19 December 2014

Ubuntu Inside(r)

Dario Cavedon (iced)

London, February 6th, 2015 with a lot of old and new friends... See you there +Carla Sella+Riccardo Padovani and... ;-)


il 19 December 2014 20.29

Tutto comincia così. Un paio di settimane fa mi scrive +David Planella di Canonical, dicendomi più o meno una roba del tipo "Ciao Dario, sai già che tra poco lanceremo il primo smartphone con Ubuntu. Beh, per ringraziarti del tuo impegno, vorremmo che tu fossi tra i primi ad averne uno tra le mani".

Non ci potevo credere che a) David Planella mi scrivesse una mail (credo sia la prima volta) e b) che potessi mettere le mani su un Ubuntu Phone. Ho respirato profondamente e atteso un tempo abbastanza lungo che mi permettesse di conservare una certa dignità. Gli ho risposto dopo 5 minuti: Sììììììììììì! :-)

Oggi ho quindi partecipato a un hangout privato (vedi la foto del tweet), insieme a un altro po' di persone di Canonical e della Comunità, tra cui la mitica +Carla Sella+Joey-Elijah Sneddon di OMGUbuntu! +Rupinder Mann+Cristian Parrino ci hanno dato alcune news in anteprima sulla prossima uscita dell'ubuntufonino

A quest'ora tutti voi saprete già: sarà il BQ Aquaris E4.5, uno smartphone molto interessante come prezzo e caratteristiche, venduto dalla spagnola BQ, già sul mercato con Android. L'uscita è per la prima settimana di Febbraio 2015, e sarà venduto direttamente sul sito web dell'azienda.



Secondo quanto spiegato da Cristian, la versione di Ubuntu su BQ Aquaris sarà un po' diversa da quella usata finora per lo sviluppo, e che gira sui Nexus. Alcune di queste caratteristiche le abbiamo viste dal vivo mentre ascoltavamo Rupinder e Cristian, come per esempio un "aggregatore di scope" (gli scope sono i pannelli in cui sono aggregati i contenuti presenti sul telefonino, o disponibili in Rete).

I più attenti già sapevano che il telefonino sarebbe stato un BQ, +Jane Silber (CEO di Canonical) aveva postato questo tweet. (No, quelle NON sono scatole di scarpe! :-)


Per adesso gli smartphone BQ saranno disponibili solo in Europa, venduti da BQ sul loro sito. Sicuramente Canonical e BQ puntano sul mercato europeo, sapendo (sperando?) che è quello più entusiasta all'idea di comprare un telefonino "made in Ubuntu": l'anno scorso, il 40% dei finanziatori del (fallito) progetto "Ubuntu Edge" erano dall'Europa.

Il passo successivo saranno sicuramente gli USA e la Cina, dove Canonical e China Mobile hanno appena lanciato un'iniziativa destinata a giovani studenti e imprenditori.

Dopo 2 anni di duro lavoro, ormai mancano solo pochi giorni al lancio di Ubuntu. Uno sforzo enorme per Canonical, e anche per la Comunità che - se ha nutrito finora sentimenti contrastanti su Ubuntu Phone - potrebbe adesso trovare nuovo vigore con il concretizzarsi del Progetto.
il 19 December 2014 10.54

17 December 2014

Il gruppo FCM è lieto di comunicare che è stato pubblicato lo

Speciale Blender Volume 1.

Il PDF è scaricabile dal link riportato qui sotto:

Speciale Blender Vol.1 in PDF

Buona lettura a tutti :)


il 17 December 2014 12.02

Full Circle Magazine n.82

Abbiamo pubblicato il numero 82 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Sed e Sondaggio lettori
  • How-to: Programmare in Python – Parte 52
  • How-to: LibreOffice – Parte 35: La Galleria
  • How-to: Connettere un dispositivo iOS
  • How-to: Blender – Parte 10b
  • How-to: Inkscape – Parte 22
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Tool SMART: prevenire la rottura dei dischi
  • Recensione: ESET NOD32 antivirus 4 per Linux
  • Cos’è: Moneta virtuale – parte 1
  • Lettere
  • Domande e Risposte
  • Sicurezza
  • Giochi Ubuntu: BIT.TRIP PRESENTS… Runner 2
  • Giochi Ubuntu: Serious Sam 3 BFE
  • Giochi Ubuntu: Proteus
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 17 December 2014 09.59

16 December 2014

Ecco le slide della mia presentazione su Node.js in Debian e Ubuntu all’ubuntu-it meeting tenutosi nel novembre 2014.

darth_wat_grande

Link alla presentazione

Sono un po’ scarne, ma trovate qualche informazione in più fra le note.

Link di approfondimento:

il 16 December 2014 16.00

14 December 2014

Le guide da non perdere - Parte 1

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Il Wiki di Ubuntu-it è un progetto magnifico, tenuto in vita da tutti VOI utenti di Ubuntu, che ogni giorno aggiornate e pubblicate nuove guide.
Questo è solo il primo di una serie di post che metteranno in evidenza alcune delle guide di riferimento da tenere a portata di mano nei segnalibri del proprio browser.. che non si sa mai ;)

Buona lettura!

 

L'installazione di Ubuntu

Sia che siate utenti esperti o alle prime armi, la guida all'installazione di Ubuntu va sempre tenuta d'occhio. Senza perderci in troppe chiacchiere, ecco la prima guida che sicuramente prima o poi servirà a tutti:

Installazione standard | Wiki di Ubuntu-it

 

Dual boot con Windows 8 e tecnologia UEFI

"Buon vecchio Bios, dove sei finito?" Se volete installare Ubuntu in parallelo con Windows 8 e non volete cadere in facili errori, innanzitutto fate riferimento a questa guida, utilissima per capire cosa siano il partizionamento GPT, la modalità Legacy, il Secure Boot e quant'altro vi servirà:

Tecnologia UEFI | Wiki di Ubuntu-it

 

Ubuntu su Mac

"Windows di qua, Windows di là, ma io che ho un Mac?" Detto fatto, ecco qui la guida all'installazione di Ubuntu su sistemi Mac Intel:

Installazione su Mac Intel | Wiki di Ubuntu-it

 

 

A cura del Gruppo Doc

Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!
Post precedenti: Mate desktop: la guida aggiornata - Aggiornamento sezione Notebook

il 14 December 2014 12.37
Il 22 novembre scorso ero a Bologna per l'ubuntu-it meeting, l'appuntamento semestrale della Comunità Italiana di Ubuntu. Sapete, un paio di volte l'anno è divertente trovarsi nello stesso luogo con persone che si frequentano solo virtualmente, tramite email o social network. Anzi, direi che la parte migliore della vita comunitaria è proprio questa.

Beh, di come è andata al meeting ve ne ha già raccontato +Jeremie Tamburini, che del resoconto dei meeting ha fatto la specializzazione del suo blog. :-)

+Paolo Sammicheli ha poi scritto un post per spiegare perché Ubuntu ha vinto la battaglia dei desktop Linux - o come ha puntualizzato qualcuno - "hanno vinto gli utenti". Oh! parliamo sempre dell'1% del mercato desktop, anche se si parla di decine di milioni di installazioni. Consiglio a tutti la lettura del post di Paolo.

Il mio intervento

Vorrei spendere due parole sul mio intervento al meeting, intitolato appunto "5 (cinque) comportamenti giusti per promuovere Ubuntu". Mi capita infatti di leggere di persone che - animate dai più nobili intenti per la diffusione del Software Libero - si lasciano andare a comportamenti poco Ubuntu: in questo modo, invece di portare beneficio, si creano solo danni. Vediamo in breve alcuni spunti.


Ubuntu ha un proprio Codice di Condotta, che consiste in una serie di semplici regole su come agire al meglio all'interno della Comunità. Le persone che contribuiscono attivamente a Ubuntu sono tenute a firmarlo, e tutti possono condividerne lo spirito, improntato al rispetto reciproco e alla collaborazione. Mettere in pratica queste regole anche quando si supportano le persone nel passaggio a Linux, le aiuta a superare l'angusto scalino di apprendimento.

"Ubuntu è la porta arancione" per entrare nel mondo Linux: tutti quelli che si avvicinano a Linux, all'inizio si avvicinano a Ubuntu. Quindi la Comunità Ubuntu deve essere preparata ad accogliere queste persone.

Questo primo comportamento è alla portata di tutti, qualunque sia il livello di conoscenza tecnica dell'argomento.


Si tratta di crescere una foresta, a cominciare da quando germoglia il seme (installazione). Chi diffonde Ubuntu deve quindi nutrire adeguatamente il terreno e tenere pulita l'aria, mantenendo sano l'ecosistema. Purtroppo c'è gente che si diverte a veder bruciare il mondo, per il solo gusto di farlo. Polemiche, flame, RTFM e via dicendo sono da evitare assolutamente perché spaventano le persone e le allontana da Ubuntu e da Linux.

Mantenere sano l'ecosistema vuole anche dire parlare bene di Ubuntu (e di Linux e del Software Libero), senza perdere troppo tempo a parlare male degli altri sistemi - i loro uffici marketing fanno già un ottimo lavoro, è inutile aiutarli.

Anche questo comportamento è alla portata di tutti, qualunque sia il livello di conoscenza tecnica dell'argomento.


Qui alziamo il livello di difficoltà: trovare punti di incontro con altri progetti del Software Libero o della Cultura Libera in genere o di qualsiasi altro campo.

Quest'anno al meeting di Bologna era presente +Enio Gemmo di LibreItalia, neonata associazione che promuove LibreOffice in Italia, con cui da qualche mese abbiamo cominciato un proficuo scambio di collaborazioni e interventi.

Per diffondere al meglio Ubuntu, si devono creare connessioni sempre più connessioni con tutte le realtà del Software Libero presenti in Italia, sconfinando anche in campi diversi.

Questo punto è tutto da sviluppare, se avete idee e collaborazioni fatevi avanti!


Raccontare storie è una delle attività più antiche dell'uomo, che ancora adesso appassiona milioni di persone. Ubuntu è fatto di moltissime storie, le storie delle persone che usano Ubuntu, le storie delle persone che contribuiscono a Ubuntu, in Italia e in tutto il mondo. Eravamo molto bravi a raccontare queste storie, adesso abbiamo perso un po' la mano - il Planet di ubuntu-it sembra un noioso monologo.

Diffondere bene Ubuntu è raccontare queste storie, la nostra passione. Anche questo comportamento è alla portata di tutti, bisogna trovare il tempo per raccontare queste storie, che altrimenti vanno perdute.



Infine, l'attività più difficile e rischiosa: la guerriglia, certo un po' diversa da quella che insegnava e praticava e il Comandante. Sto parlando della guerriglia marketing, una tecnica di pubblicità che permette di promuovere un prodotto con poco budget. Questa è un'attività che comporta uso coordinato e sistematico delle risorse, meglio se in modo clamoroso e virale.

Per farlo serve una buona preparazione iniziale e un coordinamento generale al momento dell'esecuzione. Anche per questo, se avete idee, fatevi avanti! :-)

Come avete visto, nella maggior parte dei casi si tratta di mettere in pratica comportamenti semplici, che però possono fare la differenza. Provateci!

Se avete idee e proposte, e avete tempo per impegnarvi in prima persona, scrivetemi! 

La mia presentazione completa

 
il 14 December 2014 08.25

05 December 2014

Musica libera, questa sconosciuta.

Dario Cavedon (iced)



L'altra sera ero a Schio, per tenere quello che è stato il mio ultimo talk (credo) per il 2014. La serata era sulla musica libera, quella protetta da licenza Creative Commons (o simili), che si può ascoltare, scaricare e copiare liberamente e gratuitamente da Internet. Per intendersi, quella che si trova su siti come Jamendo o Magnatune, giusto per citare i due più famosi, ma ce ne sono anche molti altri.

La cosa più divertente della serata è stata la discussione che ho avuto con un signore in prima fila, che ignorava totalmente la musica libera, ma che - da quanto ho capito - scaricava allegramente senza tanti patemi quella protetta da Copyright. Prima (e anche dopo) il talk, questo signore sosteneva che è "colpa dei siti internet se io scarico la musica, come posso sapere se loro l'hanno copiata o comprata?".

Questo pensiero è sbagliato per almeno un paio di motivi

  1. secondo la legge italiana si acquista un disco (coperto da copyright) per uso personale, per ascoltarlo in casa e basta - qualsiasi altro uso non si può - e non parlo neanche che sia reato o meno
  2. un artista che produce un'opera d'autore è giusto sia compensato acquistandone le opere

Quest'ultimo punto è un po' più debole del primo, perché credo che un artista - come chiunque altro - debba guadagnarsi la pagnotta giorno per giorno, e quindi esibirsi dal vivo cantando e suonando.

Poi, piuttosto che copiare musica coperta da copyright, che sia reato o no, è meglio ascoltare, scaricare e copiare musica rilasciata con Creative Commons. In questo modo si fa cadere l'accusa di pirateria, impugnata poi ciclicamente in ogni campagna di censura, e si abbassano i prezzi (=se pochi comprano, il prezzo cala della musica cala, è la legge del mercato).

E magari ogni tanto, comprare pure qualche canzone degli artisti che credono nella musica libera.

 
il 05 December 2014 12.21

28 November 2014


Sabato 29 novembre prossimo ci saranno ben due appuntamenti che vedranno la partecipazione di ubuntu-it: "Open Source Day 2014" a Udine e "Codemotion" a Milano.

