25 February 2017

Olio di Palma Santo Subito

Dario Cavedon (iced)


Ieri mi imbatto nel titolo di questa notizia "L'olio di palma non fa male, l'università di Napoli lo assolve". Incuriosito, vado a leggere anche l'articolo, attività ormai in disuso nei tempi della condivisione compulsiva di titoli-che-supportano-la-propria-teoria.

Beh, in effetti l'articolo dice niente di nuovo:
"L'olio di palma, secondo i relatori, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare alcune sostanze potenzialmente nocive."
Questo è praticamente quanto scriveva EFSA, l'Autorità Europea per la sicurezza alimentare nel suo rapporto sulla pericolosità del consumo di olio di palma. Rapporto dal quale - credo - si sia innescato tutto il processo che ha portato numerose aziende italiane dal togliere l'olio di palma dai suoi prodotti.

Dell'incredibile caos che questa vicenda ha suscitato, dei vantaggi e svantaggi sul consumo dell'olio di palma si è già scritto abbondantemente, quindi - se siete tra le persone che leggono anche gli articoli oltre ai titoli - vi invito ad approfondire qui o qui.

Mi consola invece pensare a due risvolti positivi. Il primo è una maggiore attenzione dei cittadini nei confronti di quanto acquistano, anche se resterà una buona fetta di persone che tenderà a classificare un prodotto solo come buono o cattivo, sano o nocivo.
La seconda è una maggiore varietà nella scelta dei prodotti acquistati al supermercato, dove prima l'olio di palma aveva il monopolio esclusivo. Questa è una vittoria.

(L'immagine è di Wikipedia: oneVillage Initiative - Jukwa Village & Palm Oil Production, Ghana, CC BY-SA 2.0)
il 25 February 2017 11.40

22 February 2017

Guest post from the Remmina Community.


When we started working on Remmina back in 2014, we were trying to solve our little issues. Indeed, we use Remmina on the day-by-day work, and sometimes we were facing some bugs here and there. So our common thinking was: why can’t we just solve these annoying little problems? We started contributing to Remmina: that’s how all started!

Well, more than two years after, Remmina still has a bunch of little annoying problems, but now it’s at his best, and it’s used by thousands of users all over the world.

One of them is our new friend Massimo, a volunteer working for the “North Kinangop Catholic Hospital” in Kenya. We met him today. He's just come home – he lives in Padua (Italy) – and we took a coffee together.

The hospital he volunteers is located about 130 kilometers north of Nairobi, on the plateau of Nyandarua at the foot of the Aberdare ranges. It’s not only a hospital but an entire autonomous community with its houses, nursing school, mechanical workshop and many other laboratories. It was created more than 50 years ago by the Catholic Diocese of Nyahururu, with the support of Italian Diocese of Padua. Now it has more than 350 beds and 4 operating rooms.

In the hospital, they use a custom program, entering data from RaspberryPis connected to the main Windows server via Remmina. When Massimo contacted us, they were using an old version of Remmina 1.0, running on Raspbian distribution. Remmina 1.0 has a lot of bugs, and it’s out of maintenance, so Massimo sent us an email requesting help.

With our remote support, he easily upgraded their RaspeberryPIs to Xubuntu 16.04 and Remmina 1.2, in only few hours of work. “When you are over there, and you’re away from everything, you have to carry all you need from Italy. When I was in trouble with Remmina, I sent a message to maintainers, and I didn’t expect any particular help, but within few hours it all was up and running!” Massimo said.

Thanks Massimo for your kind words! We are proud to help others!
il 22 February 2017 11.40

20 February 2017

Rilasciato Ubuntu 16.04.2 LTS

Ubuntu-it Gruppo Promozione

Categoria: 

Ubuntu 16.04.2 LTS Xenial Xerus

Canonical e la comunità continuano la nobile tradizione di aggiornare le versioni Long Term Support (note ai più come LTS) con dei rilasci intermedi. Le versioni LTS sono supportate per 5 lunghi anni, quindi gli sviluppatori hanno ben pensato di aggiornare le immagini iso del sistema operativo non solamente con software freschi e aggiornati, ma anche ampliando il supporto hardware della distribuzione. Dopo un periodo di test e verifica delle nuove immagini, la seconda Point Release di Ubuntu 16.04 LTS è finalmente disponibile per il download. Essa contiene tutti gli aggiornamenti rilasciati per Ubuntu 16.04 LTS fino al 16 febbraio 2017, oltre ad un nuovo HWE stack derivato da Ubuntu 16.10.

 

Tale HWE stack Yakkety porta la LTS al kernel Linux 4.8 e aggiorna Xorg e le sue componenti con le versioni dei driver open source presenti in Ubuntu 16.10. Da notare che il nuovo HWE stack Yakkety sarà disponibile solamente installando Ubuntu 16.04.2 LTS, oppure seguendo la procedura indicata in questa pagina. Al contrario, coloro che già utilizzavano Ubuntu 16.04 LTS in precedenza, non riceveranno alcun aggiornamento automatico al nuovo HWE stack; solamente gli aggiornamenti del sistema operativo saranno forniti tramite lo strumento Aggiornamenti software.

 

A partire da Ubuntu 16.04.2 cambia anche la modalità con cui saranno forniti gli HWE stack futuri: chi decide di installare Ubuntu 16.04.2 LTS (con lo HWE stack Yakkety) riceverà automaticamente tramite aggiornamento i futuri HWE stack, ogni volta che questi saranno resi disponibili, fino all'ultimo HWE stack derivato da Ubuntu 18.04 LTS. Coloro che invece resteranno con la versione originale di Ubuntu 16.04 LTS (ovvero, con kernel Linux 4.4), manterranno tale "stack" originale per tutto il periodo di supporto della distribuzione.
Per informazioni più dettagliate sul funzionamento e sul periodo di supporto delle Point Release, puoi consultare la pagina Rilasci/PointRelease.
Puoi scaricare la nuova Point Release di Ubuntu o di una sua derivata dal sito di Ubuntu-it, oppure dalla pagina XenialXerusTorrent.

 

Fonte: lists.ubuntu.com

il 20 February 2017 10.01

17 February 2017

Open Design Conference 2017 a Pordenone

Paolo Garbin (paolettopn)

L’Associazione Pordenone Linux User Group, in collaborazione con il Polo Tecnologico ‘Andrea Galvani’ di Pordenone, è lieta di presentare la seconda edizione dell’Open Design Conference, un evento esclusivo e unico in Italia.Leggi ancora...
il 17 February 2017 17.46

15 February 2017

Apprendo dalla stampa internazionale che l'amministrazione comunale Monaco di Baviera intende tornare al Software Proprietario. Un'inversione di marcia rispetto a quanto fatto negli ultimi 10 anni, dedicati a passare 15.000 computer alla propria distribuzione Linux, denonimata LiMux e a LibreOffice.

Si è detto molto sulle motivazioni di questo cambiamento di rotta, ma al di là dei proclami ne esiste solo una decisiva, quella politica, basti pensare che l'attuale Sindaco di Monaco Dieter Reiter si è proclamato "fan di Microsoft" già durante la sua campagna elettorale. A questo si aggiunga il recente spostamento della sede di Microsoft proprio a Monaco e si capisce quanto peso possa mettere il monopolista dalla propria parte della bilancia.

Come supporto alla decisione, l'Amministrazione si appoggia a un corposo studio di Accenture (decennale partner di Microsoft, guarda caso!), che però punta il dito contro la disorganizzazione del Reparto IT della municipalità tedesca.

Quasi superfluo elencare i danni economici di questa decisione: una spesa maggiore del 36% in sei anni rispetto all'attuale soluzione (90 milioni di euro invece di 66), a cui si aggiungono 15 milioni di euro per l'acquisto di nuovi PC.

Ma la cosa peggiore è il tradimento dello spirito per cui era stata decisa la migrazione: l'indipendenza da un singolo fornitore. Scegliendo la soluzione proprietaria si mette il proprio destino nelle mani di un solo fornitore, e i propri dati chiusi a chiave nella cassaforte di un fornitore unico.

Se Monaco abbandonerà il software open source, sarà sicuramente un fallimento per Linux e il Software Libero. Credo che sia tempo di pensare come rafforzare l'azione di lobbying a favore del software open source, che sta diventando sempre più importante.
il 15 February 2017 17.10
Categoria: 

KDE sposa sempre più il formato di distribuzione pacchetti snap e rende disponibili alcune delle sue applicazioni sullo store ufficiale Ubuntu Snap Store.

 

Per utilizzare le applicazioni KDE che sono state distribuite come snap è necessario installare manualmente lo snap kde-frameworks-5. Una volta eseguita questa operazione, sarà possibile installare le applicazioni KDE attraverso le procedure standard previste per l'installazione dei pacchetti snap.

 

KDE Snap Framework

Attualmente sono disponibili le seguenti applicazioni:

  • ktuberling - Il più bel gioco di sempre!

  • kbruch - Per studiare e imparare le frazioni

  • katomic - Divertimento e cultura tutto in uno

  • kblocks - Un gioco simile a Tetris

  • kmplot - Per tracciare funzioni matematiche

  • kgeography - Un'applicazione l'apprendimento della geografia

  • kollision - Un divertente e semplice gioco di biglie

  • kruler - Un utile righello per misurare la distanza dei pixel sullo schermo

 

 

Ubuntu Software Center dalla versione 16.04 viene fornito con integrato il pieno supporto al sistema di pacchettizzazione snap, dunque sarà sufficiente cercare semplicemente l'applicazione e selezionare la versione snap per portarne a termine l'installazione.

 

Per utilizzare invece la riga di comando del terminale, è possibile installare lo snap kde-frameworks-5 tramite:

 

sudo snap install kde-frameworks-5

 

E le applicazioni tramite lo stesso comando seguito dal nome della applicazione, a esempio:

 

sudo snap install kblocks

 

Fonte: apachelog.wordpress.com

il 15 February 2017 10.56

14 February 2017

snappy
Scritto da Alan Ward

L’Internet delle cose (Internet Of Things, abbreviato in IoT) è ormai da tutte le parti. La vostra automobile potrebbe essere connessa ad Internet, il vostro sistema di sorveglianza per i neonati sicuramente lo sarà, e da un giorno all’altro saranno connesse anche le vostre lampadine (probabilmente LED). Da quanto si può evincere dalle notizie, nella sezione dedicata alla tecnologia, le impostazioni di fabbrica di questi dispositivi sembrano carenti. Avere a bordo un kernel Linux e una base di sistema GNU potrebbe non essere sufficiente per un dispositivo perennemente connesso a Internet, se il tutto è configurato in maniera scadente. Già per questa ragione (chi vuole rischiare a causa di sistemi facilmente compromissibili?), alcuni utenti scelgono di costruirsi da soli i loro dispositivi, configurandoli come meglio credono, partendo da una normale distribuzione Ubuntu. Al giorno d’oggi questo è piuttosto semplice, vista la moltitudine di piattaforme rivolte agli hobbisti come per esempio il Raspberry Pi.

Rispolverare un portatile piuttosto vecchio o un netbook può, tuttavia, rivelarsi un’alternativa divertente ed economicamente vantaggiosa.

Il vecchio netbook Asus eeePC, equipaggiato con un processore Intel Celeron M da 900 MHz, è al giorno d’oggi un venerabile pezzo d’antiquariato. Infatti non è un segreto che le ultime distribuzioni di Ubuntu difficilmente riusciranno a entrare in 1 GByte di RAM e in 4 GByte di hard disk, nonostante esista qualche modo per aggirare queste limitazioni, come ho descritto in passato su queste pagine. Comunque le specifiche di questo eeePC sono simili a quelle di molti moderni dispositivi nati come piattaforme IoT, ad esempio il Raspberry Pi 3. Le differenze maggiori sono sostanzialmente due:

  • L’eeePC ha a bordo un processore Intel per PC. Per questa ragione è meno efficiente in termini di consumi rispetto ai processori ARM, i quali sono progettati specificatamente per funzionare a batteria. Avremo bisogno di alimentare il netbook con un alimentatore e la batteria di cui è dotato, a seconda delle sue condizioni, farà da tampone in caso di (brevi) interruzione sulla linea elettrica.
  • L’eeePC è dotato di periferiche come la porta VGA, un modem, un lettore di schede SD, che una moderna scheda IoT potrebbe non avere. Queste cose possono tornare utili, insieme al monitor di cui è dotato ogni PC portatile. È presente una scheda WiFi integrata e qualsiasi altra periferica può venire facilmente connessa mediante la porta USB.

Non c’è bisogno di dirlo, ma dato che l’eeePC è alimentato da un trasformatore di corrente alternata e da una batteria come tutti i portatili, la scheda USB di cui è dotato è capace di fornire una tensione molto superiore a quella fornita dalla maggior parte delle schede IoT per hobbisti. Un disco fisso esterno può essere direttamente collegato all’USB, diversamente dal Raspberry Pi per esempio, dove invece bisogna utilizzare un alimentatore supplementare.

Quindi, se si fa a meno dell’ambiente grafico e delle sue pretese in termini di hardware, l’eeePC può ancora essere una piattaforma sufficiente per le necessità di un dispositivo IoT, dato che la maggior parte di queste schede avrà comunque bisogno di un’alimentazione a muro.

Nel mio caso ho approfittato della recente uscita della versione 16 di Ubuntu Snappy. Questa distribuzione è basata su Ubuntu 16.04, anziché sulla 15.04 come le precedenti release. Guardando al futuro può essere un vantaggio, dato che la 16.04 è LTS (Long Term Support). Comunque sia, molte cose sono cambiate in fase di installazione. E risulta ancora difficile trovare istruzioni precise su come impostare le cose, probabilmente perché è una versione beta, ed è poco che è stata rilasciata (al momento in cui viene scritto l’articolo).

SCARICARE UBUNTU SNAPPY E METTERLA SU UNA PENDRIVE

Ho scaricato la versione 32-bit (i386) dell’immagine disco di Ubuntu Snappy (conosciuta anche col nome di Ubuntu Core) da: http://cdimage.ubuntu.com/ubuntu-snappy/16.04/current/Una volta scaricata si può decomprimere l’immagine, come utente senza privilegi di root, usando il comando:

unxz ubuntu-core-16-i386.img.xz

Se l’utility di compressione unxz non è presente sul vostro sistema, potete installarla con il comando:

sudo apt install xz-utils

Questa immagine decompressa, con l’estensione IMG, è una copia byte per byte del contenuto del disco rigido di un dispositivo su cui gira Snappy. Ha la dimensione esatta di 4’000’000’000 byte, ossia 4 GBytes. Quando si usa la notazione tradizionale in base 2, allora parliamo di 3725 GigaByte ossia 3725 x 2^30 Byte. Questa è la dimensione esatta dell’hard disk dell’eeePC, quindi non dovremmo avere problemi nel metterci sopra questa immagine disco.

Una volta decompressa l’immagine, il nostro problema sarà come trasferirla dal nostro computer all’eeePC. Abbiamo bisogno di far partire questa macchina da un device esterno, come una penna USB o una scheda SD. Per questo lavoro potremmo usare una distribuzione leggera di Ubuntu, come Xubuntu a 32 bit. Una volta fatto partire l’eeePC da un Live CD, possiamo trasferire l’immagine di Snappy copiando il contenuto di questa immagine montando un volume via rete.

23

Abbiamo tuttavia metodi più semplici per effettuare il trasferimento, come per esempio utilizzare l’immagine di Snappy stessa. Per fare questo, ho usato una penna USB di una dimensione appropriata, 4 Gbyte. Anche l’utilizzo di una scheda SD della stessa capacità può essere una possibilità, dato che l’eeePC può fare il boot anche da questo dispositivo. Probabilmente la scheda SD verrà riconosciuta dal kernel come /dev/mmcblk0 o qualcosa del genere.

Partendo dal computer su cui ho scaricato Ubuntu Snappy, ho copiato l’immagine sulla chiavetta, nel mio caso identificata come /dev/sdc. Bisogna fare molta attenzione ad individuare con quale nome viene identificata l’unità. Consultare l’output del comando:

dmesg | grep sd

può essere d’aiuto per essere sicuri di andare a scrivere sulla penna USB e non, per esempio, su uno dei dischi fissi del PC. Quindi mi sono assicurato che la chiavetta non fosse montata prima di utilizzare il comando dd per copiare l’immagine byte per byte, in blocchi da 1 MByte.

sudo umount /dev/sdc*
sudo dd if=ubuntu-core-16-i386.img of=/dev/sdc bs=1M

L’utilizzo di una differente dimensione dei blocchi potrebbe dare errore, dato che l’immagine potrebbe non essere esattamente un multiplo del numero di byte all’interno di un blocco. Comunque 1 MByte è un valore sicuro e la comparsa di eventuali errori può venire ignorata.

La chiavetta contiene ora un’immagine avviabile di Ubuntu Snappy. Possiamo toglierla dal computer principale e utilizzarla per far partire l’eeePC.

CONFIGURARE IL NUOVO SISTEMA SULLA PENNA USB

Dobbiamo premere il tasto escape (Esc) durante il boot dell’eeePC in modo da scegliere, nella lista che apparirà, il dispositivo da cui effettuare il boot. Questo sarà il dispositivo con il prefisso USB, se utilizziamo una penna USB. A questo punto dovreste vedere il bootloader GRUB che presenterà una lista con un’unica voce: “Ubuntu Core 16”. Dopo un po’ di tempo, e dopo varie pagine piene di messaggi del kernel e del sistema, dovreste finire su una schermata vuota con il messaggio “Press enter to configure”.

