta da considerare.

Un altro produttore americano è Zareason, bella realtà iniziata da giovani entusiasti di Linux, e Ubuntu in particolare. Zareason offre PC, notebook e server motorizzati Linux, con la possibilità di scegliere Ubuntu, Kubuntu, Linux Mint, Fedora, o qualsiasi altra distribuzione Linux dallo strumento di configuazione. Dal sito non è chiaro se spediscono anche in Italia, meglio quindi informarsi direttamente dal produttore.


Purism merita una nota particolare: è startup di San Francisco, che si è finanziata grazie al crowdfunding, con un manifesto aziendale basato sul rispetto per la privacy degli utenti e per la libertà del software. Purism offre notebook e tablet che utilizzano PureOS, una distribuzione Linux. Anche in questo caso i prezzi sono medio-alti, ma i PC sembrano molto ben costruiti.

Altro produttore oltreoceano da segnalare, ThinkPenguin: massima configurabilità, distribuzione da installare a scelta del cliente.

NOTA su acquisti dagli USA: gli acquisti fuori dall'Europa sono soggetti al pagamento dell'IVA e delle tasse doganali, quindi fate bene i vostri conti!



Restando invece Europa - e quindi evitando tasse doganali - da segnalare Schenker, un produttore tedesco, specializzato in gaming PC e notebook, quindi hardware di alto livello. Schenker offre PC senza sistema operativo - oppure si può toglierlo dallo strumento di configurazione online. I PC e notebook sono tutti di livello medio alto, con la possibilità di configurarli fino ai minimi dettagli. In quasi tutte le configurazioni è possibile scegliere anche la tastiera italiana, senza doversi adattare a quella tedesca.

Un altro produttore tedesco è TuxedoComputers, che offre PC con caratteristiche molto interessanti, configurabili online a un prezzo adeguato, e spedizioni in tutta Europa. Purtroppo il sito web è completamente e solo in tedesco, quindi è un po' ostico per noi italiani.

Negozi online


Per chi preferisce la comodità e velocità dei negozi online, Amazon ha una discreta scelta di PC e notebook con Freedos e (qualche volta) Linux. L'offerta è in continuo cambiamento, anche perché spesso sono venduti da rivenditori terzi che usano Amazon come vetrina. Si tratta di modelli di marchi noti come HP, Acer, Asus o Lenovo, proposti senza sistema operativo per abbassarne il prezzo. L'offerta è ampia, i prezzi buoni, ma attenzione alla caratteristiche tecniche di cosa si compra: CPU, memoria RAM, capacità dell'hard disk incidono parecchio sul prezzo e sulla velocità del computer.

Un altro valido negozio online è Monclick. Anche in questo caso si trovano delle buone offerte di PC con Linux o Freedos.

Negozi vicino casa


Una buona alternativa è recarsi nel più vicino negozio Linux Friendly, grazie alla mappa di LinuxSI una iniziativa della Italian Linux Society (gli organizzatori del Linux Day). LinuxSI mantiene un elenco di negozi in cui si possono trovare PC e notebook con Linux preinstallato. Dato che si tratta di un elenco mantenuto da volontari, questo può essere soggetto a variazioni, quindi conviene telefonare al negozio prima di recarsi per vedere l'offerta.

Supermercati e catene commerciali


Semplicemente, il posto peggiore dove cercare un PC o notebook con Linux preinstallato: ad oggi nessun supermercato o catena commerciale in Italia offre questa possibilità. Attendo con trepidazione eventuali smentite.

I lettori mi segnalano


Questo post ha avuto un discreto successo, quindi ho deciso di aggiungere alcune aziende segnalate dai lettori di questo blog. 
Le aziende italiane Raiontech e Santech offrono la possibilità di acquistare notebook configurabili e senza sistema operativo preinstallato.
L'italiana Koala e la tedesca Cirrus (sito in tedesco) hanno in catalogo mini PC con Ubuntu preinstallato.
La spagnola Slimbook (sito solo in spagnolo e inglese) vende ultrabook in alluminio con la possibilità di preinstallare numerose distribuzioni Linux, tra cui Ubuntu, Debian, Fedora, OpenSuse.