Open Source Day a Udine

Il primo è una manifestazione organizzata da AsCI (Associazione Cultura Informatica) ed IGLU (Gruppo Linux Udine), in collaborazione con DITEDI (DIstretto TEcnologie DIgitali) dell'Università di Udine, che si terrà dalle 9 alle 18 presso il Polo Scientifico dell'Università degli Studi di Udine.

All'evento partecipa +Riccardo Padovani, sviluppatore di Ubuntu Phone, che sabato mattina terrà il talk "Ubuntu: il futuro è convergente", una panoramica sullo stato dell'arte di "Ubuntu Phone", il progetto che porterà Ubuntu su smartphone e tablet.

A Udine avrei dovuto essere presente anch'io, purtroppo sul 29 novembre sono confluiti una serie di impegni, a cui si sono aggiunti anche dei piccoli problemi familiari. Mi spiace parecchio, il programma è decisamente ricco... il prossimo anno spero di essere presente.


Codemotion a Milano

Il secondo evento è il "Codemotion" di Milano", l'evento ecumenico per tutti i programmatori, che si svolgerà a Milano dal 26 al 29 Novembre. Anche qui ci sarà una delegazione di +Ubuntu-it tra cui sicuramente +Flavia Weisghizzi+Monia Spinelli+Luca Ferretti e +Giulio Collura. Anche Giulio, altro programmatore di Ubuntu Phone, terrà un talk sullo stesso argomento di Riccardo, con un titolo ambizioso "Ubuntu Phone, the community smartphone".

Sono molto contento che a tenere gli interventi a Milano e Udine siano due tra le persone più giovani e in gamba della Comunità, segno che sta avvenendo (lentamente) un salutare ricambio generazionale. 

Se passate da quelle parti, non mancate a questi eventi! :-)





il 28 November 2014 08.02

27 November 2014

Ubuntu & Agile

Paolo Sammicheli (xdatap1)

La scorsa settimana si è tenuto l’Ubuntu-it Meeting, l’incontro semestrale della community Italiana di Ubuntu. In quell’occasione ho presentato un talk dal titolo “Ubuntu e Agile”.

Da circa 3 anni mi sto interessando di Lean e Agile. Ho anche preso due certificazioni con la Scrum Alliance : Certified Scrum Master e Certified Scrum Product Owner.

L’argomento Ubuntu e Agile mi ronza nella testa da un po’. Innanzitutto possiamo dire con sicurezza che il ciclo di sviluppo di Ubuntu segue decisamente un modello Agile: la cadenza semestrale, la continuous integration con le build giornaliere, il continuous delivery, ecc

Ho poi riflettuto sulla storia di Ubuntu che va dal 2004 al 2008 circa. Diciamo entro la 10.04, momento in cui viene cambiato il logo, la visual identity ed è stato annunciato Unity. Le distribuzioni Linux dal 2004 al 2008 si assomigliavano molto. Diciamocelo pure: erano tutte uguali. Si, ok, Debian e derivate hanno i pacchetti deb, Red Hat e derivate hanno i pacchetti rpm, ecc.

Ma qualsiasi distribuzione installavi tra il 2004 e il 2008 alla fine ti piazzava lì GNOME 2 (o KDE), Firefox, OpenOffice, Gimp, ecc.

Cambiavano gli sfondi, cambiavano i colori, ma alla fine quella era l’esperienza utente. Le differenze erano minime: il sistema dei pacchetti, l’installer… cos’altro? Qualche tool, come yast in Suse. Poi? A me non viene in mente molto altro.

Il gap da colmare per passare da una distro all’altro era minimo. Se una distro non ti piaceva ti salvavi la home da qualche parte, reinstallavi, ripristinavi la home e nel giro di poche ore eri di nuovo operativo. Se eri stato furbo ed avevi messo la root e la home su due partizioni diverse era ancora più semplice, non dovevi nemmeno salvarti la home. Parlando markettaro il livello di “retain” di una distribuzione era bassissimo. Se un utente si stufava cambiava facilmente. Qualcuno cambiava spesso solo per il gusto di cambiare.

E allora qual’è stato il motivo di successo di Ubuntu? Perché da un momento in poi questa distribuzione ha raccolto più della metà degli utenti Linux sul desktop? (per le statistiche, guardatevi le slide).

La cadenza semestrale? Il nome e la filosofia così accattivante? Il colore marrone? Cosa?

La mia ipotesi è che uno dei motivi fondamentali per cui Ubuntu ha avuto il successo che ha avuto è dovuto alla sua Agilità: la cadenza, l’organizzazione dei rilasci, i feedback utenti, l’automazione nelle build, Launchpad, ecc. Nelle slide (pag. 43-45) trovate un parallelo tra i 12 principi Agili e Ubuntu.

Adesso ho bisogno di voi: quali sono stati i motivi del successo di Ubuntu secondo voi? Perché una cosa è sicura: il software no.

Ci sentiamo nei commenti :)


il 27 November 2014 22.55

25 November 2014

Ubumeeting Bologna 2014

Jeremie Tamburini

Evvai col meeting!

Qualcosa di leggero e via.

Sarebbe stato uno dei migliori di tutti quelli che ho seguito. Begli argomenti, relatori piNpanty, saletta sold out e tante belle cose… se solo non avessi avuto la sciagura di avere il posto vicino al Colangelo.
Che ha il Colangelo che non va? ..direte voi. Ve lo dico io, bisbiglia. Oh, ma bisbiglia di brutto!
E non solo, essendo stato accanto al Padovani ha finito per coinvolgerlo e alla fine anche lui ha bisbigliato di brutto.
E quindi? E quindi non ho sentito niente di quello che hanno detto i relatori.
L’aria era elettrica, si vedeva che da quei talk sarebbe uscito qualcosa di epocale e, a giudicare dalle facce soddisfatte degli astanti, così è stato. E io invece l’unica cosa che ho sentito è stata:”cip cip cip cip cip cip cip cip cip cip..” con accento abruzzese. Mannaggia :(

Durante una pausa mi ero illuso di aver sistemato la faccenda, provocandogli un attacco di ridolina quando gli ho chiesto:”ehi! Hai mai visto su YouTube il video di Peter Griffin con l’attacco di tosse?”. Lui è entrato in apnea e ingenuamente ho pensato “vai è fatta, sistemato!”. Macchè, si è subito ricomposto e ridai col: cip cip cip cip cip cip cip cip cip cip…

…però alla fine l’ho perdonato 8)
Aveva con se un notebook di quelli veramente stilosi, con il quale ha generosamente condiviso una partita di rugby… dove alcune persone che l’unica cosa che avevano di italiano erano le divise dell’Alitalia, sono riuscite a tenere testa alla corazzata sudafricana.
Mi sono talmente emozionato che.. come dire.. ho incominciato anch’io a bisbigliare. Oh, ma bisbigliare di brutto! Ero davvero insopportabile.

L’Italia rischia di passare in vantaggio contro il Sudafrica. Visibile soddisfazione nell’angolo vicino alla finestra.

Purtroppo la visione di quel bel match ha avuto un risvolto un po’ negativo. Le esose richieste in termini di banda di quel filmato streaming Full HD, devono aver mandato in tilt il WiFi dell’Hotel Ramada. Risultato: lungo blackout delle connessioni.
Data la tipologia di persone presenti, in quella stanza c’era un rapporto di dispositivi wireless pro capite del tipo 5 a 1. La cosa ha generato un leggero, leggerissimo malumore. Forse è meglio non rivangare troppo e chiuderla qui….

Mi sono poi in un secondo momento informato sugli argomenti dei talk:

  • Pietro Albini ci ha ricordato che se riesci a rimediare in tempi rapidissimi i problemi derivanti da una falla di sicurezza del software Drupal, ci penseranno in un secondo momento i sysadmin a bloccare il sito per svariati giorni per constatare che effettivamente era già stato posto rimedio. Peccato per quella media di 30000 download andati persi, ma vabbe’.. la sicurezza è sicurezza.
  • Paolo Sammicheli ha fatto un interessante parallelo fra le metodologie agili e lo sviluppo di Ubuntu e altro. Spero ne tragga un articolo perché ci sono elementi di riflessione a gogo. Rilasci semestrali, la piattaforma Launchpad, test frequenti e automatizzati, codice di condotta, nessuna differenza fra prodotto “enterprice” e comunitario, ecc.. Sicuri che nel panorama linuxiano pre 2004 Ubuntu non abbia portato qualcosa di nuovo? …ah no giusto, è solo marketing :P
  • Dario Cavedon ci ha incoraggiati a tenere alta la bandiera dello spam ;D Un degli argomenti di spicco è l’utilizzo dei social media (Facebook, Twitter, Google+) e delle storie che un tempo popolavano il nostro Planet. Infondo basta poco per ripopolarlo ;)
  • Leo Iannacone ci ha fatto vivere forse i momenti più divertenti. Ha sapientemente sfruttato la scusa di esaltare alcune brillanti funzionalità di Node.js per, in realtà, finire ad ironizzare sulla logica del linguaggio di programmazione che ne sta alla base… il JavaScript. Signori, se dovesse saltare una puntata di Crozza, niente paura! Basta mostrare alcuni esempi di sintassi e logica JavaScript… risate assicurate :)
  • Enio Gemmo è stato per questo meeting l’ambasciatore di un’altra straordinaria realtà presente nel panorama dei software: LibreOffice. Il suo è stato un excursus a tutto tondo sulle evoluzioni del software e delle attività connesse (vedi ancheLibreItalia). Se in ambito desktop il “pinguino” riesce a fare qualche passo in avanti, lo si deve spesso ad un software cruciale come questo in ambito lavorativo!
  • LucaFalavigna & LeoIannacone presentano Deb-o-Matic, “IL” software in grado di introdurre l’automatizzazione nella creazione dei pacchetti .deb. Ne abbiamo apprezzato la genesi, le evoluzioni e gli attuali limiti. Lunga vita a questo utile software!
  • DarioCavedon & AndreaColangelo hanno concluso lo show con una discussione incentrata sulle opportunità di creare o meno un’associazione o comunque utilizzare uno strumento adeguato per gestire donazioni, alla stregua di quello che viene fatto in altre comunità. Il dibattito è ancora aperto.

Al prossimo meeting! ;)


il 25 November 2014 18.26

20 November 2014


Questo mite autunno è la stagione ideale per i ritrovi delle Comunità italiane impegnate nella diffusione del Software Libero.

Cominciamo noi, con l'appuntamento semestrale di "ubuntu-it meeting", sabato 22 novembre a Bologna ci troviamo a quella che è diventata la sede istituzionale dei nostri meeting, l'hotel Ramada Encore di Bologna. Il programma è particolarmente ricco di spunti interessanti, anche per chi non fa parte della Comunità. L'ingresso è libero e gratuito, se siete da quelle parti fate un salto a trovarci. :-)


Una settimana dopo, sabato 29 novembre, sempre a Bologna al Centro Congressi CNR (Area della Ricerca) ci sarà la prima "Conferenza italiana LibreItalia / LibreOffice", degli amici +sonia montegiove  +Enio Gemmo (che sarà presente anche al meeting di ubuntu-it) e +Italo Vignoli. L'accesso alla conferenza è gratuito, ma bisogna prenotare il biglietto - meglio affrettarsi, ce ne sono ancora pochi a disposizione.




A chiudere il ciclo - come mi ha segnalato il grande +Alexjan Carraturo - sabato 13 dicembre a Settimo Torinese, presso la Biblioteca Multimediale Archimede si terrà il "openSUSE Meeting Italia 2014". L'evento vuole "far conoscere openSUSE al grande pubblico, oltre che come punto di ritrovo per coloro che già la conoscono e vogliono approfondire la conoscenza del sistema operativo e delle numerose possibilità di partecipazione attiva offerte dalla comunità". Il programma è ancora da definire (la call for papers è aperta), ma sono sicuro sarà una gran bella giornata.

Tre appuntamenti da non perdere per tutti quelli che vogliono incontrare le persone che ogni giorno contribuiscono a migliorare l'ecosistema del Software Libero italiano. Magari vi viene voglia di darci una mano! :-)


il 20 November 2014 20.23

17 November 2014

Mate desktop - la guida aggiornata

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

La guida all'installazione di Mate è ora disponibile per tutte le versioni supportate di Ubuntu.

 

 

Mate è un fork del progetto Gnome 2 e fornisce un ambiente desktop intuitivo e leggero per gli utenti Linux.
È l'ambiente desktop predefinito di Ubuntu Mate, una derivata ancora non ufficiale di Ubuntu (probabilmente lo diventerà presto).

L'esperienza di Ubuntu 10.04

Quanti ricordano il vecchio stile di Ubuntu 10.04 e 10.10? Qualcuno ricorda la 10.10 come una delle versioni più efficienti di Ubuntu dei tempi passati. Se la nostalgia vi attanaglia e volete un desktop "classico" senza troppi fronzoli, allora Mate è quello che fa per voi.

Installazione di Mate su Ubuntu e derivate

"Devo re-installare il sistema o posso installare Mate sulla mia esistente versione di Ubuntu?"
"Posso installare Mate su Ubuntu 12.04?"

Non è necessario installare Ubuntu Mate per provare Mate, basta seguire la guida Wiki di Ubuntu-it e si, Mate può essere installato anche sulla 12.04 e su qualunque altra derivata ufficiale di Ubuntu.

 

Dunque non perdiamoci in ulteriori chiacchiere e buon Mate a tutti!

 

A cura del Gruppo Doc
- partecipa anche tu! -

il 17 November 2014 16.18

16 November 2014

Categoria: 

A meno di una settimana dall'ubuntu-it meeting di Bologna di sabato 22 novembre, in cui avremo ospite Enio Gemmo di LibreItalia, l'associazione italiana che promuove la diffusione di LibreOffice, abbiamo deciso di intervistare il Presindente, Sonia Montegiove.

