03 December 2016

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Canonical ha recentemente annunciato che intraprenderà azioni legali contro un hosting europeo di cloud, server virtuali e dedicati per la violazione del trademark di Ubuntu.

Ubuntu è software libero, e chiunque può scaricarlo, usarlo, modificarlo e ridistribuirlo. Quando si ridistribuisce una versione modificata però non si può usare il nome "Ubuntu", a meno che le modifiche non siano approvate da Canonical. Questo permette agli utenti di avere la garanzia che quando scaricano Ubuntu stanno scaricando un sistema veloce, sicuro ed affidabile.

Ci sono però alcuni hosting che forniscono ai loro clienti immagini di Ubuntu modificate e non certificate da Canonical: queste immagini hanno spesso problemi di sicurezza, mancano funzionalità e sono meno performanti. Di conseguenza, Canonical ha annunciato che, dopo mesi di tentativi di discussione inutili fra le parti, avvierà una causa legale per violazione del trademark contro una di queste compagnie.

Fonte: insights.ubuntu.com

il 03 December 2016 15.11

02 December 2016

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La documentazione wiki di Ubuntu-it rappresenta il "luogo di raccolta" di tutte le guide riguardanti l'installazione di Ubuntu, l'abilitazione dei dispositivi hardware più disparati, l'amministrazione del sistema, la gestione della sicurezza, la risoluzione dei problemi e tantissime altre informazioni. L'esistenza di una documentazione wiki separata dai manuali ufficiali del sistema operativo è di vitale importanza per una comunità in continua crescita come la nostra. Essa nasce infatti dalla necessità di raccogliere tutte le procedure più importanti e assenti nei manuali ufficiali in un unico posto, liberamente accessibile per chiunque!

La documentazione wiki ha un gruppo di lavoro che si occupa della sua manutenzione, supervisiona le attività degli utenti e si confronta con loro per migliorare la piattaforma. Tuttavia il Gruppo Doc non possiede (ancora) il dono dell'onniscienza, per questo è essenziale la partecipazione di tutta la comunità, senza la quale un wiki non potrebbe sperare di sopravvivere. Dunque cosa aspetti a darci una mano?

Si comincia!

http://www.ubuntu-it.org/news/2016/01/25/domande-e-risposte-sulla-documentazione-wiki

Ottenere le informazioni essenziali per partecipare è facile come...leggere le FAQ ;)"Cos'è un wiki? Come si scrive la documentazione?" Leggi questo articolo per trovare le risposte alle domande più frequenti, abilitare il tuo account e iniziare a scrivere.

Sezione Notebook

Un buon punto di partenza consiste nel compilare il resoconto dell'installazione nel tuo notebook o netbook di Ubuntu o di una sua derivata ufficiale. Con questa procedura imparerai a creare nuove pagine e a modificare il testo di una guida, semplicemente consultando questo articolo. Se non hai un notebook, naviga la documentazione e dedicati a quello che preferisci. Se trovi degli errori, correggili!

http://www.ubuntu-it.org/news/2014/11/11/aggiornamento-sezione-notebook

Guide da revisionare

CategoryDaRevisionare

La documentazione wiki va mantenuta aggiornata per essere al passo con i tempi. Ma come sapere quali guide hanno bisogno di una rinfrescata? Ebbene, esiste un elenco di guide obsolete e si trova nella pagina Category Da Revisionare ;) Potrai scegliere la pagina che più ti aggrada e dedicarti al suo aggiornamento, tramite una pagina di prova ovviamente!

Creare nuove guide

La documentazione non va solo aggiornata ma anche rinnovata! Potrai proporci nuove guide utilizzando la sezione del forum dedicata alla documentazione. Troverai a risponderti moltissime persone, membri del gruppo doc, del gruppo forum e altri utenti che dedicano il proprio tempo libero alla documentazione.

http://forum.ubuntu-it.org/viewforum.php?f=46

Dove trovo le novità della documentazione?

http://www.ubuntu-it.org/news/documentazione

Con cadenza variabile (ovvero, quando ce ne ricordiamo) il Gruppo Doc pubblica sul suo blog le ultimissime news riguardanti la documentazione wiki. Troverai i resoconti delle attività svolte, aggiornamenti e nuove guide, consigli, progetti e tanto altro.

Ti aspettiamo!

 


A cura del Gruppo Doc

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il 02 December 2016 13.17

30 November 2016

Asus Zenfone 3 MAX

Ciao ragazzi!
Ringraziando il team Asus oggi parleremo dello smartphone ASUS ZENFONE 3 MAX. Un telefono che non ha prestazioni elevate ma grazie all’interfaccia ZenUI abbiamo ottima fluidità ed elevata autonomia grazie anche all’elevata capacità. Dopotutto quest’ultimo è il cavallo di battaglia 🙂

Confezione e contenuto

All’interno della confezione troviamo un caricatore da 2mAh, delle cuffie in-ear con gommini e ovviamente con un cavo micro USB.
Insieme a ciò, c’è un particolare adattatore ossia l’OTG che ci permette di collegare le chiavette USB al nostro telefono (vengono riconosciute tutte) e sentite bene…. Con l’adattatore possiamo donare energia (e quindi ricaricare) ad altri dispositivi.
Molto comodo in caso di emergenza perché qualsiasi cosa abbia entrata USB come una ventolina, viene alimentata.

Materiali costruttivi e feeling al tocco

Zenfone 3 Max, un design che può sembrare già visto se siete pratici di telefoni asiatici.

Rispetto alla conosciutissima famiglia Zenfone 2 dello scorso anno, è rivestito di materiali di qualità di gran lunga superiori. Ad esempio, tutto il corpo è rivestito in metallo ed è molto arrotondato nei lati ma, potete stare tranquilli in quanto la presa è abbastanza buona.

Il suo peso si aggira sui 148 grammi, forse un po’ troppo rispetto alla sua grandezza, un 5,2″ ma sta a voi decidere perché tutto dipende dall’abitudine. Certo, considerate che il peso va anche in relazione alla capienza della batteria e che sinceramente non dovreste avere problemi di peso in quanto il tutto è abbastanza compatto tanto che l’utilizzo con una sola mano è possibile.

Su questo dispositivo abbiamo la presenza di tasti fisici che si trovano sul lato destro del telefono. Non rilevo scomodità.

Caratteristiche Hardware

Nell’introduzione parlavo di processore non di elevate prestazioni: parliamo di un Mediatek MT6737M, un processore quad-core da 1,25GHz con GPU Mali T720MP2.
Il telefono è equipaggiato inoltre di 3GB di RAM e di 32GB di memoria interna che possono essere estesi se al posto della seconda SIM inseriamo una microSD.

Esatto, seconda SIM quindi abbiamo il supporto per due SIM e, parlando di connettività dati, per la 4G fino a 150Mbps.
Per il resto abbiamo Wi-Fi b/g/n, Bluetooth, 4.0 e radio FM. Ciò che manca in realtà è l’NFC e il supporto per la banda Wi-Fi da 5GHz.

Novità della famiglia Zenfone è il lettore di impronte digitali sul retro. Purtroppo non è eccellente nella precisione e velocità tanto da poter richiedere di effettuare un secondo tentativo di lettura.

Parlando di multimedia, lo speaker è posizionato sul retro nella parte inferiore.
A mio parere ho riscontrato 2 difetti: quella zona è piatta quindi se lasciamo il telefono, sentiremo di meno. L’altro difetto è che a massimo volume si sente basso. Non mi ha proprio convinto.

Comparto fotografico

Il dispositivo è equipaggiato inoltre di due fotocamere.
La principale è una 13 megapixel ƒ/2.0 con un singolo flash LED.
La messa a fuoco è buona se non perfetta così come la velocità di scatto e salvataggio della foto. Il risultato è davvero buono se siamo in un ambiente molto illuminato e l’HDR funziona discretamente. Quest’ultima opzione va attivata manualmente e la resa del colore è piacevole e non esagerata.

Con poca luce invece cominciamo i problemi in quanto si vede leggermente l’effetto disturbo ma tutto sommato il risultato non sarà pessimo come i telefoni di fascia bassa. Bisogna avere una mano ferma!
Per quanto riguarda la modalità attivabile con poca luce, abbiamo un’ottima resa di illuminazione ma la risoluzione sarà quella che sarà.
Molte sono comunque le opzioni attivabili così come la super risoluzione che permette di fare scatti di altissima risoluzione. Non aspettatevi una qualità come una Canon eh!

Per la fotocamera frontale invece è una 5 megapixel che non è neanche lei male. Diciamo che vi permette di fare selfie senza vari fronzoli. Ovviamente dimenticavo che la fotocamera principale vi permette di girare video in Full HD.

Caratteristiche del display

Il display del dispositivo è, come dicevamo, un 5,2 pollici IPS con una risoluzione HD (1280 x 720 pixel).
Forse, la cosa che non mi convince sono le cornici laterali che essendo spesse portano ad avere una larghezza superiore allo standard. Sembra avere più pollici come un 5,5″.
Comunque sia, le immagini hanno colori buoni così come lo è anche la luminosità. Tra l’altro, la luminosità automatica funziona abbastanza bene.
Parlando di gesture, il display a schermo spento le riconosce ma secondo il mio punto di vista, vengono ignorate a causa della presenza del lettore di impronte sul retro.. O forse no se il lettore fallisce.

Software

Come dicevamo, il software è il punto di forza di questo telefono! Grazie all’ottimizzazione del team tecnico di ASUS, ogni cosa gira fluida senza troppi problemi. La personalizzazione è un altro dei punti di forza.
Proprio per la personalizzazione non mi metto ad elencare tutto ciò che è disponibile così come le funzionalità di Android 6.0 Marshmallow ma mi limiterò sul generale.

Come detto, una marea di impostazioni tanto da far sentire spaesato l’utente inesperto.. Forse è un po’ esagerato?
Cosa possiamo personalizzare? Beh, ovviamente abbiamo il cambio delle gesture, modificare le icone, la dimensione della griglia, rimuovere il menu delle app (drawer), cambiare il tema e così via.. Sembra poco detto così ma fidatevi 🙂

Lato software, nella prima accensione troviamo molta roba preinstallata come le app per i social così come la gestione del telefono.
Altre cose sono MiniMovie per la realizzazione di un collage delle foto, Game Genie per fare streaming su Twitch e YouTube, galleria delle foto, QuickMemo, archivio dei file e il browser Google Chrome (che sostituisce quello di default che c’era).

Autonomia

La batteria presente ha una capacità di 4130mAh che, assieme al processore che richiede poca energia, riesce a garantire un’ottima autonomia. Purtroppo non di pari livello così com’era il suo precedente (che aveva una capacità di 5000mAh e CPU Snapdragon 410) ma non ci si può lamentare a fronte di una durata di 2 giorni con utilizzo medio e quasi una giornata e mezza con utilizzo intenso e una giornata con utilizzo molto intenso.
Per la ricarica abbiamo l’adattatore con elevata capacità che ci permette di essere di nuovo disponibili in circa due ore.
Mi dispiace che comunque confrontato allo Zenfone MAX, ha una autonomia inferiore del 40%.

Comparto Telefonico

Non c’è nulla da dire a riguardo o forse sì, a mio parere la gestione è stata peggiore rispetto allo Zenfone 3 base perché qui non ci sono possibilità di gestire una suoneria diversa per le SIM.
La cosa che ho apprezzato è la presenza di default di poter registrare la chiamata. Tuttavia, la qualità della chiamata però non è una delle migliori.

Acquista ASUS Zenfone 3 MAX

Il prezzo del telefono si aggira sui 199€. Ottimo rapporto qualità prezzo.

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L'articolo Asus Zenfone 3 MAX – Recensione sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 30 November 2016 18.04
Categoria: 

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È ufficiale la scaletta di rilascio della futura versione di Ubuntu, nome in codice Zesty Zapus.
Ecco le date più importanti da tenere a mente.

 

  • 29 Dicembre: Alpha 1 → alcune derivate ufficiali rilasceranno la prima versione alpha.

  • 26 Gennaio: Alpha 2 → anche in questo caso disponibile solo per alcune derivate.

  • 16 Febbraio: Feature Freeze

  • 23 Febbraio: Beta 1 → alcune derivate ufficiali rilasceranno la prima versione beta.

  • 23 Marzo: Final Beta → Ubuntu rilascia la sua versione beta.

  • 6 Aprile: Release Candidate

  • 13 Aprile: Rilascio Finale → Zesty Zapus è pronto!

 

Per informazioni più dettagliate, puoi consultare la pagina wiki Rilasci/ZestyZapus

Durante tutto il periodo di sviluppo la comunità italiana organizzerà diverse iniziative: pubblicazione di notizie sul sito e nella newsletter settimanale, discussione delle novità sul forum, preparazione della documentazione wiki... Se vuoi partecipare, non esitare a farti avanti!

il 30 November 2016 08.47

23 November 2016

Documentazione Wiki: ottobre 2016

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Documentazione wiki: ottobre 2016

Foto originale: TCP118v1 by Tiziano Consonni

 

Seppure in ritardo, ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante il mese di ottobre.

Aggiornamenti e novità

  • Garmux: aggiornamento dei navigatori Garmin Nuvi sfruttando le mappe open source di Open Street Maps.

  • Raspberry Pi: installazione delle versioni di Ubuntu disponibili per questa piattaforma hardware.

  • Fvwm: installazione e configurazione di questo window manager estremamente leggero.

  • Modalità di Ripristino: utilizzo della modalità di ripristino presente nel menu di Grub per ripristinare il funzionamento di un'installazione di Ubuntu danneggiata.

  • Google Earth: installazione di Google Earth in Ubuntu e risoluzione di problemi comuni.

  • Netboot da Internet: configurazione del computer per effettuare un'installazione Netboot di Ubuntu con avvio da file salvato su disco rigido.

  • LibreOffice: installazione, aggiornamento e personalizzazione di questa nota suite per ufficio.

  • Percentuale Calcolatrice: utilizzo della funzione percentuale % in Ubuntu per smartphone e tablet.

Yakkety Yak!

Come per le versioni precedenti, sono state aggiornate anche le pagine più importanti prima del rilascio di Ubuntu 16.10. Puoi trovare tutte le modifiche effettuate nella pagina GruppoDocumentazione/Yakkety.
Per maggioro informazioni, consulta la pagina Lavoro Svolto.

 


A cura del Gruppo Doc
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il 23 November 2016 13.40

22 November 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 040/2016

 

È disponibile la newsletter N° 040/2016 della comunità di ubuntu-it. In questo numero:

  • L'evoluzione di Unity 8 tra Ubuntu 17.04 e Ubuntu 18.04
  • Si avvicina il rilascio di OTA-14 per Ubuntu phone e tablet
  • Nuova nomina MOTU
  • Rilasciati i nuovi driver open source Radeon e Amdgpu per GNU/Linux
  • Firefox 50 approda su Ubuntu
  • Rilasciato GNOME 3.22: il futuro è adesso

Per visualizzare la newsletter online, consulta questa pagina.
È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.

il 22 November 2016 21.03

17 November 2016

Small startup companies only stay small for a short while. Over time, they will develop into a big business that needs to operate just like any other in the field. When this size change occurs, it is important to perform a few important tasks. There are several key tasks to accomplish once the business grows to ensure it can continue to develop appropriately.

Implement the Right Software Tools

Many small businesses only have basic software integrated into their systems. They can keep track of invoices, reach out to customers, and manage data. A big business will have to do things on a much more larger scale, requiring the right software tools to handle the job. Customer Relationship Management should be handled appropriately, allowing companies to generate leads quickly and reach out to long-time customers regularly.

Another key component of this is in terms of facility management. There are more employees, customers, and business aspects to manage and keeping a functioning facility is essential. Maintenance management software for facilities management is best for large businesses with options like IFS Enterprise Asset Management, NetFacilities, and Maintenancec Connection as possible choices. There options allow business owners to monitor productivity levels, improve equipment efficiency, manage documents, track finances, and much more.

Even if you are growing and haven’t hit the “big business” zone, facilities management is still important and there are solutions for smaller business as well.

Beef Up Security

The larger the business, the larger the target is for criminals. This refers to two things, both people attempting to steal goods and people attempting to steal information. As a business grows, it is important to beef up security with it to prevent information or goods from being taken.

Cyber security is one of the most important aspects, as there is a slew of information available on the software systems that could allow identify thieves to hack the system and steal information. The right practices need to be put in place so the data cannot be compromised. It is wise to have a risk management assessment performed on the system to determine which areas need more security, and which are well protected. Understanding what to do in case of a breach is also important. Most states have breach laws that require businesses to notify all parties who have their information stolen.

Hire New Talent

New talent should not be hired after the business has expanded. Instead, it is important for business owners to begin working on finding new employees for their company before it ever grows. Employers should train new people beforehand so they are ready to begin immediately once the business grows and their knowledge and experience is needed.

Adapt New Technology Overtime

A big business cannot simply upgrade their technology and software once and never do so again. New technology should be integrated into the business regularly. It is important to adapt new technology overtime so that the business stays with the times and can compete with others utilizing the same technological advances. It is the only way to ensure the company is brought into the future and not left behind.

A small startup will eventually grow into a big business. When this happens, the business owner is going to want to be sure they have already begun working on a few important tasks. Not only should security be beefed up to protect data, but new employees are needed, technologically advances should be made, and the right software should be utilized.

Completing these tasks will help a smaller company grow into the best big business it can be.

The post Key Tasks to Accomplish Once Your Small Startup Becomes a Big Business appeared first on deshack.

il 17 November 2016 08.51

15 November 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 039.2016

 

È disponibile la newsletter N° 039/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Ubuntu Online Summit: 15-16 November 2016
  • In arrivo il primo UbuCon europeo
  • Ubuntu Budgie è ora una derivata ufficiale Ubuntu
  • Disponibile la versione finale 13.0.0 delle librerie grafiche Mesa 3D per le distribuzioni GNU/Linux
  • LibreOffice 5.2.3 fresh disponibile per il download
  • SoundNode. Una desktop app opensource di SoundCloud per Ubuntu
  • Succede su Chiedi
  • Statistiche del gruppo sviluppo

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il 15 November 2016 21.42

11 November 2016

Meeting Ubu-it 2016

Jeremie Tamburini

Il meeting 2016 di ubuntu-it verrà ricordato per le emozioni forti e la mancanza di mezzi termini. La comunità sta cercando di ricostruirsi ma in tempi di crisi fa presto a piovere sul bagnato.
Il tempo di arrivare al Ramada e realizzare che la lista partecipanti per i motivi più vari si è assottigliata, perdendo fra gli altri Diego Prioretti e Dario Cavedon (un abbraccio a distanza ai due!) che avrebbero dovuto sostenere parte dei talk… tanto quanto basterebbe per gridare “OK panico!”.

Invece ne verrà comunque fuori una giornatina da ricordare.

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PIETRO, MATTIA E IL FORMAT
Pietro Albini e Mattia Rizzolo sono stati i due personaggi che hanno preso la situazione in mano. Non era facile. È vero che nonostante la giovane età hanno già maturato qualche anno di esperienza in ubuntu-it, però non è il massimo del comfort domare una carrozza allo sbando. I due lo hanno fatto, hanno dettato i tempi del meeting e guidato il susseguirsi degli eventi con il loro stile. Complimenti!

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Ero scettico sul format adottato: talk la mattina e jam al pomeriggio. In realtà si è rivelata una buona cosa. In questo modo persone di un gruppo che non hanno mai la possibilità di trovarsi faccia a faccia, possono interloquire per diverse ore sulle varie problematiche. Durante i talk questo non sarebbe potuto succedere.

LE COSE CHE SCALDANO IL CUORE
Le persone esterne a ubuntu-it che si aggiungono ai nostri meeting, spesso vivono nelle vicinanze. Durante una pausa nel corridoio, parlando con due ragazzi giovanissimi, salta fuori che sono arrivati addirittura da Roma :) …e di certo NON siamo i Pink Floyd!
Uno dei motivi principali della loro visita era di conoscere direttamente le persone, prima di partecipare a uno dei nostri progetti. Nel mondo iper-connesso di oggi questa cosa del partire dal conoscersi di persona ha del sorprendente.

