23 April 2014

Categoria: 

Pordenone, 23 Aprile 2014 - La comunità ubuntu-it sarà presente con una folta rappresentanza dei suoi membri alla prossima "Fiera del Radioamatore" in programma dal 25 al 27 aprile 2014 a Pordenone, nello spazio dedicato al Software Libero denominato "Linux Arena".

ubuntu-it sarà presente con un proprio stand presso lo spazio "Linux Arena" insieme al padrone di casa, il Pordenone Linux User Group, i LUG di Venezia e Trieste e Mozilla Italia. Presso questo stand si potranno vedere le ultime novità di Ubuntu 14.04 LTS, rilasciata qualche giorno fa. Si potrà inoltre toccare con mano - in anteprima assoluta italiana - Ubuntu Touch, l'innovativo sistema per smartphone sviluppato da Canonical (l'azienda che finanzia lo sviluppo di Ubuntu) e dalla comunità. Ubuntu per smartphone uscirà ufficialmente a fine 2014, si tratta quindi di un'occasione unica per vedere le novità e le innovazioni introdotte da Ubuntu sui dispositivi mobili.

La Comunità Italiana di Ubuntu sarà inoltre protagonista di numerosi workshop nei tre giorni di fiera.

Venerdì 25 aprile Dario Cavedon presenterà le numerose novità presenti nell'ultima versione di Ubuntu, la 14.04 LTS, rilasciata il 17 aprile. Subito dopo, sempre Dario Cavedon spiegherà come è semplice e divertente partecipare alle attività della Comunità Italiana di Ubuntu, una opportunità unica per acquisire competenze richieste anche in ambito lavorativo. A chiusura della mattinata di venerdì 25 aprile, Riccardo Padovani illustrerà le caratteristiche di Ubuntu Touch, illustrando i passaggi che portano alla convergenza dei sistemi su dispositivi diversi come smartphone, tablet e PC.

La mattina di sabato 26 aprile ci saranno dei workshop "tecnici" dedicati agli sviluppatori, in cui Andrea Colangelo e Mattia Rizzolo spiegheranno il funzionamento degli strumenti di sviluppo di Ubuntu (launchpad, bazaar e git), linguaggi di programmazione (Python) e come partecipare ai test di Ubuntu.

Il pomeriggio di domenica 27 aprile, nell'ambito di "Ubuntu App Dev School", Riccardo Padovani e Giulio Collura spiegheranno come sviluppare le app di Ubuntu su smartphone in ottica di convergenza, come pubblicarle sul portale MyApps e il Software Development Kit Qt Creator.

Il programma dettagliato di talk e workshop è disponibile sul sito di PNLUG.

il 23 April 2014 16.40

22 April 2014

Finalmente ci siamo! A poca distanza dall’inizio di questo grande evento, che porta la nostra Associazione ad essere presente nel più grande contesto della Fiera del Radioamatore di Pordenone, mettiamo a vostra disposizione l’elenco generale degli eventi. Comunicato Stampa Ufficiale: Le … Continua a leggere
il 22 April 2014 21.05

19 April 2014

Today, tweaking the Bootstrap_Walker class used by Melany for another project, I discovered an interesting issue with the title attribute.

Melany allows you to prepend a menu item with an icon coming from the Glyphicon set included in Twitter Bootstrap in a very easy way: just put the glyphicon name in the menu item’s title attribute field and let the Melany do the rest. See an example in the following image:

How to prepend icons to menu items

How to prepend icons to menu items

So, what’s the problem? Well, if you try to define a true title attribute, it won’t work, because the Bootstrap_Walker handles this attribute as if it were an icon. Let me do an example. If you want to set the title attribute to “This link opens in a new tab”, the resulting markup is:

<a href="[menu_item_url]"><span class="glyphicon This link opens in a new tab"></span>&nbsp;[navigation_label]</a>

Of course, you wanted something like this:

<a href="[menu_item_url]" title="This link opens in a new tab">[navigation_label]</a>

I solved this issue with a simple check to see if the word glyphicon is in the title attribute, so you can now use this real attribute without problems. The fix is already in the 1.1.0-dev version, but will soon be released in the 1.0.5 series too.

I hope this has not caused you too many hassles.

Oh, do you know Melany 1.1.0 Alpha2 has been released? Check it out!

il 19 April 2014 17.31

15 April 2014

Categoria: 

ubuntu-it, la Comunità Italiana di Ubuntu, annuncia l'uscita della nuova versione di Ubuntu, la 14.04 LTS (con supporto a lungo termine), nome in codice Trusty Tahr. L'attesa sarà accompagnata da un party online e terminerà con un video in diretta per scoprire tutte le novità di questa versione.

Il presente rilascio è frutto di un intenso lavoro di ottimizzazione e pulizia che permette a Ubuntu di essere estremamente performante soprattutto sui computer più moderni.

Con Ubuntu 14.04 LTS assistiamo ad un'ulteriore passo verso l'integrazione tra l'ambiente desktop e mobile.

Sono stati effettuati molti miglioramenti ed ora Ubuntu supporta anche display ad alta definizione, accanto ad una nuova schermata di blocco. Da questa versione è possibile, inoltre, trovare facilmente le applicazioni già aperte senza la necessità di usare il mouse. Migliora anche la gestione dei menù, che per le finestre non massimizzate non saranno più nascosti nel pannello superiore di Unity, l'ambiente desktop predefinito di Ubuntu, ma saranno presenti nella barra dell'applicazione.

GNOME Control Center, il gestore delle impostazioni di sistema, è diventato Unity Control Center. Anche se gli utenti non noteranno alcun cambiamento, questa novità serve per risolvere alcuni problemi di integrazione tra Unity ed il programma realizzato dalla GNOME Foundation ed è provvisoria in vista dell'avvento anche nel desktop del Control Center già in uso nella versione mobile del sistema, Ubuntu Touch.

Tutti questi miglioramenti rendono il sistema più stabile e sicuro, adatto al ciclo di vita di questa versione, che sarà supportata per 5 anni, fino ad aprile 2019. Ubuntu 14.04 LTS è quindi la scelta consigliata a tutti gli utenti che preferiscono avere un sistema solido come una roccia piuttosto dell'ultima versione dei programmi.

ubuntu-it vi aspetta per trascorrere assieme la giornata di giovedì 17 aprile nella pagina dedicata sul nostro sito, per attendere e festeggiare assieme questa nuova versione. Non dimenticate l'appuntamento serale con Dario Cavedon, Andrea Azzarone e Riccardo Padovani, che illustreranno le caratteristiche di derivate, versione desktop e versione per smartphone e tablet dell'ultimo rilascio di Ubuntu.

il 15 April 2014 17.11

14 April 2014

Categoria: 

Con una settimana di ritardo rispetto a quanto previsto, la giuria ha scelto il nuovo logo della Comunità. La scelta è stata difficile, in quanto la giuria era equamente divisa tra i candidati inclusi nella short-list. Tutti i loghi includevano una caratteristica che richiamava un simbolo o un nota tipica dell'italianità: lo Stivale (che si rifaceva a una precedente opera di Paolo Sammicheli), la bandiera o il "codice paese" con cui l'Italia è nota in tutto il mondo.

Dopo una lunga discussione è stato scelto il logo di Marco Alici, che si aggiudica la maglietta Ubuntu e gli altri gadget.

 

Logo di Marco Alici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agli altri finalisti e a tutti i partecipanti che hanno inviato la loro proposta va il nostro ringraziamento, provvederemo a spedire il "laccetto Ubuntu", concordando direttamente tempi e modi.

il 14 April 2014 17.05

Abbiamo pubblicato FCM italiano n.79

Paolo Garbin (paolettopn)

Abbiamo pubblicato il numero 79 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso. Dal sommario Editoriale Ubuntu News Comanda e conquista: Un po’ di cannella? How-to: Programmare in Python … Continua a leggere
il 14 April 2014 16.43

13 April 2014

Full Circle Magazine n.79

Abbiamo pubblicato il numero 79 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Un po’ di cannella?
  • How-to: Programmare in Python – Parte 49
  • How-to: LibreOffice – Parte 32: Impress Remote
  • How-to: Usare BOINC
  • How-to: Blender – Parte 9b
  • How-to: Inkscape – Parte 19
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Il software libero nel salvataggio dei computer
  • La mia storia
  • Recensione libro – Mind Mapping con Freemind
  • Resoconto software: Gli insoliti sospetti
  • Lettere
  • Domande & Risposte
  • Giochi Ubuntu: Super Meat Boy
  • Giochi Ubuntu: Surgeon Simulator 2013
  • Giochi Ubuntu: Dota 2
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 13 April 2014 20.39

05 April 2014


Oggi 5 Aprile 2014, alle 16.55 un nostro commando dotato delle migliori tecnologie libere ha iniziato un'operazione di liberazione del Netbook PB DOT-SE, tenuto in ostaggio sotto mani proprietarie da ben 5 anni. 

L'operazione di liberazione è durata pochissimi minuti, il fulmineo intervento e la potenza senza pari del Software Libero hanno annichilito la controparte, che non ha avuto neanche il tempo di accorgersi di cosa stava succedendo.

Adesso il Netbook, è libero, in mani sicure e al riparo da ogni pericolo  presente e futuro per la sua vita.

Possiamo confermare la voce di numerose altre liberazioni avvenute in tutta Italia, atte a proteggere PC e dati personali, sottraendoli dal giogo del Dittatore Unico e dalle azioni di malintenzionati. Chi ne desidera conoscere i particolari può leggere la cronaca presente sui maggiori media.

Invitiamo tutti i cittadini a collaborare con noi, aiutando benevolmente chi ancora soffre: è importante ricordare che molte di queste persone sono malate, essendo convinte di stare bene. Vi raccomandiamo di trattare queste persone con la massima delicatezza, di spiegare loro quali pericoli corrono e a cosa andranno inevitabilmente incontro.

Ringraziamo i nostri valorosi uomini che si impegnano ogni giorno per la Vittoria della Libertà e della Conoscenza Condivisa: continuate così, la nostra missione è appena iniziata.
il 05 April 2014 16.02

02 April 2014

Categoria: 

Dal 9 al 12 Aprile si terrà "Codemotion Roma", evento dedicato agli sviluppatori, con occhio particolare al web.

Nell'edizione di quest'anno è prevista la partecipazione di numerosi sviluppatori di fama internazionale, che condivideranno le loro idee e soluzioni per l’accessibilità e le prestazioni.

Il programma è molto intenso: si parlerà di web "User Experience",  di linguaggi di programmazione tra cui Java 8/ Lambdas, Dart (sostituto di Javascript secondo Google), PHP, Python and .NET, ma anche di cloud e big data, MongoDB, Google Glass. In più, ci saranno anche contaminazioni con il mondo dell’arte con il talk “Find the Dragons” del Code Artist ale Mario Klingelmann e quello di Vittorio Amos Ziparo che proporrà una innovativa fruizione dei siti archeologici attraverso un piccolo robot.

Uno spazio a parte per l’area Game Development, e l'appuntamento con i Maker, in cui saranno presentate le potenzialità e orizzonti di stampa 3D, Internet of Things e Raspberry PI nella track IoT, hack and make. Infine da segnalare anche uno spazio per i più piccoli. Il programma dettagliato è presente sul sito dell'evento.

I lettori e simpatizzanti di ubuntu-it, possono acquistare i biglietti a un prezzo speciale, utilizzando il codice promozionale "Ubuntu-it" (senza apici), oppure direttamente da questo link.
Codemotion Roma si terrà dal 9 al 12 Aprile, presso la facoltà di Ingegneria dell'Università degli studi Roma Tre.

 

il 02 April 2014 12.07

01 April 2014

Categoria: 

Dopo una settimana di intense votazioni, la comunità ubuntera ha scelto i 3 loghi che si contenderanno la vittoria come "nuovo logo ufficiale" della comunità ubuntu-it, la Comunità italiana di Ubuntu. I voti sono stati tantissimi, al di là delle nostre previsioni, segno di grande attenzione nei confronti delle attività di ubuntu-it. I loghi finalisti, che hanno ottenuto più voti in assoluto (in ordine alfabetico di cognome):

 

Marco Alici

Logo di Marco Alici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Davide Depau

Logo di Davide Depau

 

Davide Ferrari

Logo di Davide Ferrari

Tra questi, la giuria sceglierà il vincitore finale, che vincerà la fantastica maglietta Ubuntu, il cui nome sarà reso noto il prossimo 7 Aprile. A tutti i partecipanti che hanno inviato la loro proposta va il nostro ringraziamento, provvederemo a spedire il "laccetto Ubuntu", concordando direttamente tempi e modi.

il 01 April 2014 14.03

30 March 2014

Mi scrive lo studio legale di La7 informandomi che utilizzare TCP effettuare il dowloading di file offerti solo in streaming decompilando i Video Player è considerata una forma di pirateria.

Il contenuto di questo post viene pertanto oscurato ricordando a tutti
gli utenti che scaricare i contenuti video offerti in streaming da La7
è una violazione dei diritti d’autore.

il 30 March 2014 12.38

23 March 2014

Votazione contest ubuntu-it

Ubuntu-it Newsletter

Categoria: 

Iniziano le votazioni per il nuovo logo di ubuntu-it!

Il voto può essere registrato a questo indirizzo: www.rpadovani.com/ubuntu.

I tre loghi più votati saranno presi in considerazione dalla giuria per scegliere il nuovo logo della comunità. Sarà possibile votare fino alla mezzanotte di domenica 30 marzo.

 

In bocca al lupo a tutti i partecipanti!

 

Per ulteriori informazioni, consultate questo articolo

il 23 March 2014 14.26

22 March 2014

L'altroieri il mio amico Andrea ha fatto un tweet che ha catturato l'attenzione di AVi LUG
Ne è nata una lettera (vedi qui sotto), molto breve e semplice, che ho avuto il piacere di sottoscrivere, e che è stata inviata a tutti i LUG italiani. Sortirà qualche effetto? Lo sapremo nei prossimi giorni, vedendo crescere (mi auguro!) gli eventi organizzati sul sito ufficiale preparato da ILS.

Organizzazione evento nazionale XPocalypse
Care amiche, cari amici,
vi scriviamo in merito alla notizia della fine supporto di Windows XP.
Come sapete, dal prossimo 8 aprile Microsoft smetterà di supportare Windows XP, il suo sistema operativo più di successo. Nonostante sia sul mercato da più di 12 anni, XP ha ancora una base di utenza vastissima (le stime dicono dal 10 al 30% dei PC connessi a Internet).
A queste persone, Microsoft propone come soluzione il passaggio a Windows 7 o Windows 8.1, che sono impraticabili per chi ha un PC con qualche anno sulle spalle, e in generale per chi deve affrontare le ristrettezze economiche di questo periodo. In più è una soluzione che ancora una volta incoraggia l’uso del software proprietario.
Abbiamo notato che il vostro LUG non risulta ancora elencato tra i gruppi partecipanti a XPocalypse, la manifestazione che vuole avere una rilevanza nazionale (“stile Linux Day”) e soprattutto una utilità pubblica per gli utenti. Risulta infatti importantissimo informare le persone sui rischi che corrono nel continuare a usare Windows (in particolare XP): rimanere in balia di virus e cracker, senza aggiornamenti di sicurezza per il proprio PC.
Oltre a questo, a nostro avviso, i LUG dovrebbero cogliere questa occasione unica e fornire a tutti una possibilità vera e concreta: l’aggiornamento a GNU/Linux. Abbiamo il compito di divulgare alle persone la notizia che hanno una possibilità di scelta, e si chiama Software Libero.
Per questo motivo vi chiediamo di prendere in seria considerazione la possibilità di creare un evento locale dedicato a XPocalypse, la giornata ideale è il 5 aprile. È altresì importante segnalare l’iniziativa sul sito http://conlinuxpuoi.it dove sono indicate tutte le città e i LUG coinvolti. Inoltre, pensiamo sia una buona idea prendere come riferimento la distribuzione XPocalypse, creata per l’occasione e basata su Xubuntu 12.04 LTS.
Sui social network si sta cercando di informare più persone possibili, persino Microsoft usa un hashtag chiamato #ciaoxp. Riteniamo opportuno dunque utilizzare, ogni qualvolta sia possibile, gli hashtag #conlinuxpuoi, #xpaddio e #ciaoxp.
Possiamo fare in modo che molte persone che migreranno da XP inizino a usare Linux, aumentare il numero di queste persone dipende anche da voi.
I presidenti di AviLUG e GrappaLUG,
Dario Cavedon Andrea Lazzarotto
il 22 March 2014 17.36

18 March 2014

E il capitano disse al mozzo di bordo
"Giovanotto, io non vedo niente.
C'è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente".