 

Ciao Sonia, raccontaci chi sei e cosa fai, per i 4-5 lettori distratti che ancora non lo sapessero...

Sono una informatica per professione e passione: lavoro come analista programmatrice presso il Sistema Informativo della Provincia di Perugia, faccio parte del gruppo di coordinamento del progetto di migrazione a LibreOffice delle PA dell'Umbria LibreUmbria, scrivo per diverse testate che parlano di tecnologia come Tech Economy e Girl Geek Life. Sono tra i soci fondatori dell'associazione di volontariato LibreItalia che intende promuovere il software libero e LibreOffice oltre che l'openness in generale.

Tra le cose che ho fatto nel tempo libero negli ultimi mesi e di cui vado fiera c'è l'ebook “La Rete e il fattore C – competenze, consapevolezze, conoscenze”, che ho curato insieme a Emma Pietrafesa e Flavia Marzano su rischi e opportunità della Rete, e un altro ebook che uscirà nelle prossime settimane per Tech Economy “10 personaggi in cerca di LibreOffice”, una guida gratuita all'uso del programma adatta anche a principianti.

 

L'iniziativa "LibreUmbria@scuola" a cui hai contribuito ha vinto "eGov 2014", che premia l'innovazione nella Pubblica Amministrazione. Quale è stata la motivazione?

LibreUmbria@Scuola è stato premiato per il modo innovativo in cui la PA è entrata nella scuola portando cultura digitale e, in questo caso, software libero. Il progetto, infatti, è stato realizzato dal Centro di Competenza sull'Open Source regionale, in collaborazione con gli altri Enti facenti parte del progetto LibreUmbria ed ha visto l'organizzazione di seminari su ragazzi e tecnologia oltre a corsi in aula multimediale su LibreOffice rivolti a docenti e insegnanti del terzo circolo didattico di Perugia (scuola dell'infanzia e primaria). Abbiamo proposta una sorta di gemellaggio a costo quasi zero tra PA e scuola, con le prime che hanno messo a disposizione personale (quindi competenze) e buone pratiche a favore della scuola, troppo spesso in difficoltà proprio per mancanza di competenze informatiche.

 

Sonia, sei Presidente di LibreItalia, l'associazione italiana per sostenere la diffusione di LibreOffice, la suite libera per ufficio più diffusa al mondo. Come è nata l'idea dell'associazione?

L'idea di costituirci in associazione è nata, anche grazie al sostegno del nostro presidente onorario nonché tra i padri fondatori di The Document Foundation Italo Vignoli, subito dopo il successo di LibreUmbria che si è esteso a macchia d'olio ad altre PA ed aziende. La community italiana di LibreOffice è molto attiva ed ha su Google Plus un “posto” dove 2mila500 persone ogni giorno condividono problemi e soluzioni, si aiutano, si incoraggiano, si confrontano. E' una realtà così bella e viva che ci auguriamo possa trovare nell'associazione un appoggio in più per poter mettere in pratica azioni utili a sostenere la diffusione di LibreOffice e del software libero in generale oltre che dei formati aperti. Possiamo dire che l'idea di una associazione era sentita da molti, visto che nel giro di soli due mesi abbiamo avuto oltre 150 adesioni.

 

Quali sono gli interlocutori principali a cui si rivolge LibreItalia?

LibreItalia è stata definita “la casa degli utenti di LibreOffice” perché vuole riunire tutte le persone che usano il programma (o lo vogliono utilizzare) ma vorremmo che potesse diventare la casa di chi nell'importanza della conoscenza condivisa, della collaborazione e della condivisione ci crede tanto da impegnare un po' di tempo libero nel sostenerne la diffusione.

 

Quali sono i progetti in corso e quelli futuri di LibreItalia?

Siamo partiti con un carico di idee e progetti che ci auguriamo possano coinvolgere attivamente tutti i soci. Vogliamo promuovere LibreOffice nelle scuole dove stiamo attivando alcune esperienze pilota utili a creare esperienze replicabili in diversi territori; desideriamo dare buone motivazioni alle PA per scegliere software libero e formati aperti (per questo abbiamo di recente contattato Agid e abbiamo fatto proposte concrete); vogliamo sostenere la diffusione della ECDL open source; ci piacerebbe attivare momenti di informazione e formazione sul software libero, sui formati aperti e sugli open data; desideriamo organizzare corsi di formazione gratuiti, anche in e-learning, per sviluppatori e utenti finali di LibreOffice. Abbiamo costituito dei gruppi di lavoro e il prossimo 29 novembre organizzeremo a Bologna la prima conferenza italiana di LibreOffice, finalizzata a conoscerci oltre anche di persona oltre che in Rete e ad iniziare questo bel viaggio insieme.

 

In cosa consiste la proposta inviata da LibreItalia a "La buona scuola" dal titolo "Crescere a pane e software libero"?

Con la partecipazione con un nostro position paper a La buona scuola abbiamo voluto “ricordare” che si può crescere, appunto, a pane e software libero fin da bambini, imparando proprio sui banchi di scuola l'importanza dei valori che sono alla base dell'open source. Valori che favoriscono un uso consapevole delle tecnologie e degli strumenti che i ragazzi hanno a disposizione.

 

LibreOffice ha le stesse funzioni delle più note suite per ufficio proprietarie, cosa manca ancora per fare il "salto di notorietà"?

Manca “cultura digitale”, una cosa di cui oggi fortunatamente si è cominciato a parlare e che rappresenta un ostacolo alla diffusione non solo del software libero ma di qualunque innovazione. La maggior parte delle persone non conosce il significato di open source, confuso troppo spesso con “gratis” e, pertanto, non di valore. Il nostro compito è quello di portare, anche attraverso l'uso dei social network che ad esempio con LibreUmbria hanno fatto la differenza, queste tematiche alla gente comune, quella che non è dentro le community e non sa di cosa stiamo parlando. Bisogna far capire che non si può rinunciare ad avere un approccio critico alla tecnologia e agli strumenti digitali che usiamo, perché, come abbiamo detto durante l'ultimo Linux Day, liberi digitali non si nasce ma lo si può diventare.  

 

Grazie Sonia, è stato un piacere averti ospite, ci sentiamo presto! :-)

il 16 November 2014 09.13

14 November 2014


Dialogo avvenuto realmente in una non meglio precisata Scuola Pubblica del Nord Est. 
Alunno: "Mio fratello non vuole che installi LibreOffice per fare le presentazioni perché dice che abbiamo già PowerPoint".
Prof.: "Qui in classe abbiamo solo LibreOffice, quindi potrai esporre benissimo la tua presentazione senza però proiettare niente. È sufficiente che tu ti ricordi a memoria quello che hai scritto nella presentazione. Perché te lo ricordi e lo hai studiato bene, vero?"
Sembra che l'alunno abbia poi convinto il fratello a installare LibreOffice.

(fotogramma tratto da: Pink Floyd - Another Brick In The Wall)
il 14 November 2014 20.50

11 November 2014

Telegram is a cloud-based messaging app that focus on security and speed. Its primary competitor is WhatsApp, which cares more about money than users’ privacy. Telegram is free, open source, and cares about the user.

You can find a Telegram app for every mobile platform: Android, iOS, Windows Phone, Ubuntu Touch too (unofficial). Thanks to its openness, we could use it on desktops too, thanks to third party apps like Webogram (Chrome extension), Sigram (Linux native client), and others. Recently the team released the official desktop apps: a web version along with native clients for Linux, Windows, and Mac OS X.

SaperBramate tells us more about Telegram, a good read before installing it!

Install Telegram for Linux

You can download Telegram for Linux from the official website. It will detect the operating system you use and offer you a download button that suits your needs.

Once downloaded, you can see that you don’t have a package (.deb, .rpm, or whatever), but a compressed archive (.tar.xz). If you extract the archive, you see two executables: Telegram, the application itself, and Updater, unsurprisingly the executable that lets you update the application. This means that you can’t have an application for Telegram, but only a precompiled binary.

 

But wait…we’re on Linux!

 

How to use Telegram for Linux as an application

Being on Linux means that, if you know how to do it, you can do whatever you want. And this is a case in which things are easy, although they might seem scary.

We will make Telegram for Linux available to our user only, to make things easier (i.e. avoid problems with permissions). I also assume that you are using GNOME or Unity, as things will change with other desktop environments.

First of all, extract the archive you downloaded previously from the Telegram website and place it in your home directory. Than open a terminal window and create the only file needed for our desktop environment to recognize Telegram as an application:

nano .local/share/applications/telegram.desktop

This will open the nano editor to create a new file. The contents of the file are like the following:

[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Name=Telegram
Exec=/home/username/Telegram/Telegram
Icon=/home/username/Telegram/telegram128.png
Type=Application
Categories=Network;

Let me explain this a little bit. First of all, we’re adding a new Desktop Entry of Application type. We’re calling it Telegram (the Name property) and setting the path to the executable (Exec) and icon.

But man, I don’t have any telegram128.png in my Telegram folder!

I know, but you can download it here:

Telegram for Linux icon

Right-click to download

Now, download the icon, save it into your Telegram folder, replace username with your own username in your desktop file’s paths, save it with Ctrl+O, confirm the name with Enter, then exit with Ctrl+X.

You’re done! Easy enough, wasn’t it? Check it out yourself!

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il 11 November 2014 17.43
Categoria: 

GNOME è un progetto per lo sviluppo di un ambiente desktop ed applicazioni per esso che dal 1999 punta a fornire un'esperienza migliore per gli utenti.
Esso è usato come ambiente grafico predefinito dalla derivata ufficiale "Ubuntu GNOME", ed alcune delle sue applicazioni sono parte fondamentale di Ubuntu.

In questi giorni il Progetto GNOME si è trovato ad affrontare un' enorme problema con Groupon, celebre azienda che offre sconti su una moltitudine di attività, dai viaggi ai pasti.
Quest'ultima ha infatti lanciato pochi giorni fa un dispositivo chiamato "Groupon GNOME", un POS basato su un tablet e altre tecnologie proprietarie.

Il nome GNOME è un trademark di proprietà della GNOME Foundation, che prontamente ha richiesto alla nota azienda di scegliere un nome alternativo per il dispositivo. Groupon, dal canto suo, ha risposto inviando 28 richieste di nuovi trademark tutti riferiti al nome GNOME.
Il comportamento dell'azienda rappresenta una palese violazione del marchio registrato dalla GNOME Foundation, nonché un affronto ad una delle più importanti comunità nel panorama del Software Libero. Rilasciare un dispositivo basato completamente su software chiuso con il nome di un importante progetto open-source trae in inganno gli utenti ed è un'insulto per tutti coloro che contribuiscono o hanno contribuito al progetto.
Quest'atto è pericoloso non solo per il progetto GNOME, ma per tutta la comunità che sostiene i progetti di Software Libero e Open Source, che in virtù della propria natura ha spesso difficoltà nel rispondere a comportamenti aggressivi da parte di grandi aziende come Groupon.

La comunità italiana di Ubuntu sostiene il progetto GNOME in questa campagna di sensibilizzazione e invita tutti i sostenitori del Software Libero a donare anche una piccola somma per la copertura delle spese legali che GNOME dovrà sostenere per difendere i propri diritti.
Per maggiori informazioni visitate l'annuncio del progetto GNOME.

il 11 November 2014 17.20

Aggiornamento sezione Notebook

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Nemmeno il tempo per godersi l'aggiornamento del Wiki per Utopic che il Gruppo Documentazione aiutato da alcuni utenti si è messo subito all'opera per rinnovare il look e la disposizione dei contenuti della sezione Notebook!

 

La sezione Notebook è un utile elenco di guide in cui sono riportati i resoconti sull'installazione di Ubuntu (o di una sua derivata ufficiale) su un dato modello di notebook/netbook.

Un certo numero di guide sono già presenti, molte però sono riferite a portatili testati con versioni vecchie di Ubuntu.

 
 

In ogni guida sono elencate le specifiche tecniche, l'hardware riconosciuto e le procedure per superare eventuali problemi riscontrati.
Ogni utente, seguendo un modello di riferimento, può con facilità completare in breve tempo i contenuti riferiti al suo portatile.

Tutto questo fa della sezione Notebook un punto di riferimento sia per sapere se il proprio hardware sarà compatibile con Ubuntu, sia come guida all'acquisto di un nuovo portatile!

 

Quindi, se hai un portatile e utilizzi Ubuntu o una sua derivata, aiutaci a mantenere viva la sezione Notebook, pubblicando il tuo resoconto:

  • Controlla la sezione Notebook: verifica se la pagina relativa al tuo modello debba ancora essere creata oppure aggiornata.

  • Crea un account: per editare il Wiki occorre un account Launchpad, se ancora non ce l'hai crealo a questo indirizzo.

  • Scrivi la guida: prendendo la pagina NotebookModello come esempio, crea una pagina nuova (o di prova se la guida già esiste e va aggiornata).

  • Segnala nel forum: una volta fatto segnalalo nella sezione gruppo doc che revisionerà la pagina.

 

Create la vostra guida e tutti ve ne saranno grati  :)

il 11 November 2014 14.58

07 November 2014

Ho molte istanze in diversi cloud, anche approfittando di alcune offerte gratuite per sviluppatori: Amazon Web Services (AWS), Digital Ocean, HP Cloud, ma anche cloud regionali come Moresi.Com, Enter o le mie istanze virtuali sui miei sistemi in housing.

