20 October 2017

L’evento organizzato dall'Associazione Pordenone Linux User Group è di carattere divulgativo e largamente rivolto a chi vuole avvicinarsi a questo mondo per la prima volta: panoramica, cenni storici, strumenti e piattaforme, risorse per l’autoapprendimento.
il 20 October 2017 13.00

17 October 2017

In questo semplice video, viene spiegato quale sia il reale pericolo che può correre ognuno di noi dovuto alla problematica della falla di sicurezza del protocollo WPA2. che protegge le connessioni WiFi.
il 17 October 2017 13.30

10 anni di dominio paolettopn.it

Paolo Garbin (paolettopn)

Sono già passati dieci anni da quando mi sono divertito a registrare questo nome di dominio, che oggi offre diversi servizi...
il 17 October 2017 12.45

16 October 2017


La settimana scorsa ho avuto l'onore di essere ospitato dagli amici del LUG VI, per una serata sul tema "La svolta del desktop di Ubuntu, la distribuzione Linux più popolare".
Come sapete recentemente Ubuntu - per bocca del suo fondatore Mark Shuttleworth - ha scelto di abbandonare lo sviluppo di Unity, il proprio ambiente desktop, a favore di GNOME Shell, l’interfaccia predefinita di GNOME. Il nuovo volto di Ubuntu sarà visibile fin da Ubuntu 17.10 “Artful Aardvark” che sarà rilasciata tra qualche giorno, il 19 ottobre 2017. Questo cambiamento porterà, e in alcuni casi ha già portato, grossi cambiamenti, sia sul proprio PC che nel mondo Ubuntu in genere.

Con gli amici di LUG VI ho parlato di desktop e interfacce utente, divagando allegramente su Ubuntu Phone, pacchetti SNAP, derivate, e tanti altri argomenti connessi. Grazie al lavoro di +Stefano Spagnolo, il video del mio (lungo) talk è già disponibile su Youtube.

PS: ripeterò lo stesso talk domani sera martedì 17 ottobre a Schio, se siete in zona passate a trovarmi!

il 16 October 2017 16.41

15 October 2017

Questa misurazione viene effettuata direttamente dalla centrale del ISP e quindi è più veritiera rispetto a quella ottenuta dai test fittizi effettuati attraverso i vari siti web.
il 15 October 2017 08.05

14 October 2017

Questa applicazione vi permette sia di gestire il cambio delle diapositive in ambo le direzioni, che di leggere privatamente sul vostro dispositivo il contenuto campo Note che è stato inserito in ogni vostra slide, senza che questo compaia visibile nella presentazione.
il 14 October 2017 17.45

13 October 2017

Ad oggi l'acquisto di un nuovo computer comporta quasi sempre anche l'acquisto coatto di un altro prodotto: la licenza del sistema operativo. Tale costo aggiuntivo è solitamente invisibile, nascosto al consumatore, mascherato come parte integrante dell'oggetto. Eppure c'è, e si paga.
il 13 October 2017 17.00

10 October 2017

Ora, in rete, esiste un sito realizzato ad hoc per trovare facilmente una licenza da utilizzare per distribuire e 'proteggere' il vostro lavoro dalle azioni non permesse di terzi.
il 10 October 2017 17.00

09 October 2017

Come associato della Free Software Foundation, ho desiderato scrivere questo post informativo per aiutare chi desidera rendere più sicura la propria corrispondenza via email. Tutto ciò che ti serve è un computer con una connessione ad internet, un account mail e mezz'ora circa di tempo.
il 09 October 2017 19.50

08 October 2017

diverse persone mi hanno contattato privatamente per sapere come decrittare e visualizzare la configurazione del modem router che Tim utilizza per la connessione utente ADSL2+ e FTTC.
il 08 October 2017 16.20

07 October 2017

Aspettando Ubuntu 17.10 Artful Aardvark!

Ubuntu-it Gruppo Promozione

Categoria: 
Ubuntu 17.10 Artful Aardvark Party
Aspetta con noi Ubuntu 17.10! Vi aspettiamo giovedì 19 ottobre su ubuntu.it/party!
 
Ubuntu 17.10 Artful Aardvark sarà uno dei più grandi rilasci di Ubuntu degli ultimi anni: per festeggiarlo, la comunità italiana di Ubuntu ha organizzato un release party giovedì 19 ottobre!

Durante tutta la giornata, ci troverete in chat ad aspettare e commentare il rilascio insieme a voi, e la sera alle 21 si potrà seguire il live streaming di presentazione della release, in cui vari membri di Ubuntu-it insieme ad alcuni ospiti speciali spiegheranno tutte le novità rilasciate. Al termine del live streaming ci sarà anche uno spazio in cui risponderemo in diretta alle vostre domande!

Vi aspettiamo numerosi!

https://www.ubuntu-it.org/party

il 07 October 2017 11.21

03 October 2017

Utilizzando sistemi linux vi capiterà, ogni tanto, di utilizzare il terminale e sbagliare la password di autorizzazione (ad esempio per autorizzare dei comandi da 'super utente'...); bene, con questa semplice modifica ad un solo file del sistema, potrete ottenere delle simpatiche risposte tutte le volte che la password inserita non sarà corretta.
il 03 October 2017 13.30

21 September 2017


Ammetto di essere strabiliato del consenso generale ricevuto da Librem 5, il progetto di uno smartphone basato su Linux, lanciato della statunitense Purism e di cui è in corso una campagna di crowdfunding per il finanziamento.

Librem 5 è un progetto finalizzato a realizzare uno smartphone che utilizzi un sistema aperto, sicuro e rispettoso della privacy - qualità che nè Google-Android nè Apple-iOS potranno mai garantire ai propri utenti. A un mese dalla conclusione della campagna, il progetto ha superato un terzo dei 1,5 milioni di dollari necessari al suo finanziamento, e sembra davvero prematuro capire se mai Librem 5 vedrà la luce.

I motivi del mio stupore sono molteplici. Innanzitutto sia la comunità KDE che quella di GNOME hanno annunciato il loro supporto al progetto. Certo, un bene per il progetto, ma mi domando come Purism riuscirà a conciliare le diverse esigenze tecniche di KDE e GNOME. Librem 5 monterà PureOS, una distribuzione basata su Debian Testing, con ambiente desktop GNOME, ma sarà possibile installarci - a detta di Purism - molte altre distribuzioni Linux.

Altra perplessità riguarda l'effettiva capacità di GNOME nel proporre una propria piattaforma adatta alle esigenze mobile. Se KDE può vantare fin da ora Plasma Mobile, mi risulta che l'ultima iniziativa di GNOME in tema risalga a più di 10 anni fa (!), con l'annuncio di GNOME Mobile & Embedded Initiative, di cui si sono perse le tracce da tempo. Sempre che GNOME non progetti di utilizzare GNOME Shell (l'interfaccia desktop) come unica piattaforma convergente.

Sono ancora più perplesso poi per le app che ci gireranno. Anche attingendo alla generosa dotazione di applicazioni presenti per Debian, e Linux in genere, molte di queste dovranno essere adattate per un uso in mobilità. Questo è un po' lo stesso problema che ha affrontato Ubuntu Phone, e uno dei motivi del suo fallimento.

L'ultimo dubbio riguarda il posizionamento sul mercato del telefono. Per la campagna di crowdfunding il prezzo è stato fissato in 599 dollari (compreso caricabatteria e spedizione in tutto il mondo), un prezzo medio-alto, che difficilmente può (potrà) essere alla portata di tutti. Se Linux su desktop gira tranquillamente su PC e notebook con qualche anno sulle spalle, il cui prezzo è accessibile a moltissimi utilizzatori, Linux su smartphone rischia di nascere già elitario, un pessimo segnale anche dal punto di vista etico: la privacy se la può permettere solo chi ha soldi.

Nonostante queste incognite, sinceramente, auguro il meglio al progetto. Il mercato è praticamente saturo di proposte, con Android a maramaldeggiare, ma c'è bisogno di un sistema indipendente che si prenda cura della privacy dei propri utenti.

il 21 September 2017 19.23
Categoria: 

Canonical ha rilasciato nuovi aggiornamenti del kernel per tutte le versioni supportate di Ubuntu Linux e risolto tutte le vulnerabilità di sicurezza recentemente scoperte. In particolare, la vulnerabilità BlueBorne (CVE-2017-1000251), legata allo stack Bluetooth del kernel Linux, sembra interessare tutte le versioni attualmente supportate di Ubuntu, incluso Ubuntu 17.04 (Zesty Zapus), Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) fino alla 16.04.3, Ubuntu 14.04 LTS (Trusty Tahr) fino alla 14.04.5 e Ubuntu 12.04 LTS (Precise Pangolin) fino alla 12.04.5.

 

L'aggiornamento è disponibile, in versione 32 bit e 64 bit, per le varie release di Ubuntu. Gli utenti sono invitati ad aggiornare il proprio computer immediatamente, anche perché gli aggiornamenti del kernel comprendono diverse patch a seconda della versione del sistema operativo in uso e chiudono diverse falle. A esempio, un totale di altri 15 difetti di protezione sono stati corretti nell'aggiornamento del kernel per i sistemi Ubuntu 14.04 LTS e Canonical invita tutti gli utenti di queste versioni di Ubuntu ad aggiornare immediatamente le loro installazioni alla versione più recente del kernel per le loro architetture disponibile nei repository stabili.

 

I kernel HWE (Hardware Enablement) sono disponibili anche per gli utenti Ubuntu 16.04.3 LTS, Ubuntu 14.04.5 LTS e Ubuntu 12.04.5 LTS per ESM (Extended Security Maintenance). Per aggiornare il sistema, seguire le istruzioni fornite da Canonical all'indirizzo https://wiki.ubuntu.com/Security/Upgrades e non dimenticare di riavviare il computer dopo aver installato la nuova versione del kernel.

 

Fonte: people.ubuntu.com

Fonte: usn.ubuntu.com

Fonte: news.softpedia.com

il 21 September 2017 08.51

19 September 2017

Stripe Shared Customers

Lorenzo Sfarra (twilight)

Introduction & Scenario

In a Stripe Connect scenario, a customer who makes a purchase from one of your connected sellers shouldn’t need to re-enter their credit card or bank account details to purchase from another seller.

Without Shared Customers, you will have to re-enter all the customer details, creating a Customer Object, on each connected account. With Shared Customers you are going to maintain a single reference to a customer in the platform account, and the association to a specific connected account will be accomplished by the use of a token the represent the customer.

For a Stripe Connect introduction that is needed to proceed with this article, please refer to the Stripe Connect Custom with Direct Charges article. Specifically, you have already created and verified a connected account.

Terms & Tools

Generic terms

  • Platform: it’s you!
  • Connected Account: that’s a vendor that will sell stuff through your platform;
  • Customer: a customer that will buy from a Connected Account;

Examples terms

  • {API_KEY}: That’s your key. Look at the Stripe documentation signed in with your account and they will fill it for you;
  • {CUST_ID}: that’s a customer ID;
  • {ACC_ID}: that’s a connected account ID;
  • {CUST_TOK_ID}: that’s a token representing a customer on an connected account;
  • {TOK_ID}: that’s a token representation of a payment source. Will be clearer when we are going to use it in the document.

Tools

I will use curl to perform API calls. No other special tools are used here.

Of course, a Stripe account is needed in order to try what’s written down in this article. I suggest to always have the Stripe dashboard opened in order to check in real-time the results of what we are going to do.

Shared Customer Creation

As stated before, when not using shared customers, you save the Stripe Customer objects on each individual connected Stripe account. To share customers, you instead save them on the platform Stripe account.

Platform Customer Creation

So let’s create a customer:

curl https://api.stripe.com/v1/customers \
 -u {API_KEY}: \
 -d description="Shared customer example" \
 -d email="sharedcustomer1@email.com"

The output of this procedure is an Customer Object.

For now, let’s take note only of the id that is the unique identifier for the newly created customer.

In the examples, as stated before, this will be indicated as {CUST_ID}.

Please note that there is no reference to a connected account, but we are creating it in the platform.

Associate a payment source to the customer

The easiest option to create a token that represents a customer payment method is to tokenise a card using Stripe Elements or Stripe Checkout.

Let’s refer to this token as {TOK_ID}.

We can now update the previously created customer:

curl https://api.stripe.com/v1/customers/{CUST_ID} \
 -u {API_KEY}: \
 -d source={TOK_ID}

Create a customer token

As stated in the introduction, with Shared Customers you are going to maintain a single reference to a customer in the platform account. The association to a specific connected account will be accomplished by the use of a token the represent the customer.

We can now create the customer token:

curl https://api.stripe.com/v1/tokens \
 -u {API_KEY}: \
 -d customer={CUST_ID} \
 -H "Stripe-Account: {ACC_ID}"

The output of this command will give us an id that we need to use in the next paragraph.

Let’s refer to this id with {CUST_TOK_ID}.

Create a customer in the connect account

Last step. Finally, we can create the customer to the connected account easily, with only the token.

Let’s do this:

curl https://api.stripe.com/v1/customers \
 -u {API_KEY}: \
 -d source={CUST_TOK_ID} \
 -H "Stripe-Account: {ACC_ID}"

The output of this procedure is an Customer Object.

The id in the output is the unique identifier for the newly created customer in the connected account.

il 19 September 2017 09.29

17 September 2017

Categoria: 

Screenshot di Ubuntu 17.10

Ci avviciniamo sempre di più al freeze di Ubuntu 17.10, il momento in cui cesserà l'introduzione di nuove funzionalità e tutti gli sviluppatori si dedicheranno al perfezionamento del software e alla risoluzione dei problemi.

 

La principale notizia di questa settimana è una conferma assai gradita: Ubuntu 17.10 conterrà GNOME 3.26, l'ultima versione dell'ambiente desktop rilasciata appena qualche giorno fa! Gli utenti di Ubuntu potranno quindi usufruire di tutte le novità introdotte negli ultimi sei mesi dal team di GNOME.

Gli sviluppatori di Ubuntu si sono anche concentrati su una funzionalità molto utilizzata dagli utenti più esperti: la possibilità di cambiare la finestra di lavoro corrente premendo Alt+Tab. Ora il comportamento è simile a quello di Unity, con la possibilità di scorrere le finestre della stessa applicazione premendo Alt e il tasto sopra Tab. Inoltre è stata ritardata la comparsa del pannello quando si preme la combinazione di tasti, in modo che non compaia se l'utente li preme velocemente. Tutte queste modifiche si applicano solo alla sessione di Ubuntu: se si installa la sessione di GNOME, si avrà l'esperienza predefinita.

La settimana scorsa era stato implementato lo stile di Ubuntu nella schermata di accesso. Questa implementazione aveva il limite di non essere modificabile senza sovrascrivere i file di sistema, rendendo pertanto complessa la sua personalizzazione. Questo problema è stato risolto in settimana, permettendo a pacchetti separati di fornire stili alternativi. Altre modifiche minori comprendono infine l'implementazione della barra di avanzamento e delle notifiche urgenti nella dock, oltre alla possibilità di installare pacchetti snap senza accedere al proprio account Ubuntu One.

Ricordiamo che Ubuntu 17.10 verrà rilasciato il 19 ottobre 2017, mancano solo poche settimane!

Fonte: didrocks.fr
Fonte: didrocks.fr
Fonte: insights.ubuntu.com

il 17 September 2017 14.16

16 September 2017

Rilasciato GNOME 3.26

Ubuntu-it Newsletter

Categoria: 

GNOME Project ha annunciato il rilascio della versione 3.26 dell'ambiente desktop GNOME 3. La nuova versione è il frutto di sei mesi di duro lavoro da parte della comunità GNOME e il risultato è un insieme sorprendente di miglioramenti e nuove funzionalità. I punti salienti di questa release includono un nuovo look per le impostazioni di sistema, con una nuova barra laterale di navigazione e settaggi migliorati per rete e schermo, nonché la sincronizzazione del browser grazie al servizio Sync di Firefox. Gli emoji colorati sono ora supportati in tutto GNOME e saranno visibili ovunque. GNOME 3.26 include anche nuove modalità per inserire gli emoji nelle chat, nei messaggi e nei documenti. Altri miglioramenti includono la ricerca di sistema e la condivisione delle cartelle nella applicazione Boxes.

Gli sviluppatori che utilizzano GNOME troveranno notevoli miglioramenti in Builder IDE: una nuova interfaccia dell'editor, popup per la documentazione contestuale, ricerca avanzata e un nuovo debugger. GNOME 3.26 offrirà inoltre una esperienza JavaScript più moderna, grazie all'adozione di SpiderMonkey 52, e una nuova libreria in grado di consentire ai provider cloud di integrarsi più da vicino con il desktop della shell di GNOME. Il nome in codice di questa nuova release di GNOME è "Manchester", in riconoscimento al team di organizzazione GUADEC di quest'anno.

