18 May 2015

Categoria: 

Dallo scorso 5 Maggio, alla chiusura della Call for Paper, ci siamo messi al lavoro per preparare il programma di DUCC-IT 2015, la Debian Ubuntu Community DUCC-ITConference italiana. Quest'anno sono arrivate davvero tantissime proposte di talk, e visti i limiti di tempo siamo stati costretti a lasciarne fuori qualcuno. Contiamo di recuperarli nelle prossime edizioni!

Il programma definitivo lo trovate qui. Come nelle scorse edizioni, anche stavolta affrontaremo temi che riguardano i sistemi operativi Debian e Ubuntu, ma spazieremo anche tra diversi aspetti legati al mondo open source. Si parlerà quindi di LibreOffice e LibreItalia, del progetto CloudMeUp, di Firefox OS,BootTorrent con numerosi rappresentanti delle migliori comunità del Software Libero italiano.

Ricordiamo che l'evento è libero e gratuito, ma - per esigenze organizzative - ci si deve iscrivere, meglio se fatto in anticipo.

 

I preparativi di DUCC-IT 2015 continuano anche sul fronte logistico. Al più presto pubblicheremo il ristorante scelto per la cena di sabato e le istruzioni per raggiungere il luogo della conferenza.

 

 

il 18 May 2015 19.50

17 May 2015


Solo ieri scrivevo che Meizu annunciava un evento per domani, augurandomi si trattasse del rilascio ufficiale di MX4 Ubuntu Edition, e già oggi mi tocca rettificare. Non so cosa annunceranno domani, ma MX4 Ubuntu Edition fa già bella mostra di se sul sito ufficiale di Meizu China.

Caratteristiche

Meizu MX4 è il secondo telefono al mondo ad avere di serie Ubuntu, dopo bq Aquaris E4.5, che ha debuttato nei mesi scorsi.
MX4 è uno smartphone più grande e più potente di Aquaris:

  • con un processore ARM octa-core (!) MediaTek MT6595
  • 2 GB di RAM
  • 16 GB di memoria
  • schermo da 5,36 pollici con risoluzione da 1920x1152 pixel

In più una notevole fotocamera da 20,7 MP che permette di scattare foto 5248x3936 pixel e di registrare video in 4K con risoluzione 3840x2160 pixel.
Il tutto racchiuso in un design molto curato e uno spessore di pochi millimetri.

Si tratta indubbiamente di uno smartphone molto potente, tanto che potrebbe essere il primo dispositivo a realizzare la "convergenza", di cui Mark Shuttleworth parla da un paio di anni, e che dovrebbe realizzarsi entro il 2015: un unico dispositivo tascabile in grado di sostituire smartphone e (aggiungendo monitor e tastiera) PC desktop.

Già in vendita, ma...


In Cina, Meizu MX4 si può già acquistare adesso, dal sito ufficiale di Meizu, a 1799 yuan (circa 250 €), in linea con la corrispondente versione Android "Flyme", nella sola configurazione con RAM da 16 GB.
Secondo il sito le consegne dovrebbero iniziare entro 2 settimane ma soprattutto
"Questo prodotto è una versione developer preview, Meizu raccomanda agli utenti ordinari di acquistare con cautela" (tradotto con Google Translator)
Un avviso dovuto forse all'esperienza di Aquaris E4.5, che ha prima entusiasmato e poi sollevato qualche critica dagli utenti, per alcune funzioni non ancora "perfettamente in linea con le attese". :-)

Non ci resta che attendere il debutto in Europa, che sicuramente dovrebbe avvenire nelle prossime settimane!
il 17 May 2015 08.47

Free culture & happy hour

Dario Cavedon (iced)


Settimana scorsa ero a Roncade, per una serata su Copyright e licenze libere Creative Commons.

A sentire la mia interpretazione sulla storia delle licenze d'autore, il pubblico di "elite", quello dedicato agli eventi culturali più esclusivi: una ventina di persone dai 35-40 anni in su, a parte un ragazzo di circa 10-12 anni, portato dalla madre, e la cordiale Sindaco di Roncade Pieranna Zottarelli.


La serata è iniziata alle 21 circa, ed è stata molto intensa: partiti dal Copyright, siamo passati ai fondamenti della Cultura Libera, per approdare poi a "Wiki Loves Monuments", Coderdojo e privacy dei dati su "cloud storage" (sì, abbiamo divagato).

Erano le 23 passate quando ho ringraziato e lasciato Roncade per dirigermi verso casa. Uscendo dal paese mi sono imbattuto in un locale zeppo di giovani. Mentre ero fermo allo stop, li guardavo invidiando loro la spensieratezza della gioventù, quando tutto sembra a portata di mano, nella incosciente ignoranza di come funzioni Internet, e il mondo tutto.

Poi sono partito.

(foto: "Happy Hour in Paris, by beyrouth")

il 17 May 2015 05.37

16 May 2015

Adesso il mio Ubuntu Phone
sa esattamente dove mi trovo
A meno di un mese dal precedente aggiornamento, è stato rilasciato lunedì 11 maggio OTA 3.5, un ulteriore rilascio di Ubuntu Phone, il sistema per smartphone "made in Ubuntu".

Anche per questo rilascio, nessuna novità di rilievo, ma parecchie correzioni a bug rilevanti o fastidiosiQuesto rilascio è ancora basato su Ubuntu 14.10, ma sarà l'ultimo, dal prossimo aggiornamento atteso per fine mese, si passerà a Ubuntu 15.04, con parecchie novità, ma ne parleremo più avanti.

Tra i miglioramenti per chi usa il telefono per telefonare :-P da segnalare:
  • risolti problemi di connessione alla rete mobile quando si lascia una connessione wi-fi
  • risolto il problema di tenere le telefonate in attesa quando arriva un'altra chiamata
Per il resto, risolti i problemi di sincronizzazione del calendario, consumo anomalo di batteria in "modalità aereo", migliorato il servizio di localizzazione, crash della tastiera, e molti altri piccoli particolari che migliorano stabilità e usabilità.

Come scrivevo a fine maggio arriverà un ulteriore aggiornamento (chiamato "OTA 4"), che dovrebbe risolvere i problemi di connessione con bluetooth per chi usa Ubuntu Phone in auto, e portare numerose novità.

L'anticipazione

Ma già da lunedì 18 Maggio gli appassionati di Ubuntu Phone potrebbero scoprire delle novità interessanti, dato che Meizu ha pubblicato questa immagine su tutti i maggiori social network. È arrivato finalmente il primo smartphone convergente?


il 16 May 2015 10.46

05 May 2015

Categoria: 

DUCC-ITDallo scorso weekend sono aperte le iscrizioni al DUCC-IT 2015 di Milano, la conferenza annuale delle comunità italiane di Debian e Ubuntu.

L'iscrizione permette all'organizzazione di gestire l'evento al meglio, modulando l'offerta sulla base dell'effettiva partecipazione alla manifestazione. Inoltre, per ragioni di sicurezza, chi ospita il DUCC-IT ha bisogno dell'elenco dei partecipanti.

Per chi volesse evitare di iscriversi usando Eventbrite, sarà possibile iscriversi direttamente all'ingresso la mattina dell'evento. Tuttavia, per evitare noiose code all'ingresso, raccomandiamo caldamente l'iscrizione anticipata.

Segnaliamo che, per ragioni legali, è necessario registrare in anticipo i nomi dei minorenni che partecipano: se siete (o accompagnate) minorenni, vi chiediamo scrivere una mail indicando nome e cognome dei minorenni, indirizzandola agli organizzatori dell'evento: Mattia Rizzolo e Dario Cavedon. I dati saranno conservati nel rispetto della privacy, al solo scopo di conoscere i presenti nei locali che ospitano l'evento, e non verranno condivisi con soggetti terzi per altri scopi, nel rispetto del  D.Lgs 196/2003.

Iscrivetevi al più presto, i posti sono limitati!

il 05 May 2015 12.24

Tips For Updating Your Website

Mattia Migliorini

Many people underestimate the importance of updating their website. Keeping a fresh new look, implementing new user interfaces, keeping fresh content, and a few other tips can get your website ready for the next years to come.

Here are six things you can do right now to ensure that you are getting the most from your website.

1. Content and Story Interaction

Engaging new content is paramount to the continued success of any website. Web trend for the future will likely lead to story based content. Many of the best websites in the next year will be focusing around stories which engage the viewer and promote more extensive user interaction. To increase user interaction more website designs will turn to animation in order to push story telling. The Next Web remarks on the importance of user interaction and story telling:

Interaction paired with animation used in website design – when tastefully done – can bring the wow factor to your site.

2. Longer Scrolling: Updating Navigation

One of the most popular up-coming trends in the field of web design will certainly be longer or extended scrolling navigation. As smartphones become more and more ubiquitous surfing the web has shifted from the home computer to handheld devices. A Huffington Post article comments on longer scrolling:

As web users have shifted predominantly from using desktop computers to smartphones and tablets, or at least adding the latter to their arsenal, it’s become easier simply to scroll, instead of clicking small links to navigate from page to page.

Trying to navigate a website by clicking through small links can be difficult and frustrating on a handheld device, more companies are designing their site navigation around a long continuous scrolling format. The scrolling format will make it much easier for users to reach your information adding value to your current website.

3. Responsive Design

Responsive design is not just an upcoming trend, but now an absolute necessity. Users are proving impatient with web designs that are difficult and slow to navigate. J Juette from the department of web design degree from Platt College remarks, web design needs to “compliment the revolutionary changes in interactive design that have catapulted the primarily print media area of graphic design into new arenas that combine audio, video, text, graphics, animation and commerce for the web world.”
This makes response times a challenge. Web designs should take advantage of new technologies like liquid layouts, CSS grid systems, and faster query systems. When updating your website it is important to remember that every device has its own inherent capabilities and your web design needs to account for that reality.

4. Header Background Images

New trends in web design are sometimes driven by the desire to break with traditions or past trends. Large header backgrounds were all the rage. What better way to grab a users attention then with a beautiful or engaging header background image, right? Well, the winds of change are shifting and many upcoming web designs will lose the large background images, choosing instead a more sleek look.
Eliminating large images from your website will also increase the loading speed. Many users want information and fast access. Getting bogged down while waiting for an image to load may drive users elsewhere.

5. Photography

Photography can be a great addition to enhance the look and feel of a website. But only if that photography is professional. Stock images will always play a role for some types of advertising, but most users should avoid them at all costs. If you can take beautiful and professional pictures yourself then you should create your own unique images. This will allow you the freedom to get the image you actually want and help add a personal touch, one not shared with the rest of the web world. If you are unable to take your own professional image, it can be worth the money to hire a professional. Human are visual and the right photo can really up your user engagement.

6. Typography

The next generation of web designs will be using large expressive type. Not only is large type easier to read on small digital devices, expressive typology is better showcased. Blog posts written for Web Designer Depot remarks on the importance of eye-catching typography:

Large type tends to quickly grab the viewer’s attention, screaming at them “Focus on me!”. This makes it great for any elements on your site that you really want to highlight and want your visitors to immediately see, such as calls to action and your main titles.

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il 05 May 2015 11.50

04 May 2015



Annuncio a sorpresa di Mark Shuttleworth al keynote che precede il prossimo UOS (Ubuntu Online Summit). In collegamento da Singapore, dove si trova per lavoro, Mark ha annunciato:
"I'd like to announce that we are going to ship a device, this year, with a manufacturer, which will fit in your pocket, which will be a phone, and which will give you a desktop experience. So, that pocket PC experience is real on Ubuntu, and while I enjoy the race, I also like to win, and I bet you too. So, it will be lovely for us to drive free software first into the convergence world."
 "Ho il piacere di annunciare che stiamo per commercializzare un dispositivo, quest'anno, con un produttore, che si tiene in tasca, che sarà un telefono, e che darà una esperienza desktop. Quindi, l'esperienza tascabile di un PC Ubuntu è vera, e anche se mi piace la gara, mi piace ancor di più vincere, e scommetto che anche voi. Quindi, sarà bello per noi essere i primi a introdurre il software libero nel mondo della convergenza. (traduzione by Dario Cavedon)"
Vi lascio al video completo del keynote di Mark, l'annuncio è al minuto 8.55.

 
il 04 May 2015 17.45

03 May 2015

Categoria: 

 

Ubuntu 15.04 è stato finalmente rilasciato dopo 6 mesi di intenso sviluppo. Anche stavolta il gruppo Doc si è fatto trovare preparato, aggiornando le pagine di servizio del wiki, inserendo i nuovi collegamenti e verificando le guide.

Come da buona tradizione, molte delle pagine relative all'installazione e al download di Ubuntu sono state aggiornate all'ultima release stabile, sono state pubblicate le note di avanzamento a Vivid, aggiornati i requisiti di sistema (includendo anche Ubuntu MATE divenuto derivata ufficiale), aggiornate le pagine relative ai driver open source Nouveau e Radeon pre-installati in Ubuntu...
Insomma, molto lavoro svolto e nei tempi previsti!

 

Guide di Aprile

Il gruppo Doc è stato impegnato con l'aggiornamento delle guide per la 15.04, ma le novità non si fermano qui!
L'attività dei collaboratori ci ha permesso di pubblicare anche le seguenti guide:

Per un elenco più completo, fare riferimento alla pagina LavoroSvolto. Grazie come sempre per l'aiuto e lo spirito di iniziativa con cui ci aiutate a mantenere la documentazione aggiornata.
Buon Ubuntu a tutti!

 

A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

il 03 May 2015 13.03

01 May 2015


La settimana scorsa a Pordenone c'è stata la 50^ edizione della "Fiera del Radioamatore". Anche quest'anno la comunità ubuntu-it è stata invitata a partecipare alla Linux Arena, organizzata dal PN LUG.

Quest'anno come Comunità abbiamo presenziato allo spazio riservato a Ubuntu e Ubuntu Phone, ma anche a quello dedicato a Debian, grazie al DM Mattia, ottenendo un enorme successo di pubblico.

In particolare, nello spazio riservato a Ubuntu Phone, abbiamo presentato in anteprima esclusiva italiana il nuovo Meizu MX4 con Ubuntu Phone, gentilmente prestato da Canonical per l'occasione.



So che interpreto il sentire della Comunità, ringraziando il PN LUG, in particolare a +Alain Modolo, +Paolo Garbin e +Sergio Zanchetta, ma soprattutto grazie ai giovani di ubuntu-it: +Luca Lumetti+Giulio Collura+Mattia Rizzolo che hanno partecipato con entusiasmo.

Un grazie particolare a +Stefano Verzegnassi, sviluppatore di Ubuntu Phone, che il sottoscritto ha "preso al volo" e dirottato alla Linux Arena, quando lui credeva di venire solo a farsi un giretto in Fiera. :-)

Un saluto infine a +Pietro Albini e +Riccardo Padovani che solo delle disavventure fisiche hanno tenuto lontano da Pordenone: andrà meglio il prossimo anno!