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Nella jam pomeridiana poi, con la coda dell’occhio ho notato che erano al tavolo con Marco Trevisan. Ho ripensato a una cosa bella di quest’ambiente. Marco è stato assunto ormai da diversi anni per lavorare su Unity. I suoi talk sono una presenza frequente nei meeting e ci illustrano le ultime evoluzioni delle tecnologie presenti su Ubuntu. E così è stato anche quest’anno.

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La cosa bella sta proprio qui, in eventi di questo tipo è possibile scambiare due parole faccia a faccia con personaggi in prima linea nei progetti open. Un po’ come se un appassionato qualsiasi di motori si ritrovasse a scambiare quattro chiacchiere con gli ingegneri della formula 1 come se nulla fosse. Ah.. e nel caso avesse una buona conoscenza in materia, le sue idee potrebbero essere prese in considerazione per eventuali evoluzioni sul progetto!

GRUPPO DOC & GRUPPI
Questa volta toccava anche a me chiacchierare. Ho ripercorso le tappe principali del gruppo doc che sta vivendo un periodo positivo, grazie all’entrata da fine 2014 a oggi di nuovi componenti estremamente validi. Dopo periodi di desolazione, per me e Matteo Lazzari è quasi una ricompensa divina per aver tenuto duro.

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Alessandro, Andreas, Giulio e Iononsbalgiomai del Gruppo Doc

Essendo questo un periodo in cui diversi gruppi stanno attraversando delle difficoltà, il talk voleva essere anche un modo per evidenziare alcuni dei punti chiave del successo magari di spunto per altri:
– semplificare quanto più possibile burocrazie e regole. Da noi è stato tutto ridotto all’osso, sia per gli utenti che scrivono guide, sia per chi entra a far parte dello staff.
– Se il gruppo mira a raccogliere quanti più partecipanti, valutare l’utilizzo delle piattaforme per il coordinamento (forum, mailing list, chat..). Per il gruppo doc la presenza sul forum è importante anche per ampliare il contatto col pubblico. Se il gruppo operasse solo su mailing list finirebbe per isolarsi.
– Trovare attività “entry level”, ossia abbordabili e/o accattivanti per nuovi contributori. Per noi possono esserlo state le guide sui portatili o sugli ambienti desktop, ecc..
– Farsi pubblicità. Sfruttare gli articoli sul Planet che verranno a loro volta amplificati dai canali social (Facebook/Twitter/Google+). Questo permette al pubblico di essere al corrente dell’esistenza del gruppo e delle proprie attività.

DESKTOP REMOTI & LINGUAGGI
Un talk piacevole si è rivelato quello di Giovanni Panozzo su Remmina, software per il desktop remoto. Lo sviluppatore originario del progetto ad un certo punto si è dato alla macchia lasciando il software a se stesso. Ma grazie alla “magia” del software libero questo fatto ha un’importanza relativa. Giovanni e Antenore Gatta hanno rilevato lo sviluppo di Remmina ridandogli linfa vitale.
La cosa bella è venire a conoscenza dei retroscena. Fra GTK che cambiano un giorno si e l’altro pure, il tortuoso mondo della pacchettizzazione e dei maintainer, grafici commissionati che lavorano quasi bene e altro.. ne è venuta fuori un narrazione molto avvincente :)
È stato poi piacevole disquisire alla sera con Giovanni, da buon sysadmin porta con se un bagaglio enorme di esperienze e quindi di aneddoti interessanti.

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Saltando di palo in frasca, negli ultimi tempi c’è un linguaggio che giorno dopo giorno sta incontrando sempre più favori fra i programmatori: Rust, linguaggio compilato creato da Mozilla. Ce ne ha parlato il nostro Pietro Albini in un breve talk.
La meta è ambiziosa, in quanto mira a essere un’alternativa ai granitici C e C++, “addolcendone” in parte la sintassi, ma soprattutto introducendo un rigido controllo sulla sicurezza durante la compilazione. Cioè, il compilatore si accorge se il programmatore ha creato dei costrutti che potenzialmente possano generare situazioni indesiderabili.
È probabilmente lo scoglio più ostico da superare per chi ha già esperienza con altri linguaggi. Costrutti che verrebbero compilati in C, C++, ecc.. con Rust restituiscono errore alla compilazione. In altre parole, Rust obbliga a programmare bene.

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Aneddoto: rientrato a casa il giorno dopo mi metto a leggere OK panico!, uno dei mie blog preferiti. Neanche a farlo apposta a proposito di GTK e Rust, scorgo questo articolo di Alberto Ruiz, sviluppatore Gnome che incomincia a fare un pensierino a Rust nell’ecosistema Gnome-Gtk :)

IL BELLO DEL MEETING
Incontri di persona gli avatar del forum! :D
Ad un certo punto ti ritrovi un pinguino con la maglia del Palermo e non puoi che gridare “jackynet92!! Sei proprio tu?!!”. OK non proprio :P
Il bello rimane sempre l’incontrarsi di persona. Incontrare Alessandro Viprati (..in gamba anche dal vivo). Devid Filoni, altro pezzo da 90. Poi scopri gente che non avresti mai potuto conoscere perché in ubuntu-it frequenti canali totalmente differenti, e così ti spunta fuori un Alessandro Cecchin :)
E dopo un’astinenza di due anni avevo veramente voglia di ri-incontrare le vecchie conoscenze e parlare e straparlare di Linux.

E le lasagne del Ramada? Le vogliamo ricordare?
Un saluto a tutt….

– Pubblico: Oooooh!! aspetta!! Come “un saluto”?
– Jeremie: Che c’è? Stavo facendo i saluti finali.. ho scritto anche tantino..
– P: E il ristorante?! Non ci racconti niente della cena?
– J: Dai, ma devo sempre fare queste cose? Poi mi prendono per fissato.
– P: Dai “Gèremi”, raccontaci! Alla sera dovevate andare al Broccaindosso, dove letteralmente ti schiantano dalle portate.. dicci com’è andata!
– J: Intanto si pronuncia “Geremì”, come se ci fosse un accento sulla ì..
– P: Ma come?! Non si dice “Gèremi”?
– J: Si scrive J-e-r-e-m-i-e con la “ie” in fondo invece che con la “y”. Potrebbe anche venire il dubbio che non sia un granché anglosassone, no? Inoltre nella versione italiana si dice “Geremìa” e non “Gèremia”.
– P: Ma quanto rompi, ma che razza di nome hai?!!
– J: De’… ora è colpa mia se c’ho quel nome!!
– P: Ohioi, vabbene.. “Geremì” ci parli del Broccaindosso?
– J: OK

Cosa è il Broccaindosso? Un’aberrazione, un luogo che esiste solo nella fantasia, un luogo che si materializza in determinati momenti della vita di un uomo e svanisce altrettanto velocemente ma lasciandoti molto dentro.

Antipasto:
mortazza con pagnottine soffici, prosciutto crudo, insalata con melograna. “E fin qui..” direte voi. Continuo: sfornatino di patate con panna, tortino zucca e formaggio, salsicce e fagioli (si, salsicce e fagioli → antipasto), melanzane alla parmigiana, fiori di zucca fritti e frittata.

Dolce:
vassoio crem caramel, scodella di cioccolata (tipo musse), vassoio tiramisù, tortino di cioccolata con scodella di crema, tortino basso con.. non so bene cosa, scodella con crema di castagne, zuppa inglese, bigne alla crema con scodella di cioccolato fondente.
Fossi lo chef per alleggerire ci inserirei anche un meringato alla panna.

Per la cronaca, mi ero portato l’alkaselzer ma non l’ho usato.

È tutto ;)

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il 11 November 2016 03.54

09 November 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 038.2016

 

È disponibile la newsletter N° 038/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Quel tocco in più per la sessione Unity 8 di Ubuntu 16.10
  • Rilasciato Ubuntu Core 16
  • Mythbuntu termina qui: grazie per tutto!
  • ubuntu-it Meeting a Bologna: la Comunità riparte da qui
  • Presentato il nuovo status tracker di Xubuntu
  • Un nuovo editor di testi per Ubuntu Phone
  • Bug riportati
  • Statistiche del gruppo sviluppo

È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.
Per visualizzare la newsletter in linea, consulta questa pagina.

il 09 November 2016 10.16

The lifecycle of a computer or mobile device often keeps in line with Moore’s Law, which states that computing power will double every two years. For your average consumer, it means simply faster and newer features but for the tech-literate, it becomes a game changer because it introduces new technologies and capabilities for developing software and hardware applications.

Because computing technology is cycled so quickly, we are often faced with the dilemma to either hold out until a major upgrade or buy into the next iteration (seen all too frequently with the introduction of smartphones which make minor leaps and bounds compared to the previous model). All this constant shift in the marketplace and desire to acquire newer devices leaves a lot of waste in otherwise capable devices.

It’s very possible that you have at least one or two older smartphones or computers stashed somewhere in your house because you don’t know what to do with them; we hold onto them because they’re still a fantastic tool, but they’re no longer our primary device.

So what you do to preserve the longevity of a computer or mobile device so it’s not just lazily tossed in the trash or kept in one of the junk drawers we all seem to have in the kitchen?

I’ll tell you what…

Sell it

Computers and devices quickly lose their value as new models come out. By the second or third generation, you practically must beg someone to take it off your hands. iPads, iPhones, Android phones, and computer workstations do have value if you’re willing to part with them at the right time. Sometimes a company makes an announcement on the new releases that go sour with the userbase so they agree to stick with older models. Other times the older models are up-to-par with what a person needs so they’re willing to pay. You could, for example, do a look for “sell iPad”, punch in your model, get your quote, and then factor that into the price of the new model you’re seeking.

Donate

There are many impoverished individuals that are smart, but lack the computing devices needed to explore their interests. Consider donating your old devices to local charities or services which place those items in the hands of young individuals whom hold an interest in the industry; with these tools available we will certainly see an expanse on new-comers to the market especially women in tech along with people of color which create a dynamic community that will grow and generate the next wave of innovations for the industry at large.

Dedicated Media Player

one such use for older smartphones I’ve personally put in motion is to purchase a cheap SD card (to expand the memory) and use the now deactivated phone as a media player for the car or when attached to my bicycle during rides. Smartphones are also perfect when paired with WiFi so you could use them as a dedicated remote control for the many streaming apps. Too, you could keep the older apps and hand it off to the younger individuals in the household for game time (without the fear they’ll accidentally purchase in-game items since it’s now disconnected).

Testing Environment

Developers do have access to tools which allow them to test their creations on multiple devices within an environment, but the user experience is equally important in terms of touch and feel. An old device can be a great testing environment for new applications while also giving the correct feel of how it will be used rather than running it through an emulation program at the computer; it will aid in the development.

There are many ways to re-use old devices even if they begin to feel outdated. These devices are still as valuable of a tool as when you first got them – with the exception that they no longer have the flashy features of the newer models; they can still be given new life through dedicated apps, services, or used to move onto the next release without having to be chucked into the landfill so do consider this the next time you’re factoring in an upgrade and figuring out how to add longevity to older systems.

The post Adding Longevity and New Life to Aging Devices appeared first on deshack.

il 09 November 2016 09.29

07 November 2016

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Si è svolto sabato 5 Novembre scorso a Bologna, "ubuntu-it Meeting 2016", l'appuntamento della Comunità Italiana di Ubuntu, presso l'hotel Ramada Encore.

Dopo una pausa di più di un anno, la Comunità Italiana di Ubuntu è tornata a riunirsi nello stesso "luogo fisico", per fare il punto della situazione della Comunità, imparare nuove cose su Ubuntu e sul suo sviluppo, e scambiarsi opinioni su come migliorare Ubuntu e il supporto agli utenti.

 

Il Meeting di quest'anno ha visto la partecipazione di molte facce nuove, segno di un progressivo e naturale rinnovamento, in corso ormai da qualche anno.

 

Alla mattina si sono svolti i "classici" talk, che hanno visto salire sul palco Marco Trevisan, che ha parlato dello sviluppo di Unity8 e Mir, Jeremie Tamburini, che ha parlato dell'evoluzione dell'attivissimo Gruppo Documentazione (che gestisce il wiki della Comunità). E' stata poi la volta di Mattia Rizzolo, che ha parlato di cosa ha fatto e cosa farà il Consiglio della Comunità, che sta lavorando per trovare un nuovo assetto della comunità di Ubuntu.

Giovanni Panozzo durante il suo talk su Remmina

 

Quest'anno la Comunità ha ospitato uno sviluppatore upstream: Giovanni Panozzo, uno dei due sviluppatori principali di Remmina, il software di connessione remota più diffuso su Linux. Giovanni ha parlato di come, insieme allo sviluppatore principale Antenore Gatta, ha "riportato in vita" Remmina (che era stato abbandonato dai precedenti sviluppatori), di quali sono i loro rapporti con le maggiori distribuzioni GNU/Linux e di come si può facilmente contribuire allo sviluppo.

 

Infine Pietro Albini ha parlato delle principali caratteristiche di Rust, il nuovissimo linguaggio di programmazione sviluppato da Mozilla in collaborazione con la comunità open source.

 

Nel pomeriggio, i partecipanti si sono divisi su più tavoli, organizzando diversi jam (sessioni di lavoro informali): sviluppo del nuovo sito web, creazione della documentazione e di come sviluppare su Ubuntu.

 

La giornata si è conclusa in un ristorante di Bologna, dove i partecipanti hanno discusso (e pasteggiato) a lungo, prima di darsi appuntamento al 2017! Una bella giornata di apprendimento e divertimento, sempre nello spirito della collaborazione, della condivisione delle idee e delle conoscenze.

Vogliamo infine ricordare che parte delle spese del Meeting sono state coperte dai fondi versati dalla comunità internazionale di Ubuntu. Da qualche anno infatti è possibile fare delle donazioni dalla pagina di download del sito internazionale di Ubuntu. Questi fondi (gestiti da Canonical) possono essere utilizzati dai vari Loco Team e dagli Ubuntu Members per organizzare gli eventi più disparati. Grazie quindi a tutti quelli che hanno donato!

il 07 November 2016 19.58

02 November 2016

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Newsletter italiana 2016/037

 

È disponibile la newsletter N° 037/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • La Carleton University crea un Cloud per la Ricerca con Ubuntu OpenStack
  • Le immagini Daily Build di Ubuntu 17.04 Zesty Zapus sono disponibili per il download
  • Il meeting di Ubuntu-it a Bologna sabato 5 novembre 2016
  • Full Circle Magazine Issue #114 in inglese
  • LibreOffice 5.1.6 disponibile per il download
  • Succede su Chiedi

È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.
Per visualizzare la newsletter in linea, consulta questa pagina.

il 02 November 2016 14.36

31 October 2016

In macchina avete una radio che non legge le pennette USB e/o non ha un attacco AUX e volete cambiarlo ma non volete spenderci tanto? Grazie ai ragazzi di Aukey, oggi vi presento una soluzione economica.
Qual è la soluzione? Parliamo di Aukey BT-C5 Trasmettitore FM e Caricatore per Auto. 🙂

Breve introduzione: Aukey

AUKEY combina le più recenti tecnologie con oltre un decennio di esperienza di hardware per progettare e costruire, elettronica di consumo affidabili solidi e accessori mobili. I nostri caricatori e le powerbank incorporano AUKEY AiPower Adaptive, tecnologia di ricarica rapida con Qualcomm Quick Charge 3.0 per supportare tutti i dispositivi dotati di USB. Siamo impegnati a creare prodotti solidi supportati da un servizio cordiale e sensibile per deliziare i nostri clienti fedeli in tutto il mondo.

Come si presenta la confezione

Il pacco arriva senza danneggiamenti (nel mio caso attraverso Amazon). Seppur il costo economico, si può notare subito al tatto la solidità e l’accuratezza che Aukey vuole dimostrare ai suoi clienti.
Eliminando la pellicola e aprendo la scatola, notiamo subito il nostro trasmettitore e nello scompartimento sottostante il certificato di garanzia e il manuale d’istruzione multilingua.

Come si presenta il dispositivo

Il dispositivo si presenta di ottima fattura per quello che costa!
Collegandolo alla presa accendisigari della vostra auto, possiamo notare l’accensione immediata del display che mostra una frequenza casual di colore rosso.

Banalmente basta giocare con i due tasti per variare la frequenza FM di trasmissione.
Una volta scelta una frequenza libera, basterà sintonizzare la vostra radio sulla stessa frequenza e collegare il vostro MP3, MP4, Telefono o qualsiasi altra cosa trasmetta audio in uscita via jack audio da 3,5mm.

Oltre a ciò abbiamo la possibilità di poter collegare un cavo USB al connettore.
Possiamo collegarci qualsiasi cosa, anche alimentare un telefono moderno considerando che la porta USB eroga ben 2.1A e quindi è in grado di soddisfare i requisiti di tutti i dispositivi connessi.

Scheda tecnica

Banda: FM Radio
Qualità del Suono: Hi-Fi stereo
Gamma: 88.1~107.9MHz
Intervallo: 0.1MHz
Stabilità: 0ppm (-10℃ ~+ 55℃)
Clutter & Armonia: ≤-60dB
Gamma effettiva: Circa 5m
Voltaggio d’operazione: 12V~24V
Voltaggio d’Uscita d’USB: DC 5V 2.1A
Separazione di Stereo: 40dB
Risposta di Frequenza: 20Hz~16KHz
Distorsione d’Audio: ≤0.1% (F=75KHz, f=1KHz)
SNR: ≥45dB (1KHz 100%)

Conclusioni

Cosa dire, anche stavolta possiamo notare le grandi potenzialità e cura di Aukey.. Il rapporto qualità/prezzo è anche ottimo considerando che la musica in uscita è molto buona e pulita (non al 100% ma abbastanza).

Se siete interessati ad acquistare questo prodotto, lo trovate su Amazon al modico prezzo di 14,99€.

AUKEY Trasmettitore FM auto stereo con spina 3.5mm, Adattatore di caricatore dell’auto per il iPhone, Samsung, HTC, MP3, MP4

L'articolo Aukey BT-C5 Trasmettitore FM e Caricatore per Auto – Test [ITA] sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 31 October 2016 19.51

25 October 2016

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Newsletter Italiana 036.2016

 

È disponibile la newsletter N° 036/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Nextcloud Box: Il primo dispositivo al consumo per Snap
  • Il nuovo servizio Livepatch di Canonical disponibile per Ubuntu 16.04 LTS
  • La newsletter italiana di Ubuntu in formato PDF
  • Rilasciato KDE Plasma 5.8 LTS
  • Notizie dalla Documentazione Wiki
  • Aggiornamenti e statistiche

È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.

il 25 October 2016 12.20

18 October 2016

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Newsletter italiana 035.2016

 

È disponibile la newsletter N° 035/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Rilasciato Ubuntu 16.10 Yakkey Yak!
  • Annunciato Ubuntu 17.04 Zesty Zapus!
  • Ubuntu Core 16 beta disponibile al download
  • Disponibili nuove patch per il kernel Linux
  • Roma passa al software libero
  • Aggiornamenti e statistiche

Grazie al contributo di un membro della comunità, da oggi è anche possibile leggere e scaricare la tua newsletter preferita in formato PDF!!

il 18 October 2016 16.36

13 October 2016

Novità di prodotto e tecnologie all’avanguardia dedicate ai gamer che potranno sperimentare l’intera gamma di soluzioni ASUS presso lo stand dedicato (Pad. 3 – Stand A4), la Milan Games Week Arena, l’area Blizzard, quella dedicata alla realtà virtuale e presso Red Bull Faction 2016

Sta per aprire le porte la sesta edizione di Milan Games Week, l’evento più atteso dell’anno da videogiocatori ed appassionati di videogame, in programma a Milano dal 14 al 16 ottobre presso FieraMilanoCity.  ASUS, che quest’anno celebra i 10 anni del proprio marchio ROG (Republic of Gamers), è in pole position per presentare la più ampia gamma di proposte dedicate al mondo del gaming.