Insomma, un bel po’ di sistemi Linux distribuiti nel mondo, forse come molti informatici.  E su questo si incastra il problema di avere la mia identità e quella dei miei utenti/sviluppatori distribuita in questi sistemi. Mentre in una intranet avrei usato LDAP senza esitazioni, creare un LDAP esposto ad Internet potrebbe non essere una buona idea.

Allora come fare a risolvere questo problema e contemporaneamente avere un ottimo livello di sicurezza? La risposta potrebbe essere quella di usare il nuovo modulo NSS per SecurePass.

Fino ad adesso SecurePass è stato sempre usato come un “two factor authentication” nel cloud, soltanto sfruttando la parte di autenticazione nel sistema operativo. Ma la nuova versione beta è in grado di ospitare gli “extended attributes”, che sono informazioni arbitrarie che un amministratore o una applicazione puo’ usare per ogni utente di SecurePass.

Useremo SecurePass per autenticare l’utente e tenere le informazioni Unix atttraverso questa nuova funzionalità. In particolare, useremo:

  • il sottosistema PAM per autenticare gli utenti via RADIUS
  • il nuvo modulo NSS di SecurePass per ottenere informazioni di UID/GID/….

SecurePass e gli extended attributes

La prossima generazione del servizio SecurePass (attualmente in beta) è in grado di ospitare informazioni arbitrarie per ogni profilo utenti. Questa funzionalità è chiamata “Extended Attributes” (o xattrs) e -come potete immaginare- sono organizzate in modalità chiave/valore.

Dovete avere i SecurePass tools per modificare gli extended attributes di un utente. Le nuove release di Debian Jessie and Ubuntu Vivid Vervet, avranno un pacchetto per questo, quindi potrete fare:

# apt-get install securepass-tools

Per altre distribuzioni Linux (o Unix), potete usare il python package installer (PIP) per installare i tools. Installate come pre-requisito pycurl e poi:

# pip install securepass-tools

Anche se i SecurePass tools hanno la possibilità di avere un file di configurazione locale, per questo tutorial raccomandiamo di creare un file /etc/securepass.conf, in modo da essere usato anche dal modulo NSS. Il file di configurazione e’ simile a quanto sotto:

[default]
app_id = xxxxx
app_secret = xxxx

Dove app_id e app_secrets sono API keys valide per accedere a SecurePass beta.

Attraverso la riga di comando, saremo in grado di impostare UID, GID e tutti gli attributi Unix per ogni utente:

# sp-user-xattrs user@domain.net set posixuid 1000

Mentre  posixuid e’ l’attributo minimo per avere un login su Unix con il modulo NSS, i seguenti attributi sono validi:

  • posixuid → UID dell’utente
  • posixgid → GID dell’utente
  • posixhomedir → Home directory
  • posixshell → Shell preferita
  • posixgecos → Gecos (il default è lo username)

Installazione e configurazione del modulo NSS SecurePass

Similmente a quanto avviene per i tools, Debian Jessie e Ubuntu Vivid Vervet hanno un pacchetto nativo per SecurePass

# apt-get install libnss-securepass

Per le precedenti releases di Debian e Ubuntu, ma anche per CentOS e RHEL, è sempre possibile installare il modulo. I sorgenti sono disponibili su:

https://github.com/garlsecurity/nss_securepass

Poi:

./configure
make
make install (solo Debian/Ubuntu)

Per CentOS/RHEL/Fedora bisogna installare il modulo NSS nel posto giusto:

/usr/bin/install -c -o root -g root libnss_sp.so.2 /usr/lib64/libnss_sp.so.2
ln -sf libnss_sp.so.2 /usr/lib64/libnss_sp.so.2

Il file di configurazione /etc/securepass.conf va esteso per avere le informazioni di default per il modulo NSS. Bisogna creare una sezione [nss] come da basso:

[nss]
realm = mydomain.com
default_gid = 100
default_home = "/home"
default_shell = "/bin/bash"

Il realm va impostato come quello registrato su SecurePass, il modulo NSS farà append del dominio/realm corrispondente all’utente Unix. Io preferisco impostare il GID corrispondente al gruppo “users”, che di solito su Linux è il gruppo 100. Fate in modo che questo gruppo esista a livello di sistema operativo. Se non si impostano i default su home e shell, i default dei default sono “/home” e “/bin/false”

Dobbiamo ora configurare il Name Service Switch (NSS) per usare SecurePass. Cambiamo il file  /etc/nsswitch.conf aggiungendo “sp” alla riga passwd come segue:

$ grep sp /etc/nsswitch.conf
passwd:     files sp

Controllate che il sottosistema NSS stia funzionando con il modulo SecurePass facendo una query alla tabella passwd come segue:

$ getent passwd user
user:x:1000:100:My User:/home/user:/bin/bash
$ id user
uid=1000(user)  gid=100(users) groups=100(users)

A questo punto abbiamo configurato gli utenti a sistema operativo, ma gli stessi non potranno collegarsi perche’ manca una password corrispondente. Useremo SecurePass per autenticare gli utenti.

Configurare PAM per SecurePass

Se stai usando CentOS o RHEL, bisogna avere EPEL configurato. Per attivare EPEL, seguite le istruzioni su http://fedoraproject.org/wiki/EPEL

La configurazione seguente non è stata provata con SE-Linux abilitato (controllate che sia disabilitato o in modalita’ permissive).

Su CentOS/RHEL, installate il modulo PAM RADIUS con:

# yum -y install pam_radius

Su Debian/Ubuntu, installate il modulo PAM RADIUS con:

# apt-get install libpam-radius-auth

Nota: al momento della scrittura del presente articolo, EPEL 7 è ancora in beta e non contiene il modulo PAM RADIUS. E’ stata fatta una richiesta attraverso il Bugzilla di RedHat per includere questo pacchetto in EPEL 7

Accediamo all’interfaccia di amministrazione SecurePass e aggiungiamo un nuovo device RADIUS. Dobbiamo solo settare l’IP Pubblico del server, un fully qualified domanin name (FQDN) e la secret pass per l’autenticazione Radius. Se siete sotto NAT, questo corrisponde all’IP pubblico di uscita dei pacchetti. Dopo l’aggiunta avremo un piccolo riassunto con i dati del device appena aggiunto. Per questo esempio, useremo “secret”.

Configurate il modulo PAM RADIUS attraverso il file /etc/pam_radius.conf e aggiungete le seguenti righe:

radius1.secure-pass.net secret 3
radius2.secure-pass.net secret 3

Ovviamente “secret” è la stessa che abbiamo impostato attraverso l’interfaccia di amministrazione di SecurePass administration interface. A questo punto bisogna modificare il file di configurazione di PAM.

In CentOS, modificate il file /etc/pam.d/password-auth-ac; in Debian/Ubuntu modificate il file /etc/pam.d/common-auth ed assicuratevi che il modulo pam_radius_auth.so sia nella lista.

auth required pam_env.so
auth sufficient    pam_radius_auth.so try_first_pass
auth sufficient pam_unix.so nullok try_first_pass
auth requisite pam_succeed_if.so uid >= 500 quiet
auth required pam_deny.so

Conclusioni

E’ difficile avere a che fare con tante istanze Linux distribuite; ci sono problemi che spaziano dal mantenere il software sempre aggiornato, al logging centralizato fino alla gestione delle utenze. Nel cloud, infatti, non è sempre possibile usare i software che tradizionalmente venivano usati nelle intranet. Alcuni tools, come SecurePass, possono aiutare nella gestione quotidiana.

Per poter accedere alla Beta di SecurePass, bisogna attivare SecurePass su: http://www.secure-pass.net/open

E successivamente mandare una mail a support@secure-pass.net richiedendo l’accesso alla beta.

il 07 November 2014 16.31

L'associazione francese no profit LILA (LIbre comme L'Art, "libera come l'arte"), ha creato il progetto "Libre Calendar 2015", un bellissimo calendario illustrato che ha lo scopo di far conoscere le opere e gli artisti che usano Software Libero, e allo stesso tempo di finanziarne i lavori.

Sei artisti internazionali hanno creato le opere che illustrano il calendario, utilizzando solo Software Libero: GIMP, Blender, Inkscape, Scribus. Se riusciranno a venderne abbastanza, l'utile sarà diviso equamente in 8 parti: una parte per ognuno dei 6 grafici, una per l'associazione LILA e una divisa equamente tra i software liberi utilizzati.

Il calendario è rilasciato sotto licenza libera Creative Commons Attribution 2.0: a tutti quelli che acquisteranno il calendario sarà mandato un link per il download delle immagini in alta risoluzione.

Il contributo richiesto è di 15 € (spese di spedizione in tutto il mondo comprese), ma si può donare anche di più. Bisogna comunque affrettarsi, perché l'iniziativa termina il 30 Novembre 2014.

(La bellissima immagine che correda questo post - secondo quanto riportato sul sito - dovrebbe essere una di quelle utilizzate per il calendario, la selezione è ancora in corso)
il 07 November 2014 13.44

05 November 2014

After a very long wait, I recently released Pinterest for WordPress 1.0, which was a great improvement over the previous 0.3 version in that its code had been completely rewritten, the three separate widgets merged into one, and shortcodes were introduced, allowing you to put Pinterest widgets in posts and pages.

New update: 1.0.1

Today comes a new update voted to internationalization: Pinterest for WordPress 1.0.1 introduces Lithuanian translation! Thanks to shookees for the contribution.

Along with the new language, this little patch moves the Pinterest script at the end of the wp_footer action instead of wp_head to improve performances. Although it is loaded asynchronously, loading the script in the <head> may cause performance issues in heavy websites and basically we don’t need to load Pinterest badges early.

 

Download Pinit 1.0.1

How to contribute

Pinit, Pinterest for WordPress, is maintained by me and supported by the WordPress Italy+ community on Google+. If you want to give your own contribution to the project, head over to the GitHub repository, have a look at the open issues and join the discussion or directly try to close them after forking the repository. Then, submit a pull request and wait for the review.

You can follow the same steps to submit new translations. See WordPress Codex to learn how to translate a plugin.

We need also some graphics to enhance Pinit’s page in the WordPress Plugins Directory and inside WordPress Admin, so feel free to contact me if you please.

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il 05 November 2014 12.10

31 October 2014

Questo post è il IV di una serie di post sulla mia esperienza con Ubuntu Touch per smartphone. Magari vi interessano il post introduttivo, il secondo e il terzo.


Eccomi per il quarto post della serie. Un sacco di appunti su carta da trascrivere, e pochissimo tempo per scrivere i post... la settimana andrà un po' più lunga di 7 giorni! :-) Dopo averci girato un po' attorno, oggi parliamo delle app presenti su Ubuntu Touch.

Montate di serie

Già installate ci sono una ventina di applicazioni, che servono per le funzioni base. Nella parte alta dello scope delle app ci sono le sei principali: telefonare (ovvio), spedire e ricevere messaggi SMS, una rubrica, la fotocamera, il browser e l'orologio.

Insieme a queste ci sono poi altre, come: Calcolatrice, Galleria (multimedia), Promemoria (Evernote), Meteo, Shorts (lettore di feed RSS), Gestore file, Facebook e Twitter, Musica, un paio di giochini, un paio si siti per gli acquisti online (americani) e l'immancabile Terminale.

Diamo uno sguardo ad alcune.

Impostazioni


Per cominciare, due parole sulle impostazioni di sistema: qui trovate un po' tutto quello che serve perconfigurare al meglio il telefono.
L'unica cosa che manca è una gestione delle app installate: l'installazione si fa da Ubuntu Store, e per rimuoverle si tiene premuta l'icona dell'app finché non si passa al pannello delle informazioni, da dove si può rimuovere.

Browser


Questa app è una delle migliori del lotto: è veloce, funziona senza problemi su tutti i siti, permette anche di vedere video (HTML5). Certo, le piccole dimensioni dello schermo limitano la visione, ma Browser offre una navigazione tranquilla e senza attese. Da rivedere la gestione delle schede: passare da una all'altra è un po' macchinoso, in quanto si deve passare dal menu.

Twitter e Facebook


In entrambi i casi si tratta di webapp, cioè l'integrazione del sito mobile dei due social network. In verità della cosa neanche ci si accorgerebbe, se non fosse per il fastidioso bug che presenta la barra del titolo del browser in alto. Questo bug c'è da qualche settimana e non credo neanche sia stato segnalato, ne ho quindi aperto uno io.

Da qualche giorno per Twitter funzionano anche le notifiche, che appaiono in alto (dove ci sono anche gli aggiornamenti di sistema), oppure come una finestrella semitrasparente, se si sta usando il telefono in quel momento.

Shorts


Shorts è un lettore di feed RSS che permette di essere sempre aggiornati con le proprie fonti di informazione preferite. Ci sono i blog di Ubuntu e Canonical già definiti, per aggiungerne altre fonti bastano pochissimi secondi: selezionare "Aggingi feed" e da qui inserire una parola chiave (ad esempio: "Mantellini"), e quindi selezionare uno dei risultati - di solito il  primo - delle fonti trovate su Internet.

Facile e veloce è diventato il mio fido fornitore di notizie e curiosità.

Per adesso mi fermo qui, nel prossimo post finirò la carrellata delle app predefinite e quali sono da installare.
il 31 October 2014 12.02

Nelle scorse ore il sito web di ubuntu-it è stato messo offline dai sysadmin, a causa di un possibile attacco a seguito di una vulnerabilità di Drupal. Purtroppo sembra sarà una cosa lunga.
Riporto il comunicato stampa diramato dal Consiglio della Comunità ubuntu-it.
La Comunità Italiana di Ubuntu si scusa per il disagio causato dalla sospensione di alcuni servizi online.
Lo scorso 15 ottobre Drupal ha pubblicato un bollettino di vulnerabilità grave nel noto CMS. Il nostro Gruppo Web ha provveduto ad aggiornare il nostro sito web con la patch che risolveva tale vulnerabilità nelle 24 ore successive.
Ieri, 29 ottobre, Drupal ha pubblicato un annuncio che integrava il bollettino del 15 ottobre con notizie riguardanti attacchi automatici che hanno compromesso molti siti con Drupal 7 non ancora aggiornati.