Il prossimo appuntamento con la Comunità di Ubuntu è al DUCC-IT di Milano, il 23 e 24 maggio. Vi aspettiamo!
il 01 May 2015 20.00

28 April 2015

Full Circle Magazine n.86

Abbiamo pubblicato il numero 86 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • News
  • Comanda e conquista: Server Git e gestione Branch
  • How-to: Programmare in Python – parte 55
  • How-to: LibreOffice parte 38 – Contenuti e indici
  • How-to: Grub2 & Multibooting – Parte 2
  • How-to: Blender – parte 11c
  • How-to: Inkscape – Parte 26
  • How-to: Arduino
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Linux Lab: Recuperare i dati persi
  • La mia storia: Il mio inizio con Ubuntu
  • Recensione: Toshiba MQ01ABD100H SSHD
  • Cos’è: Compilare un portafogli Alt-coin
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: Migrare Steam
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 28 April 2015 12.11

Full Circle Magazine n.86

Abbiamo pubblicato il numero 86 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • News
  • Comanda e conquista: Server Git e gestione Branch
  • How-to: Programmare in Python – parte 55
  • How-to: LibreOffice parte 38 – Contenuti e indici
  • How-to: Grub2 & Multibooting – Parte 2
  • How-to: Blender – parte 11c
  • How-to: Inkscape – Parte 26
  • How-to: Arduino
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Linux Lab: Recuperare i dati persi
  • La mia storia: Il mio inizio con Ubuntu
  • Recensione: Toshiba MQ01ABD100H SSHD
  • Cos’è: Compilare un portafogli Alt-coin
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: Migrare Steam
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 28 April 2015 06.26

24 April 2015


(Quizzone: trova l'intruso nella foto qui sopra! ;-)

Anche quest'anno ubuntu-it, la comunità italiana di Ubuntu, avrà una propria rappresentanza alla "Fiera del Radioamatore" di Pordenone, che si terrà tra un paio di giorni, sabato 25 e domenica 26 aprile.

La più "importante Fiera fiera italiana dell’elettronica, radiantistica e informatica low-cost", con 200 espositori e oltre 30.000 visitatori da tutto il nord Italia, ma anche dalle vicine Slovenia a Croazia. Migliaia di appassionati di informatica ed elettronica sono terreno molto fertile per diffondere Linux e il Software Libero, tanto che la Fiera da anni ospita un apposito stand organizzato dal valoroso LUG PN denominato "Linux Arena", al Padiglione 5.

Con gli anni la Linux Arena è diventata il punto d'incontro dei LUG del Nord-est. Ancor prima di partecipare con la comunità italiana di Ubuntu, ero lì con gli amici di AVi LUG, e da sempre ho modo di incontrare rappresentanti del LUG di Trieste e del VeLUG (giusto per citarne un paio) e ovviamente gli amici del LUG di Pordenone (tra cui gli ubunteri +Sergio Zanchetta+Paolo Garbin).

Watch me, Touch me, Take me...

Quest'anno le iniziative sono numerose, e prevedono tre livelli di esperienza.

Si comincia dal "Watch Me", in un rappresentante di una distribuzione ha 10 minuti per presentare la propria preferita dall'alto del palco centrale del Padiglione 5.

Il successivo livello è "Touch me", nella Distro Arena, una zona interamente dedicate al confronto - scontro tra le varie distribuzioni Linux. In un'apposita zona "open" dello stand, i visitatori potranno vedere all'opera tutte le più famose e diffuse distribuzioni Linux, e ricevere spiegazioni sulle loro caratteristiche e funzionamento.



Infine, "Take me" permette di conoscere a fondo le varie distribuzioni con dei talk di 30 minuti dei referenti, in una saletta dedicata nello stand.

Il sottoscritto, insieme a +Mattia Rizzolo, è il referente di Ubuntu, quindi mi troverete (quasi) sempre in zona, o nella saletta dei talk.

Ubuntu Phone 

Uno spazio sarà dato anche a Ubuntu Phone, il nuovo sistema per dispositivi portatili, che avrà un proprio spazio alla Distro Arena, con alcuni telefonini a disposizione di chi vuole provarli.

+Giulio Collura terrà poi ben due talk sull'argomento.

Nel primo "Ubuntu Phone: the community smartphone" presenterà le caratteristiche e le novità di Ubuntu Phone, nel secondo "Come collaborare alle Core Apps e non solo", farà un piccolo approfondimento su come si possa partecipare allo sviluppo di Ubuntu Phone.

Soluzione del quizzone (=la Sorpresa)

Come i più attenti hanno indovinato: abbiamo un

Meizu MX4 con Ubuntu Phone 
in anteprima assoluta in Italia!

gentilmente prestato da +Canonical, a disposizione di chi lo voglia provare alla Distro Arena. Il Meizu mi è arrivato da un paio di giorni, e devo dire che è più grande del bq Aquaris E4.5 e anche... beh... dovete venire a vedere! ;-)

il 24 April 2015 19.48

22 April 2015


È ormai terminata da qualche ora la distribuzione su tutti gli Ubuntu Phone, OTA 3, l'aggiornamento che porta con la se r21 (release 21) di Ubuntu Phone 14.10. Si tratta di uno degli aggiornamenti più interessanti visti finora.

Aggiornamenti frequenti

Sì, perché da quando sono tornato a casa da Londra con il mio bq Aquaris E4.5, gli aggiornamenti sono stati parecchi. Dal 6 febbraio a oggi sono già 5 gli aggiornamenti rilasciati, grazie all'intenso lavoro di sviluppo del team di Ubuntu Phone.

Se da una parte molti degli aggiornamenti sono correzioni di piccoli bug presenti qua e là, dall'altra si sta lavorando per aumentare le funzionalità presenti e l'esperienza utente.

Una OTA allunga la vita (alla batteria)

La novità più interessante di questo rilascio è sicuramente l'ottimizzazione del consumo della batteria. Con la precedente versione di Ubuntu Phone, il consumo era poco ottimizzato, specie in fase di stand-by (telefono acceso ma inutilizzato), in cui la batteria calava pur non utilizzando il telefonino. Et voilà!

Consumo batteria in stand-by con OTA3

Ho fatto una prima prova, lasciando il telefono praticamente inattivo dalle 13.30 di ieri a stamattina alle 08.30, in questo lasso di tempo (19 ore) la batteria è calata solo del 3% (con la precedente versione calava di 1-2% all'ora!). Si tratta di un miglioramento notevole, reso possibile anche grazie all'intenso lavoro di QA, che svolge specifici test sull'ottimizzazione dei consumi di Ubuntu Phone. Nei prossimi giorni, con un uso regolare potrò dire se il miglioramento riguarda anche l'uso generale del telefono.

Uno dei prototipi per il test dei consumi Ubuntu Phone (fonte)

Scatta e condividi

Ci sono poi un paio di novità che riguardano le foto, particolarmente utili al sottoscritto. La prima è la possibilità di fare qualche piccola modifica alle foto direttamente dal "rullino" (photo roll), prima di condividerle: ruotare l'immagine, ritagliarla, e la possibilità di annullare le azioni.

Qualche piccola modifica e poi la foto è pronta per la condivisione 
sul proprio social preferito!

La seconda novità è che (finalmente) si possono condividere le foto anche su Google+ e Twitter (era già disponibile la condivisione con Telegram e Facebook).


Sempre riguardo le foto, quelle ricevute su Telegram sono ora visibili anche sullo scope "Foto" (Photos).

Telegram cresce

A proposito di Telegram, il client per messaggistica istantanea di Ubuntu Phone ha ricevuto numerosi aggiornamenti, tra cui:

  • si può inviare qualsiasi tipo di documenti (file), non più solo video e foto
  • le statistiche delle attività su Telegram sono visibili sul lock screen di Ubuntu Phone (con un paio di tap sopra si passa tra le varie statistiche)
  • il preview delle immagini si può ingrandire
  • aggiunta la possibilità di inoltrare i messaggi
  • alcune piccole correzioni e miglioramenti all'interfaccia

Manca ancora il supporto per le emoticon grafiche e gli (indispensabili!) sticker - che su Ubuntu Phone appaiono come "unsupported message type", ma sono sicuro arriveranno a breve! :-)

22 Aprile 2015: come rilevato nei commenti, le emoticon grafiche sono già supportate, basta attivare la tastiera "Emoji".


Altri piccoli interventi

OTA3 comprende altri piccoli interventi di miglioramento come:

  • l'aggiunta di "Modalità silenziosa" tra gli indicatori
  • il supporto per i dispositivi bluetooth che richiedono un PIN
  • la possibilità di cancellare le notifiche con uno swipe
  • miglioramenti vari alle app Fotocamera, Galleria, Musica, la sicntronizzazione dei Contatti e altro 

Un rilascio ricco di novità, ma non finisce qui. Lo sviluppo continua, l'ormai prossimo rilascio di Meizu MX4 consiglia anzi di... accelerare il passo! :-)
il 22 April 2015 14.44

15 April 2015

WordPress is the content management system preferred by most designers. A responsive design is a design which will help you in displaying your site on the different kinds of device that is used for browsing the web. So, if you are looking at a website on a phone or a tablet or a laptop the design should be able to do it perfectly.

Of course if you are creating a new site it is a lot easier to make it a responsive one than modifying an existing one.
So, if you are creating a new site ensure that it is a responsive one from the start. If you are planning to create one from scratch then here are some tips to help you out.

  • Write down or better still make a flowchart of all the things you want on the website.
  • Always design a site keeping in mind the restrictions of a mobile phone. Once you get around that getting around the restrictions of other devices should be easy.
  • Use software that allows you to build prototypes of sites.
  • Programs like Photoshop can help you in designing a mock layout of your site. You can export this to Prototype software like Reflow.
  • As much as possible use themes which are already available.
  • There are some plug-ins available which can add more to your design.
  • Take care of the navigation. This is really important for responsive design.
  • Be careful when using images. On the one hand it makes a site look great but they also take a long time to load. Try and use a combination of CSS and image to get the look you want.
  • Test the site thoroughly before you launch it on the net.

The advantage of using WordPress is that you can get a lot of themes for free so that you don’t have to waste time developing new ones. All you have to do is find the theme that suits you.
Here are some things to keep in mind when looking for responsive design:

  • The look of the theme is important. You should not have to modify it much; just a few tweaks should be enough. If it needs a lot of modification then start looking at other themes.
  • If the theme is such that it takes a lot of time to load then, don’t go for it. Therefore avoid themes that need a lot of files or files of large sizes.
  • You should be able to customize it to your satisfaction without too much trouble. This is especially true if you are looking at free ones.

Take care of your security aspects too while designing sites. A good idea is to get a password manager to keep track of all the passwords and the associated problems that comes with having many passwords.

If you already have a site that works on a laptop or PC and just want to make it responsive

  • Understand the different screen sizes and pixel sizes.
  • Images can be a problem. Modify the coding to solve this problem.
  • Some goes for text sizes and other elements like sidebar, content, footer, etc.
  • Navigation should not be a problem.

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il 15 April 2015 19.18

01 April 2015

Categoria: 

Marzo è stato un altro mese ricco di novità e aggiornamenti per la documentazione Wiki.
Tanto lavoro, tante revisioni ma soprattutto grande partecipazione da parte della comunità italiana.

Ecco dunque un riassunto delle attività svolte nel mese di Marzo. Come al solito, non possiamo segnalare ogni singola correzione, quindi ci limitiamo alle modifiche più sostanziali.

 

Nuove guide Wiki

Le pagine Wiki create:

 

Guide aggiornate

Ecco invece le guide revisionate:

  • Grub: caratteristiche e configurazione del boot loader predefinito di Ubuntu.

  • Grub/Ripristino: informazioni utili al ripristino del bootloader Grub.

  • Testdisk: utilizzo di questo programma per il recupero di file cancellati accidentalmente.

  • Qemu: installazione e configurazione di questo emulatore di CPU, capace di emulare le archittetture x86, PPC, Arm e SPARC.

  • Ati: panoramica dei driver disponibili per le schede video Ati/AMD e informazioni sull'installazione del driver proprietario fglrx Catalyst.

  • Ati/Catalyst da terminale: installazione del driver proprietario dai repository di Ubuntu tramite riga di comando.

  • Ati/Catalyst sito AMD: installazione del driver proprietario scaricato dal sito AMD.

  • Composite manager: panoramica di alcuni Compositing window manager disponibili per Ubuntu e derivate.

  • CompositeManager/Compiz: effetti aggiuntivi per Compiz.

  • Asus F5R: resoconto dell'installazione di Ubuntu 12.04.

Piccole modifiche sono state apportate alle pagine Programmi, Moovida e a tante altre. Da aggiungere anche l'eliminazione e lo spostamento di alcune pagine incomplete; un po' di pulizia non fa mai male!
Dunque che dire: un ottimo lavoro, continuate a contribuire e grazie di cuore a tutti!

 

A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

il 01 April 2015 08.55

30 March 2015

Perchè usare LibreOffice

Dario Cavedon (iced)

A grande richiesta, per i miei amici insegnanti (e non):

  1. Perché LibreOffice è in assoluto la più completa office suite disponibile gratuitamente e liberamente. LibreOffice è in grado di fare tutto quello che fanno i più diffusi pacchetti per ufficio, in qualche caso anche meglio.
  2. Perché LibreOffice evita agli studenti di dotarsi di costose licenze, permettendo loro di utilizzare gratuitamente un software di livello professionale, dando in più la possibilità di provare qualcosa di diverso, aumentando così l'apertura mentale e la flessibilità
  3. Perché il Codice dell’Amministrazione Digitale, che riguarda tutte le pubbliche amministrazioni incluse quindi le scuole pubbliche, obbliga confrontare software libero e proprietario prima dell’acquisizione di qualsiasi licenza. L’acquisto di software proprietario è ammesso solo nel caso in cui sia impossibile fare con il software libero quello che è possibile fare con il software proprietario. Nel caso di LibreOffice questo vuol dire "MAI".
  4. Perché LibreOffice è gestito da una fondazione europea indipendente, la Document Foundation, che si occupa  attivamente di garantire la libertà di accesso ai propri documenti ora e in futuro mediante l'uso di "formati aperti"
  5. Perché  i principi fondamentali dello statuto della Document Foundation sono: controllo da parte della comunità, gestione meritocratica e indipendente dalle aziende e dagli  sponsor.
Ancora qualche dubbio? Provatelo! LibreOffice può essere liberamente scaricato da qui.

The Document Foundation vive anche grazie alle vostre donazioni. Se credete nella validità dei principi di questo progetto, potete contribuire anche con poco. Oppure potete aderire a LibreItalia, l'associazione italiana che promuove la diffusione di LibreOffice nel nostro Paese.

PS: oggi è il Document Freedom Day, altri buoni motivi si possono leggere sul sito ufficiale dell'evento.

(Grazie a Giovanni e Daniela per i contributi!)
il 30 March 2015 21.13

28 March 2015

Arriva per la prima volta in Abruzzo l’evento dal titolo “Password: Open Source 2015″ in cui vede la partecipazione di tutti coloro che sono interessati al mondo Linux e soprattutto all’Open Source.

L’evento avrà come location l’Università degli Studi dell’Aquila (Via Vetorio 1, Coppito, L’Aquila Ovest) il giorno Venerdì 17 Aprile 2015 dalle ore 9.00 alle ore 17.15.

Numerosi sono i relatori come:

  • Mirko Pizii della comunità Ubuntu
  • Marco Trevisan dell’azienda Canonical
  • Ivano Malavolta ricercatore post-doc presso il Gran Sasso Science Institute
  • Daniele Scasciafratte della comunità di Mozilla Italia
  • Gabriele Ponzo della comunità LibreItalia
  • Felice Spinetti dell’associazione TeLUG

Per ultimo ma non la meno importante, un sentito ringraziamento alle aziende che ci supportano nell’evento con simpatici gadget: MSI, Asus, Ubuntu, Mozilla, OCZ Storage Solutions, LibreItalia.

Volete partecipare? Iscrivetevi all’evento seguendo questo link di EventBrite considerando che i posti sono limitati!

Volete chiarire qualche curiosità in pubblico o in privato? Approfitta ad esserci perché sarà anche un modo per parlare direttamente con le persone delle community!!