Fonte: gnome.org

il 16 September 2017 10.07

15 September 2017

Stripe Connect Custom with Direct Charges

Lorenzo Sfarra (twilight)

Introduction & Scenario

The scenario covers a reader (you!) that wants to:

  • create a marketplace;
  • take some fee on every transaction between users of its website/app and a connected vendor;
  • guarantee a user-friendly experience for its vendors, in order to not let them front the procedures on the Stripe platform, but directly through its website/app communicating through APIs.

If this is not your case, maybe it’s better to evaluate different types of Stripe Connect because they provide an easier experience for you, both from the technical side and the “bureaucratic” side (with Custom all the disputes – and relative fees – are faced by the platform).

If this is your case, please continue!

Terms & Tools

Generic terms

  • Platform: it’s you!
  • Connected Account: that’s a vendor that will sell stuff through your platform;
  • Customer: a customer that will buy from a Connected Account;

Examples terms

  • {API_KEY}: That’s your key. Look at the Stripe documentation signed in with your account and they will fill it for you;
  • {CUST_ID}: that’s a customer ID;
  • {ACC_ID}: that’s a connected account ID;
  • {TOK_ID}: that’s a token representation of a payment source. Will be clearer when we are going to use it in the document.

Tools

I will use curl to perform API calls. No other special tools are used here.

Of course, a Stripe account is needed in order to try what’s written down in this article. I suggest to always have the Stripe dashboard opened in order to check in real-time the results of what we are going to do.

Create & verify a connected account

We are going to create an account and all the required fields.

The second sub-paragraph is just a note to not be unprepared if your country acts a little bit differently from the one used in this example.

Connected Account creation process

We will start creating an account with some information in it.

Then we will update the account with other required information. To create a verified account that will be able to process payments, please refer to the next sub-paragraph.

Account creation

curl https://api.stripe.com/v1/accounts \
 -u {API_KEY}: \
 -d country=IT \
 -d type=custom \
 -d legal_entity[first_name]="John" \
 -d legal_entity[last_name]="Doe" \
 -d legal_entity[type]=individual \
 -d legal_entity[dob][day]=12 \
 -d legal_entity[dob][month]=12 \
 -d legal_entity[dob][year]=1992 \
 -d legal_entity[address][city]=Rome \
 -d legal_entity[address][country]=IT \
 -d legal_entity[address][line1]="Via Nazionale" \
 -d legal_entity[address][postal_code]=00184

Let’s have a look.
We have now created a connected account passing custom as the type (we are creating it for a Connect Custom solution).

The entity type is individual because the example is for an individual, but it can be company, too.

There is no need to analyse the rest of the params, so let’s go on.

The output of this procedure is an Account Object.

For now, let’s take note only of the id that is the unique identifier for the newly created account.

In the examples, as stated before, this will be indicated as {ACC_ID}.

ID document upload

Now, we have to associate an ID document copy to the account. Assuming that you have a PNG file on your desktop called id.png that contains the copy of the document, let’s launch the command:

curl https://uploads.stripe.com/v1/files \
 -u {API_KEY}: \
 -H "Stripe-Account: {ACC_ID}" \
 -F purpose=identity_document \
 -F file="@/Users/lorenzo/Desktop/id.png"

Please note the line -H “Stripe-Account: {ACC_ID}”.

The output of this process is a File Upload Object.

Let’s take note of the id, that we call {FILE_ID}.

Now, we have to attach this file to the verification document section of the connected account:

curl https://api.stripe.com/v1/accounts/{ACC_ID} \
 -u {API_KEY}: \
 -d legal_entity[verification][document]={FILE_ID}

Now the account is verified. We need to associate a bank account where the connected account will be payed.

Bank account creation and association

The example shows an Italian account, so we are going to associate an Italian bank account that accepts Euros as its currency:

curl https://api.stripe.com/v1/accounts/{ACC_ID}/external_accounts \
 -u {API_KEY}: \
 -d external_account[object]=bank_account \
 -d external_account[account_number]='IT89370400440532013000' \
 -d external_account[country]=IT \
 -d external_account[currency]=eur

The account number is taken from the bank numbers indicated by Stripe in its testing section.

Accepting conditions

The last step is to accept the conditions, please be sure to correctly inform the vendor about  the Stripe Terms of Service before performing this API call:

curl https://api.stripe.com/v1/accounts/{ACC_ID} \
 -u {API_KEY}: \
 -d tos_acceptance[date]=1503302212 \
 -d tos_acceptance[ip]="VV.XX.YY.ZZ"

Where date represents the timestamp when the account owner accepted Stripe’s terms, and ip represents the IP address from which the account owner accepted Stripe’s terms.

Connected Account verification process

When building a Connect platform using Custom accounts, you’ll need to collect the required verification information for each of your accounts, which varies by the Custom account’s country.

That’s what the official documentation states about the verification process. So what we did before it’s for the Italian (but most part of European countries) accounts. Check the official documentation for the list for each country.

Direct charges on the connected account and collect fees

Now it’s time to let a customer pay a connected account.

The easiest option here is to tokenise a card using Stripe Elements or Stripe Checkout.

Let’s refer to this token as {TOK_ID}.

curl https://api.stripe.com/v1/charges \
 -u {API_KEY}: \
 -d amount=10000 \
 -d currency=eur \
 -d source={TOK_ID} \
 -d application_fee=123 \
 -H "Stripe-Account: {ACC_ID}"

The application_fee is capped at the total transaction amount minus any Stripe fees.

Please note here that, when directly charging on the connected account, you can provide a token created using either your platform’s or the connected account’s publishable key.

Conclusion

That’s it.

You should be now able to go to the dashboard and review connect accounts, fees, and so on.

The next article in the series is about Stripe Shared Customers.

Stay tuned!

 

il 15 September 2017 12.34

14 September 2017

Categoria: 

NewsletterItaliana/Materiale/logo_new_newsletter.png

È disponibile la newsletter N° 27/2017 della comunità di ubuntu-it. In questo numero:

  • Disponibile la Beta 1 di Ubuntu 17.10 Artful Aardvark
  • Le novità di Ubuntu Desktop di questa settimana
  • Rilasciato il kernel Linux 4.13
  • Statistiche del gruppo sviluppo

Puoi leggere la newsletter in questa pagina, oppure scaricarla in formato pdf.
Per ricevere la newsletter ogni settimana nella tua casella di posta elettronica, iscriviti alla lista newsletter-italiana.

il 14 September 2017 19.58

10 September 2017

Categoria: 

La nuova grafica

Lo sviluppo di Ubuntu Desktop continua, e anche questa settimana sono presenti numerose novità.

Dal punto di vista grafico, durante l'installazione viene finalmente utilizzato il tema di Ubuntu invece di quello predefinito di GNOME. Inoltre, la barra in alto è ora semitrasparente quando non è presente nessuna finestra massimizzata, mostrando altrimenti un gradiente. Sono state anche apportate altre modifiche in diverse parti dell'ambiente grafico, come la finestra di spegnimento e la schermata di blocco, per renderle in linea con lo stile di Ubuntu.

GNOME è stato aggiornato alla release 3.25.91, in attesa del passaggio alla versione 3.26 prima del rilascio. Questo ha comportato l'aggiornamento delle Impostazioni di Sistema, che ora presentano una nuova veste grafica completamente ridisegnata. Anche la barra laterale ha ricevuto attenzioni durante questa settimana: è ora possibile spostarla in basso dalle impostazioni, e gli sviluppatori stanno implementando il necessario per mostrare il numero di notifiche a fianco all'icona (come per esempio il numero di mail non lette).

Il supporto ai cosiddetti "captive portal", le pagine di login presenti in molte reti Wi-Fi pubbliche, è ora attivo di default: quando vi connetterete a queste reti apparirà in automatico una finestra separata che vi chiederà di accedere alla rete. Infine, è stato ridotto il consumo di risorse mentre si guardano video, e migliorato il supporto alle stampanti.

Ricordiamo che Ubuntu 17.10 verrà rilasciato il 19 ottobre 2017, e che tutte le modifiche apportate a GNOME dal team di Ubuntu saranno opzionali: infatti sarà possibile installare una versione "pura" di GNOME che non conterrà alcun cambiamento, affianco a quella predefinita.

Fonte: insights.ubuntu.com
Fonte: didrocks.fr
Fonte: didrocks.fr

il 10 September 2017 13.21

06 July 2017

AfterShokz Trekz Titanium Front

AfterShokz Trekz Titanium – La Cuffia Per Tutti!

Ciao! 🙂
Oggi analizzeremo assieme una nuova tipologia di cuffia che sfrutta una nuova tecnologia trasmissiva chiamata conduzione ossea.
No, non è una tecnologia per parlare con gli alieni né provenienti da quest’ultimi e il ruolo di questa cuffia consiste in:

  1. Traduzione di una fonte audio in ingresso in vibrazioni
  2. La vibrazione viene trasmessa attraverso le nostra ossa del cranio fino ad arrivare nell’orecchio interno
  3. L’orecchio interno capta la vibrazione e tramite il nervo acustico percepiamo ciò che definiamo suono.

I primi due punti vengono svolti efficacemente dalla cuffia che andremo ad analizzare e il suo nome in codice è AfterShokz Trekz Titanium.

Prima di andare avanti, vorrei rispondere alla domanda che ti stai ponendo, ossia “Cosa vuoi dire per cuffia per tutti?“.
Ciò che voglio intendere e, che approfondirò un dettaglio più avanti, è proprio che questa cuffia può essere usata sia dagli sportivi, dalle persone non udenti, non vedenti e dalle persone comune.

Esatto, hai letto bene e sembra buffo ma anche le persone non udenti possono ascoltare una chiamata o una canzone se non hanno seri danneggiamenti alla coclea.
Sì, anche per non vedenti e no, non ci sono problemi con l’ascolto dei suoni ambientali. Perché? Scopriamolo assieme! 🙂

Unboxing AfterShokz Trekz Titanium

AfterShokz Trekz Titanium unboxing

Partendo da sinistra possiamo notare la nostra cuffia AfterShokz Trekz Titanium con la colorazione grigia/nera.
Tranquillo, la cuffia essendo costituita da titanio, sopporta tutte le tensioni e difficilmente si romperà!
Nella cuffia sono presenti tre bottoni, due per il volume (di cui uno fa anche da accensione/spegnimento) e uno che funge da tasto multifunzione che ti permette di cambiare traccia, attivare l’assistente vocale (del telefono) e tante altre cose.

Oltre la cuffia troviamo i due libricini per la garanzia e per le istruzioni d’uso in lingua inglese e la sua scatola originale.
Sul sito ufficiale è presente la traduzione italiana per le istruzioni d’uso.

Infine all’interno della scatola è presente il cavo micro USB a USB per ricaricare la nostra cuffia, le due fitband per adattare la cuffia alle varie dimensioni delle nostre teste, una custodia per la cuffia e infine, da usare solamente in ambienti sicuri, due tappi per escludere i suoni dell’ambiente esterno.

Ecco quale uno dei tanti vantaggi della conduzione ossea, permette a tutti di ascoltare sia il suono proveniente dalla AfterShokz Trekz Titanium e sia dall’ambiente attorno a noi 🙂

Caratteristiche tecniche

  • Raggio senza fili: 10 m (33 ft)
  • Tipo di altoparlante: Trasduttori a conduzione ossea
  • Batteria: Ricaricabile agli ioni di litio
  • Frequenza di risposta: 20Hz~20KHz
  • Riproduzione continua: 6 ore
  • Sensibilità: 100 ± 3dB
  • Tempo di standby: 10 giorni
  • Microfono: -40dB ± 3dB
  • Tempo di caricamento: 1 ora e mezza
  • Versione Bluetooth: Bluetooth® v4.1 (possibilità di accoppiamento multiplo senza doverlo fare ogni volta quando si vuole collegare la cuffia ad un dispositivo diverso)
  • Peso: 36g (1,27 oz)
  • Profili compatibili: A2DP, AVRCP, HSP, HFP
  • Garanzia: 2 anni (se registrato)
  • Certificazione IP55 (resistente al sudore e polvere)
  • Doppio microfono per la cancellazione del rumore

Impatto Generale

In questi giorni la cuffia AfterShokz Trekz Titanium è stata davvero stressata in ogni condizione.
Sotto al sole, sudore intenso, con forte raffiche di vento, in bicicletta, in macchina, da persone affette con disabilità e così via.

Ciò che si è riscontrato a primo impatto è grande stupore per via del mezzo trasmissivo: la conduzione ossea non è una cosa che conoscono tutte le persone.
Inoltre, in un primo momento (qualcosa come i primi cinque minuti se non si è abituati), è possibile riscontrare un leggero mal di testa, disorientamento e sensazione che l’audio delle cuffie sia davvero scarso a causa dell’influenza del rumore ambientale.

Design e Comfort

AfterShokz Trekz Titanium - lateral

I materiali utilizzati per la costruzione di questo dispositivo sono di ottima qualità e vengono assemblati tra loro uniformemente e creano un mix tra essere leggero, solido e confortevole.
Sotto uso intenso non scaldano e non creano alcuno slittamento, fastidio o bruciore in caso di sudore intenso. Per ripulirlo esternamente, basta passare un panno leggermente umido e torna come nuovo.
Come detto in precedenza, non si presenteranno problemi in caso di pioggia leggera o di sudore intenso grazie alla certificazione IP55 che permette anche di resistere alla polvere in generale.

Per quanto riguarda l’uso, basta accoppiarli (la prima volta), effettuare la connessione via bluetooth, scegliamo la canzone dal lettore musicale preferito e siamo operativi.
Inoltre, la progettazione di queste cuffie è stata fatta in modo che non crei alcun fastidio durante l’uso di caschi, apparecchi uditivi, etc.

Per indossarli basta appoggiarle la cuffia sopra le orecchie in modo che i trasduttori facciano presa sulle ossa davanti l’orecchio: come se si stesse indossando gli occhiali al contrario 🙂

Funzionalità dei tasti presenti

Come presentato, i tasti presenti sono esattamente tre.
Una volta indossati, dietro l’orecchio destro si trova il primo che funge o da accensione/spegnimento (tenendolo premuto a lungo fino a quando non si sente una voce) oppure quello successivo che permette di abbassare il volume.
Durante l’esecuzione di una canzone, se teniamo premuti assieme i due tasti del volume, si effettuerà un cambio dell’equalizzatore che ridurrà drasticamente i bassi: questa funzione è molto utile se dobbiamo ad esempio ascoltare un podcast.

Sul lato sinistro invece, troviamo il tasto di multifunzione che ci permette di effettuare delle azioni se stiamo ascoltando la musica come pausa, play, cambio traccia, oppure ci permette di accettare o rifiutare una chiamata che ci viene segnalata in automatico tramite un suono inconfondibile.
Se tocchiamo a lungo, partirà il nostro assistente vocale del telefono che potrà essere Siri o Google Now.
In ogni operazione, possiamo fare a meno di tirare fuori il nostro telefono in quanto il tasto multifunzione ci permette di fare quasi tutto e ovviamente, è incorporato un doppio microfono che si attiva quando interagiamo con l’assistente vocale o rispondiamo ad una chiamata.

Qualità del suono e durata della batteria

La qualità del suono è semplicemente qualcosa di fantastico essendo supportato dal sistema PremiumPitch+™, però, tutto dipende dall’ambiente in cui vi trovate.
Purtroppo avendo modo di sentire sia l’audio dalle cuffie e sia l’ambiente esterno, può dare la sensazione che l’audio sia distorto e di bassa qualità.
Per migliorare la resa, se siete in un ambiente SICURO, potete indossare i tappi in dotazione e sentirete il suono che entra in maniera determinata nella vostra testa aumentando la vostra adrenalina.

Rispetto alla concorrenza, la durata della batteria è ottima e ci si avvicina molto sulle 6 ore mentre per la ricarica, se la cuffia è completamente scarica, siamo esattamente sull’ora e mezza spaccata.

Prestate particolarmente attenzione al volume però perché oltre alla sicurezza se siete in un ambiente chiuso o vicino alle altre persone, questi potranno sentire leggermente ciò che state ascoltando anche se l’azienda sta migliorando sempre di più per ridurre questo problema grazie alla tecnologia LeakSlayer™.

Campagna di sensibilizzazione

Sono venuto a conoscenza che l’azienda AfterShokz sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione per tutti i sportivi e per tutti gli autisti.
Questa cuffia Trekz Titanium, mira ad assistervi in tutte le funzionalità tra musica e chiamate senza però distogliere l’attenzione dalla strada ed altri pericoli connessi.

Pertanto, considerando anche le nostre leggi italiane dove possiamo incorrere pesanti sanzioni se stiamo usando il telefono mentre guidiamo, la cuffia AfterShokz Trekz Titanium può essere una valida alternativa (N.B. non ho conferme in merito) alla classica cuffia o ad un impianto vivavoce (che porta ad effettuare lavori in macchina e ad essere non portabile) in quanto permette sia di ascoltare l’audio della cuffia che i suoni dell’ambiente esterno.