Oggi, 30 ottobre, i Sysadmin di Canonical, ovvero gli amministratori di sistema che gestiscono i server sui quali è ospitato anche il nostro sito web, hanno notato l'aggiornamento che il nostro Gruppo Web ha effettuato a seguito della vulnerabilità del 15 ottobre e hanno deciso, senza avvisarci, di mettere offline il sito, poiché, non essendo stati loro ad effettuare l'aggiornamento, hanno ritenuto che fosse una conseguenza degli attacchi automatici annunciati da Drupal il 29 ottobre.

Il Gruppo Web di ubuntu-it, che si occupa della manutenzione del nostro sito web, è sempre attento a tutti quegli aspetti che possono compromettere l'esperienza degli utenti nei nostri portali online. Il disservizio di oggi non è quindi dovuto ad un malfunzionamento del sito o del server, ma ad un intervento non necessario né annunciato da parte dei Sysadmin di Canonical. Dal momento che il sito è gestito direttamente dalla Comunità Italiana di Ubuntu, il team dei sistemisti di Canonical avrebbe dovuto quantomeno avvisare dell'avvenuto intervento, anche se sarebbe stato certamente più auspicabile prendere contatto con il nostro Gruppo Web prima di sospendere il servizio, in modo da comprendere la situazione ed agire solo se ce ne fosse stato realmente bisogno.
Ci scusiamo con tutti i nostri utenti per il disagio che è stato causato e stiamo lavorando per tornare online quanto prima.
Per maggiori dettagli consultare il comunicato stampa allegato o a questo indirizzo.
Il Consiglio della Comunità Italiana di Ubuntu
il 31 October 2014 10.43

24 October 2014

ubuntu-it al Linux Day 2014

Ubuntu-it Newsletter

Categoria: 

Logo del Linux Day 2014 La Comunità Italiana di Ubuntu sarà presente al Linux Day 2014,

 

Al Linux Day di Roma, organizzato da Roma2LUG, Flavia Weishizzi e Luca Ferretti, terranno il talk "this=that… ovvero MIR, un display server per domarli tutti", parlando di MIR, il discusso progetto Ubuntu che  sostituirà X.org.

Al Linux Day di Milano, organizzato dalla "Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri (SIAM)",  ci sarà uno spazio dedicato a Ubuntu e alla Comunità, presidiato da Monia Spinelli, che terrà il talk "Ubuntu e ubuntu-it: Passione, lavoro, divertimento e curriculum" (alle ore 10.00).

Al Linux Day di Pordenone, organizzato da PN LUG, ci sarà uno spazio dedicato a Ubuntu, alla Comunità e a Ubuntu Touch, con Paolo Garbin e Sergio Zanchetta.

Al Linux Day di Schio, organizzato da AVi LUG, ci sarà uno spazio dedicato a Ubuntu, alla Comunità e a Ubuntu Touch, dimostrazioni pratiche con i Nexus 4 "motorizzati da Ubuntu Touch", con Carla Sella e Dario Cavedon.

 

Le nostre valorose persone saranno a disposizione per qualsiasi domanda su Ubuntu, di cui è appena uscita la release 14.10 Utopic Unicorn, sulla Comunità e su come contribuire a rendere la nostra amata distribuzione Linux sempre più bella.

Vi aspettiamo!

il 24 October 2014 12.50

23 October 2014

Categoria: 

Dopo settimane di riscrittura e revisione delle innumerevoli pagine del Wiki, abbiamo oggi portato a termine l'aggiornamento alla Documentazione della comunità italiana di Ubuntu.
È con enorme soddisfazione che il Gruppo Documentazione festeggia il rilascio di Ubuntu 14.10 Utopic Unicorn e per farlo desideriamo ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno contribuito!
Grazie a tutti voi che avete aggiornato guide o fatto segnalazioni sul Forum.

 

 

Certo, non è stato possibile revisionare tutto (il Wiki è davvero grande!) ma molto lavoro è stato fatto.

Ecco alcune guide revisionate o create per l'occasione:

Per una panoramica più completa delle revisioni fare riferimento alla pagina GruppoDocumentazione/LavoroSvolto.

Non possiamo ringraziare personalmente ognuno di voi, sicuramente ci dimenticheremmo qualcuno. Grazie di cuore a tutti e ricordatevi che il Gruppo Documentazione ha sempre bisogno di una mano.

Come sempre, se vorrete aggiornare una guida, scriverne una nuova o correggere eventuali errori sarete i benvenuti!

 

il 23 October 2014 21.13

22 October 2014

Debian hangs during boot

Mattia Migliorini

This morning I came to work a hour earlier than usual. I started my work PC and waited for it to boot into Debian Jessie. And waited… waited… waited…

This sounds strange, doesn’t it? It generally boots rather quickly. In fact Debian hangs during boot with this message:

A start job is running for Create Volatile Files and Directories

Followed by a timer and no limit. You can leave it there, but it does not finish and just hangs there. So, let’s try understand the problem.

 

The problem

The problem here is quite obvious: in the previous session you updated systemd to version 215-5+b1. If you have a look at your system’s /tmp directory (you can’t do it now, but we’ll do it later for sake of knowledge), you find out that it’s bloated. Here’s the bug report.

Edit

As OdyX points out in the comments, the real problem has to do only with the /tmp directory and is caused by a bug in system-config-printer, and systemd is responsible only to expose the problem.

 

The solution

Thankfully, the solution is pretty straightforward. Reboot your computer with Ctrl+Alt+Del and wait for Grub to load, then press e to edit Debian’s entry. After the line with /boot/vmlinuz... add the following:

--add rw init=/bin/bash

And press F10 to boot. Debian will load as a shell with root permissions, so you can do whatever you want (but be careful, because you can cause big issues too!

Now it’s time to check your /tmp directory:

ls -l /tmp

You should wait some minutes until it finishes, and the output may scare you. It’s bloated, as I told you before. What can you do now? Just remove and recreate it.

rm -rf /tmp
mkdir /tmp
chmod 1777 /tmp

Now restart your PC and check it out: Debian will boot correctly!

 

Conclusion

Is systemd ready to go towards a Debian stable release? I don’t think so. The team has to work hard to accomplish this step. So, good luck guys, and please test it a little more next time!

See edit above.

 

Source: Debian User Forums

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il 22 October 2014 08.05

20 October 2014

Pinit, Pinterest for WordPress, is a handy plugin that lets you add Pinterest badges to your website quickly and with no effort.

Today I released the first complete version of this plugin, which was around since 30/10/2013. Although it had only a few widgets and was not so powerful, it has been appreciated by more than 800 people in one year of life. But now it’s time to change! With this new 1.0 release you can leverage the simplicity, lightness and power of Pinit.

 

Download Pinit

Features

Pinit 1.0, or Pinterest for WordPress, includes only one widget to let you add three different Pinterest badges to your website’s sidebar:

  • Pin Widget
  • Profile Widget
  • Board Widget

Interested in adding badges to your posts and pages too? New in this version are three shortcodes:

  • Pin Shortcode [pit-pin]
  • Profile Shortcode [pit-profile]
  • Board Shortcode [pit-board]

 

Pinit Shortcodes Usage

Here is a little reference for the shortcodes.

 

Pin Shortcode

The Pin Shortcode [pit-pin] lets you add the badge of a single pin to your posts and pages and accepts only one argument:

  • url: the URL to the pin (e.g. http://www.pinterest.com/pin/99360735500167749/)

Example:

[pit-pin url="http://www.pinterest.com/pin/99360735500167749/"]

 

Profile Shortcode

With the Profile Shortcode [pit-profile] you can add a Pinterest profile’s badge to your WordPress. It accepts up to four arguments:

  • url: the URL to the profile (e.g. http://www.pinterest.com/pinterest/)
  • imgWidth: width of the badge’s images. Must be an integer. Defaults to 92.
  • boxHeight: height of the badge. Must be an integer. Defaults to 175.
  • boxWidth: width of the badge. Defaults to auto.

Example:

[pit-profile url="http://www.pinterest.com/pinterest/" imgWidth="100" boxHeight="300" boxWidth="200"]

 

Board Shortcode

The Board Shortcode [pit-board] lets you add a Board badge to your pages and posts. It accepts the same arguments of the Profile Shortcode:

  • url: the URL to the profile (e.g. http://www.pinterest.com/pinterest/pin-pets/)
  • imgWidth: width of the badge’s images. Must be an integer. Defaults to 92.
  • boxHeight: height of the badge. Must be an integer. Defaults to 175.
  • boxWidth: width of the badge. Defaults to auto.

Example:

[pit-board url="http://www.pinterest.com/pinterest/pin-pets/" imgWidth="100" boxHeight="300" boxWidth="200"]

 

Languages

Pinterest for WordPress is currently available in 3 different languages:

You can submit new translations with a pull request to the GitHub repository or by email to deshack AT ubuntu DOT com.

 

Conclusion

Feel free to submit issues to the GitHub repository or the official support forum. If you like this plugin, you can contribute back to it simply by leaving a review.

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il 20 October 2014 13.19

17 October 2014

Il Linux Day a Pordenone

Paolo Garbin (paolettopn)

linuxday_logoQuesta manifestazione è nata nel 2001 per iniziativa diDavide Cerri e Antonio Gallo dell’ Italian Linux Society (ILS), con lo scopo di valorizzare la rete dei LUG italiani organizzando una manifestazione di portata nazionale ma allo stesso tempo delocalizzata sul territorio. La prima edizione del Linux Day si è tenuta il 1º dicembre 2001 in circa quaranta città sparse su tutto il territorio nazionale.

Questa è la quattordicesima edizione della principale manifestazione di promozione di GNU/Linux e del Software Libero in Italia.

Decine di appuntamenti nelle principali città italiane per conoscere, capire, condividere ed approfondire la cultura che ha cambiato e continua a cambiare il nostro mondo. Decine di appuntamenti legati insieme da un filo conduttore comune: “la Libertà Digitale”.

Ma basta un solo giorno, seppure intenso, per raccontare tutta l’innovazione offerta da Linux, dal Software Libero e dal modello Open Source?

Assolutamente no! Per questo ed altri motivi il Pordenone Linux User Group ha deciso di creare, con un importante sforzo organizzativo assieme al Polo Tecnologico ‘Andrea Galvani’ di Pordenone e con il patrocinio del Comune di Pordenone, questa nuova iniziativa per offrire un percorso articolato in più eventi.

Quando, Dove, Contatti

Per poter seguire da vicino le conferenze e tutto il programma del nostro evento, vi consigliamo di effettuare la VOSTRA REGISTRAZIONE tramite il modulo presente su questo sito.

 INGRESSO LIBERO

Conferenze

1. Virtualizzazione con Proxmox VE (Stefano Morandi & Roberto Colonello)
2. Sicurezza delle reti e dei sistemi (Andrea Zwirner)
3. Linux embedded (Andrea Scian)
4. OpenWRT e applicazioni (Sergio Zanchetta & Marco Gaiarin )
5. Utilizzo e amministrazione di Asterisk (Giuseppe Fabiano)

6. I FabLab in FVG: dall’idea al progetto (Carlo Fonda)
7. Associazione Terraé (Enrico Mattiuzzi, Loris Piva)
8. IDempiere, il gestionale Open Source per tutti (Marco Longo)
9. Le comunità digitali… (Giovanni Longo)

 Locandina

Locandina_LD_2014

Collabora con noi e aiutaci a diffondere questo nostro evento, stampando e distribuendo liberamente in proprio il volantino del Linux Day 2014 in formato A5.

il 17 October 2014 05.42

04 October 2014

When you want to install Ubuntu in dual boot with Windows 8, you need to take into account that you can encounter some problems. Today I’ll tell you an anecdote and explain how you can fix the following problem: grub doesn’t start on a Ubuntu 14.04 dual boot with Windows 8.1.

The story

A week ago I installed Ubuntu 14.04, codenamed Trusty Tahr, alongside Windows 8.1 on a friend of mine’s computer. I did not install the available updates upon installation, to make it faster. Everything worked well: UEFI did not cause any trouble, both Ubuntu and Windows started as expected. I then installed the Italian locale packages and postponed the updates.

Today I finally found the time to update the installed packages. Once installed, I restarted the computer in order to apply and test the update. And here comes the surprise: grub didn’t start, the pc booted Windows directly.

Solve the problem: grub doesn’t start

We have a problem, but fortunately Windows is not compromised. So, let’s go and fix the problem.

What you need

If grub doesn’t start, we can’t access Ubuntu directly. Here’s what you need:

  • a live Linux distribution either on a CD/DVD or on an USB stick;
  • a little bit of patience.

Nothing else? Exactly, that’s it.

First try: Boot Repair

The first thing you can do is using Boot Repair to reinstall grub with all the options you need. You can find instructions about how to install and use Boot Repair in the Ubuntu Community Help Wiki.

How to solve the problem

Most probably the first attempt with Boot Repair didn’t solve the problem. But we are Linux users, so we can find a solution by searching in the Web and with a little bit of luck.

Boot into your live Linux distro (from now on we’re going to call it just “Live”) and open GParted or any other partition manager it has. Look for your Ubuntu system partition and write down somewhere its file name (that in the form /dev/sdxn, in my case /dev/sda7) and its filesystem. We’ll call it /dev/sda7, but keep in mind to change it when you type down the commands.