(Francesco De Gregori - I muscoli del capitano)

Nelle ultime settimane mi è capitato frequentemente di scrivere della fine del supporto a Windows XP, a cui ormai manca meno di un mese (sarà l'8 Aprile). L'ho fatto soprsattutto per promuovere il "Progetto XPocalypse" di +AViLUG per un'alternativa Linux, creata apposta per sostituire il sistema operativo zombie.
La cosa di cui ancora non mi capacito è la pressochè assoluta inconsapevolezza (incoscienza?) dell'utente medio. In pochi sono informati della fine del supporto, e tra questi ancora meno si sta preoccupando a trovare un'alternativa, libera o no.


Le aziende innanzitutto: secondo un'infografica di Microsoft (vedi sopra), quasi il 24% di queste ha ancora l'80% dei PC con Windows XP. Incrociamo questo dato con il fatto che più del 90% delle aziende ritiene che le vulnerabilità software NON siano un fattore di rischio e avremo la "tempesta perfetta" (cit.).

Il nemico alle porte

Ma le cose potrebbero andare molto male per chi ancora naviga su Windows XP, per almeno 3-4 motivi.

Primo: la fine del supporto a Windows XP - anche se è diventato argomento d'interesse solo nell'ultimo mese - è nota da tempo, basti leggere questo articolo di Aprile 2013. I malintenzionati hanno avuto molti mesi di tempo per mettere a punto un attacco fatto bene, provandolo tranquillamente sul vasto parco di macchine che ancora usa XP.

Secondo: Windows XP ha ancora una serie di falle di sicurezza - alcune gravi - che Microsoft ha lasciato aperte, (come dimostra il report di Secunia) e alcune tali resteranno anche dopo l'8 Aprile.
A questi buchi poi si aggiungano le falle che saranno trovate su Windows 7 e Windows 8, che i cracker proveranno a usare anche contro XP: se funzionano, funzioneranno sempre, dal momento che Microsoft ha cessato il supporto.
A queste si aggiungano le backdoor lasciate intenzionalmente aperte da Microsoft su Windows XP, alcune a proprio uso e alcune usate dai servizi segreti americani (NSA). Riguardo quest'ultimo punto penserete: "sei il solito complottista!". OK: dimostratemi che sbaglio! ;-)

Terzo: la diffusione di XP favorisce la propagazione di virus e malware. Nel momento esatto della fine del supporto, Windows XP sarà ancora presente sul 10-20% dei PC connessi a Internet (come dimostrano le ultime statistiche disponibili), quindi qualsiasi virus e attacco sarà molto più devastante in quel momento, che nei mesi successivi, quando la diffusione di XP andrà naturalmente scemando.

Quarta e ultima ragione: Windows XP è il sistema più soggetto agli attacchi, come riporta anche Microsoft nel suo ultimo "Security Intelligence Report" (che risale al 2013). In pratica: è il sistema operativo preferito dai malintenzionati di tutto il mondo.

Consiglio spassionato

Cosa si può fare per:
  • evitare virus e malware?
  • complicare la vita a malintenzionati e cracker di tutto il mondo?
  • evitare di spendere altri soldi in licenze inutili?
Passate a Linux!

Non aspettate di perdere tutti i vostri dati! :-)
il 18 March 2014 20.53

15 March 2014

Le vecchie leggende del paese

Dario Cavedon (iced)

http://www.flickr.com/photos/ecodallaluna/9637691228/
(foto by ecodallaluna su Flickr)

Ricordo che quand'ero piccolo, il nonno ci raccontava di quell'unica volta che, al bar del centro, dopo molti più bicchieri del solito, il matto del paese, a cui nessuno credeva, confessò di avere incontrato molti anni prima uno straniero che sosteneva che in gioventù, di mattino presto, con il tempo in tempesta e favorito dall'unica combinazione astrale del secolo aveva visto uno di quelli che caricano i distributori automatici.

Ma sono solo storie che si raccontano ai bambini.
il 15 March 2014 12.36

03 March 2014

Nota introduttiva: questo post è una libera traduzione di un post scritto da Michael Hall il 25 febbraio scorso.

Nell’ultimo anno si è parlato molto dello sviluppo di Ubuntu su smarpthone e tablet; è fantastico che ci sia così tanta attenzione su questo argomento, ma c’è un errore di fondo sul nome. Ora, per essere onesti, questo è un problema causato completamente da Canonical, perché inizialmente fu indicato il sistema sviluppato sui telefoni (e successivamente sui tablet) come Ubuntu Touch e la maggior parte delle informazioni sullo sviluppo sono raggruppate sotto la categoria “Touch” sul wiki. Ma non esiste nessun Ubuntu Touch! Non è un sistema operativo diverso, nè un’altra piattaforma. Esiste un solo sistema operativo, e si chiama Ubuntu.

Stack di Ubuntu 14.04

Stack di Ubuntu 14.04

Quando si parla di Ubuntu Touch in realtà ci si riferisce a Ubuntu con Unity 8. Oltre alla shell (e al server grafico) è esattamente lo stesso sistema installato sui desktop.

Tutto sotto il cofano è uguale: lo stesso filesystem, gli stessi strumenti, persino la stessa identica versione di quest’ultimi, perché sono tutti compilati dalla stessa sorgente. I dati del calendario sono salvati nello stesso posto, l’audio e il video sono riprodotti attraverso lo stesso sistema, addiritura anche le API di Unity sono condivise tra telefono e desktop.

Perché il nome è importante? Non solo è più accurato chiamarli entrambi Ubuntu, è anche una delle cose più eccitanti dell’avere un telefono con Ubuntu. Non si ha in mano un sistema Linux embedded con funzionalità ridotte, o qualcosa di così specifico per i telefoni che è completamente inutile sul desktop. No, si ha un sistema operativo a piene funzionalità, che può fare qualsiasi cosa si abbia bisogno da un telefono e da un desktop.

Futuro stack di Ubuntu

Futuro stack di Ubuntu

È questa la strategia della convergenza su Ubuntu, un qualcosa che nessun altro ha ancora fatto. Android è inutilizzabile sul desktop, così pure iOS. D’altra parte né Chrome OS né OSX funzionano sui telefoni. Persino Microsoft ha costruito due piattaforme differenti per cellulare e desktop, anche se alla fine ha piazzato la stessa interfaccia su entrambe.

Ma grazie a Ubuntu, quando Unity 8 arriverà sui desktop, ci sarà lo stesso sistema, la stessa piattaforma, su tutti i dispositivi. E poiché è esattamente la stessa versione di Unity dappertutto, sarà Unity 8 stesso a essere abbastanza intelligente per cambiare il proprio aspetto e il proprio funzionamento per utilizzare al meglio il dispositivo sul quale è in esecuzione. Ancora meglio, Unity sarà in grado di fare queste modifiche in tempo reale, così se viene inserita in un tablet convertibile una tastiera viene automaticamente il cambio da interfaccia tablet a interfaccia desktop. Tutte le app che sono in funzione continuano a funzionare, ma grazie all’Ubuntu SDK anche queste si trasformeranno automaticamente in app desktop.

Quindi “Ubuntu Touch” può essere stata una identificazione utile all’inizio, ma non lo è più. È più corretto, se c’è bisogno di differenziare tra desktop e mobile, di parlare di Unity 8 se si parla dell’interfaccia, o di Ubuntu per telefoni (o per tablet) se si parla delle immagini compilate per i dispositivi o della della dotazione hardware. Se invece si voglio indicare le API della piattaforma allora si parla di Ubuntu SDK, che è già disponibile sia sulle installazioni desktop che su quelle mobili di Ubuntu.

Ciao,
R.

Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

il 03 March 2014 08.00

27 February 2014

Categoria: 

Dopo più di un anno dall'ultima riunione, il Gruppo Forum ha deciso di indire una nuova riunione su IRC aperta a chiunque voglia partecipare. Come di consueto, la riunione avrà una scaletta decisa dal Gruppo o dagli utenti in base alle loro proposte. Chiunque, prima della riunione, può proporre degli argomenti da inserire in scaletta, l'importante che siano concreti e fattibili. Ovviamente, il Gruppo Forum si riserverà il diritto di non accettare le proposte o di posticiparle a una successiva riunione in caso fossero più del dovuto (ndr: non vogliamo di certo finire alle 6 del mattino). Allo stesso modo, chiunque può intervenire sugli argomenti proposti per la serata, anche in senso critico.

 

Da segnalare che il Gruppo Forum e alla ricerca di nuovi collaboratori, o modeatori che dir si voglia, e per l'occasione accoglierà candidature durante lo svolgimento della serata, come indicato nei punti da discutere nell'agenda, consultabile qui: http://wiki.ubuntu-it.org/GruppoForum/Agenda

 

La riunione si terrà sul canale #ubuntu-it-meeting alle 21.15. Per maggiori informazioni, consultare la discussione sul forum: http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?f=17&t=574885

 

Vi aspettiamo numerosi.

il 27 February 2014 13.26

22 February 2014

... e probabilmente anche le ultime! :-) Fa sempre piacere apparire sui media (i miei 5 minuti di popolarità!), adesso viene il compito più difficile: convincere le persone a lasciare il morente Windows XP per una nuova e luccicante Xubuntu XPocalypse Remix! :-)

Caro amico che usi Windows XP e stai leggendo queste parole: esiste un'alternativa facile, sicura e veloce!

 
il 22 February 2014 17.04

20 February 2014


Non so se vi è già giunta notizia, ma Mark Shuttleworth ha svelato il nome dei primi produttori hardware che useranno Ubuntu come sistema per i loro telefonini. Si tratta di Meizu (di cui qualcosa era già trapelato in passato) e BQ. L'ha rivelato appunto il fondatore di Ubuntu e Canonical durante un hangout pubblico tenuto ieri.

Per adesso non è stato rivelato altro, prezzi e modelli saranno probabilmente svelati al prossimo Mobile World Congress, che parte giusto la prossima settimana a Barcellona.

A poco più di un anno dall'annuncio, Ubuntu Touch fa un altro passo nella giusta direzione. Niente da dire: il progetto procede forse lentamente, maogni passo è ben speso. Speriamo di vederne presto il risultato! :-)


Ubunt On Air 

PS: qualcuno dica a Rick Spencer che non deve giocare con la tastiera, finché qualcun altro parla! :-)
il 20 February 2014 04.58

16 February 2014


A fine novembre del 2013 mi trovavo all'Informagiovani di Schio, dove Mauro S. aveva dato appuntamento al direttivo di AViLUG - tra cui il sottoscritto - per pensare a nuove iniziative da fare insieme. Fin dalla sua nascita, il nostro LUG ha collaborato con il Comune, e anzi molte delle iniziative sono state possibili solo grazie alla loro disponibilità.

La cosa divertente è che, nei 40 minuti di auto di tragitto verso Schio, mentre mi recavo in Comune, non avevo la più pallida idea di cosa proporre. Serviva qualcosa che potesse coinvolgere più persone possibile e il grande limite delle iniziative correlate al Software Libero - tranne forse il Linux Day - è che sono in gran parte ignote (o ignorate) dal grande pubblico. Una grande sfida che dobbiamo ancora vincere è quella di abbattere questo muro che ci nasconde dalla vista della gente.

Fortunatamente, mentre raschiavo il fondo vuoto del mio barile di idee, mi vennero in aiuto i tedeschi. Beh, mica tedeschi qualsiasi, i migliori tedeschi nel campo dell'open source, che lavorano al Comune di Monaco di Baviera.
Questi sono quelli che hanno migrato completamente a Linux 15.000 PC, risparmiando milioni di euro.
Questi sono quelli che hanno resto disponibili 2.000 CD con Ubuntu nelle Biblioteche comunali, per aiutare i cittadini ad affrontare la fine del supporto di Windows XP.

Ecco! Perché non copiare questa iniziativa!!?! La mia migliore idea era un riciclo di un'idea tedesca, ma in Italia nessuno l'aveva ancora realizzata. Il Comune accettò con entusiasmo l'idea, ed è nato il progetto XPocalypse. Queste le caratteristiche del progetto.

Aiutare i cittadini

Sull'esempio di Monaco di Baviera, il Comune di Schio ha finanziato la masterizzazione di 300 CD serigrafati, con una versione di Linux per:
  • aiutare le persone che hanno un PC "vecchio" e non possono permettersi di cambiarlo
  • aumentare la vita dei PC "vecchi", con risorse limitate, che non sarebbero in grado di passare a Windows 7 o Windows 8
  • favorire la diffusione del Software Libero e di Linux
Insieme a questi, sarà stampata e allegata una guida per aiutare le persone nell'installazione e primo utilizzo.

Versione di Linux

Dopo aver attentamente valutato le alternative, AVi LUG ha scelto Xubuntu 12.04 LTS, perché:
  • funziona anche su PC "vecchi", dal Pentium4 in su, grazie al fatto che non richiede molte risorse di sistema (vedi sotto le dotazioni minime del PC)
  • ha un'interfaccia simile a Windows XP e permette alle persone di adattarsi velocemente al nuovo sistema operativo
  • è molto semplice e veloce da installare e configurare
  • è supportata fino ad Aprile 2015
Sono state fatte alcune "modifiche" per migliorare e favorire l'adozione da parte dei neofiti:
  • inseriti tutti i pacchetti in lingua italiana, fin dall'installazione
  • inserito il pacchetto per l'ufficio LibreOffice, che è più conosciuto e diffuso, e ha una migliore compatibilità con i pacchetti "Office" proprietari (AbiWord e Gnumeric sono stati tolti per fare spazio)
  • è stato tolto GIMP, perché con i pacchetti italiano e LibreOffice faceva sforare la quota dei 700 MB, in compenso c'è sempre gThumb, che permette di fare fotoritocco essenziale
  • sono stati inseriti tutti i codec multimediali e Adobe Flash Player (quest'ultimo è stata una scelta difficile: è stato scelto di installarlo per evitare di lasciarlo fare in un secondo momento a chi installa e magari non ha una connessione veloce a Internet)
La "distribuzione" Linux così ottenuta è stata denominata Xubuntu XPocalypse Remix 12.04, in breve XXR.

Qualcuno obietterà che c'erano versioni Linux più leggere come Lubit o Lubuntu. I motivi che hanno fatto scartare queste buone proposte sono che la prima ha Openbox come interfaccia grafica, che potrebbe "spaventare" i neofiti, la seconda ha un'interfaccia simile a Windows XP, ma è poco configurabile ed entrambe sono supportate solo fino a Luglio 2013.

Dotazioni minime del PC

Abbiamo sottoposto XXR a molte prove (grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato!), che ci hanno permesso di trovare e correggere alcuni errori, ma Xubuntu di per se era già una roccia. Da quanto rilevato nelle nostre prove è adatta a PC con le seguenti caratteristiche:
  • Processore: Intel Pentium4 o AMD Athlon XP, minimo 1 GHz (consigliato: 2 GHz)
  • RAM: 384 MB (consigliato: 512 MB)
  • Hard Disk: 10 GB (5 GB per il sistema)
  • Lettore CD (consigliato: sistema dotato di boot da chiavetta USB)

Prossimi passi

Giusto ieri, AVi LUG ha masterizzato i 300 CD serigrafati messi a disposizione dal Comune.


La prossima settimana ci sarà una conferenza stampa del Comune di Schio, a cui parteciperà anche AVi LUG, per ufficializzare il progetto. Nella stessa conferenza stampa, presenteremo anche il piccolo sito web che abbiamo preparato (che è un po' di più della paginetta attuale!), da cui si potrà scaricare la ISO, e la piccola guida introduttiva.

Inoltre organizzeremo delle lezioni di "Introduzione a Linux" al sabato mattina a Schio, per chi si sente poco sicuro nel passaggio a Linux, e ha bisogno di una mano per orientarsi e partire con il piede giusto.

Infine, AVi LUG parteciperà sicuramente all'iniziativa di Libre Umbria e GNU/Linux Perugia che stanno organizzando "TI PRESENTO IL SOFTWARE LIBERO - Chiudete la finestra, addio Windows XP" per il prossimo 5 Aprile, e a tutte le manifestazioni a cui saremo invitati.

Può servire a qualcun altro?

Sul sito web di AVi LUG abbiamo reso disponibile:

  • la storia del progetto
  • le modalità di creazione della ISO
  • la grafica usata per la serigrafia del CD
  • la ISO di XXR
A breve pubblicheremo anche la grafica usata per la guida introduttiva e il comunicato stampa preparato con il Comune. La speranza è che qualche persona di buona volontà prenda spunto per fare iniziative analoghe. 
il 16 February 2014 09.24

10 February 2014

OpenData: MozStumbler

Riccardo Padovani

Qualche giorno fa, grazie a Gianluca Sforna, sono venuto a conoscenza di un progetto della Mozilla Foundation (quella di Firefox, per capirci) che si occupa di raccogliere dati per i servizi di localizzazione, e voglio presentarvelo perché credo che chiunque debba contribuire, anche perché la fatica è davvero minima.