Conclusioni

Siamo giunti alla conclusione e sicuramente ti starai chiedendo se vale davvero la pena spendere 123€ da un e-commerce.
Con tutto ciò che hai potuto leggere e da quello che posso dirti io sì, vale assolutamente la pena.

Dico ciò sia per i benefici che porta a tutti e sia perché è un dispositivo stupendo che offre vantaggi per quando si è in macchina o si sta facendo sport e sia perché rende un po’ più alieni alla vista di altri. 🙂

E non dimentichiamo i non vedenti! Grazie a ciò potranno usufruire dell’ascolto dell’accessibilità senza dover portare il telefono all’orecchio e rischiare di non sentire a causa del disturbo ambientale ed essere agevolati in caso arrivi una chiamata. Basta un tocco sul pulsante vicino l’orecchio, parleranno e la loro voce verrà captata anche dai microfoni delle cuffie… Semplice e il tutto a mani libere!

Dove acquistare

E’ possibile acquistare AfterShokz Trekz Titanium da Amazon seguendo questa pagina.

Per qualsiasi necessità, dubbio, o problema, sono a vostra più completa disposizione nei commenti!

L'articolo AfterShokz Trekz Titanium – La cuffia per tutti! sembra essere il primo su Mirko Pizii | Grab The Penguin.

il 06 July 2017 14.24

01 July 2017

PCI Compliance made simple

Lorenzo Sfarra (twilight)

Are you trying to understand if your server has to be PCI compliant?
Are you reading some docs around and the more you read, the more you are confused?

Here’s some very simple and short tips for PCI compliance, according to Braintree and SecurityMetrics sources (you should check with your payment gateway / Qualified Security Assessor).

This post is a very simple answer to the question: “Can I accept payments without redirecting to an external website with my NON-PCI compliant server(s)?

If you have to:

  1. insert a new credit card during the checkout process,
  2. store the payment details in the Braintree (payment gateway) Vault for later use

and your payment gateway gives you the chance to integrate an iframe or a solution similar to the Braintree Drop-In where the code is injected from the payment gateway servers, you can run your website on a NON-PCI compliant server.

This does not mean that you can ignore the PCI compliance at all.

So, what you should do? You should qualify for the SAQ A. In fact:

The card associations (VISA, MasterCard, Discover and American Express) have mandated that anyone accepting credit cards must become PCI compliant. We do require merchants to go through a Qualifies Security Assessor to help verify that your payments platform is compliant with rules established by the Card Associations.

You’re still required to complete an annual SAQ in order to be PCI compliant.

Please note that this is true if and only if the payment details are inserted only by the customer.

If the customer communicates these details to someone of your organisation, then this will increase your scope of compliance.

il 01 July 2017 13.38

20 June 2017

So,

you are using the Magento2 APIs and you need to access a product.
The core API forces you to access product by its SKU:

GET /V1/products/:sku

Sometimes you need to access a product by its ID, or by its URL key.

Let’s see how we can create two simple APIs to perform this task.

First of all, let’s fill your webapi.xml with the two routes we are going to use for this.

Ex.:

<route url="/V1/lorenzo-productbyurl/:urlKey" method="GET">
 <service class="Lorenzo\ProductBy\Api\ProductByInterface" method="getProductByUrl"/>
 <resources>
   <resource ref="anonymous"/>
 </resources>
</route>
<route url="/V1/lorenzo-productbyid/:id" method="GET">
 <service class="Lorenzo\ProductBy\Api\ProductByInterface" method="getProductById"/>
 <resources>
   <resource ref="anonymous"/>
 </resources>
</route>

Now we are going to define the interface cited in the previous XML file, declaring the two methods:

interface ProductByInterface
{
 /**
  * GET product identified by its URL key
  *
  * @api
  * @param string $urlKey
  * @return \Magento\Catalog\Api\Data\ProductInterface
  * @throws \Magento\Framework\Exception\NoSuchEntityException
  */
 public function getProductByUrl($urlKey);

 /**
  * GET product identified by its id
  *
  * @api
  * @param string $id
  * @return \Magento\Catalog\Api\Data\ProductInterface
  * @throws \Magento\Framework\Exception\NoSuchEntityException
  */
 public function getProductById($id);
}

 

Ok, finally we are going to define the model that will implement this interface. Please be sure to update your di.xml accordingly.

 

class ProductBy implements ProductByInterface
{

 /**
  * @var \Magento\Framework\Api\SearchCriteriaBuilder
  */
 protected $searchCriteriaBuilder;

 /**
  * @var \Magento\Catalog\Api\ProductRepositoryInterface
  */
 protected $productRepository;

 /**
  * @var \Magento\Framework\Api\FilterBuilder
  */
 protected $filterBuilder;

 /**
  * @var \Magento\Framework\Api\Search\FilterGroup
  */
 protected $filterGroup;

 public function __construct(
   \Magento\Catalog\Api\ProductRepositoryInterface $productRepository,
   \Magento\Framework\Api\SearchCriteriaInterface $searchCriteria,
   \Magento\Framework\Api\FilterBuilder $filterBuilder,
   \Magento\Framework\Api\Search\FilterGroup $filterGroup)
 {
   $this->productRepository = $productRepository;
   $this->searchCriteria = $searchCriteria;
   $this->filterBuilder = $filterBuilder;
   $this->filterGroup = $filterGroup;
 }

 /**
  * {@inheritdoc}
  */
 public function getProductByUrl($urlKey)
 {
   $this->filterGroup->setFilters([
   $this->filterBuilder->setField('url_key')->setConditionType('eq')
        ->setValue($urlKey)->create()]);
   $this->searchCriteria->setFilterGroups([$this->filterGroup]);
   $products = $this->productRepository->getList($this->searchCriteria);
   if (count($products) == 0) {
     return null;
   }
   $items = $products->getItems();
   foreach ($items as $item) {
     return $item;
   }
 }

 /**
  * {@inheritdoc}
  */
 public function getProductById($id)
 {
   return $this->productRepository->getById($id);
 }
}

Now you can access a product by ID with:

GET /V1/lorenzo-productbyid/:id

And by URL key with:

GET /V1/lorenzo-productbyurl/:urlKey
il 20 June 2017 10.36

13 June 2017

Categoria: 

NewsletterItaliana/Materiale/logo_new_newsletter.png

È disponibile la newsletter N° 22/2017 della comunità di ubuntu-it. In questo numero:

  • GNOME è ora il desktop predefinito in Ubuntu 17.10
  • Ubuntu decide di sostituire LightDM con GDM
  • Ubuntu-it ora disponibile sotto HTTPS
  • Plasma 5.10.1 disponibile per Kubuntu 17.04
  • Statistiche del gruppo sviluppo

Puoi leggere la newsletter in questa pagina, oppure scaricarla in formato pdf.
Per ricevere la newsletter ogni settimana nella tua casella di posta elettronica, iscriviti alla lista newsletter-italiana.

il 13 June 2017 20.18

11 June 2017

Plasma 5.10.1 disponibile per Kubuntu 17.04

Ubuntu-it Gruppo Promozione

Categoria: 

Plasma 5.10.1, ultima versione stabile dell'ambiente di lavoro di Kubuntu, è ora disponibile per gli utenti di Kubuntu 17.04 Zesty Zapus.
Rilasciato il 30 maggio, Plasma 5.10 raccoglie moltissime novità come Folder View che mostra l'anteprima del contenuto delle cartelle durante lo spostamento manuale dei file, comandi per la riproduzione multimediale nella schermata di blocco schermo, migliore supporto per il touch screen e moltissime altre funzionalità. Puoi consultare gli annunci di Plasma 5.10.1 e Plasma 5.10 per scoprire i principali cambiamenti introdotti.

 

 

Per aggiornare Plasma su Kubuntu 17.04 è necessario aggiungere il PPA ppa:kubuntu-ppa/backports alla source list, come descritto in questa pagina, oppure tramite terminale digitando i seguenti comandi:

sudo add-apt-repository ppa:kubuntu-ppa/backports
sudo apt update
sudo apt full-upgrade

Il PPA Kubuntu backports contiene aggiornamenti anche per numerose altre applicazioni come Kmail, Kontact o Korganiser oltre al KDE Framework 5.34, pertanto aggiungendo questo PPA verranno scaricati e installati molti pacchetti aggiuntivi al solo Plasma 5.10. Tale PPA continuerà inoltre a ricevere aggiornamenti per le future versioni di Plasma 5.10.

Va ricordato che questi aggiornamenti, pur rappresentando gli ultimi sviluppi del mondo KDE, non sono testati in maniera estensiva come avviene invece per i pacchetti forniti dall'archivio di Ubuntu e sono supportati in maniera limitata. Qualora si presentassero dei problemi, puoi fornire tutte le informazioni necessarie alla loro risoluzione tramite la mailing list del progetto o tramite i canali IRC #kubuntu e #kubuntu-devel su irc.freenode.net, oltre che a segnalare il problema su bugs.launchpad.net/kubuntu-ppa.

 

Fonte: kubuntu.org

il 11 June 2017 09.26

10 June 2017

Categoria: 

GruppoDocumentazione/Blog/news_wiki03.png
Foto originale: Pink and Blue by Ashwin Deshpande

Ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante il mesi di marzo, aprile e maggio 2017.

 

Aggiornamenti e novità

  • FAQ Gruppo documentazione: aggiornamento della pagina contenente le risposte alle domande più frequenti poste da chi si affaccia per la prima volta alla documentazione wiki, utile per sapere come è strutturata la documentazione della comunità italiana di Ubuntu e come contribuire.

  • FAQ Swap: revisione e aggiornamento della guida che raccoglie le domande più frequenti relative all'uso della swap.

  • Elenco Produttori: nuova pagina contenente un elenco di produttori che vendono modelli di PC con preinstallato Ubuntu, altre distribuzioni GNU/Linux oppure senza sistema operativo.

  • Timeshift: nuova guida per l'installazione e l'utilizzo di questo strumento per il backup e ripristino del sistema, simile a Ripristino configurazione di sistema di Windows e a Time Machine di MacOS.

  • Flatpak: guida all'utilizzo di questo nuovo formato di packaging, nato da un progetto di GNOME Foundation e Red Hat.

  • Alien: aggiornamento della guida dedicata allo strumento per installare su Ubuntu pacchetti di altre distribuzioni GNU/Linux, come Fedora, Red Hat, Slackware e altre.

  • Verifica Disco Fisso: revisione della guida che spiega come verificare il corretto funzionamento dei dischi fissi.

  • Spostare Home in Partizione Separata: revisione della guida che spiega come spostare la cartella Home in una partizione separata.

  • Carta Nazionale dei Servizi: aggiornamento della guida sull'utilizzo della Carta Nazionale dei Servizi e della Carta Regionale dei Servizi in Ubuntu, utilizzando Firefox o Chromium ed un lettore di smart card.

  • Multicd: aggiornamento della guida dedicata al programma che permette di creare un'immagine .iso contenente più distribuzioni live GNU/Linux.

  • Oracle Java: aggiornamento della guida che illustra i metodi per l'installazione delle versioni 6, 7, 8 e 9 del programma.

  • Programmazione/RenPy: nuova guida all'utilizzo del software ideato per la realizzazione di avventure grafiche, Kinetic Novel e RPG, compatibile con il linguaggio Python.

  • SMTube: nuova guida all'installazione di questo client di YouTube, che permette di vederne i video senza l'utilizzo di un browser web.

  • Scanner Epson: aggiornamento della guida all'installazione di diversi modelli di scanner Epson.

  • Lenovo Yoga 710-14IKB: resoconto dell'installazione di Ubuntu su questo modello di portatile.

  • Lenovo Thinkpad E470: resoconto dell'installazione di Ubuntu su questo modello di portatile.

Come sempre ringraziamo tutti gli utenti che hanno contribuito all'aggiornamento e alla realizzazione delle guide wiki. Per maggioro informazioni, consulta la pagina Lavoro Svolto.

A cura del Gruppo Doc
Vuoi contribuire al Wiki? Comincia subito!

il 10 June 2017 18.02

07 June 2017

Categoria: 

NewsletterItaliana/Materiale/logo_new_newsletter.png

È disponibile la newsletter N° 21/2017 della comunità di ubuntu-it. In questo numero:

  • Ubuntu è alla ricerca di nuovi sfondi per Ubuntu 17.10
  • Rinnovata la sezione FAQ nel wiki di Ubuntu-it
  • La beta pubblica di build.snapcraft.io è disponibile

Puoi leggere la newsletter in questa pagina, oppure scaricarla in formato pdf da questa pagina.
Per ricevere la newsletter ogni settimana nella tua casella di posta elettronica, iscriviti alla lista newsletter-italiana.

il 07 June 2017 19.26

02 June 2017

Categoria: 

Le FAQ della documentazione wiki hanno ricevuto un consistente aggiornamento.

Di recente la pagina ha ottenuto diversi miglioramenti fra cui l'inserimento di immagini esplicative e nuove informazioni. Da segnalare in particolare la re-introduzione della pagina CastelliDiSabbia, utile anche a utenti non iscritti per fare pratica con la modifica delle pagine wiki.

Nata nel Dicembre 2015, la pagina si è rivelata un utile strumento per ampliare il quadro delle informazioni utili agli utenti che si avvicinano alla documentazione wiki di Ubuntu-it.

 

A differenza della pagina Partecipa che fornisce in modo pratico e sintetico quei 2/3 concetti base per essere subito operativi, le FAQ ampliano con più calma concetti e nozioni di vario tipo: cosa è un wiki e la logica che ne sta dietro, le informazioni di carattere pratico sull'utilizzo della piattaforma, la struttura organizzativa e molto altro. E tutto questo attraverso un linguaggio sintetico e scorrevole.

Se hai qualche minuto di tempo e ti incuriosiscono gli argomenti legati alla documentazione wiki, leggi subito le FAQ. Ti aspettiamo!

 

 

A cura del Gruppo Doc
Vuoi contribuire al Wiki? Comincia subito!

 

il 02 June 2017 09.27

01 June 2017

At fleetster we have our own instance of Gitlab and we rely a lot on Gitlab CI. How can be otherwise? We are a small team, with a lot of different projects (only in last month, we had more than 13.000 commits over 25 different projects, and we are only 10 - and I work part time).

Automatizing as many development steps as possible (from build to QA to deploy) is helping us a lot, but sometimes we write some code and then forget about it. This is a disaster! We have some bugfix or some new feature ready, but it is forgotten in some branch somewhere.

This is why we have, as policy, to push as soon as possible an to open a new MR, mark it as WIP, and assign to ourself; in this way Gitlab will remember to ourself we have a MR.

You need to do 3 steps to achieve that:

  • Push the code
  • Click on the link that appears on your terminal
  • Fill a form

But we are nerd. We are lazy. So one night, after a couple of beers, Alberto Urbano and I spent some hours to automatize a tasks that requires 10 seconds.

Actually, the experience was quite fun, it was the first time we used Gitlab APIs and we learned things we will apply to others scripts as well.

automation

Image by Randall Munroe, xkcd.com

The script

With this script, every time we push a commit, Gitlab CI takes a look if the branch that commit belongs to has already a opened MR and, if not, it creates it. It then assigns the MR to you, and put WIP in the title to mark it as work in progress.

In this way you cannot forget about that branch, and when you’ve finished writing code on it, you just need to remove the WIP from the title and assign to the right person to review it.

In the end, this is the script we came out with (when you add to your project, remember to make it executable):

#!/usr/bin/env bash
# Extract the host where the server is running, and add the URL to the APIs
[[ $HOST =~ ^https?://[^/]+ ]] && HOST="${BASH_REMATCH[0]}/api/v4/projects/"

# Look which is the default branch
TARGET_BRANCH=`curl --silent "${HOST}${CI_PROJECT_ID}" --header "PRIVATE-TOKEN:${PRIVATE_TOKEN}" | python3 -c "import sys, json; print(json.load(sys.stdin)['default_branch'])"`;

# The description of our new MR, we want to remove the branch after the MR has
# been closed
BODY="{
    \"id\": ${CI_PROJECT_ID},
    \"source_branch\": \"${CI_COMMIT_REF_NAME}\",
    \"target_branch\": \"${TARGET_BRANCH}\",
    \"remove_source_branch\": true,
    \"title\": \"WIP: ${CI_COMMIT_REF_NAME}\",
    \"assignee_id\":\"${GITLAB_USER_ID}\"
}";

# Require a list of all the merge request and take a look if there is already
# one with the same source branch
LISTMR=`curl --silent "${HOST}${CI_PROJECT_ID}/merge_requests?state=opened" --header "PRIVATE-TOKEN:${PRIVATE_TOKEN}"`;
COUNTBRANCHES=`echo ${LISTMR} | grep -o "\"source_branch\":\"${CI_COMMIT_REF_NAME}\"" | wc -l`;

# No MR found, let's create a new one
if [ ${COUNTBRANCHES} -eq "0" ]; then
    curl -X POST "${HOST}${CI_PROJECT_ID}/merge_requests" \
        --header "PRIVATE-TOKEN:${PRIVATE_TOKEN}" \
        --header "Content-Type: application/json" \
        --data "${BODY}";

    echo "Opened a new merge request: WIP: ${CI_COMMIT_REF_NAME} and assigned to you";
    exit;
fi

echo "No new merge request opened";

Gitlab CI

The variables used in the script are passed to it by our .gitlab_ci.yml file:

stages:
    - openMr
    - otherStages

openMr:
    before_script: []   # We do not need any setup work, let's remove the global one (if any)
    stage: openMr
    only:
      - /^feature\/*/   # We have a very strict naming convention
    script:
        - HOST=${CI_PROJECT_URL} CI_PROJECT_ID=${CI_PROJECT_ID} CI_COMMIT_REF_NAME=${CI_COMMIT_REF_NAME} GITLAB_USER_ID=${GITLAB_USER_ID} PRIVATE_TOKEN=${PRIVATE_TOKEN} ./utils/autoMergeRequest.sh # The name of the script

All these environment variables are set by Gitlab itself, but the PRIVATE-TOKEN. A master of the project has to create it in its own profile and add to the project settings.