Come di consueto, ASUS sarà presente con un proprio stand (Pad. 3 – Stand A4), dove i partecipanti alla Milan Games Week potranno scoprire l’articolata gamma di proposte per i gamer spaziando dai desktop ai notebook dalle avanzatissime prestazioni, alla componentistica dagli overclock più estremi, agli accessori dall’evoluta ergonomia, a cui si aggiungono le novità più interessanti in ambito mobile gaming, ovvero i tablet e gli smartphone di terza generazione recentemente introdotti sul mercato. Grazie alle diverse declinazioni di prodotti offerti, che permettono di costruire postazioni di gioco complete, i visitatori saranno pienamente coinvolti nelle azioni di gioco dei titoli più recenti ed avvincenti, dagli FPS di ultima generazione ai giochi d’azione.
Dedicati ai gamer più esigenti, tra le novità dell’area notebook spiccano i modelli ROG G752, ROG Strix GL502 e ROG Strix GL702, potenti laptop da 15,6 a 17.3 pollici animati dai più recenti processori Intel Core™ i7 (‘Skylake’) di sesta generazione con performante grafica dedicata NVIDIA® GeForce® GTX™, con supporto allo storage di ultima generazione e RAM DDR4 upgradabili. Caratterizzati da un design particolarmente aggressivo e da nuove combinazioni di colori, adottano tutti un efficiente ed innovativo sistema di dissipazione con camera a scambio di vapore, che migliora il raffreddamento e aumenta la stabilità, mentre la tastiera gaming anti-ghosting retroilluminata garantisce la massima precisione.

Questi modelli saranno capitanati da un’anteprima d’eccezione, il potentissimo ROG GX800 con il suo processore Intel® Core™ i7 6820HK, 64GB di RAM DDR4 a 2800MHz e due GPU NVIDIA® GeForce® GTX™ 1080 configurate in SLI che pilotano l’ampio schermo da 18.4″ (16:9) LED backlit UHD (3840×2160).

Passando alle postazioni desktop, si è attratti dal nuovo potente desktop gaming ROG GT51, vincitore dei premi iF Design Award e CES® Innovation Award 2016. Progettato per stupire, ROG GT51CA adotta un processore Intel® Core™ i7 di sesta generazione overcloccabile fino a 4,6 GHz e un comparto grafico che prevede fino a due schede video NVIDIA® GeForce® GTX 1080 collegate in SLI per disporre di tutta la potenza necessaria a vivere un’esperienza di gioco in risoluzione 4K UHD a più di 60 frame al secondo, che consente di giocare con tutti i titoli più recenti senza alcun limite. Caratterizzato da linee aerodinamiche e massima attenzione ai dettagli, ROG GT51CA presenta quattro zone illuminate con effetti LED dinamici da 8 milioni di colori e la modalità di illuminazione OC preselezionata che si attiva quando il sistema è “overcloccato”.

L’area desktop è inoltre arricchita dalla presenza dell’affascinante proposta ASUS G11CD, il desktop ad alte prestazioni e ampiamente configurabile. Anche in questo caso processori Intel® Core™ di sesta generazione e le più recenti soluzioni grafiche NVIDIA® GeForce® GTX™ per regalare prestazioni mozzafiato, il tutto racchiuso in uno chassis compatto e dalle linee aggressive.

Sempre per le soluzioni desktop con dimensioni ridotte, completano l’offerta i desktop ASUS ROG G20, a cui si affiancano i super-compatti ASUS GR6 e ASUS GR8, i mini desktop che in uno chassis con un volume di pochi litri racchiudono tecnologia e prestazioni eccellenti.

Accanto alle soluzioni desktop troneggiano i monitor come il nuovissimo ROG Swift PG348Q, che vanta uno schermo curvo Ultra-Wide Quad HD (UWQHD) da 34 pollici dotato di pannello IPS con risoluzione 3440 x 1440 pixel, in grado di restituire immagini estremamente dettagliate e più spazio sullo schermo rispetto ai monitor WQHD. Le sessioni di gioco risultano particolarmente coinvolgenti grazie anche al formato 21:9, ad un refresh rate di 100Hz e alla tecnologia NVIDIA G-SYNC™ che elimina ogni latenza e le oscillazioni del frame rate. Grazie al display curvo e privo di cornice, è una soluzione ideale nelle configurazioni con molteplici display affiancati. Inoltre, Swift PG348Q adotta le funzionalità di ottimizzazione del gioco offerte da ASUS GamePlus, come la tecnologia ASUS GameVisual che ottimizza gli aspetti grafici e l’esclusivo hotkey Turbo che permette all’utente di cambiare al volo la frequenza di refresh senza dover usare il pannello di controllo del driver grafico.

Sempre in abbinata ai desktop, il monitor ASUS ROG Swift PG27AQ nato per soddisfare i requisiti dei gamer più esigenti grazie a un pannello IPS da 27 pollici wide-screen con risoluzione 4K che assicura ampi angoli di visualizzazione e immagini impeccabili ed ultra dettagliate. Una straordinaria frequenza massima di refresh di ben 165 Hz consente di offrire un ambiente di gioco eccezionalmente fluido con frame rate ultra-elevati anche grazie alla tecnologia NVIDIA G-SYNC. L’ampia selezione di monitor gaming include anche i modelli MG248Q, ROG Swift PG278Q e PG279Q.

A sottolineare l’offerta unica ed incredibilmente ampia di ASUS, non mancheranno di stupire gli amanti del casual gaming su piattaforma mobile i nuovissimi smartphone della famiglia ASUS ZenFone 3, ovvero i modelli ZenFone 3 (5.2), ZenFone 3 Deluxe (5.7”), ZenFone 3 Ultra (6.8”), ZenFone 3 Max (5.2”), Zenfone 3 Laser (5.5”), in aggiunta agli altrettanto nuovi tablet della serie ASUS ZenPad 3 (Z500 e Z581) da 10 e 8 pollici, perfetti per l’intrattenimento mobile.

Lungo il perimetro dello stand 2 ampie vetrine raccoglieranno la migliore componentistica di casa ASUS, includendo le schede madri ASUS ROG Maximus VIII Formula, l’ASUS RAMPAGE V EDITION 10 fino alle recenti ASUS X99 DELUXE II e STRIX X99 GAMING.  Vasta anche la selezione di VGA, con le ASUS STRIX GTX1070 e GTX1080, che si affiancano alle ultime nate STRIX RX 480 e STRIX-GTX1060. Completano la gamma delle novità relative ai componenti le nuove schede audio STRIX RAID PRO, Strix SOARXonar Phoebus ROG, che assicurano un audio surround di qualità superiore, indispensabile per un’esperienza di gioco ancora più coinvolgente. Focus specifico anche sul networking, con una selezione di proposte che spaziano tra Router, Access Point, Media Bridge e ripetitori.

Ogni postazione sarà equipaggiata dalle componenti e periferiche necessarie per assicurare massime prestazioni, qualità di intrattenimento e per personalizzare in maniera totale e tematica il look della propria sessione di gioco grazie agli accattivanti kit della serie STRIX (composti da mouse, mouse pad, tastiera e cuffie gaming) oppure ai kit mainstream della serie Cerberus, cui si aggiungono i mouse ROG Gladius e Sica e il nuovissimo ROG Spatha, caratterizzati tutti da materiali premium e ottimi sensori, da abbinare al mouse pad ROG Sheath e alla tastiera ROG Claymore RGB, oltre alle cuffie Strix 7.1 e ROG Centurion, della qualità più elevata, entrambe con suono surround e progettate per gli appassionati del gaming.

Come nelle precedenti edizioni, i visitatori di Milan Games Week oltre a poter sperimentare tutta la vasta gamma dell’offerta ASUS potranno anche confrontarsi con il campione mondiale Alessandro “Stermy” Avallone che, ancora una volta, sarà presente nello stand ASUS per incontrare e sfidare chi si vorrà cimentare con lui in una battaglia all’ultima kill.

Altra importante novità della edizione 2016, la collaborazione con Blizzard, con cui è stata sviluppata un’area dedicata a Overwatch, uno dei titoli più gettonati del momento, lo sparatutto competitivo nel quale due team composti dai sei giocatori ciascuno si affronteranno in spettacolari competizioni, sfidandosi in modalità di gioco cooperativo per completare obiettivi i diversi e impersonando i 22 eroi disponibili, tutti selezionabili dai giocatori per meglio adattarsi alle condizioni del campo di battaglia.

ASUS sarà anche Partner Tecnologico dell’evento con il brand ROG – Republic of Gamers (rog.asus.com) ed unico fornitore di tecnologie PC della Milan Games Week Arena,l’area dedicata ai tornei dei videogiochi, che ospiterà le Milan Games Week Leagues, ovvero le fasi finali di grandi ed esclusive competizioni. Quest’area Powered by ASUS sarà corredata dalle soluzioni più avanzate del brand che permetteranno ai finalisti di sfidarsi con tre tra i titoli multiplayer competitivi di maggior richiamo – League of Legends, il videogioco online più giocato al mondo, Counter Strike: Global Offensive, lo sparatutto competitivo più giocato nel panorama internazionale ed ovviamente Overwatch, tra titoli più apprezzati del momento.

PC, monitor e accessori ASUS saranno protagonisti anche nell’area dedicata alla Realtà Virtuale, creata in partnership con GameTime e sviluppata grazie al supporto della migliore tecnologia ASUS, che certamente sarà tra i contenuti di maggior interesse in questa edizione della Milan Games Week.

La partecipazione di ASUS si arricchisce anche con la sponsorship tecnica del Red Bull Faction 2016, il primo torneo 3 contro 3 in cui ci si scontra usando le fazioni della storia di League of Legends. Il torneo, partito lo scorso Agosto, avrà la sua finale in un evento live, previsto il 14 ottobre nell’ambito del Fuori Milan Games Week, che permetterà ai team finalisti di sfidarsi tra loro sfruttando il meglio della tecnologia ASUS.

Per maggiori informazioni sulle soluzioni proposte da ASUS consultare i siti www.rog.asus.com, www.asus4gamers.it e www.asus.it.

L'articolo Sempre più ricca la presenza di ASUS alla Milan Games Week 2016 sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 13 October 2016 10.44

12 October 2016

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Newsletter italiana 034.2016

 

È disponibile la newsletter N° 034/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • La sessione Desktop Unity 8 preinstallata in Ubuntu 16.10
  • Wiki di Ubuntu-it: novità di luglio, agosto e settembre!
  • MATE 1.16 in Yakkety Yak!
  • Bug riportati
  • Statistiche del gruppo sviluppo

Leggi la newsletter

il 12 October 2016 10.17

11 October 2016

Ebbene si, nello stesso giorno del compleanno di Patrizia abbiamo desiderato far combaciare anche l'anniversario del nostro matrimonio.
il 11 October 2016 18.42

08 October 2016

Periferiche USB e risveglio dalla sospensione

Gianvito Cavasoli (Janvitus)

Quante volte è capitato che tornando a casa trovi il computer acceso anche se lo avevi messo in sospensione? A me svariate volte, e di solito era il mouse senza fili che “risvegliava” a caso il sistema, vallo a capire perché, ma a volte ci si mette pure qualcuno che involontariamente da un colpo al tavolo e fa spostare il mouse che va a “risvegliare”, o anche un tocco involontario sulla tastiera, ce ne sarebbero di casi…

In rete si trovano vari trucchetti e guide per disabilitare il “risveglio” da parte delle periferiche USB, tutte più o meno valide, ma la maggior parte sono poco immediate e definitive. Invece, c’è un metodo immediato e facile, ed è quello di configurare udev affinché disabiliti le periferiche interessate quando si mette il computer in sospensione.

Prima di tutto bisogna recuperare i numeri di identificazione hardware della periferica, basta un lsusb dato nel terminale, esempio:

lsusb

Bus 005 Device 001: ID 1d6b:0001 Linux Foundation 1.1 root hub
Bus 002 Device 001: ID 1d6b:0002 Linux Foundation 2.0 root hub
Bus 004 Device 003: ID 24ae:2002
Bus 004 Device 002: ID 24ae:2000
Bus 004 Device 001: ID 1d6b:0001 Linux Foundation 1.1 root hub
Bus 001 Device 002: ID 2001:3c20 D-Link Corp.
Bus 001 Device 001: ID 1d6b:0002 Linux Foundation 2.0 root hub
Bus 003 Device 002: ID 051d:0002 American Power Conversion Uninterruptible Power Supply
Bus 003 Device 001: ID 1d6b:0001 Linux Foundation 1.1 root hub
Bus 009 Device 001: ID 1d6b:0003 Linux Foundation 3.0 root hub
Bus 008 Device 002: ID 0a12:0001 Cambridge Silicon Radio, Ltd Bluetooth Dongle (HCI mode)
Bus 008 Device 001: ID 1d6b:0002 Linux Foundation 2.0 root hub
Bus 007 Device 001: ID 1d6b:0003 Linux Foundation 3.0 root hub
Bus 006 Device 002: ID 07ca:1867 AVerMedia Technologies, Inc.
Bus 006 Device 001: ID 1d6b:0002 Linux Foundation 2.0 root hub

Il mio mouse e tastiera senza fili sono questi due: 24ae:2002, 24ae:2000. In caso il nome della periferica non venisse visualizzato in lsusb, basta consultare il solito /proc, esempio:

cat /proc/bus/input/devices

I: Bus=0003 Vendor=24ae Product=2002 Version=0101
N: Name=”RAPOO RAPOO 5G Wireless Device”
P: Phys=usb-0000:00:13.0-3/input1
S: Sysfs=/devices/pci0000:00/0000:00:13.0/usb4/4-3/4-3:1.1/0003:24AE:2002.0005/input/input8
U: Uniq=
H: Handlers=kbd mouse1 event5
B: PROP=0
B: EV=1f
B: KEY=3f0003007f 0 0 483ffff17aff32d bf54444600000000 1f0001 130f938b17c000 677bfad941dfed 9ed68000004400 10000002
B: REL=1c3
B: ABS=100000000
B: MSC=10

Una volta avuto l’identificativo hardware, possiamo andare a modificare udev semplicemente creando un file di testo e inserendoci queste stringhe:

ACTION==”add”, SUBSYSTEM==”usb”, ATTRS{idVendor}==”24ae”, ATTRS{idProduct}==”2000″ RUN+=”/bin/sh -c ‘echo disabled > /sys$env{DEVPATH}/../power/wakeup'”
ACTION==”remove”, SUBSYSTEM==”usb”, ATTRS{idVendor}==”24ae”, ATTRS{idProduct}==”2000″ RUN+=”/bin/sh -c ‘echo enabled > /sys$env{DEVPATH}/../power/wakeup'”
ACTION==”add”, SUBSYSTEM==”usb”, ATTRS{idVendor}==”24ae”, ATTRS{idProduct}==”2002″ RUN+=”/bin/sh -c ‘echo disabled > /sys$env{DEVPATH}/../power/wakeup'”
ACTION==”remove”, SUBSYSTEM==”usb”, ATTRS{idVendor}==”24ae”, ATTRS{idProduct}==”2002″ RUN+=”/bin/sh -c ‘echo enabled > /sys$env{DEVPATH}/../power/wakeup'”

Ovviamente va cambiato l’identificato del produttore (ATTRS{idVendor}) e del prodotto (ATTRS{idProduct}) in base alle periferiche. Il file di testo poi va salvato nella cartella /etc/udev/rules.d con un nome qualsiasi, tipo 90-disabled-usb-mouse-keyboard-wakeup.rules, potete metterci il nome che volete ma è importante che rimanga il 90 davanti e ovviamente .rules come estensione.

Ora potete riavviare il sistema o ricaricare udev per aver le modifiche applicate:

sudo udevadm control –reload

Da ora scosse al tavolo che fanno spostare il mouse o pigiare per sbaglio un tasto della tastiera non faranno più risvegliare il computer.

Il trucchetto funziona su qualsiasi distribuzione GNU/Linux che abbia udev, cioè praticamente tutte.


il 08 October 2016 12.07

03 October 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 033.2016

 

È disponibile la newsletter N° 033/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Ubuntu 16.10 Beta 2 disponibile al download
  • Low Graphics Mode in Unity 7
  • Sabato 5 Novembre: Ubuntu-it Meeting Autunno 2016
  • Ubuntu Online Summit for Ubuntu 17.04 to Take Place November 15-16, 2016
  • Full Circle Magazine Issue #113 in inglese

Leggi la newsletter

il 03 October 2016 22.56

01 October 2016

Categoria: 

Foto originale: Dans ma bulle by Christophe Weibel

 

Mesi estivi, sole cocente, vacanze e bibite ghiacciate, ma nessuna notizia dal gruppo documentazione di Ubuntu-it?
Non temete, nonostante tutto i lavori di manutenzione del wiki non sono mai stati interrotti.

Ecco per voi i principali risultati di cotanto sudore e sacrifici (si fa per ridere).

Nuove guide e aggiornamenti vari

Sono state scritte o riviste alcune delle guide principali, le più utili per coloro che muovono i primi passi con Ubuntu:

  • Installare Ubuntu: aggiornata una delle guide più importanti del wiki, ora con immagini tratte all'ultima versione LTS.

  • Ubuntu Software: realizzata una guida per il nuovo gestore di pacchetti predefinito di Ubuntu 16.04 LTS.

  • Sudo: aggiornamento della guida relativa comando sudo (superuser do).

 

Queste sono le novità relative al portale AmbienteGrafico:

  • Requisiti Unity 3D: aggiornamento della guida per i requisiti di sistema richiesti dall'ambiente grafico predefinito di Ubuntu.

  • Plymouth: aggiornata la guida relativa alla schermata di avvio e di arresto di Ubuntu.

  • LXQt: in attesa di vederlo nella derivata Lubuntu in uno dei prossimi rilasci, ecco la nuova guida all'installazione e alla configurazione dell'ambiente grafico nato dalla fusione dei progetti LXDE e Razor-qt.

  • Openbox: finalmente aggiornata la guida al leggerissimo window manager.

  • IceWM: aggiornamento della pagina dedicata a questo window manager, con l'ultima versione di Ubuntu.

  • Enlightenment: aggiornamento della pagina dedicata all'ambiente grafico E17.

 

Ecco le ultime guide aggiornate riguardanti hardware specifico:

 

Per quanto riguarda invece la sezione dedicata alla navigazione Internet:

  • Flash: aggiornata la guida all'installazione e alla configurazione del plugin.

 

Sono state inoltre scritte o aggiornate pagine relative ad altri vari argomenti:

  • Pacchetti Snap: nuova guida per gestire il nuovo formato di pacchetti supportato in Ubuntu 16.04.

  • Pacchetti AppImage: come utilizzare su Ubuntu questo tipo di pacchetti portabili e compatibili con tutte le distribuzioni GNU-Linux.

  • Installare programmi da sorgenti: aggiornata la guida alla compilazione dei pacchetti.

  • Script: aggiornata la guida pratica per la creazione e l'utilizzo di script.

  • Nfs: aggiornamento della guida relativa al filesystem distribuito NFS (Network File System).

  • Plex: nuova guida all'utilizzo di questo strumento, grazie al quale è possibile condividere file multimediali da computer a TV tramite Google Chromecast.

  • Plop Boot Manager: aggiornata la guida del tool che permette di avviare USB live anche su computer molto vecchi.

  • Ocr: aggiornata la guida per utilizzare su Ubuntu la tecnologia Optical Character Recognition.

  • Giochi da tavoliere: nuova guida su come divertirsi con questo tipo di giochi utilizzando Ubuntu.