Ma facciamo un passo indietro: i nostri cellulari tutti i giorni determinano in che posizione del globo si trovano, con una precisione inferiore al metro. Forse non tutti sanno che i dati che vengono utilizzati per un così corretto posizionamento non sono solo quelli dei satelli GPS, ma vengono utilizzate anche altre informazioni, come per esempio il nome degli access point nei paraggi, a quali celle telefoniche il dispositivo è connesso e così via. Tutte le informazioni riguardanti questi dati secondari sono immagazzinati in enormi database, che però non sono pubblici.

Mozilla Location Service vuole costruire un enorme database con dati pubblici: servono però persone che raccolgano questi dati e li spediscano ai loro server.

Come collaborare

Beh, collaborare è facilissimo :-) Basta scaricare l’ultima versione di MozStumbler per Android e attivarla quando girate per la città. Occhio che consuma una quantità incredibile di batteria!

Come potete vedere dalla mappa, c’è ancora moltissimo lavoro da fare, e l’Italia è uno dei paesi più indietro dell’Europa Occidentale. Quindi, cosa aspettate a collaborare? :-)

Mozilla Location Service - Map 2014-02-09 18-33-45

Se siete preoccupati per come vengono utilizzati i dati che vengono raccolti, date un’occhiata alla Privacy Policy. Se invece siete appassionati della gamefication, potete aggiungere il vostro nome alla classifica, più dati si raccolgono più si sale. Provate a battermi ;-)

Ciao,
R.

Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

il 10 February 2014 08.00

07 February 2014

Scaricare video da La7

Leo Iannacone (l3on)

la7
la7 è un semplice script che permette la visione dei video di La7 senza l’utilizzo di un browser dedicato.

Lo stream è trasmesso all’indirizzo http://www.la7.it/rivedila7

Installazione

Scaricare l’archivio a questo indirizzo, scompattare ed eseguire:

sudo python setup.py install

Avrete il comando la7 pronto per l’utilizzo:

$ la7 -h
  Usage: la7 [options] url

  Options:
  -h, --help            show this help message and exit
  -d, --download        download video
  -p PLAYER, --player=PLAYER
                        choose video player [default: vlc]

Esempi

Per scaricare una puntata:

la7 -d http://www.la7.it/le-invasioni-barbariche/video/lintervista-a-alessandro-di-battista-01-02-2014-125897

Per visualizzare una puntata utilizzando mplayer:

la7 -p mplayer http://www.la7.it/le-invasioni-barbariche/video/lintervista-a-alessandro-di-battista-01-02-2014-125897

Aggiornamenti

  • 2014/03/30 – rilasciata versione 0.2
il 07 February 2014 12.18
Quando ho sentito che Satya Nadella era il nuovo CEO di Microsoft, mi sono chiesto "Ma chi cavolo è!??!?!". Stessa domanda che si sono fatti buona parte dei dipendenti della Microsoft, suppongo.

Sul sito microsoft.com, il nome di Nadella appare 3 volte.

Colgo l'occasione per augurare al nuovo amministratore stessa fortuna del suo predecessore.
il 07 February 2014 08.59

06 February 2014

XPocalypse: ecco il sito web

Dario Cavedon (iced)


Come avevo scritto in un mio precedente post, Windows XP si avvia alla fine: dopo 10 anni di disonorato servizio, il supporto ufficiale di Microsoft cesserà il prossimo 8 aprile 2014, lasciando milioni di computer esposti all'attacco di cracker e pirati. L'estensione del supporto antivirus fino al 2015 è infatti insufficiente a garantire la sicurezza del sistema operativo, che rimane scoperto a causa delle numerose falle già note (e mai chiuse), e di altre sconosciute, che i malfattori hanno gelosamente custodito aspettando il momento buono per usarle.

Nei giorni scorsi è apparso un sito web (qui sopra un'immagine) con il countdown che riporta quanto tempo manca alla fine, 60 giorni: chi salverà questi poveri disgraziati dall'inevitabile XPocalypse?

Restate sintonizzati, ne vedrete delle belle! ;-)
il 06 February 2014 13.18

03 February 2014

Abbiamo pubblicato FCM italiano n.78

Paolo Garbin (paolettopn)

Abbiamo pubblicato il numero 78 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso. Dal sommario Editoriale Ubuntu News Comanda e conquista: Clonare e aggiustare Hard Disc How-to: Programmare in … Continua a leggere
il 03 February 2014 18.23

Full Circle Magazine n.78

Abbiamo pubblicato il numero 78 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Clonare e aggiustare Hard Disc
  • How-to: Programmare in Python – Parte 48
  • How-to: LibreOffice – Parte 31: Modelli
  • How-to: Installare Linux via PXE
  • How-to: Blender – Parte 9a
  • How-to: Inkscape – Parte 18
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Tablet ACER Iconia B1
  • La mia storia
  • Recensione – Google Play Music All Access
  • Resoconto software: Congelato nel tempo
  • Lettere
  • Domande & Risposte
  • Giochi Ubuntu: Game Dev Tycoon – Portal – Left 4 Dean 2
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 03 February 2014 17.02

01 February 2014

serviziopubblicoserviziopubblico è un semplice script per scaricare e visualizzare le puntante da www.serviziopubblico.it senza l’utilizzo di un browser dedicato.

Installazione

Scaricare l’archivio a questo indirizzo, scompattare ed eseguire:

sudo python setup.py install

Il comando serviziopubblico sarà pronto per l’utilizzo:

$ serviziopubblico -h
  Usage: serviziopubblico [options] url

  Options:
  -h, --help            show this help message and exit
  -d, --download        download video
  -p PLAYER, --player=PLAYER
                        choose video player [default: vlc]

Esempi

Per scaricare una puntata:

serviziopubblico -d http://www.serviziopubblico.it/puntate/lo-stato-criminale/

Per visualizzare una puntata utilizzando mplayer:

serviziopubblico -p mplayer http://www.serviziopubblico.it/puntate/lo-stato-criminale/
il 01 February 2014 13.39

31 January 2014

Contest per il logo di ubuntu-it

Ubuntu-it Newsletter

Categoria: 

La comunità italiana di Ubuntu è alla ricerca di un nuovo logo, e ha quindi deciso di indire un contest aperto a tutti.


Il contest si svolgerà in tre fasi:

  • nella prima fase, i candidati inviano i loro elaborati, che dovranno seguire le linee guida (vedi sotto), a contest@ubuntu-it.org, entro il 28.02.2014
  • nella seconda fase, sarà aperto un sondaggio pubblico, da cui sarà estratta una “short list” di 3 loghi; il sondaggio sarà aperto a tutti e le votazioni termineranno il 30.03.2014
  • infine, la giuria del contest, composta da Dario Cavedon, Andrea Colangelo e Riccardo Padovani, sceglierà il vincitore tra i nominati nella short list, che sarà reso noto il 07.04.2014.

 

Tutti i partecipanti al contest riceveranno in omaggio un laccetto Ubuntu.

 

Il vincitore del contest sarà premiato con una maglietta ufficiale Ubuntu (foto) e una serie di bellissimi adesivi ufficiali (foto).

 

 

 

 

Le immagini dei premi sono puramente illustrative.

In bocca al lupo a tutti!


Linee Guida per il logo:


Il logo dovrà essere in formato vettoriale, rilasciato sotto licenza libera CC-BY-SA e dovrà avere i colori ufficiali di Ubuntu (bianco e arancio Ubuntu, ulteriori informazioni su questa pagina). Inoltre dovrà potersi adattare (in parte o in tutto)  a una cornice quadrata, come quelle dei social network.

il 31 January 2014 21.02
No, non sono ancora pronto per questo! ;-)

L'idea che ronza

Da un po' di tempo mi ronzava in testa un'idea: andare al lavoro in bici. Cioè, andare al lavoro anche in bici, combinando l'uso della stessa al treno. Non che fosse un'idea nuova, già l'avevo fatto qualche anno fa, usando la mia vecchia e fidata bicicletta di quand'ero ragazzo. Lo faccio ancora ogni tanto in estate, quando il clima è mite, e le vacanze estive svuotano i vagoni dagli studenti, facendo posto alla mia ingombrante due ruote.

Qui però si trattava di alzare la sfida a un livello superiore, quello dei "professionisti" del trasporto intermodale urbano, quelli che macinano migliaia di kilometri, sfrecciando nel traffico a bordo di diabolici attrezzi metallici, le bici pieghevoli, che poi chiudono in pochi secondi come coltellini svizzeri quando arrivano in stazione o salgono sul bus.

Un giro in bici

La spintarella finale me l'ha data l'amico +Antonio Piro, conosciuto grazie al LUG. Quando Antonio seppe che ero interessato prendere una bici pieghevole per recarmi al lavoro, mi propose di provarne una delle sue. Un tiepido sabato mattina autunnale quindi mi recai nella sua casa sulle pendici del Monte Summano, per la prova. Scesi nel suo garage, la sorpresa: un garage pieno di mezzi a 2 (o 3!) ruote, tutti a trazione umana! :-) Un paio di questi erano bici pieghevoli, e me le fece provare entrambe, lungo la pista ciclabile che passa vicino casa sua.

Andata sulla Hoptown da 20'' (si legge "20 pollici", che sono le dimensioni delle ruote) e ritorno sulla Brompton da 16'', la "ferrari delle pieghevoli". Come ho poi scoperto, si tratta di due modi di intendere la bici pieghevole: le bici con ruote più grandi sono più orientate al confort di viaggio (sacrificando dimensioni e peso), mentre le altre sono di qualche kilo (etto?) più leggere, e si ripongono in pochissimo spazio, ma sono anche più... spartane. Almeno questa la mia prima impressione. Entrambe le bici erano estremamente maneggevoli.

Il buon Antonio, mi prestò la sua Hoptown per un paio di settimane, nelle quali feci un paio di prove sul tragitto casa-lavoro, che confermarono quello che avevo già deciso: dovevo acquistare una bici pieghevole!


Una scelta difficile

Rimaneva solo un problema: decidere quale! Sempre seguendo il consiglio del "Maestro delle 2 Ruote" Antonio, cominciai a leggere il forum delle bicipieghevoli, una vera miniera piena zeppa di informazioni sul mondo delle pieghevoli: scelta della bici (appunto), mercatino dell'usato, consigli sulla manutenzione, consigli sull'abbigliamento, percorsi ciclabili, accessori, gomme, pedali, fanali, telaio, computer, app, ...

aaaaagh! 

Passai intere serate a leggere post su questo o quel modello, arrovellandomi sulle questioni che tolgono il sonno a tutti i "pieghevolisti": ruote da 16'' o 20''? telaio in acciaio o alluminio? freno a contropedale? cambio nel mozzo?!!? 

AAAAAAAAAAAGH!

Come c'era da aspettarsi trovai più domande che risposte, e alla fine, pur avendo acquisito competenze di livello accademico su un argomento di cui sapevo niente fino al mese prima, il dubbio rimaneva. Cambiai allora prospettiva: decisi il budget che volevo stanziare e mi regolai di conseguenza. Scartando i marchi meno conosciuti, la scelta si ridusse a 2 alternative: Dahon Vybe C7A e Tern Link C7, con la seconda un po' più cara della prima.

Dahon Vybe C7A 2013

Un'altra scelta difficile

Bene, scelta la bici mancava solo scegliere... dove comprarla!

Vicino a casa c'era un solo negozio che aveva uno dei modelli che mi interessa, ma difficile da raggiungere in auto in quanto è in centro città, a Vicenza. Triste da dire: il centro di Vicenza val bene visitarlo tutte le volte che si può, ma non per fare acquisti, a meno di andarci in... bicicletta!

Mi misi allora alla ricerca sui siti di aste online e mercatini dell'usato, come questo oppure questo. Dato che era la prima pieghevole, mi sarei accontentato di una bicicletta usata, ma tenuta bene. Dopo settimane (!) di ricerca però non riuscii a trovare una buona occasione: nessuno vendeva i modelli che mi interessavano, oppure voleva troppi soldi, in qualche caso addirittura più di quello che costava lo stesso modello sui negozi online! O_O


Alla fine optai per un negozio inglese - di cui avevo ovviamente già letto sul forum - e che offriva la Dahon scontata, rendendola conveniente nonostante le spese di spedizione: 5 minuti per fare l'ordine, pagato con carta di credito, e 4 giorni dopo il corriere suonava alla porta di casa.

Non restava che pedalare, ma questa è un'altra storia. Se volete leggerla, continuate a seguirmi sul blog! :-)

il 31 January 2014 18.06

30 January 2014

Farewell Ubuntu-it!

Alessio Treglia (quadrispro)

Era il gennaio 2007 quando, per la prima volta, lasciai un messaggio sul forum della Comunità Italiana di Ubuntu. Da lì l’evoluzione è stata rapida: cominciai a contribuire alla stesura delle guide della documentazione della comunità (il “wiki“), prima come autore, poi come editor e infine come amministratore. Parallelamente iniziai anche a partecipare ai lavori del Gruppo traduzione e infine approdai allo sviluppo vero e proprio, curando inizialmente i merge e sync dei pacchetti da Debian, per poi estendere successivamente il mio raggio d’azione anche alla risoluzione dei bug.

Sette anni fa dunque ebbi il mio primo contatto con la Comunità e i riscontri furono molto positivi, trovai un folto gruppo persone disposte a impiegare molto tempo delle proprie giornate a spargere il verbo di una distribuzione GNU/Linux libera, fondata sui valori universali di solidarietà e condivisione della conoscenza, in modo del tutto volontario. Tra me e il Codice di Condotta di Ubuntu è stato amore a prima vista e, come gli altri, fui felicissimo di abbracciare il progetto Ubuntu e impegnarmi per la sua crescita.

Ci sono stati tempi duri, l’evoluzione del rapporto fra la base comunitaria e l’azienda sponsor principale di Ubuntu ha indebolito molte delle promesse fatte alle origini, nonchè incrinato le certezze e ispirato dubbi a un buon numero di noi. Mentre qualcuno, profondamento deluso dalla scelta di Canonical di declassare i principi etici sui quali la Comunità di Ubuntu ha costruito il vero successo di quest’ultimo, se ne andava altri iniziavano a ridurre i propri contributi e a credere meno nel progetto, altri ancora hanno semplicemente trovato cose migliori da fare. Ecco, io faccio parte di quest’ultimo gruppo. Benchè sia l’unico amministratore ancora attivo della mailing list di supporto, sono passati anni ormai dall’ultima volta in cui ho revisionato una guida sul wiki o dato un consiglio a qualche nuovo utente in difficoltà sul forum o nel canale IRC, ciò mi fa sentire una specie di burocrate del nulla ed è assolutamente in contrasto con la mia idea di cosa una comunità di supporto deve fare: aiutare gli utenti.

Oggi dunque prendo finalmente coscienza e lascio la Comunità Italiana per evidente mancanza di interesse e tempo da dedicarvi.

In questi sei anni molte cose sono cambiate nella mia vita e una fetta della felicità raggiunta la devo a ciò che ho imparato da quelle persone che ho avuto modo di conoscere e frequentare proprio grazie a Ubuntu-it. Milo, Paolo, Leo, Fabio “thesaltydog”, Flavia, Luca (entrambi, “elle” e DktrKranz), Maurizio (Bugman! Dove sei finito?), Sergio, Volans: a loro va il mio pensiero e la memoria corre verso tutti quei momenti nei quali abbiamo condiviso un pezzetto di infinito.

Farewell everyone, it’s been great riding with you.

il 30 January 2014 12.56

28 January 2014

The 3D-printing technology has gained quite a big momentum in recent times. Its use is spreading widely even among hobbyists and many sources report daily several (sometimes weird) examples of its usage. The thing I like most, as a Free Software activist, is that several 3D-printing-related free and open source software are already available and quite good, and some printers are even released as free hardware.

Unfortunately, Debian is quite lagged behind with regard to the availability of such software in our archive, especially compared to other distributions who already ship much of it. Hopefully this situation will change drastically thanks to the brand new Debian 3D-Printing team, whose purpose is to make Debian a rocking platform to do some serious 3D-printing.

The team is bootstrapping right now, and we are looking for volunteers who are willing to help us. Packagers are greatly welcomed, but also triagers, users and passionate people with some experience in the field are extremely valuable.

People willing to join the team can take a look at our (in-progress) wiki page and apply on the team page on Alioth. As with any good packaging team, a mailing list is available to share ideas, feel free to subscribe it, and feel free to join #debian-3dprinting on OFTC if you want to hang out with other team members.

il 28 January 2014 09.03

21 January 2014

During the last months, Melany raised a great interest in WordPress users that look for a simple theme based on Twitter Bootstrap for their blog. Some of them contributed with translations, suggestions and bug reports. First of all I’d like to thank all of them (who, I hope, are reading this post).

But now, let’s bring it further. I’d like Melany to become a theme fully supported by the community, because we don’t need only to update Bootstrap, but also making it more complete. The first step to take in this project is to make it well structured. I’m working on it and Melany 1.2 will come with a complete documentation. But, before that, version 1.1 must come.