La configurazione iniziale del sistema è un processo piuttosto semplice, anche se dovremo usare un’interfaccia testuale che potrebbe sembrare strana alle persone abituate alle applicazioni grafiche. Utilizzate le frecce sulla tastiera per passare da un campo all’altro e configurate almeno un’interfaccia di rete per connettersi a Internet.

In molti casi utilizzeremo il netbook per collegarci sia con l’interfaccia Ethernet che via wireless. Ho utilizzato le finestre di configurazione per connettere la porta Ethernet (eth0) alla mia rete di casa cablata e usando il DHCP. Questa è l’opzione più semplice per completare la configurazione, dato che la configurazione del WiFi per collegarsi a un access point non sembra possibile effettuarla a questo punto del processo di configurazione. Ubuntu Snappy riconosce la scheda wireless, ma non fornisce un’interfaccia di configurazione per scegliere il SSID a cui collegarsi e nemmeno un campo in cui inserire la password della rete WiFi. Questo ci fa presumere come Snappy sia un work in progress, e che il problema verrà corretto nelle versioni future.

Avrete anche bisogno di un account sullo store di Ubuntu Snappy per poter proseguire. Questo possiamo crearlo sulla pagina principale di Ubuntu One all’indirizzo https://login.ubuntu.com/, questo passaggio potrebbe essere reso più chiaro da Canonical. Sto pensando nello specifico ai nuovi utenti che non hanno ancora avuto occasione di utilizzare i servizi di Ubuntu. Mentre fate questa registrazione, ricordate di creare sul vostro computer una coppia di chiavi RSA pubblica e privata, e caricate poi la chiave pubblica (quella con l’estensione .pub) sul server di Ubuntu. Se ne avete bisogno trovate delle buone istruzioni circa la creazione di questa coppia di chiavi in qualsiasi buon tutorial relativo all’utilizzo di SSH senza password, come per esempio quello scritto da Mathias Kettner che potete trovare all’indirizzo http://www.linuxproblem.org/art_9.html (potete leggere solo la prima parte, relativa appunto alla creazione di questa coppia di chiavi).

24_1

Aprite in un editor di testi il file id_rsa.pub che si trova nella directory ~/.ssh, copiatene il contenuto e poi incollate il testo nell’apposito campo sulla pagina web di Ubuntu One. Fate attenzione a non copiare il testo dal file senza l’estensione .pub: questa è la vostra chiave privata, e non dovrete mai condividerla con nessuno.

24_2

Una volta configurato il dispositivo Snappy, non potremo fare login diretto con un utente locale. Dovremo collegarci via rete mediante SSH. Il mio utente è alanward su un certo server di posta, e questo è l’account con cui mi sono registrato sul servizio di Ubuntu. Perciò il mio utente sulla mia nuova istanza di Snappy sarà anch’esso alanward. Facciamo login usando il comando:

ssh @<Snappy’s local IP address>

Potremmo aver bisogno di guardare sul router per capire quale indirizzo IP sia stato assegnato dal DHCP alla nuova macchina. Oppure qualche ping ben mirato potrebbe essere d’aiuto.

Non è necessario inserire nessuna password per fare login, dato che la nostra chiave pubblica è sufficiente per identificarci. Infatti, sul device, il nostro nuovo utente non ha una password, proprio come non ce l’ha l’utente root su molti sistemi Ubuntu.

Su Snappy possiamo diventare root con lo stesso metodo usato su Ubuntu, ossia usando il comando sudo:

sudo bash
root@localhost:~#

Potrebbe essere utile abilitare l’accesso di root direttamente via SSH. Possiamo utilizzare la directory .ssh creata dallo script di installazione, ovvero copiando questa directory nella home directory dell’utente root

cp -r .ssh /root/

Possiamo uscire dalla sessione SSH utilizzando due volte il comando exit. Possiamo poi fare login come root dal nostro computer principale utilizzando sempre le stesse credenziali SSH usate in precedenza:

ssh root@192.168.0.104
Welcome to Ubuntu 16.04.1 LTS (GNU/Linux 4.4.0-36-generic i686) …

25

A questo punto abbiamo un sistema pienamente funzionante sebbene risieda ancora sulla chiavetta USB. Possiamo copiarlo sul disco fisso dell’eeePC, se vogliamo. Le prestazioni della chiavetta USB sono sufficienti per i compiti semplici. Usare il disco fisso ci eviterà però di avere una chiavetta che spunta dal dispositivo, oltre a liberare una porta USB da destinare eventualmente ad altri utilizzi. Anche la velocità è leggermente migliore, nonostante il disco fisso dell’eeePC non sia velocissimo con i suoi 32 MByte/s di banda.

Copiate il contenuto della chiavetta USB sull’hard disk utilizzando il comando dd. Il disco dell’eeePC dovrebbe essere /dev/sda. Se la penna USB è stata riconosciuta come /dev/sdb, potremmo lanciare questi comandi:

sudo bash
dd if=/dev/sdb of=/dev/sda bs=1M

Stiamo ripetendo la procedura utilizzata per copiare l’immagine originale sulla chiavetta USB. Ma adesso la chiavetta contiene un sistema interamente configurato e questo è quello che stiamo installando sul disco fisso dell’eeePC. Una volta terminata la copia, possiamo spegnere il dispositivo:

shutdown -h now

Quando il computer sarà completamente spento, ricordatevi di rimuovere la chiavetta USB prima di riaccenderlo. Se tutto è andato per il verso giusto, l’eeePC dovrebbe partire dal disco fisso usando GRUB, esattamente allo stesso modo del boot da chiavetta. Dovrebbe essere accessibile via SSH come prima, senza la necessità di ulteriori configurazioni.

Questa procedura dovrebbe funzionare anche con una chiavetta USB di dimensioni maggiori. Tuttavia in questo caso dd darà un messaggio di errore dato che andrà oltre il limite dei 4GByte. Ma se il filesystem sulla chiavetta USB non è stato ridimensionato, questo non dovrebbe risultare un problema.

AMMINISTRAZIONE DEL NUOVO DISPOSITIVO IOT

Finiamo con una breve nota sull’amministrazione del sistema. Ubuntu Snappy è molto diversa da una normale distribuzione Ubuntu, come per esempio Ubuntu Server o una delle varie versioni desktop. L’immagine da 4 GByte che abbiamo installato contiene due partizioni distinte. Una è in sola lettura e contiene il kernel e l’immagine del sistema. L’altra è scrivibile e contiene i dati dell’utente e le modifiche fatte al sistema nel corso del tempo. Il fatto di avere buona parte del sistema operativo in un file system in sola lettura fa sorgere qualche complicanza, nonostante si riveli utile per la sicurezza del dispositivo.

La prima grande differenza che si nota provenendo da una distribuzione Ubuntu classica consiste nel fatto che il modo di installare i programmi con apt non funziona più. Gli amministratori dovranno usare il comando snap per interrogare lo store di Ubuntu e amministrare i pacchetti software. C’è un po’ di documentazione su Internet, e il comando stesso fornisce una discreta quantità di spiegazioni. Qualche esempio di utilizzo di snap dovrebbe essere autoesplicativo:

sudo bash
snap help
snap list
snap install hello-world
hello-world
Hello World!

L’altra caratteristica che potrebbe sorprendere gli amministratori consiste nel procedimento da usare per cambiare le variabili di sistema. Per esempio l’impostazione del proxy prima di utilizzare il comando apt:

sudo bash
export http_proxy=”http://my_web_proxy:3128
apt update …

Il comando snap, invece, non sembra considerare le variabili d’ambiente della shell. Per questa ragione abbiamo bisogno di modificare la configurazione del servizio snapd stesso. Sfortunatamente (o meno, a seconda del vostro punto di vista), questo è un servizio gestito tramite systemd e che ha bisogno di essere configurato con dei comandi opportuni. Così:

sudo bash
systemctl edit snapd.service

Questo lancerà l’editor vi con cui potremo inserire i dettagli del server proxy all’interno del file di configurazione di systemd relativo al servizio snapd. Per esempio:

[Service]
Environment=”HTTP_PROXY=http://my_web_proxy:3128
Environment=”HTTPS_PROXY=http://my_web_proxy:3128″

Notate l’uso delle lettere maiuscole per i nomi delle variabili d’ambiente. Una volta usciti da vi, dovremo far ripartire il servizio snapd, e procedere con l’installazione dei nostri snap:

systemctl stop snapd
systemctl start snapd
snap install hello-world …

 

QUALCHE PENSIERO FINALE

Gli utenti con esperienza e gli amministratori delle distribuzioni di Ubuntu classiche potrebbero avere la sensazione che, in Ubuntu Snappy, ci siano delle limitazioni nel fare le cose. In qualche maniera questo è sicuramente vero. Dall’altro lato, questo è un punto di forza poiché si ha il vantaggio di avere un sistema alla fine dei conti più sicuro. Parlando di dispositivi che molto spesso vengono messi in piedi da persone non specializzate, ma che dovranno rimanere collegati ad Internet per tutto il tempo del loro ciclo di vita, potrebbe essere una scelta vincente avere di default un livello di sicurezza alto.

In ogni caso Snappy porta qualche beneficio. Uno di questi sta nel fatto che le applicazioni vengono eseguite in una sandbox, così come la semplicità con cui si possono installare, come visto negli esempi qui sopra. Fare dei cloni del sistema operativo partendo dalla chiavetta USB e spostarli sul disco fisso, o dal disco fisso su una seconda chiavetta non è solo possibile, ma è anche estremamente semplice.

Convertire una vecchia macchina come l’eeePC in un dispositivo Snappy porta con sé diversi benefici. Come il fatto di riutilizzare un oggetto che altrimenti finirebbe nella spazzatura. Dal punto di vista di noi utenti, invece, abituarsi all’uso di Ubuntu Snappy su una piattaforma del genere, ci renderà le cose più semplici quando avremo la necessità di mettere le mani sui dispositivi mobili con Ubuntu Touch: questo sistema è, in sostanza, costruito sulle fondamenta di Snappy, con l’aggiunta di un’interfaccia grafica e di altre applicazioni. Per questa ragione imparare Snappy può essere considerato un investimento in termini di tempo per le persone interessate a maneggiare Ubuntu Touch, per esempio progettando e realizzando dei pacchetti software per questa piattaforma.    

Biografia dell’autore: Alan insegna informatica alla Escola Andorrana de Batxillerat (scuola superiore). Ha tenuto corsi su GNU/Linux alla University of Andorra e sull’amministrazione di sistemi GNU/Linux alla Open University of Catalunya (UOC).

il 14 February 2017 15.20

13 February 2017

firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Mozilla ha rilasciato la versione 50.1.0 del web browser Firefox un paio di giorni fa e sembra che abbiano risolto un totale di 13 vulnerabilità di sicurezza, che erano state usate da un attaccante per fracassare l’applicazione o eseguire programmi con il vostro login se gli utenti stavano per aprire un sito web malevolo.

Canonical sollecita con urgenza gli utenti a aggiornare i pacchetti di Mozilla firefox il più presto possibile. Firefox 50.1.0 è ora disponibile nei repository software che contengono le versioni stabili.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952.shtml


il 13 February 2017 10.15

kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Lo sviluppatore di lungo corso della comunità KDE Harald Sitter stava lavorando ultimamente sul creare uno Framework  KDE Snap condivisibile che avrebbe reso reso lo snapping di applicazioni KDE per Ubuntu e altre distribuzioni GNU/Linux molto più facile e divertente.

In un recente post sul blog, lo sviluppatore spiega ha gestito per mettere insieme le app KDE come Snaps mentre provava a renderle più piccole possibili. La dimensione dei pacchetti binari scaricabili Snap e Flatpak così come i contenuti di full circle magazine.

Per poter essere adottati dall masse, essi hanno bisogno di esser più piccoli e grazie

al duro lavoro di harold Sitter, c’è ora una versione SNAP del framework 5 KDE collezione di librerie da aggiungere per Qt5, che gli sviluppatori KDE stanno usando per sviluppare applicazioni per l’ambiente desktop Plasma 5.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745.shtml


il 13 February 2017 09.36

12 February 2017

I love Free Software Day 2017

Paolo Garbin (paolettopn)

I soci e i sostenitori della FSF non vogliono sottostimare la potenza di un vostro semplice "GRAZIE" per riuscire a motivare ancor di più tutti i vari contributori della Free Software Foundation nel realizzare i loro lavori importanti per la società.
il 12 February 2017 11.08

11 February 2017

LibreItalia – Call4Volounteer

Paolo Garbin (paolettopn)

Se volete contribuire alla diffusione del software libero, dei valori della condivisione e della collaborazione, della divulgazione dell’openness mettendo a disposizione gratuitamente il vostro tempo e le vostre competenze, contattateci..
il 11 February 2017 11.59

10 February 2017

Categoria: 

La comunità UBports ha come missione di portare Ubuntu sul maggior numero di smartphone possibile e, grazie all'incredibile lavoro di sviluppo collaborativo svolto, sarà in grado di mostrare Ubuntu su Fairphone 2 al prossimo Mobile World Congress a Barcellona. Si tratta dunque di una combinazione molto speciale, non a caso la comunità UBports ha molta simpatia per questo telefono, e renderà possibile l'incontro tra il mondo della sostenibilità e quello dell'open source.

 

Fairphone è un prodotto etico, modulare e può essere riparato facilmente. L'idea di base dietro a questo telefono è quella di creare uno strumento in grado di impattare positivamente sulla catena del valore dell'elettronica. Uno stop all'obsolescenza programmata dei dispositivi e un prodotto in grado di avere una maggior durata di vita rispetto ai concorrenti presenti sul mercato.

In quest'ottica, Fairphone sposa perfettamente Ubuntu, il sistema operativo open source per dispositivi mobili alternativo ad Android e più votato alla sicurezza garantita per i suoi utenti.

 

Al più grande evento mobile del mondo, il Mobile World Congress di Barcellona, si potrà ammirare dal vivo come Fairphone 2 e Ubuntu si completano a vicenda in favore di una esperienza migliorata per l'utente finale. Con questa combinazione, lo smartphone diventa un dispositivo in cui l'utente ha il controllo completo sui propri dati e, al tempo stesso, può contribuire a favorire un mondo migliore.

 

L'adozione di un sistema libero e open source è in linea con l'obiettivo di Fairphone di dare alle persone più proprietà sul loro smartphone, in modo tale che possano aprirlo, ripararlo e conservarlo più a lungo, sia a livello hardware che, grazie a Ubuntu, software.

 

Fonte: insights.ubuntu.com

il 10 February 2017 12.08

refreacta

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Refracta è una distribuzione Linux in qualche modo oscura che offre eccezionali funzionalità e stabilità. L’oscurità non è sempre una cosa negativa quando stiamo parlando di distribuzioni Linux: potete trovare alcune alternative interessanti al vostro corrente sistema operativo.

Refracta è una grande sorpresa in un piccolo pacchetto: molte distribuzioni sono difficili da distinguere a causa della mancata varietà. Altre offrono ai nuovi utilizzatori qualcosa di unico che li rende contenti e produttivi. Refracta è una delle poche distribuzioni Linux piena di servizi che rende un facile e più conveniente sostituzione per le opzioni tascabili di Linux così come Puppy Linux.

Fonte: http://www.technewsworld.com/story/84129.html


il 10 February 2017 09.19

09 February 2017

gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Una nuova versione di manutenzione del gestore di pacchetti Software di GNOME è stata rilasciata il primo di Dicembre 2016, versionata 3.22.3, per l’ambiente desktop GNOME 3.22.

Come potete sapere, GNOME 3.22 ha avuto il suo secondo e ultimo punto di rilascio schedulato per lo scorso mese, che porta l’aggiornamento di mantenimento di  GNOME Software 3.22.2, ma sembra che alcuni bug abbiano bisogno di essere corretti per il gestore dei pacchetti grafico usato di default nelle popolari distribuzioni GNU/Linux.

E oggi, possiamo vedere atterrare l’aggiornamento software nei repository stabili dei vari sistemi operativi basati su Linux, inclusa la recentemente rilasciata Fedora 25: parlando di Fedora, sembra che GNOME Software 3.22.3 renda possibile aggiornare Fedora Linux di due versioni in una volta sola.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663.shtml


il 09 February 2017 13.42

semicode-os

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

SemiCode OS è una distribuzione Linux sviluppata specificatamente per programmatori e sviluppatori web. È basata su Ubuntu 14.04, usa il familiare ambiente desktop GNOME e arriva precaricata con una buona selezione di strumenti di sviluppo. È disponibile per il download e i test la versione early beta: SemiCode OS v0.1.

Se diamo un’occhiata all’ampia lista delle varie distribuzioni Linux, troviamo soluzioni specializzate per hacker, utenti avanzati, artisti e giocatori. Ma c’è una scarsità di distribuzioni che pretendono di esser nate per le specifiche necessità dei programmatori; probabilmente perché la maggior parte dei sistemi basati su Linux sono talmente personalizzabili che uno sviluppatore è in grado di installare quello di cui ha bisogno in un batter d’occhio.

Source: https://fossbytes.com/semicode-os-linux-distro-programmers/


il 09 February 2017 10.01

centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Fabian Arrotin, uno sviluppatore di CentOS, ha annunciato il rilascio e la disponibilità generale delle immagini di CentOS 7 (1611) per le architetture hardware ARM (armhfp).