To create the personal token you can go to /profile/personal_access_tokens on your Gitlab instance, and then you add to your pipeline following this guide

Way to improve

The script is far from perfect.

First of all, it has 2 APIs calls, one to take the list of MR and one to take the default branch, to use it as target. Of course you can hardcode the value (in the end it shouldn’t change often), but hardcoding is always bad.

Also, it uses python3 to extract the name of the target branch - this is just one of many possible solutions, just use what is available on your system. Apart from that, the script doesn’t have any external dependency.

The other thing is how you need to set up the secret token to call the APIs. Luckily, Gitlab’s developers are working on a new way to manage secret token.

Conclusion

This was a very small and very simple example about how much powerful the Continuous Integration can be. It takes some time to setup everything, but in the long run it will save your team a lot of headache.

In fleetster we use it not only for running tests, but also for having automatic versioning of the software and automatic deploys to testing environments. We are working to automatize other jobs as well (building apps and publish them on the Play Store and so on).

Speaking of which, do you want to work in a young and dynamically office with me and a lot of other amazing guys? Take a look to the open positions at fleetster!

Kudos to the Gitlab team (and others guys who help in their free time) for their awesome work!

If you have any question or feedback about this blog post, please drop me an email at riccardo@rpadovani.com :-)

Bye for now,
A. & R.

P.S: if you have found this article helpful and you’d like we write others, do you mind to help us reaching the Ballmer’s peak and buy us a beer?

il 01 June 2017 12.00

31 May 2017

Categoria: 

NewsletterItaliana/Materiale/logo_new_newsletter.png

È disponibile la newsletter N° 20/2017 della comunità di ubuntu-it. In questo numero:

  • Full Circle Magazine Issue #121 in inglese
  • Vectr. Un nuovo editor grafico vettoriale disponibile come snap su Ubuntu
  • Fissata la data per il rilascio di Debian 9 "Stretch"
  • Annuncio di LibreOffice 5.2.7
  • Statistiche del gruppo sviluppo

 

Puoi leggere la newsletter in questa pagina, oppure scaricarla in formato pdf da questa pagina.
Per ricevere la newsletter ogni settimana nella tua casella di posta elettronica, iscriviti alla lista newsletter-italiana.

il 31 May 2017 17.06

28 May 2017

Categoria: 

NewsletterItaliana/Materiale/logo_new_newsletter.png

È disponibile la newsletter N° 19/2017 della comunità di ubuntu-it. In questo numero:

  • Ubuntu Desktop Team cerca il feedback della comunità
  • Mesa 17.1.0 per Ubuntu 16.04 e 17.04
  • Italian Hackers Embassy allo SHA 2017
  • Statistiche del gruppo sviluppo

Puoi leggere la newsletter in questa pagina, oppure scaricarla in formato pdf da questa pagina.
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il 28 May 2017 14.43

19 May 2017

Feroci Feticisti da Fiera

Dario Cavedon (iced)

Avvicinamento


Li vedo arrivare da lontano. Loro ostentano finta indifferenza, mentre si avvicinano con l’occhio già fisso sul materiale deposto sul banchetto. Io fingo di non vederli, mentre li tengo sotto tiro con la coda dell’occhio. Loro fanno finta di non accorgersi che io faccio finta di non vederli. Insomma, ci ignoriamo bellamente nella consapevolezza dell'altro. Chiaro, no?
L’avvicinamento può durare anche parecchi minuti, e i soggetti possono tentare alcune manovre evasive, mostrando improvviso interesse per lo schermo dello smartphone o per il colore del pavimento, oppure percorrendo tragitti più lunghi di quelli che il buon senso comanda, come avvoltoi che girano in cerchio sopra le prede.

Attacco


Quando finalmente atterrano, adottano comportamenti diversi.

Il grufolatore, neanche ti vede e grufola tra il materiale alla ricerca del pezzo perfetto per la propria collezione di oggettistica da fiera. Passa tutto il tempo senza mai rivolgermi uno sguardo, intento a verificare peso e consistenza di ogni singolo gadget.

L’amicone, arriva tutto sorridente – ma il sorriso è un po’ tirato – e ti fa mille domande perfettamente pertinenti all'argomento. Conosce già le risposte, ma tanto neanche le sente, le risposte, intento com'è ad osservare cosa potrebbe arraffare. Dopo quello che lui considera un tempo adeguato, chiede gentilmente se può prendere qualche gadget. E se può prendere qualche gadget per il figlio. E anche per Franco, un suo amico che è appassionatissimo-ma-la moglie-non-lo-lascia-venire.

Il patologico, affetto da una qualche forma di cleptomania. Questi predilige i banchetti vuoti, su cui si avventa portando via tutto quello che si può umanamente portare via, stipandolo nello zainetto che ha peso, dimensioni e contenuto simili a quello di Steve Wozniak. Se il banchetto è presidiato, attende pazientemente la pausa pranzo per assaltare il banchetto sguarnito. Oppure la pausa bagno – lui lo sa che prima o poi dovrai andarci in bagno. Colpisce veloce e preciso.

Libera, ma


A tutti, anche a chi non lo chiede, rispondo gentilmente che possono prendere quello che vogliono, MA devono lasciare una piccola offerta nella cassettina di cartone, sì, proprio quella con su scritto “Offerta libera”. In quel preciso istante appare sul banchetto una cassettina di cartone con su scritto “Offerta libera”, fino a quel momento nascosta in un anfratto spazio-temporale invisibile alla maggior parte dell’Umanità.

Dopo un momento di vero sgomento, gli occhi strabuzzati quasi gli avessi chiesto un rene, parte una disperata ricerca di monetine in tutti gli anfratti di pantaloni, giacche e camicie, allo scopo di trovare la moneta più piccola che possa bilanciare quello che già tengono in mano “il mio tessssooorrooo”.

Alla richiesta dell’offerta qualcuno ritrae la mano come se si fosse scottato, lasciando cadere il materiale sul banchetto. I più scaltri se ne escono con una banconota da 50 € chiedendo se ho da cambiare - e sì, ho da cambiare, e questo trucco lo conosco già. No, non è facoltativa l’offerta, che sennò in quella cassettina ci sarebbero 37 centesimi e un bottone, e sì il devoluto lo diamo in beneficenza.

Risoluzione


La fase più semplice, per loro e per me. Il grufolatore razzola senza soluzione di continuità verso il prossimo obiettivo. Gli altri, con il passo incerto di chi si chiede se sia valsa la pena di lasciare tutto quel capitale, perché se era gratis sì, sennò che se lo tengano.
il 19 May 2017 19.44

Sometimes in your logic you have to save different model instances at once.

Magento1 already had the concept of transaction, using the classic singleton model:

Mage::getModel('core/resource_transaction')

Magento2 has its concept of transaction, too, so let’s see with a simple example how to use this feature.

Let’s say we have a DB table ‘table’ described as follows:

 

+-----+--------+--------+
| id  | field1 | field2 |
+-----+--------+--------+

We’ll have a \Some\Thing\Model\Table:

class Table extends \Magento\Framework\Model\AbstractModel implements \Magento\Framework\DataObject\IdentityInterface {
  [..]
  public function __construct(
    \Magento\Framework\Model\Context $context,
    \Magento\Framework\Registry $registry,
    \Some\Thing\Model\ResourceModel\Table $resource,
    \Some\Thing\Model\ResourceModel\Table\Collection $resourceCollection,
    array $data = []
 ) {
    parent::__construct($context, $registry, $resource, $resourceCollection, $data);
 }
 [..]
}

And a classic \Some\Thing\Model\ResourceModel\Table that looks like this:

class Table extends \Magento\Framework\Model\ResourceModel\Db\AbstractDb
{
   /**
    * Set main entity table name and primary key field name
    *
    * @return void
   */
   protected function _construct()
   {
      $this->_init('table', 'id');
   }
}

So, let’s say that in our controller or API call we want to save different Tables at once.

In the constructor we have to make clear some dependencies:

public function __construct(
 [..]
 \Some\Thing\Model\TableFactory $tableFactory,
 \Magento\Framework\DB\TransactionFactory $transactionFactory
 ) {
  [..]
  $this->tableFactory = $tableFactory;
  $this->transactionFactory = $transactionFactory;
}

 

In our logic there will be something like this:

$transaction = $this->transactionFactory->create();
foreach ($values as $field1 => $field2) {
  $tableInstance = $this->tableFactory->create();
  $tableInstance->setField1($field1);
  $tableInstance->setField2($field2);
  $transaction->addObject($tableInstance);
}
$transaction->save();

So, at first we create a transaction instance from the transaction factory.
Then, in each iteration in the foreach loop we create a table instance from the Table factory.

We set all the required fields and then we add the instance to the transaction.

The last step is to call the save() method of the transaction instance to save all the Table instances.

Please note that, in case of errors, Magento2 performs a rollback:

// Magento\Framework\DB\Transaction::save()#L143:L148
if ($error) {
  $this->_rollbackTransaction();
  throw $error;
} else {
  $this->_commitTransaction();
}

 

il 19 May 2017 11.06

18 May 2017

Categoria: 

NewsletterItaliana/Materiale/logo_new_newsletter.png

È disponibile la newsletter N° 18/2017 della comunità di ubuntu-it. In questo numero:

  • In arrivo nuovi aggiornamenti per Kubuntu 16.04 LTS e 17.04
  • Il Consorzio GARR ha creato una rete cloud basata su Ubuntu
  • Cinnamon 3.4 rilasciato, ecco come installarlo su Ubuntu
  • Nasce il progetto Halium!
  • Debian stable: rilasciata la versione 8.8

Puoi leggere la newsletter in questa pagina, oppure scaricarla in formato pdf da questa pagina.
Per ricevere la newsletter ogni settimana nella tua casella di posta elettronica, iscriviti alla lista newsletter-italiana.

il 18 May 2017 17.47

13 May 2017

WannaCry e la lezione inascoltata

Dario Cavedon (iced)


Nei giorni scorsi un virus di tipo "ramsonware" chiamato WannaCry ha colpito più di 230.000 computer con Windows in 99 Paesi in tutto il mondo. L'attacco è particolarmente notevole in quanto avvenuto in maniera simultanea, e ha devastato centinaia di aziende come la compagnia telefonica spagnola Telefonica, il corriere internazionale Federal Express, le Ferrovie Tedesche, il Servizio Sanitario Britannico, l'Università Bicocca a Milano, giusto per citarne alcuni.

Mi auguro che questa vicenda serva a tutti come lezione per prendere seriamente il tema di sicurezza informatica, dato che il virus ha colpito versioni vecchie e non aggiornate di Windows (anche se la correzione era disponibile da mesi).

Ma se un sistema aggiornato - qualsiasi sistema - pone al riparo da molti rischi, sono molto meno ottimista sull'effetto della lezione sui rischi impliciti nell'utilizzo di sistemi proprietari: nessuno è in grado di stabilire quali software fanno cosa e in che modo. Si può venire a scoprire - per caso - che il driver audio dei PC HP registra i tasti premuti dall'utente, in sostanza un virus di tipo "keylogger". 

Quest'ultima di sicuro resterà una lezione inascoltata.

(l'immagine è tratta da Wikipedia)
il 13 May 2017 20.32

29 April 2017


Tra una settimana giusta giusta si terra DUCC-IT 2017, la Debian/Ubuntu Community Conference Italia, a Vicenza, ospitati dall'Amministrazione del Comune di Vicenza a Villa Lattes (vedi foto qui sopra). È la prima volta che il DUCC-IT si tiene in Veneto, e sono abbastanza orgoglioso di far parte del piccolo gruppo che sta organizzando la manifestazione. 

Dopo Perugia, Fermo, Cesena e Milano (e un anno di pausa), le comunità di Debian e Ubuntu tornano a incontrarsi, e invitano anche tutti gli appassionati di GNU/Linux e del Software Libero.
Il tema di quest'anno è “Open communities for a better world” (comunità aperte per un mondo migliore), a sottolineare il generoso contributo che le comunità hanno donato allo sviluppo e al supporto di GNU/Linux e del Software Libero in tutto il mondo, diventando anche una concreta possibilità occupazionale.

Il programma


Il programma di quest'anno è ricco di spunti, rappresentato dal meglio delle Comunità Debian e Ubuntu, ma anche delle comunità Mozilla Italia, LibreItalia, Wikimedia e OpenStreetMap, con ben sedici talk tenuti da quindici relatori provenienti da tutta Italia (e Germania! ;-) )
I talk in programma tratteranno tre filoni principali: utilizzo degli strumenti liberi, esperienze di software libero sul campo e come contribuire a progetti liberi. Il pubblico potrà interagire con i relatori, grazie a uno spazio apposito destinato all’approfondimento.
Tra i numerosi ospiti dell’evento: Marina Latini (Presidente) e Florian Effemberger (Executive Director) di The Document Foundation che sovrintende lo sviluppo della suite per ufficio LibreOffice, Roberto Guido Presidente di Italian Linux Society che organizza il Linux Day, Marco Chemello “wikipediano in residenza” di BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), Paolo Dongilli, coordinatore del Progetto FUSS della Provincia di Bolzano, per l’adozione di Software Libero nella scuola pubblica.
Uno spazio sarà dedicato all’adozione di Zorin OS da parte del Comune di Vicenza, il sistema operativo basato su GNU/Linux che ha portato alla ribalta il comune Veneto tra i pionieri dell’innovazione nell’ambito della Pubblica Amministrazione.


Il sottoscritto...


... parteciperà con un paio di talk: la presentazione della Comunità ubuntu-it, per chi fosse interessato a contribuire alla migliore distribuzione Linux del Mondo :-) Anche se Ubuntu ha bisogno di ben poche presentazioni, negli ultimi anni s'è andato affievolendo l'interesse attorno a Linux, e resta ancora molto da fare per promuovere in maniera adeguata il Software Libero tra le persone comuni. Di per contro, mai come adesso è necessario utilizzare strumenti digitali che garantiscano privacy e sicurezza e diritti di chi li usa. Cose che solo il Software Libero può garantire.
Nel mio secondo talk, parlerò dell'esperienza di Coderdojo fatta con AVi LUG. Iniziato nel 2015, grazie alla generosa partecipazione di mentor in gamba come Nicola Gramola, abbiamo fatto una ventina di incontri, e un corso di ben sei lezioni su Scratch, che abbiamo chiamato SupercoderDojo, costruendo una palestra per crescere giovani cittadini digitali. Ne siamo particolarmente orgogliosi, e con la mia testimonianza spero di contribuire alla nascita di altre esperienze analoghe in Italia.


Altre info per chi arriva


Per chi arriva da fuori Vicenza, sul sito web dell’evento sono disponibili le informazioni su come arrivare in auto o con i mezzi pubblici. Per chi soggiorna a Vicenza, è stata stipulata una convenzione con l’Hotel Verdi. L’accesso all’evento è libero e gratuito. 

Vi aspettiamo! :-)
il 29 April 2017 14.57
Categoria: 

Villa Lattes - VicenzaLa DUCC-IT 2017 si terrà a Vicenza il 6 e 7 maggio prossimi. Ubuntu-it, la comunità italiana di Ubuntu, annuncia la Debian/Ubuntu Community Conference Italia 2017 (in breve DUCC-IT 2017), l'incontro delle comunità italiane di Debian e di Ubuntu in programma nei giorni 6 e 7 maggio 2017, presso Villa Lattes, in via Thaon di Ravel, Vicenza.