I already selected a list of features that have to be introduced in Melany 1.1, codenamed Silver Weiro. What I ask you is to propose new features. What you’d like to see in the next version of this Bootstrap-based theme? What you’d like to be changed or improved?

Head on to the official website to see a list of proposed features and suggest your own. I need you to serve what you really like. Are you ready to help yourselves?

 

Read the official announcement

il 21 January 2014 16.32

20 January 2014

Come sicuramente sapete il prossimo 17 aprile verrà rilasciato Ubuntu 14.04 e in contemporanea la seconda versione stabile di Ubuntu Touch. L’obiettivo principale per le core-apps di Ubuntu Touch è di essere perfettamente eseguibili anche sui computer, oltre che sui telefoni. Questo perchè la visione finale per l’ecosistema Ubuntu è la convergenza.

Convergenza è l’idea geniale dietro a Ubuntu Touch: tutte le applicazioni possono funzionare sul desktop, sui tablet e sui telefoni (e anche sulle TV un giorno) non perché vengano sviluppate diverse interfacce, ma perché l’app si adatta dinamicamente alla misura dello schermo, come un sito responsive. Un esempio di app perfettamente convergente è SaucyBacon di randomcpp.

Io seguirò in particolare lo sviluppo della calcolatrice, e c’è una bella lista di cose da fare da qua ad aprile:

  • Per poter utilizzare l’app sul desktop dobbiamo abilitare il supporto per la tastiera, in modo che l’utente non sia obbligato ad utilizzare il mouse, che è abbastanza scomodo per una calcolatrice. Una implementazione basilare del supporto per la tastiera è arrivata: si possono utilizzare le frecce per scorrere tra i conti e i numeri per inserire dei numeri (ma non mi dire!). Ma alcuni bug sono ancora presenti. Inoltre vogliamo abilitare altre scorciatoie per modificare le etichette, e anche il copia&incolla è in cantiere;
  • In visione della convergenza totale dobbiamo creare una versione ottimizzata per i tablet e risolvere alcuni comportamenti sbagliati sui desktop;
  • Dobbiamo creare una versione dell’applicazione denominata sidestage, in modo da poter affiancare due app sui tablet e usarle contemporaneamente;
  • Nella lista dei desideri c’è anche da implementare la versione scientifica della calcolatrice, ma non è una priorità quindi non saprei se e quando verrà realizzata. Ovviamente un’ulteriore mano è più che benvenuta!

Se vuoi contribuire allo sviluppo di Ubuntu Touch e non sai da dove inizare questa può essere l’occasione giusta! Vienimi a trovare in chat, su #ubuntu-it-dev se vuoi parlare in italiano oppure su #ubuntu-touch e chiedi di boiko, dpm, mihir, popey o di me (WebbyIT).

Ti aspetto ;-)

Ciao,
R.

Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

il 20 January 2014 08.00

19 January 2014

Categoria: 
Gli ultimi rilasci di Ubuntu sono stati caratterizzati, tra le altre cose, da una rapidissima evoluzione del team QA internazionale che ha introdotto moltissime modifiche, alcune delle quali anche di notevole entità, al lavoro di testing svolto durante l'intero ciclo di sviluppo.
 
Il lavoro della comunità internazionale ha assunto una portata tale da rendere praticamente impossibile una "nazionalizzazione" del testing, trasformando in obsoleto il metodo di lavoro finora adottato dal Gruppo Test di ubuntu-it.
 
In tale ottica, dopo una (lunga) pausa il Gruppo Test italiano ha deciso di ristrutturarsi dando vita a un "nuovo" Gruppo Test che si pone come obiettivo principale quello di offrire supporto a chi volesse avvicinarsi al testing di Ubuntu, diventando così un gruppo di appoggio al quale rivolgersi per iniziare a collaborare con la comunità internazionale (che sarà il vero fulcro di tutte le attività di testing) attraverso persone che parlano la stessa lingua e che potranno (se necessario) essere il punto di contatto con la comunità Ubuntu!
 
Partecipare è divertente e ognuno può scegliere quale "ruolo" svolgere nel testing, in base alle proprie competenze, il tempo a disposizione o, più semplicemente perché ci diverte di più. Sono infatti diversi i ruoli che è possibile svolgere e li trovate descritti in questa pagina.  
 
Potete trovare tutte le informazioni necessarie per iniziare a collaborare qui.
 
Vi aspettiamo numerosi!
il 19 January 2014 18.00

noisiamoubuntu numero 63

noisiamoubuntu

Ti piace l'idea delle interviste a persone che usano Ubuntu? Finora solo pochi coraggiosi ci hanno inviato la loro intervista, ma tutti possono farlo! Vuoi partecipare anche tu? Leggi subito come fare, e vieni anche tu nella grande famiglia Ubuntu, perché tutti noi siamo ubuntu, anche tu! 

Questa settimana intervistiamo Stefano, che ha scoperto Ubuntu nel 2005 e da allora ne apprezza la facilità e la compatibilità! 

Stefano

Nome: Stefano
Cognome: Giancarli
Nickname: Sutter Kaine
Computer su cui utilizzo Ubuntu:3 fissi assemblati - un portatile acer - un asus da 9 pollici
Età: 38 anni
Professione: in cerca di lavoro
Città di residenza: Chiaravalle (An)

Come hai scoperto Ubuntu?

Sinceramente ho scoperto Ubuntu con il vecchio shipit (il servizio di Ubuntu che inviava CD gratuitamente a chi ne faceva richiesta, servizio che adesso fa la Comunità di Ubuntu). Un mio amico aveva per gioco richiesto una copia, io ero sicuro che non sarebbe mai arrivata. Invece arrivò e anche presto, e addirittura ben confezionato. Questa cosa mi aveva sconvolto e affascinato - abituato al mondo Microsoft dove in tutto il periodo di predominio non regalavano mai niente – quindi ci provai anche io pochissimo tempo dopo. Con enorme soddisfazione arrivò e il resto per me è storia.

Perché o cosa ti piace di Ubuntu? 
 
Del mondo Ubuntu adoro il forum o comunità che sia. L'O.S. mi piace a livello grafico e per la sua stabilità. Ho amato vedere il progetto crescere, ma ancora di più la mentalità dietro a questa cosa. Vedere che una persona molto ricca credere in un progetto di massa gratuito e open per me è stato un' insegnamento e mi ha fatto credere in un mondo più giusto. Grazie Mark per questo progetto e per i tuoi sforzi.

Cosa ti piacerebbe che fosse migliorato?

Sicuramente vorrei vedere sempre piu' una maggiore compatibilità con l'hardware e software pur mantenendo un sistema come quello di adesso: veloce, stabile, bellissimo da vedere e con capacità - ogni versione - più potenziate sempre in nome dell'open source. E poi assolutamente una linea di computer portatili e fissi e quanto altro con marchio Canonical/Ubuntu! Sarebbe un sognoooooo! :D.

Come contribuisci alla diffusione di Ubuntu? 

Assolutamente martellando chi mi sta intorno ogni momento sull'importanza di adottare Ubuntu come sistema predefinito, inneggiando le sue potenzialità. Infatti negli ultimi anni ho fatto veramente tantissime installazioni - non diciamolo forte altrimenti quelli della Microsoft poi mi fanno fuori :D - ovviamente gratuite e ho potuto vedere che anche le persone anziane, sempre in difficoltà con il mondo dei computer, reagire veramente in maniera convincente a questo nuovo approccio. Ovviamente donando - quando posso visto la mia situazione - in nome di Ubuntu!

--
Ti è piaciuta questa intervista? Non ti è piaciuta? Discutine con noi sul forum di ubuntu-it!
il 19 January 2014 16.16

30 December 2013

Per raggiungere la convergenza tra Ubuntu Touch e Ubuntu uno dei passaggi fondamentali è che le applicazioni di Ubuntu Touch siano perfettamente utilizzabili anche con la tastiera, oltre che con uno schermo touch.
È per questo che qualche giorno fa ho iniziato a lavorare per implementare il supporto alla navigazione con le frecce della tastiera nella calcolatrice.

La calcolatrice è, semplificando molto, una ListView in cui sono presenti tutti i conti fatti e ha come header la tastiera con i numeri. Poiché il comportamento di default della navigazione con la tastiera su una ListView non faceva al caso mio, ho deciso di implementare una navigazione alternativa. Prima di tutto abbiamo bisogno di una piccola applicazione su cui provare:

import QtQuick 2.0
import Ubuntu.Components 0.1
import "components"
 
MainView {
    objectName: "mainView";
    applicationName: "com.ubuntu.developer.rpadovani.listview-example";
 
    width: 200; height: 200;
 
    Page {
        ListView {
            id: listView;
            width: 200; height: 200;
 
            model: VersionModel {}
            delegate: Text {
                text: name + ": " + version;
            }
 
            highlight: Rectangle {color: "lightsteelblue"; radius: 5;}   
        }
    }
}

inseriamo poi i dati in un file che chiamiamo VersionModel.qml:

import QtQuick 2.0
 
ListModel {
    ListElement {
        name: "Warty Warthog";
        version: "4.10";
    }
    ListElement {
        name: "Hoary Hedgehog";
        version: "5.04";
    }
    ListElement {
        name: "Breezy Badger";
        version: "5.10";
    }
    ListElement {
        name: "Dapper Drake";
        version: "6.06";
    }
    ListElement {
        name: "Edgy Eft";
        version: "6.10";
    }
    ListElement {
        name: "Feisty Fawn";
        version: "7.04";
    }
    ListElement {
        name: "Gutsy Gibbon";
        version: "7.10";
    }
    ListElement {
        name: "Hardy Heron";
        version: "8.04";
    }
    ListElement {
        name: "Intrepid Ibex";
        version: "8.10";
    }
    ListElement {
        name: "Jaunty Jackalope";
        version: "9.04";
    }
    ListElement {
        name: "Karmic Koala";
        version: "9.10";
    }
    ListElement {
        name: "Lucid Lynx";
        version: "10.04";
    }
    ListElement {
        name: "Maverick Meerkat";
        version: "10.10";
    }
    ListElement {
        name: "Natty Narwhal";
        version: "11.04";
    }
    ListElement {
        name: "Oneiric Ocelot";
        version: "11.10";
    }
    ListElement {
        name: "Precise Pangolin";
        version: "12.04";
    }
    ListElement {
        name: "Quantal Quetzal";
        version: "12.10";
    }
    ListElement {
        name: "Raring Ringtail";
        version: "13.04";
    }
    ListElement {
        name: "Saucy Salamander";
        version: "13.10";
    }
    ListElement {
        name: "Trusty Tahr";
        version: "14.04";
    }
}

Se proviamo ad avviare l’app ci verrà fuori una piccola finestrella quadrata, con alcuni elementi fuori dalla vista: se usiamo la tastiera non riusciamo a cambiare l’elemento evidenziato, mentre possiamo facilmente scorrere l’intera finestra con la rotella del mouse.

Questo avviene perché non è presente il focus sulla nostra ListView, dobbiamo forzarlo una volta che tutti gli elementi vengono caricati. Dobbiamo quindi aggiungere il seguente codice all’interno di Page:

Component.onCompleted: listView.forceActiveFocus();

Adesso con le frecce possiamo tranquillamente cambiare l’elemento selezionato: questo è il comportamento di default delle ListView. Il problema nella calcolatrice è che l’elemento selezionato non è evidenziato. Per capire, provate a eliminare

highlight: Rectangle {color: "lightsteelblue"; radius: 5;}

L’esperienza utente è irremediabilmente compromessa: per molti click sulla tastiera non succede nulla, poi si muove. La cosa migliore sarebbe quindi che ad ogni pressione del tasto sulla tastiera l’applicazione si muovesse sempre dello stesso numero di pixel. Creiamo quindi una funzione scrollWithKeyboard da chiamare quando necessario:

function scrollWithKeyboard(pixel) {
   listView.contentY += pixel;
}

e inseriamo all’interno della listView il controllo per gli eventi da tastiera:

Keys.onUpPressed: {
    scrollWithKeyboard(-10);
}
Keys.onDownPressed: {
    scrollWithKeyboard(+10);
}

a questo punto la lista scorre di 10 pixel ogni volta che l’utente clicca su una freccia come volevamo ma, attenzione, quando raggiunge la fine continua a scorrere all’infinito!
Dobbiamo quindi inserire un controllo:

Keys.onUpPressed: {
    if (!listView.atYBeginning)
        scrollWithKeyboard(-100);
}
Keys.onDownPressed: {
    if (!listView.atYEnd)
        scrollWithKeyboard(100);
}

Okay, ora il comportamento di default della listView è scomparso e ne abbiamo uno più consono ai nostri scopi. Usiamo NumberAnimation per aggiungere una piccola animazione e rendere meno “scattoso” lo scorrimento:

function scrollWithKeyboard(pixel) {
    // Position
    var startPosition = listView.contentY;
    var endPosition = listView.contentY + pixel;
 
    // Animation
    scrollKeyboardAnimation.from = startPosition;
    scrollKeyboardAnimation.to = endPosition;
    scrollKeyboardAnimation.running = true;
}
 
NumberAnimation {id: scrollKeyboardAnimation; target: listView; property: "contentY"; duration: 80;}

La modifica dovrebbe arrivare nella calcolatrice per i primi di gennaio, mentre il supporto per l’inserimento da tastiera c’è già.

Il file completo dell’articolo è quindi:

import QtQuick 2.0
import Ubuntu.Components 0.1
import "components"
 
MainView {
    objectName: "mainView";
    applicationName: "com.ubuntu.developer.rpadovani.listview-example";
 
    width: 200; height: 200;
 
    function scrollWithKeyboard(pixel) {
        // Position
        var startPosition = listView.contentY;
        var endPosition = listView.contentY + pixel;
 
        // Animation
        scrollKeyboardAnimation.from = startPosition;
        scrollKeyboardAnimation.to = endPosition;
        scrollKeyboardAnimation.running = true;
    }
 
    NumberAnimation {id: scrollKeyboardAnimation; target: listView; property: "contentY"; duration: 80;}
 
    Page {
        ListView {
            id: listView;
            width: 200; height: 200;
 
            model: VersionModel {}
            delegate: Text {
                text: name + ": " + version;
            }
            Keys.onUpPressed: {
                if (!listView.atYBeginning)
                    scrollWithKeyboard(-10);
            }
            Keys.onDownPressed: {
                if (!listView.atYEnd)
                    scrollWithKeyboard(10);
            }
        }
 
        Component.onCompleted: listView.forceActiveFocus();
    }
}

Ciao,
R.

Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

il 30 December 2013 08.00

Abbiamo pubblicato FCM italiano n.77

Paolo Garbin (paolettopn)

Abbiamo pubblicato il numero 77 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso. Dal sommario Editoriale Ubuntu News Comanda e conquista: Git Forks How-to: Programmare in Python – Parte … Continua a leggere
il 30 December 2013 05.06

28 December 2013

Full Circle Magazine n.77

Abbiamo pubblicato il numero 77 della rivista Full Circle nel sito internazionale. Per il download del PDF fate clic sui link riportati in basso.

Dal sommario

  • Editoriale
  • Ubuntu News
  • Comanda e conquista: Git Forks
  • How-to: Programmare in Python – Parte 47
  • How-to: LibreOffice – Parte 30: Disegnare e modificare oggetti
  • How-to: Lazarus
  • How-to: Blender – Parte 8
  • How-to: Inkscape – Parte 17
  • How-to: Scrivere per Full Circle Magazine
  • Chiedi al nuovo arrivato
  • Linux Lab: Haxima
  • La mia storia
  • La mia opinione
  • Recensione libro – Istant XBMC
  • Recensione – Elementary OS
  • Resoconto software: Il cavaliere oscuro
  • Lettere
  • Domande & Risposte
  • Giochi Ubuntu: Faster Than Light
  • Il mio desktop
  • Come contribuire
  • Gruppo italiano

Link

Buona lettura! :)


il 28 December 2013 12.20

23 December 2013

Dopo aver parlato del perché la privacy è importante, e di come configurare Ubuntu, vorrei soffermarmi su un dispositivo che usiamo tutti i giorni e che comunica continuamente tantissime informazioni su di noi: lo smartphone.

Sul proprio cellulare sarebbe meglio usare il più possibile software libero, sia per la propria privacy sia per aiutarne la diffusione e lo sviluppo. Purtroppo progetti come Ubuntu Touch e Firefox OS sono ancora troppo prematuri per i miei bisogni, quindi per ora vanno scartati.

La prima cosa da fare è sostituire la propria ROM con Cyanogenmod o un’altra ROM funzionante il più possibile libera, senza flashare le Google Apps, per non avere niente di chiuso sul cellulare; per il mio cellulare purtroppo devo usare qualche driver proprietario, ma spero che con il tempo vengano eliminati. Non mi soffermerò su come installare la Cyano, il web è pieno di guide. Vorrei invece illustarvi i sostituti che ho trovato ai software proprietari che usavo prima.