La grande notizia arriva a soli due giorni dopo il rilascio delle immagini di installazione di CentOS 7 (1611) per le piattaforme a 64 bit, immagini realizzate sulla base del codice sorgente della distribuzione Red Hat Linux 7.3 di Red Had Inc. Il porting di CentOS Linux 7 (1611) su architettura ARM è un nuovo ben arrivato nella sempre più ricca lista delle distribuzioni GNU/Linux per i calcolatori implementati su una sola scheda elettronica (single-board computers) e per i dispositivi embedded.

CentOS Linux 7 (1611) supporta i popolari Raspberry Pi 3, Raspberry Pi 2, Banana Pi, CubieTruck, and Cubieboard SBC; l’ambiente userland di armhfp include delle tecnologie emozionanti, fra le quali possiamo menzionare il kernel 4.4 LTS, immagini uboot aggiornate alla versione 2016.09, la sostituzione del pacchetto rootfs-resize, ormai non più mantenuto, con cloud-utils-growpart, ed il supporto SELinux per i device Raspberry Pi 2 e 3.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982.shtml


il 09 February 2017 08.55

08 February 2017

Categoria: 

Come già annunciato a fine gennaio, è stato rilasciato l'aggiornamento OTA-15 per tutti gli smartphone e i tablet con sistema operativo Ubuntu. Diversamente dagli aggiornamenti precedenti, sono state introdotte solamente correzioni di problemi noti, tra le quali:

  • aggiornamento di oxide-qt alla versione 1.19.7;

  • correzioni di diversi errori che impedivano l'accesso ad alcune pagine https;
  • corretto l'orientamento della fotocamera sullo smartphone BQ E5;

  • corretta la sospensione del tablet durante la riproduzione di video o musica nel browser web.

 

Attualmente lo sviluppo di Ubuntu è orientato verso la creazione di Ubuntu Personal, la futura versione basata su pacchetti snap. Poiché Ubuntu "Touch" è ancora basato sui pacchetti click, è molto probabile che anche i futuri OTA saranno incentrati unicamente sulla correzione di bug critici, senza introdurre nuove funzionalità.

 

Fonte: wiki.ubuntu.com
Fonte: lists.launchpad.net

il 08 February 2017 10.14

07 February 2017

Paolettopn è in HTTPS

Paolo Garbin (paolettopn)

Tramite alcuni semplici passaggi, da qualche tempo è possibile implementare gratuitamente sul proprio sito / bog / e-commerce il protocollo di sicurezza HTTPS.
il 07 February 2017 14.46

06 February 2017

Categoria: 

Buone nuove per tutti i collezionisti appassionati dell'open source: è finalmente possibile scaricare tutti i numeri della Newsletter italiana di Ubuntu in formato PDF:

In aggiunta, ogni nuovo numero dell'anno 2017 sarà disponibile in questa pagina.

il 06 February 2017 11.21

Siamo alla ricerca di sfondi per Ubuntu 17.04

Ubuntu-it Gruppo Promozione

Categoria: 

Ubuntu è, da sempre, una testimonianza del potere della condivisione e, anche per la release 17.04, utilizzerà la selezione degli sfondi da impostare come predefiniti per celebrare il movimento Free Culture per la condivisione e per la cultura libera. Artisti di talento di tutto il mondo creano e rilasciano opere attraverso licenze che ne consentono e ne incoraggiano la condivisione, ma anche l'adattamento.

 

Ubuntu 17.04 Free Culture Showcase - Wallpapers

È ora in corso, presso il gruppo dedicato su Flickr, il Free Culture Showcase for Ubuntu 17.04, ovvero una vetrina di immagini libere messe a disposizione per la selezione degli sfondi predefiniti di Ubuntu 17.04.

 

Nel percorso che porta al rilascio della nuova release LTS di Ubuntu, la comunità è alla ricerca delle immagini di sfondo che gli utenti di Ubuntu 17.04 utilizzeranno quotidianamente. Questo è un invito alla partecipazione alla Free Culture Showcase for Ubuntu 17.04 condividendo le proprie immagini, perché, sia sul desktop, sul telefono o sul tablet, la tua foto può essere la prima cosa che gli utenti di Ubuntu vedranno ogni volta che accedono al proprio sistema e vengono accolti dallo schermo di benvenuto.

 

Le iscrizioni saranno gestite tramite Flickr, attraverso il gruppo Ubuntu 17.04 Free Culture Showcase - Wallpapers, e sarà possibile inviare le proprie immagini sino alla scadenza del 5 Marzo. Maggiori informazioni sono presenti sulla wiki internazionale alla pagina dedicata UbuntuFreeCultureShowcase.

 

Fonte: nhaines.livejournal.com

il 06 February 2017 10.15

04 February 2017

Ciao Antonio

Paolo Garbin (paolettopn)

il buon amico informatico Antonio Cantaro ci ha lasciato....
il 04 February 2017 13.45

E' mancato il Prof. Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela. Ne ha dato notizia il fratello Fabio, con un breve post sulla pagina Facebook del professore.

Il professore Antonio Cantaro insegnava all'Istituro Majorana di Gela, dove aveva fondato un popolare Forum su Linux e Ubuntu. Era inoltre autore di numerose guide per principianti, di una versione italianizzata di Ubuntu e Linux Mint, animatore del locale Linux Day e di moltissime altre iniziative a favore del Software Libero. Costante era il suo impegno per facilitare e rendere accessibile a tutti il software Open Source.

In rete esistono numerose testimonianze della sua opera, tra cui vi segnalo questa illuminante intervista RAI Radio1 al Prof., e il resoconto di una visita all'istituto Majorana.

Non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo, ma seguivo le sue iniziative, per molti versi uniche nel panorama italiano. Nel piangere la sua mancanza, non posso che gioire e ringraziare il professore per l'immenso patrimonio di conoscenza prodotto in questi anni, nella speranza che i suoi allievi ne valorizzino al meglio l'eredità morale.

(la foto di questo post è di Roberto del LUG PN)
il 04 February 2017 11.37

30 January 2017


L'offerta di PC con Linux preinstallato continua a crescere. Solo pochi giorni fa, Vi avevo dato notizia dei nuovi portatili Dell motorizzati Ubuntu, disponibili anche in Italia. Il 26 gennaio scorso, KDE ha annunciato la disponibilità di KDE Slimbook, portatile nato grazie alla collaborazione tra l'azienda spagnola Slimbook e sviluppatori KDE, motorizzato da KDE Neon.

Di Slimbook avevo già scritto nella mia "Guida 2016 all'acquisto PC e notebook con Linux preinstallato", dal momento che offriva alcuni notebook con varie distribuzioni Linux preinstallate, ma questa novità merita un approfondimento.

KDE Slimbook

 

Il KDE Slimbook è un portatile da 13,3'' interamente in alluminio, dalle caratteristiche tecniche interessanti:
  • CPU Intel i5-6200U o Intel i7-6500U di ultima generazione
  • Scheda grafica Intel Graphics HD 520
  • RAM da 4 GB a 16 DDR3 - 1600 Mhz
  • Hard disk da 120GB a 500GB SSD
  • Monitor 13.3" Full HD 1920x1080px LED
  • Tastiera retro illuminata
  • Bluetooth 4.0 
  • Wireless Intel Dual Band: 3160 (oppure 7265 N / 7265 AC)
  • 2 porte USB 3.0
  • Dimensioni  33 x 22 x 1,8 cm
  • Peso 1,36 kg
  • Batteria 6800mAH high litio
L'aspetto è (volutamente) simile in tutto e per tutto a un MacBook Air, con però caratteristiche hardware migliori, prezzo inferiore e... logo KDE inserito al posto della mela.  Le caratteristiche tecniche sono uguali a quelle dello Slimbook Katana, che però è offerto nei colori oro (orrore!) oppure nero.


In fase di configurazione si possono scegliere differenti RAM, Hard Disk, Wi-Fi e tastiera (manca purtroppo quella italiana!), e bisogna evitare di farsi prendere la mano sennò il prezzo schizza verso l'alto.

Impressioni 

La cosa più interessante è la collaborazione Slimbook - KDE, mi sembra sia la prima volta che KDE collabori direttamente con un produttore. Per realizzare questo notebook, Slimbook ha contattato KDE, che ha accolto con entusiasmo la proposta di collaborazione. Alcuni sviluppatori KDE hanno lavorato per migliorare alcuni aspetti di KDE e realizzare un prodotto bello e affidabile. Si tratta sicuramente un bel segnale sia per KDE che per gli utenti, che grazie a questa collaborazione vedono ampliarsi le loro possibilità di avere un PC con Linux.

La seconda annotazione riguarda il binomio Linux - aziende spagnole: BQ è stato il primo produttore mondiale di Ubuntu Phone. Adesso Slimbook è il primo a fare un accordo con KDE. Mi domando a questo punto se sarà spagnolo anche il primo a fare un accordo con GNOME.. :-)

La terza annotazione riguarda la scelta di utilizzare  KDE Neon, una specie di distribuzione, rilasciata con una specie di rolling release, di cui esiste anche una versione LTS basata su Ubuntu. KDE Neon si propone il duplice scopo di dare agli sviluppatori un ambiente congruente e agli utilizzatori una piena esperienza KDE. La scelta di Slimbook è indubbiamente coraggiosa, ma inevitabile quando si vogliono creare alternative ai sistemi più diffusi.

L'impressione generale è quella di avere di fronte un notebook potente, a un prezzo adeguato, ma soprattutto ficherrimo. Tanto che potrebbe indurre i vicini a voltarsi incuriositi. Se non altro per interrogarsi per quale dannato motivo quel particolare MacBook non abbia la mela-lampadina accesa sul retro!?!!?

Per quanto riguarda la solidità e affidabilità di questo notebook, non saprei proprio dire, mi manca purtroppo il materiale tra le mani. Sarei contento se tra i miei lettori ci fosse un acquirente Slimbook (scrivetemi!), ma sarei ancora più contento se mi leggessero i Cari Amici di Slimbook: nel caso, mandatemene uno in prova! :-P
il 30 January 2017 11.38

27 January 2017

Ubuntu tutorials è finalmente online!

Ubuntu-it Gruppo Promozione

Categoria: 

Ubuntu tutorials, la nuova sezione di ubuntu.com dedicata ai tutorial, è finalmente online e si presenta come un raccoglitore di contenuti e procedure dettagliate. L'offerta comprendere esperienze pratiche per imparare passo dopo passo la programmazione e, più in generale, le attività di sviluppo possibili su macchine, dispositivi e server su cui gira Ubuntu.

 

Ubuntu tutorialsOgni esercitazione presente su Ubuntu tutorials è dotata di sintesi chiara e dettagliata, di livello di difficoltà dei contenuti e di un tempo approssimativo di completamento, così che gli utenti siano in grado di sapere in anticipo la durata temporale e il livello di impegno necessari. Si possono eseguire le esercitazioni anche off-line grazie alla tecnologia snap con cui è stato implementato un pacchetto specifico contenente gli stessi contenuti e la stessa tecnologia presente sul sito web di Ubuntu tutorials.

 

La gestione dei contenuti di Ubuntu tutorials è basata sul framework, rilasciato completamente come opensource, Codelab di Google e ciò ha permesso di rendere semplice per chiunque la possibilità di partecipare al progetto. Attualmente è disponibile soltanto un numero limitato di tutorial, ma sono già presenti le guide riguardanti la creazione e l'utilizzo dei pacchetti snap, la creazione della propria immagine Ubuntu Core e la costruzione di servizi attraverso il plugin nodejs di snapcraft.

 

Se invece si desidera contribuire, creando nuovi tutorial che si vadano ad aggiungere a quelli già presenti, è possibile farlo agevolmente seguendo le linee guida e le indicazioni presentate nel documento Ubuntu Tutorial Guidelines.

 

Fonte: insights.ubuntu.com

il 27 January 2017 12.24

26 January 2017

OTA-15 per Ubuntu phone e tablet si farà

Ubuntu-it Gruppo Promozione

Categoria: 

http://www.ubuntu-it.org/sites/default/files/bqaquarisM10.png

 

Nonostante le notizie degli scorsi giorni abbiano scoraggiato alcuni utenti di Ubuntu "Touch", il sistema operativo per smartphone e tablet, Canonical è al lavoro per rilasciare un nuovo aggiornamento Over The Air. Tale aggiornamento non porterà nuove funzionalità, ma andrà a correggere alcuni bug presenti sui vari dispositivi. Ad oggi sono elencati circa una decina di bugfix, tra i quali:

 • corretto il problema di scaling della pagina google.com, quando il dispositivo è in modalità finestra;
 • corretta la sospensione del tablet durante la riproduzione di video o musica nel browser web;
 • corretto l'orientamento della fotocamera frontale del BQ E5;
 • corretta l'apertura di link esterni da facebook e twitter;
 • aggiornamento di Oxide ad una nuova versione, la quale risolve diversi problemi di sicurezza.

 

Attualmente gli sviluppatori stanno anche lavorando alla risoluzione di altri problemi, che si spera possano essere corretti in tempo per il riascio di OTA-15: l'accesso a G+ tramite browser, il ripristino della webapp EBay e il corretto caricamento dei siti web https.

 

Fonte: launchpad.net

il 26 January 2017 08.50

25 January 2017

minitube.png

Scritto da Brian Bogdan
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

 

Ho iniziato ad usare Linux dall’uscita di Jaunty. Stavo provando ad usare Ubuntu, ma ero legato a Windows. Ma quando ho ricevuto un bel widescreen all-in-one, mi sono deciso. Non mi sono più guardato indietro, e mi sto divertendo molto con Xenial (16.04 LTS).

Ho pochi programmi che utilizzo sul mio PC, molti dei quali sono equivalenti o addirittura migliori delle controparti disponibili per Window/Mac. Le ragioni per cui consiglio Linux sono molte ed è difficile sceglierne una. La mia preferita è la capacità di ottenere applicazioni in modo libero, testarle, utilizzarle o cercarne di più adatte alle proprie esigenze.

Ora di vi parlo di  Minitube. Utilizzi Youtube? Quest’app è per te. Uso quest’app ogni giorno ed è l’app di intrattenimento a cui non vorrei mai rinunciare.

L’interfaccia è super semplice con soli 3 bottoni per fare Ricerche, Sfogliare e Sottoscrizioni. la schermata Ricerche è semplice e minimalista, con autocompletamento che ti aiuta nelle digitazioni. 

La schermata sfoglia  ti permette di visualizzare ciò che è di  tendenza su Youtube, separata in categorie cliccabili. Al momento non uso la funzione sfoglia in quanto, sapendo cosa sto cercando, non utilizzo tale funzione – ma uso i pulsanti Cerca e Sottoscrizioni.

Così cercate quello che volete vedere e quando cliccate sul risultato della ricerca si apre la schermata principale di sottoscrizione. Se volete salvare la ricerca (ed altri video dello stesso creatore), semplicemente cliccate sul tasto Video nel menu in alto e “iscriviti a …”. Su tutti i video disponibili dall’autore, e sulla pagina di sottoscrizione, comparirà una miniatura e verrà notificato ogni nuovo video pubblicato dal creatore.

Tutti i video saranno sulla sinistra con una miniatura, titolo, dettagli, ecc.

La riproduzione dei video può essere automatica o manuale. Io uso la riproduzione manuale in quanto non voglio vedere tutti i video dal più recente al più vecchio.  Per questo ho scelto manuale. Ho inoltre impostato  720P, in quanto si adatta meglio al mio monitor 23 pollici e scheda video GeForce 9300M. I video vengono riprodotti in modalità full-screen (logicamente se il video è registrato ad una risoluzione bassa , non si vedrà bene, ma nel mio uso quotidiano mi è capitato raramente). 

Questa applicazione non gira esclusivamente su Linux in quanto c’è anche una versione per Windows, il download è libero, ma non, “free as in Beer” (libero senza restrizioni): devi accettare il regolamento e puoi fare una donazione se ti va. Io ho pagato $10. E la utilizzo tutti i giorni.

Raccomando con tutto il cuore, questa semplice, ma efficace applicazione.

Scaricala su http://flavio.tordini.org/minitube


il 25 January 2017 11.16

24 January 2017

canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Canonical e Amazon Web Services (AWS) stanno per fornire il miglior supporto cloud in circolazione permettendo agli utenti di AWS di acquistare il pacchetto Ubuntu Advantage (UA) Virtual Guest, che ha lo scopo di dare il supporto professionale necessario per avere successo nel cloud. L’annuncio è stato fatto il 28 novembre 2016, nell’ambito della conferenza AWS re:Invent 2016 di Amazon dedicata agli esperti cloud di tutto il mondo.

Noi crediamo che coloro di voi che hanno intenzione di acquistare il pacchetto di supporto professionale Ubuntu Advantage Virtual Guest di Canonical sul marketplace AWS debbano conoscere tutti i suoi benefici. A tal proposito, avrete accesso al Livepatch Service di Canonical per aggiornamenti del kernel senza riavvio per le vostre immagini di Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) usando il kernel Linux 4.4 con supporto a lungo termine.

Inoltre, coloro che faranno tale acquisto avranno accesso diretto allo strumento di gestione di sistema Landscape (la versione Saas), se hanno intenzione di utilizzare il sistema operativo Ubuntu Linux, accesso al Knowledge Hyb di Canonical e a tutti gli ultimi aggiornamenti di sicurezza; così come al supporto web -e telefonico- 24/7 di esperti nel campo, insieme ad un’opzione per usufruire di un supporto ingegneristico di Canonical dedicato.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565.shtml


il 24 January 2017 11.49

ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Leann Ogasawara di Canonical ci ha dato notizie riguardo l’imminente secondo punto di rilascio del sistema operativo basato su Linux Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus).