Debian e Ubuntu sono tra le distribuzioni più importanti nell’ambito dei sistemi operativi liberi basati su GNU/Linux, e le rispettive comunità sono molto attive nel promuovere e partecipare allo sviluppo dei due progetti. L’esperienza della DUCC-IT 2017, che fa seguito alle edizioni tenutesi a Perugia, Fermo, Cesena e Milano, è rivolta sia ai membri delle rispettive comunità che a tutti gli appassionati di GNU/Linux e del Software Libero ed è un’ottima occasione per avvicinarsi e conoscere meglio queste realtà e il Software Libero.

Il tema di DUCC-IT 2017 è “Open communities for a better world” (comunità aperte per un mondo migliore), a sottolineare il generoso contributo che le comunità hanno donato allo sviluppo e al supporto di GNU/Linux e del Software Libero in tutto il mondo, diventando anche una concreta possibilità occupazionale.

Il programma è particolarmente ricco di spunti, rappresentato dal meglio delle Comunità Debian e Ubuntu, ma anche delle comunità Mozilla Italia, LibreItalia, Wikimedia e OpenStreetMap, accumunate dal tema di quest’anno “Open communities for a better world” - comunità aperte per un mondo migliore. I talk saranno ben sedici, tenuti da quindici relatori provenienti da tutta Italia.

I talk in programma affronteranno tre filoni principali: utilizzo degli strumenti liberi, esperienze di software libero sul campo e come contribuire a progetti liberi. Il pubblico potrà interagire con i relatori, grazie a uno spazio apposito destinato all’approfondimento.

Tra i numerosi ospiti confermati dell’evento figurano: Marina Latini, Presidente di The Document Foundation che sovrintende lo sviluppo della suite per ufficio LibreOffice, Roberto Guido Presidente di Italian Linux Society che organizza il Linux Day, Marco Chemello “wikipediano in residenza” di BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), Paolo Dongilli, coordinatore del Progetto FUSS della Provincia di Bolzano, per l’adozione di Software Libero nella scuola pubblica.

Uno spazio sarà dedicato all’adozione di Zorin OS da parte del Comune di Vicenza, il sistema operativo basato su GNU/Linux che ha portato alla ribalta il comune Veneto tra i pionieri dell’innovazione nell’ambito della Pubblica Amministrazione.

L’evento si tiene presso Villa Lattes, ospiti del Comune di Vicenza, che ha partecipato attivamente all’organizzazione dell’evento.

L’accesso all’evento è libero e gratuito. Per chi arriva da fuori Vicenza, sul sito web dell’evento sono disponibili le informazioni su come arrivare in auto o con i mezzi pubblici. Per chi soggiorna a Vicenza, è stata stipulata una convenzione con l’Hotel Verdi.

Informazioni dettagliate e il programma completo della DUCC-IT sono disponibili sul sito web dell'evento.

il 29 April 2017 10.12

27 April 2017

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Da quando è divenuta ufficiale la notizia che Ubuntu, a partire dalla versione 18.04 LTS, abbandonerà la shell di Unity per passare a GNOME come desktop predefinito, nella comunità si è mosso un vero e proprio fermento, in particolare di persone che non vogliono essere costrette a dover rinunciare al loro DE preferito. Sembrano lontani i tempi dei tanti detrattori di Unity e, ora che il progetto è stato ufficialmente abbandonato, se ne rimpiangono già le funzionalità uniche ed è palpabile in tutta la comunità l'amarezza per l'abbandono forzato.

 

In tutto questo panorama, tanti utenti hanno deciso di passare immediatamente al futuro desktop di default e di cercare di renderlo il più possibile simile al buon vecchio Unity. Uno dei punti di forza della shell di GNOME è dato dalle estreme possibilità di customizzazione che questo ambiente mette a disposizione dei suoi utenti, grazie a semplici estensioni è possibile mutare l'aspetto e i comportamenti di ogni singolo componente della sua interfaccia. Rendere GNOME simile a Unity è estremamente semplice dal punto di vista estetico, mentre sul lato delle funzionalità non tutte quelle fornite dall'HUD di Unity sono, al momento, replicabili sul desktop di GNOME.

 

Non esiste la Dash di Unity, anche se GNOME possiede un suo equivalente, non esiste il supporto al menu globale e la maggior parte delle applicazioni GNOME non utilizza i menu tradizionali delle applicazioni. Detto ciò, grazie ad alcune semplici estensioni di facile utilizzo e ad alcuni tweak, sarà immediato avere un ambiente desktop confortevole come quello originale di Unity. Il podcaster di Bad Voltage, Stuart Langridge ha postato ciò che ha fatto lui per trasformare la shell di GNOME in un'interfaccia del tutto simile a quella di Unity e il risultato ottenuto è davvero efficace.

 

Langridge è riuscito nell'intento attraverso alcune estensioni opensource: Dash to Dock, per avere una Dash sul lato destro dello schermo e con il pulsante del launcher nella parte superiore; Better Volume, per modificare il volume con il mouse sull'indicatore del pannello; Top Icons Plus, per spostare la tray in alto a destra nel pannello superiore. Langridge ha inoltre utilizzato gli stessi temi che già utilizzava su Unity: Arc Darker GTK e Papyrus Icons. Attraverso l'applicazione GNOME Tweak è inoltre possibile attivare tutti i controlli delle finestre e spostare i pulsanti sulla sinistra, come risulta essere nell'interfaccia di Unity.

 

Il risultato finale non è perfetto, ma è sicuramente decente e inoltre facilita il passaggio degli utenti Unity di vecchia data al nuovo desktop GNOME, che sarà di default su Ubuntu 18.04 LTS.

 

Fonte: omgubuntu.co.uk

il 27 April 2017 08.54

13 April 2017

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È arrivato. Canonical ha ufficialmente rilasciato Ubuntu 17.04 e il sistema è disponibile per il download assieme a tutte le derivate, tra queste il debutto della nuova Ubuntu Budgie. Questo non è un normale rilascio di Ubuntu, si tratta potenzialmente dell'ultima versione della distribuzione con Unity 7 come unico desktop di default. Non è una certezza, ovviamente, ma sappiamo che Ubuntu ha intenzione di passare a GNOME per il rilascio di Ubuntu 18.04 LTS, previsto per il prossimo anno, ed è possibile che gli sviluppatori favoriscano la transazione in parte già dalla 17.10.

 

Ubuntu 17.04 vede anche il termine dell'alfabeto per i nomi in codice, non sappiamo ancora se si ripartirà dalla lettera 'a' per portare avanti questa tradizione oppure se, anche sotto questo punto di vista, Ubuntu 17.04 segnerà la fine di un'epoca. Insomma, si tratta di un rilascio agrodolce per tutti gli appassionati di Ubuntu.

 

Sul lato tecnico, Ubuntu 17.04 non avrà più necessità di partizioni di swap della dimensione di almeno due volte quella della RAM. Non ha più molto senso su sistemi moderni dotati di molta memoria ed è per questo che verrà utilizzato un file di swap con una politica di dimensionamento completamente diversa. Ubuntu 17.04 include il kernel Linux 4.10, che è una grande notizia per tutti coloro che utilizzano CPU AMD Ryzen o sistemi Intel Kaby Lake. I giocatori invece apprezzeranno molto anche l'utilizzo di MESA 17.0.2 e del server X.Org 1.19.2 incluso per impostazione predefinita.

 

Sono inoltre state aggiornate quasi tutte le applicazioni di sistema ed è stata inclusa la versione 5.3 di LibreOffice, l'unica eccezione è il file manager Nautilus fermo alla 3.20 e Ubuntu Software alla 3.22, il resto è tutto adeguato al core recentissimo di GNOME 3.24.

 

I motivi per installare e provare Ubuntu 17.04 ci sono tutti, perciò che cosa state aspettando?

 

Fonte : omgubuntu.co.uk

il 13 April 2017 16.39

Ubuntu 18.04 avrà GNOME Desktop di default

Ubuntu-it Gruppo Promozione

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Ubuntu 18.04 LTS, la prossima release con supporto a lungo termine del sistema operativo Ubuntu verrà rilasciata con l'ambiente desktop di GNOME al posto di Unity 7. Ubuntu 17.04 contiene già molti elementi dello stack di GNOME 3.24 e soltanto il file manager Nautilus rimane ancorato al branch 3.20 a causa delle incompatibilità con il desktop di Unity 7 della nuova versione.

 

Unity 8 e la visione di Ubuntu sulla convergenza dei sistemi operativi, non sono più il futuro del computing che Canonical e il fondatore di Ubuntu, Mark Shuttleworth, avevano immaginato e preventivato. "Ho sbagliato su entrambi i fronti", ha rivelato lo stesso Mark. "Nella comunità i nostri sforzi sono stati visti come frammentazione e non come innovazione."

 

 

 

Da'ora in avanti, Canonical concentrerà i propri sforzi sulle tecnologie cloud (OpenStack, LXD, kubernetes, Juju, MAAS, BootStack) e su IoT (Internet of Things), in modo da rendere Ubuntu Linux il sistema operativo più utilizzato sulle infrastrutture cloud sia private che pubbliche. La tecnologia Snappy proseguirà ad essere sviluppata, per via dell'elevata sicurezza che porta, del fatto di essere cross-distro e grazie al suo largo utilizzo nei dispositivi dell'IoT.

 

Fonte : news.softpedia.com

il 13 April 2017 13.30

07 April 2017

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Annunciamo un nuovo Membro della Comunità: Giulio Leuci! :D

Giulio è un membro del Gruppo Documentazione, dove ha portato la maggior parte dei suoi contributi, ma è anche un contributore di lunga data al forum.

Ricordiamo che la membership, cioè il diventare un membro ufficiale della Comunità italiana di Ubuntu, è un riconoscimento per il prezioso e costante impegno svolto per la Comunità.

Complimenti e auguri di buon lavoro Giulio!

il 07 April 2017 18.33

06 April 2017

In today’s fast-paced world, data is multiplying at such an astonishing rate that analysts expect it to be 50 times as much by the end of this decade, which is only 3 short years away.

This accelerated growth of data is a result of a confluence of variegated sources. Sources for this data include data from advances in human knowledge, advances in communication technology, and advances in human interactions.

For instance, scientific information from CERN is creating 40 terabytes of data per second; the rapid production of affordable mobile devices is improving human communications across the globe; and the preponderance of influential social media networks is making it possible for billions of conversations across the world 24 hours a day.

In addition, astonishing technological advances are fueling the rate at which data is created and disseminated. The cloud, for example, is generating far more data than on-premise infrastructure ever could. This is because data creation is being fueled by the unique properties of the cloud such as economics of scale, extensibility, agility, and affordability.

Consequently, due to its accelerated and voluminous expansion through multiple sources and increasingly sophisticated technologies data is now being referred to as Big Data.

How Big Data Can Benefit Small Businesses

Since much of this data is unstructured, it’s easy to understand why a small business might be reluctant to get involved in the capture and use of relevant portions of this big data. However, this is not looking at things in the right way. A small business only needs to tap into a small amount of big data to begin to prosper in an unprecedented way and there are many affordable tools that it can use to collect and evaluate data.

High quality data can help a company make the right decision, and as a result, move in the right direction. Accessing relevant data can help a small business substantially increase its revenues.

As a small business owner, you may want to know the behavior of customers as they move through your sales funnel. Or you may want to know the what persuades customers to buy your products. Or you may want to know how customers found your website in the first place.

Software Tools to Collect and Analyze Big Data

Here are four examples of software that you could use to find out the answers to your questions:

  1. Use IBMs Watson Analytics to help you to identify sales patterns.
  2. Use Google Analytics to tell you where your visitors come from; it will tell you what they do on your website; and it will tell you what devices they use to read your content.
  3. Use Canopy Labs to find out how much each customer is worth to your business.
  4. Use Salesforce to track leads, conversion rates, and sales.

Using these and other software resources to capture and analyze data will allow you to make better use of your time, money, and efforts. It’s much easier to be successful if you build your business based on big data.

How a Small Business Benefited From Big Data

So how does all this work in the real world?

In 2013, a car marketplace in Phoenix called Carvana used Big Data to improve its business and customer experience. in an Inc article, What 3 Small Businesses Learned From Big Data, author Kevin Kelleher describes how the company mined customer data to reduce its financial risks:

Although many car dealerships simply look up a buyer’s credit score, Carvana scans hundreds of variables across several databases – including full credit reports from multiple companies and searches of the LexisNexis legal and news databases – to predict the likelihood of defaults, better tailor interest rates for individual customers, and weed out suspect buyers.

Small Business Marketing and Big Data

Small businesses that focus on marketing prosper because they realize that big data is the currency of good marketing. The best marketers rely on the quality of their data to fine-tune their intuitions on how and when to launch their initiatives. In essence, then, data drives the efficacy of key decisions. Good data leads to decisive wins. Conversely, insufficient data or misleading data can derail the best conceived business plans. What you don’t know could be costing you money…and what you do know can start making you money.

The post How Can Small Businesses Benefit From Big Data? appeared first on deshack.

il 06 April 2017 19.19
Categoria: 

Mark Shuttleworth ha annunciato un cambio di programma per Ubuntu: dato l'enorme interesse su Ubuntu nel settore server, cloud ed Internet of Things, Canonical ha deciso di abbandonare Ubuntu Phone e Unity8, per concentrarsi su i progetti Ubuntu più popolari.

 

 

L'abbandono di Unity8 significa che, a partire da Ubuntu 18.04 LTS, il Desktop Environment di default sarà GNOME, come prima dell'avvento di Unity nel 2011. Mark Shuttleworth, però, ha voluto sottolineare come Ubuntu Desktop è una parte fondamentale di Ubuntu, e che non verrà abbandonato.

Fonte: insights.ubuntu.com

il 06 April 2017 07.29

05 April 2017

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L'ultima release stabile dell'ambiente desktop opensource GNOME porta una serie di nuove funzionalità e miglioramenti tale da costituire un deciso passo avanti rispetto alla versione precedente. Si tratta del 33o rilascio del popolare ambiente desktop e di fatto siamo di fronte a una versione costata ben 6 mesi di sviluppo e un lavoro che ha portato a 28459 modifiche apportate. GNOME 3.24 è un rilascio maturo e stabile, ma anche completo di tante nuove funzionalità.

 

Non è questo l'ambito per elencare tutte le nuove caratteristiche di GNOME, ma alcune funzionalità sono estremamente degne di nota. Tra queste, GNOME Night Light è una novità assoluta e si tratta di una applicazione che regola la temperatura dello schermo in base all'orario della giornata. Attenuando la luce blu attraverso transazioni verso tonalità più calde, GNOME Night Light contribuisce a ridurre l'affaticamento degli occhi, a promuovere cicli di sonno naturale e costituisce un vero toccasana per la salute degli utenti. GNOME Night Light regola il colore dello schermo utilizzando i tempi di alba e tramonto per la propria posizione(rilevata automaticamente), ma è anche possibile creare pianificazioni personalizzate.

 

GNOME Shell 3.24 presenta tutta una serie di utili piccoli miglioramenti, un look ancor più raffinato e una reattività generale incrementata. Informazioni meteo e notifiche più comprensibili nell'area a discesa con data e calendario, media control box risistemato e la lista WiFi è ora ad aggiornamento automatico. Tanti piccoli accorgimenti che rendono l'esperienza d'uso di GNOME ancor più semplice e immediata.

 

GNOME Nautilus 3.24 è l'elemento più famoso del desktop di GNOME. L'attenzione per il file manager si è concentrata essenzialmente sul correggere i bug, risolvere i crash e sul migliorarne prestazioni e reattività. Nuove scorciatoie e una velocità aumentata rendono il file manager Nautilus uno strumento ancor più semplice e produttivo. Inoltre, icone e MIME ridisegnate conferiscono al desktop un aspetto più luminoso e moderno.

 

Oltre a ciò, GNOME Foto, in versione stabile e funzionale, GNOME Ricette, una applicazione desktop per i patiti di cucina, GNOME Giochi, una biblioteca per i videogames che può fungere anche da front-end per il sistema di emulazione libretro core, e una versione rinnovata di POLARI, il client GNOME IRC, permettono a GNOME 3.24 di essere un ambiente desktop completo e con tante applicazioni utili di serie.

 

Ogni nuova release di GNOME è accompagnata anche da ulteriori miglioramenti nell'esperienza d'uso se utilizzato con Wayland, il server grafico di nuova generazione utilizzato da distribuzioni alternative a Ubuntu, e anche la versione 3.24 non fa eccezione. Bug sistemati, rendering grafico e drag&drop migliorati, velocità incrementata e supporto completamente funzionale delle tavolette Wacom. Ricordiamo che, per gli utenti Ubuntu, GNOME 3.24 sarà disponibile da Ubuntu 17.04.

 

Fonte: omgubuntu.co.uk

il 05 April 2017 08.19

01 April 2017

Categoria: 

Ubuntu 17.04

 

Il 13 Aprile verrà rilasciato Ubuntu 17.04, nome in codice Zesty Zapus. Come per ogni nuovo rilascio di Ubuntu, è necessario aggiornare le pagine di servizio del nostro wiki.