VI ASPETTIAMO!

Programma della giornata

= = = Mattina = = =

[09.00 – 09.45] Speeding up mobile web apps – (Ivano Malavolta)
[09.45 – 10.30] Da zero a python in 40 minuti – (Mirko Pizii)

—- Break (15 min) —-

[10.45 – 11.30] WordPress as a Framework – (Daniele Scasciafratte)
[11.30 – 12.15] Seren – Libera le tue conferenze – (Felice Spinetti)
[12.15 – 13.00] Firefox OS Development for Newbie – (Daniele Scasciafratte)

= = = Pomeriggio = = =

[15.00 – 15.45] Ubuntu phone, smart from the source (code) – (Marco Trevisan)
[15.45 – 16.30] LibreOffice, The Document Foundation e LibreItalia – (Gabriele Ponzo)
[16.30 – 17.15] Q&A – (Community)

Luogo: Università degli Studi dell’Aquila (Via Vetoio 1, Coppito, L’Aquila Ovest)
Giorno:
Venerdì 17 Aprile 2015
Orario:
9.00 – 13.00 e 15.00 – 17.15
Aula: A1.7 Edificio Alan Turing (Blocco Zero)

Eventbrite - Password: Open Source 2015

Link Google Maps: https://goo.gl/maps/03sIH

Locandina: LINK

Hashtag ufficiale: #AQPOS15

Parlano di noi:

  • L’AquilaOggi.it (Informatica: arriva in Abruzzo “Password: Open Source 2015″): LINK
  • Il Centro (L’Aquila, università: venerdì 17 aprile l’evento “Sorgente aperta”): LINK
  • Il Centro (Polo di Coppito Open source per gli studenti): LINK
  • AbruzzoNews.it (Informatica: arriva in Abruzzo “Password: Open Source 2015″): LINK
  • CityRumors.it (L’Aquila, Password Open Source 2015: venerdì appuntamento all’Università): LINK
  • NEWSTOWN.it (Tecnologia: prima volta in Abruzzo per l’evento “Password: Open Source 2015″): LINK
  • ControCampus.it (Password: Open Source 2015 all’Università dell’Aquila): LINK
  • LibreItalia.it (A Password: Open Source 2015 anche LibreItalia): LINK
  • Pionero.it (Password: Open Source 2015): LINK
  • Libero 24×7 (L’Aquila, Password Open Source 2015: venerdì appuntamento all’Università): LINK
  • Tiscali: tecnologia (Password: Open Source 2015): LINK
  • DISIM – Univaq (Evento “Password: Open Source 2015″, Venerdì 17 Aprile 2015): LINK
  • Marco’s Box ([Evento]: Password: Open Source 2015, L’Aquila – 17 Aprile 2015): LINK
  • IlBloggatore.it ([Evento]: Password: Open Source 2015, L’Aquila – 17 Aprile 2015): LINK
  • SocialMediaManager.it (Password: Open Source 2015): LINK
  • GeosNews.com (Informatica: arriva in Abruzzo “Password: Open Source 2015″)LINK
  • L’Economico.net (Informatica: arriva in Abruzzo “Password: Open Source 2015″): LINK
  • OCZ Storage Solutions (Facebook): LINK
  • Ubuntu-it Newsletter (Wiki): LINK
  • Ubuntu LoCo: LINK
  • Firefox OS Italia (Facebook): LINK
  • Ubuntu-it Facebook: LINK
  • Ubuntu-it Twitter: LINK
  • Ubuntu-it Google+: LINK

Link Flickr: https://www.flickr.com/photos/mirkopizii/sets/72157652046368072/

Password - Open Source 2015 Locandina Password: Open Source 2015 Gadget Asus P:OS2015 LinuxDay Gadget P:OS2015 Gadget OCZ P:OS2015 Mozilla Gadget Ubuntu Gadget

L'articolo Password: Open Source 2015 sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 28 March 2015 00.02

27 March 2015

Dopo un lungo periodo dedicato a WhatsApp ho deciso di soffermarmi molto su un’altra applicazione che si è fatta subito notare, parliamo per l’appunto di Telegram.
In questo articolo prevedo una analisi a grandi linee di ciò che è Telegram e come si comporta attualmente sia sul lato client che sul lato server.

Partiamo subito con una piccola introduzione per chi non sa cos’è effettivamente questa applicazione (anche se dubito profondamente che nessuno la conosca).
Telegram è un’applicazione un po’ alla WhatsApp.. A grandi linee non è né di più né di meno di quest’ultimo.
Senza dilungarci molto diciamo brevemente che è stata fondata da fratelli di origine russa che a loro volta sono anche fondatori di un social network di stessa origine ma che non è collegata in nessun modo a Telegram.

Inizialmente, come tutte le applicazioni in generale, Telegram non era in grado di sostituire prontamente WhatsApp (ndr, viene citato in quanto l’unico di valido confronto) per diversi motivi, dalla UX Experience e problemi secondari.
Andiamo ad analizzare alcuni aspetti per vedere lo stato attuale di Telegram.

Tecnologie usate

Per tecnologie usate in questo momento mi piacerebbe parlare più di protocolli usati.
Nell’ambito lavorativo in cui mi trovo, tra developer si dice che è “inutile reinventare la ruota“, perché “il tempo è denaro” (va bene la smetto con le citazioni) e anche perché ciò che vai a ricreare, deve essere soggetto poi a testing ignorando anni e anni di sviluppo e di correzioni sui sistemi di sicurezza passati.

Quindi, potevamo usare XMPP per la comunicazione e sistemi di crittografia RSA/OTR.

E invece? Invece Telegram ha voluto fare di testa propria e inventare un nuovo protocollo di sicurezza denominato Mtproto dove non starò a spiegare il suo funzionamento perché tutto spiegato nei loro paper raggiungibili nel loro sito ufficiale.

Cosa potremmo dire ancora? Beh sicuramente all’inizio aveva qualche bug ma man mano che il tempo passa, migliora a vista d’occhio (senza dimenticare che usa una crittografia end-to-end).

Ma perché devo usare ‘sto programma?

Ecco questa è una bella domanda. Magari perché Telegram è Telegram!

Scherzi a parte, innanzitutto è GRATIS e no, NON CI SONO PUBBLICITA’ NASCOSTE.
Esatto, avete capito bene ma poi la cosa più importante è il fatto che sia Open Source o meglio, diciamo la maggior parte delle cose lo sono (più di WhatsApp) e vedremo se arriveremo alla totalità.

Un’altra cosa su cui mi soffermerei è la presenza di API, e per i non informatici, non parliamo di animali ma parliamo di una Interfaccia di Programmazione di un’applicazione.
Posso dire di esserne rimasto stupito, sono davvero ben documentato e seguendo gli standard stabiliti sono anche ben sviluppate che hanno permesso, oltre alla realizzazione dei client, anche di capire come funziona un sistema di messaggistica quindi, interazione client-server (senza dimenticare la cifratura ovviamente).

Se siete stati attenti, parlando di realizzazione ho messo client al plurale e non al singolare. Vi state chiedendo dov’è l’errore o qual è il motivo?
Ecco qual è il bello dell’Open Source: rendere open le API ha permesso di sviluppare il client su altre piattaforme in modo molto veloce. Un esempio? Beh per i più nerd abbiamo il client tramite riga di comando (per sistemi applettari e linuxiani).
Ma questo approda anche sullo sviluppo di piattaforme che WhatsApp non ha, o meglio che ha ma è dipendente ancora al telefono (e ancora non mi spiego motivo di questa policy).
A cosa mi sto riferendo? Beh, provate ad andare su desktop.telegram.org oppure web.telegram.org e voglio ribadire che sono indipendenti dal telefono.
Ovviamente scontato dire che abbiamo un supporto multipiattaforma ossia la presenza su Firefox OS, Android, iOS, GNU/Linux, OS X, Windows Phone, SailfishOS Blackberry (in sviluppo).

Vabbè quindi?

E quindi niente, purtroppo Telegram non è abbastanza diffuso considerando che WhatsApp è stata la prima a conquistare e classificarsi come leader del mercato ma è anche vero che sta perdendo colpi con l’acquisto da parte di Facebook.

Cosa dirvi, sinceramente ho paura della mia privacy con Facebook anche se ormai tutti sanno tutto.. Ma perché non proviamo a rimediare il possibile a partire da adesso?
Telegram permette una sicurezza maggiore con il suo sistema complesso di crittografia e quindi potremmo essere sicuri di inviare messaggi usando hotspot pubblici (anche se è ovvio che è meglio evitare se possibile) e quindi aver quel panico che potremmo essere soggetti ad un attacco Man in the Middle ossia, detto volgarmente, colui che sta spiando il traffico di tutti e che può manipolare il tutto.

Fate come me, iniziate a lasciare sempre più l’icona verde e passiamo a quella blu!
Su ogni piattaforma ufficiale che utilizziamo, abbiamo la cronologia delle chat aggiornate in tempo reale totalmente indipendenti dai dispositivi usati e soprattutto abbiamo la possibilità di usare le Chat Segrete (già state a pensare ai pornazzi va là) che utilizzano una chiave di cifratura realizzata sul momento e condivisa tra i due dispositivi mittente-destinatario.
Scontato dire che sono davvero segrete, esempio, mettete il caso che io e te apriamo una chat privata scrivendo da telefono e poi andiamo sull’applicazione desktop o applicazione web, non la vedremo perché appunto non potremmo decifrarla anche se usiamo lo stesso account e quindi abbiamo anche la certezza che le chiavi private/pubbliche non vengono condivise con il server di Telegram.

Cosa state aspettando? Forza, la grafica è uguale, il trasferimento è indolore.

All the best,
Mirko.

L'articolo Telegram: stato attuale sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 27 March 2015 19.56

24 March 2015

Ubuntu phone, la mia prima web app

Dario Cavedon (iced)


Come spiegavo nel mio precedente post, creare una web app per Ubuntu Phone è un gioco da bambini. La dimostrazione è... che c'è riuscito anche il sottoscritto. :-)

Ieri pomeriggio - complice un forte raffreddore che mi obbligava in casa - ho provato a fare la web app di subito.it, il popolare portale di annunci. La maggior parte del tempo (10 minuti) l'ho impiegata per creare l'icona dell'applicazione, che deve essere obbligatoriamente 256x256 px, utilizzando GIMP e un'immagine presa dal sito stesso.

Ho quindi compilato il modulo online del "webapp generator" e in pochi secondi il pacchetto click era pronto sul mio computer!

Ho poi collegato il mio Aquaris E4.5 Ubuntu Edition al PC, e digitato questi comandi da terminale (copiati dal post di Carla):

$ adb push click-package-name /tmp
$ adb shell
$ cd /tmp
$ sudo -u phablet pkcon install-local --allow-untrusted click-package-name

La web app era pronta per le prove sull'Ubuntu Phone! Facile, no?


Purtroppo la user experience è insoddisfacente: solo la ricerca funziona "dentro" la web app, ma inserendo un annuncio oppure effettuando il login, il link porta a un sito diverso da quello in uso nella web app, aprendo un'altra istanza del browser. La "colpa" di questo comportamento è di subito.it, che indirizza su www2.subito.it una parte dei suoi servizi (forse per bilanciare il carico, boh!).

Sono comunque molto contento dell'esperimento, e credo proverò a ripeterlo con qualche altro servizio, stay tuned!

PS: sarà scontato, ma meglio scriverlo il sottoscritto non ha niente a che fare con subito.it!
il 24 March 2015 08.33

21 March 2015


Una cosa che mi stupisce di Ubuntu Phone è la piattaforma di sviluppo: aperta a tutti, con un sacco di gente in gamba che ci lavora e... permette di sviluppare app e scope a una velocità mostruosa.

Qualche esempio?

+Carla Sella vi ha già dimostrato come si possa sviluppare uno scope in pochi minuti, con qualche basilare conoscenza di programmazione. Il buon +Aurelio Cilia in pochi giorni ha creato gli scope per i maggiori quotidiani italiani, tra cui La Repubblica, ilSole24ore e Il Corriere. Spero li vedremo integrati presto nell'aggregated scope "News" ("Notizie").

Non basta?

+David Callé ha presentato l'ultima meraviglia: un'applicazione disponibile sul portale ufficiale di sviluppo di Ubuntu Phone che permette di svilupare una web app con pochi e semplici clic. Le web app sono più-o-meno app perché sfruttano l'interfaccia web responsive delle maggiori applicazioni web. In questo modo, il browser web È l'interfaccia grafica dell'app, ma solo le persone più attente - e magari neanche loro - riescono a notarlo.

Ready in five

L'applicazione web (vedi foto sopra, per accedervi si deve disporre di un account Ubuntu) sviluppata da David insieme a +Michael Hall è di una semplicità sconvolgente: basta compilare un piccolo modulo, specificando il nome della app, l'indirizzo del sito web, l'icona e un paio di opzioni, premere "Submit" e in pochi minuti si genera un pacchetto .click, pronto per essere caricato sullo store di Ubuntu. Figo, eh?

Certo: sviluppare una app "nativa" richiede uno sforzo molto maggiore, magari anche mesi per lo sviluppo. Ma questa soluzione permetterà di infoltire ancor di più e in poco tempo, l'Ubuntu Store, che in pochi mesi ha quasi raggiunto le 1.000 app.

Grazie a +Stefano Verzegnassi per la segnalazione.
il 21 March 2015 11.46

18 March 2015

This simple tutorial guides you in the setup of Varnish Cache in order to make it work properly with systemd, on Debian Jessie for example.

The Varnish documentation is pretty clear and easy to understand, even if you did not study the entire Debian Administrator Handbook. So you should easily come to the chapter of the official tutorial about putting Varnish on port 80. And this is really easy too. Neverthless, you’re on Debian Jessie, which uses systemd as init system. Cool, but hey, after following the official tutorial, Varnish still doesn’t listen on port 80!

Let’s dive in…

By default (if you installed it with APT) Varnish listens on port 6081, which is good for development purposes, but totally unuseful in production. It acts as a caching reverse proxy for any web server, so it should act as the front door for, let’s say, Apache or nginx. In a production environment you’ll most likely want Varnish to listen on port 80 and put the web server behind the scenes, listening on port 8080.

As said before, the official tutorial explains how to achieve this, let me make a brief summary. First of all, make Apache (let’s take it as an example) listen on port 8080. In order to do this, edit /etc/apache2/ports.conf and replace the line Listen 80 with Listen 8080. The result will be something like this:

Listen 8080

<IfModule ssl_module>
    Listen 443
</IfModule>

<IfModule mod_gnutils.c>
    Listen 443
</IfModule>

Now, you have to update your VirtualHost accordingly. Edit /etc/apache2/sites-available/000-default.conf (or any other VirtualHost config file you use), replace the line <VirtualHost :80> with <VirtualHost :8080> (this may be slightly different in your configuration).

Now it’s time to configure Varnish. Edit the file /etc/default/varnish and search for the configuration with VCL, which looks something like this:

DAEMON_OPTS="-a :6081 \
             -T localhost:6082 \
             -f /etc/varnish/default.vcl \
             -S /etc/varnish/secret \
             -s malloc,256m"

The value associated with the -a flag is what we actually have to change, in fact it is the port Varnish is listening on. The first line of the snippet above should become:

DAEMON_OPTS="-a :80 \

According to the official tutorial, we’re done. Since we changed the default file, we should reload systemd, then restart Varnish:

# systemctl daemon-reload
# systemctl restart varnish.service

Now, check that the new configuration has been correctly applied. Just point your browser to the right URL, for example http://www.example.com. At this stage you should receive a connection error.