Dopo aver pubblicato la tabella di marcia del rilascio per il sistema operativo Ubuntu 17.04 (Zesty Zapus), che si trova al momento sotto un massiccio sviluppo, pare che Canonical abbia anche in mente di aggiornare l’attuale rotta di Xenial indicando come data di rilascio per Ubuntu 16.04.2 LTS (Xenial Xerus) giovedì 19 gennaio 2017.

Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) è un rilascio con supporto a lungo termine, il che significa che riceverà correzioni di sicurezza e aggiornamenti software per cinque anni, fino ad aprile 2021. Durante questo tempo, il SO di solito ottiene un totale di cinque punti di rilascio. Attualmente, Ubuntu 16.04 LTS e 16.04.1 LTS sono supportati dal ramo del kernel LTS Linux 4.4.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572.shtml


il 24 January 2017 11.18

17 January 2017

Ciao! 🙂
Se sei arrivato fino a qui, vuol dire che sei spinto dalla curiosità di cosa sia il Google Hash Code 2017 e come puoi fare per partecipare in questo evento ma… andiamo con ordine!

Cos’è il Google Hash Code 2017?

Hash Code 2017 è una competizione a squadre organizzato da Google e riguarderà principalmente la programmazione.
Quello che farai sarà scegliere un team (o crearne uno), scegliere assieme al team, un linguaggio di programmazione e risolvere assieme ai compagni di squadra un problema di vita reale che sarà scritto e rilasciato da Google stessa il giorno della competizione.

Per ogni round della competizione, Google presenterà un problema e il tuo team dovrà risolvere il problema generando una soluzione. La soluzione poi, sarà inviata sulla relativa piattaforma e potrai inviarne tante soluzioni quante ne vorrai.
Il tabellone dei punteggi si aggiornerà in tempo reale e saprai subito (non appena invii) quanti punti avrete rispetto ad un altro team.

Le migliori squadre vinceranno spettacolari premi messi in palio da Google oltre a considerare che la finale sarà a Parigi, con la maggior parte delle spese rimborsate (previa richiesta)!

Sei pronto per la sfida? 🙂

E tu, cosa fai caro Mirko?

Se questa domanda te la sei posta o meno beh, io ti rispondo lo stesso!

Non sono pagato per pubblicizzare questo evento ma io suppongo che se sei un programmatore o addirittura basta essere anche colui che ci mette la mente, sei utile e perché non mettersi in gioco quando in palio ci sono belle cose?
Tra l’altro, non ti nascondo che sarà una bellissima esperienza oltre che ad una giornata passata in compagnia con persone che se non sono tuoi amici, beh, saranno sicuramente nuove amicizie… ti pare poco? 😛

Tornando in tema, il mio ruolo sarà da organizzatore principalmente perché dovete lavorare in un ambiente tranquillo, senza distrazioni, insieme e in un ambiente dove avete un ambiente comodo, riscaldato e con una connessione ad internet all’elettricità per i vostri computer.
Ovviamente, il mio ruolo sarà di trovare il posto perfetto alle vostre esigenze, mostrare le tracce che usciranno, cercare di spiegarle nel miglior modo e assistere voi squadre che sarete presenti.

Come faccio ad iscrivermi?

Per iscrivervi dovete fare questi due passaggi:

  1. Prima di tutto dovrete iscrivervi su QUESTA PAGINA per partecipare all’evento Hash Code.
  2. Formate un Team dalle 2 alle 4 persone attraverso il vostro Judge System che sarà creato entro 24h.
    Se vi manca un team o avete problemi durante la registrazione, usate il form dei commenti disponibile in fondo alla pagina, vi risponderò tempestivamente.
  3. [OBBLIGATORIO] Quando avete formato il team, dovete registrarvi su QUESTA PAGINA accedendo con il vostro profilo (che avete usato per registrarvi) e selezionare l’HUB L’Aquila Developers.

Una volta fatto ciò, siete pronti, vi manderò ulteriori istruzioni dettagliate come posizione e orari da rispettare il giorno della competizione così come un indirizzo mail per eventuali dubbi prima dell’evento.

Le iscrizioni saranno valide fino al 20 febbraio alle ore 18.00 ed è completamente GRATUITA!!!

P.s. se arriviamo ad almeno 20 iscrizioni entro il 5 febbraio su L’Aquila Developers, come premio partecipazione ci saranno gadget originali marchiati Google per tutti coloro che saranno presenti.
Iscrivetevi e invitate tutti i vostri amici, colleghi e compagni di classe che sono interessati a partecipare!!
Tutti sono utili e nessuno è escluso, programmatori, persone bravi con la logica, persone di chimica, economia, etc etc 🙂

Premiazioni

Il gioco vale la candela perché se siete un team vincitore, il round finale (quindi lo step successivo) come detto lo farete a Parigi (potete fare richiesta di rimborso fino a 500€) e i primi 3 vinceranno premi che possono essere da dispositivi come telefoni ad altre cose.

Informazioni particolari

Prima di iscrivervi però, vi chiedo cortesemente di rispettare questi requisiti:

  1. Devi aver compiuto almeno 18 anni entro il 23 febbraio.
  2. Devi (dopo l’iscrizione) far parte di un team di almeno 2 persone fino ad un massimo di 4 persone.
    In caso non trovi nessuno, fammelo presente e ti aiuterò a trovare il team o altre persone per formarne uno.
  3. DOVRAI GIOCARE SPORTIVAMENTE dopotutto siamo qui anche per divertirci tutti assieme 🙂
  4. La soluzione finale verrà giudicata da una giuria di ingegneri Google! Non sarà possibile avere preferenze o meno.
  5. Sei libero di portare bevande e panini mantenendo un ambiente pulito.

L'articolo Google Hash Code 2017 – Abruzzo sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 17 January 2017 20.39
Categoria: 

http://www.ubuntu-it.org/sites/default/files/logo_2_2016.png

Il 2016 si è rivelato un anno denso di attività per il gruppo documentazione. Sempre in prima linea, abbiamo accolto numerose persone interessate all'open source, a Ubuntu e alla sua diffusione, con l'intento di creare una documentazione unica, aggiornata e ricca di argomenti utili per tutti gli utenti di Ubuntu.
Il gruppo ha visto l'entrata di nuovi elementi nello staff e durante l'anno non sono mancate idee e spunti di riflessione per andare a correggere gli aspetti organizzativi della documentazione, con l'intento di migliorarne sempre più la fruibilità.

L'anno 2016 è finito, cogliamo quindi l'occasione per riassumere l'immenso lavoro svolto in 365 giorni.

 

I numeri

  • Nel 2016 sono entrate a far parte del gruppo documentazione due persone: Giulio Leuci e iononsbalgiomai. L'ingresso di nuovi membri è sempre un buon indicatore di attività nella nostra comunità.

  • Due sono anche le versioni di Ubuntu rilasciate: Ubuntu 16.04 LTS e Ubuntu 16.10. Il gruppo documentazione ha aggiornato le guide più importanti prima che fossero pubblicate queste nuove versioni di Ubuntu, come indicato nelle pagine GruppoDocumentazione/Xenial e GruppoDocumentazione/Yakkety.

  • Un po' di pubblicità non fa mai male, noi del gruppo documentazione l'abbiamo capito. Non tanto per farsi belli sul web, ma piuttosto per farsi aiutare! Nel 2016 abbiamo pubblicato sul nostro blog 11 articoli che ci hanno aiutato a mantenere viva l'attenzione sulla documentazione, segnalando le novità più importanti a tutti voi e invogliando anche i più restii a provare.

  • Il 2016 è stato anche l'anno con il maggior numero di guide revisionate di sempre *¹!! Più di 120 guide sono state aggiornate o scritte da zero, segno di una comunità in crescita. Come diciamo sempre, il solo gruppo doc non può rinnovare la documentazione da solo. È qui che entrano in gioco tutte le persone che dedicano il proprio tempo ad aggiornare la documentazione, che la leggono, che scrivono nuove guide e si confrontano con noi ogni giorno per migliorare i contenuti. È quindi tutti coloro che hanno partecipato che dovete innanzitutto ringraziare, per l'impegno e la dedizione dimostrati.

  • Il forum di Ubuntu-it è il luogo di raccolta per tutti coloro che partecipano alla stesura della documentazione. Nel 2016 sono stati discussi più di 220 thread nella sola sezione forum del gruppo documentazione, sinonimo di partecipazione ampia e aperta a tutti.

  • Spesso i membri del gruppo documentazione si consultano tramite posta elettronica, per discutere degli aspetti "organizzativi". Nell'anno 2016 nella mailing list del gruppo documentazione sono passate più di 380 e-mail. I numeri parlano da sè.

 

Cos'è stato fatto, cosa si dovrà fare

Vedendo questi numeri, è facile capire come il lavoro svolto vada ben al di là delle 120 guide revisionate. Spesso applichiamo modifiche giornalmente alla documentazione che non vengono elencate nel lavoro svolto. Dalla più semplice correzione di un collegamento alla riscrittura di una guida, dalla modifica grafica delle pagine agli aspetti amministrativi, le attività sono davvero tantissime! Ma passiamo ora ai contenuti.
Grazie alle doti organizzative di Xavier, un membro del gruppo doc, è stata aggiornata la maggior parte del portale Ambiente grafico. Xavier ha saputo ampliare la partecipazione degli utenti e i risultati sono stati stupefacenti. La sezione Notebook ha visto un incremento di attività, grazie alla facilità di compilazione delle guide in esso contenute. Diverse guide riguardanti l'installazione di Ubuntu sono state aggiornate e migliorate. Stessa sorte è toccata anche a pagine riguardanti la navigazione internet, l'installazione di programmi, le schede video AMD e tante altre pagine e sezioni del wiki. Quasi tutti i portali della documentazione wiki hanno subito delle modifiche più o meno sostanziali. Non possiamo elencarle tutte, ma possiamo darvi un assaggio delle più importanti revisioni nella pagina Lavoro svolto.

 

<<Cosa manca? Cosa avete in serbo per il futuro?>> In poche parole: tutto quello che la comunità potrà offrire :)
Noi siamo molto soddisfatti e orgogliosi dei risultati raggiunti. Non solo per la mole di lavoro svolto, che rimane davvero notevole, ma anche per la capacità che abbiamo appreso di collaborare con persone sempre nuove, spinti dal genuino interesse di fornire una documentazione quanto più possibile rinnovata e comprensibile, utile e interessante. Se anche tu credi che questi obiettivi siano importanti, puoi farti avanti oggi stesso ;)

 

Per concludere, desideriamo ringraziare infinitamente tutti coloro che hanno partecipato, portato le proprie idee e sopportato le nostre interminabili precisazioni come solo un monaco tibetano saprebbe fare. Quindi grazie a tutti voi daigo, seagull-, jacopo-cicatiello, cescomail, phonicmouse, stef.contadino, OscarTazza, ravenglass, ilgallinetta, wilecoyote, cialu, gem1978, erbasox, ivantu, corradoventu, al buon luca.gambardella e a tutti gli altri che per una ragione o l'altra ci siamo dimenticati di scrivere. E perché no, grazie anche a noi!

 

: da quando teniamo traccia del lavoro svolto.

 


A cura del Gruppo Doc
Vuoi contribuire al Wiki? Comincia subito!

il 17 January 2017 13.16

15 January 2017


È notizia di un qualche giorno fa che Dell, il colosso americano dei PC, ha reso disponibile alla vendita in tutto il mondo un nuovo portatile con Ubuntu preinstallato, il Precision 3520. Si tratta del primo di una serie di portatili (e un desktop) che Dell metterà in vendita nel corso della prima metà del 2017.

Gli amanti di Linux saranno sicuramente contenti di questa decisione. Dopo qualche anno di rodaggio con il super notebook XPS 13 Developer Edition, e qualche modello in vendita solo negli USA, la famiglia pinguina di prodotti Dell si allarga con ulteriori macchine, che hanno anche un prezzo più accessibile. Da precisare che questi nuovi computer sono disponibili anche per il mercato italiano, cosa che è una notizia nella notizia.
La seconda bella notizia è che la versione con Ubuntu 16.04 costa 105 € in meno rispetto alla versione con il sistema operativo proprietario. La libertà adesso costa meno! ;-)

Personalmente, come scritto nella mia "Guida all'acquisto di PC e notebook con Linux preinstallato", consiglio di acquistare computer con Linux dai piccoli produttori, che hanno delle configurazioni più modulari ed economiche rispetto ai Big del settore. Resta comunque da dire che questi nuovi PC Dell sono senza dubbio dei gran bei pezzi di tecnologia.

Quando "solo io" volevo un PC con Ubuntu

Ricordo che nel 2015 un lettore di questo blog mi segnalò che Dell vendeva il suo Precision M3800 (ora fuori produzione) preinstallato con Ubuntu solo negli USA. Il Precision M38000 era una bella macchina, che aveva anche il suo bel prezzo, ma non si poteva in nessuna maniera acquistare in Italia.

Volendo verificare la segnalazione, contattai io stesso Dell Italia via chat (vedi sotto il resoconto di quella conversazione). Ebbene, da quanto riportato dal (poco informato) reparto marketing, al tempo risultavo l'unica persona in Italia che voleva un PC con Ubuntu.

Bello sapere che è bastato solo un anno per fargli cambiare idea! :-P


il 15 January 2017 09.51

14 January 2017

Balsamiq is one of the best tools for quick wireframes creation. It allows you to efficiently and quickly create mockups that give you an idea of how design elements fit in the page.

Some years ago there was a package available for the most popular Linux distributions, but since Adobe dropped support for Linux and Balsamiq is built on top of Adobe Air, nowadays they don’t support Linux neither.

As you can see from the downloads page of Balsamiq, though, it luckily works well with wine.

Install Balsamiq with WINE

First things first: install wine.

sudo apt-get install wine

Now, let’s proceed with an easy step-by-step guide.

  1. Download the Balsamiq Bundle that includes Adobe Air (if the link does not work, head on to Balsamic Downloads and download the version With Adobe Air bundled)
  2. Open a terminal, unzip the bundle and move it to /opt (change the Downloads directory name according to your setup)
    cd Downloads
    unzip Balsamiq*
    sudo mv Balsamiq* /opt
  3. To make life easier, rename the .exe to simply balsamiq.exe
    cd /opt/Balsamiq_Mockups_3/
    mv Balsamiq\\ Mockups\\ 3.exe balsamiq.exe
  4. Now you can run Balsamiq Mockups by running it with wine
    wine /opt/Balsamiq_Mockups_3/balsamiq.exe

Add Balsamiq as an application

The last optional step can save you a lot of time in launching Balsamiq, because it saves you the hassle of writing the command in point 4 above every time you want to launch it (and remembering the Balsamiq executable location). This simply consists in creating a new desktop entry for Balsamiq, which will add it to the applications list of your operating system.

Create the file ~/.local/share/applications/Balsamiq.desktop with the following content:

[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Name=Balsamiq Mockups
Icon=/opt/Balsamiq_Mockups_3/icons/mockups_ico_48.png
Exec=wine /opt/Balsamiq_Mockups_3/balsamiq.exe
Type=Application
Categories=Graphics;
MimeType=application/x-xdg-protocol-tg;x-scheme-handler/tg;

If you are on Ubuntu with Unity, you can add the following lines too:

StartupNotify=false
StartupWMClass=balsamiq.exe
X-UnityGenerated=true

Now, just save and have a look at your Dash or Activity Panel to see if it works.

Install Balsamiq Mockups with Play on Linux

Eric suggests the use of Play on Linux for an easier installation process and reports that for him Balsamiq Mockups 3 works like a charm in that environment. Worth a try!

The post Install Balsamiq Mockups in Debian/Ubuntu appeared first on deshack.

il 14 January 2017 09.16

04 January 2017


Oggi mi sono scontrato con un sito inglese, che riporta una presunta slide (vedi sopra) fornita da un presunta talpa su una presunta presentazione di un presunto smartphone Samsung S8, di prossima presunta uscita. La slide rivela uno smartphone dotato di sistema operativo multitasking, con la possibilità di essere collegato a monitor, tastiera e mouse esterni.

Partendo dal presupposto che questa specie di "notizia" è da prendere con delle molle grandi così, fa piacere notare che la strada della convergenza proposta per primo da Ubuntu Phone sembra essere all'attenzione di altre aziende. Chissà se per arrivarci si fonderanno i sistemi Android (che gira su smartphone e tablet) e Chrome OS (notebook). Un pettegolezzo questo che circola da anni e che è stato smentito più volte.

Sono comunque convinto che sul tema convergenza ci saranno molte belle novità nel 2017. Speriamo che alcune di queste arrivino anche da Ubuntu.
il 04 January 2017 15.37

02 January 2017

Documentazione Wiki: Dicembre 2016

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Documentazione Wiki: dicembre 2016

Foto originale: Kronach leuchtet 2014 by Brian Fox

 

Ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante il mese di dicembre.

  • AMD: panoramica dei driver disponibili per le schede video e le APU ATI e AMD.

  • AMD/Radeon: caratteristiche del driver open source Radeon e risoluzione dei problemi.

  • Xfce/Compiz: installazione di Compiz in Xubuntu.

  • InternetRete/Flash: installazione del plugin Adobe Flash Player in Ubuntu e derivate.

  • Toshiba Satellite L350-145: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS e 14.04 LTS.

  • Asus P2520LA-XO0526D: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS.

  • HP 620: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.10, 16.04 LTS e 14.04 LTS.

  • MacBook Pro 8.2: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS.