Chroot into your system

First things first: chroot into your system to execute the actions needed to fix the issue. Open the terminal, login as root and mount Ubuntu. Replace /dev/sda7 with your partition, and ext4 with the filesystem of your partition.

sudo su
cd /
mount -t ext4 /dev/sda7 /mnt
mount -t proc proc /mnt/proc
mount -t sysfs sys /mnt/sys
mount -o bind /dev /mnt/dev

If your /boot directory is on a different partition from your /, you’ll also need to mount that partition with the following command (remember to replace ext4 and /dev/sda2:

mount -t ext4 /dev/sda2 /mnt/boot

Now it’s time to move into the mounted system, which is your Ubuntu installation:

chroot /mnt /bin/bash

If it returns the error chroot: cannot run command '/bin/bash': Exec format error, this usually indicates that you booted with one architecture (e.g. 32bit) and are trying to chroot into another (e.g. x86_64), so you need to use a Live that has the same architecture.

At this point it is useful to add a remainder to the prompt:

source /etc/profile
export PS1="(chroot) $PS1"

And make sure /etc/mtab is up to date:

grep -v rootfs /proc/mounts > /etc/mtab

Change UEFI boot order

Here the point is to change the order in which UEFI boots the system. First of all, have a look at the current order:

efibootmgr -v

This will output something like this:

BootCurrent: 0005
Timeout: 0 seconds
BootOrder: 2002,0004,0000,0001,2003,2001
Boot0000* ubuntu   HD(2,e1800,82000,0a543b96-7861-11e2-8d38-d60b12dec0bc)File(\EFI\ubuntu\shimx64.efi)
Boot0001* Ubuntu   HD(2,e1800,82000,0a543b96-7861-11e2-8d38-d60b12dec0bc)File(\EFI\ubuntu\grubx64.efi)RC
Boot0002* EFI Network 0 for IPv6 (7C-05-07-9C-F6-18)    ACPI(a0341d0,0)PCI(1c,2)PCI(0,0)MAC(7c05079cf618,0)030d3c000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000004000000000000000000000000000000000RC
Boot0003* EFI Network 0 for IPv4 (7C-05-07-9C-F6-18)    ACPI(a0341d0,0)PCI(1c,2)PCI(0,0)MAC(7c05079cf618,0)IPv4(0.0.0.0:00.0.0.0:0,0, 0RC
Boot0004* Windows Boot Manager   HD(2,e1800,82000,0a543b96-7861-11e2-8d38-d60b12dec0bc)File(\EFI\Microsoft\Boot\bootmgfw.efi)WINDOWS.........x...B.C.D.O.B.J.E.C.T.=.{.9.d.e.a.8.6.2.c.-.5.c.d.d.-.4.e.7.0.-.a.c.c.1.-.f.3.2.b.3.4.4.d.4.7.9.5.}....................
Boot0005* EFI DVD/CDROM (TSSTcorp CDDVDW SN-208DN)   ACPI(a0341d0,0)PCI(1f,2)03120a00020000000000CD-ROM(1,11a6,1680)RC
Boot2001* EFI USB Device   RC
Boot2002* EFI DVD/CDROM   RC
Boot2003* EFI Network   RC

Here you can identify the names of the devices and operating systems that are recognized by UEFI. In the example above, we want to prioritize shim, which is the first signed bootloader for Ubuntu, the component responsible for loading grub.

How can we achieve this? By simply typing the following command into our terminal:

efibootmgr -o 0000

Be sure to replace 0000 with the number in BootXXXX on the same line of the file directive \EFI\ubuntu\shimx64.efi.

Conclusion

We did it! Exit your terminal, reboot the computer. If all went well, you will now be able to see grub at the startup.

If something went wrong, please report it in a comment below.

 

Sources:

Photo courtesy of ryneslat

The post Ubuntu dual boot: grub doesn’t start appeared first on deshack.

il 04 October 2014 17.47

24 September 2014

Full Circle Magazine n.81

Abbiamo pubblicato il numero 81 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Ruby On Rayls
  • How-to: Programmare in Python – Parte 51
  • How-to: LibreOffice – Parte 34: Barra laterale sperimentale
  • How-to: Migliorare la sicurezza di Ubuntu con Lynis
  • How-to: Blender – Parte 10a
  • How-to: Inkscape – Parte 21
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Raid a casa – Parte 2
  • Linux Lab: Fare backup con Back in Time
  • La mia storia
  • Recensione: LXLE Linux
  • Recensione libro: Super Scratch Programming
  • Resoconto Software: Sulle tue dita
  • Lettere
  • Sicurezza
  • Giochi Ubuntu: Limbo
  • Giochi Ubuntu: Joe Danger 2 The Movie
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 24 September 2014 15.02

Full Circle Magazine n.81

Abbiamo pubblicato il numero 81 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
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  • Comanda e conquista: Ruby On Rayls
  • How-to: Programmare in Python – Parte 51
  • How-to: LibreOffice – Parte 34: Barra laterale sperimentale
  • How-to: Migliorare la sicurezza di Ubuntu con Lynis
  • How-to: Blender – Parte 10a
  • How-to: Inkscape – Parte 21
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
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il 24 September 2014 11.51

17 September 2014

Windows applications sometimes fail to load. But why? It’ll not tell you, it will instead show a generic and pointless “Application Error” message. Inside this message you will read something like this:

The application was unable to start correctly (0xc0000142). Click OK to close the application.

The only thing you can do here is close the application and search on the Internet for that cryptic error code. And maybe it’s the reason why you are reading this post.
It’s not that easy to find a solution to this problem, but I found it thanks to Up and Ready and want to share it with you.

The problem

Windows tells you that the application was unable to start. You can try a hundred times, but the error does not solve itself magically, because it’s not casual. The problem is that the ddl that launches the application is unsigned or digitally no longer valid. And it’s not up to you, maybe you just downloaded the program from the official site.

The solution

To solve the Application Error you need an advanced Windows Sysinternals Tool called Autoruns for Windows. You can download it from the official website.

Windows Application Error Autoruns AppInit

Click on the image to view it full size.

Extract the archive you downloaded, launch autoruns.exe and go to the AppInit tab, which will list all the dll that are unsigned or digitally no longer valid on you computer. Right click each of them, one at a time, go to Properties and rename them. After renaming each of them, try launching the application again to find the problematic dll.

If the previous method didn’t solve the application error, right click on the following entry:

HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Windows\AppInit_Dlls

and click on Jump to entry…

Windows Application Error System Registry Editor

A new window opens: it’s the System Registry Editor. Double click LoadAppInit_DLLs and change the value from 1 to 0. Click OK to confirm and exit. Now launch the compromised program and it’ll start.

Note: some applications may change that value back to 1 after they get launched!

The post Windows: How to Solve Application Error 0xc0000142 and 0xc0000005 appeared first on deshack.

il 17 September 2014 13.07

12 September 2014

ubuntu-it a “Todi Appy Days”

Ubuntu-it Ufficio Stampa

Categoria: 

Logo Todi Appy Days Todi, 25 Settembre 2014

 

La Comunità Italiana di Ubuntu parteciperà il 27 e 28 Settembre 2014 a “Todi Appy Days”, il primo evento in Italia completamente dedicato al mondo delle App.

A Todi, dal 25 al 28 Settembre si terrà “Todi Appy Days”, il primo evento in Italia completamente dedicato al mondo delle App, a cui parteciperà anche la Comunità Italiana di Ubuntu, con un proprio stand e talk. Ubuntu-it presenterà una serie di interventi su “Ubuntu Touch”, il nuovo sistema per dispositivi mobili (tablet e smartphone) che sarà rilasciato ufficialmente entro l’anno, grazie ad accordi commerciali con fornitori leader del settore.

 

Fabio Lalli, CEO di IQUII e direttore tecnico di Appy Days dice: “Sarà il primo evento italiano, dedicato alle applicazioni mobile, al weareable tech e all'internet of things, durante il quale si potranno vedere e provare le tecnologie applicate alla vita di tutti i giorni e come queste cambiano le nostre abitudini.”

 

I molti appuntamenti in calendario spazieranno, dall’area tecnico culturale all’intrattenimento, con tanti appuntamenti speciali. E se seminari, workshop, lab, incontri tecnici e corsi di formazione accenderanno l’interesse dei professionisti, ad APPassionare i curiosi ci penseranno tornei di games per mobile, challenge e contest fotografici, dove le uniche fotocamere consentite saranno quelle dei dispositivi mobili e il fotoritocco sarà possibile solo con le App. Senza dimenticare iniziative ad hoc per le scuole e uno spazio riservato ai più piccoli. Chi vuole invece esplorare le ultime frontiere delle nuove tecnologie non vorrà perdere la speciale area dedicata alla Realtà Aumentata.

 

La Comunità Italiana di Ubuntu avrà un proprio spazio espositivo all’interno della manifestazione nello spazio "Tech", e parteciperà alcuni incontri sul tema “Ubuntu Touch”. Sabato 27, dalle ore 16, presso la “Sala Affrescata”, Dario Cavedon del Gruppo Promozione ubuntu-it, presenterà “Ubuntu su dispositivi tablet e smartphone, la prossima Rivoluzione”, illustrando il design, le principali caratteristiche e la filosofia di “Ubuntu Touch”. A seguire, Carla Sella, del Gruppo Test ubuntu-it, parlerà de “La Quality Assurance su Ubuntu Touch” e come tutti possono contribuirvi. Domenica 28, dalle ore 12, presso la “Sala delle Ceramiche”, Giulio Collura del Gruppo Sviluppo ubuntu-it, terrà il talk “Ubuntu Touch: Sviluppo App e Convergenza”, su come si sviluppa una app su Ubuntu Touch e quali sono gli strumenti a disposizione.

 

Sia sabato 27 che domenica 28 settembre, ubuntu-it avrà un proprio stand, dove si potranno ricevere tutte le informazioni sul progetto “Ubuntu Touch”, su come iniziare a sviluppare una app, e si potranno provare in anteprima assoluta italiana alcuni Nexus 4 con Ubuntu Touch.

 

Gli interessati potranno seguire lo svolgimento dell'evento anche da casa tramite i più diffusi social network, tramite l'hashtag #TodiAppyDays.

 

Ulteriori informazioni e il programma completo di “Todi Appy Days” sono disponibili sul sito dell’evento.

il 12 September 2014 14.33

09 September 2014

FSF_logoLa Free Software Foundation (FSF) e il progetto Debian il giorno 8 settembre hanno annunciato la loro cooperazione per espandere e scambiare tra loro dei dati tramite un progetto h-node, un database per aiutare gli utilizzatori ad imparare e condividere le informazioni riguardanti i computer che utilizzano e funzionano con un sistema operativo che utilizza solo software libero.

debian_logoDiversamente dagli altri database che contengono liste di hardware compatibili con GNU/Linux, le liste degli hardware compatibili presenti su h-node riguardano l’hardware che non richiede nessun software o firmware proprietario. Vengono incluse le informazioni sull’hardware utilizzato nei test, in modo che gli utenti possano scegliere quale utilizzare. Il database contiene singoli componenti, come wifi e schede video, nonché la lista completa dei computer notebook.
(trad. cit. Debian project site)

Il progetto h-node mira alla costruzione di un database di hardware allo scopo di identificare quali dispositivi funzionino con un sistema operativo completamente libero. Il sito h-node.org è strutturato come una wiki in cui tutti gli utenti possono inserire nuovi contenuti o modificare i contenuti già presenti. Il progetto h-node è sviluppato in collaborazione e come attività della FSF.
(cit. h-node.org project site)

A questo punto non vi resta che controllare se l’hardware che intendete acquistare prossimamente sia realmente utilizzabile con solo software e firmware libero!

il 09 September 2014 11.03

07 September 2014

Benvenuta WordPress ver. 4.0,  “Benny Goodman”!

wordpress-40Già dal 4 settembre scorso, era stata resa disponibile al pubblico la versione 4.0 beta di WordPress, denominata “Benny,” nome preso dal musicista jazz Benny Goodman.
Da qualche giorno, è possibile effettuare l’aggiornamento di versione, utilizzando la versione stabile, definitiva.

Per tutte le informazioni riguardanti questa nuova versione e per i rilasci dei vari ‘bug-fix’, potete trovare le informazioni nel WordPress Blog, e vedere il Changelog per la versione 4.0.

Nella Versione 4.0, la versione del database (db_version in wp_options) è stata cambiata a 29630, e la revisione dei Trac cambia a 29710.

Buon aggiornamento!

il 07 September 2014 13.28

05 September 2014

Categoria: 

La Comunità Italiana di Ubuntu su prepara al prossimo meeting che avrà luogo a Bologna il 22 novembre 2014.

Questo evento, che si svolge due volte l'anno, è un incontro per tutti i sostenitori di ubuntu-it, ovvero tutte quelle persone che dedicano parte del loro tempo libero a promuovere Ubuntu, offrire supporto agli utenti italiani e migliorare tutto ciò che ruota attorno al famoso sistema operativo libero.
Lo scopo del meeting è quello di fare il punto della situazione e discutere di tutte le attività che la Comunità sta portando avanti, nonché di aspetti che riguardano Ubuntu stesso. Non solo: è un'occasione importantissima per potersi conoscere di persona e stringere ottime amicizie. Chiunque voglia aiutare a diffondere Ubuntu, o anche solo conoscere chi c'è dietro ubuntu-it, è il benvenuto!