Make Varnish listen port 80 with systemd

Want to know the problem? Just have a look at the active processes related to varnish:

$ ps aux | grep varnish

You should see two processes run by the user root with the command /usr/sbin/varnishd -a :6081 -T localhost:6082 -f /etc/varnish/default.vcl -S /etc/varnish/secred -s malloc,256m. Note something familiar? That’s the DAEMON_OPTS we changed before in /etc/default/varnish. So, what happened? Obviously, Varnish didn’t take our new configuration. But why? We followed the official tutorial…

The real problem

The official tutorial is a little bit outdated. Or, better, doesn’t take into account the testing version of Debian, which uses systemd instead of init.d as init system. And this makes a huge difference, explained in a bug report. Basically, /etc/default/varnish is only read by the /etc/init.d/varnish script, not by the systemd init script (/lib/systemd/system/varnish.service).

Now that we know this little detail not reported in the documentation, it’s easy for us to solve the problem.

The easy solution

All we have to do is override the systemd init script of varnish and change something.

# cp /lib/systemd/system/varnish.service /etc/systemd/system/
# nano /etc/systemd/system/varnish.service

We come up with something like this:

[Unit]
Description=Varnish HTTP accelerator

[Service]
Type=forking
LimitNOFILE=131072
LimitMEMLOCK=82000
ExecStartPre=/usr/sbin/varnishd -C -f /etc/varnish/default.vcl
ExecStart=/usr/sbin/varnishd -a :6081 -T localhost:6082 -f /etc/varnish/default.vcl -S /etc/varnish/secret -s malloc,256m
ExecReload=/usr/share/varnish/reload-vcl

[Install]
WantedBy=multi-user.target

Which is similar to what we saw before. We already now that we have to change the port passed as a value to the -a flag:

ExecStart=/usr/sbin/varnishd -a :80 -T localhost:6082 -f /etc/varnish/default.vcl -S /etc/varnish/secret -s malloc,256m

Why don’t just let this script read the /etc/default/varnish file? Because we don’t know, for now, what systemd or other init systems are going to do with default files. They could ignore them in the future, for example. Therefore, the safest solution for us is writing the full command in the script itself.

Problems: reloading Varnish

After discovering what explained above, we could consider the varnish default file completely unuseful. That’s not right. In any moment we could want to reload the Varnish configuration, this way:

# systemctl reload varnish.service

And here come other problems. That command runs the /usr/share/varnish/reload-vcl script, which reads the /etc/default/varnish file. This implies that we have to update both /etc/systemd/system/varnish.service and /etc/default/varnish in order to make Varnish work properly.

Conclusion

I hope this would be helpful for other people that otherwise could waste a lot of time trying to figure out why Varnish doesn’t listen on port 80.

I’ll go on with a series of tutorial related to Varnish, so please consider buying me a coffee to support those free contributions. In particular, we’ll see how to properly configure Varnish 4 to make it work with WordPress. Stay tuned!

The post How to: Varnish listen port 80 with systemd appeared first on deshack.

il 18 March 2015 17.02

15 March 2015

Full Circle Magazine n.85

Abbiamo pubblicato il numero 85 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • News
  • Comanda e conquista: Esempi su GitHub
  • How-to: Programmare in Python – parte 54
  • How-to: LibreOffice parte 37 – Miglioramenti ai form di Base
  • How-to: Grub2 & Multibooting – Parte 1
  • How-to: Blender – parte 11b
  • How-to: Inkscape – Parte 25
  • How-to: Arduino
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Kubuntu 14.04
  • La mia storia: Il mio inizio con Ubuntu
  • Recensione: Ubuntu 14.04
  • Cos’è: Alt-coins
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: The impossible game
  • Giochi Ubuntu: Strike suite zero
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 15 March 2015 08.25

13 March 2015

Full Circle Magazine n.85

Abbiamo pubblicato il numero 85 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • News
  • Comanda e conquista: Esempi su GitHub
  • How-to: Programmare in Python – parte 54
  • How-to: LibreOffice parte 37 – Miglioramenti ai form di Base
  • How-to: Grub2 & Multibooting – Parte 1
  • How-to: Blender – parte 11b
  • How-to: Inkscape – Parte 25
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  • Linux Lab: Kubuntu 14.04
  • La mia storia: Il mio inizio con Ubuntu
  • Recensione: Ubuntu 14.04
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  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

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Buona lettura! :)


il 13 March 2015 10.05

04 March 2015

Le guide di Febbraio

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Anche nel mese di Febbraio molti utenti hanno partecipato alla revisione della Documentazione Wiki.
Al di là delle numerose piccole correzioni che sono state apportate al Wiki, alcune pagine hanno richiesto un'attenzione maggiore da parte del Gruppo Doc. Bando alle ciance, ecco le modifiche più importanti del mese.

 

Guide aggiornate

Ecco le guide revisionate:

  • Adobe Reader: guida all'installazione di questo lettore PDF.

  • Ripristino Grub: alcuni metodi utili per ripristinare il boot loader di Ubuntu.

  • Boot Repair: installazione di questo utilissimo strumento per ripristinare l'accesso ad Ubuntu.

  • XBMC e Kodi: installazione e configurazione di questi media center.

Come sempre, grazie a tutti coloro che si sono dedicati alle guide :)
Non tutte le pagine create dagli utenti sono state revisionate in tempo dal Gruppo Doc, ma verranno certamente controllate nei prossimi giorni.

 

A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

il 04 March 2015 14.35

12 February 2015

Full Circle Magazine n.84

Abbiamo pubblicato il numero 84 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • News
  • Comanda e conquista: Introduzione a GIT
  • How-to: Programmare in Python – parte 53
  • How-to: Stabilire una connessione OpenVPN
  • How-to: Mettere Ubuntu su un Mac
  • How-to: Blender – parte 11a
  • How-to: Inkscape – Parte 24
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: PinguyOS
  • Recensione: Arduino starter kit
  • Cos’è: Moneta virtuale – parte 3
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: Portal 2 beta
  • Giochi Ubuntu: Toki Tori 2+
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 12 February 2015 14.15

11 February 2015

Full Circle Magazine n.84

Abbiamo pubblicato il numero 84 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • News
  • Comanda e conquista: Introduzione a GIT
  • How-to: Programmare in Python – parte 53
  • How-to: Stabilire una connessione OpenVPN
  • How-to: Mettere Ubuntu su un Mac
  • How-to: Blender – parte 11a
  • How-to: Inkscape – Parte 24
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: PinguyOS
  • Recensione: Arduino starter kit
  • Cos’è: Moneta virtuale – parte 3
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: Portal 2 beta
  • Giochi Ubuntu: Toki Tori 2+
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

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Buona lettura! :)


il 11 February 2015 14.45

03 February 2015

Categoria: 

Gennaio è stato un mese incredibilmente vivace per la Documentazione Wiki, il progetto gestito dalla comunità italiana di Ubuntu.
In tantissimi hanno partecipato creando pagine e segnalando errori, altri stanno lavorando su progetti ancora in fase di sviluppo. Siamo davvero contenti di tanta partecipazione e porgiamo a tutti coloro che continuano ad aiutarci i nostri più vivi ringraziamenti!

Quale modo migliore per ringraziarli, se non mostrando a tutti le novità già introdotte? :)

 

Nuove guide Wiki

Ecco dunque le pagine create con tanto amore nel mese di Gennaio:

 

Guide aggiornate

Ecco invece le guide revisionate:

  • Programmi: panoramica dei programmi preinstallati in Ubuntu e di numerosi altri disponibili per l'installazione.

  • Virtualbox/Installazione: installazione di VirtualBox e componenti aggiuntivi.

  • Virtualbox/MacchineVirtuali: procedura guidata alla creazione di una Virtual Machine.

  • Schede grafiche Nvidia: istruzioni e risoluzione di problemi per i driver proprietari Nvidia.

  • e molte altre ancora! Correzioni grandi e piccole sono state apportate a numerose altre pagine Wiki.

 

Come sempre, se vorrete partecipare voi stessi e dare una mano al Gruppo Doc e a tutti gli altri utenti che con grande forza di volontà e passione si dedicano alla documentazione, l'avrete ormai capito, siete sempre i benvenuti!

 

A cura del Gruppo Doc

il 03 February 2015 09.53

13 January 2015

Le guide da non perdere - Parte 2

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Unity e altri ambienti grafici

Il Wiki di Ubuntu-it è un progetto magnifico, tenuto in vita da tutti VOI utenti di Ubuntu, che ogni giorno aggiornate e create nuove guide.

Questo è il secondo di una serie di post che mettono in evidenza alcune delle guide di riferimento da tenere a portata di mano nei segnalibri del proprio browser.. che non si sa mai ;)

Potete trovare il post precedente a questa pagina.
Buona lettura!

 

L'ambiente grafico di Ubuntu

Lasciamo perdere per un attimo le cose complicate e concentriamoci sulle questioni più immediate: come si utilizza Ubuntu?

La prima cosa con cui ci si scontra utilizzando Ubuntu è l'ambiente desktop!
Se vi state chiedendo cosa siano il Launcher o la Dash, come si utilizza il menù avanzato HUD, come si cercano o si avviano i programmi e i file utilizzati di recente...non dovete fare altro che leggere questa pagina Wiki.

Sapevate che basta scrivere weather:nome_della_tua_città nella Dash per sapere se uscire con l'ombrello? ;)

 

Requisiti per eseguire Unity

Unity è un ambiente fantastico dove tutto è a portata di click: applicazioni, file, musica e video, cronologia o ricerce online, e tutto dalla Dash di Ubuntu!
Tuttavia su alcuni pc un po' datati questo ambiente grafico potrebbe risultare troppo pesante. Per sapere se il vostro pc può gestire Unity in maniera adeguata, leggete la guida seguente.

 

Altri ambienti desktop

Che fare se non possiamo utilizzare Unity?
Tranquilli, i sistemi operativi Gnu/Linux vantano una miriade di ambienti desktop tra cui scegliere, alcuni molto più leggeri e performanti di altri. Potete trovare tutte le informazioni di cui avete bisogno in questa pagina Wiki.

 

 

A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

il 13 January 2015 15.31

12 January 2015

Full Circle Magazine n.83

Abbiamo pubblicato il numero 83 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Linux su HDD esterno
  • How-to: Backup efficaci su Ubuntu
  • How-to: LibreOffice – Parte 36: Viste in Base
  • How-to: Multisystem
  • How-to: G’MIC InPaint
  • How-to: Inkscape – Parte 23
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Gestire un’officina per PC con PCRT
  • Recensione: HomeBank
  • Cos’è: Moneta virtuale – parte 2
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: Serena
  • Giochi Ubuntu: To the moon
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 12 January 2015 21.52

Full Circle Magazine n.82

Abbiamo pubblicato il numero 82 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Sed e Sondaggio lettori
  • How-to: Programmare in Python – Parte 52
  • How-to: LibreOffice – Parte 35: La Galleria
  • How-to: Connettere un dispositivo iOS
  • How-to: Blender – Parte 10b
  • How-to: Inkscape – Parte 22
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Tool SMART: prevenire la rottura dei dischi
  • Recensione: ESET NOD32 antivirus 4 per Linux
  • Cos’è: Moneta virtuale – parte 1
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Giochi Ubuntu: BIT.TRIP PRESENTS… Runner 2
  • Giochi Ubuntu: Serious Sam 3 BFE
  • Giochi Ubuntu: Proteus
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 12 January 2015 21.49

Full Circle Magazine n.83

Abbiamo pubblicato il numero 83 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Linux su HDD esterno
  • How-to: Backup efficaci su Ubuntu
  • How-to: LibreOffice – Parte 36: Viste in Base
  • How-to: Multisystem
  • How-to: G’MIC InPaint
  • How-to: Inkscape – Parte 23
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Gestire un’officina per PC con PCRT
  • Recensione: HomeBank
  • Cos’è: Moneta virtuale – parte 2
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Progettazione OpenSource
  • Giochi Ubuntu: Serena
  • Giochi Ubuntu: To the moon
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 12 January 2015 20.59

09 January 2015

This is a guest post by Lisa Smith of Magento Extensions and introduces an infographic with some stats of the Magento ecommerce software marketshare along with 16 reasons why to choose it.

 

Facilitating unmatched web commerce success for enterprising businessmen, Magento has now captured a little more than a quarter of the ecommerce CMS market space. That’s mostly owing to the inimitable range of core and extendible features packed into the platform. Import and export your site data quicky, build upon the inherent SEO capabilities to ensure search engine visibility of your web store, integrate payment gateways and trust the quick checkout – all of which combine to deliver a convenient, secure, and comfortable online shopping experience to your users. Detailed customer account management capabilities, advanced search options, customer support centric feature, and customized extensions to add any desired capability to the web store – all these features make Magento the most comprehensive and advanced ecommerce software in the modern times.

Magento infographic

The post Why choose Magento ecommerce software appeared first on deshack.

il 09 January 2015 09.53

29 December 2014

Categoria: 

Una nuova guida dedicata all'installazione e alla configurazione di Git è disponibile nel Wiki di Ubuntu-it.

 

Ringraziamo calorosamente il contributo di jepessen per la stesura della pagina, che in modo molto semplice e tramite degli esempi pratici, spiega come muovere i primi passi per la creazione di un repository, come effettuare i commit, la gestione dei branch, e altro.
La guida è disponibile al link qua sotto ;)

 

 

Aggiornamenti alle pagine Java, Flash Player e altro

Moltissime guide Wiki sono state revisionate e aggiornate, a partire dalle pagine Java e Flash, che hanno subito le modifiche più importanti.
Un nuovo resoconto dell'installazione di Ubuntu è stato pubblicato per il portatile Asus X53S e altre modifiche più veloci sono state apportate a numerose pagine, tra le quali AmbientiDesktop/Kde e DispositiviSenzaFili/Broadcom.

Non smarrire la retta via

Molte pagine revisionate e aggiornate, tanti utenti che partecipano e poco tempo per ringraziarli tutti!
Mantenere le guide Wiki aggiornate è importante per tutta la comunità. Dunque contribuite quando ne avete tempo e voglia, quando trovate procedure datate o errori anche banali nel testo, quando imparate qualcosa di nuovo e volete condividere con tutti la soluzione a un preciso problema.

 

Come sempre il Gruppo Doc risponderà a tutti :)

 

A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!
Post precedenti: Le guide da non perdere: parte 1 - Mate desktop: la guida aggiornata

il 29 December 2014 16.41

27 December 2014

Auguri a tutti e buone Feste

Paolo Garbin (paolettopn)

Ciao a tutti,
qui arrivo in ritardo per gli auguri, il Natale è appena passato ma desidero comunque fare a tutti voi che seguite questo blog i miei migliori auguri di buone Feste e buon anno nuovo.

Beh, sono diversi giorni che sono a casa e finalmente sono ritornato a dedicarmi a questo blog che mi sta accompagnando durante il corso della mia vita, da più di 10 anni.

Questo post è dedicato a tutti Voi che passate da qui ogni tanto a dare uno sguardo, ai miei amici, al gruppo della rivista FCM, all’intera comunità Linux e Ubuntu e all’Associazione PN LUG.