Per maggiori informazioni, consulta la pagina Lavoro Svolto.

 


A cura del Gruppo Doc
Vuoi contribuire al Wiki? Comincia subito!

il 02 January 2017 13.20

28 December 2016

Con le informazioni contenute in questo articolo, riuscirete a rendere sicure le vostre comunicazioni di rete verso i server DNS, soprattutto se utilizzate dei router di ISP (Vodafone, Telecom, ecc.) che abitualmente impediscono la configurazione e l'utilizzo dei DNS liberi.
il 28 December 2016 17.00

Al momento in cui scrivo il sito web ufficiale di CyanogenMod è definitivamente offline. È quindi giunto al termine il viaggio della più famosa ROM (= versione alternativa) per smartphone Android? Sì. E anche no. Vediamo perché.

CyanogenMod e Cyanogen OS


CyanogenMod nacque a settembre 2008 per opera di Steve Kondik, come versione alternativa ad Android, però libera, aperta e sviluppata dalla comunità. Nel giro di pochi anni, CyanogenMod ebbe un notevole e costante sviluppo, fino ad arrivare ad essere utilizzata da 50 milioni di persone in tutto il Mondo, con più di 150 dispositivi supportati. I vantaggi dell'utilizzo di CyanogenMod rispetto ad Android erano molteplici: totale assenza di spyware e bloatware, supporto ai temi, CPU overclock, e molte altre migliorie, alcune delle quali arrivate su Android solo successivamente.

Sull'onda del successo, nel 2013 Steve Kondik fondò Cyanogen Inc. azienda destinata a commercializzare una versione "professionale" chiamata Cyanogen OS, che doveva inglobare il meglio di CyanogenMod più alcuni moduli aggiuntivi. Cyanogen OS partì bene, andando a sostituire CyanogenMod sui dispositivi One Plus One.
Nell'Aprile 2015, CyanogenOS siglò una collaborazione con Microsoft, per portare app (Skype, Cortana, ...) e servizi Microsoft sulla piattaforma Android/CyanogenOS, rilasciati poi su Cyanogen OS 13.0 a febbraio 2016.

Le cose però vanno peggio del previsto, e a luglio 2016 Cyanogen Inc. licenzia 30 persone, e chiude la sede di Seattle. Lo stesso Steve Kondik lascia l'azienda a novembre. Tra le cause del fallimento, sicuramente i dissidi con One Plus, e chissà cos'altro.

LineageOS


Per niente scoraggiato dell'uscita da Cyanogen Inc., Steve Kondik prima propone e poi realizza un fork del codice di CyanogenMod. Il fork era inevitabile, dato che nome e marchio originali di CyanogenMod sono rimasti a Cyanogen Inc.

Così, mentre Cyanogen Inc. provvede con solerzia a spegnere server e servizi di CyanogenMod avviandosi a un futuro pieno di incognite, l'erede LineageOS (trad. "stirpe" o "casata") comincia ad attivare la propria struttura indipendente. Il primo post sul blog si intitola "Yes, this is us" (trad. "Sì, siamo noi"), e vuole rassicurare gli utilizzatori di CyanogenMod.

Tutto come prima quindi? Troppo presto per dirlo. Partire dalle fondamenta di CyanogenMod garantisce una base solida, e la comunità di sviluppatori abbraccerà LineageOS senza remore. Anzi: aver tolto di mezzo il doppio binario commerciale - volontario potrebbe portare nuova linfa al progetto alternativo ad Android.

Questo caso è però esemplare nel dimostrare quanto un progetto open source possa essere debole, specie quando scende nell'agguerrito terreno degli affari, scontrandosi con interessi commerciali enormi e un colosso inavvicinabile come Google. Resta poi l'incognita del modello di business: pur essendoci numerose aziende che vivono sull'open source, è impossibile stabilire un modello valido per tutte. Del resto la storia insegna che avere un valido prodotto è solo uno dei requisiti necessari per riuscire ad avere successo.

Allo stesso tempo un progetto open source è indistruttibile: quando il codice è aperto, nessun progetto è mai veramente finito.
il 28 December 2016 16.39

23 December 2016

Ci sono molti modi per riuscire a fare questo, oggi ve ne spiegherò uno dei più semplici, ma a patto che voi siate utilizzatori di un PC con sistema operativo Linux e possiate amministrare la vostra macchina.
il 23 December 2016 19.01

Xchat2 client addio. Benvenuto HexChat

Paolo Garbin (paolettopn)

Questo client IRC è disponibile per varie piattaforme (linux, Windows, MAC), HexChat ha aggiunto diverse migliorie al programma semplificando l'interfaccia iniziale per i principianti.
il 23 December 2016 17.23

20 December 2016

In the past few years, Internet of Things or IoT, in short, has become the fuzzword of the industry. It was believed that IoT will be beneficial to consumers and businesses alike as big data can be connected and there is the possibility of creating higher levels of automation. However, there were also speculations that it would help cybercriminals in hacking and cyber-attacks. There are shortcomings in the development process of IoT devices which make them vulnerable to hacks. This is really a matter of concern for all emerging industries that deal with the IoT.

Here are facts that prove the concerns are not without reason.

Are Businesses Ready?

While it is said that the users of IoT would rise exponentially by 2020, IT professionals are still not sure if companies would be ready to handle IoT. This is no small number, but 85% of the technical world was surveyed, and this emerged as a top concern. The reason is that they are not sure if IoT devices can be recognized immediately once they connect to the network. There is a high chance of the network getting infected once the connection is up.

How Secure is the IoT?

Another primary concern is security. The speed of coding is what matters a lot now. Developers or businesses do not care about security much, as it is not good to be late in developing IoT devices. Hence it is the speed of coding that comes to mind for the developer, rather than security. While it may occur to many researchers that scrutiny can be done while the app approaches completion, it has to be understood that fixing the security problem can be done too late. Usually, software development involves testing in the later phases, and this means there is a change of something wrong when one is in a hurry in completing the development process. But, if business owners can go for white box testing methods, which is testing at an earlier stage, or bring in automated testing systems, they can steer clear from this concern.

Why do Hackers Love IoT?

Considering the vulnerabilities that are found with IoT baby monitors, for example, hackers would love to do reprehensible things like change the settings of your cameras or monitor your live feeds. We’ve seen enough such cases in the last few months to know that this is a real risk. The situation is similar when cars are connected to the Internet. Hackers can do things ranging from taking the entertainment system under control to shutting down the entire car. Wearables and devices that deal with patients can end up being controlled by hackers as well, and with the latter, consequences can even be fatal.

But it is not going to be a problem always, as major companies that deal with the IoT have taken actions to respond to these challenges. Unfortunately, there is no quick fix as many small businesses are developing IoT and only the giants have yet started responding to fix the security vulnerabilities.

The Importance of Being Protected

Anything that has been connected with the Internet has to be protected. While protection is essential, getting it from the right place is a crucial step. For instance, you can look for an Internet security system that integrates software, hardware, and cloud for all in one smart home security. It is not just a computer, laptop, or your mobile phone that gets protected, but also baby monitors, wearables, gaming consoles, and smart TVs would get the protection required. Such a gadget works as a home-wide antivirus software, so that none of your smart devices can function as breach points for possible hackers.

Another solution is to avoid using cheap devices. Getting devices with new 64 bit x86 CPUs seems to be an efficient solution, but this does not come cheap. It really is time for more security and standardization from chipmakers. Lack of calibration can lead to more problems, and that’s the last thing needed. With lesser platforms to allocate fewer resources for security, there is a demand for the development of higher core chips, which are part of the solution for the problem at hand.

Conclusion

It is essential that countinuous testing is done at the earlier stage of the System Development Life Cycle (SDLC) so that the changes can be done at the initial levels. Data encryption should be done with data authentication and verification at the earlier as well as later stages of the development cycle, to develop safe and secure IoT devices.

The post Security Concerns on the Rise for IoT Devices appeared first on deshack.

il 20 December 2016 14.18

15 December 2016

Documentazione Wiki: Novembre 2016

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Documentazione wiki, novembre 2016

Foto originale: Frozen by fernando garcila redondo

 

Ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante il mese di Novembre.

  • File Manager: introduzione ai gestori di file disponibili per Ubuntu e derivate.

  • Window Maker: installazione di questo window manager leggero.

  • PekWM: installazione e configurazione di una sessione di PekWM in Ubuntu e derivate.

  • JWM: installazione e configurazione di una sessione di JWM in Ubuntu e derivate.

  • LaTeX: installazione dei pacchetti, configurazione e utilizzo di LaTeX.

  • Software Raid: strumenti e metodologia per la creazione di un Array RAID di tipo Software.

  • Linguist: editor per tradurre file con estensione .ts, utilizzati per la traduzione di applicazioni in cui è disponibile il supporto Qt.

  • Poedit: editor per tradurre file con estensione .po, utilizzati per la traduzione di applicazioni per le quali sia disponibile il supporto Gettext.

  • Acer Aspire 5750G-2414G50Mnkk: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS e 14.04 LTS.

  • Acer Aspire ES1-111M-C1LE: resoconto dell'installazione di Ubuntu 16.04 LTS e 16.10.

 

Desideriamo ringraziare gli utenti gem1978, erbasox, wilecoyote, ivantu e cialu per l'incredibile lavoro svolto.
Per maggioro informazioni, consulta la pagina Lavoro Svolto.

 


A cura del Gruppo Doc
Vuoi contribuire al Wiki? Comincia subito!

il 15 December 2016 10.45

09 December 2016

Grazie al team di ASUS, oggi testeremo assieme il nuovissimo dispositivo: l’ASUS DSL-AC56U, un modem dalle mille potenzialità con il giusto rapporto qualità/prezzo.

Il dispositivo, oggetto di questa recensione, è sia un router che modem ADSL/ADSL2/vDSL2 e dispone di connettività 802.11ac 2×2 Wi-Fi con una velocità di trasferimento dati dual-band combinate fino a 1167 Mbps.

Caldamente consigliato per uso domestico oltre che per piccole aziende grazie al modulo ASUS AiRadar che migliora la stabilità del modulo Wi-Fi oltre che ad un decisivo incremento della copertura. Ovviamente scontato dire che questo modem non vale solo per questo ma per anche tante altre caratteristiche 🙂

Design e caratteristiche

All’interno della confezione dell’ASUS DSL-AC56U troviamo il classico cavo di rete RJ-45 che ci permette di connettere un computer (ad esempio) al router attraverso la porta Ethernet, un CD di supporto quindi, manuale e software di gestione, un filtro splitter, una guida rapida, un cavo telefonico RJ-11.
Certo, trovate anche il modem DSL-AC56U che sfoggia la sua piena eleganza e modernità, cose di cui ASUS da tempo ci vizia! 🙂

Esaminando invece il modem troviamo diversi LED che indicano rispettivamente il 5GHz, il 2.4GHz, la USB, LAN1-4, Internet, DSL (modalità modem), WAN (modalità router) e infine l’alimentazione.

Nella parte laterale a destra sono presenti dei tastini che ci permettono di attivare/disattivare la connessione Wi-Fi e abilitare o meno il sistema d’accesso WPS, sistema che permette di accoppiare in maniera veloce.

Per quanto riguarda la parte posteriore del modem, troviamo le 4 porte LAN (che supportano una trasmissione fino a 1Gigabit), 2 porte USBaccavallate” che ci permettono di poter collegare una stampante, uno scanner, hard disk esterni o una chiavetta SIM che fornisce connettività 4G o 3G.
Troviamo inoltre, una porta WAN (se utilizziamo la modalità router), la porta RJ-11 utilizzato per ricevere la connettività internet attraverso il cavo telefonico, un tasto di reset, porta per alimentare e infine, un tasto per accendere o spegnere il dispositivo.

Supporto ADSL e Fibra

Ci tenevo ad aprire un piccolo capitolo a riguardo perché spesso vi chiedete se avete la compatibilità o meno.

Sì, avete la piena compatibilità oltre che la massima prestazione disponibile grazie alla CPU di Mediatek MT751X che si destreggia molto bene tra le connessioni DSL e le più veloci VSDL2. Cosa vuol dire in pochi termini? Vuol dire che questo modem router potete usarlo per le classiche ADSL 20MB fino alle reti in fibra che toccano 200MB/s.

Costa poco e quindi mantiene pochi dispositivi..

ERRATO! Quando parlavo di ottimo rapporto qualità/prezzo è perché questo modem router è in grado di offrire un multitasking eccellente fino a 300 mila sessioni in contemporanea senza perdere un solo colpo!
Fantastico vero? Niente più imprecazioni per ping elevati o banda non disponibile per i vostri streaming o sessioni di gioco.

Modulo Wi-Fi: performance e copertura

Considerando che nel mondo odierno siamo sempre più “invasi” dai dispositivi con questo modulo e da gente che ormai non fa altro che chiedere la password a casa nostraEEEHMMMM
Per fortuna non abbiamo problemi, siamo in grado di aprire anche una rete per gli ospiti e non dobbiamo neanche preoccuparci di eventuali giudizi dei nostri amici a riguardo perché ASUS ha pensato anche a ciò.
Tecnologia 2×2 Wi-Fi con velocità di trasferimento dati fino a 1167 Mbps grazie alla modalità dual-band combinate.
Per la banda 5GHz con 802.11 AC, tocchiamo 867Mbps mentre per la banda 2.4GHz con 802.11, arriviamo fino a 300MBps.

Ci tengo ancora una volta a ricordarvi del sistema proprietario ASUS AiRadar, un sistema che è in grado di spremere al massimo le performance, aumentare la stabilità e coprire un’area fino al 150% in più rispetto ai modem router tradizionali.

Interfaccia Web

Mi dispiace ragazzi, qui vi dovete fidare sulla parola e non posso spiegarvi tutto.. Impiegherei almeno altre 4/5 pagine ma potete avere un piccolo riassunto dettagliato su QUESTA PAGINA.

L’interfaccia web è bellissima oltre che piena di mille funzionalità ma ben categorizzate.. Non perdetevi! 🙂

Provo a riassumere a grandi linee..
Possiamo impostare e controllare tutte le applicazioni di rete attraverso l’interfaccia e con un solo clic. Ovviamente il tutto è tradotto nella nostra lingua italiana e non avrete molti problemi nella configurazione.
Infinite sono le cose che potete impostare a partire dalle impostazioni della vostra connessione ADSL o VSDL per quanto riguarda il SNR (Signal to Noise Radio), il DLA (Dynamic Line Adjustment), l’Rx AGC GAIN Adjustment e così via.. Vi avevo avvertito! 🙂

Tra le tante altre cose troviamo anche l’ottimizzazione della banda per diverse cose grazie alla presenza del QOS ossia, Quality of Service. In questa sezione riusciamo a controllare ed analizzare il traffico dati sulla nostra rete in tempo reale per quanto riguarda lato Wireless ed Ethernet. Naturalmente potremmo anche regolare diversi parametri come la priorità.

Molto sensato è la presenza del sistema di backup attraverso le funzionalità di AiCloud che ci permette di fare salvataggi in tempo reale dei dati su USB, su rete e così via.
Funzionalità interessante è il Server Center che ci permette di sfruttare l’hard disk esterno collegato via USB per realizzare un Media Center DLNA e quindi avremo la possibilità di guardare filmati presenti da ogni dispositivo (senza rallentamenti, ricordatevelo!)

Concludiamo il piccolo capitolo che sarà molto apprezzato da chi scarica da internet e non vuole avere sempre il PC acceso oltre che al non voler acquistare un NAS.
Di cosa parliamo? Parliamo del Download Master, funzionalità avanzata che ci permette di scaricare attraverso vari protocolli quali HTTP, FTP, NBZ, TORRENT o ed2k. Basta premere un “+” e via al divertimento! 🙂

Conclusioni

Cosa dire, sulla luce dei test effettuati e sull’ottima interfaccia web per la gestione, l’ASUS DSL-AC56U è davvero un prodotto fantastico oltre che ottimo parlando di rapporto qualità/prezzo.

La cosa che mi lascia perplesso, un po’ come vedo in TUTTI i modelli (non mi riferisco ad ASUS) è la mancanza delle porte USB 3.0 e aggiungerlo in produzione non dovrebbe costare chissà cosa.. Chissà, magari un giorno ce lo spiegheranno.
Dopotutto la differenza in termini di trasferimento dati tra la versione 2.0 e la 3.0 è davvero abissale.

Per il resto voglio dare tutte le mie lodi per l’eccellente stabilità della connessione riuscendomi a dare sempre la massima performance grazie alla configurazione dinamica che applica. Credo di non essere mai stato così contento.

Forse, una cosa che andrei a riguardare è il sistema di raffreddamento ma noto solo leggero surriscaldamento, niente di particolare ma non vorrei che a lungo andare facesse brutti scherzi con la presenza di polvere.

Ragazzi, io ve lo consiglio! 🙂

Per acquistare il modem router ASUS DSL-AC56U, fai clic qui!

L'articolo ASUS DSL-AC56U – Modem Router – Recensione sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 09 December 2016 19.56
Categoria: 

Installare Snap con Ubuntu Software

 

 

È disponibile da pochi giorni un aggiornamento di Ubuntu Software - lo strumento per installare i programmi in Ubuntu 16.04 LTS e 16.10 - che consente nuovamente l'installazione dei pacchetti snap. Questa notizia ti sorprende? Ecco un riassunto veloce dell'accaduto.