Nella pagina GruppoDocumentazione/Zesty puoi prendere in consegna una pagina per apportare le modifiche necessarie, seguendo una procedura ben rodata:

  1. inserisci nella tabella il tuo nome utente, accanto alla pagina che intendi aggiornare;
  2. copia il contenuto della pagina che hai scelto di aggiornare in una nuova pagina di prova, lasciando integra la struttura. Quello che conta è aggiornare nomi e collegamenti, tenendo in considerazione l'arrivo della 17.04 e togliere eventuali riferimenti alla versione 12.04 che è arrivata a fine supporto;
  3. inserisci nella tabella il collegamento alla tua pagina di prova ed eventuali note per segnalare cosa manca o cosa dovrà essere ancora controllato.

Il giorno del rilascio sarà sufficiente fare copia/incolla dei contenuti dalle pagine di prova nelle pagine ufficiali della documentazione wiki.
Attenzione, parte dei link per la 17.04 potrebbe ancora non essere disponibile. In questi casi sarà sufficiente scriverli nella stessa forma come per le versioni precedenti, per poi verificarli il giorno del rilascio ufficiale.

Dato che c'è una scadenza da rispettare è bene prenotare una pagina solo se in quel momento si ha veramente il tempo per lavorarci. Si evita così di bloccare a lungo una pagina mentre qualcun altro può occuparsene ;)
Per qualsiasi dubbio, fai riferimento alla pagina FAQ e a questa discussione. Ti aspettiamo!

 


A cura del Gruppo Doc
Vuoi contribuire al Wiki? Comincia subito!

il 01 April 2017 14.07

30 March 2017

Categoria: 

A ogni ciclo di rilascio di una nuova versione di Ubuntu, artisti di talento di tutto il mondo creano immagini da utilizzare come sfondo per la scrivania e rilasciano le loro opere sotto licenze libere che ne incoraggiano la condivisione e l'adattamento. Per Ubuntu 17.04, sono state inserite ben 96 immagini nella raccolta di Flickr per la Ubuntu 17.04 Free Culture Showcase. Tutte le richieste che sono state ammesse possono essere scaricate e utilizzate su qualsiasi sistema Ubuntu, ma anche su altre distribuzioni Linux.

 

Grazie alla partecipazione di tutta la comunità Ubuntu e ai voti dei suoi membri, 12 immagini sono state scelte come vincitrici dello Ubuntu 17.04 Free Culture Showcase e verranno incluse nella distribuzione finale di Ubuntu 17.04.

In particolare, le immagini vincitrici che saranno incluse ufficialmente in Ubuntu 17.04 sono risultate essere:

 

Un grande complimento ai vincitori e un grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa produzione e selezione di wallpaper. È possibile trovare gli sfondi vincitori (insieme a decine di altri sfondi mozzafiato) presso la raccolta Flickr della Ubuntu 17.04 Free Culture Showcase oppure nella lista dei wallpaper per il desktop dopo aver aggiornato o installato Ubuntu 17.04 il 13 aprile prossimo.

Fonte: nhaines.com

il 30 March 2017 08.33

27 March 2017

Magento2 Rest APIs: add a bundle to cart

Lorenzo Sfarra (twilight)

Yeah, with Magento2 it’s hard even to perform some common tasks.

Here’s how to add a bundle to an existent cart.

Let’s assume that our bundle has bundle01 as its SKU.

First of all, we need to get some info that we are going to pass as parameters later.

GET /products/bundle01?searchCriteria

Here, we need to take note of some info.

First of all, in the extension_attributes section, take note of the various option_id fields in the bundle_product_options section.

Let’s assume that our options_id are 643, 644, 645.

Now, let’s look at the product_links section, and take note of the various id values.

Let’s assume that our ids are 704,705,706.

Now we are ready for our call:

POST /carts/mine/items
{
"cart_item": {
    "quote_id": <quote_id>,
    "sku": "bundle-01",
    "qty": 1,
    "product_option": {
    "extension_attributes": {
        "bundle_options": [{
            "option_id": 643,
            "option_qty": 1,
            "option_selections": [704]
            }, {
            "option_id": 644,
            "option_qty": 1,
            "option_selections": [705]
            }, {
            "option_id": 645,
            "option_qty": 1,
            "option_selections": [706]
            }]
        }
    }
}
}

 

il 27 March 2017 12.29

24 March 2017

Categoria: 

Il team di Ubuntu è lieto di annunciare la versione Beta finale di Ubuntu 17.04, disponibile nelle alternative Desktop, Server e Cloud.

 

Ubuntu 17.04, nome in codice "Zesty Zapus", continua l'orgogliosa tradizione di Ubuntu integrando le migliori e più recenti tecnologie Open Source in una moderna distribuzione Linux di alta qualità e facile da usare. Il team di sviluppo ha svolto un lavoro enorme per questo ciclo di rilascio, introducendo numerose nuove funzionalità e correggendo un numero elevato di bug.

 

Questa versione Beta include le immagini classiche come Ubuntu Desktop, Server e Cloud, ma anche le derivate Kubuntu, Lubuntu, UbuntuGNOME, UbuntuKylin, Ubuntu MATE, Ubuntu Studio e Xubuntu. Il team di Ubuntu è anche molto soddisfatto di poter accogliere, per questa release, Ubuntu Budgie nella famiglia delle derivate ufficiali di Ubuntu.

 

Le immagini Beta sono ragionevolmente prive di bug critici o di installazione e, pur non essendo immagini definitive e stabili, rappresentano ciò che più si avvicina alla versione finale di Ubuntu 17.04 che verrà rilasciata ufficialmente il 13 Aprile 2017.

Fonte: ubuntu-announce

il 24 March 2017 09.28
Categoria: 

La Debian/Ubuntu Community Conference Italia 2017 (in breve DUCC-IT 2017) è la quinta edizione dell'evento annuale che riunisce le comunità italiane di Debian e Ubuntu ma anche, e soprattutto, tutte le realtà italiane attive nel Software Libero, allo scopo di scambiare conoscenze, discutere della situazione attuale e conoscere altri sviluppatori e membri della comunità. DUCC-IT 2017, ovvero Debian/Ubuntu Community Conference - Italia 2017, si terrà a Vicenza nelle giornate di Sabato 6 e Domenica 7 Maggio 2017.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti: membri delle comunità, utenti, appassionati e anche semplici curiosi che vogliono capire di più di come funzionano le comunità libere di Debian e Ubuntu.

La Call for Paper , ovvero l'invito a divenire relatori per la DUCC-IT 2017, è aperta sin d'ora e gli aspiranti oratori possono già iscrivere il loro talk nell'apposita pagina sul wiki. Il formato dell'evento sarà grossomodo analogo a quello degli altri anni: mattinate destinate alle discussioni interne delle comunità (ma comunque aperte al pubblico), sabato pomeriggio dedicato ai talk tecnici e divulgativi orientati al grande pubblico.

La chiusura della Call for Paper è prevista per Venerdì 7 Aprile e il programma definitivo sarà pubblicato Lunedì 10 Aprile.

Fonte: mail.gna.org

il 24 March 2017 08.29

13 March 2017

Categoria: 

GruppoDocumentazione/Blog/news_wiki04.png
Foto originale: Haukland Beach view by Michele Agostini

Ecco le novità introdotte nella documentazione della comunità italiana durante i mesi di gennaio e febbraio.

Aggiornamenti e novità

  • Scopri Ubuntu: rielaborata la guida introduttiva a Ubuntu per utenti non esperti.

  • Componenti di Unity: elenco delle componenti dell'ambiente Unity come lens, scope, indicatori, ecc.

  • Terminale: aggiornamento della pagina dedicata all'utilizzo della shell a riga di comando di Ubuntu.

  • Hardware obsoleto: nuova guida che elenca informazioni per installare e utilizzare Ubuntu (o altri sistemi GNU-Linux) su vecchi computer o PC poco potenti, pensata appositamente per venire incontro ad una delle richieste più frequenti dei nuovi utenti.

  • Installazione di Unity: revisione della guida all'installazione di Unity, in versione completa o minimale.

  • Permessi dei file: guida all'utilizzo e alla modifica dei permessi dei file in Ubuntu.

  • Amdgpu: funzionalità del driver open source per schede grafiche AMD di ultima generazione.

  • Avvio Supporto di Installazione: avviare l'installazione di Ubuntu da CD/DVD o chiavetta USB.

  • Installare programmi senza connessione: revisione della guida per installare pacchetti in situazioni di emergenza, senza disporre di una connessione a Internet.

  • Conky: revisione della guida dedicata a questo programma molto amato dagli utenti, che permette di visualizzare direttamente sulla propria Scrivania molte informazioni sul sistema in tempo reale.

  • Webapp: guida alle applicazioni in grado di accedere a diversi servizi web come Amazon, Launchpad, Facebook e YouTube. Fra le webapp disponibili ricordiamo anche quella in grado di accedere alla documentazione wiki di Ubuntu-it (creata orgogliosamente "in casa" da un membro del nostro staff!), la cui guida all'installazione è disponibile in questa pagina.

  • Wine: aggiornamento della pagina del noto software che permette l'utilizzo su Ubuntu di molti programmi per Windows.

  • Rhythmbox: guida all'utilizzo del lettore musicale dell'ambiente GNOME.

  • Chromecast: guida all'utilizzo del media center.

  • Gambas: aggiornamento della guida alla versione "3" di Gambas.

  • Python: aggiornata la pagina alla versione "3" del celebre linguaggio di programmazione.

  • Wvdial: strumento a linea di comando per la gestione delle connessioni tramite modem analogico, telefono cellulare o Internet key.

  • Server/Dlna: guida ai server multimediali disponibili per Ubuntu, come Bubbleupnp, Minidlna, Mediatomb, Plex e Serviio.

  • Osmo: semplice e pratico personal organizer per organizzare le proprie attività.

  • Ndiswrapper: aggiornamento della guida dedicata a questo strumento, che permette di utilizzare su Ubuntu periferiche wireless prive di driver Linux tramite quelli per Windows.

  • MongoDB: nuova guida all'installazione e all'utilizzo di MongoDB Community Edition, database non relazionale open source.

Per maggiori informazioni, consulta le pagine sul lavoro svolto di gennaio e febbraio.

 

A cura del Gruppo Doc
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il 13 March 2017 23.10

09 March 2017


Nel 2013 Alejandro López, un giovane imprenditore spagnolo appassionato di open source, era alla ricerca di un notebook che funzionasse bene con Debian, la sua distribuzione preferita, e che non gli costasse un occhio della testa. Insoddisfatto dell’offerta, decise di costruirsene uno lui. Si potrebbe riassumere in queste tre righe la storia di Slimbook, che dal 2015 produce “ultrabook” con Linux preinstallato, assemblando in Spagna componentistica proveniente dai migliori costruttori cinesi.
Slimbook Katana è forse il migliore dell’offerta, e io ho la fortuna di averne uno tra le mani. Vediamolo assieme.

Fuori dalla scatola


Slimbook Katana arriva in una scatola bianca di cartone, molto semplice, con una foto del portatile sul fronte. Dentro c’è il notebook, il cavo di alimentazione, il connettore esterno per la rete e un paio di fogli di istruzioni in inglese su “come iniziare”. Il portatile è contenuto in un ulteriore involucro di plastica. Tutto odora di “nuovo”, una sensazione che mi mancava da molto tempo!

Tocchiamo con mano



I portatili della categoria “ultrabook” sono pensati per il cliente figherrimo – o che si sente tale – e che vuole un laptop estremamente leggero, senza rinunciare alle prestazioni.

Slimbook Katana è molto figherrimo.

La linea riprende il cuneo del MacBook Air, e aggiunge qualche piccola caratteristica distintiva. Per esempio, le due nervature sul retro dello schermo, che gli donano personalità e aumentano la rigidità del telaio. Sempre sul retro dello schermo è presente il logo del costruttore, che si illumina all’accensione (sì, come l’altro).

Slimbook Katana è offerto in due colorazioni: oro e (fortunatamente anche) nero. Il color oro è troppo raffinato essere apprezzato dal sottoscritto, che altresì adora la versione color nero satinato opaco. A dispetto della leggerezza (1,36 kg), e della apparente delicatezza, la rigidità del telaio permette di aprirlo con una mano, anche agendo su un angolo del display, senza pregiudicare l’integrità dello schermo (provate a farlo con un notebook in vendita nei supermercati), e senza compromettere l’immagine. Una rientranza del telaio, in corrispondenza del touchpad aiuta nell’operazione.

Le cerniere dello schermo sono rigide, e tengono saldamente il display in posizione senza oscillazioni, anche se l’angolo massimo di apertura è un po’ limitato.

Il fondo del Katana è un unico pezzo in alluminio completamente chiuso, con quattro piedini di gomma per l’appoggio e dieci viti torx che lo saldano allo chassis. Una delle viti è coperta da un adesivo argentato, credo per la garanzia. Resisto alla tentazione di aprire quelle viti, per dare un’occhiata dentro.

Nel complesso, il notebook risulta leggero e solido. Ho qualche dubbio sulla tenuta del colore nero, che col passare del tempo potrebbe presentare qualche imperfezione sulle zone sottoposte a maggiore usura.

Tutte le porte che servono






Guardandolo di lato (destro) la prima cosa che si nota è la mancanza della porta RJ45 per la rete. Al suo posto, una porta strana a cui si connette l’adattatore esterno, da montare all’occorrenza. Poco male, visto che ormai l’uso del wi-fi è universale. Sullo stesso lato sono presenti l’uscita mini HDMI per monitor esterno, un piccolo led blu che segnala la connessione all’alimentazione elettrica, una porta USB 3.0, e l’ingresso per l’alimentatore.


Sull’altro lato (sinistro) sono presenti una porta USB 3.0, un lettore di schede SD e MMC, l’uscita per le casse esterne e il microfono. Niente altro, fronte e retro sono privi di qualsiasi apertura.

Una linea che risulta un compromesso sobrio tra pulizia delle linee e praticità. Chi ha bisogno di ulteriori connessioni, può acquistare a parte una dock station.

Schermo e casse


Il display è un full HD 1920x1080 antiriflesso, che si vede bene da qualsiasi angolo di visualizzazione. Una nota di merito la scelta dello schermo antiriflesso: pur pagando qualche punto alla bellezza del “lucido”, la praticità e piacevolezza è impagabile, specie in ambienti molto luminosi.

Le casse sono nascoste all’interno dello chassis. Per una questione estetica, avrei preferito che fossero posizionate ben in evidenza sui lati del display, ma la qualità dell’audio è comunque buona, senza particolari distorsioni quando il volume è alto.

Tastiera e touchpad


La tastiera di Slimbook Katana ha una buona escursione, ed è retroilluminata con tre livelli di luminosità. Per cambiare livello di luminosità dei tasti basta premere Fn+F5. Manca il led che avvisa dell’accensione del CAPS LOCK (al suo posto un tool presente sulla barra superiore di Ubuntu). Da notare che è disponibile la tastiera italiana.

Un paio di piccoli difetti: il tasto “Enter” è orizzontale - io sono abituato ad averlo più grande, e verticale - e il tasto “Delete” è pericolosamente vicino al tasto di accensione/spegnimento. Bisogna comunque dire che a entrambi i tasti ci si abitua molto velocemente. Da notare anche la mancanza del tasto “Canc”.

Curiosità: il tasto “Super” riporta salomonicamente il pinguino simbolo di Linux e la finestrella simbolo del-sistema-operativo-proprietario. Gli Slimbook sono offerti infatti sia con Linux che (pagando un sovrapprezzo) con Windows. Altra curiosità: la posizione dei tasti “Control” e “fn” è invertita rispetto al solito, come sui Lenovo.

Il sottoscritto preferisce utilizzare il mouse, ma il touchpad è sensibile e preciso, anche se un po' piccolo, specie quando lo si usa con due dita per fare scrolling delle pagine. L’area touch incorpora i pulsanti destro e sinistro, che però non si usano mai: basta un colpetto sul touch con un dito, per un “clic normale” e un colpetto con due dita per “clic con tasto destro”. Et voilà!