Non sto a dilungarmi e spero che tutti voi riusciate a passare allegramente e felicemente le Feste con le vostre famiglie e i vostri cari.
Da me e dalla mia dolce Patrizia giungano i  nostri migliori augurio a tutti voi, buon Natale e un augurio per un felice e prosperoso Anno Nuovo.

il 27 December 2014 21.43

21 December 2014

Lo scenario:

  • Alice PC (TelecomItalia ADSL2+ 8M)
  • Bob PC (Fastweb UltraFibra 100M)

Alice vuole connettersi verso Bob. Alice riesce a vedere le l’Hello World dell’Apache di Bob, ma non a scaricare file. Alice riesce anche ad iniziare una connessione ssh, ma resta bloccata su SSH2_MSG_KEXINIT:

alice@pc $ ssh bob.pc -vvv
OpenSSH_6.6.1, OpenSSL 1.0.1f 6 Jan 2014
debug1: Reading configuration data /home/alice/.ssh/config
debug1: /home/alice/.ssh/config line 1: Applying options for bob.pc
debug3: ciphers ok: [arcfour]
debug1: Reading configuration data /etc/ssh/ssh_config
debug1: /etc/ssh/ssh_config line 19: Applying options for *
debug2: ssh_connect: needpriv 0
debug1: Connecting to bob.pc [aaa.bbb.ccc.ddd] port 22.
debug1: Connection established.
debug3: Incorrect RSA1 identifier
debug3: Could not load "/home/alice/.ssh/id_rsa" as a RSA1 public key
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_rsa type 1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_rsa-cert type -1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_dsa type -1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_dsa-cert type -1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_ecdsa type -1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_ecdsa-cert type -1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_ed25519 type -1
debug1: identity file /home/alice/.ssh/id_ed25519-cert type -1
debug1: Enabling compatibility mode for protocol 2.0
debug1: Local version string SSH-2.0-OpenSSH_6.6.1p1 Ubuntu-8
debug1: Remote protocol version 2.0, remote software version OpenSSH_6.6.1p1 Ubuntu-8
debug1: match: OpenSSH_6.6.1p1 Ubuntu-8 pat OpenSSH_6.6.1* compat 0x04000000
debug2: fd 3 setting O_NONBLOCK
debug3: put_host_port: [bob.pc]:22
debug3: load_hostkeys: loading entries for host "[bob.pc]:22" from file "/home/alice/.ssh/known_hosts"
debug3: load_hostkeys: found key type ECDSA in file /home/alice/.ssh/known_hosts:98
debug3: load_hostkeys: loaded 1 keys
debug3: order_hostkeyalgs: prefer hostkeyalgs: ecdsa-sha2-nistp256-cert-v01@openssh.com,ecdsa-sha2-nistp384-cert-v01@openssh.com,ecdsa-sha2-nistp521-cert-v01@openssh.com,ecdsa-sha2-nistp256,ecdsa-sha2-nistp384,ecdsa-sha2-nistp521
debug1: SSH2_MSG_KEXINIT sent

La connessione qui è partita, ma sembra che durante l’invio di pacchetti IP più grandi il tutto si blocca.

Alice ha un modem TelecomItalia Alice Gate Wifi, non configurabile, e usa connessione PPPoE 8/35. Dando un’occhiata all’RFC 2516 (A Method for Transmitting PPP Over Ethernet) si legge:

The Maximum-Receive-Unit (MRU) option MUST NOT be negotiated to a
larger size than 1492.  Since Ethernet has a maximum payload size of
1500 octets, the PPPoE header is 6 octets and the PPP Protocol ID is
2 octets, the PPP MTU MUST NOT be greater than 1492

mtu2

Visto che Fastweb UltraFibra (sembra) usi di default un MTU superiore (1500) è necessario che Bob riconfiguri l’interfaccia di rete affinché Alice possa connettersi impostando un Maximum Transmission Unit inferiore:

bob@pc $ sudo ifconfig eth0 mtu 1492

Con questa impostazione Alice può finalmente comunicare con il PC di Bob:

alice@pc $ ssh bob.pc
alice@bob.pc $

 

il 21 December 2014 16.51

17 December 2014

Il gruppo FCM è lieto di comunicare che è stato pubblicato lo

Speciale Blender Volume 1.

Il PDF è scaricabile dal link riportato qui sotto:

Speciale Blender Vol.1 in PDF

Abbiamo prodotto anche la versione epub di questo numero, scaricabile da questo link.

Buona lettura a tutti :)


il 17 December 2014 12.02

Full Circle Magazine n.82

Abbiamo pubblicato il numero 82 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

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Buona lettura! :)


il 17 December 2014 09.59

16 December 2014

Ecco le slide della mia presentazione su Node.js in Debian e Ubuntu all’ubuntu-it meeting tenutosi nel novembre 2014.

darth_wat_grande

Link alla presentazione

Sono un po’ scarne, ma trovate qualche informazione in più fra le note.

Link di approfondimento:

il 16 December 2014 16.00

14 December 2014

Le guide da non perdere - Parte 1

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Il Wiki di Ubuntu-it è un progetto magnifico, tenuto in vita da tutti VOI utenti di Ubuntu, che ogni giorno aggiornate e pubblicate nuove guide.
Questo è solo il primo di una serie di post che metteranno in evidenza alcune delle guide di riferimento da tenere a portata di mano nei segnalibri del proprio browser.. che non si sa mai ;)

Buona lettura!

 

L'installazione di Ubuntu

Sia che siate utenti esperti o alle prime armi, la guida all'installazione di Ubuntu va sempre tenuta d'occhio. Senza perderci in troppe chiacchiere, ecco la prima guida che sicuramente prima o poi servirà a tutti:

Installazione standard | Wiki di Ubuntu-it

 

Dual boot con Windows 8 e tecnologia UEFI

"Buon vecchio Bios, dove sei finito?" Se volete installare Ubuntu in parallelo con Windows 8 e non volete cadere in facili errori, innanzitutto fate riferimento a questa guida, utilissima per capire cosa siano il partizionamento GPT, la modalità Legacy, il Secure Boot e quant'altro vi servirà:

Tecnologia UEFI | Wiki di Ubuntu-it

 

Ubuntu su Mac

"Windows di qua, Windows di là, ma io che ho un Mac?" Detto fatto, ecco qui la guida all'installazione di Ubuntu su sistemi Mac Intel:

Installazione su Mac Intel | Wiki di Ubuntu-it

 

 

A cura del Gruppo Doc

Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!
Post precedenti: Mate desktop: la guida aggiornata - Aggiornamento sezione Notebook

il 14 December 2014 12.37

27 November 2014

Ubuntu & Agile

Paolo Sammicheli (xdatap1)

La scorsa settimana si è tenuto l’Ubuntu-it Meeting, l’incontro semestrale della community Italiana di Ubuntu. In quell’occasione ho presentato un talk dal titolo “Ubuntu e Agile”.

Da circa 3 anni mi sto interessando di Lean e Agile. Ho anche preso due certificazioni con la Scrum Alliance : Certified Scrum Master e Certified Scrum Product Owner.

L’argomento Ubuntu e Agile mi ronza nella testa da un po’. Innanzitutto possiamo dire con sicurezza che il ciclo di sviluppo di Ubuntu segue decisamente un modello Agile: la cadenza semestrale, la continuous integration con le build giornaliere, il continuous delivery, ecc

Ho poi riflettuto sulla storia di Ubuntu che va dal 2004 al 2008 circa. Diciamo entro la 10.04, momento in cui viene cambiato il logo, la visual identity ed è stato annunciato Unity. Le distribuzioni Linux dal 2004 al 2008 si assomigliavano molto. Diciamocelo pure: erano tutte uguali. Si, ok, Debian e derivate hanno i pacchetti deb, Red Hat e derivate hanno i pacchetti rpm, ecc.

Ma qualsiasi distribuzione installavi tra il 2004 e il 2008 alla fine ti piazzava lì GNOME 2 (o KDE), Firefox, OpenOffice, Gimp, ecc.

Cambiavano gli sfondi, cambiavano i colori, ma alla fine quella era l’esperienza utente. Le differenze erano minime: il sistema dei pacchetti, l’installer… cos’altro? Qualche tool, come yast in Suse. Poi? A me non viene in mente molto altro.

Il gap da colmare per passare da una distro all’altro era minimo. Se una distro non ti piaceva ti salvavi la home da qualche parte, reinstallavi, ripristinavi la home e nel giro di poche ore eri di nuovo operativo. Se eri stato furbo ed avevi messo la root e la home su due partizioni diverse era ancora più semplice, non dovevi nemmeno salvarti la home. Parlando markettaro il livello di “retain” di una distribuzione era bassissimo. Se un utente si stufava cambiava facilmente. Qualcuno cambiava spesso solo per il gusto di cambiare.

E allora qual’è stato il motivo di successo di Ubuntu? Perché da un momento in poi questa distribuzione ha raccolto più della metà degli utenti Linux sul desktop? (per le statistiche, guardatevi le slide).

La cadenza semestrale? Il nome e la filosofia così accattivante? Il colore marrone? Cosa?

La mia ipotesi è che uno dei motivi fondamentali per cui Ubuntu ha avuto il successo che ha avuto è dovuto alla sua Agilità: la cadenza, l’organizzazione dei rilasci, i feedback utenti, l’automazione nelle build, Launchpad, ecc. Nelle slide (pag. 43-45) trovate un parallelo tra i 12 principi Agili e Ubuntu.

Adesso ho bisogno di voi: quali sono stati i motivi del successo di Ubuntu secondo voi? Perché una cosa è sicura: il software no.

Ci sentiamo nei commenti :)


il 27 November 2014 22.55

25 November 2014

Ubumeeting Bologna 2014

Jeremie Tamburini

Evvai col meeting!

Qualcosa di leggero e via.

Sarebbe stato uno dei migliori di tutti quelli che ho seguito. Begli argomenti, relatori piNpanty, saletta sold out e tante belle cose… se solo non avessi avuto la sciagura di avere il posto vicino al Colangelo.
Che ha il Colangelo che non va? ..direte voi. Ve lo dico io, bisbiglia. Oh, ma bisbiglia di brutto!
E non solo, essendo stato accanto al Padovani ha finito per coinvolgerlo e alla fine anche lui ha bisbigliato di brutto.
E quindi? E quindi non ho sentito niente di quello che hanno detto i relatori.
L’aria era elettrica, si vedeva che da quei talk sarebbe uscito qualcosa di epocale e, a giudicare dalle facce soddisfatte degli astanti, così è stato. E io invece l’unica cosa che ho sentito è stata:”cip cip cip cip cip cip cip cip cip cip..” con accento abruzzese. Mannaggia :(

Durante una pausa mi ero illuso di aver sistemato la faccenda, provocandogli un attacco di ridolina quando gli ho chiesto:”ehi! Hai mai visto su YouTube il video di Peter Griffin con l’attacco di tosse?”. Lui è entrato in apnea e ingenuamente ho pensato “vai è fatta, sistemato!”. Macchè, si è subito ricomposto e ridai col: cip cip cip cip cip cip cip cip cip cip…

…però alla fine l’ho perdonato 8)
Aveva con se un notebook di quelli veramente stilosi, con il quale ha generosamente condiviso una partita di rugby… dove alcune persone che l’unica cosa che avevano di italiano erano le divise dell’Alitalia, sono riuscite a tenere testa alla corazzata sudafricana.
Mi sono talmente emozionato che.. come dire.. ho incominciato anch’io a bisbigliare. Oh, ma bisbigliare di brutto! Ero davvero insopportabile.

L’Italia rischia di passare in vantaggio contro il Sudafrica. Visibile soddisfazione nell’angolo vicino alla finestra.

Purtroppo la visione di quel bel match ha avuto un risvolto un po’ negativo. Le esose richieste in termini di banda di quel filmato streaming Full HD, devono aver mandato in tilt il WiFi dell’Hotel Ramada. Risultato: lungo blackout delle connessioni.
Data la tipologia di persone presenti, in quella stanza c’era un rapporto di dispositivi wireless pro capite del tipo 5 a 1. La cosa ha generato un leggero, leggerissimo malumore. Forse è meglio non rivangare troppo e chiuderla qui….

Mi sono poi in un secondo momento informato sugli argomenti dei talk:

  • Pietro Albini ci ha ricordato che se riesci a rimediare in tempi rapidissimi i problemi derivanti da una falla di sicurezza del software Drupal, ci penseranno in un secondo momento i sysadmin a bloccare il sito per svariati giorni per constatare che effettivamente era già stato posto rimedio. Peccato per quella media di 30000 download andati persi, ma vabbe’.. la sicurezza è sicurezza.
  • Paolo Sammicheli ha fatto un interessante parallelo fra le metodologie agili e lo sviluppo di Ubuntu e altro. Spero ne tragga un articolo perché ci sono elementi di riflessione a gogo. Rilasci semestrali, la piattaforma Launchpad, test frequenti e automatizzati, codice di condotta, nessuna differenza fra prodotto “enterprice” e comunitario, ecc.. Sicuri che nel panorama linuxiano pre 2004 Ubuntu non abbia portato qualcosa di nuovo? …ah no giusto, è solo marketing :P
  • Dario Cavedon ci ha incoraggiati a tenere alta la bandiera dello spam ;D Un degli argomenti di spicco è l’utilizzo dei social media (Facebook, Twitter, Google+) e delle storie che un tempo popolavano il nostro Planet. Infondo basta poco per ripopolarlo ;)
  • Leo Iannacone ci ha fatto vivere forse i momenti più divertenti. Ha sapientemente sfruttato la scusa di esaltare alcune brillanti funzionalità di Node.js per, in realtà, finire ad ironizzare sulla logica del linguaggio di programmazione che ne sta alla base… il JavaScript. Signori, se dovesse saltare una puntata di Crozza, niente paura! Basta mostrare alcuni esempi di sintassi e logica JavaScript… risate assicurate :)
  • Enio Gemmo è stato per questo meeting l’ambasciatore di un’altra straordinaria realtà presente nel panorama dei software: LibreOffice. Il suo è stato un excursus a tutto tondo sulle evoluzioni del software e delle attività connesse (vedi ancheLibreItalia). Se in ambito desktop il “pinguino” riesce a fare qualche passo in avanti, lo si deve spesso ad un software cruciale come questo in ambito lavorativo!
  • LucaFalavigna & LeoIannacone presentano Deb-o-Matic, “IL” software in grado di introdurre l’automatizzazione nella creazione dei pacchetti .deb. Ne abbiamo apprezzato la genesi, le evoluzioni e gli attuali limiti. Lunga vita a questo utile software!
  • DarioCavedon & AndreaColangelo hanno concluso lo show con una discussione incentrata sulle opportunità di creare o meno un’associazione o comunque utilizzare uno strumento adeguato per gestire donazioni, alla stregua di quello che viene fatto in altre comunità. Il dibattito è ancora aperto.

Al prossimo meeting! ;)


il 25 November 2014 18.26

17 November 2014

Mate desktop - la guida aggiornata

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

La guida all'installazione di Mate è ora disponibile per tutte le versioni supportate di Ubuntu.

 

 

Mate è un fork del progetto Gnome 2 e fornisce un ambiente desktop intuitivo e leggero per gli utenti Linux.
È l'ambiente desktop predefinito di Ubuntu Mate, una derivata ancora non ufficiale di Ubuntu (probabilmente lo diventerà presto).

L'esperienza di Ubuntu 10.04

Quanti ricordano il vecchio stile di Ubuntu 10.04 e 10.10? Qualcuno ricorda la 10.10 come una delle versioni più efficienti di Ubuntu dei tempi passati. Se la nostalgia vi attanaglia e volete un desktop "classico" senza troppi fronzoli, allora Mate è quello che fa per voi.

Installazione di Mate su Ubuntu e derivate

"Devo re-installare il sistema o posso installare Mate sulla mia esistente versione di Ubuntu?"
"Posso installare Mate su Ubuntu 12.04?"