 

Ad aprile 2016 è stato rilasciato Ubuntu 16.04 LTS, il quale ha introdotto per la prima volta nel settore "desktop" i pacchetti snap. Questi nuovi pacchetti erano installabili sia tramite Ubuntu Software che tramite terminale. A causa della loro giovane età, molte funzionalità e correzioni sono state aggiunte solo successivamente: ad esempio è ora necessario usare il comando sudo per effettuare il login nell'Ubuntu Snappy Store con un account Ubuntu One (noto anche come Ubuntu Single Sign On) prima di installare i pacchetti snap. Ed è proprio qui che sono sorti i problemi.

 

Infatti Ubuntu Software non viene avviato con i permessi di amministrazione, quindi per un certo periodo di tempo non è stato più possibile effettuare il login nell'Ubuntu Snappy Store se non tramite terminale. In altre parole, niente più snap da Ubuntu Software. Fortunatamente ora le cose sono cambiate e da pochi giorni è disponibile un aggiornamento che risolve il problema. Per aggiornare Ubuntu Software è sufficiente avviare Aggiornamenti software e installare tutti gli aggiornamenti proposti, quindi riavviare il PC.

Fatto questo, potrai installare tutti gli snap che desideri!

 

Fonte: launchpad.net
Fonte: launchpad.net

il 09 December 2016 12.26

03 December 2016

Categoria: 

Canonical ha recentemente annunciato che intraprenderà azioni legali contro un hosting europeo di cloud, server virtuali e dedicati per la violazione del trademark di Ubuntu.

Ubuntu è software libero, e chiunque può scaricarlo, usarlo, modificarlo e ridistribuirlo. Quando si ridistribuisce una versione modificata però non si può usare il nome "Ubuntu", a meno che le modifiche non siano approvate da Canonical. Questo permette agli utenti di avere la garanzia che quando scaricano Ubuntu stanno scaricando un sistema veloce, sicuro ed affidabile.

Ci sono però alcuni hosting che forniscono ai loro clienti immagini di Ubuntu modificate e non certificate da Canonical: queste immagini hanno spesso problemi di sicurezza, mancano funzionalità e sono meno performanti. Di conseguenza, Canonical ha annunciato che, dopo mesi di tentativi di discussione inutili fra le parti, avvierà una causa legale per violazione del trademark contro una di queste compagnie.

Fonte: insights.ubuntu.com

il 03 December 2016 15.11

02 December 2016

Categoria: 

La documentazione wiki di Ubuntu-it rappresenta il "luogo di raccolta" di tutte le guide riguardanti l'installazione di Ubuntu, l'abilitazione dei dispositivi hardware più disparati, l'amministrazione del sistema, la gestione della sicurezza, la risoluzione dei problemi e tantissime altre informazioni. L'esistenza di una documentazione wiki separata dai manuali ufficiali del sistema operativo è di vitale importanza per una comunità in continua crescita come la nostra. Essa nasce infatti dalla necessità di raccogliere tutte le procedure più importanti e assenti nei manuali ufficiali in un unico posto, liberamente accessibile per chiunque!

La documentazione wiki ha un gruppo di lavoro che si occupa della sua manutenzione, supervisiona le attività degli utenti e si confronta con loro per migliorare la piattaforma. Tuttavia il Gruppo Doc non possiede (ancora) il dono dell'onniscienza, per questo è essenziale la partecipazione di tutta la comunità, senza la quale un wiki non potrebbe sperare di sopravvivere. Dunque cosa aspetti a darci una mano?

Si comincia!

http://www.ubuntu-it.org/news/2016/01/25/domande-e-risposte-sulla-documentazione-wiki

Ottenere le informazioni essenziali per partecipare è facile come...leggere le FAQ ;)"Cos'è un wiki? Come si scrive la documentazione?" Leggi questo articolo per trovare le risposte alle domande più frequenti, abilitare il tuo account e iniziare a scrivere.

Sezione Notebook

Un buon punto di partenza consiste nel compilare il resoconto dell'installazione nel tuo notebook o netbook di Ubuntu o di una sua derivata ufficiale. Con questa procedura imparerai a creare nuove pagine e a modificare il testo di una guida, semplicemente consultando questo articolo. Se non hai un notebook, naviga la documentazione e dedicati a quello che preferisci. Se trovi degli errori, correggili!

http://www.ubuntu-it.org/news/2014/11/11/aggiornamento-sezione-notebook

Guide da revisionare

CategoryDaRevisionare

La documentazione wiki va mantenuta aggiornata per essere al passo con i tempi. Ma come sapere quali guide hanno bisogno di una rinfrescata? Ebbene, esiste un elenco di guide obsolete e si trova nella pagina Category Da Revisionare ;) Potrai scegliere la pagina che più ti aggrada e dedicarti al suo aggiornamento, tramite una pagina di prova ovviamente!

Creare nuove guide

La documentazione non va solo aggiornata ma anche rinnovata! Potrai proporci nuove guide utilizzando la sezione del forum dedicata alla documentazione. Troverai a risponderti moltissime persone, membri del gruppo doc, del gruppo forum e altri utenti che dedicano il proprio tempo libero alla documentazione.

http://forum.ubuntu-it.org/viewforum.php?f=46

Dove trovo le novità della documentazione?

http://www.ubuntu-it.org/news/documentazione

Con cadenza variabile (ovvero, quando ce ne ricordiamo) il Gruppo Doc pubblica sul suo blog le ultimissime news riguardanti la documentazione wiki. Troverai i resoconti delle attività svolte, aggiornamenti e nuove guide, consigli, progetti e tanto altro.

Ti aspettiamo!

 


A cura del Gruppo Doc

Vuoi contribuire al Wiki? Comincia subito!

il 02 December 2016 13.17

30 November 2016

Asus Zenfone 3 MAX

Ciao ragazzi!
Ringraziando il team Asus oggi parleremo dello smartphone ASUS ZENFONE 3 MAX. Un telefono che non ha prestazioni elevate ma grazie all’interfaccia ZenUI abbiamo ottima fluidità ed elevata autonomia grazie anche all’elevata capacità. Dopotutto quest’ultimo è il cavallo di battaglia 🙂

Confezione e contenuto

All’interno della confezione troviamo un caricatore da 2mAh, delle cuffie in-ear con gommini e ovviamente con un cavo micro USB.
Insieme a ciò, c’è un particolare adattatore ossia l’OTG che ci permette di collegare le chiavette USB al nostro telefono (vengono riconosciute tutte) e sentite bene…. Con l’adattatore possiamo donare energia (e quindi ricaricare) ad altri dispositivi.
Molto comodo in caso di emergenza perché qualsiasi cosa abbia entrata USB come una ventolina, viene alimentata.

Materiali costruttivi e feeling al tocco

Zenfone 3 Max, un design che può sembrare già visto se siete pratici di telefoni asiatici.

Rispetto alla conosciutissima famiglia Zenfone 2 dello scorso anno, è rivestito di materiali di qualità di gran lunga superiori. Ad esempio, tutto il corpo è rivestito in metallo ed è molto arrotondato nei lati ma, potete stare tranquilli in quanto la presa è abbastanza buona.

Il suo peso si aggira sui 148 grammi, forse un po’ troppo rispetto alla sua grandezza, un 5,2″ ma sta a voi decidere perché tutto dipende dall’abitudine. Certo, considerate che il peso va anche in relazione alla capienza della batteria e che sinceramente non dovreste avere problemi di peso in quanto il tutto è abbastanza compatto tanto che l’utilizzo con una sola mano è possibile.

Su questo dispositivo abbiamo la presenza di tasti fisici che si trovano sul lato destro del telefono. Non rilevo scomodità.

Caratteristiche Hardware

Nell’introduzione parlavo di processore non di elevate prestazioni: parliamo di un Mediatek MT6737M, un processore quad-core da 1,25GHz con GPU Mali T720MP2.
Il telefono è equipaggiato inoltre di 3GB di RAM e di 32GB di memoria interna che possono essere estesi se al posto della seconda SIM inseriamo una microSD.

Esatto, seconda SIM quindi abbiamo il supporto per due SIM e, parlando di connettività dati, per la 4G fino a 150Mbps.
Per il resto abbiamo Wi-Fi b/g/n, Bluetooth, 4.0 e radio FM. Ciò che manca in realtà è l’NFC e il supporto per la banda Wi-Fi da 5GHz.

Novità della famiglia Zenfone è il lettore di impronte digitali sul retro. Purtroppo non è eccellente nella precisione e velocità tanto da poter richiedere di effettuare un secondo tentativo di lettura.

Parlando di multimedia, lo speaker è posizionato sul retro nella parte inferiore.
A mio parere ho riscontrato 2 difetti: quella zona è piatta quindi se lasciamo il telefono, sentiremo di meno. L’altro difetto è che a massimo volume si sente basso. Non mi ha proprio convinto.

Comparto fotografico

Il dispositivo è equipaggiato inoltre di due fotocamere.
La principale è una 13 megapixel ƒ/2.0 con un singolo flash LED.
La messa a fuoco è buona se non perfetta così come la velocità di scatto e salvataggio della foto. Il risultato è davvero buono se siamo in un ambiente molto illuminato e l’HDR funziona discretamente. Quest’ultima opzione va attivata manualmente e la resa del colore è piacevole e non esagerata.

Con poca luce invece cominciamo i problemi in quanto si vede leggermente l’effetto disturbo ma tutto sommato il risultato non sarà pessimo come i telefoni di fascia bassa. Bisogna avere una mano ferma!
Per quanto riguarda la modalità attivabile con poca luce, abbiamo un’ottima resa di illuminazione ma la risoluzione sarà quella che sarà.
Molte sono comunque le opzioni attivabili così come la super risoluzione che permette di fare scatti di altissima risoluzione. Non aspettatevi una qualità come una Canon eh!

Per la fotocamera frontale invece è una 5 megapixel che non è neanche lei male. Diciamo che vi permette di fare selfie senza vari fronzoli. Ovviamente dimenticavo che la fotocamera principale vi permette di girare video in Full HD.

Caratteristiche del display

Il display del dispositivo è, come dicevamo, un 5,2 pollici IPS con una risoluzione HD (1280 x 720 pixel).
Forse, la cosa che non mi convince sono le cornici laterali che essendo spesse portano ad avere una larghezza superiore allo standard. Sembra avere più pollici come un 5,5″.
Comunque sia, le immagini hanno colori buoni così come lo è anche la luminosità. Tra l’altro, la luminosità automatica funziona abbastanza bene.
Parlando di gesture, il display a schermo spento le riconosce ma secondo il mio punto di vista, vengono ignorate a causa della presenza del lettore di impronte sul retro.. O forse no se il lettore fallisce.

Software

Come dicevamo, il software è il punto di forza di questo telefono! Grazie all’ottimizzazione del team tecnico di ASUS, ogni cosa gira fluida senza troppi problemi. La personalizzazione è un altro dei punti di forza.
Proprio per la personalizzazione non mi metto ad elencare tutto ciò che è disponibile così come le funzionalità di Android 6.0 Marshmallow ma mi limiterò sul generale.

Come detto, una marea di impostazioni tanto da far sentire spaesato l’utente inesperto.. Forse è un po’ esagerato?
Cosa possiamo personalizzare? Beh, ovviamente abbiamo il cambio delle gesture, modificare le icone, la dimensione della griglia, rimuovere il menu delle app (drawer), cambiare il tema e così via.. Sembra poco detto così ma fidatevi 🙂

Lato software, nella prima accensione troviamo molta roba preinstallata come le app per i social così come la gestione del telefono.
Altre cose sono MiniMovie per la realizzazione di un collage delle foto, Game Genie per fare streaming su Twitch e YouTube, galleria delle foto, QuickMemo, archivio dei file e il browser Google Chrome (che sostituisce quello di default che c’era).

Autonomia

La batteria presente ha una capacità di 4130mAh che, assieme al processore che richiede poca energia, riesce a garantire un’ottima autonomia. Purtroppo non di pari livello così com’era il suo precedente (che aveva una capacità di 5000mAh e CPU Snapdragon 410) ma non ci si può lamentare a fronte di una durata di 2 giorni con utilizzo medio e quasi una giornata e mezza con utilizzo intenso e una giornata con utilizzo molto intenso.
Per la ricarica abbiamo l’adattatore con elevata capacità che ci permette di essere di nuovo disponibili in circa due ore.
Mi dispiace che comunque confrontato allo Zenfone MAX, ha una autonomia inferiore del 40%.

Comparto Telefonico

Non c’è nulla da dire a riguardo o forse sì, a mio parere la gestione è stata peggiore rispetto allo Zenfone 3 base perché qui non ci sono possibilità di gestire una suoneria diversa per le SIM.
La cosa che ho apprezzato è la presenza di default di poter registrare la chiamata. Tuttavia, la qualità della chiamata però non è una delle migliori.

Acquista ASUS Zenfone 3 MAX

Il prezzo del telefono si aggira sui 199€. Ottimo rapporto qualità prezzo.

Acquista l’Asus ZenFone 3 Max Smartphone, Memoria Interna da 32 GB, Dual-SIM, Argento [Italia]

L'articolo Asus Zenfone 3 MAX – Recensione sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 30 November 2016 18.04
Categoria: 

Ubuntu.png

 

È ufficiale la scaletta di rilascio della futura versione di Ubuntu, nome in codice Zesty Zapus.
Ecco le date più importanti da tenere a mente.

 

  • 29 Dicembre: Alpha 1 → alcune derivate ufficiali rilasceranno la prima versione alpha.

  • 26 Gennaio: Alpha 2 → anche in questo caso disponibile solo per alcune derivate.

  • 16 Febbraio: Feature Freeze

  • 23 Febbraio: Beta 1 → alcune derivate ufficiali rilasceranno la prima versione beta.

  • 23 Marzo: Final Beta → Ubuntu rilascia la sua versione beta.

  • 6 Aprile: Release Candidate

  • 13 Aprile: Rilascio Finale → Zesty Zapus è pronto!

 

Per informazioni più dettagliate, puoi consultare la pagina wiki Rilasci/ZestyZapus

Durante tutto il periodo di sviluppo la comunità italiana organizzerà diverse iniziative: pubblicazione di notizie sul sito e nella newsletter settimanale, discussione delle novità sul forum, preparazione della documentazione wiki... Se vuoi partecipare, non esitare a farti avanti!

il 30 November 2016 08.47

23 November 2016

Documentazione Wiki: ottobre 2016

Ubuntu-it Gruppo Doc

Categoria: 

Documentazione wiki: ottobre 2016

Foto originale: TCP118v1 by Tiziano Consonni

 

Seppure in ritardo, ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante il mese di ottobre.

Aggiornamenti e novità

  • Garmux: aggiornamento dei navigatori Garmin Nuvi sfruttando le mappe open source di Open Street Maps.

  • Raspberry Pi: installazione delle versioni di Ubuntu disponibili per questa piattaforma hardware.

  • Fvwm: installazione e configurazione di questo window manager estremamente leggero.

  • Modalità di Ripristino: utilizzo della modalità di ripristino presente nel menu di Grub per ripristinare il funzionamento di un'installazione di Ubuntu danneggiata.

  • Google Earth: installazione di Google Earth in Ubuntu e risoluzione di problemi comuni.

  • Netboot da Internet: configurazione del computer per effettuare un'installazione Netboot di Ubuntu con avvio da file salvato su disco rigido.

  • LibreOffice: installazione, aggiornamento e personalizzazione di questa nota suite per ufficio.

  • Percentuale Calcolatrice: utilizzo della funzione percentuale % in Ubuntu per smartphone e tablet.

Yakkety Yak!

Come per le versioni precedenti, sono state aggiornate anche le pagine più importanti prima del rilascio di Ubuntu 16.10. Puoi trovare tutte le modifiche effettuate nella pagina GruppoDocumentazione/Yakkety.
Per maggioro informazioni, consulta la pagina Lavoro Svolto.

 


A cura del Gruppo Doc
Vuoi contribuire al Wiki? Comincia subito!

il 23 November 2016 13.40

22 November 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 040/2016

 

È disponibile la newsletter N° 040/2016 della comunità di ubuntu-it. In questo numero:

  • L'evoluzione di Unity 8 tra Ubuntu 17.04 e Ubuntu 18.04
  • Si avvicina il rilascio di OTA-14 per Ubuntu phone e tablet
  • Nuova nomina MOTU
  • Rilasciati i nuovi driver open source Radeon e Amdgpu per GNU/Linux
  • Firefox 50 approda su Ubuntu
  • Rilasciato GNOME 3.22: il futuro è adesso

Per visualizzare la newsletter online, consulta questa pagina.
È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.

il 22 November 2016 21.03

17 November 2016

Small startup companies only stay small for a short while. Over time, they will develop into a big business that needs to operate just like any other in the field. When this size change occurs, it is important to perform a few important tasks. There are several key tasks to accomplish once the business grows to ensure it can continue to develop appropriately.

Implement the Right Software Tools

Many small businesses only have basic software integrated into their systems. They can keep track of invoices, reach out to customers, and manage data. A big business will have to do things on a much more larger scale, requiring the right software tools to handle the job. Customer Relationship Management should be handled appropriately, allowing companies to generate leads quickly and reach out to long-time customers regularly.

Another key component of this is in terms of facility management. There are more employees, customers, and business aspects to manage and keeping a functioning facility is essential. Maintenance management software for facilities management is best for large businesses with options like IFS Enterprise Asset Management, NetFacilities, and Maintenancec Connection as possible choices. There options allow business owners to monitor productivity levels, improve equipment efficiency, manage documents, track finances, and much more.

Even if you are growing and haven’t hit the “big business” zone, facilities management is still important and there are solutions for smaller business as well.