  • Bug Offset: come risolvere un bug durante il partizionamento manuale, segnalato da alcuni utenti del forum.

  • Tabella partizioni: aggiornamento della guida alla creazione della tabella della partizioni con gli standard MBR e GPT, nei computer con BIOS o UEFI.

 

Per maggiori informazioni, potete consultare la pagina Lavoro svolto.

Come sempre, cogliamo anche l'occasione per ringraziare tutti gli utenti del wiki e del forum che hanno partecipato. Come faremmo senza di voi? ;)

Le novità non so finite

Ebbene sì, perchè il nostro staff si allarga :) : diamo il benvenuto e auguriamo buon lavoro a iononsbalgiomai!

 


A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

il 01 October 2016 09.55

29 September 2016

Categoria: 

La Comunità Italiana di Ubuntu si dà appuntamento a Bologna sabato 5 Novembre 2016 per il meeting autunnale. Ubuntu-it, la Comunità Italiana di Ubuntu si ritroverà a Bologna sabato 5 novembre 2016, presso l'Hotel "Ramada Encore" per "Ubuntu-it Meeting", il suo appuntamento d'autunno, per fare il punto delle proprie attività e programmare le prossime. ubuntu-it meeting

"Ubuntu-it Meeting" è l'evento semestrale che chiama a raccolta tutti i volontari che partecipano alle attività di Ubuntu-it, e anche le persone che simpatizzano per la distribuzione Linux più usata al Mondo. Durante l'evento i membri della Comunità e alcuni ospiti presentano argomenti di interesse comune su Ubuntu, Linux e il Software Libero in generale.

Da quest'anno, il pomeriggio sarà dedicato a una serie di jam, sessioni di lavoro su un particolare argomento o attività.

 

Il programma dell'evento è in fase di definizione: è appena stata lanciata la "Call for Paper" - in cui si definiranno i talk - e che si concluderà il 15 ottobre.

 

Tutte le persone interessate a partecipare, sono invitate a segnalare la loro presenza e leggere le modalità di partecipazione alle attività del Meeting sulla pagina dedicata del wiki.

il 29 September 2016 19.05

26 September 2016

Disclaimer: This is a guest post by Junaid Ali Qureshi.
Junaid Ali Qureshi
Junaid Ali Qureshi is a digital marketing specialist who has helped several businesses gain traffic, outperform competition and generate profitable leads. His current ventures include Elephantation, eLabelz, Smart Leads.ae, Progos Tech and eCig.


Many webmasters these days opt for mobile-first and responsive websites, but there is also a more proficient and professional option – creating a native mobile app.

Building a mobile app from a WordPress website is a complicated process, which cannot be accomplished automatically, rather requires plugin that serves this purpose.

The most reasonable and cost effective solution used by a renowned branding agency, Dubai based is WordApp. WordApp is a free plugin for WordPress. It doesn’t require any programming whiz-kid. This easy-to-follow and simple building process operates entirely on the WordPress website. You can easily convert your WordPress into a mobile app and can easily publish your app on all three platforms: HTML5 & Windows, iOS, and Android.

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  • Works with most WP plugins
  • Native Features – such as: QR code, social share, etc.

WordApp is easy to use and it takes a little than one hour to have an app up and running. With the help of WordApp, you can create your own mobile application for iOS and Android platform. Follow these simple steps to get the job done:

1. Install the plugin

WordApp can be installed just as any other WordPress plugin. Go to the Plugins > Add New section of your WordPress dashboard, and then search for WordApp plugin. Install and activate it.

Install WordApp plugin

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A new menu item named as WordApp will appear in your dashboard.

Configure WordApp plugin

Image source: www.youtube.com

2. Customize your app

Customize your app by clicking on the App Builder tab under the WordApp menu. App Builder lets you upload logos and icons, choose a theme (customize colors, images, and structure), modify menus, and so on. WordApp’s interface is simple, intuitive and user-friendly, so you won’t have any problems with figuring it out.

Create WordApp app

Image source: www.youtube.com

3. Publish it

Once you are done with customizing your app, hit the blue Publish App button. WordApp plugin requires the following fields to be filled out before publishing the mobile app:

Publish WordApp app

Image source: www.youtube.com

Shortly after you press Publish Android App!, the WordApp support team will contact you and you will receive detailed instructions and a download link on how to publish your app on Google Play and App Store.

Now you can easily create a mobile app from your WordPress website. Although there are tons of ways to build an app, and they may seem intimidating at first glance, but the above method make it incredibly simple. Just make sure you have a good mobile website to start with. Feel free to leave your feedback below.

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il 26 September 2016 07.30

23 September 2016

Photo theft has been rampant for as long as the existence of the Internet. Image search engines (Yahoo! Images, Google Images, etc.), social media platforms (Facebook, Instagram, etc.), and photo sharing sites (Flickr) have made the process of stealing images even easier.

While sometimes it can be flattering to see your visual creations appear in other projects, a blatant disregard for your source and rights can leave you frustrated. While you can’t completely put an end to image theft, you can take a number of measures to discourage adversaries from stealing your images blatantly and at least ensure that images carry attribution revealing you as the original owner.

1. Reverse Image Search Can Do Wonders

Photographers, artists, and entrepreneurs can find people using their image by using the option of reverse image search. SocialCatfish.com and other similar websites offer this option, and it’s nothing like the standard Google image search to which many of us are accustomed. Technologies such as facial recognition and image metadata enable these companies to scan millions of profiles from different places and do a comprehensive image roundup. This way, they present you with results that allow you to verify if someone is using your images without paying or attributing you. You can then seek remuneration or pursue the case legally.

2. Use Watermark on Your Images

While your image creations might not look as appealing with a watermark as they would without one, it’s a great way to discourage adversaries from stealing your work and showcasing it as their own. That said, adding a watermark in a tasteful manner will enable you to keep most of the aesthetic appeal of your photo(s). Watermark Chrome extensions, mobile apps,  and plugins for different content management systems will allow you to create a watermark for your images before you publish them on different online platforms. And if there’s Photoshop or a program of same nature on your PC, watermarking the images is going to be a quick process. Overall, watermarks are quite effective because they’re next to impossible to remove. Of course, watermark images, when shared, will benefit you in the form of free exposure.

3. Shrink-Wrap Images

This technique won’t stop the adversary from copying and saving your image. However, the image they save won’t be the one they wanted access to. Shrink wrapping may even make them think they’ve downloaded some sort of a virus, so there’s a chance that they will delete your image instead of posting it online. A transparent image is usually shrink-wrapped over the top of the original image, like a clear glass panel protecting your image from the outside. There are several online tools and YouTube tutorials that explain how to shrink wrap images. The goal is to make the adversary realize that the image they’re using isn’t the one they intended to use, even though the original image is lying hidden within the transparent image outside.

4. Create Image Galleries & Request Registration

Consider creating a gallery consisting of your images and require people to register their profile to view your photos. You can integrate a self-service system and ask people to register with valid names and email addresses. The process is automated, and though you’d have ot sacrifice some control, there won’t be a need to send individual links for images. This doesn’t protect your photos much, considering adversaries can use fake names and email addresses for registration. It does, however, increase their workload, which may result in making the adversary skip the thought of using your photos.

With these tips, you can significantly discourage others from using your images in an unethical manner.

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il 23 September 2016 08.18

21 September 2016

Ciao a tutti ragazzi, oggi siamo qui con una recensione di un prodotto della categoria Router. Grazie ad Asus infatti, abbiamo tra le mani un Router Gigabit Tri-Band Wireless RT-AC5300.

Breve descrizione dell’azienda

ASUS è tra i primi tre vendor a livello mondiale di PC portatili consumer e leader nella produzione delle schede madri più vendute e premiate al mondo. Dal 1989, ASUS ha infatti venduto oltre 500 milioni di schede. Sinonimo di qualità in tutto il mondo, ASUS offre soluzioni in grado di soddisfare le più diverse esigenze, dal segmento office a quello dei personal device e della digital home, con un portafoglio prodotti estremamente ampio, che include anche tablet, smartphone, schede grafiche, drive ottici, PC desktop, server, soluzioni wireless e di networking. Nel corso del 2014 ASUS ha ottenuto 4326 riconoscimenti da parte della stampa di tutto il mondo, affermandosi sulla scena globale per la creazione di nuove categorie di prodotto che hanno rivoluzionato il mercato IT, come l’Eee PC™ e le serie Transformer. Nel 2014 ASUS ha infatti guadagnato il primo posto per numero di dispositivi 2-in-1 spediti e, con 11,5 milioni di prodotti venduti, il terzo nelle vendite di tablet. Nell’ultimo biennio diverse ricerche indipendenti hanno qualificato ASUS come n.°1 per affidabilità nella classifica dei produttori di PC portatili, a testimonianza dell’impegno verso l’eccellenza tecnologica e la qualità costruttiva dei propri prodotti e nei confronti dell’ambiente con una speciale attenzione verso tutti gli standard e le iniziative ecofriendly . Con oltre 16.000 dipendenti, un reparto di R&D all’avanguardia che vanta 5.200 ingegneri, ASUS ha chiuso il 2014 con un fatturato di circa 14,5 miliardi di USD.

Cos’è l’ASUS RT-AC5300?

L’Asus RT-AC5300 è il cavallo da battaglia dei vari router prodotti e costa all’incirca sui 450 euro. Avete ragione, il prezzo è altino ma posso assicurarvi che Asus ha adottato uno standard qualitativo elevato tanto da farvi pensare di aver speso molto bene una parte dei vostri risparmi.

Il prezzo oltre che giustificare la qualità costruttiva, porta con se le ultime tecnologie Wi-Fi come ad esempio il protocollo NitroQAM per una connessione incredibilmente veloce grazie anche alla nuova tecnologia MU-MIMO e due bande da 5GHZ che garantiscono una performance assoluta. Non ci dimentichiamo che dispone di ben OTTO antenne che ci permettono anche di giocare tra la rete 2.4GHZ e 5GHZ.
Parlando sempre di prestazioni, abbiamo un’opzione che ci permette di aggregare i link sfruttando le porte Ethernet e di raggiungere un trasferimento fino a 2Gbps.

Design e Caratteristiche

Le prime impressioni di questo router RT-AC5300, in realtà, vengono per il suo box che lo presenta con tutta la potenza che ti aspetteresti dato il suo prezzo. Rimuovendo ogni livello di protezione ed esponendo le varie parti del router, si può notare come Asus sia stata precisa nella progettazione e realizzazione di ogni singolo componente. Stesso discorso vale per la posizione delle otto antenne che sono perfettamente allineate.
Assemblando il tutto si può notare di avere un mostro di router tra le mani!!
Parlando di misure, senza le antenne misura 245mm245mm65mm. Con le antenne invece si arriva a superare i 30cm per lato e i 17cm di altezza.
Combinando le misure, il tutto pesa oltre 1.7kg che lo rende di fatto un router davvero muscoloso rispetto alla concorrenza.

Come ci si aspetterebbe, il peso si riflette in una qualità costruttiva davvero solida. La cosa la si può notare anche ribaltando il router e farlo sostenere dalle antenne: non fa una piega. La situazione divertente che a mio parere Asus ha voluto creare, essendo comunque un router destinato all’ambito Gaming, posizionato come nella foto precedente, assomiglia ad un’astronave mentre ribaltandolo assomiglia ad un ragno meccanico che può metaforicamente significare l’aggressività e la potenza interna.

Una particolarità che mi ha lasciato po’ deluso è la presenza di solamente 4 porte Ethernet Gigabit su questo dispositivo. Per un dispositivo grande e costoso, mi sarei aspettato qualche porta in più così come è stato fatto per l’Asus Dual-Band RT-AC88U in cui ce ne sono ben otto.
Stesso sentimento si ha notando la presenza di una sola porta USB 3.0 e di un’altra USB 2.0. Mi sarei aspettato di meglio.

Una cosa che ho apprezzato molto è il miglioramento della posizione delle due USB rispetto al modello RT-AC3200.
Una porta USB 3.0 è situata nella parte posteriore che permette una installazione pulita e ordinata se viene collegato un hard disk permanentemente per condividere i tuoi dati. L’altra porta invece si trova sul lato sinistro del dispositivo dove troviamo dei bottoni per la WPS, per accendere o spegnere lo status dei LED e per lo stato della Wi-Fi.

Nella parte frontale invece troviamo dei LED che indicano l’operatività dei vari servizi.. A mio avviso sono un po’ piccoli.
Una notevole mancanza, considerando il prezzo, è l’assenza dei LED per le porte Ethernet. Non che debba assomigliare ad una astronave ma sarebbe risultata comoda per alcuni.

Parlando di hardware Wi-Fi, riusciamo ad avere tre bande separate: una da 2.4GHz per l’hardware non troppo recente e due da 5GHz per i nuovi dispositivi. La presenza di queste ultime due ci permettono di avere molti dispositivi connessi in simultanea ed è stato fatto per suddividere in maniera ottimale il carico.

Cos’altro dire… Questo router supporta anche l’ultima tecnologia MU-MIMO per la migliore gestione di banda simultanea per tutti i dispositivi connessi!! Mai più rallentamenti per mancanza di banda finalmente 🙂
In aggiunta abbiamo il NitroQAM, una modulazione 1024-QAM (Quadrature amplitude modulation). Essenzialmente è una estensione della tecnologia 256-QAM che è lo standard in 802.11ac WiFi e che mira ad aumentare il flusso dati sfruttando la stessa frequenza.
Piuttosto tutto ciò può suonare come un chissà quale incremento… Purtroppo l’incremento è solo del 25% ma tuttavia le grandi prestazioni raggiunte saranno sicuramente più alte rispetto alla concorrenza.

Concludo che tutto ciò viene alimentato da un doppio chip Broadcomm BCM43465 che gestiscono 4 antenne ciascuno sfruttando la tecnologia 1024-QAM e che permette di avere prestazioni incredibili.. Hai più di 4 dispositivi e non puoi collegarli a cavo? Pazienza, soffrirai il meno possibile almeno grazie alle tre bande disponibili.

Software e funzionalità

Il lato software mi lascia un po’ perplesso.. Non mi piace il linguaggio che hanno usato e soprattutto spero non sia causa principale del tempo di boot abbastanza esagerato considerando il costo.
Comunque sia, la grafica non stona e le funzionalità sono davvero tante.. Ma andiamo a vedere assieme!

Mappa di rete
Il primo menù a cui si accede aprendo il router è la mappa di rete. In questa sezione ci vengono mostrati tutti i client connessi ad internet attraverso il router. Oltre a ciò, abbiamo informazioni relativi allo status della connessione e di tutto il resto come WiFi attive, il loro nome, la loro password e quali dispositivi sono connessi alle due porte USB.
Una piccola feature simpatica è il poter disconnettere un client direttamente dal pannello.

Rete ospiti
Anche il router RT-AC5300 supporta la creazione di una rete per gli ospiti presenti nella vostra casa o ufficio (a seconda di dove posizionerete il dispositivo). La rete per gli ospiti potrà essere posizionata su una delle due frequenze disponibili (2GHz o 5GHz) e potrete fare tante altre cose come dare o no l’accesso alla rete interna (quindi potranno vedere tutto ciò che è connesso), abilitare il filtro tramite Mac-Address e magari impostare un timeout di disponibilità (dopodiché la rete si disabiliterà in automatico).
Parlando di quantità, potrete creare fino a nove reti differenti (3 per frequenza) garantendo stabilità e prestazioni incredibili grazie alle tecnologie messe a disposizione.

AiProtection
ASUS non ha pensato solo alle prestazioni ma soprattutto alla sicurezza, importantissimo per i videogiocatori che vogliono disattivare l’antivirus sul proprio computer per aumentare le prestazioni ma vogliono essere ugualmente protetti. Stesso discorso vale anche per tutti coloro che vogliono avere una rete interna sicura.
In questa sezione, il dispositivo si preoccupa di effettuare una scansione interna per cercare eventuali problemi di sicurezza oppure eventuali impostazioni che possono mettere a rischio tutti i dispositivi connessi.
Grazie al database di Trend Micro, l’AiProtection riesce a limitare l’accesso ai siti web particolarmente pericolosi. Inoltre, è anche in grado di rilevare exploit comuni che possano presentarsi nel firmware o nella configurazione del router riuscendo a prevenire intrusi non graditi.
Per ultimo, ma non il meno importante, riesce a rilevare e bloccare automaticamente tutte le periferiche infette e quindi impedisce che le informazioni personali vengano comunicati esternamente e che il virus possa propagarsi nella rete locale.

QoS Adattivo
Avete dei dispositivi che devono avere la priorità rispetto agli altri connessi alla rete? Ecco la sezione che stavate cercando!
Stupendo il design dove in tempo reale potete vedere tutte le informazioni del flusso dati in entrata e in uscita, anche per ogni dispositivo.
In questa sezione potete abilitare o disattivare il QoS Adattivo. In caso di attivazione potete scegliere vari profili che regolano la priorità e tra questi troviamo: Gaming, Video e Audio Streaming, VoIP e Instant Messaging, Web Surfing, Trasferimento di file e Altro.
Davvero molto semplice, alla portata anche dei principianti. Per chi invece ha più esperienza può cimentarsi con le impostazioni personalizzate.
Le altre modalità di QoS, sono manuale o un semplice limitatore di banda per dispositivo.

Game Boost
Siete videogiocatori? Allora questa sezione è per voi… Vi vedo già con una espressione super felice! 🙂
Andando con ordine troviamo il WTFast GPN che permette di incrementare le prestazioni internet dei giochi. WTFast permette di ridurre la latenza nei giochi grazie ad un algoritmo che sceglie il minor percorso e il più veloce per arrivare al server di gioco. Purtroppo per usare questa modalità bisogna essere registrati ed è gratuito per solo un dispositivo. Ovviamente questa modalità è compatibile con tutte le piattaforme.
LAN Boost.
In questa sottocategoria troviamo il One Click Game First Mode e attivandola, il dispositivo imposta un profilo QoS su adattivo e cerca di ottimizzare nel miglior modo possibile per garantire la minore latenza e maggiori prestazioni sui giochi. Ovviamente potremmo modificare la lista di applicazioni che dovranno avere più o meno priorità attraverso un clicca-e-trascina.
Protezione della rete in tempo reale.
In questa sezione non viene fatto altro che indirizzare sulla pagina dove possiamo modificare le impostazioni dell’AiProtection.

Analisi del traffico
In questa sezione troverete un riepilogo molto dettagliato di quanto e quando state usando la rete sia in generale e sia riferito per ogni dispositivo attivo nella rete (con tanto di tipo di operazione che sta effettuando).
Forse può sembrare una banalità certo, però è una parte importante perché potete capire chi è il dispositivo o qual è la cosa che intasa la rete in caso di degradazioni di prestazioni della rete.
Per analizzare il traffico potete spaziare tra le varie impostazioni come visualizzazione settimanale, mensile, analisi dei dati in wireless o cablata e così via.
Interessante anche la presenza di analisi di dati di altri giorni, magari può tornare utile a qualcuno.

Applicazioni USB
In questa sezione troviamo una lista di funzionalità aggiuntive che bene o male sono presenti in quasi tutti router moderni.
Una particolarità su cui volevo soffermarmi è che questo router abbraccia in parte anche ciò che viene offerto dai NAS ossia il download master che vi permette di farvi scaricare su un hard disk file da Magnet, FTP, HTTP, Torrent, eMule, etc. mentre avete il PC spento.
Per aggiungere i link dei file da scaricare, possiamo farlo o passando da interfaccia web oppure attraverso un programma messo a disposizione da ASUS.
E’ possibile attivare o disattivare l’AiDisk che permette di condividere il disco USB (quello usato ad esempio per scaricare i file) su internet. Altre cose presenti sono l’attivazione di vari tipi di protocolli come FTP, iTunes, dischi condivisi, condivisione di rete tramite 3G/4G e soprattutto troviamo l’opzione Apple Time Machine.
Curiosa la presenza e la possibilità di poter utilizzare il tethering USB di uno smartphone Android.