Non è necessario installare Ubuntu Mate per provare Mate, basta seguire la guida Wiki di Ubuntu-it e si, Mate può essere installato anche sulla 12.04 e su qualunque altra derivata ufficiale di Ubuntu.

 

Dunque non perdiamoci in ulteriori chiacchiere e buon Mate a tutti!

 

A cura del Gruppo Doc
- partecipa anche tu! -

il 17 November 2014 16.18

16 November 2014

Categoria: 

A meno di una settimana dall'ubuntu-it meeting di Bologna di sabato 22 novembre, in cui avremo ospite Enio Gemmo di LibreItalia, l'associazione italiana che promuove la diffusione di LibreOffice, abbiamo deciso di intervistare il Presindente, Sonia Montegiove.

 

Ciao Sonia, raccontaci chi sei e cosa fai, per i 4-5 lettori distratti che ancora non lo sapessero...

Sono una informatica per professione e passione: lavoro come analista programmatrice presso il Sistema Informativo della Provincia di Perugia, faccio parte del gruppo di coordinamento del progetto di migrazione a LibreOffice delle PA dell'Umbria LibreUmbria, scrivo per diverse testate che parlano di tecnologia come Tech Economy e Girl Geek Life. Sono tra i soci fondatori dell'associazione di volontariato LibreItalia che intende promuovere il software libero e LibreOffice oltre che l'openness in generale.

Tra le cose che ho fatto nel tempo libero negli ultimi mesi e di cui vado fiera c'è l'ebook “La Rete e il fattore C – competenze, consapevolezze, conoscenze”, che ho curato insieme a Emma Pietrafesa e Flavia Marzano su rischi e opportunità della Rete, e un altro ebook che uscirà nelle prossime settimane per Tech Economy “10 personaggi in cerca di LibreOffice”, una guida gratuita all'uso del programma adatta anche a principianti.

 

L'iniziativa "LibreUmbria@scuola" a cui hai contribuito ha vinto "eGov 2014", che premia l'innovazione nella Pubblica Amministrazione. Quale è stata la motivazione?

LibreUmbria@Scuola è stato premiato per il modo innovativo in cui la PA è entrata nella scuola portando cultura digitale e, in questo caso, software libero. Il progetto, infatti, è stato realizzato dal Centro di Competenza sull'Open Source regionale, in collaborazione con gli altri Enti facenti parte del progetto LibreUmbria ed ha visto l'organizzazione di seminari su ragazzi e tecnologia oltre a corsi in aula multimediale su LibreOffice rivolti a docenti e insegnanti del terzo circolo didattico di Perugia (scuola dell'infanzia e primaria). Abbiamo proposta una sorta di gemellaggio a costo quasi zero tra PA e scuola, con le prime che hanno messo a disposizione personale (quindi competenze) e buone pratiche a favore della scuola, troppo spesso in difficoltà proprio per mancanza di competenze informatiche.

 

Sonia, sei Presidente di LibreItalia, l'associazione italiana per sostenere la diffusione di LibreOffice, la suite libera per ufficio più diffusa al mondo. Come è nata l'idea dell'associazione?

L'idea di costituirci in associazione è nata, anche grazie al sostegno del nostro presidente onorario nonché tra i padri fondatori di The Document Foundation Italo Vignoli, subito dopo il successo di LibreUmbria che si è esteso a macchia d'olio ad altre PA ed aziende. La community italiana di LibreOffice è molto attiva ed ha su Google Plus un “posto” dove 2mila500 persone ogni giorno condividono problemi e soluzioni, si aiutano, si incoraggiano, si confrontano. E' una realtà così bella e viva che ci auguriamo possa trovare nell'associazione un appoggio in più per poter mettere in pratica azioni utili a sostenere la diffusione di LibreOffice e del software libero in generale oltre che dei formati aperti. Possiamo dire che l'idea di una associazione era sentita da molti, visto che nel giro di soli due mesi abbiamo avuto oltre 150 adesioni.

 

Quali sono gli interlocutori principali a cui si rivolge LibreItalia?

LibreItalia è stata definita “la casa degli utenti di LibreOffice” perché vuole riunire tutte le persone che usano il programma (o lo vogliono utilizzare) ma vorremmo che potesse diventare la casa di chi nell'importanza della conoscenza condivisa, della collaborazione e della condivisione ci crede tanto da impegnare un po' di tempo libero nel sostenerne la diffusione.

 

Quali sono i progetti in corso e quelli futuri di LibreItalia?

Siamo partiti con un carico di idee e progetti che ci auguriamo possano coinvolgere attivamente tutti i soci. Vogliamo promuovere LibreOffice nelle scuole dove stiamo attivando alcune esperienze pilota utili a creare esperienze replicabili in diversi territori; desideriamo dare buone motivazioni alle PA per scegliere software libero e formati aperti (per questo abbiamo di recente contattato Agid e abbiamo fatto proposte concrete); vogliamo sostenere la diffusione della ECDL open source; ci piacerebbe attivare momenti di informazione e formazione sul software libero, sui formati aperti e sugli open data; desideriamo organizzare corsi di formazione gratuiti, anche in e-learning, per sviluppatori e utenti finali di LibreOffice. Abbiamo costituito dei gruppi di lavoro e il prossimo 29 novembre organizzeremo a Bologna la prima conferenza italiana di LibreOffice, finalizzata a conoscerci oltre anche di persona oltre che in Rete e ad iniziare questo bel viaggio insieme.

 

In cosa consiste la proposta inviata da LibreItalia a "La buona scuola" dal titolo "Crescere a pane e software libero"?

Con la partecipazione con un nostro position paper a La buona scuola abbiamo voluto “ricordare” che si può crescere, appunto, a pane e software libero fin da bambini, imparando proprio sui banchi di scuola l'importanza dei valori che sono alla base dell'open source. Valori che favoriscono un uso consapevole delle tecnologie e degli strumenti che i ragazzi hanno a disposizione.

 

LibreOffice ha le stesse funzioni delle più note suite per ufficio proprietarie, cosa manca ancora per fare il "salto di notorietà"?

Manca “cultura digitale”, una cosa di cui oggi fortunatamente si è cominciato a parlare e che rappresenta un ostacolo alla diffusione non solo del software libero ma di qualunque innovazione. La maggior parte delle persone non conosce il significato di open source, confuso troppo spesso con “gratis” e, pertanto, non di valore. Il nostro compito è quello di portare, anche attraverso l'uso dei social network che ad esempio con LibreUmbria hanno fatto la differenza, queste tematiche alla gente comune, quella che non è dentro le community e non sa di cosa stiamo parlando. Bisogna far capire che non si può rinunciare ad avere un approccio critico alla tecnologia e agli strumenti digitali che usiamo, perché, come abbiamo detto durante l'ultimo Linux Day, liberi digitali non si nasce ma lo si può diventare.  

 

Grazie Sonia, è stato un piacere averti ospite, ci sentiamo presto! :-)

il 16 November 2014 09.13

11 November 2014

Telegram is a cloud-based messaging app that focus on security and speed. Its primary competitor is WhatsApp, which cares more about money than users’ privacy. Telegram is free, open source, and cares about the user.

You can find a Telegram app for every mobile platform: Android, iOS, Windows Phone, Ubuntu Touch too (unofficial). Thanks to its openness, we could use it on desktops too, thanks to third party apps like Webogram (Chrome extension), Sigram (Linux native client), and others. Recently the team released the official desktop apps: a web version along with native clients for Linux, Windows, and Mac OS X.

SaperBramate tells us more about Telegram, a good read before installing it!

Install Telegram for Linux

You can download Telegram for Linux from the official website. It will detect the operating system you use and offer you a download button that suits your needs.

Once downloaded, you can see that you don’t have a package (.deb, .rpm, or whatever), but a compressed archive (.tar.xz). If you extract the archive, you see two executables: Telegram, the application itself, and Updater, unsurprisingly the executable that lets you update the application. This means that you can’t have an application for Telegram, but only a precompiled binary.

 

But wait…we’re on Linux!

 

How to use Telegram for Linux as an application

Being on Linux means that, if you know how to do it, you can do whatever you want. And this is a case in which things are easy, although they might seem scary.

We will make Telegram for Linux available to our user only, to make things easier (i.e. avoid problems with permissions). I also assume that you are using GNOME or Unity, as things will change with other desktop environments.

First of all, extract the archive you downloaded previously from the Telegram website and place it in your home directory. Than open a terminal window and create the only file needed for our desktop environment to recognize Telegram as an application:

nano .local/share/applications/telegram.desktop

This will open the nano editor to create a new file. The contents of the file are like the following:

[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Name=Telegram
Exec=/home/username/Telegram/Telegram
Icon=/home/username/Telegram/telegram128.png
Type=Application
Categories=Network;

Let me explain this a little bit. First of all, we’re adding a new Desktop Entry of Application type. We’re calling it Telegram (the Name property) and setting the path to the executable (Exec) and icon.

But man, I don’t have any telegram128.png in my Telegram folder!

I know, but you can download it here:

Telegram for Linux icon

Right-click to download

Now, download the icon, save it into your Telegram folder, replace username with your own username in your desktop file’s paths, save it with Ctrl+O, confirm the name with Enter, then exit with Ctrl+X.

You’re done! Easy enough, wasn’t it? Check it out yourself!

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il 11 November 2014 17.43
Categoria: 

GNOME è un progetto per lo sviluppo di un ambiente desktop ed applicazioni per esso che dal 1999 punta a fornire un'esperienza migliore per gli utenti.
Esso è usato come ambiente grafico predefinito dalla derivata ufficiale "Ubuntu GNOME", ed alcune delle sue applicazioni sono parte fondamentale di Ubuntu.

In questi giorni il Progetto GNOME si è trovato ad affrontare un' enorme problema con Groupon, celebre azienda che offre sconti su una moltitudine di attività, dai viaggi ai pasti.
Quest'ultima ha infatti lanciato pochi giorni fa un dispositivo chiamato "Groupon GNOME", un POS basato su un tablet e altre tecnologie proprietarie.

Il nome GNOME è un trademark di proprietà della GNOME Foundation, che prontamente ha richiesto alla nota azienda di scegliere un nome alternativo per il dispositivo. Groupon, dal canto suo, ha risposto inviando 28 richieste di nuovi trademark tutti riferiti al nome GNOME.
Il comportamento dell'azienda rappresenta una palese violazione del marchio registrato dalla GNOME Foundation, nonché un affronto ad una delle più importanti comunità nel panorama del Software Libero. Rilasciare un dispositivo basato completamente su software chiuso con il nome di un importante progetto open-source trae in inganno gli utenti ed è un'insulto per tutti coloro che contribuiscono o hanno contribuito al progetto.
Quest'atto è pericoloso non solo per il progetto GNOME, ma per tutta la comunità che sostiene i progetti di Software Libero e Open Source, che in virtù della propria natura ha spesso difficoltà nel rispondere a comportamenti aggressivi da parte di grandi aziende come Groupon.

La comunità italiana di Ubuntu sostiene il progetto GNOME in questa campagna di sensibilizzazione e invita tutti i sostenitori del Software Libero a donare anche una piccola somma per la copertura delle spese legali che GNOME dovrà sostenere per difendere i propri diritti.
Per maggiori informazioni visitate l'annuncio del progetto GNOME.

il 11 November 2014 17.20

Aggiornamento sezione Notebook

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Nemmeno il tempo per godersi l'aggiornamento del Wiki per Utopic che il Gruppo Documentazione aiutato da alcuni utenti si è messo subito all'opera per rinnovare il look e la disposizione dei contenuti della sezione Notebook!

 

La sezione Notebook è un utile elenco di guide in cui sono riportati i resoconti sull'installazione di Ubuntu (o di una sua derivata ufficiale) su un dato modello di notebook/netbook.

Un certo numero di guide sono già presenti, molte però sono riferite a portatili testati con versioni vecchie di Ubuntu.

 
 

In ogni guida sono elencate le specifiche tecniche, l'hardware riconosciuto e le procedure per superare eventuali problemi riscontrati.
Ogni utente, seguendo un modello di riferimento, può con facilità completare in breve tempo i contenuti riferiti al suo portatile.

Tutto questo fa della sezione Notebook un punto di riferimento sia per sapere se il proprio hardware sarà compatibile con Ubuntu, sia come guida all'acquisto di un nuovo portatile!

 

Quindi, se hai un portatile e utilizzi Ubuntu o una sua derivata, aiutaci a mantenere viva la sezione Notebook, pubblicando il tuo resoconto:

  • Controlla la sezione Notebook: verifica se la pagina relativa al tuo modello debba ancora essere creata oppure aggiornata.

  • Crea un account: per editare il Wiki occorre un account Launchpad, se ancora non ce l'hai crealo a questo indirizzo.

  • Scrivi la guida: prendendo la pagina NotebookModello come esempio, crea una pagina nuova (o di prova se la guida già esiste e va aggiornata).

  • Segnala nel forum: una volta fatto segnalalo nella sezione gruppo doc che revisionerà la pagina.

 

Create la vostra guida e tutti ve ne saranno grati  :)

il 11 November 2014 14.58

07 November 2014

Ho molte istanze in diversi cloud, anche approfittando di alcune offerte gratuite per sviluppatori: Amazon Web Services (AWS), Digital Ocean, HP Cloud, ma anche cloud regionali come Moresi.Com, Enter o le mie istanze virtuali sui miei sistemi in housing.

Insomma, un bel po’ di sistemi Linux distribuiti nel mondo, forse come molti informatici.  E su questo si incastra il problema di avere la mia identità e quella dei miei utenti/sviluppatori distribuita in questi sistemi. Mentre in una intranet avrei usato LDAP senza esitazioni, creare un LDAP esposto ad Internet potrebbe non essere una buona idea.

Allora come fare a risolvere questo problema e contemporaneamente avere un ottimo livello di sicurezza? La risposta potrebbe essere quella di usare il nuovo modulo NSS per SecurePass.

Fino ad adesso SecurePass è stato sempre usato come un “two factor authentication” nel cloud, soltanto sfruttando la parte di autenticazione nel sistema operativo. Ma la nuova versione beta è in grado di ospitare gli “extended attributes”, che sono informazioni arbitrarie che un amministratore o una applicazione puo’ usare per ogni utente di SecurePass.

Useremo SecurePass per autenticare l’utente e tenere le informazioni Unix atttraverso questa nuova funzionalità. In particolare, useremo:

  • il sottosistema PAM per autenticare gli utenti via RADIUS
  • il nuvo modulo NSS di SecurePass per ottenere informazioni di UID/GID/….

SecurePass e gli extended attributes

La prossima generazione del servizio SecurePass (attualmente in beta) è in grado di ospitare informazioni arbitrarie per ogni profilo utenti. Questa funzionalità è chiamata “Extended Attributes” (o xattrs) e -come potete immaginare- sono organizzate in modalità chiave/valore.

Dovete avere i SecurePass tools per modificare gli extended attributes di un utente. Le nuove release di Debian Jessie and Ubuntu Vivid Vervet, avranno un pacchetto per questo, quindi potrete fare:

# apt-get install securepass-tools

Per altre distribuzioni Linux (o Unix), potete usare il python package installer (PIP) per installare i tools. Installate come pre-requisito pycurl e poi:

# pip install securepass-tools

Anche se i SecurePass tools hanno la possibilità di avere un file di configurazione locale, per questo tutorial raccomandiamo di creare un file /etc/securepass.conf, in modo da essere usato anche dal modulo NSS. Il file di configurazione e’ simile a quanto sotto:

[default]
app_id = xxxxx
app_secret = xxxx

Dove app_id e app_secrets sono API keys valide per accedere a SecurePass beta.