Quest'anno il meeting autunnale di ubuntu-it si svolgerà a Bologna, presso l'Hotel Ramada Encore, sabato 22 novembre. Nella pagina dedicata all'evento si possono trovare tutte le informazioni su come raggiungere il posto con vari mezzi di trasporto.

Chi volesse partecipare al meeting deve ricordarsi di registrarsi all'evento e prenotare i pasti entro e non oltre il 5 novembre. Per chi, inoltre, volesse pernottare presso l'hotel stesso, deve prenotare le stanze entro il 17 settembre 2014. Oltre tale data non possiamo assicurare di trovare camere libere. Tutte le informazioni su come prenotare sono nel Wiki.

È aperta la Call for Paper, nella quale è possibile proporre un talk per il meeting ed arricchirlo di utili discussioni.

Naturalmente tutti gli utenti potranno seguire l'evento tramite i nostri social network.

il 05 September 2014 18.47

04 September 2014

Ciao amici,

è nata da poco una nuova associazione italiana che segue l’evoluzione della nota distribuzione libera. Si tratta di LibreItalia, ed è formata tra l’altro da molti miei amici informatici. che provengono dai membri italiani di The Document Foundation; sono loro che hanno dato vita all’Associazione LibreItalia.

LibreItaliaQuesta nuova associazione ha l’obiettivo di aggregare tutti gli utenti italiani di LibreOffice per accelerare la diffusione e la promozione della suite, intesa come strumento libero di produttività individuale e automazione d’ufficio in grado di ridurre il digital divide e abbattere le barriere all’accesso degli strumenti di information technology alle fasce più deboli della popolazione.

Trovate tutte le altre informazioni sul loro sito.

il 04 September 2014 13.33

24 August 2014

Ciao,

dopo diverso tempo che non scrivevo un post tecnico su questo mio blog, oggi vi parlerò di httpry. È un applicazione specializzata che effettua lo ‘sniffing’ dei pacchetti HTTP e permette sia la visualizzazione che il salvataggio del traffico dati HTTP visualizzati.

Questa applicazione non è stata realizzata per effettuare delle analisi di funzionamento dei vari sistemi, ma serve per catturare, analizzare e fare un log su file del traffico presente nella vostra rete, per un’eventuale analisi successiva. Può essere avviato in real-time da terminale, per visualizzare e analizzare a video il traffico del momento, oppure avviato con un demone nei processi per ottenere un log su un apposito file di output.
Il programma è stato scritto per essere un’applicazione leggera e quanto più flessibile possibile, in modo da essere adattabile ad applicazioni differenti, in differenti sistemi linux based.
(cit. http://dumpsterventures.com/jason/httpry)

Come ‘sniffare’ il traffico HTTP tramite la linea di comando del Terminale

Supponiamo di voler ‘sniffare’ immediatamente il nostro traffico web HTTP (per esempio le richieste e le risposte del protocollo HTTP) presente nella nostra rete (ethernet, WiFi), per diverse ragioni. Per fare un esempio, desiderate testare il funzionamento di un vostro web server sperimentale.. Oppure desiderate fare il debug di una applicazione web appena installata nel vostro servizio. O provare a capire al meglio il funzionamento e risolvere alcuni problemi presenti nel vostro nuovo servizio PAC (proxy auto config) oppure controllare la presenza di alcuni file malware che credete di aver scaricato nella vostra rete interna da qualche web server. Per qualsiasi di queste ragioni, il servizio di analisi del traffico HTTP è la cosa migliore da fare, sia nei sistemi di amministrazione , di sviluppo che in quelli utilizzati dagli utenti finali.
(cit. http://xmodulo.com/2014/08/sniff-http-traffic-command-line-linux.html)

sniff_terminal

il 24 August 2014 06.08

12 August 2014

Buone ferie estive a tutti voi

Paolo Garbin (paolettopn)

chiuso_ferie

Finalmente è arrivato anche per noi il periodo atteso da tempo. Le ferie estive sono importanti, anche per un ‘pinguino’.

Anche se ultimamente questo blog non è stato attivo come negli anni precedenti, sarà il caso che io ‘stacchi la spina’ del portatile e mi dedichi allo svago, alla famiglia e agli amici, desiderando realizzare alcuni desideri che tengo da parte da qualche tempo.

Ho già staccato da qualche giorno, ma per riprendere con ritrovate forze a fine mese.

A presto, Paolo

il 12 August 2014 10.17

22 July 2014

Those of you who follow this blog since some time know for sure that the preferred language is English (a little number of posts in the early stages are an exception). Things are changing though.

It’s not that difficult to understand: if you go on it.deshack.net you can see this website in Italian. I’ve been thinking about giving a big change to this little place in the web for a while, as I want it to become more than a simple blog. I am working on a new theme for business websites, but I’ll let you know when it’s time. In the mean time, don’t be amazed if you see some small changes here.

Note

The main language will remain the English. You will find all the Italian content on it.deshack.net, as said before. Old posts will be translated only if someone asks.

Now it’s time for me to ask something to you: do you think this is an interesting change? Let me know with a comment!

The post Going multilingual: welcome Italian! appeared first on deshack.

il 22 July 2014 17.21

15 July 2014

Il gruppo web cerca collaboratori!

Ubuntu-it Gruppo Web

Categoria: 
Hai voglia di migliorare il sito web di ubuntu-it? Di sistemare quel piccolo dettaglio che ti ha sempre dato fastidio? Perfetto!
Il gruppo web sta cercando nuovi collaboratori per il sito web!

La posizione non è impegnativa a livello di tempo, basta avere tanta voglia di fare e soprattutto di imparare.
Sono richieste competenze basilari di html/css per la modifica dei contenuti, e se si vuole contribuire alla parte tecnica è preferibile conoscere la struttura di drupal e un po' di php.

Il gruppo normalmente si occupa di tenere aggiornato il sito, ma attualmente stiamo effettuando un restyling dello stesso secondo le nuove linee guida internazionali, quindi ogni contributo è ben accetto!
Se la qualità dei contributi sarà alta e costante si avrà l'occasione anche di entrare a far parte del core team, e quindi essere membri effettivi del gruppo.

In caso si voglia iniziare, è consigliabile leggere questa pagina wiki e iscriversi alla mailing list del gruppo web, inviando un'email con una piccola presentazione e qualche dimostrazione delle vostre capacità.
In caso di qualunque domanda potete venirci a trovare su irc, nel canale #ubuntu-it-web su freenode (contattate pietroalbini o rpadovani).

Ti aspettiamo!
il 15 July 2014 15.48

03 July 2014

Speciale Programmare in Python - volume 7
Il gruppo FCM è lieto di comunicare che è stato pubblicato lo

Speciale Programmare in Python Volume 7.

Il PDF è scaricabile dal link riportato qui sotto:

Speciale Python in PDF

Buona lettura a tutti :)

il 03 July 2014 12.18

Abbiamo pubblicato FCM italiano n.80

Paolo Garbin (paolettopn)

Full Circle Magazine n.80

Abbiamo pubblicato il numero 80 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Ruby On Rayls
  • How-to: Programmare in Python – Parte 50
  • How-to: LibreOffice – Parte 33: Connettere Base a MySQL
  • How-to: Usare Logical Volume Manager
  • How-to: Da JPG a PDF con ImageMagick
  • How-to: Inkscape – Parte 20
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Raid a casa – Parte 1
  • La mia storia
  • Recensione: Microscopio USB
  • Resoconto software: La vecchia guardia
  • Lettere
  • Domande & Risposte
  • Giochi Ubuntu: Bastion
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)

il 03 July 2014 09.43

Speciale Programmare in Python - volume 8
Il gruppo FCM è lieto di comunicare che è stato pubblicato lo

Speciale Programmare in Python Volume 8.

Il PDF è scaricabile dal link riportato qui sotto:

Speciale Python in PDF

Buona lettura a tutti :)

il 03 July 2014 09.41

Speciale Programmare in Python - volume 8
Il gruppo FCM è lieto di comunicare che è stato pubblicato lo

Speciale Programmare in Python Volume 8.

Il PDF è scaricabile dal link riportato qui sotto:

Speciale Python in PDF

Buona lettura a tutti :)


il 03 July 2014 09.06

Speciale Programmare in Python - volume 7
Il gruppo FCM è lieto di comunicare che è stato pubblicato lo

Speciale Programmare in Python Volume 7.

Il PDF è scaricabile dal link riportato qui sotto:

Speciale Python in PDF

Buona lettura a tutti :)


il 03 July 2014 09.05

Full Circle Magazine n.80

Abbiamo pubblicato il numero 80 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Ruby On Rayls
  • How-to: Programmare in Python – Parte 50
  • How-to: LibreOffice – Parte 33: Connettere Base a MySQL
  • How-to: Usare Logical Volume Manager
  • How-to: Da JPG a PDF con ImageMagick
  • How-to: Inkscape – Parte 20
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Raid a casa – Parte 1
  • La mia storia
  • Recensione: Microscopio USB
  • Resoconto software: La vecchia guardia
  • Lettere
  • Domande & Risposte
  • Giochi Ubuntu: Bastion
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 03 July 2014 08.56

29 May 2014

Categoria: 

La Comunità Italiana di Ubuntu ha bisogno di te!

Sei bravo con i social network? Hai tempo libero da dedicarci? Ami cercare notizie sul mondo del software libero? Allora cerchiamo proprio te!

Le pagine ubuntu-it su Facebook e su Google+ hanno bisogno di content creator, persone che si occupino di pubblicare post con le ultime notizie su Ubuntu e sul software libero in generale.

Moltissime persone si aspettano che ubuntu-it sia "sempre sul pezzo", ma solo con notizie di qualità! Più che al numero di condivisioni o di "like", puntiamo alla qualità! (su questo aspetto abbiamo redatto una serie di linee guida che ci piacerebbe discutere con chi assumerà l'incarico).

Se vuoi aiutarci, crea un account su Launchpad, firma il codice di condotta e scrivi una mail a <socialmedia@liste.ubuntu-it.org>, indicando su quale social network vorresti aiutare la comunità ubuntu-it (anche entrambi!) e riportando eventuali esperienze precedenti.

Ti aspettiamo :-)

 

il 29 May 2014 19.29

17 May 2014

Nuovi moderatori ma anche...

Ubuntu-it Gruppo Forum

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Il Gruppo Forum un paio di mesi fa aveva organizzato una riunione pubblica dove gli utenti potevano auto candidarsi come nuovi moderatori. La risposta da parte degli utenti è stata come sempre partecipativa e fruttuosa. Da quella riunione ci siamo presi il nostro tempo, fra ritardi, discussioni e altri problemi che si sono accavallati al contempo, alla fine i sacrificabili li abbiamo trovati, non senza gentili rifiuti di chi non si sentiva in grado di assicurare presenza e costanza, e un ringraziamento va anche a costoro per la sincerità. I nuovi moderatori sono carved top, jackynet92, tokijin e trekfan1 (la prima lettera maiuscola per il nome è passata di moda), e da oggi fanno parte della piccola grande famigghia del forum. Tranne uno, sono tutti moderatori giovani e con pochi messaggi sul forum, un ringiovanimento proiettato al futuro.

Al contempo, e non senza una gran malinconia personale, escono dal gruppo tre colonne portanti, pierba, Pixel e Stealth, tre persone, tre amici, che sono stati con noi fin dai primi calci che il neonato forum di Ubuntu-it dava nel 2005/2006. Non dimenticando anche totò (o Totopalama) che alcuni mesi fa ha lasciato il gruppo per lo stesso motivo. Purtroppo, gli impegni nella vita di tutti i giorni hanno la priorità ed è doveroso un ringraziamento per tutti questi anni di contributi per il forum e di Ubuntu in Italia, senza il contributo di uno solo di questi quattro amici sono certo che il forum non sarebbe stato lo stesso, e forse nemmeno Ubuntu in Italia. Non è un addio, piuttosto è un arrivederci a un giorno in cui il tempo da dedicare a una passione/hobby sarà di nuovo sufficiente.

In tutti questi anni il Gruppo Forum si è rinnovato varie volte e, a parte qualche incespicamento, proseguiremo il lavoro sul forum per farlo continuare ad essere un punto di riferimento per Ubuntu in Italia e di coltivare la comunità che si è creata all'interno di esso.

Scritto questo, un benvenuto ai nuovi moderatori e, di nuovo, un ringraziamento di cuore a chi esce.

 

il 17 May 2014 11.14

06 May 2014

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È stato pubblicato il programma della DUCC-IT 2014, la Debian/Ubuntu Community Conference - Italia 2014, che si svolgerà il prossimo sabato 17 maggio a Cesena presso l'ex-Macello. L’evento prevede due diversi momenti, con la mattina dedicata alla discussione e al confronto delle comunità italiane di Debian e Ubuntu e il pomeriggio rivolto al grande pubblico.

La mattina di sabato 17 sarà quindi dedicata agli interventi di Pietro Albini sul prossimo rinnovamento del sito web, di Dario Cavedon che parlerà di un possibile percorso di crescita della comunità ubuntu-it e di Francesca Ciceri che chiuderà la sessione spiegando come tutti possono diventare Debian Developer, pur non essendo sviluppatori.

Il pomeriggio sarà all’insegna della conoscenza e del divertimento attivo, con molti interessanti interventi di personalità di spicco del mondo del Software Libero italiano. Aprirà il pomeriggio Riccardo Padovani di ubuntu-it, che parlerà del prossimo futuro di Ubuntu su smartphone e tablet.
Sarà poi la volta di Elena Grandi che spiegherà come Debian sia una ottima soluzione per le stampanti 3D. Dario Cavedon presenterà il progetto XPocalypse, che ha consentito a molte persone un passaggio indolore da Windows XP a Linux.