Beef Up Security

The larger the business, the larger the target is for criminals. This refers to two things, both people attempting to steal goods and people attempting to steal information. As a business grows, it is important to beef up security with it to prevent information or goods from being taken.

Cyber security is one of the most important aspects, as there is a slew of information available on the software systems that could allow identify thieves to hack the system and steal information. The right practices need to be put in place so the data cannot be compromised. It is wise to have a risk management assessment performed on the system to determine which areas need more security, and which are well protected. Understanding what to do in case of a breach is also important. Most states have breach laws that require businesses to notify all parties who have their information stolen.

Hire New Talent

New talent should not be hired after the business has expanded. Instead, it is important for business owners to begin working on finding new employees for their company before it ever grows. Employers should train new people beforehand so they are ready to begin immediately once the business grows and their knowledge and experience is needed.

Adapt New Technology Overtime

A big business cannot simply upgrade their technology and software once and never do so again. New technology should be integrated into the business regularly. It is important to adapt new technology overtime so that the business stays with the times and can compete with others utilizing the same technological advances. It is the only way to ensure the company is brought into the future and not left behind.

A small startup will eventually grow into a big business. When this happens, the business owner is going to want to be sure they have already begun working on a few important tasks. Not only should security be beefed up to protect data, but new employees are needed, technologically advances should be made, and the right software should be utilized.

Completing these tasks will help a smaller company grow into the best big business it can be.

The post Key Tasks to Accomplish Once Your Small Startup Becomes a Big Business appeared first on deshack.

il 17 November 2016 08.51

15 November 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 039.2016

 

È disponibile la newsletter N° 039/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Ubuntu Online Summit: 15-16 November 2016
  • In arrivo il primo UbuCon europeo
  • Ubuntu Budgie è ora una derivata ufficiale Ubuntu
  • Disponibile la versione finale 13.0.0 delle librerie grafiche Mesa 3D per le distribuzioni GNU/Linux
  • LibreOffice 5.2.3 fresh disponibile per il download
  • SoundNode. Una desktop app opensource di SoundCloud per Ubuntu
  • Succede su Chiedi
  • Statistiche del gruppo sviluppo

È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.
Per visualizzare la newsletter in linea, consulta questa pagina.

il 15 November 2016 21.42

11 November 2016

Meeting Ubu-it 2016

Jeremie Tamburini

Il meeting 2016 di ubuntu-it verrà ricordato per le emozioni forti e la mancanza di mezzi termini. La comunità sta cercando di ricostruirsi ma in tempi di crisi fa presto a piovere sul bagnato.
Il tempo di arrivare al Ramada e realizzare che la lista partecipanti per i motivi più vari si è assottigliata, perdendo fra gli altri Diego Prioretti e Dario Cavedon (un abbraccio a distanza ai due!) che avrebbero dovuto sostenere parte dei talk… tanto quanto basterebbe per gridare “OK panico!”.

Invece ne verrà comunque fuori una giornatina da ricordare.

13.jpg

PIETRO, MATTIA E IL FORMAT
Pietro Albini e Mattia Rizzolo sono stati i due personaggi che hanno preso la situazione in mano. Non era facile. È vero che nonostante la giovane età hanno già maturato qualche anno di esperienza in ubuntu-it, però non è il massimo del comfort domare una carrozza allo sbando. I due lo hanno fatto, hanno dettato i tempi del meeting e guidato il susseguirsi degli eventi con il loro stile. Complimenti!

7.jpg

Ero scettico sul format adottato: talk la mattina e jam al pomeriggio. In realtà si è rivelata una buona cosa. In questo modo persone di un gruppo che non hanno mai la possibilità di trovarsi faccia a faccia, possono interloquire per diverse ore sulle varie problematiche. Durante i talk questo non sarebbe potuto succedere.

LE COSE CHE SCALDANO IL CUORE
Le persone esterne a ubuntu-it che si aggiungono ai nostri meeting, spesso vivono nelle vicinanze. Durante una pausa nel corridoio, parlando con due ragazzi giovanissimi, salta fuori che sono arrivati addirittura da Roma :) …e di certo NON siamo i Pink Floyd!
Uno dei motivi principali della loro visita era di conoscere direttamente le persone, prima di partecipare a uno dei nostri progetti. Nel mondo iper-connesso di oggi questa cosa del partire dal conoscersi di persona ha del sorprendente.

2_2.jpg

Nella jam pomeridiana poi, con la coda dell’occhio ho notato che erano al tavolo con Marco Trevisan. Ho ripensato a una cosa bella di quest’ambiente. Marco è stato assunto ormai da diversi anni per lavorare su Unity. I suoi talk sono una presenza frequente nei meeting e ci illustrano le ultime evoluzioni delle tecnologie presenti su Ubuntu. E così è stato anche quest’anno.

3.jpg

La cosa bella sta proprio qui, in eventi di questo tipo è possibile scambiare due parole faccia a faccia con personaggi in prima linea nei progetti open. Un po’ come se un appassionato qualsiasi di motori si ritrovasse a scambiare quattro chiacchiere con gli ingegneri della formula 1 come se nulla fosse. Ah.. e nel caso avesse una buona conoscenza in materia, le sue idee potrebbero essere prese in considerazione per eventuali evoluzioni sul progetto!

GRUPPO DOC & GRUPPI
Questa volta toccava anche a me chiacchierare. Ho ripercorso le tappe principali del gruppo doc che sta vivendo un periodo positivo, grazie all’entrata da fine 2014 a oggi di nuovi componenti estremamente validi. Dopo periodi di desolazione, per me e Matteo Lazzari è quasi una ricompensa divina per aver tenuto duro.

Senzanome.png

Alessandro, Andreas, Giulio e Iononsbalgiomai del Gruppo Doc

Essendo questo un periodo in cui diversi gruppi stanno attraversando delle difficoltà, il talk voleva essere anche un modo per evidenziare alcuni dei punti chiave del successo magari di spunto per altri:
– semplificare quanto più possibile burocrazie e regole. Da noi è stato tutto ridotto all’osso, sia per gli utenti che scrivono guide, sia per chi entra a far parte dello staff.
– Se il gruppo mira a raccogliere quanti più partecipanti, valutare l’utilizzo delle piattaforme per il coordinamento (forum, mailing list, chat..). Per il gruppo doc la presenza sul forum è importante anche per ampliare il contatto col pubblico. Se il gruppo operasse solo su mailing list finirebbe per isolarsi.
– Trovare attività “entry level”, ossia abbordabili e/o accattivanti per nuovi contributori. Per noi possono esserlo state le guide sui portatili o sugli ambienti desktop, ecc..
– Farsi pubblicità. Sfruttare gli articoli sul Planet che verranno a loro volta amplificati dai canali social (Facebook/Twitter/Google+). Questo permette al pubblico di essere al corrente dell’esistenza del gruppo e delle proprie attività.

DESKTOP REMOTI & LINGUAGGI
Un talk piacevole si è rivelato quello di Giovanni Panozzo su Remmina, software per il desktop remoto. Lo sviluppatore originario del progetto ad un certo punto si è dato alla macchia lasciando il software a se stesso. Ma grazie alla “magia” del software libero questo fatto ha un’importanza relativa. Giovanni e Antenore Gatta hanno rilevato lo sviluppo di Remmina ridandogli linfa vitale.
La cosa bella è venire a conoscenza dei retroscena. Fra GTK che cambiano un giorno si e l’altro pure, il tortuoso mondo della pacchettizzazione e dei maintainer, grafici commissionati che lavorano quasi bene e altro.. ne è venuta fuori un narrazione molto avvincente :)
È stato poi piacevole disquisire alla sera con Giovanni, da buon sysadmin porta con se un bagaglio enorme di esperienze e quindi di aneddoti interessanti.

4.jpg

Saltando di palo in frasca, negli ultimi tempi c’è un linguaggio che giorno dopo giorno sta incontrando sempre più favori fra i programmatori: Rust, linguaggio compilato creato da Mozilla. Ce ne ha parlato il nostro Pietro Albini in un breve talk.
La meta è ambiziosa, in quanto mira a essere un’alternativa ai granitici C e C++, “addolcendone” in parte la sintassi, ma soprattutto introducendo un rigido controllo sulla sicurezza durante la compilazione. Cioè, il compilatore si accorge se il programmatore ha creato dei costrutti che potenzialmente possano generare situazioni indesiderabili.
È probabilmente lo scoglio più ostico da superare per chi ha già esperienza con altri linguaggi. Costrutti che verrebbero compilati in C, C++, ecc.. con Rust restituiscono errore alla compilazione. In altre parole, Rust obbliga a programmare bene.

5.jpg

Aneddoto: rientrato a casa il giorno dopo mi metto a leggere OK panico!, uno dei mie blog preferiti. Neanche a farlo apposta a proposito di GTK e Rust, scorgo questo articolo di Alberto Ruiz, sviluppatore Gnome che incomincia a fare un pensierino a Rust nell’ecosistema Gnome-Gtk :)

IL BELLO DEL MEETING
Incontri di persona gli avatar del forum! :D
Ad un certo punto ti ritrovi un pinguino con la maglia del Palermo e non puoi che gridare “jackynet92!! Sei proprio tu?!!”. OK non proprio :P
Il bello rimane sempre l’incontrarsi di persona. Incontrare Alessandro Viprati (..in gamba anche dal vivo). Devid Filoni, altro pezzo da 90. Poi scopri gente che non avresti mai potuto conoscere perché in ubuntu-it frequenti canali totalmente differenti, e così ti spunta fuori un Alessandro Cecchin :)
E dopo un’astinenza di due anni avevo veramente voglia di ri-incontrare le vecchie conoscenze e parlare e straparlare di Linux.

E le lasagne del Ramada? Le vogliamo ricordare?
Un saluto a tutt….

– Pubblico: Oooooh!! aspetta!! Come “un saluto”?
– Jeremie: Che c’è? Stavo facendo i saluti finali.. ho scritto anche tantino..
– P: E il ristorante?! Non ci racconti niente della cena?
– J: Dai, ma devo sempre fare queste cose? Poi mi prendono per fissato.
– P: Dai “Gèremi”, raccontaci! Alla sera dovevate andare al Broccaindosso, dove letteralmente ti schiantano dalle portate.. dicci com’è andata!
– J: Intanto si pronuncia “Geremì”, come se ci fosse un accento sulla ì..
– P: Ma come?! Non si dice “Gèremi”?
– J: Si scrive J-e-r-e-m-i-e con la “ie” in fondo invece che con la “y”. Potrebbe anche venire il dubbio che non sia un granché anglosassone, no? Inoltre nella versione italiana si dice “Geremìa” e non “Gèremia”.
– P: Ma quanto rompi, ma che razza di nome hai?!!
– J: De’… ora è colpa mia se c’ho quel nome!!
– P: Ohioi, vabbene.. “Geremì” ci parli del Broccaindosso?
– J: OK

Cosa è il Broccaindosso? Un’aberrazione, un luogo che esiste solo nella fantasia, un luogo che si materializza in determinati momenti della vita di un uomo e svanisce altrettanto velocemente ma lasciandoti molto dentro.

Antipasto:
mortazza con pagnottine soffici, prosciutto crudo, insalata con melograna. “E fin qui..” direte voi. Continuo: sfornatino di patate con panna, tortino zucca e formaggio, salsicce e fagioli (si, salsicce e fagioli → antipasto), melanzane alla parmigiana, fiori di zucca fritti e frittata.

Dolce:
vassoio crem caramel, scodella di cioccolata (tipo musse), vassoio tiramisù, tortino di cioccolata con scodella di crema, tortino basso con.. non so bene cosa, scodella con crema di castagne, zuppa inglese, bigne alla crema con scodella di cioccolato fondente.
Fossi lo chef per alleggerire ci inserirei anche un meringato alla panna.

Per la cronaca, mi ero portato l’alkaselzer ma non l’ho usato.

È tutto ;)

9.jpg


il 11 November 2016 03.54

09 November 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 038.2016

 

È disponibile la newsletter N° 038/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Quel tocco in più per la sessione Unity 8 di Ubuntu 16.10
  • Rilasciato Ubuntu Core 16
  • Mythbuntu termina qui: grazie per tutto!
  • ubuntu-it Meeting a Bologna: la Comunità riparte da qui
  • Presentato il nuovo status tracker di Xubuntu
  • Un nuovo editor di testi per Ubuntu Phone
  • Bug riportati
  • Statistiche del gruppo sviluppo

È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.
Per visualizzare la newsletter in linea, consulta questa pagina.

il 09 November 2016 10.16

The lifecycle of a computer or mobile device often keeps in line with Moore’s Law, which states that computing power will double every two years. For your average consumer, it means simply faster and newer features but for the tech-literate, it becomes a game changer because it introduces new technologies and capabilities for developing software and hardware applications.

Because computing technology is cycled so quickly, we are often faced with the dilemma to either hold out until a major upgrade or buy into the next iteration (seen all too frequently with the introduction of smartphones which make minor leaps and bounds compared to the previous model). All this constant shift in the marketplace and desire to acquire newer devices leaves a lot of waste in otherwise capable devices.

It’s very possible that you have at least one or two older smartphones or computers stashed somewhere in your house because you don’t know what to do with them; we hold onto them because they’re still a fantastic tool, but they’re no longer our primary device.

So what you do to preserve the longevity of a computer or mobile device so it’s not just lazily tossed in the trash or kept in one of the junk drawers we all seem to have in the kitchen?

I’ll tell you what…

Sell it

Computers and devices quickly lose their value as new models come out. By the second or third generation, you practically must beg someone to take it off your hands. iPads, iPhones, Android phones, and computer workstations do have value if you’re willing to part with them at the right time. Sometimes a company makes an announcement on the new releases that go sour with the userbase so they agree to stick with older models. Other times the older models are up-to-par with what a person needs so they’re willing to pay. You could, for example, do a look for “sell iPad”, punch in your model, get your quote, and then factor that into the price of the new model you’re seeking.

Donate

There are many impoverished individuals that are smart, but lack the computing devices needed to explore their interests. Consider donating your old devices to local charities or services which place those items in the hands of young individuals whom hold an interest in the industry; with these tools available we will certainly see an expanse on new-comers to the market especially women in tech along with people of color which create a dynamic community that will grow and generate the next wave of innovations for the industry at large.

Dedicated Media Player

one such use for older smartphones I’ve personally put in motion is to purchase a cheap SD card (to expand the memory) and use the now deactivated phone as a media player for the car or when attached to my bicycle during rides. Smartphones are also perfect when paired with WiFi so you could use them as a dedicated remote control for the many streaming apps. Too, you could keep the older apps and hand it off to the younger individuals in the household for game time (without the fear they’ll accidentally purchase in-game items since it’s now disconnected).

Testing Environment

Developers do have access to tools which allow them to test their creations on multiple devices within an environment, but the user experience is equally important in terms of touch and feel. An old device can be a great testing environment for new applications while also giving the correct feel of how it will be used rather than running it through an emulation program at the computer; it will aid in the development.

There are many ways to re-use old devices even if they begin to feel outdated. These devices are still as valuable of a tool as when you first got them – with the exception that they no longer have the flashy features of the newer models; they can still be given new life through dedicated apps, services, or used to move onto the next release without having to be chucked into the landfill so do consider this the next time you’re factoring in an upgrade and figuring out how to add longevity to older systems.

The post Adding Longevity and New Life to Aging Devices appeared first on deshack.

il 09 November 2016 09.29

07 November 2016

Categoria: 

Si è svolto sabato 5 Novembre scorso a Bologna, "ubuntu-it Meeting 2016", l'appuntamento della Comunità Italiana di Ubuntu, presso l'hotel Ramada Encore.

Dopo una pausa di più di un anno, la Comunità Italiana di Ubuntu è tornata a riunirsi nello stesso "luogo fisico", per fare il punto della situazione della Comunità, imparare nuove cose su Ubuntu e sul suo sviluppo, e scambiarsi opinioni su come migliorare Ubuntu e il supporto agli utenti.

 

Il Meeting di quest'anno ha visto la partecipazione di molte facce nuove, segno di un progressivo e naturale rinnovamento, in corso ormai da qualche anno.

 

Alla mattina si sono svolti i "classici" talk, che hanno visto salire sul palco Marco Trevisan, che ha parlato dello sviluppo di Unity8 e Mir, Jeremie Tamburini, che ha parlato dell'evoluzione dell'attivissimo Gruppo Documentazione (che gestisce il wiki della Comunità). E' stata poi la volta di Mattia Rizzolo, che ha parlato di cosa ha fatto e cosa farà il Consiglio della Comunità, che sta lavorando per trovare un nuovo assetto della comunità di Ubuntu.

Giovanni Panozzo durante il suo talk su Remmina

 

Quest'anno la Comunità ha ospitato uno sviluppatore upstream: Giovanni Panozzo, uno dei due sviluppatori principali di Remmina, il software di connessione remota più diffuso su Linux. Giovanni ha parlato di come, insieme allo sviluppatore principale Antenore Gatta, ha "riportato in vita" Remmina (che era stato abbandonato dai precedenti sviluppatori), di quali sono i loro rapporti con le maggiori distribuzioni GNU/Linux e di come si può facilmente contribuire allo sviluppo.

 

Infine Pietro Albini ha parlato delle principali caratteristiche di Rust, il nuovissimo linguaggio di programmazione sviluppato da Mozilla in collaborazione con la comunità open source.