Attraverso la riga di comando, saremo in grado di impostare UID, GID e tutti gli attributi Unix per ogni utente:

# sp-user-xattrs user@domain.net set posixuid 1000

Mentre  posixuid e’ l’attributo minimo per avere un login su Unix con il modulo NSS, i seguenti attributi sono validi:

  • posixuid → UID dell’utente
  • posixgid → GID dell’utente
  • posixhomedir → Home directory
  • posixshell → Shell preferita
  • posixgecos → Gecos (il default è lo username)

Installazione e configurazione del modulo NSS SecurePass

Similmente a quanto avviene per i tools, Debian Jessie e Ubuntu Vivid Vervet hanno un pacchetto nativo per SecurePass

# apt-get install libnss-securepass

Per le precedenti releases di Debian e Ubuntu, ma anche per CentOS e RHEL, è sempre possibile installare il modulo. I sorgenti sono disponibili su:

https://github.com/garlsecurity/nss_securepass

Poi:

./configure
make
make install (solo Debian/Ubuntu)

Per CentOS/RHEL/Fedora bisogna installare il modulo NSS nel posto giusto:

/usr/bin/install -c -o root -g root libnss_sp.so.2 /usr/lib64/libnss_sp.so.2
ln -sf libnss_sp.so.2 /usr/lib64/libnss_sp.so.2

Il file di configurazione /etc/securepass.conf va esteso per avere le informazioni di default per il modulo NSS. Bisogna creare una sezione [nss] come da basso:

[nss]
realm = mydomain.com
default_gid = 100
default_home = "/home"
default_shell = "/bin/bash"

Il realm va impostato come quello registrato su SecurePass, il modulo NSS farà append del dominio/realm corrispondente all’utente Unix. Io preferisco impostare il GID corrispondente al gruppo “users”, che di solito su Linux è il gruppo 100. Fate in modo che questo gruppo esista a livello di sistema operativo. Se non si impostano i default su home e shell, i default dei default sono “/home” e “/bin/false”

Dobbiamo ora configurare il Name Service Switch (NSS) per usare SecurePass. Cambiamo il file  /etc/nsswitch.conf aggiungendo “sp” alla riga passwd come segue:

$ grep sp /etc/nsswitch.conf
passwd:     files sp

Controllate che il sottosistema NSS stia funzionando con il modulo SecurePass facendo una query alla tabella passwd come segue:

$ getent passwd user
user:x:1000:100:My User:/home/user:/bin/bash
$ id user
uid=1000(user)  gid=100(users) groups=100(users)

A questo punto abbiamo configurato gli utenti a sistema operativo, ma gli stessi non potranno collegarsi perche’ manca una password corrispondente. Useremo SecurePass per autenticare gli utenti.

Configurare PAM per SecurePass

Se stai usando CentOS o RHEL, bisogna avere EPEL configurato. Per attivare EPEL, seguite le istruzioni su http://fedoraproject.org/wiki/EPEL

La configurazione seguente non è stata provata con SE-Linux abilitato (controllate che sia disabilitato o in modalita’ permissive).

Su CentOS/RHEL, installate il modulo PAM RADIUS con:

# yum -y install pam_radius

Su Debian/Ubuntu, installate il modulo PAM RADIUS con:

# apt-get install libpam-radius-auth

Nota: al momento della scrittura del presente articolo, EPEL 7 è ancora in beta e non contiene il modulo PAM RADIUS. E’ stata fatta una richiesta attraverso il Bugzilla di RedHat per includere questo pacchetto in EPEL 7

Accediamo all’interfaccia di amministrazione SecurePass e aggiungiamo un nuovo device RADIUS. Dobbiamo solo settare l’IP Pubblico del server, un fully qualified domanin name (FQDN) e la secret pass per l’autenticazione Radius. Se siete sotto NAT, questo corrisponde all’IP pubblico di uscita dei pacchetti. Dopo l’aggiunta avremo un piccolo riassunto con i dati del device appena aggiunto. Per questo esempio, useremo “secret”.

Configurate il modulo PAM RADIUS attraverso il file /etc/pam_radius.conf e aggiungete le seguenti righe:

radius1.secure-pass.net secret 3
radius2.secure-pass.net secret 3

Ovviamente “secret” è la stessa che abbiamo impostato attraverso l’interfaccia di amministrazione di SecurePass administration interface. A questo punto bisogna modificare il file di configurazione di PAM.

In CentOS, modificate il file /etc/pam.d/password-auth-ac; in Debian/Ubuntu modificate il file /etc/pam.d/common-auth ed assicuratevi che il modulo pam_radius_auth.so sia nella lista.

auth required pam_env.so
auth sufficient    pam_radius_auth.so try_first_pass
auth sufficient pam_unix.so nullok try_first_pass
auth requisite pam_succeed_if.so uid >= 500 quiet
auth required pam_deny.so

Conclusioni

E’ difficile avere a che fare con tante istanze Linux distribuite; ci sono problemi che spaziano dal mantenere il software sempre aggiornato, al logging centralizato fino alla gestione delle utenze. Nel cloud, infatti, non è sempre possibile usare i software che tradizionalmente venivano usati nelle intranet. Alcuni tools, come SecurePass, possono aiutare nella gestione quotidiana.

Per poter accedere alla Beta di SecurePass, bisogna attivare SecurePass su: http://www.secure-pass.net/open

E successivamente mandare una mail a support@secure-pass.net richiedendo l’accesso alla beta.

il 07 November 2014 16.31

05 November 2014

After a very long wait, I recently released Pinterest for WordPress 1.0, which was a great improvement over the previous 0.3 version in that its code had been completely rewritten, the three separate widgets merged into one, and shortcodes were introduced, allowing you to put Pinterest widgets in posts and pages.

New update: 1.0.1

Today comes a new update voted to internationalization: Pinterest for WordPress 1.0.1 introduces Lithuanian translation! Thanks to shookees for the contribution.

Along with the new language, this little patch moves the Pinterest script at the end of the wp_footer action instead of wp_head to improve performances. Although it is loaded asynchronously, loading the script in the <head> may cause performance issues in heavy websites and basically we don’t need to load Pinterest badges early.

 

Download Pinit 1.0.1

How to contribute

Pinit, Pinterest for WordPress, is maintained by me and supported by the WordPress Italy+ community on Google+. If you want to give your own contribution to the project, head over to the GitHub repository, have a look at the open issues and join the discussion or directly try to close them after forking the repository. Then, submit a pull request and wait for the review.

You can follow the same steps to submit new translations. See WordPress Codex to learn how to translate a plugin.

We need also some graphics to enhance Pinit’s page in the WordPress Plugins Directory and inside WordPress Admin, so feel free to contact me if you please.

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il 05 November 2014 12.10

24 October 2014

ubuntu-it al Linux Day 2014

Ubuntu-it Newsletter

Categoria: 

Logo del Linux Day 2014 La Comunità Italiana di Ubuntu sarà presente al Linux Day 2014,

 

Al Linux Day di Roma, organizzato da Roma2LUG, Flavia Weishizzi e Luca Ferretti, terranno il talk "this=that… ovvero MIR, un display server per domarli tutti", parlando di MIR, il discusso progetto Ubuntu che  sostituirà X.org.

Al Linux Day di Milano, organizzato dalla "Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri (SIAM)",  ci sarà uno spazio dedicato a Ubuntu e alla Comunità, presidiato da Monia Spinelli, che terrà il talk "Ubuntu e ubuntu-it: Passione, lavoro, divertimento e curriculum" (alle ore 10.00).

Al Linux Day di Pordenone, organizzato da PN LUG, ci sarà uno spazio dedicato a Ubuntu, alla Comunità e a Ubuntu Touch, con Paolo Garbin e Sergio Zanchetta.

Al Linux Day di Schio, organizzato da AVi LUG, ci sarà uno spazio dedicato a Ubuntu, alla Comunità e a Ubuntu Touch, dimostrazioni pratiche con i Nexus 4 "motorizzati da Ubuntu Touch", con Carla Sella e Dario Cavedon.

 

Le nostre valorose persone saranno a disposizione per qualsiasi domanda su Ubuntu, di cui è appena uscita la release 14.10 Utopic Unicorn, sulla Comunità e su come contribuire a rendere la nostra amata distribuzione Linux sempre più bella.

Vi aspettiamo!

il 24 October 2014 12.50

23 October 2014

Categoria: 

Dopo settimane di riscrittura e revisione delle innumerevoli pagine del Wiki, abbiamo oggi portato a termine l'aggiornamento alla Documentazione della comunità italiana di Ubuntu.
È con enorme soddisfazione che il Gruppo Documentazione festeggia il rilascio di Ubuntu 14.10 Utopic Unicorn e per farlo desideriamo ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno contribuito!
Grazie a tutti voi che avete aggiornato guide o fatto segnalazioni sul Forum.

 

 

Certo, non è stato possibile revisionare tutto (il Wiki è davvero grande!) ma molto lavoro è stato fatto.

Ecco alcune guide revisionate o create per l'occasione:

Per una panoramica più completa delle revisioni fare riferimento alla pagina GruppoDocumentazione/LavoroSvolto.

Non possiamo ringraziare personalmente ognuno di voi, sicuramente ci dimenticheremmo qualcuno. Grazie di cuore a tutti e ricordatevi che il Gruppo Documentazione ha sempre bisogno di una mano.

Come sempre, se vorrete aggiornare una guida, scriverne una nuova o correggere eventuali errori sarete i benvenuti!

 

il 23 October 2014 21.13

22 October 2014

Debian hangs during boot

Mattia Migliorini

This morning I came to work a hour earlier than usual. I started my work PC and waited for it to boot into Debian Jessie. And waited… waited… waited…

This sounds strange, doesn’t it? It generally boots rather quickly. In fact Debian hangs during boot with this message:

A start job is running for Create Volatile Files and Directories

Followed by a timer and no limit. You can leave it there, but it does not finish and just hangs there. So, let’s try understand the problem.

 

The problem

The problem here is quite obvious: in the previous session you updated systemd to version 215-5+b1. If you have a look at your system’s /tmp directory (you can’t do it now, but we’ll do it later for sake of knowledge), you find out that it’s bloated. Here’s the bug report.

Edit

As OdyX points out in the comments, the real problem has to do only with the /tmp directory and is caused by a bug in system-config-printer, and systemd is responsible only to expose the problem.

 

The solution

Thankfully, the solution is pretty straightforward. Reboot your computer with Ctrl+Alt+Del and wait for Grub to load, then press e to edit Debian’s entry. After the line with /boot/vmlinuz... add the following:

--add rw init=/bin/bash

And press F10 to boot. Debian will load as a shell with root permissions, so you can do whatever you want (but be careful, because you can cause big issues too!

Now it’s time to check your /tmp directory:

ls -l /tmp

You should wait some minutes until it finishes, and the output may scare you. It’s bloated, as I told you before. What can you do now? Just remove and recreate it.

rm -rf /tmp
mkdir /tmp
chmod 1777 /tmp

Now restart your PC and check it out: Debian will boot correctly!

 

Conclusion

Is systemd ready to go towards a Debian stable release? I don’t think so. The team has to work hard to accomplish this step. So, good luck guys, and please test it a little more next time!

See edit above.

 

Source: Debian User Forums

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il 22 October 2014 08.05

20 October 2014

Pinit, Pinterest for WordPress, is a handy plugin that lets you add Pinterest badges to your website quickly and with no effort.

Today I released the first complete version of this plugin, which was around since 30/10/2013. Although it had only a few widgets and was not so powerful, it has been appreciated by more than 800 people in one year of life. But now it’s time to change! With this new 1.0 release you can leverage the simplicity, lightness and power of Pinit.

 

Download Pinit

Features

Pinit 1.0, or Pinterest for WordPress, includes only one widget to let you add three different Pinterest badges to your website’s sidebar:

  • Pin Widget
  • Profile Widget
  • Board Widget

Interested in adding badges to your posts and pages too? New in this version are three shortcodes:

  • Pin Shortcode [pit-pin]
  • Profile Shortcode [pit-profile]
  • Board Shortcode [pit-board]

 

Pinit Shortcodes Usage

Here is a little reference for the shortcodes.

 

Pin Shortcode

The Pin Shortcode [pit-pin] lets you add the badge of a single pin to your posts and pages and accepts only one argument:

  • url: the URL to the pin (e.g. http://www.pinterest.com/pin/99360735500167749/)

Example:

[pit-pin url="http://www.pinterest.com/pin/99360735500167749/"]

 

Profile Shortcode

With the Profile Shortcode [pit-profile] you can add a Pinterest profile’s badge to your WordPress. It accepts up to four arguments:

  • url: the URL to the profile (e.g. http://www.pinterest.com/pinterest/)
  • imgWidth: width of the badge’s images. Must be an integer. Defaults to 92.
  • boxHeight: height of the badge. Must be an integer. Defaults to 175.
  • boxWidth: width of the badge. Defaults to auto.

Example:

[pit-profile url="http://www.pinterest.com/pinterest/" imgWidth="100" boxHeight="300" boxWidth="200"]

 

Board Shortcode

The Board Shortcode [pit-board] lets you add a Board badge to your pages and posts. It accepts the same arguments of the Profile Shortcode:

  • url: the URL to the profile (e.g. http://www.pinterest.com/pinterest/pin-pets/)
  • imgWidth: width of the badge’s images. Must be an integer. Defaults to 92.
  • boxHeight: height of the badge. Must be an integer. Defaults to 175.
  • boxWidth: width of the badge. Defaults to auto.

Example:

[pit-board url="http://www.pinterest.com/pinterest/pin-pets/" imgWidth="100" boxHeight="300" boxWidth="200"]

 

Languages

Pinterest for WordPress is currently available in 3 different languages:

You can submit new translations with a pull request to the GitHub repository or by email to deshack AT ubuntu DOT com.

 

Conclusion

Feel free to submit issues to the GitHub repository or the official support forum. If you like this plugin, you can contribute back to it simply by leaving a review.

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il 20 October 2014 13.19

17 October 2014

Il Linux Day a Pordenone

Paolo Garbin (paolettopn)

linuxday_logoQuesta manifestazione è nata nel 2001 per iniziativa diDavide Cerri e Antonio Gallo dell’ Italian Linux Society (ILS), con lo scopo di valorizzare la rete dei LUG italiani organizzando una manifestazione di portata nazionale ma allo stesso tempo delocalizzata sul territorio. La prima edizione del Linux Day si è tenuta il 1º dicembre 2001 in circa quaranta città sparse su tutto il territorio nazionale.

Questa è la quattordicesima edizione della principale manifestazione di promozione di GNU/Linux e del Software Libero in Italia.

Decine di appuntamenti nelle principali città italiane per conoscere, capire, condividere ed approfondire la cultura che ha cambiato e continua a cambiare il nostro mondo. Decine di appuntamenti legati insieme da un filo conduttore comune: “la Libertà Digitale”.

Ma basta un solo giorno, seppure intenso, per raccontare tutta l’innovazione offerta da Linux, dal Software Libero e dal modello Open Source?

Assolutamente no! Per questo ed altri motivi il Pordenone Linux User Group ha deciso di creare, con un importante sforzo organizzativo assieme al Polo Tecnologico ‘Andrea Galvani’ di Pordenone e con il patrocinio del Comune di Pordenone, questa nuova iniziativa per offrire un percorso articolato in più eventi.

Quando, Dove, Contatti

Per poter seguire da vicino le conferenze e tutto il programma del nostro evento, vi consigliamo di effettuare la VOSTRA REGISTRAZIONE tramite il modulo presente su questo sito.