Matteo Ruffoni, uno dei fondatori di wiiLDOS – il sistema libero per lavagne multimediali – chiuderà la prima parte del pomeriggio spiegando come è possibile adottare il Software Libero nella Scuola italiana. Subito dopo la pausa caffè, il Prof. Renzo Davoli dell’Università di Bologna spiegherà come costruire una CPU in casa.

La parola passerà quindi a Francesca Ciceri e Enrico Zini della comunità Debian che spiegheranno rispettivamente come si effettuano le traduzioni in Debian, e in cosa consiste il nuovo ruolo di "Debian Contributor". Chiuderà l’intensa giornata di lavori Mattuo Durighetto di ITPUG, che spiegherà come installare e configurare un sistema PostgreSQL.

Tutti i dettagli sono disponibili sulla pagina del sito web.

il 06 May 2014 06.27

This is the first of a series of posts that will follow the development of a new theme for the Ubuntu Italy website, named Valencia.

The ubuntu-it Website Team decided to update, redesign and review the content structure of the Italian LoCo Team website in the last community meeting, held in November 2013. We then spent some time creating various mockups. At first we decided to use the Twitter Bootstrap framework to help building some pieces of design (grid, buttons and so on) and maybe for some awesome JavaScript plugins it comes with. Well, you know, I love Boorstrap!

Unfortunately, real life captured our free time. A couple of months later, I met rpadovani at the “Fiera del Radioamatore” in Pordenone, Italy, where ubuntu-it had a wonderful three-day presence (for a summary of what happened, read Riccardo’s post). He told me that Canonical published a Web Style Guide, while releasing a small but useful design kit.
This kit is inspired by Bootstrap, as the overall style and documentation show, and made of the flowing pieces:

  • compressed/uncompressed CSS
  • SASS sources
  • JavaScript built upon the YUI framework

Great news! A lot of work already done. So finally, a couple of days ago we started working on Valencia, the new theme for our Drupal website.

What’s next? We’ll go on developing and I’ll keep you up to date on this topic. We’re also going to release it for other LoCo teams to use. Just be patient, we’re looking forward to make a very good work!

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il 06 May 2014 00.08

23 April 2014

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Pordenone, 23 Aprile 2014 - La comunità ubuntu-it sarà presente con una folta rappresentanza dei suoi membri alla prossima "Fiera del Radioamatore" in programma dal 25 al 27 aprile 2014 a Pordenone, nello spazio dedicato al Software Libero denominato "Linux Arena".

ubuntu-it sarà presente con un proprio stand presso lo spazio "Linux Arena" insieme al padrone di casa, il Pordenone Linux User Group, i LUG di Venezia e Trieste e Mozilla Italia. Presso questo stand si potranno vedere le ultime novità di Ubuntu 14.04 LTS, rilasciata qualche giorno fa. Si potrà inoltre toccare con mano - in anteprima assoluta italiana - Ubuntu Touch, l'innovativo sistema per smartphone sviluppato da Canonical (l'azienda che finanzia lo sviluppo di Ubuntu) e dalla comunità. Ubuntu per smartphone uscirà ufficialmente a fine 2014, si tratta quindi di un'occasione unica per vedere le novità e le innovazioni introdotte da Ubuntu sui dispositivi mobili.

La Comunità Italiana di Ubuntu sarà inoltre protagonista di numerosi workshop nei tre giorni di fiera.

Venerdì 25 aprile Dario Cavedon presenterà le numerose novità presenti nell'ultima versione di Ubuntu, la 14.04 LTS, rilasciata il 17 aprile. Subito dopo, sempre Dario Cavedon spiegherà come è semplice e divertente partecipare alle attività della Comunità Italiana di Ubuntu, una opportunità unica per acquisire competenze richieste anche in ambito lavorativo. A chiusura della mattinata di venerdì 25 aprile, Riccardo Padovani illustrerà le caratteristiche di Ubuntu Touch, illustrando i passaggi che portano alla convergenza dei sistemi su dispositivi diversi come smartphone, tablet e PC.

La mattina di sabato 26 aprile ci saranno dei workshop "tecnici" dedicati agli sviluppatori, in cui Andrea Colangelo e Mattia Rizzolo spiegheranno il funzionamento degli strumenti di sviluppo di Ubuntu (launchpad, bazaar e git), linguaggi di programmazione (Python) e come partecipare ai test di Ubuntu.

Il pomeriggio di domenica 27 aprile, nell'ambito di "Ubuntu App Dev School", Riccardo Padovani e Giulio Collura spiegheranno come sviluppare le app di Ubuntu su smartphone in ottica di convergenza, come pubblicarle sul portale MyApps e il Software Development Kit Qt Creator.

Il programma dettagliato di talk e workshop è disponibile sul sito di PNLUG.

il 23 April 2014 16.40

19 April 2014

Today, tweaking the Bootstrap_Walker class used by Melany for another project, I discovered an interesting issue with the title attribute.

Melany allows you to prepend a menu item with an icon coming from the Glyphicon set included in Twitter Bootstrap in a very easy way: just put the glyphicon name in the menu item’s title attribute field and let the Melany do the rest. See an example in the following image:

How to prepend icons to menu items

How to prepend icons to menu items

So, what’s the problem? Well, if you try to define a true title attribute, it won’t work, because the Bootstrap_Walker handles this attribute as if it were an icon. Let me do an example. If you want to set the title attribute to “This link opens in a new tab”, the resulting markup is:

<a href="[menu_item_url]"><span class="glyphicon This link opens in a new tab"></span>&nbsp;[navigation_label]</a>

Of course, you wanted something like this:

<a href="[menu_item_url]" title="This link opens in a new tab">[navigation_label]</a>

I solved this issue with a simple check to see if the word glyphicon is in the title attribute, so you can now use this real attribute without problems. The fix is already in the 1.1.0-dev version, but will soon be released in the 1.0.5 series too.

I hope this has not caused you too many hassles.

Oh, do you know Melany 1.1.0 Alpha2 has been released? Check it out!

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il 19 April 2014 17.31

15 April 2014

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ubuntu-it, la Comunità Italiana di Ubuntu, annuncia l'uscita della nuova versione di Ubuntu, la 14.04 LTS (con supporto a lungo termine), nome in codice Trusty Tahr. L'attesa sarà accompagnata da un party online e terminerà con un video in diretta per scoprire tutte le novità di questa versione.

Il presente rilascio è frutto di un intenso lavoro di ottimizzazione e pulizia che permette a Ubuntu di essere estremamente performante soprattutto sui computer più moderni.

Con Ubuntu 14.04 LTS assistiamo ad un'ulteriore passo verso l'integrazione tra l'ambiente desktop e mobile.

Sono stati effettuati molti miglioramenti ed ora Ubuntu supporta anche display ad alta definizione, accanto ad una nuova schermata di blocco. Da questa versione è possibile, inoltre, trovare facilmente le applicazioni già aperte senza la necessità di usare il mouse. Migliora anche la gestione dei menù, che per le finestre non massimizzate non saranno più nascosti nel pannello superiore di Unity, l'ambiente desktop predefinito di Ubuntu, ma saranno presenti nella barra dell'applicazione.

GNOME Control Center, il gestore delle impostazioni di sistema, è diventato Unity Control Center. Anche se gli utenti non noteranno alcun cambiamento, questa novità serve per risolvere alcuni problemi di integrazione tra Unity ed il programma realizzato dalla GNOME Foundation ed è provvisoria in vista dell'avvento anche nel desktop del Control Center già in uso nella versione mobile del sistema, Ubuntu Touch.

Tutti questi miglioramenti rendono il sistema più stabile e sicuro, adatto al ciclo di vita di questa versione, che sarà supportata per 5 anni, fino ad aprile 2019. Ubuntu 14.04 LTS è quindi la scelta consigliata a tutti gli utenti che preferiscono avere un sistema solido come una roccia piuttosto dell'ultima versione dei programmi.

ubuntu-it vi aspetta per trascorrere assieme la giornata di giovedì 17 aprile nella pagina dedicata sul nostro sito, per attendere e festeggiare assieme questa nuova versione. Non dimenticate l'appuntamento serale con Dario Cavedon, Andrea Azzarone e Riccardo Padovani, che illustreranno le caratteristiche di derivate, versione desktop e versione per smartphone e tablet dell'ultimo rilascio di Ubuntu.

il 15 April 2014 17.11

14 April 2014

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Con una settimana di ritardo rispetto a quanto previsto, la giuria ha scelto il nuovo logo della Comunità. La scelta è stata difficile, in quanto la giuria era equamente divisa tra i candidati inclusi nella short-list. Tutti i loghi includevano una caratteristica che richiamava un simbolo o un nota tipica dell'italianità: lo Stivale (che si rifaceva a una precedente opera di Paolo Sammicheli), la bandiera o il "codice paese" con cui l'Italia è nota in tutto il mondo.

Dopo una lunga discussione è stato scelto il logo di Marco Alici, che si aggiudica la maglietta Ubuntu e gli altri gadget.

 

Logo di Marco Alici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agli altri finalisti e a tutti i partecipanti che hanno inviato la loro proposta va il nostro ringraziamento, provvederemo a spedire il "laccetto Ubuntu", concordando direttamente tempi e modi.

il 14 April 2014 17.05

13 April 2014

Full Circle Magazine n.79

Abbiamo pubblicato il numero 79 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Un po’ di cannella?
  • How-to: Programmare in Python – Parte 49
  • How-to: LibreOffice – Parte 32: Impress Remote
  • How-to: Usare BOINC
  • How-to: Blender – Parte 9b
  • How-to: Inkscape – Parte 19
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Il software libero nel salvataggio dei computer
  • La mia storia
  • Recensione libro – Mind Mapping con Freemind
  • Resoconto software: Gli insoliti sospetti
  • Lettere
  • Domande & Risposte
  • Giochi Ubuntu: Super Meat Boy
  • Giochi Ubuntu: Surgeon Simulator 2013
  • Giochi Ubuntu: Dota 2
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 13 April 2014 20.39

02 April 2014

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Dal 9 al 12 Aprile si terrà "Codemotion Roma", evento dedicato agli sviluppatori, con occhio particolare al web.

Nell'edizione di quest'anno è prevista la partecipazione di numerosi sviluppatori di fama internazionale, che condivideranno le loro idee e soluzioni per l’accessibilità e le prestazioni.

Il programma è molto intenso: si parlerà di web "User Experience",  di linguaggi di programmazione tra cui Java 8/ Lambdas, Dart (sostituto di Javascript secondo Google), PHP, Python and .NET, ma anche di cloud e big data, MongoDB, Google Glass. In più, ci saranno anche contaminazioni con il mondo dell’arte con il talk “Find the Dragons” del Code Artist ale Mario Klingelmann e quello di Vittorio Amos Ziparo che proporrà una innovativa fruizione dei siti archeologici attraverso un piccolo robot.

Uno spazio a parte per l’area Game Development, e l'appuntamento con i Maker, in cui saranno presentate le potenzialità e orizzonti di stampa 3D, Internet of Things e Raspberry PI nella track IoT, hack and make. Infine da segnalare anche uno spazio per i più piccoli. Il programma dettagliato è presente sul sito dell'evento.

I lettori e simpatizzanti di ubuntu-it, possono acquistare i biglietti a un prezzo speciale, utilizzando il codice promozionale "Ubuntu-it" (senza apici), oppure direttamente da questo link.
Codemotion Roma si terrà dal 9 al 12 Aprile, presso la facoltà di Ingegneria dell'Università degli studi Roma Tre.

 

il 02 April 2014 12.07

01 April 2014

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Dopo una settimana di intense votazioni, la comunità ubuntera ha scelto i 3 loghi che si contenderanno la vittoria come "nuovo logo ufficiale" della comunità ubuntu-it, la Comunità italiana di Ubuntu. I voti sono stati tantissimi, al di là delle nostre previsioni, segno di grande attenzione nei confronti delle attività di ubuntu-it. I loghi finalisti, che hanno ottenuto più voti in assoluto (in ordine alfabetico di cognome):

 

Marco Alici

Logo di Marco Alici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Davide Depau

Logo di Davide Depau

 

Davide Ferrari

Logo di Davide Ferrari

Tra questi, la giuria sceglierà il vincitore finale, che vincerà la fantastica maglietta Ubuntu, il cui nome sarà reso noto il prossimo 7 Aprile. A tutti i partecipanti che hanno inviato la loro proposta va il nostro ringraziamento, provvederemo a spedire il "laccetto Ubuntu", concordando direttamente tempi e modi.

il 01 April 2014 14.03

30 March 2014

Mi scrive lo studio legale di La7 informandomi che utilizzare TCP effettuare il dowloading di file offerti solo in streaming decompilando i Video Player è considerata una forma di pirateria.

Il contenuto di questo post viene pertanto oscurato ricordando a tutti
gli utenti che scaricare i contenuti video offerti in streaming da La7
è una violazione dei diritti d’autore.

il 30 March 2014 12.38

23 March 2014

Votazione contest ubuntu-it

Ubuntu-it Newsletter

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Iniziano le votazioni per il nuovo logo di ubuntu-it!

Il voto può essere registrato a questo indirizzo: www.rpadovani.com/ubuntu.

I tre loghi più votati saranno presi in considerazione dalla giuria per scegliere il nuovo logo della comunità. Sarà possibile votare fino alla mezzanotte di domenica 30 marzo.

 

In bocca al lupo a tutti i partecipanti!

 

Per ulteriori informazioni, consultate questo articolo

il 23 March 2014 14.26