Nota: nessuno dei siti elencati in questo post mi ha mai dato soldi o altro in cambio di questo post - voi invece potreste offrirmi un caffé! ;-) Tutti i link sono esenti da ogni programa di affiliazione e simili. Se ci sono informazioni poco chiare, inesatte o obsolete, segnalatele e sarò ben felice di correggerle e aggiornarle.
il 21 July 2016 15.31

17 July 2016


La povertà creativa di alcuni blog italiani è sotto gli occhi di tutti: notizie già apparse sui siti stranieri, tradotte pari pari nella nostra lingua. La situazione poi sta peggiorando. Un esempio?

L'altro mese mi capita di leggere un post su un blog italiano, che ohibò!, è la traduzione letterale di un post inglese. Ma non solo il titolo e le parole, persino le immagini sono copiate. In calce al post italiano, nessun link alla fonte originale (che è il minimo dovuto).

Istintivamente, lascio un commento piuttosto brusco (vedi  primo commento nell'immagine). Il commento è cancellato in quanto "spam". Alla mia richiesta di spiegazioni (secondo commento), mi si fa notare che (terzo commento) i commenti con link vengono bloccati. OK, spiego allora il mio punto di vista (quarto commento).

Dopo un mese, il quarto commento è ancora lì, in attesa che qualche buonanima di amministratore lo approvi, e lo renda così visibile a tutta l'Umanità.
Nutro ovviamente nessuna speranza che questo avvenga.

Al di là del mio misero episodio, vorrei sottolineare la ancor più misera abitudine di copiare gli articoli senza almeno attribuirne la legittima paternità. Si tratta di una violazione del copyright. Questo malcostume (reato?) deriva da una necessità primaria di attirare visitatori solo ed esclusivamente al proprio sito, ed è largamente diffuso.

Questo comportamento è però un'arma a doppio taglio: senza una fonte autorevole, ma anche senza una fonte in genere, qualunque notizia ha la stessa credibilità di quelle di un qualunque giornalaccio scandalistico, cioè nessuna. Certo, si ha un sicuro successo immediato (se così vogliamo chiamare il numero di contatti), specie tra le persone che evitano di approfondire l'argomento e verificare le fonti. Ma quanto costa la credibilità persa?

PS: a chi mi chiede di quale blog parlo, sappia che non lo scrivo e neanche lo "linko" perché voglio evitare di fargli pubblicità gratis.
il 17 July 2016 17.12

08 July 2016



Il progetto UBPorts è una bella iniziativa per portare Ubuntu Phone su dispositivi diversi da quelli ufficiali. Seguevo distrattamente il progetto, che dopo uno sprint iniziale era quasi passato nel dimenticatoio. Un paio di post  recenti hanno mostrato che il progetto è più vivo che mai.

Indipendente

Sono quindi andato a dare un'occhiata da vicino e ho scoperto un paio di fatti. Il primo è che si tratta di un progetto completamente indipendente da Canonical. Il secondo è che il promotore principale dell'iniziativa è Marius Gripsgard un giovanotto norvegese che porta avanti da solo la maggior parte delle attività, cercando di conciliare lavoro e hobby.

Alla data in cui scrivo, secondo il sito del progetto, Ubuntu Phone è portato completamente su One Plus One e Nexus 5, e in lista di attesa ce ne sono molti altri: OnePlus Two, Nexus 6, Fairphone 2, LG Optimus L90.

"Patroni" cercasi

Leggendo i post di Marius, si capisce che il maggior limite al porting è il poco tempo a disposizione! Per dare una mano a questo bravo ragazzo, vi consiglio prendere in considerazione la possibilità di diventare un patrono (sponsor) di UBPorts: bastano 2 euro al mese - solo 24 euro all'anno - per contribuire a fare la differenza.

il 08 July 2016 18.46