Prestazioni


Lo Slimbook Katana in prova monta una CPU Intel Core i5 6200U con 2 core / 4 threads, 8 GB di RAM DDR3L (4 GB nella versione "base", che possono arrivare a 16 GB), e 120 GB di hard disk SSD Kingston. La CPU è della serie Sky Lake, penultima generazione della fortunata serie di processori Intel. Nell’uso quotidiano, in coppia con il disco SSD è di una velocità notevole! Qualche grafico professionista o gamer intossicato potrebbe avere esigenze più estreme, e a loro consiglio di spendere qualche euro in più e orientarsi sulla versione di Slimbook Katana con CPU i7-6500U. Le caratteristiche tecniche complete del notebook sono:
  • CPU Intel Core i5-6200U 
  • Scheda grafica Intel HD Graphics 520    
  • RAM 4GB DDR3L (espandibile a 16GB) 
  • Disco SSD mSata 120GB Kingston        
  • Display LED antiriflesso 13.3" FullHD 1920x1080              
  • Tastiera retroilluminata
  • Rete Convertitore esterno RJ45 (LAN)            
  • Wireless Intel Dual Band 7265 N
  • Bluetooth 4.0  
  • Webcam 0,3 Mpixel        
  • Uscita video Mini HDMI        
  • Lettore schede SD and MMC    
  • USB 2 x USB 3.0        
  • OS Ubuntu 16.04    
  • Colore Nero opaco
  • Materiale Allluminio      
  • Dimensioni 33 x 22 x 1,8 cm            
  • Peso 1,36 kg ~ inclusa la batteria
  • Batteria al litio a 4 celle 6800mAh 50Wh              
  • Caricabatterie AC100-240V/50-60Hz; DC19V/ 2.1A        
  • Garanzia Europea di 2 anni

Rumore e calore


Il sistema di raffreddamento di Slimbook Katana prevede l’uscita dell’aria calda dalla fessura tra chassis e display, quasi completamente nascosta alla vista. Il sistema è silenzioso, anche perché la ventola di raffreddamento parte raramente, e solo in caso di utilizzo intenso (come grafica e montaggio video). La temperatura massima raggiunta dalla CPU durante le mie prove è di 40° C, un leggero calore sulle ginocchia nel caso lo si usi in cotal maniera. Per il resto il notebook rimane a una temperatura più che accettabile.

Batteria


La batteria al litio a 4 celle di Slimbook Katana è inglobata nello chassis e non si può sostituire, se non smontando il fondo del notebook. La durata dichiarata dal produttore per un uso normale è dalle 6 alle 8 ore, spegnendo il bluetooth e abbassando la luminosità dello schermo. La mia prova sul campo conferma più o meno questi tempi.

Il software


Il sistema è già installato e configurato “out of the box”, basta accenderlo ed è già pronto all’uso.  La mia macchina ha Ubuntu 16.04, ma Slimbook Katana può essere configurato con molte altre distribuzioni Linux, e anche con Windows 10 (pagando un sovrapprezzo).

La versione di Ubuntu 16.04 preinstallata ha qualche personalizzazione che ne facilita l’uso, come l’utility “Slimbook Essentials”. Slimbook Essentials permette di installare software aggiuntivo, configurare l'hardware, aggiornare il sistema e molto altro. Un chicca per i principianti, però è disponibile solo in spagnolo.

Ho speso un po’ di tempo a personalizzare l’installazione, a cominciare dall’utente, che alla prima accensione è “slimbook”, e la lingua predefinita, che è lo spagnolo.

Ubuntu su Slimbook Katana funziona a meraviglia: il sistema si avvia e si spegne in pochi secondi, i programmi che servono sono già tutti installati, e anche il reparto multimediale è già configurato.

I miei voti


Software e supporto 8,5
Nessun problema con Ubuntu 16.04, peccato solo che l’utility “Slimbook Essentials”, sia solo in spagnolo e questo gli costa un punto dal computo totale (ho contattato il supporto commerciale, che mi ha detto che stanno lavorando per tradurla almeno in inglese).  Per il supporto, Slimbook Katana gode della garanzia europea di 2 anni, ma in caso di guasto, il notebook va spedito in Spagna per la riparazione e la spedizione è a carico del cliente (la spedizione di ritorno è invece a carico di Slimbook).

Possibilità di aggiornamento 10
Sì può aggiornare tutto: RAM, hard disk e anche la scheda wi-fi. Da notare però che facendolo “in casa” prima dei due anni si invalida la garanzia della casa madre.

Usabilità 9,5
Si estrae dalla scatola, si accende ed è pronto! Ovviamente poi ognuno se lo configura come vuole, ma si potrebbe usare così come arriva senza nessun problema. Mezzo punto in meno perché la lingua configurata è lo spagnolo, sarebbe forse stato meglio inglese.

Design: 9,5 
Un punto in meno per la mancanza di originalità (lo stile è quello del Mac) e l’apertura limitata dello schermo, e mezzo in più per le nervature sul retro, che lo rendono a suo modo originale. Nel complesso è davvero una bella macchina.

Performance 9,0
Le prestazioni sono notevoli, e davvero non saprei cosa rimproverargli. Gli tolgo mezzo punto a questa configurazione perché c’è una versione più potente con CPU Intel Core i7, e un altro mezzo perché i processori Intel sono avanzati di una generazione.

Connessioni esterne 9,0
La mancanza di una porta standard RJ45 gli costa mezzo punto, perché amo poco gli adattatori esterni, specie se sono fuori casa. A questo si aggiunga che anche la porta mini HDMI ha bisogno di un adattatore (altro mezzo punto in meno). Per il resto ha tutto quel che serve. Chi vuole di più può acquistare la dock station.

Qualità/Prezzo Rating 10
Guardandosi intorno vedo poche alternative a questo prezzo, e nessuna di queste è già configurata con Linux. Da notare che al prezzo di 729,00 € bisogna aggiungere 65 € per la spedizione in Europa, ma comunque rimane competitivo.


In sintesi
Slimbook Katana è davvero una macchina stupenda, venduta a un prezzo giusto da un’azienda giovane e votata all’open source. Ho dovuto pensarci parecchio per trovare difetti da mettere nei “contro”! In questo momento, è la scelta migliore per tutti gli utenti Linux (e non solo) che abbiano a disposizione quei 7-800 € necessari per portarselo a casa.

Pro
  • Leggero, compatto e veloce
  • Possibilità di espandere RAM e hard disk
  • Rapporto qualità/prezzo
Contro
  • Apertura del display un po’ limitata.
  • Manca la porta rete RJ45 (disponibile con adattatore esterno)
Voto finale: 9,0

NOTA: Le opinioni espresse in questa recensione sono solo mie (e ci mancherebbe!). Slimbook NON ha pagato il sottoscritto in nessun modo per questa recensione, e i link al loro sito sono esenti da qualsiasi sponsorizzazione e remunerazione nei miei confronti.
il 09 March 2017 11.33

25 February 2017

Olio di Palma Santo Subito

Dario Cavedon (iced)


Ieri mi imbatto nel titolo di questa notizia "L'olio di palma non fa male, l'università di Napoli lo assolve". Incuriosito, vado a leggere anche l'articolo, attività ormai in disuso nei tempi della condivisione compulsiva di titoli-che-supportano-la-propria-teoria.

Beh, in effetti l'articolo dice niente di nuovo:
"L'olio di palma, secondo i relatori, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare alcune sostanze potenzialmente nocive."
Questo è praticamente quanto scriveva EFSA, l'Autorità Europea per la sicurezza alimentare nel suo rapporto sulla pericolosità del consumo di olio di palma. Rapporto dal quale - credo - si sia innescato tutto il processo che ha portato numerose aziende italiane dal togliere l'olio di palma dai suoi prodotti.

Dell'incredibile caos che questa vicenda ha suscitato, dei vantaggi e svantaggi sul consumo dell'olio di palma si è già scritto abbondantemente, quindi - se siete tra le persone che leggono anche gli articoli oltre ai titoli - vi invito ad approfondire qui o qui.

Mi consola invece pensare a due risvolti positivi. Il primo è una maggiore attenzione dei cittadini nei confronti di quanto acquistano, anche se resterà una buona fetta di persone che tenderà a classificare un prodotto solo come buono o cattivo, sano o nocivo.
La seconda è una maggiore varietà nella scelta dei prodotti acquistati al supermercato, dove prima l'olio di palma aveva il monopolio esclusivo. Questa è una vittoria.

(L'immagine è di Wikipedia: oneVillage Initiative - Jukwa Village & Palm Oil Production, Ghana, CC BY-SA 2.0)
il 25 February 2017 11.40

22 February 2017

Guest post from the Remmina Community.


When we started working on Remmina back in 2014, we were trying to solve our little issues. Indeed, we use Remmina on the day-by-day work, and sometimes we were facing some bugs here and there. So our common thinking was: why can’t we just solve these annoying little problems? We started contributing to Remmina: that’s how all started!

Well, more than two years after, Remmina still has a bunch of little annoying problems, but now it’s at his best, and it’s used by thousands of users all over the world.

One of them is our new friend Massimo, a volunteer working for the “North Kinangop Catholic Hospital” in Kenya. We met him today. He's just come home – he lives in Padua (Italy) – and we took a coffee together.

The hospital he volunteers is located about 130 kilometers north of Nairobi, on the plateau of Nyandarua at the foot of the Aberdare ranges. It’s not only a hospital but an entire autonomous community with its houses, nursing school, mechanical workshop and many other laboratories. It was created more than 50 years ago by the Catholic Diocese of Nyahururu, with the support of Italian Diocese of Padua. Now it has more than 350 beds and 4 operating rooms.

In the hospital, they use a custom program, entering data from RaspberryPis connected to the main Windows server via Remmina. When Massimo contacted us, they were using an old version of Remmina 1.0, running on Raspbian distribution. Remmina 1.0 has a lot of bugs, and it’s out of maintenance, so Massimo sent us an email requesting help.

With our remote support, he easily upgraded their RaspeberryPIs to Xubuntu 16.04 and Remmina 1.2, in only few hours of work. “When you are over there, and you’re away from everything, you have to carry all you need from Italy. When I was in trouble with Remmina, I sent a message to maintainers, and I didn’t expect any particular help, but within few hours it all was up and running!” Massimo said.

Thanks Massimo for your kind words! We are proud to help others!
il 22 February 2017 11.40

15 February 2017

Apprendo dalla stampa internazionale che l'amministrazione comunale Monaco di Baviera intende tornare al Software Proprietario. Un'inversione di marcia rispetto a quanto fatto negli ultimi 10 anni, dedicati a passare 15.000 computer alla propria distribuzione Linux, denonimata LiMux e a LibreOffice.

Si è detto molto sulle motivazioni di questo cambiamento di rotta, ma al di là dei proclami ne esiste solo una decisiva, quella politica, basti pensare che l'attuale Sindaco di Monaco Dieter Reiter si è proclamato "fan di Microsoft" già durante la sua campagna elettorale. A questo si aggiunga il recente spostamento della sede di Microsoft proprio a Monaco e si capisce quanto peso possa mettere il monopolista dalla propria parte della bilancia.

Come supporto alla decisione, l'Amministrazione si appoggia a un corposo studio di Accenture (decennale partner di Microsoft, guarda caso!), che però punta il dito contro la disorganizzazione del Reparto IT della municipalità tedesca.

Quasi superfluo elencare i danni economici di questa decisione: una spesa maggiore del 36% in sei anni rispetto all'attuale soluzione (90 milioni di euro invece di 66), a cui si aggiungono 15 milioni di euro per l'acquisto di nuovi PC.

Ma la cosa peggiore è il tradimento dello spirito per cui era stata decisa la migrazione: l'indipendenza da un singolo fornitore. Scegliendo la soluzione proprietaria si mette il proprio destino nelle mani di un solo fornitore, e i propri dati chiusi a chiave nella cassaforte di un fornitore unico.

Se Monaco abbandonerà il software open source, sarà sicuramente un fallimento per Linux e il Software Libero. Credo che sia tempo di pensare come rafforzare l'azione di lobbying a favore del software open source, che sta diventando sempre più importante.
il 15 February 2017 17.10

14 February 2017

snappy
Scritto da Alan Ward

L’Internet delle cose (Internet Of Things, abbreviato in IoT) è ormai da tutte le parti. La vostra automobile potrebbe essere connessa ad Internet, il vostro sistema di sorveglianza per i neonati sicuramente lo sarà, e da un giorno all’altro saranno connesse anche le vostre lampadine (probabilmente LED). Da quanto si può evincere dalle notizie, nella sezione dedicata alla tecnologia, le impostazioni di fabbrica di questi dispositivi sembrano carenti. Avere a bordo un kernel Linux e una base di sistema GNU potrebbe non essere sufficiente per un dispositivo perennemente connesso a Internet, se il tutto è configurato in maniera scadente. Già per questa ragione (chi vuole rischiare a causa di sistemi facilmente compromissibili?), alcuni utenti scelgono di costruirsi da soli i loro dispositivi, configurandoli come meglio credono, partendo da una normale distribuzione Ubuntu. Al giorno d’oggi questo è piuttosto semplice, vista la moltitudine di piattaforme rivolte agli hobbisti come per esempio il Raspberry Pi.

Rispolverare un portatile piuttosto vecchio o un netbook può, tuttavia, rivelarsi un’alternativa divertente ed economicamente vantaggiosa.

Il vecchio netbook Asus eeePC, equipaggiato con un processore Intel Celeron M da 900 MHz, è al giorno d’oggi un venerabile pezzo d’antiquariato. Infatti non è un segreto che le ultime distribuzioni di Ubuntu difficilmente riusciranno a entrare in 1 GByte di RAM e in 4 GByte di hard disk, nonostante esista qualche modo per aggirare queste limitazioni, come ho descritto in passato su queste pagine. Comunque le specifiche di questo eeePC sono simili a quelle di molti moderni dispositivi nati come piattaforme IoT, ad esempio il Raspberry Pi 3. Le differenze maggiori sono sostanzialmente due:

  • L’eeePC ha a bordo un processore Intel per PC. Per questa ragione è meno efficiente in termini di consumi rispetto ai processori ARM, i quali sono progettati specificatamente per funzionare a batteria. Avremo bisogno di alimentare il netbook con un alimentatore e la batteria di cui è dotato, a seconda delle sue condizioni, farà da tampone in caso di (brevi) interruzione sulla linea elettrica.
  • L’eeePC è dotato di periferiche come la porta VGA, un modem, un lettore di schede SD, che una moderna scheda IoT potrebbe non avere. Queste cose possono tornare utili, insieme al monitor di cui è dotato ogni PC portatile. È presente una scheda WiFi integrata e qualsiasi altra periferica può venire facilmente connessa mediante la porta USB.

Non c’è bisogno di dirlo, ma dato che l’eeePC è alimentato da un trasformatore di corrente alternata e da una batteria come tutti i portatili, la scheda USB di cui è dotato è capace di fornire una tensione molto superiore a quella fornita dalla maggior parte delle schede IoT per hobbisti. Un disco fisso esterno può essere direttamente collegato all’USB, diversamente dal Raspberry Pi per esempio, dove invece bisogna utilizzare un alimentatore supplementare.

Quindi, se si fa a meno dell’ambiente grafico e delle sue pretese in termini di hardware, l’eeePC può ancora essere una piattaforma sufficiente per le necessità di un dispositivo IoT, dato che la maggior parte di queste schede avrà comunque bisogno di un’alimentazione a muro.

Nel mio caso ho approfittato della recente uscita della versione 16 di Ubuntu Snappy. Questa distribuzione è basata su Ubuntu 16.04, anziché sulla 15.04 come le precedenti release. Guardando al futuro può essere un vantaggio, dato che la 16.04 è LTS (Long Term Support). Comunque sia, molte cose sono cambiate in fase di installazione. E risulta ancora difficile trovare istruzioni precise su come impostare le cose, probabilmente perché è una versione beta, ed è poco che è stata rilasciata (al momento in cui viene scritto l’articolo).

SCARICARE UBUNTU SNAPPY E METTERLA SU UNA PENDRIVE

Ho scaricato la versione 32-bit (i386) dell’immagine disco di Ubuntu Snappy (conosciuta anche col nome di Ubuntu Core) da: http://cdimage.ubuntu.com/ubuntu-snappy/16.04/current/Una volta scaricata si può decomprimere l’immagine, come utente senza privilegi di root, usando il comando:

unxz ubuntu-core-16-i386.img.xz

Se l’utility di compressione unxz non è presente sul vostro sistema, potete installarla con il comando:

sudo apt install xz-utils

Questa immagine decompressa, con l’estensione IMG, è una copia byte per byte del contenuto del disco rigido di un dispositivo su cui gira Snappy. Ha la dimensione esatta di 4’000’000’000 byte, ossia 4 GBytes. Quando si usa la notazione tradizionale in base 2, allora parliamo di 3725 GigaByte ossia 3725 x 2^30 Byte. Questa è la dimensione esatta dell’hard disk dell’eeePC, quindi non dovremmo avere problemi nel metterci sopra questa immagine disco.

Una volta decompressa l’immagine, il nostro problema sarà come trasferirla dal nostro computer all’eeePC. Abbiamo bisogno di far partire questa macchina da un device esterno, come una penna USB o una scheda SD. Per questo lavoro potremmo usare una distribuzione leggera di Ubuntu, come Xubuntu a 32 bit. Una volta fatto partire l’eeePC da un Live CD, possiamo trasferire l’immagine di Snappy copiando il contenuto di questa immagine montando un volume via rete.