AiCloud
In questa sezione potremmo attivare le funzionalità dell’AiCloud come ad esempio Cloud DiskSmart AccessSmart Sync.
Nel caso di Cloud Disk, abilitiamo l’accesso e la condivisione ad un disco USB quindi, il disco USB verrà rilevato da parte di tutti i dispositivi connessi nella stessa rete interna.
Nel caso di Smart Access, si va a creare una sorta di VPN interna dove i vari dispositivi si vedono tra loro e sarà possibile effettuare un accesso remoto verso ogni client connesso. Con questa caratteristica potremmo riattivare un PC in sospensione alla “Wake-On-LAN”.
Nel caso di Smart Sync, abbiamo la sincronizzazione automatica del dispositivo collegavo via USB in cloud sul servizio ASUS Webstorage o con altri servizi compatibili con AiCloud 2.0.

Altre funzionalità per utenti avanzati
Scavando più a fondo sono disponibili delle sezioni che permettono agli utenti più esperti di poter modificare la rete secondo la propria esigenza come ad esempio modificare impostazioni relativi a reti wireless, VPN, reti cablate, IPv6, gestione del firewall e del sistema.

App Smartphone
Una novità che stanno cominciando ad inserire tutti i maggiori brand è l’app per il vostro telefono, che sia Android o iOS.
L’applicazione cattura molto l’attenzione grazie ad una grafica dark ma molto colorata e non offre nulla di particolare, diciamo che ci agevola solamente l’accesso al nostro router.
Difatti, tutto ciò che appare sul telefono, appare anche sull’interfaccia web del nostro router come utilizzo di rete in tempo reale, numero client connessi, reti wifi attive, limitare la banda, gestione delle varie impostazioni, attivazione della modalità eco e tanto altro ancora.

Prestazioni

Quindi, questo router con tutte queste antenne veramente offre prestazioni eccellenti? Per fortuna sì ma con qualche avvertimento.

Cominciando con la prima banda da 5GHz, questo router offre una velocità davvero elevata, cosa che non mi è mai capitato fino ad ora. Il primo test effettuato è un trasferimento da router a PC ad una distanza di un solo metro e la velocità di trasferimento rilevata è stata di 82.7MB al secondo.
Già, pensate che l’unico ad avvicinarsi è il Netgear Nighthawk X4 ma tutti gli altri router non superano i 70MB al secondo.

Effettuo di nuovo il test ma a 5 metri di distanza e in mezzo ci sono due muri che dividono il router dal PC. In questo caso il router ASUS RT-AC5300 tocca i 45MB al secondo rispetto alla concorrenza che si aggira intorno i 30-35MB al secondo.
L’unica alternativa che si avvicina in questo caso è l’ASRock G10 che tocca i 39MB al secondo.

A 10 metri e andando in un piano inferiore, l’Ac5300 continua ad andare sui 33MB al secondo dove un grande router come il Linksys WRT1900ACS tocca i 25.6MB al secondo. Molti invece non raggiungono neanche i 20MB al secondo.

Anche sulla banda 2.4GHz, il router ASUS RT-AC5300 dimostra una velocità eccezionale anche se non riesce a raggiungere sempre il primo posto. L’onore va a Linksys WRT1900ACS dove raggiunge le velocità di 19.2MB/sec, 11.4MB/s e 14.7MB/s confrontate con l’AC5300 che sono rispettivamente 17MB/sec, 9.8MB/sec e 7MB/sec. Comunque sia raggiunge un buon secondo posto.

Per quanto riguarda la velocità di trasferimento per la USB purtroppo ASUS fallisce di nuovo e viene spazzata via dalla competizione..
Usando la USB 3.0, il router riesce solamente a raggiungere 36MB/sec in lettura e 34MB/sec in scrittura.
Ovviamente anche qui un secondo posto in quanto il primo lo occupa il Linksys EA7500 Max Stream con 60MB/sec in lettura e 39MB/sec in scrittura.

Verdetto finale

E’ chiaro che tutti ne parlano bene di questo router nonostante il costo eccessivo ed è anche chiaro che ASUS lo stia spingendo molto affermando che il router RT-AC5300 è il migliore oltre che il più veloce rispetto alla concorrenza.
Ecco, dai miei test posso dire che il router è davvero ottimo nel lato software anche se non capisco come mai impiega davvero tanto nell’avvio: mi sarei aspettato di meglio. Un’altra cosa che non è mi è chiara è proprio di dove sia questa dominazione rispetto agli altri in quanto ci sono molte aree in cui mi sarei aspettato di più in base a quanto stia scaricando ASUS economicamente.

Ad esempio, ci sono soltanto quattro porte Ethernet sul router e costa il doppio rispetto al suo fratellino RT-AC88U che costa di meno, porta con se ugualmente la tecnologia NitroQAM e ha il doppio di porte Ethernet quindi otto.

Piuttosto per alcuni questo router è praticamente perfetto mentre per altri ci sono valide alternative che spesso offrono anche più prestazioni rispetto a quello che cercano e che questo router non riesce ad offrire…. O magari, per quel che costa e per quello che devono realizzare gli conviene più acquistare due router e collegarli tra loro invece che acquistare questa navicella di router 🙂

Per l’uso comune a casa vi dico subito che questo router per voi è eccessivo almeno che siate dei gamers che giocano a livello professionale.
NOTA: Spesso non mi è stato dato ascolto quando davo dei consigli e quando acquistavano questo router mi chiedevano come mai non si connettesse ad internet screditando l’azienda ASUS.
Carissimi, se non sapete la differenza tra Router e Modem, voglio dirvi che non è la stessa cosa e che acquistando solo questo router non riuscirete a navigare perché NON INCLUDE FUNZIONALITÀ DA MODEM.. Certo, per quel che costa mi sarei aspettato ci fosse..
Cosa vuol dire quello che ho evidenziato? Vuol dire che se volete navigare, dovete collegare il router in cascata al modem sfruttando la porta RJ45.

Cosa dire, il router Asus RT-AC5300 è senz’altro il più veloce router che potete acquistare in questo momento ma… Non è doppiamente migliore rispetto alla concorrenza. L’unica cosa doppia è il prezzo ed è una vera e propria delusione.

Per il resto, il design è davvero qualcosa di spettacolare ma, complimentoni lo stesso ASUS! 🙂

Potete acquistare questo router seguendo questo LINK:

Asus RT-AC5300 Tri-band 4×4 Gigabit Wireless Gaming Router con AiProtection Powered by Trend Micro, WTFast Game Accelerator, Asus Router App, Dual-WAN 3G/4G Support

L'articolo ASUS RT-AC5300 Wireless-AC5300 Tri-Band Gigabit Router – Recensione sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 21 September 2016 17.04

10 September 2016


Ieri su Twitter, intercettavo questo tweet di Flavia Marzano, neo Assessore "Roma Semplice" del Comune di Roma, nonché Professoressa alla Sapienza di Roma, fondatrice degli Stati Generali dell'Innovazione, da sempre sostenitrice del Software Libero:
Per capire la causa del malumore della Prof. Marzano, basta leggere l'articolo linkato, che parla una riunione della Commissione Bilancio del Comune di Roma, a cui Repubblica.it dedica due righe per parlare di... nozze gay!

Anche un articolo apparso su Corriere.it parla della stessa riunione, ma manca la parte di competenza della neo Assessore, che trovo solo qui, e che trascrivo testualmente
Marzano: "Sì all'uso del software libero"
[..] Rientra invece nell'ottica della spending review la proposta di delibera sull'open source per l'utilizzo del software libero. Al posto dei programmi Windows (oltre 14 mila licenze pagate fino al 2018 per una spesa di 10 milioni di euro) Marzano ha in mente di utilizzare Libre Office: "Di queste licenze, ed esagero - le parole dell'assessora alla Semplificazione - per 5 mila è essenziale avere Office, ma per almeno 10 mila no".
Le notizie buone ci sono, ma difficilmente si trovano sui giornali. Comunque, dopo Libre Umbria e Libre Difesa (150.000 PC passati a Libre Office) speriamo di vedere presto Libre Roma! :-)

(foto "Suddenly there were penguins" di Beth Wilson su Flickr)
il 10 September 2016 08.33

07 September 2016


Con una lunga email sulla mailing list di sviluppo, il Vice Presidente di Apache OpenOffice Dennis Hamilton ha aperto nei giorni scorsi una (intensa!) discussione sul futuro della più famosa suite per l'ufficio libera. La questione è se lo sviluppo del progetto sia ancora sostenibile. La cronica mancanza di sviluppatori, impossibilitati anche a chiudere i problemi più seri (come questo, risolto poi con fatica), mette in serio pericolo il destino del software, tanto è vero che da ormai quasi un anno non si vedono nuovi rilasci.

Una lunga storia, tra alti e bassi


La storia di OpenOffice è costellata da mille vicissitudini. La suite nacque nel lontano 1985, con il nome di StarOffice, come alternativa alla più famosa suite per l'ufficio. Fu acquisita poi nel 1999 da Sun Microsystems, che l'anno dopo decise di rendere disponibili i codici sorgenti.

Mentre StarOffice rimase ancora per qualche tempo come progetto proprietario, senza nessun reale sbocco, Sun diede vita a OpenOffice.org (detto anche OOo), che fu a lungo la migliore piattaforma libera per l'ufficio, con decine di milioni di download e installazioni.
La bella storia subisce un brusco scossone nel 2010, quando Oracle acquisisce Sun Microsystems, e con essa anche OpenOffice. Alcuni membri del progetto OOo creano un fork indipendente, a cui viene dato il nome di LibreOffice. Oracle - evidentemente poco interessata allo sviluppo di OpenOffice - la cede nel 2011 alla Apache Foundation.

Da allora, lo sviluppo delle due suite libere è proseguita in maniera indipendente e parallela, ma mentre LibreOffice acquisiva popolarità e attirava sviluppatori, arricchendosi di nuove funzionalità, e venendo adottata da numerose distribuzioni Linux (Ubuntu, per esempio), OpenOffice vivacchiava di ricordi del glorioso passato, rilasciando pochissime nuove versioni.

La fine della storia (?)


Come scrive lo stesso Dennis Hamilton, in questo momento ci sono "una mezza dozzina di sviluppatori che tengono insieme il progetto, e nessuna prospettiva di ulteriori aiuti". Del resto i sintomi di un abbandono c'erano già nell'aria da tempo: nell'ultimo anno, nello stesso tempo nel quale OpenOffice usciva con un nuovo rilascio, LibreOffice rilasciava quattordici aggiornamenti (!). Il più grande rammarico per questo bellissimo progetto è il non avere saputo attirare nuovi contributori, dopo la scissione di LibreOffice.

Ma la situazione è ancora tutta in divenire. La mail di Hamilton ha generato un'accesa discussione sulla mailing list di sviluppo, e sono emerse proposte di fusione con LibreOffice, mentre altri volontari si sono fatti avanti offrendo il loro supporto (dubbio: cosa aspettavano?).

Non ho idea se questo momento per OpenOffice sarà un nuovo punto di partenza, oppure - dopo questa fiammata di interesse - lo sviluppo tornerà a languire. Sono però immensamente grato a chi ha permesso di rompere il monopolio del Grande Monopolista, a chi ha gettato le basi per un altro meraviglioso progetto qual è LibreOffice, a chi ha lavorato nell'ombra per sviluppare, tradurre, documentare e diffondere OpenOffice. A tutti loro, tutti noi sostenitori del Software Libero dobbiamo rendere un gigantesco GRAZIE, perché quello che noi adesso usiamo tutti i giorni e diamo per scontato, pochi anni fa non lo era affatto.
il 07 September 2016 21.15

04 September 2016

Per gestire semplicemente e al meglio il server da remoto ho installato il pacchetto webmin, che permette la gestione remota facilitata in modalità grafica dell'intero sistema, connettendo poi in sicurezza il server remoto attraverso i più disparati sistemi di connessione remota (VNC, ecc..).
il 04 September 2016 14.47

03 September 2016

The development of Melany WordPress Theme just restarted. It was since November 2014 that I couldn’t work on it, but now it’s time to keep it going. With half a thousand active installs, I cannot let it die.

So, here you are Melany 1.1.2, a very small patch that addresses all the compatibility issues with newer versions of WordPress and adds support for the Title Tag (credit to wraxen).

What’s next?

Although this is a small patch, it represents the start for a new future of the theme. With the help of all of the contributors, I’m going to shape a stronger and more powerful theme. There are a number of bugs that need to be addressed, new WordPress features to support, and improvements to be made. You can see and track open issues on GitHub. If you want to push a specific issue, you can even post a bounty on it. Your support would be greatly appreciated.

As always, new announcements will be published here, so keep an eye on this blog to follow future developments!

The post Melany WordPress Theme 1.1.2 Release Notes appeared first on deshack.

il 03 September 2016 14.31

28 August 2016

Come tradurre un tema (o plugin) WordPress

Paolo Garbin (paolettopn)

Durante le mie piccole pause di lavoro, ieri ho deciso di prendere per mano la traduzione in lingua italiana del tema i-excel, utilizzato in questo blog.
il 28 August 2016 13.20

27 August 2016

WordPress Meetup a Padova

Paolo Garbin (paolettopn)

La neonata community di Padova si incontra la seconda volta, per un aperitivo informale: giovedì 25 agosto alle 19 presso il bar EL PILAR in Piazza dei Signori 8.
il 27 August 2016 23.46

28 July 2016

Passate più tempo fuori che a casa e siete disperati perché usate molto il vostro telefono e non vi basta mai la batteria?
Oppure giocate molto con applicazioni mobile come Pokémon Go, Ingress e così via?
Bene la soluzione per voi è la Powerbank (italianamente chiamata come batteria portatile).

Grazie ai ragazzi di Aukey, ho avuto modo di provare la super batteria da 20.000mAh assieme al telefono Huawei Nexus 6P.
Ma scopriamolo insieme!!

Breve introduzione: Aukey

AUKEY combina le più recenti tecnologie con oltre un decennio di esperienza di hardware per progettare e costruire, elettronica di consumo affidabili solidi e accessori mobili. I nostri caricatori e le powerbank incorporano AUKEY AiPower Adaptive, tecnologia di ricarica rapida con Qualcomm Quick Charge 3.0 per supportare tutti i dispositivi dotati di USB. Siamo impegnati a creare prodotti solidi supportati da un servizio cordiale e sensibile per deliziare i nostri clienti fedeli in tutto il mondo.

Introduzione confezione

La confezione della powerbank, una volta aperta, si presenta in maniera molto ma molto minimale. Ovviamente minimale non equivale a qualità ridotta perché l’ottimo feeling si ha già dalla solidità del cartoncino della confezione.

Al suo interno troviamo la batteria da 20.000mAh, manuale d’uso in varie lingue, cartoncino (da conservare) per la garanzia in caso di problemi (garanzia valida per 24 mesi) e un cavo di 20cm che in accoppiata ad un trasformatore AC-USB, permette di ricaricare la powerbank.

Ovviamente è bene ricordare che la vera capacità di tutte le batterie (di qualità) di tutte le marche, scostano in realtà di 2000/3000mAh in meno ma questo non vuol dire che ci sono false dichiarazioni.

Caratteristiche tecniche

La powerbank viene presentata con queste caratteristiche:

  • Batteria esterna da 20000mAh che permette di avere molte ma molte cariche. Ad esempio un iPhone 6/6s può essere ricaricato per 7-8 volte, un Galaxy S5, per oltre 6 e così via.
  • Input disponibili per la PB-N36 sono due: la versione micro e quella lightning. Per quest’ultima, c’è la possibilità di portare un solo cavo e ricaricare sia la powerbank quando è attaccata alla presa oppure un dispositivo iOS durante il viaggio.
  • Ricarica rapida. Tutte e due le porte di input sono di 5V e 2A e rispetto alle altre batterie abbiamo una ricarica davvero rapida che spesso supportano solamente 5V e 1A.
  • Ricarica intelligente. Grazie alla tecnologia AIPower di AUKEY, la powerbank è in grado di rilevare in maniera automatica la potenzia necessaria da erogare per il dispositivo in modo da evitare possibili danneggiamenti e quindi anche una ricarica rapida e ottimizzata.
  • Massima protezione. AUKEY garantisce massima sicurezza per la ricarica. Difatti il dispositivo dispone di un circuito che protegge dal sovraccaricamento, dall’eccessiva corrente erogata e dal cortocircuito.
  • Indicatore LED. Con questo indicatore possiamo vedere la quantità della capacità residua.
    Luce rossa < 20%, Luce Verde 20%-60%, Luce Bianca 60%-100%

Conclusioni

Dopo numerosi test effettuati posso dire che la qualità c’è e si vede anche sui materiali usati. Il peso è anche molto irrisorio, circa 400 grammi.

L’unica cosa di cui sono un po’ perplesso è la colorazione del LED che manda in confusione chi lo utilizza, specialmente durante le prime volte. Ad esempio è bene notare che durante la carica il LED lampeggia e quando sarà fisso vuol dire che la carica è completa.
Ovviamente l’input di carica supporta 5V 2A in modo da garantire una maggiore velocità di ricarica della batteria esterna.

La cosa che ho apprezzato molto, tecnicamente parlando, è la presenza dei circuiti interni di protezione per qualsiasi inconvenienza e soprattutto quella che permette di regolare (in maniera davvero automatica) la vera capacità da erogare per il dispositivo: non ha mai sbagliato!
NOTA: per sfruttare davvero la ricarica rapida è richiesto l’utilizzo di cavi CERTIFICATI e non cavetti comprati chissà dove.

Un’altra cosa stupenda, a mio avviso, è la possibilità di usarlo come torcia LED che illumina davvero tanto. Basta tenere premuto il pulsante di accensione e via, tutto s’illumina 🙂
Per spegnerlo basterà tenere premuto di nuovo il bottone.

Per coloro che invece si preoccupano su come si spegne il dispositivo e non trovano alcun riferimento, state tranquilli!
Una volta che la carica viene terminata o staccate il cavo USB dalla powerbank, il dispositivo lo capirà da sola e con un timeout di circa 3/5 secondi, si spegnerà da sola.

Per tutti coloro che invece urlano “eh ma non è vero perché vengono dichiarate X cariche ma ne faccio di meno” vorrei gentilmente smentire le vostre affermazioni:
Le cariche disponibili che vengono effettuate su un determinato telefono sono molto varie perché in primis dovete fare un conto di quanto sia la capienza del vostro telefono in mAh. In secondis invece è dovuta al fatto che la carica dev’essere fatto con il telefono in totale inattività o ancora meglio se spento.
Perché questo? Perché se usate il telefono sono richiesti X mAh per caricare il telefono + X mAh per ovviare a ciò che il telefono sta usando.
Ovviamente con l’uso è richiesta una maggiore potenza di ricarica e se nel caso la vostra batteria è di 3000 mAh e la state usando, per caricare il telefono, consumerete circa 3500/4000mAh (o più) della powerbank… poi ovviamente dovete considerare anche i mAh persi per via del calore.

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il 28 July 2016 13.52

21 July 2016


Aggiornato il 21 Luglio 2016.

Capita sempre più spesso che arrivino alla Officina GNU/Linux di AVi LUG persone in difficoltà nell'installazione di una distribuzione Linux su PC e notebook, specie se in modalità dual boot. Il motivo di tanta pena è che i computer recenti utilizzano un nuovo sistema di boot denonimato UEFI Secure Boot che, accoppiato con il Sistema Operativo Unico, rende a volte molto difficile l'installazione di una qualsiasi distribuzione Linux.

Chi intende utilizzare Linux farebbe quindi bene a valutare la possibilità di acquistare un PC con Linux preinstallato. Fino a una decina di anni fa era un'impresa ai limiti del possibile, adesso la scelta è più ampia.