Prima di tutto bisogna avere un’alternativa al Play Store, altrimenti come si fa a installare le app? :-)
L’alternativa per fortuna esiste e si chiama F-Droid, ed è una collezione di applicazioni libere. Certo, non è cool come il Play Store, ma la libertà ha un prezzo!

La prima app da scaricare da F-Droid è il browser: la mia scelta è caduta su Firefox, che è davvero ottimo, ha molte feature e sopratutto si può sincronizzare con il proprio computer. Il browser, oltre che per navigare sul web, serve per andare sui social network, quali Facebook, Google+ e Twitter. Non conosco infatti applicazioni open-source per visitare questi siti, e le loro app sono molto, ma molto, intrusive (avete provato a dare un’occhiata alla lista dei permessi?); l’unico contro di questa scelta è che non si hanno le notifiche push, ma poiché stare dietro ai social network non è il mio lavoro, posso permettermi di guardarli una volta ogni tanto: sicuramente la mia concentrazione ne beneficerà!

La seconda app più importante è un client per le email: al posto di quello installato di default (che comunque è software libero) ho scelto K-9 Mail, un’app davvero potente che supporta anche GPG. Fantastico!
Per sostituire Google Maps suggerisco OsmAnd~, che permette di accedere a OpenStreetMap, un progetto come Wikipedia, ma per le mappe. Per sincronizzare invece calendario e contatti con un server che supporta DAV mi sono rivolto a DAVdroid: lo uso in combo con la mia istanza di ownCloud, e uso l’app ufficiale per Android per accedere ai file sul mio server.

Come riproduttore musicale ritengo che la scelta migliore sia Apollo, che è già installato su Cyanogenmod; per le ricerche su internet uso, così come sul desktop, DuckDuckGo, un motore di ricerca che rispetta la privacy. Come lettore RSS ho scelto TTRSS- Reader, perché ho un’istanza di Tiny Tiny Rss sul mio server. Per l’autenticazione in due passaggi uso una vecchia versione Google Authenticator, quando era ancora software libero , ma sto lavorando per avere FreeOTP su F-Droid: FreeOTP è completamente libero ed è sviluppato da Red Hat.

Altre app interessanti sono AdAway, per bloccare la pubblicità intrusiva, UberSync, per sincronizzare i dati dei vostri amici su Facebook con la vostra rubrica, e Wikipedia, perché conoscenza è potere. Potete trovare alre app interessanti su Prism Break (in inglese).

E buone feste a tutti :-)

Ciao,
R.

Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

il 23 December 2013 08.00

22 December 2013

Sei mesi dopo

Giuseppe Terrasi (peppe84)




In questi mesi diverse cose sono cambiate e il mio contributo in questa splendida comunità è andato via via a calare fino ad azzerarsi. Non è un dramma. Come sapientemente fatto notare da Dario "tutto scorre". La nostra comunità nel corso degli anni ha sempre trovato il modo di rigenerarsi anche grazie alle energie e alle idee delle nuove leve. 

Desideravo ringraziare i ragazzi che nel corso di questi mesi hanno portato avanti l'ultimo progetto di casa Ubuntu-it con molta perseveranza e senza mai perdersi d'animo. Questi sono i numeri di chiedi.ubuntu-it.org dopo sei mesi di vita!



il 22 December 2013 14.52

20 December 2013

I have been busy in the last weeks, so I can inform you only now about the last updates in my WordPress theme, Melany.

On December 9 Melany 1.0.5.1 has been released. The update addressed a quite big issue: Internet Explorer support. It came out that Melany was completely broken on IE8 and in need of some fixes for IE10 (both on Windows 8 and Windows Phone 8, which required different fixes – are you still wondering why I love Microsoft stuffs so much?). Another high level issue solved with this update had to do with the homepage text color setting in the Theme Customizer. Add a css/style.src.css file to simplify the style understanding and you’re done with this release.

Lastest update was to Melany 1.0.5.2, which is just a silly update needed to fully support WordPress 3.8, the band new version of the CMS.

Melany already got more than 6500 downloads, be one of those! And please leave a review. If you want to support my work, please buy me a coffee or pizza.

il 20 December 2013 10.36

19 December 2013

Installazione minimale di GNOME su Fedora

Gianvito Cavasoli (Janvitus)

Dopo l’installazione minimale di GNOME su Ubuntu, ora passo ad annotarmi una procedura simile anche per l’altra distribuzione che sto usando da un annetto a questa parte. La procedura riguarda l’ultima versione di Fedora, la 20 uscita un paio di giorni fa, quindi recuperare la .iso del CD di installazione da rete (netinst) per cominciare una procedura un po’ più complessa di quella di Ubuntu e Debian, e che per fortuna dalla 20 è stata resa più semplice con alcuni inserti in Anaconda. Come per Ubuntu, non sto li a descrivere come installare il sistema ma annoto solo le parti più importanti.
riepilogo_installazione_fedora

  • Quando si giunge nella schermata di Riepilogo installazione, prestare attenzione a selezionare in Selezione software l’installazione minima facendo accortezza che nel riquadro a destra non sia selezionata nessuna voce.
  • Alla fine dell’installazione dei pacchetti minimi, creare l’utente, meglio se amministratore così da poter usare sudo, facendo attenzione che faccia parte del gruppo wheel (pulsante Avanzato…). Impostate anche la password di root e terminare l’installazione.

Riavviato il sistema appena installato, accedere alla console, ora si passa ad installare il server grafico e il desktop GNOME. Fedora ha i gruppi di software che sono alla stregua dei meta-pacchetti di Debian e Ubuntu, per avere una lista:

yum grouplist

Quello che ci interessa è Desktop GNOME. Ovviamente, non si dovrà installare questo gruppo altrimenti questa sorta di guida/appunti non ha senso di esistere, sarebbe come installare il CD completo, ma il gruppo Desktop GNOME serve a capire quali sono le dipendenze e gli altri sotto-gruppi che installa:

yum groupinfo “Desktop GNOME”
Plugin abilitati:changelog, langpacks, refresh-packagekit, remove-with-leaves, show-leaves

Gruppo Environment: Desktop GNOME
Environment-Id: gnome-desktop-environment
Descrizione: GNOME è un ambiente desktop molto intuitivo e facile da usare
Gruppi obbligatori:
+base-x
+core
+dial-up
+firefox
+fonts
+gnome-desktop
+guest-desktop-agents
+hardware-support
+input-methods
+multimedia
+printing
+standard
Gruppi opzionali:
+3d-printing
+epiphany
+gnome-games
+libreoffice

Per chi non mastica Yum, il segno “+” indica che il gruppo o il pacchetto non è installato. Questi sotto-gruppi a loro volta possono essere esaminati per vedere quali pacchetti installano:

yum groupinfo list gnome-desktop

Non lo riporto perché sarebbe un po’ troppo lungo.

  • Passata la veloce spiegazione, ora si installano i gruppi fondamentali per avere il server grafico e sonoro funzionanti:

    sudo yum groupinstall base-x standard multimedia

  • Fatto, dobbiamo installare GNOME e il problema sorge ora: Fedora non ha un meta-pacchetto come gnome-core di Debian che installa una versione minimale del desktop, quindi si deve installare uno per uno i pacchetti che interessano, il yum groupinfo list gnome-desktop di sopra aiuta nello scopo:

    sudo yum install avahi baobab control-center eog empathy evince evolution file-roller gdm gedit gnome-bluetooth gnome-contacts gnome-disk-utility gnome-initial-setup gnome-packagekit gnome-screenshot gnome-session-xsession gnome-settings-daemon gnome-shell gnome-system-log gnome-system-monitor gnome-terminal gnome-themes-standard libcanberra-gtk2 libcanberra-gtk3 mousetweaks nautilus nm-connection-editor seahorse sushi totem xdg-user-dirs-gtk yelp

    L’installazione di questi pacchetti è indicata per un GNOME Lover come me, ma mi rendo conto che alcuni software non sono fondamentali e non rispecchiano il 100% dei gusti di ognuno, tipo Empathy, Evolution e altri, si può scegliere di non installarli, ma come per la guida sull’installazione di GNOME su Ubuntu vado a elencare altri pacchetti consigliati da installare ora (meglio) o in seguito al primo accesso in GNOME:

    aspell-it epiphany gnome-packagekit-installer gnome-packagekit-updater PackageKit-command-not-found bijiben brasero brasero-nautilus cheese deja-dup eog-plugins evince-nautilus file-roller-nautilus gnome-calculator gnome-clocks gnome-color-manager gnome-dictionary gnome-documents gnome-epub-thumbnailer gnome-font-viewer gnome-maps gnome-terminal-nautilus gnome-tweak-tool gnome-weather gvfs-afc gvfs-afp gvfs-archive gvfs-goa gvfs-gphoto2 gvfs-mtp gvfs-smb hunspell-it nautilus-sendto orca rhythmbox simple-scan totem-mozplugin totem-nautilus

  • Ora si deve abilitare GDM per accedere alle sessioni:

    sudo ln -sf /usr/lib/systemd/system/graphical.target /etc/systemd/system/default.target

    E:

    sudo systemctl enable gdm.service

  • Ultimi ritocchi prima del riavvio:

    sudo yum install grub2-starfield-theme

    Così da avere un bel tema alla scelta del sistema da avviare.

    sudo plymouth-set-default-theme charge –rebuild-initrd

    Per cambiare il tema di Plymouth predefinito, la barra che si carica, al logo di Fedora classico che si illumina. In entrambi i casi, al termine dare sempre un:

    sudo grub2-mkconfig -o /boot/grub2/grub.cfg

Finito, riavviare con un bel sudo reboot e godere e gioire (semi-cit.) di GNOME su Fedora.

Come per gli appunti di Ubuntu, cercherò di tenere aggiornata questa semplice guida con le prossime versioni di Fedora, sempre se sarò ancora nei paraggi degli .rpm…


Tagged: Fedora, GNOME, Guide, Installazione, Linux
il 19 December 2013 13.49

17 December 2013

Duecento! Duecento!

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Aleeeeeee!! Con le guide di Dicembre 2013 il contatore delle pagine revisionate del wiki supererà quota 200!! Evvvai :)

 

OK forse è poco, ma infondo non è nemmeno un vero e proprio contatore. Le tabelle delle pagine da fare e revisionate ci servono per non perdere di vista i lavori svolti dagli utenti. Fra l'altro non conteggiano nemmeno le innumerevoli modifiche dirette.
Ma di tutto questo CHISSENEFREGA!! È occasione per approfittarne, far bisboccia e spammare un po', visto che il Gruppo Documentazione non è in grado di farsi pubblicità nemmeno se minacciato con una pistola puntata alla tempia!cheeky

 

Lo storico traguardo ci da l'occasione di ringraziare chiunque, almeno una volta, si sia rivolto alla sezione Doc per scrivere una guida wiki di suo pugno o giusto per segnalare modifiche da fare.
Dai fidatissimi utenti abituali che con puntualità svizzera si fanno vivi con le modifiche da apportare, fino a quegli utenti assolutamente di passaggio... che magari stanno solo provando Linux e chissà se continueranno ad utilizzarlo, ma hanno capito alla perfezione come funziona la condivisione delle conoscenze più di molti altri.

 

E ovviamente un "Hip Hip Hurra!" ce lo facciamo a noi stessi del Gruppo Doc. A chi è stato nella ciurma in passato e a chi regge come può in questi giorni e sappiamo che stiamo facendo la cosa giusta. Eccolo:

Hip Hip Hurra!! Hip Hip Hurra!!
...ah che soddisfazione.

 

P.S.  A chi non osa scrivere documentazione wiki:
Non importa quanto tu sappia scrivere male... ti basta un account.
Scrivi come ti riesce... a tutto il resto pensiamo noi ;)

 

Up the WiKi!

Il Gruppo Doc

il 17 December 2013 03.15

16 December 2013

A few days ago, several sources reported that SteamOS, the long-announced game-oriented OS has been released by Valve. Steam is a gaming platform currently available for Ubuntu, and it has been a major reason of advertising for the Ubuntu community. Actually, SteamOS was expected to be built on top of Ubuntu itself.

Quite surprisingly instead, SteamOS is Debian-based. Yes, you read that well. This is quite impressive, given the amount of testing that has been done on Ubuntu so far, where quite a big number of users has been piled up.

I don’t know the reasons why Valve made this choice. Looking at their FAQ, I can read that “building on top of the Debian core is the best way for Valve to deliver a fully custom SteamOS experience to our customers.” Which is quite odd, given that Ubuntu looked the perfect platform up to just a few days ago. I really would like to know what made Valve change their mind.

Another bizarre thing I noticed is the complete black-out of news on Planet Ubuntu. I can remember the great excitement when Valve announced Steam for Ubuntu. The release of SteamOS has passed silently instead. Maybe someone is quite upset by this choice, or maybe we are no more interested in Steam after this “treason” 1.

In any case, I’d say this is one more blown away opportunity for our community. One more after a long series of other incidents happened in the years. The number of people who quit for not feeling part of the project anymore has reached an impressive value. Several (both technical and non-) decisions has caused puzzlement and conflicts in the community; some of them are unanswered, many of them have been badly-answered. Ubuntu is more and more under the eyes for its privacy concerns 2. This time, we just lost quite a big opportunity to land in millions of houses, and we had wide open doors, a chance we could not have again for some time ahead.

First step in solving any problem is recognizing there is one. Ubuntu has a problem, and we should find a solution. Or at least be more sincere with regard to what this project really aims to.

  1. Just kidding, I am intentionally exaggerated
  2. which are quite exaggerated IMO, but still.
il 16 December 2013 13.36

15 December 2013

*dlin dlon* Consigli sugli acquisti – 3

Gianvito Cavasoli (Janvitus)

Se si è alla ricerca di una tastiera piccola e sottile, senza fili, con base di acciaio, con tasti silenziosi, ben spaziati e con funzioni multimediali, compatibile in tutte le sue operazioni con le distribuzioni GNU/Linux e, non ultimo, esteticamente bella (ma le foto non rendono l’idea che si ha dal vivo), da 9 mesi ho una Rapoo E9070, comprata insieme a tutto il resto del mio nuovo pc desktop, che in realtà è un mini-itx.

Se, invece, si è alla ricerca di un mouse con scelta di velocità dpi fra 800 e 1600, senza fili, tasti laterali, con rotella silenziosa in acciaio con funzione di spostamento laterale, con connessione a 5 Ghz, compatibile anch’esso al 100% in tutte le sue operazioni con GNU/Linux e, sempre non ultimo, esteticamente bello, ma si tratta sempre di gusti, c’è pure il Rapoo 3920P. Attenzione però, il mouse è indicato per mani normali o piccole, se avete la manona guardate altrove, il mouse è piccolo ma non minuscolo.

I due pezzi di hardware sono stati usati in questi mesi sia su Ubuntu che su Fedora senza alcun problema, basta attaccare il piccolo ricevitore senza fili e funziona tutto perfettamente, anche all’interno del bios UEFI, se proprio devo insistere sulla compatibilità, e vengono così rilevati dal kernel:

$ dmesg | grep RAPOO
[12294.697242] usb 4-2: new full-speed USB device number 5 using ohci_hcd
[12294.846302] usb 4-2: New USB device found, idVendor=24ae, idProduct=2002
[12294.846310] usb 4-2: New USB device strings: Mfr=1, Product=2, SerialNumber=0
[12294.846315] usb 4-2: Product: RAPOO 5G Wireless Device
[12294.846319] usb 4-2: Manufacturer: RAPOO
[12294.852984] input: RAPOO RAPOO 5G Wireless Device as /devices/pci0000:00/0000:00:13.0/usb4/4-2/4-2:1.0/input/input18
[12294.853467] hid-generic 0003:24AE:2002.0009: input,hidraw0: USB HID v1.01 Keyboard [RAPOO RAPOO 5G Wireless Device] on usb-0000:00:13.0-2/input0
[12294.859298] input: RAPOO RAPOO 5G Wireless Device as /devices/pci0000:00/0000:00:13.0/usb4/4-2/4-2:1.1/input/input19
[12294.859853] hid-generic 0003:24AE:2002.000A: input,hiddev0,hidraw5: USB HID v1.01 Mouse [RAPOO RAPOO 5G Wireless Device] on usb-0000:00:13.0-2/input1
[12606.148077] usb 4-3: USB disconnect, device number 3
[12611.877480] usb 4-3: new full-speed USB device number 6 using ohci_hcd
[12612.023984] usb 4-3: New USB device found, idVendor=24ae, idProduct=2000
[12612.023993] usb 4-3: New USB device strings: Mfr=1, Product=2, SerialNumber=0
[12612.023998] usb 4-3: Product: RAPOO 2.4G Wireless Device
[12612.024002] usb 4-3: Manufacturer: RAPOO
[12612.030537] input: RAPOO RAPOO 2.4G Wireless Device as /devices/pci0000:00/0000:00:13.0/usb4/4-3/4-3:1.0/input/input20
[12612.030825] hid-generic 0003:24AE:2000.000B: input,hidraw1: USB HID v1.01 Keyboard [RAPOO RAPOO 2.4G Wireless Device] on usb-0000:00:13.0-3/input0
[12612.037075] input: RAPOO RAPOO 2.4G Wireless Device as /devices/pci0000:00/0000:00:13.0/usb4/4-3/4-3:1.1/input/input21
[12612.037560] hid-generic 0003:24AE:2000.000C: input,hiddev0,hidraw2: USB HID v1.01 Mouse [RAPOO RAPOO 2.4G Wireless Device] on usb-0000:00:13.0-3/input1

Perché segnalo solo ora questi 2 hardware? Non è per fare pubblicità a chi che sia, è perché da poco sono disponibili anche in Italia, all’epoca li comprai di importazione.