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Abbiamo tuttavia metodi più semplici per effettuare il trasferimento, come per esempio utilizzare l’immagine di Snappy stessa. Per fare questo, ho usato una penna USB di una dimensione appropriata, 4 Gbyte. Anche l’utilizzo di una scheda SD della stessa capacità può essere una possibilità, dato che l’eeePC può fare il boot anche da questo dispositivo. Probabilmente la scheda SD verrà riconosciuta dal kernel come /dev/mmcblk0 o qualcosa del genere.

Partendo dal computer su cui ho scaricato Ubuntu Snappy, ho copiato l’immagine sulla chiavetta, nel mio caso identificata come /dev/sdc. Bisogna fare molta attenzione ad individuare con quale nome viene identificata l’unità. Consultare l’output del comando:

dmesg | grep sd

può essere d’aiuto per essere sicuri di andare a scrivere sulla penna USB e non, per esempio, su uno dei dischi fissi del PC. Quindi mi sono assicurato che la chiavetta non fosse montata prima di utilizzare il comando dd per copiare l’immagine byte per byte, in blocchi da 1 MByte.

sudo umount /dev/sdc*
sudo dd if=ubuntu-core-16-i386.img of=/dev/sdc bs=1M

L’utilizzo di una differente dimensione dei blocchi potrebbe dare errore, dato che l’immagine potrebbe non essere esattamente un multiplo del numero di byte all’interno di un blocco. Comunque 1 MByte è un valore sicuro e la comparsa di eventuali errori può venire ignorata.

La chiavetta contiene ora un’immagine avviabile di Ubuntu Snappy. Possiamo toglierla dal computer principale e utilizzarla per far partire l’eeePC.

CONFIGURARE IL NUOVO SISTEMA SULLA PENNA USB

Dobbiamo premere il tasto escape (Esc) durante il boot dell’eeePC in modo da scegliere, nella lista che apparirà, il dispositivo da cui effettuare il boot. Questo sarà il dispositivo con il prefisso USB, se utilizziamo una penna USB. A questo punto dovreste vedere il bootloader GRUB che presenterà una lista con un’unica voce: “Ubuntu Core 16”. Dopo un po’ di tempo, e dopo varie pagine piene di messaggi del kernel e del sistema, dovreste finire su una schermata vuota con il messaggio “Press enter to configure”.

La configurazione iniziale del sistema è un processo piuttosto semplice, anche se dovremo usare un’interfaccia testuale che potrebbe sembrare strana alle persone abituate alle applicazioni grafiche. Utilizzate le frecce sulla tastiera per passare da un campo all’altro e configurate almeno un’interfaccia di rete per connettersi a Internet.

In molti casi utilizzeremo il netbook per collegarci sia con l’interfaccia Ethernet che via wireless. Ho utilizzato le finestre di configurazione per connettere la porta Ethernet (eth0) alla mia rete di casa cablata e usando il DHCP. Questa è l’opzione più semplice per completare la configurazione, dato che la configurazione del WiFi per collegarsi a un access point non sembra possibile effettuarla a questo punto del processo di configurazione. Ubuntu Snappy riconosce la scheda wireless, ma non fornisce un’interfaccia di configurazione per scegliere il SSID a cui collegarsi e nemmeno un campo in cui inserire la password della rete WiFi. Questo ci fa presumere come Snappy sia un work in progress, e che il problema verrà corretto nelle versioni future.

Avrete anche bisogno di un account sullo store di Ubuntu Snappy per poter proseguire. Questo possiamo crearlo sulla pagina principale di Ubuntu One all’indirizzo https://login.ubuntu.com/, questo passaggio potrebbe essere reso più chiaro da Canonical. Sto pensando nello specifico ai nuovi utenti che non hanno ancora avuto occasione di utilizzare i servizi di Ubuntu. Mentre fate questa registrazione, ricordate di creare sul vostro computer una coppia di chiavi RSA pubblica e privata, e caricate poi la chiave pubblica (quella con l’estensione .pub) sul server di Ubuntu. Se ne avete bisogno trovate delle buone istruzioni circa la creazione di questa coppia di chiavi in qualsiasi buon tutorial relativo all’utilizzo di SSH senza password, come per esempio quello scritto da Mathias Kettner che potete trovare all’indirizzo http://www.linuxproblem.org/art_9.html (potete leggere solo la prima parte, relativa appunto alla creazione di questa coppia di chiavi).

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Aprite in un editor di testi il file id_rsa.pub che si trova nella directory ~/.ssh, copiatene il contenuto e poi incollate il testo nell’apposito campo sulla pagina web di Ubuntu One. Fate attenzione a non copiare il testo dal file senza l’estensione .pub: questa è la vostra chiave privata, e non dovrete mai condividerla con nessuno.

24_2

Una volta configurato il dispositivo Snappy, non potremo fare login diretto con un utente locale. Dovremo collegarci via rete mediante SSH. Il mio utente è alanward su un certo server di posta, e questo è l’account con cui mi sono registrato sul servizio di Ubuntu. Perciò il mio utente sulla mia nuova istanza di Snappy sarà anch’esso alanward. Facciamo login usando il comando:

ssh @<Snappy’s local IP address>

Potremmo aver bisogno di guardare sul router per capire quale indirizzo IP sia stato assegnato dal DHCP alla nuova macchina. Oppure qualche ping ben mirato potrebbe essere d’aiuto.

Non è necessario inserire nessuna password per fare login, dato che la nostra chiave pubblica è sufficiente per identificarci. Infatti, sul device, il nostro nuovo utente non ha una password, proprio come non ce l’ha l’utente root su molti sistemi Ubuntu.

Su Snappy possiamo diventare root con lo stesso metodo usato su Ubuntu, ossia usando il comando sudo:

sudo bash
root@localhost:~#

Potrebbe essere utile abilitare l’accesso di root direttamente via SSH. Possiamo utilizzare la directory .ssh creata dallo script di installazione, ovvero copiando questa directory nella home directory dell’utente root

cp -r .ssh /root/

Possiamo uscire dalla sessione SSH utilizzando due volte il comando exit. Possiamo poi fare login come root dal nostro computer principale utilizzando sempre le stesse credenziali SSH usate in precedenza:

ssh root@192.168.0.104
Welcome to Ubuntu 16.04.1 LTS (GNU/Linux 4.4.0-36-generic i686) …

25

A questo punto abbiamo un sistema pienamente funzionante sebbene risieda ancora sulla chiavetta USB. Possiamo copiarlo sul disco fisso dell’eeePC, se vogliamo. Le prestazioni della chiavetta USB sono sufficienti per i compiti semplici. Usare il disco fisso ci eviterà però di avere una chiavetta che spunta dal dispositivo, oltre a liberare una porta USB da destinare eventualmente ad altri utilizzi. Anche la velocità è leggermente migliore, nonostante il disco fisso dell’eeePC non sia velocissimo con i suoi 32 MByte/s di banda.

Copiate il contenuto della chiavetta USB sull’hard disk utilizzando il comando dd. Il disco dell’eeePC dovrebbe essere /dev/sda. Se la penna USB è stata riconosciuta come /dev/sdb, potremmo lanciare questi comandi:

sudo bash
dd if=/dev/sdb of=/dev/sda bs=1M

Stiamo ripetendo la procedura utilizzata per copiare l’immagine originale sulla chiavetta USB. Ma adesso la chiavetta contiene un sistema interamente configurato e questo è quello che stiamo installando sul disco fisso dell’eeePC. Una volta terminata la copia, possiamo spegnere il dispositivo:

shutdown -h now

Quando il computer sarà completamente spento, ricordatevi di rimuovere la chiavetta USB prima di riaccenderlo. Se tutto è andato per il verso giusto, l’eeePC dovrebbe partire dal disco fisso usando GRUB, esattamente allo stesso modo del boot da chiavetta. Dovrebbe essere accessibile via SSH come prima, senza la necessità di ulteriori configurazioni.

Questa procedura dovrebbe funzionare anche con una chiavetta USB di dimensioni maggiori. Tuttavia in questo caso dd darà un messaggio di errore dato che andrà oltre il limite dei 4GByte. Ma se il filesystem sulla chiavetta USB non è stato ridimensionato, questo non dovrebbe risultare un problema.

AMMINISTRAZIONE DEL NUOVO DISPOSITIVO IOT

Finiamo con una breve nota sull’amministrazione del sistema. Ubuntu Snappy è molto diversa da una normale distribuzione Ubuntu, come per esempio Ubuntu Server o una delle varie versioni desktop. L’immagine da 4 GByte che abbiamo installato contiene due partizioni distinte. Una è in sola lettura e contiene il kernel e l’immagine del sistema. L’altra è scrivibile e contiene i dati dell’utente e le modifiche fatte al sistema nel corso del tempo. Il fatto di avere buona parte del sistema operativo in un file system in sola lettura fa sorgere qualche complicanza, nonostante si riveli utile per la sicurezza del dispositivo.

La prima grande differenza che si nota provenendo da una distribuzione Ubuntu classica consiste nel fatto che il modo di installare i programmi con apt non funziona più. Gli amministratori dovranno usare il comando snap per interrogare lo store di Ubuntu e amministrare i pacchetti software. C’è un po’ di documentazione su Internet, e il comando stesso fornisce una discreta quantità di spiegazioni. Qualche esempio di utilizzo di snap dovrebbe essere autoesplicativo:

sudo bash
snap help
snap list
snap install hello-world
hello-world
Hello World!

L’altra caratteristica che potrebbe sorprendere gli amministratori consiste nel procedimento da usare per cambiare le variabili di sistema. Per esempio l’impostazione del proxy prima di utilizzare il comando apt:

sudo bash
export http_proxy=”http://my_web_proxy:3128
apt update …

Il comando snap, invece, non sembra considerare le variabili d’ambiente della shell. Per questa ragione abbiamo bisogno di modificare la configurazione del servizio snapd stesso. Sfortunatamente (o meno, a seconda del vostro punto di vista), questo è un servizio gestito tramite systemd e che ha bisogno di essere configurato con dei comandi opportuni. Così:

sudo bash
systemctl edit snapd.service

Questo lancerà l’editor vi con cui potremo inserire i dettagli del server proxy all’interno del file di configurazione di systemd relativo al servizio snapd. Per esempio:

[Service]
Environment=”HTTP_PROXY=http://my_web_proxy:3128
Environment=”HTTPS_PROXY=http://my_web_proxy:3128″

Notate l’uso delle lettere maiuscole per i nomi delle variabili d’ambiente. Una volta usciti da vi, dovremo far ripartire il servizio snapd, e procedere con l’installazione dei nostri snap:

systemctl stop snapd
systemctl start snapd
snap install hello-world …

 

QUALCHE PENSIERO FINALE

Gli utenti con esperienza e gli amministratori delle distribuzioni di Ubuntu classiche potrebbero avere la sensazione che, in Ubuntu Snappy, ci siano delle limitazioni nel fare le cose. In qualche maniera questo è sicuramente vero. Dall’altro lato, questo è un punto di forza poiché si ha il vantaggio di avere un sistema alla fine dei conti più sicuro. Parlando di dispositivi che molto spesso vengono messi in piedi da persone non specializzate, ma che dovranno rimanere collegati ad Internet per tutto il tempo del loro ciclo di vita, potrebbe essere una scelta vincente avere di default un livello di sicurezza alto.

In ogni caso Snappy porta qualche beneficio. Uno di questi sta nel fatto che le applicazioni vengono eseguite in una sandbox, così come la semplicità con cui si possono installare, come visto negli esempi qui sopra. Fare dei cloni del sistema operativo partendo dalla chiavetta USB e spostarli sul disco fisso, o dal disco fisso su una seconda chiavetta non è solo possibile, ma è anche estremamente semplice.

Convertire una vecchia macchina come l’eeePC in un dispositivo Snappy porta con sé diversi benefici. Come il fatto di riutilizzare un oggetto che altrimenti finirebbe nella spazzatura. Dal punto di vista di noi utenti, invece, abituarsi all’uso di Ubuntu Snappy su una piattaforma del genere, ci renderà le cose più semplici quando avremo la necessità di mettere le mani sui dispositivi mobili con Ubuntu Touch: questo sistema è, in sostanza, costruito sulle fondamenta di Snappy, con l’aggiunta di un’interfaccia grafica e di altre applicazioni. Per questa ragione imparare Snappy può essere considerato un investimento in termini di tempo per le persone interessate a maneggiare Ubuntu Touch, per esempio progettando e realizzando dei pacchetti software per questa piattaforma.    

Biografia dell’autore: Alan insegna informatica alla Escola Andorrana de Batxillerat (scuola superiore). Ha tenuto corsi su GNU/Linux alla University of Andorra e sull’amministrazione di sistemi GNU/Linux alla Open University of Catalunya (UOC).

il 14 February 2017 15.20

13 February 2017

firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Mozilla ha rilasciato la versione 50.1.0 del web browser Firefox un paio di giorni fa e sembra che abbiano risolto un totale di 13 vulnerabilità di sicurezza, che erano state usate da un attaccante per fracassare l’applicazione o eseguire programmi con il vostro login se gli utenti stavano per aprire un sito web malevolo.

Canonical sollecita con urgenza gli utenti a aggiornare i pacchetti di Mozilla firefox il più presto possibile. Firefox 50.1.0 è ora disponibile nei repository software che contengono le versioni stabili.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952.shtml


il 13 February 2017 10.15

kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Lo sviluppatore di lungo corso della comunità KDE Harald Sitter stava lavorando ultimamente sul creare uno Framework  KDE Snap condivisibile che avrebbe reso reso lo snapping di applicazioni KDE per Ubuntu e altre distribuzioni GNU/Linux molto più facile e divertente.

In un recente post sul blog, lo sviluppatore spiega ha gestito per mettere insieme le app KDE come Snaps mentre provava a renderle più piccole possibili. La dimensione dei pacchetti binari scaricabili Snap e Flatpak così come i contenuti di full circle magazine.

Per poter essere adottati dall masse, essi hanno bisogno di esser più piccoli e grazie

al duro lavoro di harold Sitter, c’è ora una versione SNAP del framework 5 KDE collezione di librerie da aggiungere per Qt5, che gli sviluppatori KDE stanno usando per sviluppare applicazioni per l’ambiente desktop Plasma 5.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745.shtml


il 13 February 2017 09.36

10 February 2017

refreacta

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Refracta è una distribuzione Linux in qualche modo oscura che offre eccezionali funzionalità e stabilità. L’oscurità non è sempre una cosa negativa quando stiamo parlando di distribuzioni Linux: potete trovare alcune alternative interessanti al vostro corrente sistema operativo.

Refracta è una grande sorpresa in un piccolo pacchetto: molte distribuzioni sono difficili da distinguere a causa della mancata varietà. Altre offrono ai nuovi utilizzatori qualcosa di unico che li rende contenti e produttivi. Refracta è una delle poche distribuzioni Linux piena di servizi che rende un facile e più conveniente sostituzione per le opzioni tascabili di Linux così come Puppy Linux.

Fonte: http://www.technewsworld.com/story/84129.html


il 10 February 2017 09.19

09 February 2017

gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

Una nuova versione di manutenzione del gestore di pacchetti Software di GNOME è stata rilasciata il primo di Dicembre 2016, versionata 3.22.3, per l’ambiente desktop GNOME 3.22.

Come potete sapere, GNOME 3.22 ha avuto il suo secondo e ultimo punto di rilascio schedulato per lo scorso mese, che porta l’aggiornamento di mantenimento di  GNOME Software 3.22.2, ma sembra che alcuni bug abbiano bisogno di essere corretti per il gestore dei pacchetti grafico usato di default nelle popolari distribuzioni GNU/Linux.

E oggi, possiamo vedere atterrare l’aggiornamento software nei repository stabili dei vari sistemi operativi basati su Linux, inclusa la recentemente rilasciata Fedora 25: parlando di Fedora, sembra che GNOME Software 3.22.3 renda possibile aggiornare Fedora Linux di due versioni in una volta sola.

Fonte: http://news.softpedia.com/news/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663.shtml


il 09 February 2017 13.42

semicode-os

Inviato da Arnfried Walbrecht
Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116

SemiCode OS è una distribuzione Linux sviluppata specificatamente per programmatori e sviluppatori web. È basata su Ubuntu 14.04, usa il familiare ambiente desktop GNOME e arriva precaricata con una buona selezione di strumenti di sviluppo. È disponibile per il download e i test la versione early beta: SemiCode OS v0.1.

Se diamo un’occhiata all’ampia lista delle varie distribuzioni Linux, troviamo soluzioni specializzate per hacker, utenti avanzati, artisti e giocatori. Ma c’è una scarsità di distribuzioni che pretendono di esser nate per le specifiche necessità dei programmatori; probabilmente perché la maggior parte dei sistemi basati su Linux sono talmente personalizzabili che uno sviluppatore è in grado di installare quello di cui ha bisogno in un batter d’occhio.

Source: https://fossbytes.com/semicode-os-linux-distro-programmers/


il 09 February 2017 10.01