Una scelta di Libertà


La stragrande maggioranza dei PC e notebook venduti nel Mondo, Italia compresa, hanno il sistema operativo già installato. Commercialmente, è probabilmente la migliore scelta per chi vuole vendere il maggior numero di pezzi possibili a un prezzo competitivo. Questa scelta però danneggia la libertà di scelta del cittadino, che si trova a scegliere una serie infinita di alternative tutte uguali, come avere lo stesso motore su tutte le automobili dalla Panda alla Ferrari. In più il sistema operativo preinstallato mette a rischio rischio la propria sicurezza e la propria privacy (permettete di rimandare la dimostrazione di questa affermazione in altro post).

La migliore alternativa a questa coercizione commerciale è scegliere PC con Linux preinstallato, oppure con installato FreeDOS, questi ultimi denominati anche "senza sistema operativo", su cui poi installare Linux. Queste due possibilità sono ancora poco diffuse - specie in Italia - ma effettivamente disponibili e a portata di mano di chiunque.

Vi propongo quindi una piccola guida non esaustiva, che vuole dare un minimo di orientamento a chi vuole provare la vera libertà digitale.

Acquistare dai produttori - i big


Dei cinque maggiori produttori di PC al mondo, in Italia solo Dell offre sul suo store online una limitata offerta di notebook con Ubuntu Linux, tra cui il "famoso" XPS 13 Developer Edition, una delle scelte preferite degli smanettoni.
Dell ha sempre mantenuto un atteggiamento ambiguo nei confronti di Linux, sembra che da qualche anno stia "tastando il terreno", facendo dei piccoli e incerti passi avanti, da qui la poca scelta di PC con Linux.
Per contro, XPS 13 è un gran bel portatile, con un prezzo alto, fuori dalla portata del portafoglio di molte persone, ma adeguato alle caratteristiche della macchina.

Acquistare dai produttori - gli outsider



Le prospettive si ampliano in maniera significativa se ci si rivolge ai piccoli produttori impegnati da anni nella commercializzazione di prodotti con Linux. Queste aziende sono spesso guidate da giovani che credono davvero nella bontà dell'open source, forse anche più che dall'effettiva redditività del progetto. Proprio per aumentare la redditività, offrono PC e notebook con caratteristiche medio-alte (e prezzi medio-alti), con cui possono contare su un margine maggiore.

Il primo outsider è System76, azienda americana che commercializza PC e notebook con Ubuntu preinstallato da 10 anni o più. Hanno una bella selezione di PC, notebook e server con Ubuntu, con un efficace strumento di configurazione online. Da qualche tempo spediscono anche in Europa, quindi una scelta da considerare.

Un altro produttore americano è Zareason, bella realtà iniziata da giovani entusiasti di Linux, e Ubuntu in particolare. Zareason offre PC, notebook e server motorizzati Linux, con la possibilità di scegliere Ubuntu, Kubuntu, Linux Mint, Fedora, o qualsiasi altra distribuzione Linux dallo strumento di configuazione. Dal sito non è chiaro se spediscono anche in Italia, meglio quindi informarsi direttamente dal produttore.


Purism merita una nota particolare: è startup di San Francisco, che si è finanziata grazie al crowdfunding, con un manifesto aziendale basato sul rispetto per la privacy degli utenti e per la libertà del software. Purism offre notebook e tablet che utilizzano PureOS, una distribuzione Linux. Anche in questo caso i prezzi sono medio-alti, ma i PC sembrano molto ben costruiti.

Altro produttore oltreoceano da segnalare, ThinkPenguin: massima configurabilità, distribuzione da installare a scelta del cliente.

NOTA su acquisti dagli USA: gli acquisti fuori dall'Europa sono soggetti al pagamento dell'IVA e delle tasse doganali, quindi fate bene i vostri conti!



Restando invece Europa - e quindi evitando tasse doganali - da segnalare Schenker, un produttore tedesco, specializzato in gaming PC e notebook, quindi hardware di alto livello. Schenker offre PC senza sistema operativo - oppure si può toglierlo dallo strumento di configurazione online. I PC e notebook sono tutti di livello medio alto, con la possibilità di configurarli fino ai minimi dettagli. In quasi tutte le configurazioni è possibile scegliere anche la tastiera italiana, senza doversi adattare a quella tedesca.

Un altro produttore tedesco è TuxedoComputers, che offre PC con caratteristiche molto interessanti, configurabili online a un prezzo adeguato, e spedizioni in tutta Europa. Purtroppo il sito web è completamente e solo in tedesco, quindi è un po' ostico per noi italiani.

Negozi online


Per chi preferisce la comodità e velocità dei negozi online, Amazon ha una discreta scelta di PC e notebook con Freedos e (qualche volta) Linux. L'offerta è in continuo cambiamento, anche perché spesso sono venduti da rivenditori terzi che usano Amazon come vetrina. Si tratta di modelli di marchi noti come HP, Acer, Asus o Lenovo, proposti senza sistema operativo per abbassarne il prezzo. L'offerta è ampia, i prezzi buoni, ma attenzione alla caratteristiche tecniche di cosa si compra: CPU, memoria RAM, capacità dell'hard disk incidono parecchio sul prezzo e sulla velocità del computer.

Un altro valido negozio online è Monclick. Anche in questo caso si trovano delle buone offerte di PC con Linux o Freedos.

Negozi vicino casa


Una buona alternativa è recarsi nel più vicino negozio Linux Friendly, grazie alla mappa di LinuxSI una iniziativa della Italian Linux Society (gli organizzatori del Linux Day). LinuxSI mantiene un elenco di negozi in cui si possono trovare PC e notebook con Linux preinstallato. Dato che si tratta di un elenco mantenuto da volontari, questo può essere soggetto a variazioni, quindi conviene telefonare al negozio prima di recarsi per vedere l'offerta.

Supermercati e catene commerciali


Semplicemente, il posto peggiore dove cercare un PC o notebook con Linux preinstallato: ad oggi nessun supermercato o catena commerciale in Italia offre questa possibilità. Attendo con trepidazione eventuali smentite.

I lettori mi segnalano


Questo post ha avuto un discreto successo, quindi ho deciso di aggiungere alcune aziende segnalate dai lettori di questo blog. 
Le aziende italiane Raiontech e Santech offrono la possibilità di acquistare notebook configurabili e senza sistema operativo preinstallato.
L'italiana Koala e la tedesca Cirrus (sito in tedesco) hanno in catalogo mini PC con Ubuntu preinstallato.
La spagnola Slimbook (sito solo in spagnolo e inglese) vende ultrabook in alluminio con la possibilità di preinstallare numerose distribuzioni Linux, tra cui Ubuntu, Debian, Fedora, OpenSuse.


Nota: nessuno dei siti elencati in questo post mi ha mai dato soldi o altro in cambio di questo post - voi invece potreste offrirmi un caffé! ;-) Tutti i link sono esenti da ogni programa di affiliazione e simili. Se ci sono informazioni poco chiare, inesatte o obsolete, segnalatele e sarò ben felice di correggerle e aggiornarle.
il 21 July 2016 15.31

17 July 2016


La povertà creativa di alcuni blog italiani è sotto gli occhi di tutti: notizie già apparse sui siti stranieri, tradotte pari pari nella nostra lingua. La situazione poi sta peggiorando. Un esempio?

L'altro mese mi capita di leggere un post su un blog italiano, che ohibò!, è la traduzione letterale di un post inglese. Ma non solo il titolo e le parole, persino le immagini sono copiate. In calce al post italiano, nessun link alla fonte originale (che è il minimo dovuto).

Istintivamente, lascio un commento piuttosto brusco (vedi  primo commento nell'immagine). Il commento è cancellato in quanto "spam". Alla mia richiesta di spiegazioni (secondo commento), mi si fa notare che (terzo commento) i commenti con link vengono bloccati. OK, spiego allora il mio punto di vista (quarto commento).

Dopo un mese, il quarto commento è ancora lì, in attesa che qualche buonanima di amministratore lo approvi, e lo renda così visibile a tutta l'Umanità.
Nutro ovviamente nessuna speranza che questo avvenga.

Al di là del mio misero episodio, vorrei sottolineare la ancor più misera abitudine di copiare gli articoli senza almeno attribuirne la legittima paternità. Si tratta di una violazione del copyright. Questo malcostume (reato?) deriva da una necessità primaria di attirare visitatori solo ed esclusivamente al proprio sito, ed è largamente diffuso.

Questo comportamento è però un'arma a doppio taglio: senza una fonte autorevole, ma anche senza una fonte in genere, qualunque notizia ha la stessa credibilità di quelle di un qualunque giornalaccio scandalistico, cioè nessuna. Certo, si ha un sicuro successo immediato (se così vogliamo chiamare il numero di contatti), specie tra le persone che evitano di approfondire l'argomento e verificare le fonti. Ma quanto costa la credibilità persa?

PS: a chi mi chiede di quale blog parlo, sappia che non lo scrivo e neanche lo "linko" perché voglio evitare di fargli pubblicità gratis.
il 17 July 2016 17.12

08 July 2016



Il progetto UBPorts è una bella iniziativa per portare Ubuntu Phone su dispositivi diversi da quelli ufficiali. Seguevo distrattamente il progetto, che dopo uno sprint iniziale era quasi passato nel dimenticatoio. Un paio di post  recenti hanno mostrato che il progetto è più vivo che mai.

Indipendente

Sono quindi andato a dare un'occhiata da vicino e ho scoperto un paio di fatti. Il primo è che si tratta di un progetto completamente indipendente da Canonical. Il secondo è che il promotore principale dell'iniziativa è Marius Gripsgard un giovanotto norvegese che porta avanti da solo la maggior parte delle attività, cercando di conciliare lavoro e hobby.

Alla data in cui scrivo, secondo il sito del progetto, Ubuntu Phone è portato completamente su One Plus One e Nexus 5, e in lista di attesa ce ne sono molti altri: OnePlus Two, Nexus 6, Fairphone 2, LG Optimus L90.

"Patroni" cercasi

Leggendo i post di Marius, si capisce che il maggior limite al porting è il poco tempo a disposizione! Per dare una mano a questo bravo ragazzo, vi consiglio prendere in considerazione la possibilità di diventare un patrono (sponsor) di UBPorts: bastano 2 euro al mese - solo 24 euro all'anno - per contribuire a fare la differenza.

il 08 July 2016 18.46

04 July 2016

Categoria: 

http://www.ubuntu-it.org/sites/default/files/news_wiki12.png

Foto originale: Tranquil by Pat David

 

Un altro mese è passato, un altro giro di pubblicazioni e aggiornamenti per la documentazione wiki si è concluso. Come da buona abitudine, vi proponiamo gli ultimi aggiornamenti introdotti.

 

Novità del mese di Giugno

  • Creare USB live: scritta una nuova pagina per elencare metodi e software per la creazione di Live USB di Ubuntu e derivate da poter utilizzare su Windows, Mac e le altre distribuzioni Linux.

  • Ripristino dell'Mbr di Windows: come ripristinare il normale avvio di Windows utilizzando Ubuntu.

  • GnuPg: come utilizzare GnuPg, il sistema di crittografia da riga di comando predefinito di Ubuntu.

  • GNOME Do: guida all'applicazione di GNOME che permette di cercare o avviare rapidamente programmi, aprire file, riprodurre musica e video, chattare e altro ancora.

  • Personalizzazione di GNOME: come personalizzare l'ambiente grafico predefinito della derivata Ubuntu GNOME.

  • Caja: personalizzare Caja, il file manager predefinito di Ubuntu MATE.

  • Cambiare tema di KDE: come personalizzare l'ambiente grafico KDE, predefinito della derivata Kubuntu.

  • Tv On Demand: come usufruire dei principali servizi di TV on Demand attualmente presenti in Italia con Ubuntu e derivate.

  • Editor di testo: revisione della pagina dedicata agli editor di testo, ora più facile da consultare.

 

Per maggiori informazioni, potete consultare la pagina Lavoro svolto.
Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti gli utenti del wiki e del forum che hanno partecipato.

 


A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

il 04 July 2016 19.28

02 July 2016

Resto qui ma mi fermo un pò a pensare

Paolo Garbin (paolettopn)

Come ogni estate desidero fare una pausa di riflessione e restare sconnesso dalla rete globale informatica che mi circonda per un po’ di tempo. Chiamatela età che avanza, disintossicazione informatica, desiderio diLeggi ancora...
il 02 July 2016 13.20

16 June 2016

Bentornati ragazzi, grazie alla disponibilità di Philips oggi recensione su un prodotto totalmente diverso da quello proposto fino ad ora… Regolabarba Philips 5200/16 della serie 5000.

Chi è Philips?

Royal Philips dei Paesi Bassi è un’azienda tecnologica diversificata, incentrata sul miglioramento della vita delle persone attraverso l’innovazione significativa nelle aree Healthcare, Consumer Lifestyle e Lighting. L’azienda è leader nelle soluzioni per terapie cardiache, intensive e domiciliari, illuminazione a risparmio energetico e nuove applicazioni di illuminazione, rasatura e cura del corpo, e igiene orale.

Specifiche tecniche

  • Range lunghezza di taglio: da 0,4 mm a 10 mm
  • Numero di impostazioni di lunghezza: 17 impostazioni
  • Gruppo lame: Lame in acciaio inossidabile
  • Tempo di funzionamento: 60 minuti
  • Pulizia: Completamente lavabile
  • Precisione (Gradazioni): da 0,2 mm
  • Gruppo lame: Lame in acciaio inossidabile
  • Denti che non graffiano: comfort superiore
  • Ghiera di precisione
  • Display: Spia della batteria
  • Funzionamento: Utilizzo con e senza filo
  • Pettine: Pettine integrato per sollevamento peli
  • Manutenzione: Spazzolina per pulizia
  • Tempo di funzionamento: 60 minuti
  • Carica: 1 ora per una ricarica completa
  • Tensione automatica: 100-240 V
  • Tecnologia No Oil: non è necessario lubrificare il prodotto

Confezione

Una volta aperta la scatola esterna, possiamo subito notare come la confezione si presenta molto essenziale, minimalista ma di ottima fattura. Classico è il design dell’involucro: cartone resistente e blister di plastica che protegge il regolabarba.

Una volta aperto subito ci viene in risalto l’essenziale ossia il caricabatteria da parete, uno spazzolino per pulire la testina dai residui rimasti, il certificato di garanzia, una guida rapida di sole immagini ed un opuscolo dove vengono riportate tutte le informazioni relative alla sicurezza.

Descrizione del dispositivo

Il Philips BT5200/16 della Serie 5000 è un beardtrimmer elettrico di davvero ottima qualità, interamente lavabile e con una singola carica permette di usarlo per 60 minuti. Il tempo di ricarica è di un’ora.
Si presenta con un colore grigio satinato e rifiniture di colore rosso. Molto maneggevole e peso alquanto contenuto: ottimo per il viaggio considerando che pesa meno di 200g.
Per quanto riguarda il materiale troviamo una plastica molto dura e robusta che da la sensazione di resistenza e solidità.
Da notare che i materiali Philips sono privi di PVC e BFR quindi oltre ad essere un materiale altamente riciclabile è anche molto resistente al calore.

Le lame sono in acciaio inossidabile e sono state progettate in modo da poter essere molto più delicate sulla pelle specialmente per quelle molto sensibili. Essendo a doppia affilatura, garantiscono un taglio preciso ed uniforme senza strappare i peli e senza arrecare alcun tipo di irritazione.
Oltre alle lame che garantiscono stabilità e precisione, troviamo l’utilissimo pettine che svolge una funzione ineccepibile come alzare i peli (posizionati in orizzontale o verticale).
17 sono le impostazioni di lunghezza che il regolabarba ci permette di impostare, da 0,4 a 10mm con distanza di 0,2mm.

La particolarità delle lame è che sono dotate della famosa tecnologia Dual Cut. Grazie a ciò, le lame oltre ad essere dotate di una doppia affilatura che ne aumenta l’efficacia in fase di taglio e soprattutto la velocità.

Il regolabarba è in grado di funzionare sia attaccato a cavo che senza. Ovviamente il mio consiglio è quello di ricaricarlo solo quando strettamente necessario altrimenti a lungo andare rischierete di rovinare la batteria e quindi non avrete più l’autonomia di 60 minuti.
Durante la carica si può notare lo stato attuale attraverso un led posizionato davanti.

E per ultimo ma non il meno importante, è la bassissima manutenzione richiesta per il dispositivo Philips.
Tutto questo grazie alla tecnologia proprietaria “No Oil”, le lame non devono essere lubrificate periodicamente e sono auto-affilanti in modo da garantire anche l’ottima prestazione di taglio per molto tempo.
Inutile dire che quel poco che viene richiesto da fare è la pulizia delle testine con la spazzolina in dotazione e l’acqua corrente.
Sì, il dispositivo è completamente impermeabile.

Conclusioni
Ne sono rimasto davvero sbalordito in quanto tutti quelli utilizzati fin ad ora non mi hanno mai garantito un risultato perfetto in una sola passata, lo consiglio davvero molto considerando l’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Forse se vogliamo essere proprio pignoli, l’unico contro che si può dire è l’assenza di una base per la ricarica e una custodia su cui riporre il regolabarba per il trasporto.
Ma cosa dire, avere queste cose vuol dire avere proprio un regolabarba perfettissimo.

L’apparecchio è inoltre compatibile con tutti i tipi di voltaggio e può essere utilizzato senza problemi anche all’estero.

Complimenti PHILIPS!

Se vuoi acquistare il Philips BT5200/16 Series 5000 Regolabarba CLICCA QUI

L'articolo Philips Regolabarba 5200/16 Serie 5000 Test sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 16 June 2016 23.04

08 June 2016

Categoria: 

Documentazione wiki di ubuntu-it

Terminato il grosso lavoro di aggiornamento per il rilascio di Ubuntu 16.04 LTS, il gruppo documentazione si è potuto finalmente rilassare...ma non troppo! Grazie all'aiuto di alcuni membri della comunità, abbiamo pubblicato e aggiornato numerose pagine wiki. 
Ecco le novità più importanti.

 

Novità del mese di Maggio

Per maggiori informazioni, potete consultare la pagina Lavoro svolto.
Un ringraziamento particolare a leuci-giulioOscarTazzastef.contadino e ravenglass per tutto l'aiuto che ci è stato dato.

Grazie Luca!

Un grazie da tutto lo staff a Luca Gambardella (Devnull) che dallo scorso Maggio ha terminato (almeno per il momento) l'attività all'interno del Gruppo Doc, dopo anni di partecipazione. Un grazie per l'impegno che ci ha messo, per la presenza in supporto agli utenti nella sezione forum del gruppo e ovviamente per il numero elevato di guide che ha curato, in particolar modo grazie alle sue competenze in ambito hardware.
A presto Luca :)

 


A cura del Gruppo Doc.
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti

il 08 June 2016 07.52

04 June 2016

In questi anni l’unico modo più efficace per cercare di contrastare il cancro è stato reso possibile soltanto attraverso l’analisi di milioni e milioni di cellule che portano a conclusioni definitive per quanto riguarda le mutazioni del DNA nelle cellule tumorali.
Ma perché non provare ad ottimizzare il procedimento? Difatti, grazie a questo pensiero e dopo tantissime ricerche, i ricercatori dell’Università di Texas MD Anderson Cancer Center, hanno scoperto un nuovo metodo molto più efficiente.

Questo metodo si chiama Monovar, un software open source scritto interamente in linguaggio Python che è in grado di riconoscere le mutazioni del DNA che avvengono in una sola cellula tumorale e individua le variazioni più importanti.
Questo nuovo e sofisticato software può aiutare tutti i medici a trovare e adottare un approccio molto più personalizzato per il trattamento del cancro prima di procedere ad altri metodi come la chemioterapia.