 INGRESSO LIBERO

Conferenze

1. Virtualizzazione con Proxmox VE (Stefano Morandi & Roberto Colonello)
2. Sicurezza delle reti e dei sistemi (Andrea Zwirner)
3. Linux embedded (Andrea Scian)
4. OpenWRT e applicazioni (Sergio Zanchetta & Marco Gaiarin )
5. Utilizzo e amministrazione di Asterisk (Giuseppe Fabiano)

6. I FabLab in FVG: dall’idea al progetto (Carlo Fonda)
7. Associazione Terraé (Enrico Mattiuzzi, Loris Piva)
8. IDempiere, il gestionale Open Source per tutti (Marco Longo)
9. Le comunità digitali… (Giovanni Longo)

 Locandina

Locandina_LD_2014

Collabora con noi e aiutaci a diffondere questo nostro evento, stampando e distribuendo liberamente in proprio il volantino del Linux Day 2014 in formato A5.

il 17 October 2014 05.42

04 October 2014

When you want to install Ubuntu in dual boot with Windows 8, you need to take into account that you can encounter some problems. Today I’ll tell you an anecdote and explain how you can fix the following problem: grub doesn’t start on a Ubuntu 14.04 dual boot with Windows 8.1.

The story

A week ago I installed Ubuntu 14.04, codenamed Trusty Tahr, alongside Windows 8.1 on a friend of mine’s computer. I did not install the available updates upon installation, to make it faster. Everything worked well: UEFI did not cause any trouble, both Ubuntu and Windows started as expected. I then installed the Italian locale packages and postponed the updates.

Today I finally found the time to update the installed packages. Once installed, I restarted the computer in order to apply and test the update. And here comes the surprise: grub didn’t start, the pc booted Windows directly.

Solve the problem: grub doesn’t start

We have a problem, but fortunately Windows is not compromised. So, let’s go and fix the problem.

What you need

If grub doesn’t start, we can’t access Ubuntu directly. Here’s what you need:

  • a live Linux distribution either on a CD/DVD or on an USB stick;
  • a little bit of patience.

Nothing else? Exactly, that’s it.

First try: Boot Repair

The first thing you can do is using Boot Repair to reinstall grub with all the options you need. You can find instructions about how to install and use Boot Repair in the Ubuntu Community Help Wiki.

How to solve the problem

Most probably the first attempt with Boot Repair didn’t solve the problem. But we are Linux users, so we can find a solution by searching in the Web and with a little bit of luck.

Boot into your live Linux distro (from now on we’re going to call it just “Live”) and open GParted or any other partition manager it has. Look for your Ubuntu system partition and write down somewhere its file name (that in the form /dev/sdxn, in my case /dev/sda7) and its filesystem. We’ll call it /dev/sda7, but keep in mind to change it when you type down the commands.

Chroot into your system

First things first: chroot into your system to execute the actions needed to fix the issue. Open the terminal, login as root and mount Ubuntu. Replace /dev/sda7 with your partition, and ext4 with the filesystem of your partition.

sudo su
cd /
mount -t ext4 /dev/sda7 /mnt
mount -t proc proc /mnt/proc
mount -t sysfs sys /mnt/sys
mount -o bind /dev /mnt/dev

If your /boot directory is on a different partition from your /, you’ll also need to mount that partition with the following command (remember to replace ext4 and /dev/sda2:

mount -t ext4 /dev/sda2 /mnt/boot

Now it’s time to move into the mounted system, which is your Ubuntu installation:

chroot /mnt /bin/bash

If it returns the error chroot: cannot run command '/bin/bash': Exec format error, this usually indicates that you booted with one architecture (e.g. 32bit) and are trying to chroot into another (e.g. x86_64), so you need to use a Live that has the same architecture.

At this point it is useful to add a remainder to the prompt:

source /etc/profile
export PS1="(chroot) $PS1"

And make sure /etc/mtab is up to date:

grep -v rootfs /proc/mounts > /etc/mtab

Change UEFI boot order

Here the point is to change the order in which UEFI boots the system. First of all, have a look at the current order:

efibootmgr -v

This will output something like this:

BootCurrent: 0005
Timeout: 0 seconds
BootOrder: 2002,0004,0000,0001,2003,2001
Boot0000* ubuntu   HD(2,e1800,82000,0a543b96-7861-11e2-8d38-d60b12dec0bc)File(\EFI\ubuntu\shimx64.efi)
Boot0001* Ubuntu   HD(2,e1800,82000,0a543b96-7861-11e2-8d38-d60b12dec0bc)File(\EFI\ubuntu\grubx64.efi)RC
Boot0002* EFI Network 0 for IPv6 (7C-05-07-9C-F6-18)    ACPI(a0341d0,0)PCI(1c,2)PCI(0,0)MAC(7c05079cf618,0)030d3c000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000004000000000000000000000000000000000RC
Boot0003* EFI Network 0 for IPv4 (7C-05-07-9C-F6-18)    ACPI(a0341d0,0)PCI(1c,2)PCI(0,0)MAC(7c05079cf618,0)IPv4(0.0.0.0:00.0.0.0:0,0, 0RC
Boot0004* Windows Boot Manager   HD(2,e1800,82000,0a543b96-7861-11e2-8d38-d60b12dec0bc)File(\EFI\Microsoft\Boot\bootmgfw.efi)WINDOWS.........x...B.C.D.O.B.J.E.C.T.=.{.9.d.e.a.8.6.2.c.-.5.c.d.d.-.4.e.7.0.-.a.c.c.1.-.f.3.2.b.3.4.4.d.4.7.9.5.}....................
Boot0005* EFI DVD/CDROM (TSSTcorp CDDVDW SN-208DN)   ACPI(a0341d0,0)PCI(1f,2)03120a00020000000000CD-ROM(1,11a6,1680)RC
Boot2001* EFI USB Device   RC
Boot2002* EFI DVD/CDROM   RC
Boot2003* EFI Network   RC

Here you can identify the names of the devices and operating systems that are recognized by UEFI. In the example above, we want to prioritize shim, which is the first signed bootloader for Ubuntu, the component responsible for loading grub.

How can we achieve this? By simply typing the following command into our terminal:

efibootmgr -o 0000

Be sure to replace 0000 with the number in BootXXXX on the same line of the file directive \EFI\ubuntu\shimx64.efi.

Conclusion

We did it! Exit your terminal, reboot the computer. If all went well, you will now be able to see grub at the startup.

If something went wrong, please report it in a comment below.

 

Sources:

Photo courtesy of ryneslat

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il 04 October 2014 17.47

24 September 2014

Full Circle Magazine n.81

Abbiamo pubblicato il numero 81 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Ruby On Rayls
  • How-to: Programmare in Python – Parte 51
  • How-to: LibreOffice – Parte 34: Barra laterale sperimentale
  • How-to: Migliorare la sicurezza di Ubuntu con Lynis
  • How-to: Blender – Parte 10a
  • How-to: Inkscape – Parte 21
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Raid a casa – Parte 2
  • Linux Lab: Fare backup con Back in Time
  • La mia storia
  • Recensione: LXLE Linux
  • Recensione libro: Super Scratch Programming
  • Resoconto Software: Sulle tue dita
  • Lettere
  • Sicurezza
  • Giochi Ubuntu: Limbo
  • Giochi Ubuntu: Joe Danger 2 The Movie
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 24 September 2014 15.02

Full Circle Magazine n.81

Abbiamo pubblicato il numero 81 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Ruby On Rayls
  • How-to: Programmare in Python – Parte 51
  • How-to: LibreOffice – Parte 34: Barra laterale sperimentale
  • How-to: Migliorare la sicurezza di Ubuntu con Lynis
  • How-to: Blender – Parte 10a
  • How-to: Inkscape – Parte 21
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Raid a casa – Parte 2
  • Linux Lab: Fare backup con Back in Time
  • La mia storia
  • Recensione: LXLE Linux
  • Recensione libro: Super Scratch Programming
  • Resoconto Software: Sulle tue dita
  • Lettere
  • Sicurezza
  • Giochi Ubuntu: Limbo
  • Giochi Ubuntu: Joe Danger 2 The Movie
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 24 September 2014 11.51

17 September 2014

Windows applications sometimes fail to load. But why? It’ll not tell you, it will instead show a generic and pointless “Application Error” message. Inside this message you will read something like this:

The application was unable to start correctly (0xc0000142). Click OK to close the application.

The only thing you can do here is close the application and search on the Internet for that cryptic error code. And maybe it’s the reason why you are reading this post.
It’s not that easy to find a solution to this problem, but I found it thanks to Up and Ready and want to share it with you.

The problem

Windows tells you that the application was unable to start. You can try a hundred times, but the error does not solve itself magically, because it’s not casual. The problem is that the ddl that launches the application is unsigned or digitally no longer valid. And it’s not up to you, maybe you just downloaded the program from the official site.

The solution

To solve the Application Error you need an advanced Windows Sysinternals Tool called Autoruns for Windows. You can download it from the official website.

Windows Application Error Autoruns AppInit

Click on the image to view it full size.

Extract the archive you downloaded, launch autoruns.exe and go to the AppInit tab, which will list all the dll that are unsigned or digitally no longer valid on you computer. Right click each of them, one at a time, go to Properties and rename them. After renaming each of them, try launching the application again to find the problematic dll.

If the previous method didn’t solve the application error, right click on the following entry:

HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Windows\AppInit_Dlls

and click on Jump to entry…

Windows Application Error System Registry Editor

A new window opens: it’s the System Registry Editor. Double click LoadAppInit_DLLs and change the value from 1 to 0. Click OK to confirm and exit. Now launch the compromised program and it’ll start.

Note: some applications may change that value back to 1 after they get launched!

The post Windows: How to Solve Application Error 0xc0000142 and 0xc0000005 appeared first on deshack.

il 17 September 2014 13.07

12 September 2014

ubuntu-it a “Todi Appy Days”

Ubuntu-it Ufficio Stampa

Categoria: 

Logo Todi Appy Days Todi, 25 Settembre 2014

 

La Comunità Italiana di Ubuntu parteciperà il 27 e 28 Settembre 2014 a “Todi Appy Days”, il primo evento in Italia completamente dedicato al mondo delle App.

A Todi, dal 25 al 28 Settembre si terrà “Todi Appy Days”, il primo evento in Italia completamente dedicato al mondo delle App, a cui parteciperà anche la Comunità Italiana di Ubuntu, con un proprio stand e talk. Ubuntu-it presenterà una serie di interventi su “Ubuntu Touch”, il nuovo sistema per dispositivi mobili (tablet e smartphone) che sarà rilasciato ufficialmente entro l’anno, grazie ad accordi commerciali con fornitori leader del settore.

 

Fabio Lalli, CEO di IQUII e direttore tecnico di Appy Days dice: “Sarà il primo evento italiano, dedicato alle applicazioni mobile, al weareable tech e all'internet of things, durante il quale si potranno vedere e provare le tecnologie applicate alla vita di tutti i giorni e come queste cambiano le nostre abitudini.”

 

I molti appuntamenti in calendario spazieranno, dall’area tecnico culturale all’intrattenimento, con tanti appuntamenti speciali. E se seminari, workshop, lab, incontri tecnici e corsi di formazione accenderanno l’interesse dei professionisti, ad APPassionare i curiosi ci penseranno tornei di games per mobile, challenge e contest fotografici, dove le uniche fotocamere consentite saranno quelle dei dispositivi mobili e il fotoritocco sarà possibile solo con le App. Senza dimenticare iniziative ad hoc per le scuole e uno spazio riservato ai più piccoli. Chi vuole invece esplorare le ultime frontiere delle nuove tecnologie non vorrà perdere la speciale area dedicata alla Realtà Aumentata.

 

La Comunità Italiana di Ubuntu avrà un proprio spazio espositivo all’interno della manifestazione nello spazio "Tech", e parteciperà alcuni incontri sul tema “Ubuntu Touch”. Sabato 27, dalle ore 16, presso la “Sala Affrescata”, Dario Cavedon del Gruppo Promozione ubuntu-it, presenterà “Ubuntu su dispositivi tablet e smartphone, la prossima Rivoluzione”, illustrando il design, le principali caratteristiche e la filosofia di “Ubuntu Touch”. A seguire, Carla Sella, del Gruppo Test ubuntu-it, parlerà de “La Quality Assurance su Ubuntu Touch” e come tutti possono contribuirvi. Domenica 28, dalle ore 12, presso la “Sala delle Ceramiche”, Giulio Collura del Gruppo Sviluppo ubuntu-it, terrà il talk “Ubuntu Touch: Sviluppo App e Convergenza”, su come si sviluppa una app su Ubuntu Touch e quali sono gli strumenti a disposizione.

 

Sia sabato 27 che domenica 28 settembre, ubuntu-it avrà un proprio stand, dove si potranno ricevere tutte le informazioni sul progetto “Ubuntu Touch”, su come iniziare a sviluppare una app, e si potranno provare in anteprima assoluta italiana alcuni Nexus 4 con Ubuntu Touch.

 

Gli interessati potranno seguire lo svolgimento dell'evento anche da casa tramite i più diffusi social network, tramite l'hashtag #TodiAppyDays.

 

Ulteriori informazioni e il programma completo di “Todi Appy Days” sono disponibili sul sito dell’evento.

il 12 September 2014 14.33

09 September 2014

FSF_logoLa Free Software Foundation (FSF) e il progetto Debian il giorno 8 settembre hanno annunciato la loro cooperazione per espandere e scambiare tra loro dei dati tramite un progetto h-node, un database per aiutare gli utilizzatori ad imparare e condividere le informazioni riguardanti i computer che utilizzano e funzionano con un sistema operativo che utilizza solo software libero.

debian_logoDiversamente dagli altri database che contengono liste di hardware compatibili con GNU/Linux, le liste degli hardware compatibili presenti su h-node riguardano l’hardware che non richiede nessun software o firmware proprietario. Vengono incluse le informazioni sull’hardware utilizzato nei test, in modo che gli utenti possano scegliere quale utilizzare. Il database contiene singoli componenti, come wifi e schede video, nonché la lista completa dei computer notebook.
(trad. cit. Debian project site)

Il progetto h-node mira alla costruzione di un database di hardware allo scopo di identificare quali dispositivi funzionino con un sistema operativo completamente libero. Il sito h-node.org è strutturato come una wiki in cui tutti gli utenti possono inserire nuovi contenuti o modificare i contenuti già presenti. Il progetto h-node è sviluppato in collaborazione e come attività della FSF.
(cit. h-node.org project site)

A questo punto non vi resta che controllare se l’hardware che intendete acquistare prossimamente sia realmente utilizzabile con solo software e firmware libero!

il 09 September 2014 11.03

07 September 2014

Benvenuta WordPress ver. 4.0,  “Benny Goodman”!

wordpress-40Già dal 4 settembre scorso, era stata resa disponibile al pubblico la versione 4.0 beta di WordPress, denominata “Benny,” nome preso dal musicista jazz Benny Goodman.
Da qualche giorno, è possibile effettuare l’aggiornamento di versione, utilizzando la versione stabile, definitiva.

Per tutte le informazioni riguardanti questa nuova versione e per i rilasci dei vari ‘bug-fix’, potete trovare le informazioni nel WordPress Blog, e vedere il Changelog per la versione 4.0.

Nella Versione 4.0, la versione del database (db_version in wp_options) è stata cambiata a 29630, e la revisione dei Trac cambia a 29710.

Buon aggiornamento!

il 07 September 2014 13.28