Tagged: Acquisti, Hardware, Linux, Mouse, Tastiera
il 15 December 2013 12.59

09 December 2013

Ciao a tutti,
come ho detto qualche settimana fa, la privacy è importante. Per questo vorrei condividere con voi alcuni metodi, assolutamente non invasivi, che aiutano a difendere la propria privacy. Come avevo già anticipato non sono metodi per avere il totale anonimato, o per girare sicuri su Internet, perché è praticamente impossibile. Sono però piccoli suggerimenti per evitare la diffusione eccessiva dei propri dati.

Qualsiasi consiglio naturalmente è ben accetto :-)

Il sistema operativo

Ecco, già scegliere il sistema operativo è una cosa importante! Ovviamente bisogna rivolgersi a soluzioni open-source, perché sono intrinsicamente più sicure. Questo è dato da due fattori principalmente:

  • Nel caso si utilizzi un sistema proprietario l’unica certezza che si ha sul fatto che i propri dati non vengano presi viene dalla buona volontà di chi produce il software, perché nessuno può controllare cosa succede sotto il cofano
  • I bug e gli exploit di sicurezza potrebbero non venire mai scoperti in un sistema closed, o comunque vengono scoperti più lentamente, perché meno persone controllano il codice

La mia scelta è quindi caduta su Ubuntu, che ha bisogno di qualche configurazione in più rispetto ad altre distribuzioni Linux perché Canonical, l’azienda che sviluppa Ubuntu, ha inserito alcune funzionalità che potrebbero danneggiare la privacy degli utenti, ma vedremo come disabilitarle.
Molti dei consigli presenti di seguito sono validi anche per altre distribuzioni, e alcuni anche per Windows, adattando i comandi.

/etc/hosts

La prima miglioria consiste nell’impedire che il proprio computer carichi pagine internet che contengano informazioni traccianti; questo succede in ogni momento, attraverso la pubblicità e gli snippet dei social network.
Per farlo scarichiamo un file /etc/hosts migliorato, che, in parole povere, ogni volta che il computer fa una richiesta a un sito che consideriamo non idoneo la intercetta e la blocca, imponendo di caricare la risorsa richiesta dal computer stesso, dove ovviamente non troverà niente.

Per farlo scaricheremo un file modificato che ha già una lista di domini da bloccare.

Attenzione: in questa guida ci saranno vari comandi da dare sul terminale. Quando si prende un comando da un sito internet ci sono sempre due buone regole da seguire, cioè assicurarsi di aver capito cosa fa il comando, in modo da non lanciare comandi potenzialmente dannosi senza accorgersene, e sopratutto mai fare copia e incolla direttamente su terminale, perché potrebbero esserci dei caratteri nascosti che vengono copiati, fate sempre prima un incolla su un editor di testo, come gedit, per vedere se il comando è effettivamente come è scritto.

Dunque, per scaricare il nostro nuovo file /etc/hosts basta dare questi due comandi:

wget http://dl.dropbox.com/u/20762508/hosts.py -O /tmp/hosts.py
sudo python /tmp/hosts.py

Se, per un qualche motivo, vogliamo disattivare il nuovo file, sempre da terminale, scriviamo:

sudo mv /etc/hosts.old /etc/hosts

Fix Ubuntu

Ubuntu dalla versione 12.10 ha inserito una serie di funzionalità per poter meglio interagire con il web, permettendo di fare ricerche online direttamente dal proprio computer. Per quanto utile, questa funzionalità presenta seri rischi per la privacy. Fortunatamente fixubuntu.com spiega come disabilitare queste funzionalità, fateci un salto ;-)

Browser

Anche per il nostro browser è meglio scegliere un prodotto open-source e poi configurarlo a dovere. Il mio consiglio ovviamente ricade su Firefox. Una volta installato si può già fare una piccola modifica alle impostazioni senza installare nessun plugin. Andiamo in Preferenze -> Privacy e impostiamo che non vogliamo essere tracciati. Questa è una misura di cortesia, nel senso che è il singolo sito che può decidere se rispettare o no la nostra richiesta, ma è uno standard che si sta affermando, quindi è bene impostarlo.

Ci sono inoltre alcuni plugin utili da installare:

  • HTTPS Eveywhere, sviluppato dalla EFF (associazione che si occupa di diritti sul web), forza i siti, quando è possibile, a usare la connessione HTTPS invece dell’HTTP, che permette di criptare i dati trasmessi.
  • Adblock Plus, oltre a bloccare pubblicità fastidiose e invasive permette di bloccare tutta una serie di metodi che vengono usate per tracciare le nostre abitudini sul web
  • DuckDuck Go Plus, un motore di ricerca alternativo a Google, che rispetta la privacy degli utenti
  • PrivacyFix, un plugin che spiega come configurare al meglio le impostazioni su vari siti, in modo da evitare diffusioni inconsapevoli di dati. Ci si mette un po’ a configurarlo, ma è molto utile
  • Ghostery (suggeritami da dadexix86), che oltre a bloccare tracker e simili spiega anche cosa blocca e quali sono i pericoli, perché la conoscenza aumenta la sicurezza

Immagino che molte di queste cose fossero già note a tutti, ma un ripasso non fa mai male :-)

Prossimamente vedrò anche di buttare giù due righe su quali siano i migliori servizi online che rispettano la tua privacy. Se avete ulteriori consigli o suggerimenti, scrivetemelo nei commenti :-)

Alcuni articoli interessanti apparsi nella blogsfera italiana questa settimana: un articolo di Dario Cavedon sulla scomparsa di Nelson Mandela, grande uomo che dovrebbe essere d’esempio per tutti noi, poi un paio di buone notizie da OneOpenSource.it: Valve entra nella Linux Foundation, che non è una sorpresa ma è comunque una cosa positiva, e Canonical conferma che Ubuntu TV non è un progetto morto \o/

Ciao,
R.

Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

il 09 December 2013 08.00

08 December 2013

Categoria: 

Sabato 23 novembre 2013 si è svolto l'unidicesimo ubuntu-it meeting, l'incontro semestrale della comunità di ubuntu-it.

Si tratta di un evento rivolto a tutti coloro che collaborano con ubuntu-it o vogliono avvicinarvisi, un’occasione per discutere di persona dei risultati ottenuti e quelli mancati, dei passi da intraprendere in futuro. È però anche un’occasione nella quale ci si incontra di persona e ci si conosce meglio, senza un computer a fare da tramite, in modo da affiatare maggiormente la comunità.

Il meeting è iniziato alle 9:50, con un'introduzione da parte di Riccardo Padovani che ha illustrato il programma della giornata.

 

Successivamente lo stesso Riccardo ha avviato la serie di talk parlando di Ubuntu Touch, il nuovo progetto di Ubuntu per smartphone e tablet, di recente diventato stabile (solo per i dispositivi Galaxy Nexus, Nexus 4, Nexus 7 2012 e Nexus 10). Riccardo ha illustrato come la grande comunità di sviluppatori di XDA Developers abbia accolto il progetto e come lo supporti, il ruolo di Canonical nello sviluppo e nella distribuzione degli aggiornamenti: infatti non sarà compito dei produttori hardware distribuire questi, come avviene con android, ma di Canonical, evitando in questo modo la presenza sul mercato di dispositivi non aggiornati. È stato trattato anche lo sviluppo delle app e in particolare delle core-app, quella serie di applicazioni fondamentali necessarie nell'uso di uno smartphone; queste sono scritte in QML, ma Ubuntu Touch supporta anche C++ e HTML5. Inoltre tutte le applicazioni devono passare una serie di test automatici "Autopilot" e "unit test" prima di essere rilasciate. Non è ancora consigliata l’installazione di Ubuntu Touch per l’utilizzo quotidiano poiché mancano alcune applicazioni di importanza centrale e quelle presenti non sono ancora ottimizzate nel consumo di risorse.

 

Subito dopo di Riccardo è stato il turno di Mattia Rizzolo che ha parlato della presenza di ubuntu-it nei social network. ubuntu-it nell'aprile di quest'anno ha avviato il progetto Social Media, un gruppo che si occupa appunto della gestione degli account di ubuntu-it. Si è iniziato a parlare dei risultati raggiunti: ubuntu-it è presente su Google+ da meno di un anno, con 6.540 "+1", 1.021 follower, una media di 0.5 post al giorno con una media di 5 +1/post. Su !YouTube è presente un canale gestito dal Gruppo Promozione che ha registrato 89.537 visioni, 827 follower e 23 video totali. Grande successo stanno avendo i video di #contribuiamo, un progetto nel quale i vari gruppi che compongono la comunità si raccontano al pubblico. Anche su Twitter negli ultimi mesi si è notato un buon aumento dell'attività ed è ancora in crescita. Su Facebook la comunità ha un discreto successo e ha ottenuto 6247 "like", raggiunge circa 700 persone in media con ogni post e circa 2.700 persone ogni settimana. Interessante la crescita: +18% like negli ultimi 3 mesi. Su Facebook e Google+ sono presenti anche un gruppo ed una community pensate per un supporto rapido per la risoluzione di problemi molto semplici.
Dopo aver mostrato alla comunità questi numeri, è iniziata una discussione su come migliorare la presenza di ubuntu-it, rilevando la necessità di migliorare la quantità e la qualità di materiale disponibile nel sito internet e nei social network.

 

Dopo una breve pausa è stato il turno di Silvia Bindelli, una delle amministratrici di Ubuntu Women It, progetto che mira a costituire un punto di incontro per tutte le utilizzatrici italiane di Ubuntu, e ad aiutarle a entrare nella comunità italiana di Ubuntu.
Si è discusso di come migliorare l'attività del gruppo fornendo un facile accesso a dei percorsi di mentoring negli altri gruppi di ubuntu-it. Si parla però di mentoring attivo: il mentore deve mettere alla prova, non solo essere un punto di riferimento in caso di problemi e domande.

 

A questo meeting hanno partecipato anche alcuni membri del consiglio, in particolare Andrea Colangelo, Leo Iannacone, Milo Casagrande e Paolo Sammicheli, che hanno parlato di quello che è stato fatto nell'ultimo anno e di cosa è necessario nel futuro.
Si è fatto un riassunto dell'accordo con TOP-IX, che sta iniziando a dare i suoi frutti: è attualmente attiva un'installazione di Helios (una piattaforma di voto open source) usata di recente per l'elezione del nuovo consiglio, ed è in fase di test un'installazione di gitlab, per un'hosting facilitato di codice da parte dei membri di ubuntu-it.<
Si è discusso anche della possibilità di fare un rilascio di Ubuntu 14.04 LTS "Trusty Tahar" personalizzata dalla comunità di ubuntu-it , come fatto con Ubuntu 12.04 LTS "Precise Pangolin", fornendo agli utenti italiani una versione di Ubuntu con la lingua italiana preinstallata e altre piccole migliorie.

  

Dopo un lauto pranzo tipico dei meeting di ubuntu-it, è stato il turno della presentazione di con la quale si è parlato dello stato del gruppo test. Da qualche ciclo di sviluppo a questa parte le modifiche al metodo di lavoro del gruppo QA di Ubuntu hanno avuto un forte impatto sul gruppo test italiano. Non esiste più l'idea di un test alle ISO di ogni versione pre-rilascio (le beta, le alpha, le release candidate, ecc), ma si è passati ad un test continuo con sviluppatori e tester che utilizzano quotidianamente la versione in sviluppo. Inoltre il lavoro principale del gruppo QA è ora quello di mantenere i testcase e scrivere gli script per l'esecuzione dei test autopilot automaticamente.

 

L'ultima sessione del meeting è stata tenuta da Dario Cavedon con cui si è discusso dei cambiamenti che stanno avvenendo all'interno del progetto Ubuntu e della sua comunità
Secondo Dario il cambiamento è un'aspetto caratteristico di ogni progetto.
Ubuntu e la comunità che ci sta attorno sta cambiando, a partire dai nuovi progetti (Ubuntu Touch per primo), fino alle modifiche fatte nelle interazioni all'interno della comunità (la rimozione degli UDS fisici, la modifica ai workflow di diversi gruppi) e agli obbiettivi di Canonical.
Si è concluso sottolineando la necessità per ubuntu-it di trovare un proprio ruolo e una propria indentità all'interno del nuovo ecosistema che si sta creando intorno ad Ubuntu. La serata si è conclusa con una cena che ha dato modo alla comunità di fare quello che email e IRC non permettono: conoscersi meglio di persona, che è il punto di forza dei meeting. Trovate alcune foto del meeting su Google+ e Facebook.

 

 

Fonte
Fonte
Fonte
Fonte

il 08 December 2013 21.22

02 December 2013

Un ppa per aMule Adunanza

Leo Iannacone (l3on)

amule
Nel frattempo che il pacchetto passi ufficialmente nei repository di Ubuntu+1 (Trusty Tahr) ho preparato un PPA per la 13.10 a questo indirizzo:

ppa:l3on/amule-adunanza

Il pacchetto è aggiornato alla 2012.1+2.3.1

Il changelog entry riporta le modifiche effettuate:

amule-adunanza (2012.1+2.3.1~dfsg1-0ubuntu1) saucy; urgency=low

  * New upstream release.
  * Added debian watch file and debian/repack.* utilities.
  * Updated debian rules:
    + use uscan to get origin source.
  * Removed old patches. Applied to upstream.
    + ftbfs_gcc45.diff
    + ftbs-gcc-4.7.diff
    + ftbs_libupnp_1.6.17.diff
  * Refreshed and updated other patches.
  * Added debian/source/format.
  * Bumped Standards-Version.
  * Fixed copyright symlink license.
  * Pop docs/ED2K-Links.HOWTO from amule-adunanza.docs. 
    File is no longer in upstream.

 -- Leo Iannacone <l3on AT ubuntu DOT com>
il 02 December 2013 12.29

Oggi è esattamente un anno che ho ricevuto la membership di ubuntu-it.
Tempo di fare un paio di conti e vedere cosa ho fatto, cos’è migliorabile

Quando tutto ebbe inizio…

Uso Ubuntu dalla versione 8.04 ed ero iscritto al forum da più o meno dicembre del 2008, ma non avevo mai postato molto.

A settembre del 2011 mi ritrovai, per una serie di motivi, con del gran tempo libero.
Dopo aver cincischiato un po’ nell’aprile del 2012 in ubuntu-it successero un paio di cose che mi convinsero a collaborare;

  • Ad aprile 2012 fu rifatto il forum, che è diventato com’è adesso, e decisi di iniziare a dare un po’ indietro quello che mi era stato dato.
  • Qualche settimana dopo, in maggio, Leo Iannaccone (a cui devo la mia presenza in u-it) disse che il Gruppo Web cercava nuovi collaboratori. Quale occasione migliore per mettermi un po’ alla prova e imparare cose nuove?

Quando entrai nel gruppo eravamo solo in 5 (oltre a Leo, c’erano Dario, Silvia e Mirko), ora siamo in 10!

Da lì è stata una successione di eventi fulminei: partecipai al meeting del 2 giugno, dove conobbi tantissima gente: mi innamorai dell’aria che si respirava: una comunità di amici, più o meno preparati tecnicamente, comunque con ampie possibilità di crescita, e strutturata su base meritocratica.
Fantastico!

Iniziai a collaborare con lo sviluppo del portale Chiedi e quell’estate, per caso, mi ritrovai a cena con Milo e Silvia, che non erano venuti al meeting precedente.
Questi due ragazzi mi infusero una carica tale che mi portò a considerare la comunità nel suo intero, e iniziai a vedere un po’ come lavoravano tutti i gruppi.
Ho collaborato anche con la newsletter e il gruppo Full Circle Magazine.
Dopo il meeting di novembre 2012 mi presentai per la membership, che fu accettata di buon grado.

Cosa ho fatto quest’anno?

Beh, innanzitutto siamo riusciti a lanciare Chiedi :-) È stata un’epopea, ma adesso il portale è attivo e in continua crescita.
Ho fatto poi parte del team che ha rilanciato le attività di ubuntu-it sui vari socialnetwork, (FB, G+, Twitter).