A differenza delle attuali tecniche di ultima generazione che si occupano di sequenziare misurando il genoma da milioni di cellule, il metodo Monovar si concentra sull’analisi dei dati che provengono da più singole cellule. Questo permette ai medici di individuare le questioni più importanti che normalmente non vengono individuati a causa del disturbo.
Inoltre, questo metodo sfrutta una tecnologia chiamata SCS che sta per Single Cell Sequencing ossia Sequenziamento per Singola Cellula.
L’uso del SCS si ha anche in altri campi della medicina come microbiologia, neurobiologia e immunologia.

Monovar è in grado di rilevare le varianti del singolo nucleotide (SNVs) che è un genere particolare della variazione del DNA.
Particolare perché le SNVs svolgono un ruolo molto importante nel trattamento del cancro in quanto influenzano nel paziente le modalità di sviluppo della malattia e la risposta al farmaco utilizzato.
In questo modo, aiutando a rilevare le variazioni del singolo nucleotide nel modo più accurato possibile, i trattamenti personalizzati per ogni paziente potrebbero risultare come una scelta migliore rispetto ad altre soluzioni disponibili.

Comunque sia, essendo un programma open source potete osservare il funzionamento e contribuire allo sviluppo seguendo questa pagina: https://bitbucket.org/hamimzafar/monovar dove si descrive il progetto così:
Monovar è un algoritmo di rilevamento e di genotipizzazione delle variazioni del singolo nucleotide (SNV) per dati di sequenziamento monocellulari del DNA. Il software prende in input una lista di file BAM e produce in ouput un file VCF contenente le SNV rilevate.

Algoritmi intelligenti e grandi applicazioni di analisi dati, vengono già utilizzati per l’analisi statistica delle cellule tumorali. Speriamo che l’algoritmo Monovar renda il rilevamento del cancro e il relativo processo di trattamento molto più facile.

E voi, cosa ne pensate di questi progressi grazie anche all’uso di intelligenza artificiale?
Magari arriveremo in una situazione dove ogni malattia verrà analizzata a tempi record permettendo di generare una cura meno invasiva possibile e altamente efficace?
O perché no, magari diventeremo tutti robot 🙂

L'articolo Sconfiggere il cancro con Monovar.py sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 04 June 2016 07.40

28 May 2016

Sylvia Ritter è una illustratrice digitale tedesca, che da qualche tempo ha cominciato a produrre una serie di sfondi per smartphone davvero notevoli, basati sui caratteri dei mitologici animali Ubuntu.

Come sapete, ogni rilascio di Ubuntu ha un suo nickname, un suo soprannome, che segue l'alfabeto inglese, assegnatole da Mark Shuttleworth - fondatore e di Ubuntu - all'inizio del ciclo di sviluppo. Per esempio, l'attuale versione Ubuntu 16.04 è "Xenial Xerus", la prossima Ubuntu 16.10 sarà "Yakkety Yak" (ancora non si sa cosa succederà dopo la "Z"!).

Seguendo rigorosamente l'ordine alfabetico, Sylvia sta rilasciando uno dopo l'altro una serie di sfondi per smartphone davvero notevoli (in questo post ne vedete alcuni esempi). Mi piace lo stile di Sylvia, un misto di psichedelia anni '70, tecno e tribale, con risultati notevoli.

Krita

Sylvia lavora utilizza regolarmente Ubuntu e produce le sue opere con il programma open source Krita, e questa è un'altra nota che depone a suo favore. Devo dire che sono impressionato dalle possibilità offerte da Krita, che negli ultimi tempi ha fatto passi da gigante nello sviluppo. Se volete dare una mano allo sviluppo di Krita, potete partecipare fino all'8 giugno alla campagna di crowdfunding in corso.


La galleria completa dei lavori di Sylvia Ritter si trova sulla sua galleria su Deviantart, dove potete trovare anche altre sue opere.

Sylvia lavora con il marito anche nella loro software house Duangle, con cui stanno sviluppando il gioco NOWHERE, speriamo di vederne presto l'uscita!

Alcune delle opere di Sylvia (calendari e stampe) sono in vendita sul suo sito web, magari dateci un'occhiata perché potreste trovare qualcosa di interessante.


il 28 May 2016 08.59

25 May 2016

There was a time when mobile applications were geared towards entertainment to help pass the time. Mobile apps have come a long way over the past few years with apps that can change your life for the better. Apps can help improve your health, some can help you manage your money, and there are some that can help you manage your business more efficiently. Mobile apps are much more than just silly games, so take a look at some things apps can help you with in your life.

Business

If you run your own business, you know things can be overwhelming sometimes. There are many great mobile apps designed to make running your business easier. Some business related apps can assist with:

  • Offering easy-to-use design options
  • Collecting activity reports
  • Scheduling email campaigns
  • Storing and sharing presentations
  • Scanning and uploading business card details
  • Assigning assignments to staff
  • Time tracking for employees
  • Invoicing

If you need a well-designed mobile app for your business, choose a company such as Y media Labs that will deliver a quality product.

Sleep Trackers

If you’ve ever wondered how well you really sleep at night, there’s an app for that. With a sleep tracker app, you’ll be able to get a better idea about your sleeping habits, how well you sleep, alertness levels, and monitoring the impact of sleep loss. Some sleep trackers have features such as motion-tracking, smart alarm, and a sound recorder that detects snoring and sleep talking. A lot of sleep tracker apps connect to your activity tracker and will also count your steps and show you how active you are during the day.

Money Management

Some people would like to be more organized with their money, but sometimes that’s easier said then done. Money management apps assist with keeping a balanced budget and staying on top of your finances. If you’re looking for the most organization, choose one that will sync all of your accounts including your 401k, bank account, mutual funds, and IRA. With these apps, you can get account totals, budget your money, transactions, and expenses.

Fitness

Most people want to become more active to live a healthy life and there are numerous apps to assist with helping you get back on track. Fitness apps are great for people that need a little extra encouragement to walk extra steps or find easy-to-do workouts they can do at home. Certain apps allow you to log everything you eat during the day and calculate the amount of calories you’ve consumed. Other apps have very short workouts you can do each day that will easily fit into your schedule. Pair your favorite fitness apps with your activity tracker for a more detailed report of your overall fitness.

Navigation

Navigation apps are great because you won’t be required to have a separate GPS system in your car anymore. GPS apps aren’t just good for driving: they also provide great assistance on hikes as well. GPS apps will give you directions, show you maps all over the world, and allow you to customize places you frequent often so you can access them quickly.

Business can ho a long way by staying on top of modern technology and popular apps. You can also organize your life with popular apps and determine the best ways to get healthier. Apps are more than just games these days, so browse your app store and find the best ones that fit into your lifestyle.

The post Mobile Apps: Not Just for Games Anymore appeared first on deshack.

il 25 May 2016 08.17

24 May 2016

With each moment that passes the technology industry becomes bigger and more integral to the fabric of daily life; there’s not a sector that hasn’t benefitted from it. Most people rely on technology every time they require entertainment, or to answer a question. One aspect of the tech industry that many could do without, though, is its apparent gender bias, and while there are more women undertaking roles than in previous years, there is still a long way to go before quotas are fulfilled, and women feel as though they’re truly a part of the tech sector.

The issue of diversity in the tech industry

There’s little getting around it; the tech industry is still frequently considered a male dominated sector, perhaps not helped by the fact that less women today then 20 years ago are choosing to join the profession, and some 56% are choosing to leave the profession within ten years.
While it’s certainly true that there are still a great many women choosing, and gaining, high-powered positions ranking above their male counterparts, many consider their appointment to be too little, too late. So, what is it that’s putting women off from applying for positions within the tech industry? There are certainly more than enough women that are qualified to undertake such roles, after all. Perhaps the biggest factor discouraging women from applying for jobs within the technology industry is its male dominated image; gender stereotypes have an incredible power over young girls choosing to study certain subjects, and they’re often put off so-called male courses such as math, science, and engineering. In addition, many women already believe that the industry is a sexist one, with 52% claiming that they’re aware of the gender pay-gap, and 73% discouraged from working in a typically sexist environment. These statistics are staggering, but the stereotype needn’t exist at all.

Regardless of the reasons why women are put off working within the technology industry one thing is for sure; the tech sector is quickly becoming the world’s top industry, with numerous careers branching out from its humble beginnings. Diversity is, and should be, a major concern for the industry moving forward. Is it possible to attract more women to work with technology?

An asset to the industry: Attracting women to the tech sector

While women may not be at the fore of the technology sector there are some incredibly strong and talented females heading the field, and inspiring young women to follow their dreams regardless of the odds seemingly stacked against them. Ginni Rometty, the CEO of IBM, for example, is an incredible role model for young girls hoping to break into formation technology and engineering, while the co-founder and chair of technology giant HTC is a woman, named Cher Wang. The truth is that women bring a whole range of assets to the technology industry, including the assurance of future talent, diversity and empowerment, and skills that may otherwise be overlooked. Technology impacts everybody, so surely it makes sense for women to hold the same power as men within the industry?

Much is being done to change the ways in which the technology sector operates, with improved education and training for employees, championed role models, the public challenging of negative stereotypes, and better mentoring opportunities being offered by a number of companies; this ensures that younger women, and school-aged girls, are encouraged into the industry from their youth, and inspired to do everything they can to achieve success. Indeed, there are a great many organizations currently raising concerns surrounding diversity in the tech industry, including Diversity Inc., which champions the rights of women and minority groups, as wel as celebrating their importance in a variety of sectors. CEO Luke Visconti is often quick to highlight industry failings and successness in his column, ‘Ask the White Guy’, while carefully unpicking arguments against the inclusion of certain groups in the workplace, and championing those inspirational few. Now is also the time to take note of the big companies pledging to make changes, including social media platform Pinterest, which very publically addressed its commitment to minorities, and pledged to increase its numbers of female and underrepresented employees during 2016. Such influence and dedication to change is difficult to ignore, but will it make any difference?

WHile much is being done to address the issue of gender-bias in the technology industry it is clear that there’s still a long way to go; women are still too easily discouraged from choosing ‘male dominated’ subjects that lead into such careers, and are under-supported in the roles they do manage to claim. Thanks to the influence of the women currently succeeding in the field, as well as organizations such as Diversity Inc., though, it is hoped that more women will pick up the mantle and make a name for themselves in the sector; their inclusion is long overdue, and most welcome.

The post Why more women are needed in the tech industry appeared first on deshack.

il 24 May 2016 12.39

17 May 2016


Un amico mi segnala un comportamento poco cordiale di un moderatore del Forum Ufficiale Microsoft, nei confronti di chi gli chiede il perché di una limitazione nell'installazione dell'ultimo sistema operativo sfornato a Redmond.
Qualcuno dovrebbe avvisare questa persona di quanto amore per Linux, adesso.
il 17 May 2016 16.37

12 May 2016

Il vegano dell'Open Source

Dario Cavedon (iced)


Commentando un mio post sulla scellerata scelta della Provincia di Bolzano di preferire un soluzione "closed" a LibreOffice, un mio accanito fan mi ha definito "vegano dell'open source". Temo che con quell'appellativo mi volesse in qualche modo dipingere come un estremista dalla mentalità chiusa, come forse qualcuno vede le persone vegane.

All'inizio la definizione mi ha lasciato interdetto, dato che sono onnivoro. Poi pensando al fatto che un qualunque vegano - in virtù delle sue sole scelte alimentari - ha più rispetto della popolazione media per l'ambiente e per le creature che lo popolano, beh, in verità ne posso solo essere contento.

Chiamatemi pure il "vegano dell'open source", grazie.
il 12 May 2016 17.16

01 May 2016


Ha suscitato un certo rumore dell'inversione di marcia della Provincia di Bolzano, che a due anni dall'annuncio del passaggio alla soluzione libera LibreOffice, ha deciso invece di adottare una soluzione proprietaria basata su cloud.

Il piano del 2013 della Provincia di Bolzano era di migrare 12.000 PC in tre anni su LibreOffice, con un risparmio di 600mila euro.

Giunge adesso la decisione inversa, dettata dalla "necessità di dotare i prori dipendenti di una soluzione cloud". Senza entrare nel dettaglio delle critiche a questa scellerata decisione - per esempio quelle che leggete su Techeconomy - mi soffermo su un'intervista a Stefan Gasslitter, Direttore Generale della SIAG, l'azienda informatica della Provincia. In particolare, rispondendo a una domanda sulla giustezza della risposta:
“Io posso capire che persone investano privatamente tanto tempo sull’open source e sono anche pervasi dall’idea di aver il controllo assoluto di tutto. Però la realtà la che ci troviamo ad affrontare quotidianamente è un’altra. Non ha senso investire in Linux e Libreoffice e poi non trovare a Bolzano le persone per sviluppare. Nei prossimi giorni assumeremo una persona per programmare in Linux, ma siamo dovuti andare a cercarla nel Trentino.”
Parole che detonano il colonialismo digitale subito dall'Italia. Parole che demoliscono le competenze di professionisti che da anni lavorano su Linux e sulle soluzioni Open Source, e delimitano l'orizzonte delle scelte al perimetro della Provincia Autonoma di Bolzano, tagliando fuori il resto d'Italia. E pazienza che poi ci siano giovani italiani che lavorano all'estero, magari per Google o Amazon!

L'orizzonte della Provincia però si allarga agli Stati Uniti quando si tratta di scegliere soluzioni proprietarie.

Open365 la soluzione?

Mentre la Provincia di Bolzano sceglie la soluzione proprietaria, già si affacciano soluzioni libere, come Open365 basato su LibreOffice. Open365 è ancora in fase sperimentale, ma promette bene, e ne sentiremo sicuramente parlare nel prossimo futuro. Magari la Provincia di Bolzano cambia idea. ;-)


(La foto di questo post è tratta dal sito della SIAG)
il 01 May 2016 11.41

25 April 2016

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Il 21 Aprile è stato finalmente rilasciato Ubuntu 16.04 LTS, nome in codice Xenial Xerus!
Per festeggiare il rilascio, come di consueto il gruppo documentazione ha organizzato i lavori di aggiornamento e revisione delle principali pagine del wiki. Oggi ve ne diamo il resoconto.

 

Novità riguardanti Ubuntu Xenial

 

Novità riguardanti il Portale Ambiente Grafico

Come avevamo scritto nell'articolo precedente, stiamo anche procedendo con l'aggiornamento del portale Ambiente Grafico. Ecco un resoconto delle principali novità introdotte dal mese di Marzo fino ad oggi:

 

Altre novità del Wiki

  • Avvio del supporto di installazione: impostare il computer per avviare l'installazione di Ubuntu da CD, DVD e chiavette USB.

  • Burg: guida al boot loader grafico alternativo a GRUB.

  • NodeJs: guida all'installazione e alla configurazione del framework per il motore JavaScript.

  • Ubuntu Studio: guida sulla derivata ufficiale di Ubuntu dedicata ai professionisti e gli appassionati di grafica, fotografia, publishing, audio e video editing.

  • Atom: installazione e configurazione di questo editor di testo con funzionalità avanzate.

  • Telegram: installazione della versione desktop del famoso servizio di messaggistica.

  • Asus EeePc 1025C: resoconto dell'installazione di Ubuntu su questo notebook.

  • Dell Inspiron 15R-5521: resoconto dell'installazione di Ubuntu su questo notebook.

  • HP 250 G3: resoconto dell'installazione di Ubuntu su questo notebook.

  • HP Pavilion DV9585el: resoconto dell'installazione di Ubuntu su questo notebook.

  • Lenovo B50-80: resoconto dell'installazione di Ubuntu su questo notebook.

  • Toshiba Satellite C855-1U4: resoconto dell'installazione di Ubuntu su questo notebook.

  • Sony Vaio VGN-FZ39VN: resoconto dell'installazione di Ubuntu su questo notebook.

Desideriamo infine ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato. Buon Ubuntu 16.04 a tutti!

 


A cura del Gruppo Doc.
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

il 25 April 2016 17.46

18 April 2016

Durante i due giorni dell'evento resterò a completa disposizione di tutti gli amici e dei Radioamatori che ci faranno visita e desidereranno avvicinarsi al Software Libero e al mondo delle radio SDR. Quest'anno ho approfittato dell’invito giuntomi da alcuni dei nostri Soci OM, anche per portare Linux Ubuntu e il FLOSS all’interno del mondo dei radioamatori, attraverso questa bellissima e importante fiera.
il 18 April 2016 09.03

SDR alla Fiera del radioamatore 2016

Paolo Garbin (paolettopn)

Quest'anno ho deciso di partecipare nuovamente a questa Fiera come Radioamatore, grazie all'interesse di diversi amici Radioamatori e anche per approfondire la mia conoscenza degli apparati SDR forniti delle ditte ELAD e FlexRadio.
il 18 April 2016 08.26

07 April 2016

Categoria: 

Documentazione Wiki 16.04

 

La nuova versione LTS di Ubuntu è ormai prossima al rilascio ufficiale. Per organizzare tutto al meglio, il gruppo doc si prepara ad aggiornare le pagine wiki più importanti e lo fa in un modo semplice e rodato: procede con ordine e in anticipo, facendosi dare una mano :)

Lavoro di gruppo

Per occasioni come questa, si utilizza una pagina specifica per organizzare i lavori di ogni nuovo rilascio.
Ecco a voi la pagina dedicata ad Ubuntu 16.04: GruppoDocumentazione/Xenial

Nella maggior parte dei casi, si tratta semplicemente di aggiungere link e paragrafi riguardanti Ubuntu 16.04 Xenial Xerus ad alcune decine di pagine wiki.
Altre pagine potrebbero richiedere maggiore cura nell'aggiornamento, perciò è necessario muoversi in tempo e ricevere tutto l'aiuto possibile.

Questo è il momento giusto per dare una mano: c'è tempo fino al 21 Aprile ;)
Per maggiori informazioni, leggi la relativa discussione nella board del forum e non esitare a fare domande se per te è la prima volta.

Portale Ambiente Grafico

Come lavoro aggiuntivo, da poco tempo abbiamo iniziato ad organizzare l'aggiornamento di una precisa sezione del wiki: il portale Ambiente Grafico. Questo portale rappresenta una delle sezioni più utilizzate dagli utenti e ha bisogno di una svecchiata generale.

In questo caso i lavori da svolgere sono in continua evoluzione e discussione, pertanto utilizziamo una discussione di riferimento a cui ognuno può ovviamente partecipare per proporre idee, prenotare una pagina ad aggiornare, segnalare... Per contribuire, partecipa alla relativa discussione del forum e consulta la pagina wiki dedicata :)

Se non sai bene come comportarti o non hai mai scritto sul wiki, consulta le pagine Partecipa e FAQ: qui trovi raccolte tutte le informazioni per contribuire al Wiki.
Ti aspettiamo!

 


A cura del Gruppo Doc

il 07 April 2016 20.58

Da sempre l’essere umano soffre di varie malattie e tra le molte, volevo parlare proprio di una che affligge molte persone e se non curato costantemente, porta a numerosi problemi a lungo andare.
Parlo di diabete e, uno dei problemi principali di chi ne soffre, è dato dalla necessità di tenere traccia dei propri valori glicemici misurati durante la giornata: una sorta di diario che ci torna utile anche nel fornire informazioni al proprio medico curante.

Dato l’afflusso tecnologico di questi ultimi tempi, voglio citare Glucosio, un progetto che vuole aiutarvi in tutto ciò mettendovi a disposizione un’applicazione disponibile sui vari sistemi operativi quali Android, iPhone fino al raggiungimento di una web app (in costruzione).

Perché dovrei usare Glucosio?

Perché sei cool ed ecosostenibile! 🙂
Scherzi a parte. Sei stufo di voler scarabocchiare e riempire pagine su pagine? Ti sembra tutto monotono fare questa cosa vero?

Usa Glucosio allora! Potrai tenere traccia dei tuoi valori in qualsiasi momento, basta aprire l’app, digitare il valore e finito.. Facile no?
E vi dico la verità, con il sistema Android abbiamo l’integrazione al Google Now così che potete semplicemente dire il comando vocale, direte il valore e l’app registrerà tutto!