 

Nel pomeriggio, i partecipanti si sono divisi su più tavoli, organizzando diversi jam (sessioni di lavoro informali): sviluppo del nuovo sito web, creazione della documentazione e di come sviluppare su Ubuntu.

 

La giornata si è conclusa in un ristorante di Bologna, dove i partecipanti hanno discusso (e pasteggiato) a lungo, prima di darsi appuntamento al 2017! Una bella giornata di apprendimento e divertimento, sempre nello spirito della collaborazione, della condivisione delle idee e delle conoscenze.

Vogliamo infine ricordare che parte delle spese del Meeting sono state coperte dai fondi versati dalla comunità internazionale di Ubuntu. Da qualche anno infatti è possibile fare delle donazioni dalla pagina di download del sito internazionale di Ubuntu. Questi fondi (gestiti da Canonical) possono essere utilizzati dai vari Loco Team e dagli Ubuntu Members per organizzare gli eventi più disparati. Grazie quindi a tutti quelli che hanno donato!

il 07 November 2016 19.58

02 November 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 2016/037

 

È disponibile la newsletter N° 037/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • La Carleton University crea un Cloud per la Ricerca con Ubuntu OpenStack
  • Le immagini Daily Build di Ubuntu 17.04 Zesty Zapus sono disponibili per il download
  • Il meeting di Ubuntu-it a Bologna sabato 5 novembre 2016
  • Full Circle Magazine Issue #114 in inglese
  • LibreOffice 5.1.6 disponibile per il download
  • Succede su Chiedi

È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.
Per visualizzare la newsletter in linea, consulta questa pagina.

il 02 November 2016 14.36

31 October 2016

In macchina avete una radio che non legge le pennette USB e/o non ha un attacco AUX e volete cambiarlo ma non volete spenderci tanto? Grazie ai ragazzi di Aukey, oggi vi presento una soluzione economica.
Qual è la soluzione? Parliamo di Aukey BT-C5 Trasmettitore FM e Caricatore per Auto. 🙂

Breve introduzione: Aukey

AUKEY combina le più recenti tecnologie con oltre un decennio di esperienza di hardware per progettare e costruire, elettronica di consumo affidabili solidi e accessori mobili. I nostri caricatori e le powerbank incorporano AUKEY AiPower Adaptive, tecnologia di ricarica rapida con Qualcomm Quick Charge 3.0 per supportare tutti i dispositivi dotati di USB. Siamo impegnati a creare prodotti solidi supportati da un servizio cordiale e sensibile per deliziare i nostri clienti fedeli in tutto il mondo.

Come si presenta la confezione

Il pacco arriva senza danneggiamenti (nel mio caso attraverso Amazon). Seppur il costo economico, si può notare subito al tatto la solidità e l’accuratezza che Aukey vuole dimostrare ai suoi clienti.
Eliminando la pellicola e aprendo la scatola, notiamo subito il nostro trasmettitore e nello scompartimento sottostante il certificato di garanzia e il manuale d’istruzione multilingua.

Come si presenta il dispositivo

Il dispositivo si presenta di ottima fattura per quello che costa!
Collegandolo alla presa accendisigari della vostra auto, possiamo notare l’accensione immediata del display che mostra una frequenza casual di colore rosso.

Banalmente basta giocare con i due tasti per variare la frequenza FM di trasmissione.
Una volta scelta una frequenza libera, basterà sintonizzare la vostra radio sulla stessa frequenza e collegare il vostro MP3, MP4, Telefono o qualsiasi altra cosa trasmetta audio in uscita via jack audio da 3,5mm.

Oltre a ciò abbiamo la possibilità di poter collegare un cavo USB al connettore.
Possiamo collegarci qualsiasi cosa, anche alimentare un telefono moderno considerando che la porta USB eroga ben 2.1A e quindi è in grado di soddisfare i requisiti di tutti i dispositivi connessi.

Scheda tecnica

Banda: FM Radio
Qualità del Suono: Hi-Fi stereo
Gamma: 88.1~107.9MHz
Intervallo: 0.1MHz
Stabilità: 0ppm (-10℃ ~+ 55℃)
Clutter & Armonia: ≤-60dB
Gamma effettiva: Circa 5m
Voltaggio d’operazione: 12V~24V
Voltaggio d’Uscita d’USB: DC 5V 2.1A
Separazione di Stereo: 40dB
Risposta di Frequenza: 20Hz~16KHz
Distorsione d’Audio: ≤0.1% (F=75KHz, f=1KHz)
SNR: ≥45dB (1KHz 100%)

Conclusioni

Cosa dire, anche stavolta possiamo notare le grandi potenzialità e cura di Aukey.. Il rapporto qualità/prezzo è anche ottimo considerando che la musica in uscita è molto buona e pulita (non al 100% ma abbastanza).

Se siete interessati ad acquistare questo prodotto, lo trovate su Amazon al modico prezzo di 14,99€.

AUKEY Trasmettitore FM auto stereo con spina 3.5mm, Adattatore di caricatore dell’auto per il iPhone, Samsung, HTC, MP3, MP4

L'articolo Aukey BT-C5 Trasmettitore FM e Caricatore per Auto – Test [ITA] sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 31 October 2016 19.51

25 October 2016

Categoria: 

Newsletter Italiana 036.2016

 

È disponibile la newsletter N° 036/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Nextcloud Box: Il primo dispositivo al consumo per Snap
  • Il nuovo servizio Livepatch di Canonical disponibile per Ubuntu 16.04 LTS
  • La newsletter italiana di Ubuntu in formato PDF
  • Rilasciato KDE Plasma 5.8 LTS
  • Notizie dalla Documentazione Wiki
  • Aggiornamenti e statistiche

È possibile scaricare la tua newsletter preferita in formato pdf da questa pagina.

il 25 October 2016 12.20

18 October 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 035.2016

 

È disponibile la newsletter N° 035/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • Rilasciato Ubuntu 16.10 Yakkey Yak!
  • Annunciato Ubuntu 17.04 Zesty Zapus!
  • Ubuntu Core 16 beta disponibile al download
  • Disponibili nuove patch per il kernel Linux
  • Roma passa al software libero
  • Aggiornamenti e statistiche

Grazie al contributo di un membro della comunità, da oggi è anche possibile leggere e scaricare la tua newsletter preferita in formato PDF!!

il 18 October 2016 16.36

13 October 2016

Novità di prodotto e tecnologie all’avanguardia dedicate ai gamer che potranno sperimentare l’intera gamma di soluzioni ASUS presso lo stand dedicato (Pad. 3 – Stand A4), la Milan Games Week Arena, l’area Blizzard, quella dedicata alla realtà virtuale e presso Red Bull Faction 2016

Sta per aprire le porte la sesta edizione di Milan Games Week, l’evento più atteso dell’anno da videogiocatori ed appassionati di videogame, in programma a Milano dal 14 al 16 ottobre presso FieraMilanoCity.  ASUS, che quest’anno celebra i 10 anni del proprio marchio ROG (Republic of Gamers), è in pole position per presentare la più ampia gamma di proposte dedicate al mondo del gaming.

Come di consueto, ASUS sarà presente con un proprio stand (Pad. 3 – Stand A4), dove i partecipanti alla Milan Games Week potranno scoprire l’articolata gamma di proposte per i gamer spaziando dai desktop ai notebook dalle avanzatissime prestazioni, alla componentistica dagli overclock più estremi, agli accessori dall’evoluta ergonomia, a cui si aggiungono le novità più interessanti in ambito mobile gaming, ovvero i tablet e gli smartphone di terza generazione recentemente introdotti sul mercato. Grazie alle diverse declinazioni di prodotti offerti, che permettono di costruire postazioni di gioco complete, i visitatori saranno pienamente coinvolti nelle azioni di gioco dei titoli più recenti ed avvincenti, dagli FPS di ultima generazione ai giochi d’azione.
Dedicati ai gamer più esigenti, tra le novità dell’area notebook spiccano i modelli ROG G752, ROG Strix GL502 e ROG Strix GL702, potenti laptop da 15,6 a 17.3 pollici animati dai più recenti processori Intel Core™ i7 (‘Skylake’) di sesta generazione con performante grafica dedicata NVIDIA® GeForce® GTX™, con supporto allo storage di ultima generazione e RAM DDR4 upgradabili. Caratterizzati da un design particolarmente aggressivo e da nuove combinazioni di colori, adottano tutti un efficiente ed innovativo sistema di dissipazione con camera a scambio di vapore, che migliora il raffreddamento e aumenta la stabilità, mentre la tastiera gaming anti-ghosting retroilluminata garantisce la massima precisione.

Questi modelli saranno capitanati da un’anteprima d’eccezione, il potentissimo ROG GX800 con il suo processore Intel® Core™ i7 6820HK, 64GB di RAM DDR4 a 2800MHz e due GPU NVIDIA® GeForce® GTX™ 1080 configurate in SLI che pilotano l’ampio schermo da 18.4″ (16:9) LED backlit UHD (3840×2160).

Passando alle postazioni desktop, si è attratti dal nuovo potente desktop gaming ROG GT51, vincitore dei premi iF Design Award e CES® Innovation Award 2016. Progettato per stupire, ROG GT51CA adotta un processore Intel® Core™ i7 di sesta generazione overcloccabile fino a 4,6 GHz e un comparto grafico che prevede fino a due schede video NVIDIA® GeForce® GTX 1080 collegate in SLI per disporre di tutta la potenza necessaria a vivere un’esperienza di gioco in risoluzione 4K UHD a più di 60 frame al secondo, che consente di giocare con tutti i titoli più recenti senza alcun limite. Caratterizzato da linee aerodinamiche e massima attenzione ai dettagli, ROG GT51CA presenta quattro zone illuminate con effetti LED dinamici da 8 milioni di colori e la modalità di illuminazione OC preselezionata che si attiva quando il sistema è “overcloccato”.

L’area desktop è inoltre arricchita dalla presenza dell’affascinante proposta ASUS G11CD, il desktop ad alte prestazioni e ampiamente configurabile. Anche in questo caso processori Intel® Core™ di sesta generazione e le più recenti soluzioni grafiche NVIDIA® GeForce® GTX™ per regalare prestazioni mozzafiato, il tutto racchiuso in uno chassis compatto e dalle linee aggressive.

Sempre per le soluzioni desktop con dimensioni ridotte, completano l’offerta i desktop ASUS ROG G20, a cui si affiancano i super-compatti ASUS GR6 e ASUS GR8, i mini desktop che in uno chassis con un volume di pochi litri racchiudono tecnologia e prestazioni eccellenti.

Accanto alle soluzioni desktop troneggiano i monitor come il nuovissimo ROG Swift PG348Q, che vanta uno schermo curvo Ultra-Wide Quad HD (UWQHD) da 34 pollici dotato di pannello IPS con risoluzione 3440 x 1440 pixel, in grado di restituire immagini estremamente dettagliate e più spazio sullo schermo rispetto ai monitor WQHD. Le sessioni di gioco risultano particolarmente coinvolgenti grazie anche al formato 21:9, ad un refresh rate di 100Hz e alla tecnologia NVIDIA G-SYNC™ che elimina ogni latenza e le oscillazioni del frame rate. Grazie al display curvo e privo di cornice, è una soluzione ideale nelle configurazioni con molteplici display affiancati. Inoltre, Swift PG348Q adotta le funzionalità di ottimizzazione del gioco offerte da ASUS GamePlus, come la tecnologia ASUS GameVisual che ottimizza gli aspetti grafici e l’esclusivo hotkey Turbo che permette all’utente di cambiare al volo la frequenza di refresh senza dover usare il pannello di controllo del driver grafico.

Sempre in abbinata ai desktop, il monitor ASUS ROG Swift PG27AQ nato per soddisfare i requisiti dei gamer più esigenti grazie a un pannello IPS da 27 pollici wide-screen con risoluzione 4K che assicura ampi angoli di visualizzazione e immagini impeccabili ed ultra dettagliate. Una straordinaria frequenza massima di refresh di ben 165 Hz consente di offrire un ambiente di gioco eccezionalmente fluido con frame rate ultra-elevati anche grazie alla tecnologia NVIDIA G-SYNC. L’ampia selezione di monitor gaming include anche i modelli MG248Q, ROG Swift PG278Q e PG279Q.

A sottolineare l’offerta unica ed incredibilmente ampia di ASUS, non mancheranno di stupire gli amanti del casual gaming su piattaforma mobile i nuovissimi smartphone della famiglia ASUS ZenFone 3, ovvero i modelli ZenFone 3 (5.2), ZenFone 3 Deluxe (5.7”), ZenFone 3 Ultra (6.8”), ZenFone 3 Max (5.2”), Zenfone 3 Laser (5.5”), in aggiunta agli altrettanto nuovi tablet della serie ASUS ZenPad 3 (Z500 e Z581) da 10 e 8 pollici, perfetti per l’intrattenimento mobile.

Lungo il perimetro dello stand 2 ampie vetrine raccoglieranno la migliore componentistica di casa ASUS, includendo le schede madri ASUS ROG Maximus VIII Formula, l’ASUS RAMPAGE V EDITION 10 fino alle recenti ASUS X99 DELUXE II e STRIX X99 GAMING.  Vasta anche la selezione di VGA, con le ASUS STRIX GTX1070 e GTX1080, che si affiancano alle ultime nate STRIX RX 480 e STRIX-GTX1060. Completano la gamma delle novità relative ai componenti le nuove schede audio STRIX RAID PRO, Strix SOARXonar Phoebus ROG, che assicurano un audio surround di qualità superiore, indispensabile per un’esperienza di gioco ancora più coinvolgente. Focus specifico anche sul networking, con una selezione di proposte che spaziano tra Router, Access Point, Media Bridge e ripetitori.

Ogni postazione sarà equipaggiata dalle componenti e periferiche necessarie per assicurare massime prestazioni, qualità di intrattenimento e per personalizzare in maniera totale e tematica il look della propria sessione di gioco grazie agli accattivanti kit della serie STRIX (composti da mouse, mouse pad, tastiera e cuffie gaming) oppure ai kit mainstream della serie Cerberus, cui si aggiungono i mouse ROG Gladius e Sica e il nuovissimo ROG Spatha, caratterizzati tutti da materiali premium e ottimi sensori, da abbinare al mouse pad ROG Sheath e alla tastiera ROG Claymore RGB, oltre alle cuffie Strix 7.1 e ROG Centurion, della qualità più elevata, entrambe con suono surround e progettate per gli appassionati del gaming.

Come nelle precedenti edizioni, i visitatori di Milan Games Week oltre a poter sperimentare tutta la vasta gamma dell’offerta ASUS potranno anche confrontarsi con il campione mondiale Alessandro “Stermy” Avallone che, ancora una volta, sarà presente nello stand ASUS per incontrare e sfidare chi si vorrà cimentare con lui in una battaglia all’ultima kill.

Altra importante novità della edizione 2016, la collaborazione con Blizzard, con cui è stata sviluppata un’area dedicata a Overwatch, uno dei titoli più gettonati del momento, lo sparatutto competitivo nel quale due team composti dai sei giocatori ciascuno si affronteranno in spettacolari competizioni, sfidandosi in modalità di gioco cooperativo per completare obiettivi i diversi e impersonando i 22 eroi disponibili, tutti selezionabili dai giocatori per meglio adattarsi alle condizioni del campo di battaglia.

ASUS sarà anche Partner Tecnologico dell’evento con il brand ROG – Republic of Gamers (rog.asus.com) ed unico fornitore di tecnologie PC della Milan Games Week Arena,l’area dedicata ai tornei dei videogiochi, che ospiterà le Milan Games Week Leagues, ovvero le fasi finali di grandi ed esclusive competizioni. Quest’area Powered by ASUS sarà corredata dalle soluzioni più avanzate del brand che permetteranno ai finalisti di sfidarsi con tre tra i titoli multiplayer competitivi di maggior richiamo – League of Legends, il videogioco online più giocato al mondo, Counter Strike: Global Offensive, lo sparatutto competitivo più giocato nel panorama internazionale ed ovviamente Overwatch, tra titoli più apprezzati del momento.

PC, monitor e accessori ASUS saranno protagonisti anche nell’area dedicata alla Realtà Virtuale, creata in partnership con GameTime e sviluppata grazie al supporto della migliore tecnologia ASUS, che certamente sarà tra i contenuti di maggior interesse in questa edizione della Milan Games Week.

La partecipazione di ASUS si arricchisce anche con la sponsorship tecnica del Red Bull Faction 2016, il primo torneo 3 contro 3 in cui ci si scontra usando le fazioni della storia di League of Legends. Il torneo, partito lo scorso Agosto, avrà la sua finale in un evento live, previsto il 14 ottobre nell’ambito del Fuori Milan Games Week, che permetterà ai team finalisti di sfidarsi tra loro sfruttando il meglio della tecnologia ASUS.

Per maggiori informazioni sulle soluzioni proposte da ASUS consultare i siti www.rog.asus.com, www.asus4gamers.it e www.asus.it.

L'articolo Sempre più ricca la presenza di ASUS alla Milan Games Week 2016 sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 13 October 2016 10.44

12 October 2016

Categoria: 

Newsletter italiana 034.2016

 

È disponibile la newsletter N° 034/2016 della comunità di ubuntu-it.

In questo numero:

  • La sessione Desktop Unity 8 preinstallata in Ubuntu 16.10
  • Wiki di Ubuntu-it: novità di luglio, agosto e settembre!
  • MATE 1.16 in Yakkety Yak!
  • Bug riportati
  • Statistiche del gruppo sviluppo

Leggi la newsletter

il 12 October 2016 10.17