La cosa che però mi rende più orgoglioso è il sito web: nell’ultimo anno, grazie anche al fantastico team che lo gestisce, abbiamo provveduto a migliorarlo e limarlo; e ora si prepara una grossa sorpresa per i prossimi mesi ;-)

Cosa devo migliorare?

Uh, un sacco di cose: voglio continuare il processo – che è già in corso – per portare su Chiedi nuove facce e defilarmi dall’attività di supporto e moderazione, che richiede molto tempo, per rimanere solamente come sviluppatore.
Stessa cosa per i social network: i gruppi su Facebook e Google+ sono attivissimi, e moderarli richiede molta fatica.
Trovare elementi affidabili che riescano a mantenere l’ordine è importante.
Insomma, vorrei focalizzare la mia attività su poche cose, ma farle bene. In particolare sul sito web, a cui tengo davvero tanto.

C’è un messaggio che inoltre vorrei portare avanti nei prossimi mesi:

ubuntu-it non è Canonical it.

Una delle cose che, come comunità, abbiamo deciso nell’ultimo meeting, è di rimettere al centro la comunità.
Il messaggio che vorremmo far passare, e che ogni tanto viene frainteso, è che ubuntu-it non è una sede locale di Canonical, nè è al suo servizio.
Siamo invece un bel gruppo che crede nell’open-source e ritiene che Ubuntu sia la porta d’ingresso a un mondo ben più vasto.
Non è necessario per collaborare a ubuntu-it utilizzare Ubuntu: basta condividerne i valori fondanti e voler diffondere l’open-source il più possibile.
Si può decidere per esempio di collaborare alle traduzioni, che poi vengono sempre portate upstream, o alla documentazione, che è utile anche alle altre distribuzioni.

Insomma: aiutare a diffondere Ubuntu, secondo noi, significa portare le persone verso l’opensource attraverso la strada più breve, perché non venite a darci una mano? :-)

OpenSourceDay

Sabato scorso ho partecipato all’OpenSourceDay a Udine, gran bell’evento con delle tracce davvero interessanti. C’erano tantissime persone, con anche molti studenti. Faccio i miei complimenti agli organizzatori!
Ho cercato anche io di collaborare nel mio piccolo, trovate le mie slide su Ubuntu Touch qua.

 

Alcune cose interessanti che ho visto questa settimana: il nuovo video di presentazione di Jolla, altro sistema operativo mobile che sta muovendo i primi passi. Alessio Biancalana invece ha scritto a proposito di un nuovo portale nato per illustrare dei casi di uso di Ubuntu. Una cosa che invece ho messo subito in pratica: un piccolo script per dividere la caterva di file che ogni giorno inserisco nella cartella Download. Kudos a Fanfurlio Farolfi per l’idea :-)

Ciao,
R.

Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

il 02 December 2013 08.00

25 November 2013

Undicesimo ubuntu-it meeting

Riccardo Padovani

Era una mattina buia e piovosa… Iniziano sempre così le belle storie, vero? Perché io ne ho una bellissima da raccontare, una storia iniziata nel 2004! La Comunità Italiana di Ubuntu è infatti attiva dal 2004, e sabato scorso, 23 novembre, c’è stato a Bologna l’undicesimo meeting, un incontro delle persone che fanno parte della comunità, ed è stato un incontro entusiasmante!

Ma iniziamo dall’inizio: sabato mattina era una giornata di piogga; dopo una sveglia presto ho preso la macchina e sono arrivato a Bologna, dove ho incontrato tanta bella gente che non vedevo da un pezzo :-) Una delle parti più belle di questi incontri è infatti vedere le persone con cui si collabora quotidianamente.

Il primo talk della comunità l’ho tenuto io, parlando di Ubuntu Touch in generale cercando di spiegare in 45 minuti la visione che c’è dietro.

Subito dopo me c’è stato Mattia Rizzolo che ha parlato di come ubuntu-it è sui Social Media, e di come si può migliorare questa presenza. Vi ricordo infatti che siamo sia su Facebook, che Google Plus, che Twitter.

Dopo questi due talk abbiamo avuto una pausa, che è sempre uno dei momenti migliori, perché ci si confornta di persona sulle ultime notizie e su cosa costruire nel futuro di ubuntu-it.

Silvia Bindelli poi ci ha parlato del gruppo ubuntu-it-women, che si è trasformato in un talk su come aumentare i contribuiti alla comunità. Sono uscite idee interessanti, vedremo se nelle prossime settimane riusciamo a mettere in piedi qualcosa!

Poi alcuni membri del consiglio di ubuntu-it hanno presentato alcuni degli ultimi successi della comunità, tra cui l’accordo con TOP-IX che ci permette di avere un server dedicato. Si è parlato inoltre di Ubuntu 14.04, se e come fare una versione italiana.

Nel pomeriggio, dopo un luculliano pranzo dove sono uscite alcune idee da implementare in futuro e analisi sul presente di ubuntu-it, Paolo Sammicheli ha raccontato come creare presentazioni valide, raccontando qualche trucchetto e aggiornandoci sugli ultimi trucchi sulle presentazioni zen, che si basano su tecniche avanzate molto usate e molto conosciute in Silicon Valley.

Carla Sella ha seguito raccontando come funziona la Quality Assurance su Ubuntu, in modo che la nostra distro preferita sia al massimo :-) Per avere qualsiasi informazione c’è il wiki internazionale da cui partire.

Per finire Dario Cavedon ha fatto un talk-provocazione, intitolato come la famosa canzone di Bob Dylan “The time they are a-changing”, per parlare del futuro di ubuntu-it e del rapporto con Canonical. Dal talk è nata una lunga e interessante discussione, che ha portato anche ad alcune scelte pratiche che vedremo di realizzare nei prossimi mesi.

La giornata si è quindi conclusa al Roadhouse, dove c’è stata la cena, che è servita per scambiarsi opinione ed esperienze. La parte più bella di questi incontri è infatti sempre la possibilità di incontrare tantissime persone con idee diverse, confrontarsi e avere nuove idee.

Essere nel posto dove le idee si muovono è davvero un’esperienza unica, magari al prossimo meeting venite anche voi ;-)

Vi ricordo anche che sabato prossimo sarò a Udine, all’OpenSourceDay, a parlare di Ubuntu Touch, mostrerò un Nexus4 e potremo fare due chiacchere su Ubuntu in generale, non mancate!

Inoltre, durante la scorsa settimana sono usciti alcuni articoli interessanti: su Debian è infatti stato deciso di includere MATE, e su Ubuntu è uscito l’emulatore per provare Ubuntu Touch. Edoardo Maria Elidoro, su maglietta bianca, continua la sua serie di articoli sulla privacy, spiegando come staccarsi da Google.

Ciao,
R.

Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

il 25 November 2013 08.00

21 November 2013

23 Novembre 2013: ubuntu-it Meeting

Ubuntu-it Ufficio Stampa

Categoria: 

Bologna, 23 Novembre 2013

A Bologna, sabato 23 Novembre, si terrà l'undicesimo meeting della Comunità Italiana di Ubuntu. Un'occasione da non perdere per entrare in contatto direttamente con una delle community più attive e interessanti nell'ambito dell'open source.

ubuntu-it Meeting è un evento semestrale, rivolto a tutte le persone che sviluppano i progetti della comunità: dal Consiglio della Comunità Italiana ai moderatori del forum, dagli amministratori del Wiki a tutte le persone attive nel Gruppo Web, Gruppo Traduzione, Gruppo Promozione e tutti gli altri. È una riunione per parlare dei vari gruppi e del loro lavoro, per discutere dei progetti futuri della comunità ed è anche una buona occasione per trovarsi tutti assieme.

Non si tratta di un ritrovo per tutti gli utenti italiani di Ubuntu, ma le porte sono sempre aperte a tutti, in special modo a chi vorrebbe partecipare alla Comunità. In questa giornata non ci saranno install party o presentazioni per gli utenti, ma si parlerà dell'andamento della comunità in generale con talk tecnico/organizzativi.

ubuntu-it Meeting si svolgerà presso l'Hotel Ramada Encore a Bologna. Il programma prevede diversi interventi. Al mattino si parlerà di Ubuntu Touch, il nuovo sistema per smartphone e tablet, dello stato di ubuntu-it nei Social Network, di come va ubuntu-it Women, il progetto italiano che aiuta le donne ad avvicinarsi alla comunità e del rinnovo del Consiglio della Comunità.

Nel pomeriggio si spiegherà come presentare al meglio Ubuntu negli eventi pubblici, come contribuire ad Ubuntu aiutando nei test e come la Comunità può affrontare il processo di cambiamento già in atto.

Gli interessati potranno seguire lo svolgimento dell'evento anche da casa tramite i più diffusi social network grazie all'impegno del Gruppo Social Media, che farà un resoconto in tempo reale (hashtag #ubuntuitmeeting).

il 21 November 2013 09.01

20 November 2013

Today I released Melany 1.0.4, a new patch for my minimal WordPress theme built with Twitter Bootstrap. This new release aims at bringing a better overall experience in the 1.0 cycle before starting to develop the 1.1 version, which will bring new features and cool stuffs into the theme.

Melany 1.0.4 introduces some fixes for found issues and a number of new translations, along with minor functionalities.

For the complete changelog, please read the release announcement.

Melany is free software: you can contribute with code, tests, suggestions, translations and documentation. Please see the official website.

Melany on WordPress.org

il 20 November 2013 13.22

18 November 2013

In questi ultimi mesi è esplosa, grazie al caso PRISM e a Edward Snowden, una discussione sulla privacy e sulla riservatezza su Internet. All’inizio, lo ammetto, ho preso la cosa con un atteggiamento indifferente, chiedendomi cosa importasse. Con il passare delle settimane però mi è salita una rabbia che mi ha fatto interessare profondamente all’argomento, e mi ha portato a cambiare le mie abitudini. Vorrei quindi condividere con voi in questo primo post le motivazioni che mi muovono, facendo in seguito una serie di post su cose da fare nella pratica.

Innanzitutto premetto che per me internet è un diritto, e non è certo smettendo di esercitarlo che migliorerò le cose: non mi sono quindi disiscritto dai social network, non ho smesso di usare siti americani, etc. etc. Quello che ho fatto sono stati piccoli passi per diminuire la quantità di informazioni che espongo al pubblico. Mi è stato obiettato che non ha senso, tanto tutto quello che è su un computer connesso a internet è pubblico. Beh, questo è parzialmente vero: se un’organizzazione sufficientemente motivatia e con un buon numero di risorse, per esempio un governo, mi prende di mira non posso farci niente. Ma il fatto che 50 NavySeals possano prendermi senza problemi il portafoglio non significa che io lo lascerò incustodito su una panchina. Non voglio diventare anonimo e impedire che un governo legga i miei dati. Voglio impedire che un’azienda li legga con facilità. Ed è lo stesso motivo per cui non mi sono messo a utilizzare tecnologie che sacrificano troppo le potenzialità di internet in cambio di privacy. Ho solo deciso di guardarmi intorno e ho visto che ci sono valide alternative ai prodotti che, per pigrizia, usiamo tutti i giorni.

Premessa: non sono un esperto di sicurezza o di privacy, sono solo un curioso che ha deciso di informarsi un pochettino. Pertanto tutti i consigli che arrivano sono più che benvoluti.

La privacy è un diritto

Il primo motivo per cui tengo alla mia privacy è che questa è un diritto. Il fatto che un paese che si definisce alleato abbia deciso di violare i miei diritti, calpestando gli accordi internazionali ed ergendosi a sceriffo è una cosa che mi fa ribollire nel profondo. È il principio che è sbagliato. Se un giudice italiano autorizza un’autorità italiana a intercettarmi mi sta bene, fa parte di uno stato di diritto. Se un’agenzia governativa straniera decide di intercettarmi senza una valida motivazione e senza il mandato di un autorità del mio paese non mi va più bene. Inoltre gli americani non intercettano solo presunti terroristi, ma tutti. Tutti.

Inoltre il fatto che venga spiato fa decadere il principio di presunzione d’innocenza. Insomma, è tutta una grande violazione dello stato di diritto che abbiamo costruito nel corso di secoli con tanta fatica.

Ma si sapeva!

No, non si sapeva, si sospettava che gli americani spiassero qualcuno: un sospetto non è una prova, ognuno è innocente fino a prova contraria. Inoltre sfido chiunque a dire che sospettasse che le intercettazioni fossero così diffuse: tutto il traffico internet mondiale intercettato e controllato ogni secondo. Chiunque l’avesse detto sarebbe stato addittato, da me per primo, come paranoico. Neanche Orwell si era spinto tanto in là.

E non si tratta solo di intercettazione, no! Molti degli algoritmi di criptazione, dei protocolli su cui gira Internet, sono imposti da enti americani, finanziati dal governo americano, che aggiunge backdoor e falle per aver la sicurezza di poter intercettare.

Tanto non ho nulla da nascondere…

Aha. Questa è la critica più comune che viene fatta a chi vuole iniziare a proteggersi, non ho nulla da nascondere. Innanzitutto, che non si abbia nulla da nascondere è tutto da dimostrare: sei sicuro che tutto quello che fai sia legale fino alla fine? E se davvero non hai nulla da nascondere, perché non metti tutti i file della tua home su GitHub? Perché non mi invii i dati per loggarmi nella tua email? Tanto non hai nulla da nascondere. E in ogni caso non sei persona degna di fiducia, perché non ti possono essere dati segreti.

In ogni caso, come si fa a essere sicuri che quei dati non verranno usati contro di noi un giorno? O per manipolare le informazioni su di noi? Il fatto che per ora i dati non siano stati usati direttamente contro un’utente non significa che non saranno mai usati. Perché a un certo punto questi dati possono essere usati per manipolarvi. Per plagiarvi. Per controllarvi. Proviamo a ricapitolare: aziende straniere sanno su di voi più di quanto voi stessi sappiate di voi. 

Inoltre mi permetto di citare Dilma Rousseff, presidente del Brasile: “Se non c’è nessun diritto alla privacy, non può esistere nessuna vera libertà di espressione e opinione, e quindi non può esistere una democrazia efficace.”

Cosa farò

Io, vedendo scene orwelliane sempre più spesso, ho deciso di inizare a fare qualcosina, nel mio piccolo, perché sono arrabbiato. Quello che è potenzialmente il miglior centro di democrazia del mondo sta diventando una colonia americana. Certamente non ho pretese di cambiare il mondo, ma di lottare per un diritto, per quanto piccolino, si.

Come ho già accennato prima, non è certo mia intenzione smettere di utilizzare tutti i vantaggi che internet mi dà, ma solo di essere più consapevole e spingere sulle alternative prima che sia troppo tardi. In particolare seguirò questa scaletta:

  • Se possibile, servizio open-source ospitato sul mio computer o sul mio server
  • Altrimenti, servizio open-source ospitato da azienda europea su suolo europeo
  • Altrimenti, servizio open-source ospitato da aziena extraeuropea
  • Altrimenti, servizio closed ospitato sul mio computer o sul mio server
  • Altrimenti, servizio closed ospitato da azienda europea su suolo europeo
  • Altrimenti, servizio closed ospitato da azienda extraeuropea

Questa scaletta merita una spiegazione: innanzitutto credo che tutti siano d’accordo che è meglio avere un servizio open-source piuttosto che uno closed. Allora perché un servizio open-source ospitato da aziende extraeuropee lo considero meno di servizi closed? Per due motivi:

  1. Non sono sicuro che quello che dicono giri sul server sia quello che effettivamente giri sul server
  2. Per una questione di fiducia: ritengo che le aziende europee siano più rispettose delle leggi europee, che sono davvero avanzate.

Parlando con warp10 mi sono convinto in realtà che, per definizione, un servizio closed è meno sicuro di uno open, e ho aggiornato la scaletta di conseguenza!

Cosa significa se possibile? Che i sostituti che utilizzo non siano inferiori agli originiali, o che le lacune non siano troppe. Quindi no, non sostituirò Facebook con Diaspora. Ma starò più attento a cosa condividerò, eviterò il colonialismo americano il più possibile, cercherò di diffondere delle buone abitudini.

Quello che farò lo scriverò su questo blog. Molti dei consigli sono applicabili a costo zero, altri invece richiedono un piccolo costo. Sono ovviamente più che benvoluti consigli, suggerimenti e critiche!

Sul blog inglese questa settimana ho scritto un altro articolo: Why you should contribute to Ubuntu Touch (o a qualunque progetto open-source)!