Ma poi, non c’è niente di meglio nel vedere anche un grafico riepilogativo molto carino 😀

Chi vedrà i miei dati?

Solo tu! Non vogliamo vendere dati privati né tanto meno pubblicarli online.. Tutti i tuoi dati saranno salvati sul tuo dispositivo e se vorrai potrai mantenerli salvati localmente sui vari dispositivi.
Ma la decisione è tua ovviamente 🙂

Perché parli al personale?

Parlo al personale perché io stesso faccio parte del progetto volontariamente in qualità di Web Developer e Lead Web Quality Assurance.. (Per sapere chi c’è nel team, vai QUI)
Non c’è niente di meglio far qualcosa di bello e utile per le persone bisognose.
Con questo progetto vogliamo sopperire al problema più grande che si poneva in primis per le persone diabetiche: un diario personale.

Mi piace il progetto, cosa posso fare per aiutarvi?

Nel progetto si può collaborare in due modi:

  • Sei diabetico e non hai competenze informatiche:
    Puoi aiutarci a pubblicizzare Glucosio prima di tutto e poi, puoi collaborare condividendo i tuoi dati (non sei obbligato eh) con i ricercatori di tutto il mondo che studiano il diabete. Puoi attivare questa opzione sulle impostazioni.
  • (Non) Sei diabetico e hai competenze informatiche:
    Tutto il codice è open source e puoi vedere il tutto su GITHUB.

Conclusioni

L’applicazione è e sarà completamente GRATUITA senza pubblicità dentro.
Ogni giorno vengono introdotte sempre nuove e grandi novità come ad esempio l’integrazione a terzi dispositivi che spesso avviene anche grazie alla sponsorizzazione.

Quasi dimenticavo, siamo tra le “TOP 10 Open Source Rookie of the Year” nominati da Black Duck.

Se volete maggiori informazioni potete andare sul sito di Glucosio: http://www.glucosio.org/

Se volete scaricare l’app per Android, potete andare sul Play Store: https://play.google.com/store/apps/details?id=org.glucosio.android&hl=it

L'articolo Glucosio: Gestisci il diabete facilmente sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 07 April 2016 10.26

30 March 2016

Da sempre, soprattutto negli ultimi tempi, si parla dell’importanza della sicurezza dei propri dati nel mondo dell’informatica. Possiamo parlare di home banking, email fraudolente, software che catturano ogni nostro singolo tasto inviato (keylogger), ma, in realtà, in questo articolo voglio focalizzarmi su quanto sia importante il controllo della sicurezza e come la legge di uno stato molto spesso porta alla violazione dei principi comuni.

STEAM: Sicurezza violata da un 16enne.

Ho voluto cominciare il discorso citando una situazione buffa che si è creata proprio nella giornata odierna (ndr, 30 marzo 2016): un ragazzo 16enne aveva scoperto una falla nei sistemi di STEAM, ma essendo stato ignorato per più di una volta, ha dato una vera e propria dimostrazione di tutto ciò pubblicando un gioco del tutto “innocuo”, gioco che ha bypassato tutti gli strumenti da usare per la revisione prima della pubblicazione.

Per chi non conoscesse chi sia STEAM, cito da Wikipedia:

Steam è una piattaforma sviluppata da Valve che si occupa di distribuzione digitale, di gestione dei diritti digitali, di modalità di gioco multi giocatore e di comunicazione.
Viene usata per gestire e distribuire una vasta gamma di giochi (alcuni esclusivi) e il loro relativo supporto. Tutte queste operazioni sono effettuate via Internet.”.

Magari state pensando: “Sarà un hackcckeerr111 aiut0h, ci ha rubati la carta di cred1t000hhh, STACCAH”.
No, non voglio parlare di questo che poi posso dire che per fortuna, questo ragazzo (Ruby Nealon) è stato così gentile a segnalarlo che se ne sarebbe potuto fare un uso davvero pericoloso.

Quello che mi turba è che sì, pensiamo a quanto sia importante la sicurezza di un certo dato ma, è sicuro anche l’algoritmo di tutto il sistema di controllo? Dov’è il controllo qualità? Dove sono i test automatici ad ogni deployment (ndt, messa in produzione, testing -> stable)? Perché parte dei sistemi avevano codice leggibile e non offuscati? Perché si ignorava la segnalazione del ragazzo (e non è nemmeno stato premiato!)?

Siete curiosi di quanto sia stato facile bypassare l’intero sistema? Leggete pure la fonte originale QUI.

Google: Richiesto lo sblocco di 9 cellulari Android in nome della legge

L’ACLU (American Civil Liberties Union) ha recentemente scoperto dei documenti pubblici della corte dove viene rivelato che il governo ha chiesto (costretto, a mio parere) a Google di aiutare l’agenzia federale FBI sbloccando 9 telefoni (bloccati).

Ora tutto ciò è stato facile in quanto per la maggior parte dei telefoni sono compatibili con uno strumento di Google che gli permette di fare le classiche operazioni di sblocco, reset, etc in remoto e quindi senza nemmeno avere il dispositivo sottomano.

Al momento vengono segnalati solamente casi relativi a indagini di malaffare, spaccio di droga, pedofilia, e così via.
Ma in questo caso, cosa succederebbe se si potesse bypassare il sistema di sicurezza e usare il tutto per scopi illeciti? O cosa se lo stato obbligasse Google ad entrare e raccogliere dati dai telefoni dei cittadini? (Fischietta, C1n4, no, non è un nome in codice). Una bella botta alla privacy oltre che alla sicurezza.Apple: Quando la legge impone di aprirti una falla nel tuo sistema di sicurezzaCredo che questo argomento molti di voi lo conoscono già… O forse no?
In ogni caso, l’FBI ha imposto ad Apple di dover creare una falla nel proprio sistema proprio per bypassare la sequenza PIN impostata sul telefono del terrorista. Tutto ciò per continuare ad indagare sulla strage di San Bernardino dove ci sono stati anche morti.Pesante è stato il botta e risposta tra Apple (in cui vede il sostegno di altre grandi aziende) ed FBI (in cui vede il sostegno del “nome della legge”), addirittura siamo arrivati a “Se non collabora, arrestiamo il CEO di Apple”.
Come avete capito già, Apple ha sempre negato di voler aiutare perché in caso si fosse scoperto un metodo per sbloccare i telefoni, si sarebbe potuto diffondere e sarebbe fallita in men che non si dica.. Avoja a trovarti l’uomo fidato per assegnargli questo grande compito..

In campo sono scese molte aziende e molti personaggi, ognuno a sostegno di una delle due parti, tra cui notiamo anche John McAfee (noto per l’antivirus) che sosteneva di poter aiutare gratuitamente l’FBI.. Ah quante parole al vento..

Ormai quando sembrava quasi tutto finito (e quindi impossibile poter scoprire il PIN perché dopo X tentativi, tutta la memoria interna sarebbe andata a farsi benedire) ecco che, l’FBI chiede la proroga del tempo di scadenza affermando di aver trovato la soluzione grazie ad una azienda Israeliana di sicurezza informatica.

Adesso è un bel problema, non trovi? Apple scopre che c’è una falla e non ha idea di quale sia..
Ma il vero problema non è questo, ma se venisse pubblicato la procedura effettuata per essere poi trascritta sul verbale. Magari è una falla non riparabile da software e tutti i telefoni Apple a farsi benedire oltre che alla totale scomparsa della privacy e soprattutto sicurezza.. Altro che Jailbreak..

Considerazioni finali

A dirla tutta non credo di dover scrivere questo paragrafo.. Mi limito solamente a chiedere a voi:

Vi siete mai posti il problema della sicurezza sui vostri dati? Pensate di essere davvero sicuri con gli strumenti che utilizzate? Cosa ne pensate di quanto accaduto?

O forse una conclusione c’è… “Niente è sicuro, nemmeno un computer spento”. 🙂

Alla prossima!

L'articolo Sicurezza informatica: obblighi in nome della legge sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 30 March 2016 17.54

25 March 2016


Di ieri la notizia della morte di Johan Cruyff, forse il più grande calciatore di tutti i tempi, il primo a vincere tre Palloni D'oro, sicuramente il più completo, e sicuramente l'unico che è riuscito a replicare da allenatore i successi del giocatore. Personalmente sono troppo giovane per ricordarlo da giocatore, i primi Mondiali che ricordo sono quelli del 1978 in Argentina, ai quali rifiutò di parteciparvi.

Delle mille storie che accompagnano Cruyff, ce n'è una che mi ha sempre fatto sorridere, che stranamente nessun giornale italiano (ancora) riporta. Johan Cruyff è stato un innovatore anche nel professionismo del calcio, tanto che aveva un suo contratto di sponsorizzazione personale con la Puma, azienda fondata da Rudolf Dassler, fratello-coltello di Adolf "Adi" Dassler, fondatore della Adidas. Ebbene, Adidas al tempo era anche sponsor e fornitore della Nazionale Olandese, di cui Cruyff era l'elemento migliore, nonché capitano. Ai Mondiali tedeschi del 1974, Cruyff - per onorare il contratto - si rifiutò di indossare i capi dello sponsor "nemico" - l'idea di giocare in mutande sembra fosse stata scartata quasi subito.

Dopo qualche momento di imbarazzo si trovò la soluzione: strappare una delle tre bande - simbolo da sempre di tutti i capi Adidas - da maglietta e calzoncini, facendo diventare la divisa numero 14 di Cruyff qualcosa di diverso, eppur uguale a quelle dei suoi compagni.
"In 1974 Cruyff introduced his personalised twin taped Dutch national team shirt. A unique individual marketing tool that certainly served the group."
La cosa piacque così tanto a Cruyff che fece della sua maglietta un suo personale marchio, nonostante le minacce degli avvocati di Adidas. Un giocatore unico, fin nei dettagli.
il 25 March 2016 12.07

15 March 2016

Ebbene sì, dopo il successo della prima edizione, anche quest’anno si è deciso di proporre la seconda edizione di “Password: Open Source 2016” in cui si vede la partecipazione di tutti coloro che sono interessati al mondo Linux ma soprattutto a tutto ciò che ruota attorno all’Open Source e l’Internet of Things.

L’evento avrà come location l’Università degli Studi dell’Aquila (Via Vetoio 1, Coppito, L’Aquila Ovest) il giorno sabato 24 settembre dalle ore 9.00 fino alla fine dei talk disponibili.

È stata aperta una call for paper per chi volesse passare a trovarci ed esporre i suoi argomenti 🙂 .

Se volete essere dei relatori, potete inserire le vostre informazioni qui =>> https://mirkopizii.typeform.com/to/hKqpl4

Presto verranno anche rivelati tutti i nomi delle grandi aziende che parteciperanno assieme a noi con fantastici gadget messi a disposizione per coloro che verranno.. Ovviamente l’ingresso sarà gratuito!!
Nota: Sei un’azienda e vorresti partecipare anche tu assieme a noi? Scrivimi sulla sezione “Contatti” e verrai contattato tempestivamente 🙂

Luogo: Università degli Studi dell’Aquila (Via Vetoio 1, Coppito, L’Aquila Ovest)
Giorno:
Sabato 24 Settembre 2016
Orario: 
Dalle ore 9.00 in poi
Aula: Da definire

Link Google Maps: https://goo.gl/maps/03sIH

Hashtag ufficiale: #AQPOS16

L'articolo CFP: “Password: Open Source 2016” sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 15 March 2016 17.42

10 March 2016

What you don’t know could be costing you money is not a phrase successful businesses choose to operate under. Comprehension of the past, awareness of the present, and calculating for the future are all the hallmarks of companies that stand the test of time. All in all, businesses big and small have obligation to themselves, their employees, shareholders, and so forth to do everything within their power to make the most money and spend the least without sacrificing on the tools necessary for success.

Getting a grip on all of the ins and outs of business boils down to a handful of core components. First and foremost, companies must stay current on technology. Failure to adapt to the ever-changing technological landscape is a recipe for disaster, in that lack of technology usually means a lack of information. Lack of information is a crippling situation for any enterprise regardless of market or market share.

Here are several other areas where lack of awareness will cost a company money and possibly their entire existence:

Taxes

Failure to properly pay taxes is one of the leading causes of corporate downfall in the States. In fact, if there’s to never fail to pay Uncle Sam the money he’s a flip side to that coin, which is to say businesses have a responsibility to reduce their tax burden as much as possible. Services such as ADP business tax credits and incentives enable companies big and small to reduce their quarterly tax payments. When it comes to paying too much.

Analytics

Understanding how your business is functioning in day-to-day, hour-by-hour, minute-by-minute increments is crucial to eliminating redundancies, improving efficiency, and rooting out wasted time and energy. This all adds up to saving money on overhead and expenses. Getting a scope on the big picture calls for business analytics. Breaking down the data and running it through tailored software leads to breakthroughs in effective restructuring. Hiring a third-party or building a new department to get the job done is not necessary thanks to the plethora of programs available on the market geared toward helping businesses make sense of their systems.

Observations

At the end of the day, the best way to get a sense of the true nature of things is to pay close attention to them in real time. Many managers and business leaders make mistakes by turning their attention ot less-than-vital aspects of operations. Meanwhile the core components on which success is based on are presumed to be functioning fluidly, but are instead buckling under the weight of mismanagement. Rather than spending the day tied up in Skype meetings courting new clientele, take a tour of the office and be open to answering questions. Offer helpful critique when needed but above all, pay close attention to the little things. Added up they equal the big picture, i.e. the apparatus of success or failure.

Businesses do not thrive on lack of information or avoidance of the truth. On the contrary, successful enterprise depends on accurate summation of knowledge. Refusing to spend the time and attention on the key manners through which lowered costs and higher earnings are gained will inevitably lead any company to the edge of defeat, and eventually over the cliff.

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il 10 March 2016 08.26

02 March 2016

Categoria: 

Documentazione Wiki di Ubuntu-it

È ormai cominciato il conto alla rovescia per il rilascio della nuova versione Ubuntu 16.04 LTS, atteso per il prossimo mese.
Nel frattempo continuano i lavori per mantenere aggiornata la documentazione.

Guide Wiki

Ecco un riassunto delle principali modifiche introdotte nella documentazione wiki:

 

  • Display Manager: guida alle impostazioni dei principali Display Manager disponibili per Ubuntu e derivate, come LightDM e Lxdm.

  • LXDE: sono state aggiornate diverse sotto-pagine del portale dedicato al leggero ambiente grafico preinstallato in Lubuntu, come quelle sulla personalizzazione, su LXDE Launcher e sull'orologio digitale.

  • MetaPacchetti: revisione completa della guida dedicata ai metapacchetti.

  • Opera: adesso l'ultima versione aggiornata del famoso browser è disponibile anche per Linux 32 bit! Per l'occasione è stata migliorata la guida esistente ed è stata aggiunta una guida dedicata alle vecchie versioni con motore Presto.

  • Installare Ubuntu: diversi miglioramenti per quella che è sicuramente la guida più importante! Con un occhio di riguardo agli utenti meno esperti, è stata migliorata la sezione dedicata agli accorgimenti per il dual boot con Windows e al partizionamento manuale.

  • FormatiProprietari/Dvd: aggiornata la guida alla riproduzione di ogni tipo di DVD con Ubuntu.

  • Liferea: aggiornata la guida sul lettore di notizie attraverso i feed RSS.

  • Dell Latitude D630: guida all'installazione di Ubuntu su questo portatile.

  • Dell Latitude E6420: guida all'installazione di Ubuntu su questo portatile.

  • Sony Vaio VGN-FE28H: guida all'installazione di Ubuntu su questo portatile.

Ubuntu 14.04.4 LTS

Il 18 Febbraio è stata rilasciata la nuova Point Release Ubuntu 14.04.4 LTS. Chi installerà questa nuova ISO avrà tutti i pacchetti aggiornati alle versioni più recenti, con in più il nuovo Hardware Enablement Stack Wily, comprendente il kernel Linux e lo stack Xorg di Ubuntu 15.10.
Abbiamo quindi aggiornato alcune pagine wiki:

 

  • MD5Sum Hash: aggiornate la Hash MD5 alla nuova Point Release.

  • TrustyTahrTorrent: aggiornati i link di download.

  • DownloadTorrent: aggiornati i link di download.

  • Point Release: aggiunte le informazioni per l'installazione del nuovo HWE stack in una Point Release precedente di Ubuntu 14.04.

 

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno aiutato, in particolare daigo, iononsbalgiomai, leuci-giulio e a7n8x!
Potete inviare i vostri suggerimenti o eventuali segnalazioni attraverso l'apposita board del forum di Ubuntu-it.

 


A cura del Gruppo Doc
Volete contribuire al Wiki? Siete i benvenuti!

il 02 March 2016 09.59

23 February 2016

Nuovo Consiglio di ubuntu-it

Ubuntu-it Community Council

Categoria: 

La comunità di ubuntu-it è lieta di annunciare i membri del nuovo Consiglio:

 

 

Quest'anno ci sono state difficoltà nelle elezioni dei nuovi consiglieri. Il regolamento del consiglio prevede l'elezione di cinque nuovi consiglieri tra i membri candidati, ma alla scadenza dello scorso mandato si erano presentati solo due candidati.

Dopo alcune discussioni sulla mailing list pubblica dei Gruppi della comunità (link) e due riunioni IRC (link), si è giunti alla decisione di eleggere i due candidati (che nel frattempo erano diventati tre) per un periodo limitato di un anno.

Durante questo periodo si varerà un nuovo regolamento, più adatto allo stato attuale dalla comunità.

É stato rilevato che il ruolo del Consiglio nella comunità di ubuntu-it deve essere meglio definito quindi, tra le priorià del nuovo Consiglio, c'è quello di migliorare la trasparenza, producendo resoconti mensili sulle attività.

Altro punto caldo è la questione della membership: ci sono state diverse richieste di miglioramento di questo titolo, che alcuni ritengono troppo difficile da raggiungere e ottenere.

 

Il nuovo Consiglio ringrazia i consiglieri uscenti, per il loro impegno per le attività della Comunità.

il 23 February 2016 16.57

10 February 2016

Il 10 febbraio 2016, a Berlino, The Document Foundation annuncia LibreOffice 5.1, l’unica suite libera per ufficio in grado di tenere testa a tutti gli altri software di produttività per ufficio, eLeggi ancora...
il 10 February 2016 18.26

08 February 2016

Guide wiki di Gennaio

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Documentazione wiki di Ubuntu-it

 

Anche con il nuovo anno continuano senza tregua i lavori per aggiornare la documentazione della comunità italiana di Ubuntu. Nuove guide sono state scritte e tante altre pagine sono state aggiornate. Ecco le principali novità di Gennaio 2016:

  • Tor: guida per navigare anonimamente attraverso la rete Tor.

  • Adsl Pppoe: guida alla configurazione delle connessioni ADSL con protocollo PPPoE su vecchi modem.

  • Acer Extensa 5635Z: guida all'installazione di Ubuntu su questo portatile.

  • Configurazione di Firefox: come configurare al meglio il famoso web browser di Mozilla.

  • Accelerazione hardware su Firefox: come utilizzare Firefox sfruttando la GPU, guadagnando in prestazioni e risparmiando memoria RAM.

  • Menu Ubuntu-it: un add-on di Firefox per avere collegamenti rapidi ai principali siti che riguardano Ubuntu.

  • Wine: guida per utilizzare i programmi di Windows su Ubuntu.

  • Pantheon: come installare l'ambiente grafico di elementary OS, che tanto interesse sta destando ultimamente.

  • Installare programmi senza connessione: come installare programmi in PC senza accesso alla rete Internet.

 

Per maggiori informazioni, consultare la pagina Lavoro svolto.
Ricordiamo inoltre che è sempre possibile inviare suggerimenti e segnalazioni attraverso l'apposita board del forum di Ubuntu-it.

 


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il 08 February 2016 12.17