Per chi volesse nel frattempo leggere un altro articolo su questo argomento consiglio Staccarsi da Google: perché? di Edoardo Maria Elidoro. Dopo la prima stesura dell’articolo è uscito un video di una relazione tenuta al TED da parte di Mikko Hypponen, che ho utilizzato per integrare l’articolo. C’è un’ottima traduzione sul sito di Attivissimo, consiglio caldamente di leggerlo. Sono stati inoltre pubblicati i video di WeAreOpen, manifestazione che si è tenuta a Cesena sull’open-cultura; i video, davvero istruttivi, sono disponibili su Youtube.

Ciao,
R.

Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

il 18 November 2013 08.00

11 November 2013

ubuntu-it ha bisogno di te!

Riccardo Padovani

ubuntu_it_facce

La Comunità Italiana di Ubuntu è uno dei LoCo Team, cioè uno dei gruppi ufficialmente riconosciuti di supporto a Ubuntu, più grandi e attivi al mondo.Si occupa principalmente del supporto e della promozione di Ubuntu in Italia. Tutto quello che vedete in italiano su Ubuntu, dalla traduzione del sistema, ai video di lancio sul canale dedicato su Youtube, al supporto attraverso forum, D&R, chat e tanto tanto altro ancora, è creato e gestito da volontari che collaborano, più o meno regolarmente, a ubuntu-it.

Essendo Ubuntu un progetto in continua crescita ed essendo una delle distribuzioni di GNU/Linux più diffusa c’è bisogno continuamente di nuove persone che collaborino e aiutino il progredire di questa fantastica distribuzione.

Perché collaborare con ubuntu-it

ubuntu-it è prima di tutto un gruppo di amici che si ritrova ogni sei mesi fisicamente e si sente quotidianamente online sui canali chat della comunità. Collaborando si ampliano le proprie conoscenze e si incontrano nuove persone. Ubuntu è un progetto ambizioso, in continua evoluzione, per portare GNU/Linux alle masse.

Non è necessario avere molto tempo libere o conoscenze specifiche per collaborare con ubuntu-it: bastano poche ore al mese e un po’ di voglia di fare, ci sono compiti adeguati a tutti i gusti. Proprio in queste settimane, tra l’altro, è attivo il progetto #contribuiamo, una serie di incontri in cui un membro di ogni gruppo di lavoro presenta il proprio gruppo e risponde a tutte le domande che vengono poste, indicando come iniziare a collaborare con quello specifico gruppo. Tutti gli incontri sono registrati e inseriti su Youtube, quindi potete facilmente vedere quelli precedenti.

Il Codice di Condotta

Ubuntu è un progetto che si basa su una filosofia di umanità verso gli altri: far parte di questa comunità significa anche accettare e cercare di mettere in pratica quanto descritto nel Codice di Condotta, una serie di linee guida sul come comportarsi con gli altri e come devono comportarsi i leader dei vari gruppi.

Per collaborare con ubuntu-it (e con Ubuntu in generale) è necessario firmare il CoC come descritto nell’apposita pagina. Siate rispettosi, gentili e disponibili: il Codice di Condotta si può riassumare così :)

La struttura di ubuntu-it

ubuntu-it è organizzato in gruppi di lavoro, ognuno con dei compiti specifici: la struttura completa la potete trovare sul sito, insieme a un percorso orientativo adatto a chi vuole iniziare a collaborare ma non sa come e non sa quali conoscenze sono richieste. Di seguito descrivo tre aree da cui tutti possono iniziare, senza particolari problemi. I gruppi di lavoro in ubuntu-it però sono molti di più, divisi in più di 15 aree di lavoro. Per chi vuole interessarsi a qualcosa di particolare può consultare i link che ho fornito sopra.

Supporto

Il supporto è il modo migliore per iniziare a collaborare: non richiede continuità e permette di imparare molte cose. Ci sono vari canali su cui offrire supporto, a partire dal forum, sicuramente il più diffuso e con molte persone in cerca d’aiuto. C’è poi il nuovo portale Chiedi, che è un servizio di domande&risposte che sta prendendo velocemente piede. Ci sono inoltre la chat e la mailing list. Aiutando in uno o più di questi canali, anche con poca esperienza alle spalle, permette di conoscere altre persone che collaborano con la comunità, aiutare i nuovi utenti e iniziare il proprio fantastico viaggio nel mondo dell’open-source :-)

Documentazione

La documentazione italiana su Ubuntu è ampia e molto ben curata, grazie al team che la segue. Per iniziare a collaborare non serve neanche imparare a utilizzare il wiki, basta avere qualcosa da scrivere, ci penserà poi il team ad adattare i tuoi contenuti alle convenzioni stilistiche che vengono adottare. La documentazione è fondamentale in qualsiasi distribuzione, perché permette una facile risoluzione dei problemi, ma va tenuta aggiornata e in ordine. Chi è quindi interessato a creare nuova conoscenza, consulti la pagina apposita.

Traduzione

Ubuntu vuole essere una distribuzione universale, adatta a tutti. È per questo che è importante che sia disponibile in tutte le lingue del mondo: il sistema di base è tradotto completamente in italiano grazie agli ottimi volontari che traducono migliaia di stringhe a ogni rilascio, ma ci sono ancora moltissimi programmi disponibili solo in inglese. È richiesta, per partecipare, una buona conoscenza dell’inglese. Per ulteriori informazioni è stata creata una pagina dedicata.

Qualche ultimo consiglio…

Se avete dato un’occhiata a qualche gruppo avrete visto che si usa una mailing-list per collaborare: è un ottimo strumento per coordinarsi, ma rischia di mantenere le distanze tra i vari membri del gruppo. Per trovarsi bene nella comunità, per mia esperienza, bisogna fare due chiacchere con chi c’è dall’altra parte dello schermo. Ci sono due metodi principalmente: se siete iscritti a Google+ aggiungete gli altri volontari alle vostre cerchie: alcuni ubuntu-it-member sono elencati in questo post. Un altro metodo immediato è chattare su IRC, basta accedere sul portale apposito e selezionare il canale su cui si vuole entrare, oppure configurare XChat. Per esempio a me trovate su molti canali della comunità, in particolare su #ubuntu-it-web, con il nickname di WebbyIT.

Sono sempre disponibile a chiaccherare, ma non sono sempre online, anche se è sempre presente il mio utente nel canale. Se non rispondo subito beh, aspettate o riprovate un’altra volta ;)

Vi assicuro che collaborare con la comunità è un’avventura che porta moltissime soddisfazioni, oltre a una grande crescita personale. Quindi su, stiamo aspettando solo voi!

La settimana prossima parlerò del perché la privacy è importante. Per chi volesse mettersi avanti, Enrico Bastelli ha scritto un articolo sul come crearsi un server OwnCloud personale. Intanto su Ubuntu Touch i lavori proseguono alacremente, è anche arrivato un client di Spotify. Inoltre su Quora questa settimana è uscita una discussione davvero interessante su quali siano i lati peggiori di lavorare in Google.

Ciao,
R.

Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

il 11 November 2013 08.00

07 November 2013

L’associazione Pordenone Linux User Group ha il piacere di organizzare la prima edizione invernale dell’evento “Linux Arena 2″, dove presenta le “Officine Pinguino”: vieni a toccare con mano l’innovazione Open Source! Cosa c’è di più divertente ed appagante del toccare … Continua a leggere
il 07 November 2013 05.27

06 November 2013

Melany WordPress Theme now has its own website!

That’s a huge goal for this project and represents only one step to the proper outlining of it. Before proceeding to the 1.1 release cycle, I wanted to give Melany its own space that can’t be bundled to my own personal blog. I’ll continue to write about it here, but all official communications will be published on the official website.

What do you find on the Melany Official Website?
Along with buttons to the page on WordPress.org and the GitHub repository, you can find some informations about the features included in Melany, enriched by a number of screenshots.
As I said before, in that website you can find also the official communications: release notes and other announcements (you can already see some examples).

What you’ll find?
That’s not completely outlined, but Melany 1.1 will come with a documentation that now is missing, but I think becomes to be required because of the number of features included. Documentation will likely be included in the theme’s package, but also be published on the official website.

I hope you like it and find it useful to have such a reference.

il 06 November 2013 20.50

31 October 2013

A new version of Melany WordPress Theme is available in the wordpress.org repository and via the updater on your WordPress admin area.

The 1.0.3 patch fixes some very annoying issues:

  • PHP warning when missing custom menu (issues #165 and #166 – thanks to aldolat and ilyg for reporting them)
  • Avatar not showing in Author Box (issue #168)
  • Button class repetition in pingback edit link (issue #169)

I’d like to thank you for feedbacks and please don’t stop: I need your help to ensure an ever growing quality to this theme.
If you find any issue, please report it on GitHub or email me.

Melany already got more than 3500 downloads. Thank you very much, that’s really exciting!

il 31 October 2013 18.14

30 October 2013

Pinit: Pinterest for WordPress

Mattia Migliorini

Today I’m here with a new WordPress Plugin named Pinit: Pinterest for WordPress.

Pinit allows you to add one of the Pinterest Widgets to your WordPress site in a simple and code-free way. In addition, Pinit adds the required JavaScript file to your site’s footer, optimizing page loading time.

I needed something like this to use in a customer’s website, but all the plugins on the WordPress Directory are outdated or don’t include what I was searching for, so I decided to build this simple plugin, which will be extended in the future with new functionalities.

You can download version 0.3 from WordPress.org. This version includes the following features:

  • Pin Widget
  • Profile Widget
  • Board Widget

Moreover, this comes with support for the following languages:

  • English (built-in)
  • Italian (not 100% complete yet)

You can contribute by translating this very few lines into your language (it’ll take less than 5 minutes). If you think this plugin needs some other functionalities or find any issue, please let me know by submitting a new issue on GitHub.

And if you want to support my coding efforts, please consider donating.

il 30 October 2013 13.37

29 October 2013

Installazione minimale di GNOME su Ubuntu

Gianvito Cavasoli (Janvitus)

Più che una guida questi sono alla stregua di appunti personali, anche se la memoria in questi anni non mi ha abbandonato. Per l’installazione minimale di GNOME su Ubuntu si userà la mini.iso che è possibile recuperare da qui. Non starò a descrivere come installare da mini.iso, si presume che lo si sappia fare o che si segua la guida della documentazione di Ubuntu-it, dove è possibile scaricare anche la .iso. L’unica accortezza che si deve avere è che nella parte finale non si deve installare nessun meta-pacchetto, precisamente mi riferisco a questa schermata:

installazione_minimale_01

Alcune precisazioni prima di andare oltre: questi appunti descrivono l’installazione minimale di una Ubuntu 13.10 Saucy Salamander, la quasi totalità dei comandi sono validi anche per le versioni precedenti, le uniche cose che potrebbero cambiare sono le dipendenze. Ovviamente, questa guida è indirizzata in special modo agli “amanti” di GNOME e della sua Shell, anche se la parte fino alla configurazione dei pacchetti raccomandati è valida per qualunque altro ambiente desktop. Altra precisazione, i PPA dello GNOME3-Team:

  • A partire da Saucy 13.10 il PPA base è ritenuto stabile, lo si può aggiungere senza problemi, anzi direi che è obbligatorio per la presenza della versione 3.8 dello GNOME Control Center, vitale per avere una migliore esperienza del desktop GNOME.
  • Sempre  partire dalla 13.10 di Ubuntu, c’è anche il PPA Next dello GNOME3-Team; lo si può ritenere quasi sicuro, il problema è che aggiornerà solo la Shell di GNOME alla versione 3.10 lasciando tutto il resto del desktop GNOME alla 3.8. Parere personale, quasi inutile aggiornare.
  • Il PPA Staging: qui è una scelta personale, l’installazione non dovrebbe aver problemi e usato in congiunzione con il Next si avrà un desktop GNOME 3.10 quasi completo, il problema è che gli sviluppatori Ubuntu hanno modificato con così tante patch i pacchetti di GNOME nei repository ufficiali che qualcosa potrebbe non funzionare bene o vada sistemata dopo l’installazione.

Torniamo all’installazione: terminata, riavviando si arriverà alla shell, accedere con l’utente creato durante l’installazione, da qui in poi si avranno diverse scelte consigliate od opzionali.

  • Per prima cosa si potrebbe installare localepurge per eliminare i file di traduzioni delle applicazioni di quelle lingue che non ci interessano (consigliata):

sudo aptitude install localepurge

Selezionare solo it, it-IT, it-IT@euro e it-IT.UTF-8. Personalmente uso aptitude, ma nessuno vieta di usare apt-get, per l’uso in questa occasione sono perfettamente intercambiabili.

  • Ora è possibile aggiungere dei repository esterni prima di installare qualsiasi cosa (opzionale). Il solo che posso consigliare con assoluta certezza, come scritto sopra, è il PPA Stabile dello GNOME3-Team di Ubuntu, anzi direi che è quasi obbligatorio. È questo il momento se volete aggiungere anche il PPA Next o il PPA Staging per avere GNOME 3.10. Per aggiungerli ci sono due modi: alla “vecchia maniera”, cioè inserendoli a mano nel file /etc/apt/sources.list, oppure usando uno dei migliori e pochi strumenti validi che si sono creati in questi anni di sviluppo di Ubuntu, add-apt-repository (consigliata):

sudo aptitude install software-properties-common

Aggiungere il PPA Stabile, o altri, semplicemente lanciando questo comando:

sudo add-apt-repository ppa:gnome3-team/gnome3

Aggiornare il database dei repository con:

sudo aptitude update

  • Installare il server grafico Xorg con:

sudo aptitude install xorg

  • Prima di proseguire nell’installazione di GNOME si ha un’altra scelta: far installare o meno i pacchetti raccomandati. Per non far installare i pacchetti raccomandati potete usare il comando –without-recommends, oppure rendere permanente questa scelta (consigliata):

sudo nano /etc/apt/apt.conf

Inserire questa stringa e salvare il file:

APT::Install-Recommends “false”;

L’importante è ricordare che da qui in poi non farò più riferimento ai pacchetti raccomandati. Personalmente evito di installarli anche se controllo sempre quali sono.

  • Ora si installerà GNOME, tenere ben presente che nella prima parte specificherò i pacchetti fondamentali per avere un desktop funzionale più che funzionante, cosa che è già possibile installando il solo meta-pacchetto gnome-core. Ricordo che è possibile scorrere la shell dalla tastiera con i tasti Shift+PagUp(Down)

sudo aptitude install gnome-core alacarte aspell-it colord cups-pk-helper file-roller gedit gtk2-engines-pixbuf hwdata libcanberra-gtk-module libcanberra-gtk3-module libclutter-1.0-common libcogl-common libp11-kit-gnome-keyring network-manager-gnome packagekit plymouth-theme-ubuntu-gnome-logo pulseaudio-module-x11 rtkit seahorse software-properties-gtk ubuntu-system-service unzip xdg-user-dirs-gtk

Questi invece sono pacchetti altamente consigliati e ovviamente possono essere installati solo quelli che ritenete più interessanti:

brasero-cdrkit dconf-editor eog-plugins epiphany-browser evolution evolution-data-server-goa evolution-plugins evolution-plugins-experimental gnome-packagekit-tools gnome-session-canberra gnome-session-flashback gnome-tweak-tool gstreamer1.0-libav gstreamer1.0-plugins-bad gstreamer1.0-plugins-ugly gstreamer1.0-pulseaudio gstreamer1.0-x gthumb mcp-account-manager-goa nautilus-open-terminal nautilus-sendto-empathy packagekit-tools rhythmbox rhythmbox-plugins simple-scan synaptic telepathy-gabble telepathy-idle totem totem-plugins totem-mozilla zeitgeist zeitgeist-core

A voi decidere il resto delle applicazioni da installare in un secondo momento.

  • Prima di riavviare e godersi GNOME bisogna fare un ultimo ritocco: se si vuole che Network Manager gestisca la connessione bisogna eliminare la connessione manuale che si è impostata durante l’installazione della mini.iso, soprattutto se fatta tramite rete Wi-Fi:

sudo nano /etc/network/interfaces

Commentare con # tutte le righe tranne queste:

auto lo
iface lo inet loopback

Riavviare con sudo reboot (consigliato), anche se basterebbe un sudo service netwoking restart e un sudo service gdm start per potersi già “divertire”.

Cercherò di tener aggiornati questi appunti anche con le prossime versioni di Ubuntu, sperando che a GNOME sia riservato un trattamento che avvicini l’esperienza “vanilla” del nostro desktop preferito.


Tagged: GNOME, Guide, Installazione, Linux, PPA, Ubuntu, UbuntuGNOME
il 29 October 2013 20.34

Melany WordPress Theme is now officially open for translations!

Good products are the result of many people’s skills. The one needed now is language. You can now help Melany grow and improve, while helping yourself by translating the theme into your own language, adapting it to your localized website.

The translations platform used is GetLocalization, which lets you easily view the original English strings and translate them into the chosen language.

Of course your work won’t be hidden: you will receive the right attribution.

 

Translate Melany

 

Melany already got 3500 downloads and is waiting a new update that fixes some annoying bugs yet present. You will receive the update in the next few days.

il 29 October 2013 13.06